UNIVERSITÀ VERDE
I cicli produttivi: ricadute ed impatti sull’ambiente
e sulla salute dei cittadini




Il ciclo dell'acciaio: dallo
scarico dei minerali agli
altiforni.
Roberto Giua
ARPA Puglia


                                                        LEGAMBIENTE
                                                        Taranto
La lavorazione dell’acciaio utilizza materie prime
e prodotti di riciclo provenienti da tutto il
mondo, e conduce a migliaia di prodotti e sotto
prodotti.

Negli ultimi 150 anni, i processi di produzione
dell’acciaio hanno conosciuto un impressionante
miglioramento tecnologico. Alcuni processi, come
quello Bessemer, impiegati inizialmente, sono
ora completamente abbandonati.

In generale, due sono i metodi utilizzati per la
produzione dell’acciaio:

•quello che utilizza i minerali, o ciclo integrale;
•quello che utilizza i rottami, o acciaieria
elettrica.
EAF: electric arc furnace (acciaieria elettrica)
BOF: basic oxigen furnace (acciaieria a ossigeno)
Open hearth: processo Martin-Siemens
Ci sono quindi due differenti processi per
produrre prodotti semilavorati di acciaio: il
processo integrato, che usa gli altiforni, e la
fusione diretta in forni elettrici.

Talvolta, viene utilizzato un processo di
raffinazione in siviera, per migliorare la qualità
dell’acciaio liquido.

L’acciaio viene, quindi, colato in varie
forme, quali bramme o billette, per la
successiva formatura a caldo o a freddo.
I minerali utilizzati per produrre l’acciaio
attraverso il ciclo integrato sono
essenzialmente ossidi di ferro: l’ematite, la
limonite, e pochi altri.

Sono tutti caratterizzati da un colore bruno-
rossastro.

I principali siti di estrazione di tali minerali
sono distribuiti in tutto il mondo, in gran parte
fuori dall’Europa e, soprattutto, lontano
dall’Italia.
Distribuzione nel mondo dei principali siti di estrazione dei minerali di ferro
World iron ore production
2004 world iron ore production was 1.43 billion
tons, representing an increase of 15 percent over
    Produzione mondiale di minerale di ferro
2003. From the distribution of 435 million tons in 2004 è
    La produzione mondiale di minerale di ferro nel
Asia, South America 315 million tons, 232 million tons del 15
    stata di 1,43 miliardi di tonnellate, con un aumento
in Oceania, Europe 246 millionLa distribuzione è tons di 435
    percento rispetto al 2003. tons, 098 million stata
in North America, Africa, in Asia, di 315 milioni di tonnellate in
    milioni di tonnellate 056 million tons. Iron ore
production in fourdi 232 milioni di tonnellate in Oceania, di
    Sud America, countries, followed by 310 million
tons246 milioni di tonnellate in Europa, di 98 milioni di
     in China, Brazil, 280 million tons, 230 million tons
in Australia, India, 120 million tons,56 milioni di tonnellate in
    tonnellate in Nord America, di the sum
accounted for produzione di minerale di ore in quattro paesi,
    Africa. La 67 of the total world iron ferro
production 310 milioni di tonnellate in Cina, 280 milioni di
    ovvero %.
    tonnellate in Brasile, 230 milioni di tonnellate in Australia
    e 120 milioni di tonnellate in India comprende il 67%
    dell’intera produzione mondiale.
Distribuzione globale delle riserve di
      minerale di ferro nel 2010
Di conseguenza, le materie prime devono
essere trasportate per lunghe distanze dai
siti di estrazione fino allo stabilimento di
produzione dell’acciaio.

Per questo, oltre che per la necessità di
acque per il raffreddamento, gli
stabilimenti siderurgici a ciclo integrale
sono collocati tutti nelle vicinanze del mare
o di una via fluviale.
Vista aerea del del sito di produzione Thyssen-Krupp
              di Schwelgern, Germania
Vista aerea del sito di produzione ArcelorMittal di
                    Gent, Belgio
I minerali, in pezzatura varia (che può
andare fino al polverino) vengono
depositati in parchi, da cui vengono ripresi
e movimentati con nastri per portarli agli
impianti di destinazione.

