Alla cortese attenzione


del Presidente
della Giunta Provinciale di Trento
LORENZO DELLAI


dell’Assessore all’Istruzione
MARTA DALMASO


e p.c.
Del Sindaco di Rovereto
GUGLIELMO VALDUGA


della Redazione del quotidiano
“L’ADIGE”


della Redazione del quotidiano
“TRENTINO”




Noi genitori riuniti in assemblea il 3 marzo 2010 attraverso questo documento intendiamo
esprimere la nostra ferma contrarietà, nonché la nostra profonda amarezza, per
l’abolizione del liceo tecnologico all’ITI “Marconi” di Rovereto, decisa a sorpresa dalla
giunta provinciale che fino a pochi giorni prima aveva dato rassicurazioni in merito al suo
mantenimento.
Questo liceo è nato 15 anni fa grazie alla volontà e all’impegno dell’allora preside
prof.Robol e di molti insegnanti del “Marconi”.
L’impianto di base di questa scuola all’avanguardia e modello unico prevede una elevata
offerta formativa sia in ambito umanistico che tecnico-scientifico e l’adozione di una
metodologia didattica per l’insegnamento delle materie scientifiche che coniuga l’attività di
laboratorio ad un rigoroso approfondimento teorico. La disponibilità di numerosi laboratori,
adeguatamente attrezzati, consente di integrare le lezioni frontali teoriche con esperienze
pratiche, che permettono di rendere la teoria più tangibile e comprensibile e migliorare
così le competenze degli alunni.
I dati allegati dimostrano come i ragazzi che escono da questo liceo abbiano acquisito una
solida e polivalente preparazione che permette loro di frequentare con profitto facoltà
scientifiche particolarmente impegnative come medicina, ingegneria, biologia, chimica,
fisica ecc, ma anche facoltà ad indirizzo umanistico quali lettere, filosofia, giurisprudenza
ecc.
La riforma Gelmini/Dalmaso prevede l’abolizione del liceo tecnologico per “sostituirlo” con
un nuovo “liceo scientifico con opzione delle scienze applicate”, che nascerebbe dal nulla
presso il liceo Rosmini.
Questo nuovo indirizzo, impoverito del latino e con qualche ora di informatica in più, sarà
però profondamente diverso dall’attuale liceo tecnologico, che ha impostato una efficace
didattica laboratoriale proprio perché nato e cresciuto all’interno di una scuola tecnica
come l’ITI “Marconi”.
L’ ITI “Marconi”, uno dei fiori all’occhiello della scuola trentina, ha diplomato in tanti anni
migliaia di studenti provenienti da tutta la provincia; è una scuola efficiente, ben
organizzata, nella quale l’ente pubblico ha investito molto fornendo laboratori dotati di
strumentazioni all’avanguardia. E questa scuola ha risposto utilizzando al meglio le risorse
offerte, garantendo un’ottimale ricaduta degli investimenti sugli utenti ai quali essi erano
destinati.
Qui non ci sono sprechi, né laboratori chiusi o polverosi e francamente non ci spieghiamo
perché si voglia cancellare, anzi ci sembra quasi “punire”, questa scuola.
Ci chiediamo anche che senso abbia eliminare un indirizzo di studio con una storia così
positiva e una didattica consolidata, per istituirne uno nuovo dalle connotazioni ancora
incerte, disperdendo il prezioso patrimonio di esperienza e competenza maturato in questi
anni dai docenti.
Desideriamo anche segnalare il disorientamento e il rammarico di molte famiglie che
avrebbero voluto iscrivere i propri figli al liceo tecnologico, nonchè la preoccupazione per
gli studenti che già lo frequentano e che gradualmente finiranno per perdere gran parte dei
loro docenti, costretti a trasferirsi presso altre scuole.
L’abolizione del liceo tecnologico riduce la varietà dell’offerta formativa sul territorio, che
dovrebbe invece essere diversificata per rispondere meglio alle molteplici richieste
dell’utenza e permettere così ai ragazzi di scegliere il percorso scolastico più consono alle
proprie capacità e attitudini, condizione indispensabile per portarlo avanti con successo.
Uno di noi, per tutti, ha già scritto in questi giorni che “l’autonomia trentina dovrebbe avere
la capacità e il coraggio di riconoscere, preservare e valorizzare le esperienze scolastiche
positive nate e cresciute sul nostro territorio, grazie alla competenza e all’impegno di
docenti che lavorano per una scuola migliore per i nostri ragazzi, per il nostro futuro.”
Auspichiamo pertanto che il presidente Dellai e l’assessore Dalmaso riconoscano il valore
di questa scuola che risponde così bene alle esigenze della società e del mondo del
lavoro odierni, che richiedono giovani preparati in ambito scientifico e attrezzati per
affrontare le nuove sfide tecnologiche.
E ribadiamo che solo mantenendo il liceo tecnologico presso una scuola tecnica quale l’ITI
esso può conservare le sue caratteristiche peculiari e vincenti.
Questo è peraltro quanto stanno già facendo altre province, come quella di Udine,
Cremona, Bergamo e altre che hanno stabilito che “l’opzione delle scienze applicate” sia
appannaggio dell’ITIS; nella stessa direzione sembra si stia orientando anche il governo
nazionale.
Esprimiamo infine il nostro completo appoggio alle iniziative intraprese in questi giorni
dagli studenti, ai quali va il nostro plauso per aver protestato in maniera corretta e
costruttiva al solo scopo di opporsi alla cancellazione del liceo tecnologico, parte
integrante della “loro scuola”, l’ITI “Marconi” che, non smetteremo mai di sottolineare con
orgoglio, si è distinto negli anni per l’eccellenza delle strutture e della didattica.


