2012 NUOVI CONSUMI; COMPORTAMENTI E REDDITO DELLE FAMIGLIE IN ITALIA

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Come cambiano i consumi della famiglie italiane. Gabriele Micozzi

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2012 NUOVI CONSUMI; COMPORTAMENTI E REDDITO DELLE FAMIGLIE IN ITALIA

  1. 1. Gabriele MicozziDOCENTE MARKETINGFacoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche CONSUMATORI: GERARCHIE DEI NUOVI BISOGNI E REDDITO
  2. 2. Secondo l‟art. 3 del Codice del Consumo (D. Lgs. 6, settembre2005, n.206) si intendono “consumatori e utenti le personefisiche che acquistino o utilizzino beni o servizi per scopi non riferibili all‟attività imprenditoriale e professionale eventualmente svolta” GABRIELE MICOZZI Università Politecnica delle Marche
  3. 3. "I consumatori, cercando la qualità e il valore, fissano gli standard di accettabilità dei prodotti e dei servizi, esprimendo unopinione a suon di dollari" Ronald Reagan (Presidente degli Stati Uniti)
  4. 4. “La soddisfazione crescente dei bisogni porta lo sviluppo dell‟individuo ad un alto grado di evoluzione della personalità” (A. Maslow)
  5. 5. Per BISOGNO si intende la necessità o il desideriodell‟uomo di uscire da uno stato di insoddisfazionemediante l‟utilizzo di mezzi adeguati allo scopo ed a tal fine destinati
  6. 6. Le necessità sono poche, ma i bisogni infiniti Josh Billings
  7. 7. Il punto di partenza di ogni indagine economica è dato dai bisogni umani. Senza bisogni nonesisterebbe nessuna economia, nessuna economia sociale, nessuna scienza relativa ad esse. I bisognisono la causa fondamentale; limportanza che la lorosoddisfazione ha per noi, la misura fondamentale; lasicurezza della loro soddisfazione, lo scopo finale di ogni economia umana Kahlil Gibran Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  8. 8. Piramide dei bisognidi Maslow Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  9. 9. Piramide dei bisogni di MaslowLindividuo si realizza passando per i vari stadi, i qualidevono essere soddisfatti in modo progressivo. Ilivelli di bisogno concepiti sono:1. Bisogni fisiologici (fame, sete, ecc.)2. Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione3. Bisogni di appartenenza (affetto, identificazione)4. Bisogni di stima, di prestigio, di successo5. Bisogni di realizzazione di sé (realizzando la propria identità e le proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale)
  10. 10. Siamo giunti alla chiaraconsapevolezza del fatto che la veralibertà individuale non può esistere senza sicurezza economica. Gli uomini bisognosi non sono uomini liberi Franklin Roosvelt
  11. 11. La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica Luigi Einaudi
  12. 12. Reddito Entrata di beni percepiti da un individuo, da unimpresa o da uno Stato in un determinato periodo di tempo Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  13. 13. PIL Prodotto interno lordo a prezzi di mercato Fonte: ISTAT
  14. 14. DAL 2000 PIL +0,4%, ITALIA ULTIMA IN UEPER CRESCITA ( ISTAT)Dal 2000 a oggi la performanceeconomica dellItalia è stata lapeggiore in Europa, con unacrescita media annua solo dello0,4%. "Con un punto percentuale inmeno allanno - scrive ancoralIstat - il nostro Paese sicolloca in ultima posizione tra i27 stati membri dellUe, con unconsistente distacco rispetto siaai paesi dellEurozona sia aquelli dellUnione nel suocomplesso".
  15. 15. SOMMERSO ALLARGATO DALLA CRISI(ISTAT)Leconomia sommersa "è un fenomenorilevante che influenzanegativamente il posizionamentocompetitivo del sistema paese.Lentità del valore aggiuntoprodotto dallarea del sommersoeconomico è stimata per il 2008 inuna forbice compresa tra 255 e 275miliardi di euro, ovvero tra il16,3% e il 17,5% del Pil.Leffetto della crisi tuttavia haverosimilmente allargato lareadelleconomia sommersa".