La movimentazione avviene attraverso
delle macchine dette «bivalenti», in quanto
operano sia la messa a parco che la ripresa
dei minerali dai cumuli.
Vista aerea del parco minerali del sito di produzione
      Thyssen-Krupp di Schwelgern, Germania
Parco minerali dello stabilimento ILVA di Taranto
Parco minerali dello stabilimento ILVA di Taranto
Macchine bivalenti, viste dall’alto nel sito di Taranto
Macchina bivalente
Macchina bivalente (particolare ruota a tazze)
CRITICITÀ: POLVERI DIFFUSE

Il deposito all’aperto di materiali polverulenti, in
un’area molto estesa, comporta la possibile
diffusione in aria di polveri per l’azione erosiva del
vento sui cumuli, ed il conseguente trasporto delle
polveri nelle aree abitate, ove queste si trovino
nelle adiacenze dell’area industriale.

Le migliori tecniche disponibili indicano vari
accorgimenti possibili per la riduzione delle
emissioni diffuse di polveri dal deposito di
materiali pulverulenti, fra le quali le più efficaci
sono:

-la copertura dei parchi di stoccaggio;
-l’utilizzo di materie prime in pezzatura non fine
(pellets).
Impianto di pellettizzazione
Pellettizzazione
                               Il concentrato di
                               minerale di ferro
                               viene trasformato,
                               presso la miniera,
                               in una forma
                               adatta per il
                               trasporto e per la
                               carica diretta in
                               altoforno (pellet).
Pellets di minerale di ferro
CRITICITÀ: ACQUE METEORICHE

La presenza di ampie aree scoperte di
materiali stoccati, contenenti metalli ed
elementi inquinanti, oltre alla necessità di una
costante umidificazione dei cumuli (non solo
per limitare la formazione di polveri
diffuse, ma anche per motivi antincendio)
comporta la formazione di elevate quantità di
acque di dilavamento (meteoriche e non).

In assenza di un sistema di
impermeabilizzazione delle aree e di un
sistema di intercettazione e trattamento, tali
acque possono infiltrarsi nel terreno e
interessare la falda sottostante.
Nel ciclo produttivo, il ferro deve essere
innanzitutto portato da forma ossidata in
forma elementare.

Questa riduzione avviene per reazione
chimica con il carbonio (contenuto nel
carbone), che si trasforma a sua volta in
ossido di carbonio.

            Fe2O3 + C  Fe + CO
Nel ciclo produttivo, il ferro deve essere
innanzitutto portato da forma ossidata in
forma elementare.

Questa riduzione avviene per reazione
chimica con il carbonio (contenuto nel
carbone), che si trasforma a sua volta in
ossido di carbonio.

         Fe2O3 + 3 C  2 Fe + 3 CO
Tale reazione avviene negli altiforni, dove
una parte del carbonio rimane disciolto nel
ferro, che viene chiamato perciò «ghisa».

Ma perché il processo possa avvenire:
-il minerale di ferro, se in polvere, deve
essere «agglomerato», portato cioè in una
pezzatura tale da potersi autosostenere
all’interno dell’altoforno;
-il carbon fossile deve essere privato della
sua parte volatile, e trasformato cioè in
carbon «coke».
La produzione dell’acciaio a
ciclo integrale:
dalle materie prime ai
prodotti finiti
Il processo di agglomerazione, o
sinterizzazione, avviene in un impianto in cui il
minerale viene sottoposto ad una temperatura di
900-1000 C, in modo che i granuli si aggregano in
una massa che, frantumata e vagliata, può entrare
nell’altoforno.