Confidando nella possibilità di riaprire il dialogo con la Giunta Provinciale, chiediamo un
incontro con il presidente Dellai e l’assessore Dalmaso, in cui potersi confrontare in merito
al futuro di questa scuola che ci sta particolarmente a cuore.

Lettera Genitori

  • 1.
    Alla cortese attenzione delPresidente della Giunta Provinciale di Trento LORENZO DELLAI dell’Assessore all’Istruzione MARTA DALMASO e p.c. Del Sindaco di Rovereto GUGLIELMO VALDUGA della Redazione del quotidiano “L’ADIGE” della Redazione del quotidiano “TRENTINO” Noi genitori riuniti in assemblea il 3 marzo 2010 attraverso questo documento intendiamo esprimere la nostra ferma contrarietà, nonché la nostra profonda amarezza, per l’abolizione del liceo tecnologico all’ITI “Marconi” di Rovereto, decisa a sorpresa dalla giunta provinciale che fino a pochi giorni prima aveva dato rassicurazioni in merito al suo mantenimento. Questo liceo è nato 15 anni fa grazie alla volontà e all’impegno dell’allora preside prof.Robol e di molti insegnanti del “Marconi”. L’impianto di base di questa scuola all’avanguardia e modello unico prevede una elevata offerta formativa sia in ambito umanistico che tecnico-scientifico e l’adozione di una metodologia didattica per l’insegnamento delle materie scientifiche che coniuga l’attività di laboratorio ad un rigoroso approfondimento teorico. La disponibilità di numerosi laboratori, adeguatamente attrezzati, consente di integrare le lezioni frontali teoriche con esperienze
  • 2.
    pratiche, che permettonodi rendere la teoria più tangibile e comprensibile e migliorare così le competenze degli alunni. I dati allegati dimostrano come i ragazzi che escono da questo liceo abbiano acquisito una solida e polivalente preparazione che permette loro di frequentare con profitto facoltà scientifiche particolarmente impegnative come medicina, ingegneria, biologia, chimica, fisica ecc, ma anche facoltà ad indirizzo umanistico quali lettere, filosofia, giurisprudenza ecc. La riforma Gelmini/Dalmaso prevede l’abolizione del liceo tecnologico per “sostituirlo” con un nuovo “liceo scientifico con opzione delle scienze applicate”, che nascerebbe dal nulla presso il liceo Rosmini. Questo nuovo indirizzo, impoverito del latino e con qualche ora di informatica in più, sarà però profondamente diverso dall’attuale liceo tecnologico, che ha impostato una efficace didattica laboratoriale proprio perché nato e cresciuto all’interno di una scuola tecnica come l’ITI “Marconi”. L’ ITI “Marconi”, uno dei fiori all’occhiello della scuola trentina, ha diplomato in tanti anni migliaia di studenti provenienti da tutta la provincia; è una scuola efficiente, ben organizzata, nella quale l’ente pubblico ha investito molto fornendo laboratori dotati di strumentazioni all’avanguardia. E questa scuola ha risposto utilizzando al meglio le risorse offerte, garantendo un’ottimale ricaduta degli investimenti sugli utenti ai quali essi erano