  16. 16. Retribuzioni Retribuzioni contrattuali orarie Fonte: ISTAT
  17. 17. Risparmio delle famiglie Propensione al risparmio delle famiglie Fonte: ISTAT
  18. 18. Istat: salari fermi da ventanni, Italiaultima in Europa per la crescitaRAPPORTO ISTAT - Per il 2012lIstituto di statistica prevede unariduzione del Pil pariall1,5%, mentre lanno prossimodovrebbe arrivare la ripresa (+0,5%)- La disoccupazione arriverà al 9,5%nel 2012 e al 9,6% nel 2013 -Lavoro: mai così tantiprecari, raddoppiati dal 1993 -Giovani: 4 su 10 ancora in famiglia- Donne: parità solo in una coppiasu 20. http://www.firstonline.info/a/2012/05/22/istat-salari-fermi-da-ventanni-italia- ultima-in-eu/a32e1e93-8659-4d62-bf85-e9be2d57a8ff
  19. 19. httProf. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
  20. 20. Prezzi al consumo Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività Fonte: ISTAT
  21. 21. Inflazione
  22. 22. I consumi delle famiglieScendono vertiginosamente, si spende come negli anni 80Il Rapporto di Intesa Sanpaolo, riferita al settore agroalimentare, rileva che i consumidi prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno segnato nel 2011 un calo dell1,5% aprezzi costanti.Vale a dire, in termini di spesa pro-capite nel 2011 si è tornati indietro di "quasitrentanni". Nel rapporto, si legge infatti che "si deve tornare ai primi anni 80 perscendere al di sotto dei 2.400 euro annui destinati al comparto agro-alimentare", ossiaalimentari, bevande, tabacco.In particolare si legge "si tratta in parte di un trend strutturale legato al minoreconsumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltàdel consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sulreddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in uncomparto dei bisogni poco comprimibili come lagroalimentare".Nel rapporto, si evidenzia inoltre che "lincremento della disoccupazione unito aglieffetti delle manovre di correzione dei conti pubblici sulle famiglie fanno prevedereuna nuova riduzione dei consumi". Consumi che "continueranno ad essere moltoprudenti a fronte di risorse reddituali sempre più scarse".
  23. 23. Prezzo della benzina Andamento dei prezzi dei carburanti alla pompa
  24. 24. Fiducia dei consumatori Fonte: ISTAT
  25. 25. Pressionefiscale sullefamiglieNel 2012 ogni famiglia pagherà 1.390 euro in più di tasselocali, lo riferisce la Cgia di Mestre. Tra laddizionale regionaleIrpef, laddizionale comunale Irpef e lIci-Imu, le tasse localiammonteranno a 35 miliardi di euro. In 10 anni la pressionefiscale è cresciuta dell86,4%.Sempre nello stesso periodo di tempo, la crescita del caricofiscale locale su ciascuna famiglia italiana è aumentata del69,3%.
  26. 26. Occupati Numero totale di occupati Fonte: ISTAT
  27. 27. Tasso di disoccupazione Tasso di disoccupazione totale Fonte: ISTAT
  28. 28. LAVORO: MA COSI TANTI PRECARI, INVENTANNI +48,4% ( ISTAT)"Dal 1993 al 2011 gli occupati dipendenti atermine sono cresciuti del 48,4% (+751milaunità) a fronte del +13,8% per loccupazionedipendente complessiva - prosegue ilrapporto -. Nel 2011 lincidenza del lavorotemporaneo sul complesso del lavorosubordinato è pari al 13,4%, il valore piùelevato dal 1993, e supera il 35% (quasi ildoppio del 1993) fra i 18-29enni".Il peso degli occupati atipici (dipendenti atempo determinato, collaboratori oprestatori dopera occasionale) sul totaledegli occupati è in progressivo aumento: hainiziato con un lavoro atipico il 44,6% deinati dagli anni Ottanta in poi. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
  29. 29. LAVORO: MA COSI TANTI PRECARI, INVENTANNI +48,4% ( ISTAT)A dieci anni dal primo lavoro atipico -quasi un terzo degli occupati è ancoraprecario e uno su dieci è senza lavoro. Ilpassaggio a lavori standard è più facileper gli appartenenti alla classe socialepiù alta, mentre chi ha iniziato comeoperaio in un lavoro atipico, dopo diecianni, nel 29,7% dei casi è ancora precarioe nell11,6% ha perso il lavoro. Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Prof. Gian Facoltà di Economia “G. Fuà” Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Università Politecnica delle Marche Marche gmicozzi@yahoo.it
  30. 30. Aumenta la distanza fra le informazioni fornite dal prodotto interno lordo e ciò che conta per ilbenessere della popolazione; occorre considerare le ineguaglianze; migliorare le misurazioni riferite a salute, educazione, attività personali e condizioni ambientali; informare sulla prossimità a livelli di guardia del danno ambientale; misurare la valutazione della qualità della vita da parte della popolazione Stiglitz, Senn, Fitoussi (2009)
  31. 31. Indagine: come sono cambiate leabitudini di risparmio e consumodelle famiglie, di fronte alla crisi
  32. 32. Il nostro prodotto interno lordo èdi 800 milioni dollari all’anno… maquel Pil include … la distruzionedelle sequoie … Al tempostesso, non tiene conto della salutedei nostri bambini … Non misurané il nostro spirito, né il nostrocoraggio … Misura tutto, fuorchéquello che rende la vita degna diessere vissuta … Può dirci tuttosull’America, ma non se possiamoessere orgogliosi di essereamericani Robert Kennedy (1968)
  33. 33. Come è cambiata la nostrasocietà nel frattempo?