L’impianto è costituito da una o più linee in cui lo
strato di miscela di minerale e coke viene accesa
ed il treno di agglomerazione si sposta lentamente
in avanti mentre un’aspirazione fa spostare il
«fronte» della combustione verso il basso, fino
allo spegnimento prima del termine della linea.
Schema di impianto di sinterizzazione del
            minerale di ferro
CRITICITÀ: EMISSIONI CONVOGLIATE

Un impianto di sinterizzazione produce grandi
quantità di emissioni convogliate, derivanti dal
flusso di aria in aspirazione dalle linee di
agglomerazione, che trascina con sé elevate
concentrazioni di particelle, contenenti
microinquinanti organici e inorganici, oltre che di
inquinanti gassosi.

L’abbattimento di tali inquinanti si basa su varie
tecniche, delle quali la più efficiente è quella dei
filtri a maniche, che devono essere dimensionati in
funzione della portata del flusso gassoso. Per
controllare l’emissione di microinquinanti organici
(diossine) è opportuna l’iniezione di additivi che
catturino tali sostanze, prima dei filtri (carbone
attivo).
Camino dell’impianto di
sinterizzazione dello stabilimento
    siderurgico ILVA di Taranto
L’altro fondamentale componente del processo
siderurgico a ciclo integrale è il carbone.

Il carbon fossile deriva dalla trasformazione dei
vegetali, avvenuta nel sottosuolo nel corso di
milioni di anni, che ha portato alla produzione di
una serie di composti di peso molecolare
variabile, dal metano fino alla grafite.

Il carbon fossile contiene così, in proporzioni
variabili, delle sostanze volatili che devono essere
estratte per trasformarlo in coke «metallurgico».

Il processo di trasformazione del carbon fossile in
carbon coke avviane in batterie di forni, dette
complessivamente «cokeria».
Schema di una batteria di forni a coke
Schema di una batteria di forni a coke
Operazione di caricamento del carbon fossile
Porte laterali della batteria con perdite visibili
Operazione di sfornamento del coke
Operazione di spegnimento
    ad umido del coke
CRITICITÀ: IDROCARBURI POLICICLICI
AROMATICI
Tra i componenti volatili del carbon fossile vi sono
gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), famiglia di
composti organici tra i quali alcuni sono
caratterizzati da un accertato potere cancerogeno.
Nella distillazione, gli IPA si volatilizzano e possono
diffondersi in aria:
•durante il caricamento del fossile e lo sfornamento
del coke;
•a causa di possibile perdite dalle porte e dai
coperchi;
•per il trafilamento, attraverso lesioni nelle murature
refrattarie, dei prodotti di distillazione del carbone
nei comparti di riscaldamento (piedritti), i cui fumi
di combustione sono convogliati direttamente
all’esterno.
WHO's International Agency for Research
on Cancer (IARC) has classified 107
agents, mixtures, and exposure situations
as carcinogenic to humans. These include
                                L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul
all forms of asbestos and a number ofha classificato 107 agenti, miscele
                                Cancro
agents found in the environment such as di esposizione come
                                e situazioni
benzene, arsenic in             cancerogeni per l’uomo. Questi
water, cadmium, ethylene        comprendono tutte le forme di asbesto ed
oxide, benzo[a]pyrene, silica, ionizing
                                un numero di agenti che si trovano
radiation including radon, ultraviolet
                                nell’ambiente, come il benzene, l’arsenico
radiation including tanning nell’acqua, il cadmio, l’ossido di etilene, il
devices, aluminium and coke benzo(a)pirene, la silice, le radiazioni
production, iron and steel founding, or the
                                ionizzanti compreso il radon, le radiazioni
rubber manufacturing industry.  ultraviolette inclusi I dispositivi per
                                l’abbrinzatura, la produzione di alluminio
                                e di coke, le fonderie di ferro e acciaio, e
                                l’industria di produzione della gomma.
«La progettazione del nuovo impianto per la
produzione del coke della ThyssenKrupp a Duisburg
(in Germania) iniziò nei primi anni ‘90.
Durante la storia quasi centenaria dell’impianto
Thyssen, l’espansione urbanistica del distretto
Bruckhausen di Duisburg si era sviluppata sempre più
vicino al perimetro del sito industriale. Nel tempo, le
proteste dei residenti per le emissioni dell’impianto e
le richieste di chiusura della cokeria si erano fatte
sempre più insistenti.
Dato che l’impianto di Bruckhausen non poteva più
essere ristrutturato per soddisfare i più moderni
requisiti ecologici, fu pianificato di rimpiazzarlo con
una nuova installazione. Idealmente, questa doveva
essere collocata al di fuori da aree densamente
popolate, ma abbastanza vicino allo stabilimento
siderurgico, così da consentire la consegna di 2,5
milioni di tonnellate di coke l’anno, richieste dai due
grandi altiforni di Duisburg, e per mantenere la rete di
gas tra i forni e le centrali.
Un sito adatto fu identificato nella penisola tra il
porto di Schwelgern e il fiume Reno».