destinati. Qui non ci sono sprechi, né laboratori chiusi o polverosi e francamente non ci spieghiamo perché si voglia cancellare, anzi ci sembra quasi “punire”, questa scuola. Ci chiediamo anche che senso abbia eliminare un indirizzo di studio con una storia così positiva e una didattica consolidata, per istituirne uno nuovo dalle connotazioni ancora incerte, disperdendo il prezioso patrimonio di esperienza e competenza maturato in questi anni dai docenti. Desideriamo anche segnalare il disorientamento e il rammarico di molte famiglie che avrebbero voluto iscrivere i propri figli al liceo tecnologico, nonchè la preoccupazione per gli studenti che già lo frequentano e che gradualmente finiranno per perdere gran parte dei loro docenti, costretti a trasferirsi presso altre scuole. L’abolizione del liceo tecnologico riduce la varietà dell’offerta formativa sul territorio, che dovrebbe invece essere diversificata per rispondere meglio alle molteplici richieste dell’utenza e permettere così ai ragazzi di scegliere il percorso scolastico più consono alle proprie capacità e attitudini, condizione indispensabile per portarlo avanti con successo.
  • 3.
    Uno di noi,per tutti, ha già scritto in questi giorni che “l’autonomia trentina dovrebbe avere la capacità e il coraggio di riconoscere, preservare e valorizzare le esperienze scolastiche positive nate e cresciute sul nostro territorio, grazie alla competenza e all’impegno di docenti che lavorano per una scuola migliore per i nostri ragazzi, per il nostro futuro.” Auspichiamo pertanto che il presidente Dellai e l’assessore Dalmaso riconoscano il valore di questa scuola che risponde così bene alle esigenze della società e del mondo del lavoro odierni, che richiedono giovani preparati in ambito scientifico e attrezzati per affrontare le nuove sfide tecnologiche. E ribadiamo che solo mantenendo il liceo tecnologico presso una scuola tecnica quale l’ITI esso può conservare le sue caratteristiche peculiari e vincenti. Questo è peraltro quanto stanno già facendo altre province, come quella di Udine, Cremona, Bergamo e altre che hanno stabilito che “l’opzione delle scienze applicate” sia appannaggio dell’ITIS; nella stessa direzione sembra si stia orientando anche il governo nazionale. Esprimiamo infine il nostro completo appoggio alle iniziative intraprese in questi giorni dagli studenti, ai quali va il nostro plauso per aver protestato in maniera corretta e costruttiva al solo scopo di opporsi alla cancellazione del liceo tecnologico, parte integrante della “loro scuola”, l’ITI “Marconi” che, non smetteremo mai di sottolineare con orgoglio, si è distinto negli anni per l’eccellenza delle strutture e della didattica. Confidando nella possibilità di riaprire il dialogo con la Giunta Provinciale, chiediamo un incontro con il presidente Dellai e l’assessore Dalmaso, in cui potersi confrontare in merito al futuro di questa scuola che ci sta particolarmente a cuore.