  34. 34. Prima Oggi
  35. 35. Il computer prima era così…Oggi è così…
  36. 36. Si comunicava così …
  37. 37. … ora invece
  38. 38. … o anche più velocemente
  39. 39. Prima ci si incontrava qui …
  40. 40. … ora ci si incontra qui …
  41. 41. La Piramide dei bisogni di Maslow 2.0
  42. 42. Questo implica anche nuove abitudini dei consumatori Prima
  43. 43. Questo implica anche nuove abitudini dei consumatori Oggi
  44. 44. … nuovi stili di consumo OggiPrima
  45. 45. Il cambiamento è una legge della vita e coloro che siostinano a guardare sempre solo al passato o siconcentrano unicamente sul presente possonoessere sicuri di perdersi il futuro JOHN F. KENNEDY
  46. 46. Non penso mai alfuturo, arriva così presto Albert Einstein
  47. 47. Altreproblematicheda affrontare
  48. 48. Invecchiamento della popolazione Indice di vecchiaia in Italia. Anni 1961-2010 (valori percentuali) Fonte: ISTAT
  49. 49. Trend futuro• La popolazione è destinata ad invecchiare gradualmente. Nello scenario centrale l‟età media aumenta da 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l‟età media si stabilizza sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione.• Particolarmente accentuato entro i prossimi trenta anni è l‟aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale ,aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepassano il 32%. Dopo tale anno, tuttavia, la quota di ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. Fonte: ISTAT
  50. 50. Nascite e fecondità in Italia Anni 1995-2010, valori assoluti600,000500,000400,000 nati stranieri nati italiani300,000200,000100,000 0 2002 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
  51. 51. Trend futuro• La popolazione fino a 14 anni di età, oggi pari al 14% del totale, evidenzia un trend lievemente decrescente fino al 2037, anno nel quale raggiunge un valore minimo pari al 12,4%. Dopo tale anno la percentuale di under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del 12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a tale stima fa comunque ritenere che nel medesimo anno tale quota potrebbe oscillare in un intervallo compreso tra l‟11% e il 14%.• La popolazione in età lavorativa (15-64 anni) evidenzia, nel medio termine, una lieve riduzione, passando dall‟attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine, invece, ci si aspetta una riduzione più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l‟indicatore si stabilizza, con un valore del 54,7% nel 2065, per un intervallo di stima compreso tra il 53,8% ed il 55,8%. ISTAT Fonte:
  52. 52. StranieriStranieri residenti al 1° gennaio Fonte: ISTAT
  53. 53. La famiglia
  54. 54. La famiglia• è aumentato il numero delle famiglie: è passato da circa 20 milioni di famiglie all‟inizio degli anni „90 a 24 milioni nel 2010-2011• è diminuito il numero dei componenti: da 2,7 componenti a 2,4• aumentano le famiglie unipersonali e le coppie senza figli• i single non vedovi nell‟ultimo ventennio sono quasi raddoppiati, anche in conseguenza dell‟aumento delle separazioni e dei divorzi• le libere unioni sono quadruplicate• ogni 10 matrimoni quasi 3 finiscono in separazione, una proporzione raddoppiata in 15 anni Fonte: ISTAT
  55. 55. GIOVANI, 4 SU 10 RIMANGONO IN FAMIGLIA( ISTAT)Quattro giovani su 10 fra i 25 e i 34 annivivono ancora nella famiglia dorigine: la quotaè del 41,9%, contro il 33,2% degli anni 1993-94.Il fenomeno per i maschi riguarda il49,6%, mentre per le femmine la quota è del 34%.Il 45% dichiara di restare in famiglia perchénon ha un lavoro o non può mantenersiautonomamente. E in ventanni - aggiungelistituto di statistica - si è dimezzata laquota di giovani che escono dalla famiglia persposarsi.I giovani che non lavorano e non studiano("Neet") hanno superato i due milioni e la"quota è più alta nel Mezzogiorno, 31,9%, unvalore quasi doppio di quello del Centro-nord, con punte massime in Sicilia (35,7%) e inCampania (35,2%), seguite da Calabria (31,8%) ePuglia (29,2%)".