Vedi:
http://www.uhde.eu/fileadmin/documents/brochures/
uhde_brochures_pdf_en_17.pdf
L'altoforno, utilizzato per la produzione di ghisa a
partire dal minerale di ferro, è un forno a tino, la
cui forma è costituita cioè da due tratti tronco-
conici, di cui il "tino" costituisce il cono
superiore, mentre il cono inferiore è detto
"sacca«; questi sono uniti da una sezione
cilindrica centrale (detta "ventre").

La carica dell’altoforno avviene dall'alto, ed è
formata da strati da coke e minerale ferroso che
vengono gettati a strati alterni.

Si tratta di un forno a funzionamento continuo: gli
strati della carica scendono lentamente mentre il
forno viene alimentato introducendo nuovi strati a
intervalli regolari.
L'altoforno è un forno a vento: perché la
temperatura raggiunga i valori sufficienti è
necessario insufflare aria, che deve essere
preriscaldata.

L'iniezione di aria, detta "vento caldo", anch'essa
continua, avviene attraverso una corona di tubi in
corrispondenza del ventre del forno.

La struttura del forno è costituita esternamente da
una corazza di acciaio speciale, rivestita
internamente da mattoni refrattari; le pareti del
forno sono raffreddate da tubazioni d'acqua nelle
zone più termicamente sollecitate.
Dai fori di colata dell’altoforno fuoriesce la ghisa
liquida, che viene colata in carri siluro, per essere
trasferita nelle acciaierie dove sarà convertita in
acciaio.

L’altoforno produce però anche grandi quantità di
scoria, detta «loppa», che viene raffreddata e
granulata con dei getti d’acqua e può essere
reimpiegata per la produzione di cemento o per usi
edili o portuali.
Vista di un altoforno
Carro siluro per il trasferimento della ghisa liquida
Operazione di colata della ghisa liquida nei carri siluro
Colata della ghisa liquida in altoforno (immagine d’epoca dello
         stabilimento di Workington, chiuso nel 1974)
Expanding Blast Furnace Slag Without Air Pollution
Richard Jablin
Alan Wood Steel Company, Conshohocken, Pennsylvania
«Expansion of blast furnace slag causes emissions of hydrogen
sulfide, creating an air pollution problem common throughout the
steel industry.”

Ohio EPA Policy DSW-0400.027
Use of Blast Furnace and Steel Slag
Ohio EPA, Division of Surface Water
“The iron and steel making industry generates large volumes of blast
furnace slag and steel slag. It is environmentally preferred to
avoid disposal of these materials in landfills, and to beneficially
use them. Generally, blast furnace slag does not represent significant
environmental problems when used as a construction material above
the ground water table. Blast furnace slag used in bedding and
backfill for storm sewer and sanitary sewer projects or used as
a base material in poor drainage conditions must pass the Illinois
Testing and Acceptance Procedure of Crushed Slag Samples for
Leachate Determination”.
CRITICITÀ: OSSIDO DI CARBONIO

Uno dei principali prodotti secondari del ciclo
siderurgico è l’ossido di carbonio, gas
incolore, inodore e insapore caratterizzato da una
elevata tossicità per l’uomo.

L’ossido di carbonio è il componente principale dei
gas di altoforno e di acciaieria, ed è presente anche
nel gas di cokeria.

Tale composto non presenta una rilevante tossicità
di lungo termine, ma è all’origine di intossicazioni
gravi e mortali tra i lavoratori che, per varie
cause, possono essere esposti a concentrazioni
superiori a qualche centinaio di parti per
milione, inavvertibili se non attraverso specifici
monitor.
Legambiente ilva ciclo 1 - Giua

Legambiente ilva ciclo 1 - Giua

  • 1.
    UNIVERSITÀ VERDE I cicliproduttivi: ricadute ed impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini Il ciclo dell'acciaio: dallo scarico dei minerali agli altiforni. Roberto Giua ARPA Puglia LEGAMBIENTE Taranto
  • 2.
    La lavorazione dell’acciaioutilizza materie prime e prodotti di riciclo provenienti da tutto il mondo, e conduce a migliaia di prodotti e sotto prodotti. Negli ultimi 150 anni, i processi di produzione dell’acciaio hanno conosciuto un impressionante miglioramento tecnologico. Alcuni processi, come quello Bessemer, impiegati inizialmente, sono ora completamente abbandonati. In generale, due sono i metodi utilizzati per la produzione dell’acciaio: •quello che utilizza i minerali, o ciclo integrale; •quello che utilizza i rottami, o acciaieria elettrica.
  • 3.
    EAF: electric arcfurnace (acciaieria elettrica) BOF: basic oxigen furnace (acciaieria a ossigeno) Open hearth: processo Martin-Siemens
  • 4.
    Ci sono quindidue differenti processi per produrre prodotti semilavorati di acciaio: il processo integrato, che usa gli altiforni, e la fusione diretta in forni elettrici. Talvolta, viene utilizzato un processo di raffinazione in siviera, per migliorare la qualità dell’acciaio liquido. L’acciaio viene, quindi, colato in varie forme, quali bramme o billette, per la successiva formatura a caldo o a freddo.
  • 5.
    I minerali utilizzatiper produrre l’acciaio attraverso il ciclo integrato sono essenzialmente ossidi di ferro: l’ematite, la limonite, e pochi altri. Sono tutti caratterizzati da un colore bruno- rossastro. I principali siti di estrazione di tali minerali sono distribuiti in tutto il mondo, in gran parte fuori dall’Europa e, soprattutto, lontano dall’Italia.
  • 6.
    Distribuzione nel mondodei principali siti di estrazione dei minerali di ferro
  • 7.
    World iron oreproduction 2004 world iron ore production was 1.43 billion tons, representing an increase of 15 percent over Produzione mondiale di minerale di ferro 2003. From the distribution of 435 million tons in 2004 è La produzione mondiale di minerale di ferro nel Asia, South America 315 million tons, 232 million tons del 15 stata di 1,43 miliardi di tonnellate, con un aumento in Oceania, Europe 246 millionLa distribuzione è tons di 435 percento rispetto al 2003. tons, 098 million stata in North America, Africa, in Asia, di 315 milioni di tonnellate in milioni di tonnellate 056 million tons. Iron ore production in fourdi 232 milioni di tonnellate in Oceania, di Sud America, countries, followed by 310 million tons246 milioni di tonnellate in Europa, di 98 milioni di in China, Brazil, 280 million tons, 230 million tons in Australia, India, 120 million tons,56 milioni di tonnellate in tonnellate in Nord America, di the sum accounted for produzione di minerale di ore in quattro paesi, Africa. La 67 of the total world iron ferro production 310 milioni di tonnellate in Cina, 280 milioni di ovvero %. tonnellate in Brasile, 230 milioni di tonnellate in Australia e 120 milioni di tonnellate in India comprende il 67% dell’intera produzione mondiale.
  • 8.
    Distribuzione globale delleriserve di minerale di ferro nel 2010
  • 9.
    Di conseguenza, lematerie prime devono essere trasportate per lunghe distanze dai siti di estrazione fino allo stabilimento di produzione dell’acciaio. Per questo, oltre che per la necessità di acque per il raffreddamento, gli stabilimenti siderurgici a ciclo integrale sono collocati tutti nelle vicinanze del mare o di una via fluviale.