  56. 56. MANCA PARITA‟ UOMO DONNA( ISTAT)Solo in una coppia su venti il lavorofamiliare e il contributo ai redditi sonoequamente distribuiti fra i partner. In unacoppia su tre (30%) la donna non lavora e sioccupa da sola della famiglia, spesso senzaavere accesso al conto corrente (47,1%) esenza condividere le decisioni importanti conil partner (20%). In una coppia su quattro ladonna guadagna meno del partner, ma lavoramolto di più per la famiglia. LIstat rivelache lItalia è in fondo alla classificaeuropea per il contributo della donna airedditi della coppia: il 33,7% delle donnetra i 25 e i 54 anni non percepisce redditi(contro il 19,8% della media Ue).
  57. 57. La famiglia Tassi di nuzialità (matrimoni per 1000 abitanti) e tassi di divorzialità(divorzi per 10.000 abitanti) per regione. Anno 2007 (numeri indici: tasso per l’Italia=100) Fonte: ISTAT
  58. 58. Quale futuro?
  59. 59. Probabilmente stiamo attraversando un terremoto che cicostringera‟ a costruire insieme un nuovo mondo
  60. 60. Si può cambiare per illuminazione o disperazione. Sino ad oggi molto illuminati non siamo stati….
  61. 61. Il loro futuro è in pericolo?
  62. 62. … alloratutta l‟Italia è in pericolo? Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  63. 63. Cosa vogliono le future generazioni? … c‟è che vuole questo
  64. 64. Cosa vogliono le future generazioni?… ma in molti sognano questo
  65. 65. Qual è l‟ostacolo?
  66. 66. Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  67. 67. Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  68. 68. Il sogno spezzato Martedì 24 gennaio 2012 il programma televisivo Ballarò di RaiTre propone il servizio “Il sogno spezzato”. Si tratta di un‟intervista ad una giovane laureata in lettere in cerca dioccupazione e parallelamente un‟intervista alla madre della ragazza Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
  69. 69. Il sogno spezzato “L’ultimo lavoro che mi era stato offerto era aFormello ma io non avevo i soldi per pagarmi unamacchina e ho dovuto rifiutare perché non ci sono mezzi che ci arrivano”
  70. 70. Il sogno spezzato“Vedo che anche per lei le porte sono chiuse … Questi ragazzi, li vedi spenti, li vedi SENZA SPERANZA, mentre quella noi l’avevamo …”
  71. 71. Il sogno spezzato “E’ una sensazione di IMMOBILITA’, quasi divertigine perché sentirsi così toglie i punti fermi … e anche di MANCANZA DI EQUILIBRIO … una sensazione di vertigine principalmente che poi siriflette nella PAURA DI NON VEDERE UN FUTURO”
  72. 72. Il sogno spezzato“Sinceramente soffro per lei, soffro perché soche i suoi sogni vengono spezzati dalla realtà”
  73. 73. C’è UNAPROFONDADICOTOMIA TRALE ASPETTATIVEDI CONSUMODEI GIOVANI ELA LOROCONCRETAPOSSIBILITA’ DISODDISFARLE
  74. 74. Rischi INESORABILE “FUGA DEI CERVELLI”
  75. 75. Rischi“DEPRESSIONE” DI UN’INTERA GENERAZIONE

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