  • 10.
    Vista aerea deldel sito di produzione Thyssen-Krupp di Schwelgern, Germania
  • 11.
    Vista aerea delsito di produzione ArcelorMittal di Gent, Belgio
  • 12.
    I minerali, inpezzatura varia (che può andare fino al polverino) vengono depositati in parchi, da cui vengono ripresi e movimentati con nastri per portarli agli impianti di destinazione. La movimentazione avviene attraverso delle macchine dette «bivalenti», in quanto operano sia la messa a parco che la ripresa dei minerali dai cumuli.
  • 13.
    Vista aerea delparco minerali del sito di produzione Thyssen-Krupp di Schwelgern, Germania
  • 14.
    Parco minerali dellostabilimento ILVA di Taranto
  • 15.
    Parco minerali dellostabilimento ILVA di Taranto
  • 16.
    Macchine bivalenti, vistedall’alto nel sito di Taranto
  • 17.
  • 18.
  • 19.
    CRITICITÀ: POLVERI DIFFUSE Ildeposito all’aperto di materiali polverulenti, in un’area molto estesa, comporta la possibile diffusione in aria di polveri per l’azione erosiva del vento sui cumuli, ed il conseguente trasporto delle polveri nelle aree abitate, ove queste si trovino nelle adiacenze dell’area industriale. Le migliori tecniche disponibili indicano vari accorgimenti possibili per la riduzione delle emissioni diffuse di polveri dal deposito di materiali pulverulenti, fra le quali le più efficaci sono: -la copertura dei parchi di stoccaggio; -l’utilizzo di materie prime in pezzatura non fine (pellets).
  • 20.
  • 21.
    Pellettizzazione Il concentrato di minerale di ferro viene trasformato, presso la miniera, in una forma adatta per il trasporto e per la carica diretta in altoforno (pellet). Pellets di minerale di ferro
  • 22.
    CRITICITÀ: ACQUE METEORICHE Lapresenza di ampie aree scoperte di materiali stoccati, contenenti metalli ed elementi inquinanti, oltre alla necessità di una costante umidificazione dei cumuli (non solo per limitare la formazione di polveri diffuse, ma anche per motivi antincendio) comporta la formazione di elevate quantità di acque di dilavamento (meteoriche e non). In assenza di un sistema di impermeabilizzazione delle aree e di un sistema di intercettazione e trattamento, tali acque possono infiltrarsi nel terreno e interessare la falda sottostante.
  • 23.
    Nel ciclo produttivo,il ferro deve essere innanzitutto portato da forma ossidata in forma elementare. Questa riduzione avviene per reazione chimica con il carbonio (contenuto nel carbone), che si trasforma a sua volta in ossido di carbonio. Fe2O3 + C  Fe + CO
  • 24.
    Nel ciclo produttivo,il ferro deve essere innanzitutto portato da forma ossidata in forma elementare. Questa riduzione avviene per reazione chimica con il carbonio (contenuto nel carbone), che si trasforma a sua volta in ossido di carbonio. Fe2O3 + 3 C  2 Fe + 3 CO
  • 25.
    Tale reazione avvienenegli altiforni, dove una parte del carbonio rimane disciolto nel ferro, che viene chiamato perciò «ghisa». Ma perché il processo possa avvenire: -il minerale di ferro, se in polvere, deve essere «agglomerato», portato cioè in una pezzatura tale da potersi autosostenere all’interno dell’altoforno; -il carbon fossile deve essere privato della sua parte volatile, e trasformato cioè in carbon «coke».
  • 26.
    La produzione dell’acciaioa ciclo integrale: dalle materie prime ai prodotti finiti
  • 27.
    Il processo diagglomerazione, o sinterizzazione, avviene in un impianto in cui il minerale viene sottoposto ad una temperatura di 900-1000 C, in modo che i granuli si aggregano in una massa che, frantumata e vagliata, può entrare nell’altoforno. L’impianto è costituito da una o più linee in cui lo strato di miscela di minerale e coke viene accesa ed il treno di agglomerazione si sposta lentamente in avanti mentre un’aspirazione fa spostare il «fronte» della combustione verso il basso, fino allo spegnimento prima del termine della linea.
  • 28.
    Schema di impiantodi sinterizzazione del minerale di ferro
  • 29.
    CRITICITÀ: EMISSIONI CONVOGLIATE Unimpianto di sinterizzazione produce grandi quantità di emissioni convogliate, derivanti dal flusso di aria in aspirazione dalle linee di agglomerazione, che trascina con sé elevate concentrazioni di particelle, contenenti microinquinanti organici e inorganici, oltre che di inquinanti gassosi. L’abbattimento di tali inquinanti si basa su varie tecniche, delle quali la più efficiente è quella dei filtri a maniche, che devono essere dimensionati in funzione della portata del flusso gassoso. Per controllare l’emissione di microinquinanti organici (diossine) è opportuna l’iniezione di additivi che catturino tali sostanze, prima dei filtri (carbone attivo).
  • 30.
    Camino dell’impianto di sinterizzazionedello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto
  • 33.
    L’altro fondamentale componentedel processo siderurgico a ciclo integrale è il carbone. Il carbon fossile deriva dalla trasformazione dei vegetali, avvenuta nel sottosuolo nel corso di milioni di anni, che ha portato alla produzione di una serie di composti di peso molecolare variabile, dal metano fino alla grafite. Il carbon fossile contiene così, in proporzioni variabili, delle sostanze volatili che devono essere estratte per trasformarlo in coke «metallurgico». Il processo di trasformazione del carbon fossile in carbon coke avviane in batterie di forni, dette complessivamente «cokeria».
  • 34.
    Schema di unabatteria di forni a coke
  • 35.
    Schema di unabatteria di forni a coke
  • 36.
    Operazione di caricamentodel carbon fossile
  • 37.
    Porte laterali dellabatteria con perdite visibili
  • 38.
  • 39.
    Operazione di spegnimento ad umido del coke
  • 40.
    CRITICITÀ: IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI Trai componenti volatili del carbon fossile vi sono gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), famiglia di composti organici tra i quali alcuni sono caratterizzati da un accertato potere cancerogeno. Nella distillazione, gli IPA si volatilizzano e possono diffondersi in aria: •durante il caricamento del fossile e lo sfornamento del coke; •a causa di possibile perdite dalle porte e dai coperchi; •per il trafilamento, attraverso lesioni nelle murature refrattarie, dei prodotti di distillazione del carbone nei comparti di riscaldamento (piedritti), i cui fumi di combustione sono convogliati direttamente all’esterno.
  • 41.
    WHO's International Agencyfor Research on Cancer (IARC) has classified 107 agents, mixtures, and exposure situations as carcinogenic to humans. These include L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul all forms of asbestos and a number ofha classificato 107 agenti, miscele Cancro agents found in the environment such as di esposizione come e situazioni benzene, arsenic in cancerogeni per l’uomo. Questi water, cadmium, ethylene comprendono tutte le forme di asbesto ed oxide, benzo[a]pyrene, silica, ionizing un numero di agenti che si trovano radiation including radon, ultraviolet nell’ambiente, come il benzene, l’arsenico radiation including tanning nell’acqua, il cadmio, l’ossido di etilene, il devices, aluminium and coke benzo(a)pirene, la silice, le radiazioni production, iron and steel founding, or the ionizzanti compreso il radon, le radiazioni rubber manufacturing industry. ultraviolette inclusi I dispositivi per l’abbrinzatura, la produzione di alluminio e di coke, le fonderie di ferro e acciaio, e l’industria di produzione della gomma.
  • 43.
    «La progettazione delnuovo impianto per la produzione del coke della ThyssenKrupp a Duisburg (in Germania) iniziò nei primi anni ‘90. Durante la storia quasi centenaria dell’impianto Thyssen, l’espansione urbanistica del distretto Bruckhausen di Duisburg si era sviluppata sempre più vicino al perimetro del sito industriale. Nel tempo, le proteste dei residenti per le emissioni dell’impianto e le richieste di chiusura della cokeria si erano fatte sempre più insistenti. Dato che l’impianto di Bruckhausen non poteva più essere ristrutturato per soddisfare i più moderni requisiti ecologici, fu pianificato di rimpiazzarlo con una nuova installazione. Idealmente, questa doveva essere collocata al di fuori da aree densamente popolate, ma abbastanza vicino allo stabilimento siderurgico, così da consentire la consegna di 2,5 milioni di tonnellate di coke l’anno, richieste dai due grandi altiforni di Duisburg, e per mantenere la rete di gas tra i forni e le centrali. Un sito adatto fu identificato nella penisola tra il porto di Schwelgern e il fiume Reno». Vedi: http://www.uhde.eu/fileadmin/documents/brochures/ uhde_brochures_pdf_en_17.pdf
  • 45.
    L'altoforno, utilizzato perla produzione di ghisa a partire dal minerale di ferro, è un forno a tino, la cui forma è costituita cioè da due tratti tronco- conici, di cui il "tino" costituisce il cono superiore, mentre il cono inferiore è detto "sacca«; questi sono uniti da una sezione cilindrica centrale (detta "ventre"). La carica dell’altoforno avviene dall'alto, ed è formata da strati da coke e minerale ferroso che vengono gettati a strati alterni. Si tratta di un forno a funzionamento continuo: gli strati della carica scendono lentamente mentre il forno viene alimentato introducendo nuovi strati a intervalli regolari.
  • 46.
    L'altoforno è unforno a vento: perché la temperatura raggiunga i valori sufficienti è necessario insufflare aria, che deve essere preriscaldata. L'iniezione di aria, detta "vento caldo", anch'essa continua, avviene attraverso una corona di tubi in corrispondenza del ventre del forno. La struttura del forno è costituita esternamente da una corazza di acciaio speciale, rivestita internamente da mattoni refrattari; le pareti del forno sono raffreddate da tubazioni d'acqua nelle zone più termicamente sollecitate.
  • 48.
    Dai fori dicolata dell’altoforno fuoriesce la ghisa liquida, che viene colata in carri siluro, per essere trasferita nelle acciaierie dove sarà convertita in acciaio. L’altoforno produce però anche grandi quantità di scoria, detta «loppa», che viene raffreddata e granulata con dei getti d’acqua e può essere reimpiegata per la produzione di cemento o per usi edili o portuali.
  • 49.
    Vista di unaltoforno
  • 50.
    Carro siluro peril trasferimento della ghisa liquida
  • 51.
    Operazione di colatadella ghisa liquida nei carri siluro
  • 52.
    Colata della ghisaliquida in altoforno (immagine d’epoca dello stabilimento di Workington, chiuso nel 1974)
  • 53.
    Expanding Blast FurnaceSlag Without Air Pollution Richard Jablin Alan Wood Steel Company, Conshohocken, Pennsylvania «Expansion of blast furnace slag causes emissions of hydrogen sulfide, creating an air pollution problem common throughout the steel industry.” Ohio EPA Policy DSW-0400.027 Use of Blast Furnace and Steel Slag Ohio EPA, Division of Surface Water “The iron and steel making industry generates large volumes of blast furnace slag and steel slag. It is environmentally preferred to avoid disposal of these materials in landfills, and to beneficially use them. Generally, blast furnace slag does not represent significant environmental problems when used as a construction material above the ground water table. Blast furnace slag used in bedding and backfill for storm sewer and sanitary sewer projects or used as a base material in poor drainage conditions must pass the Illinois Testing and Acceptance Procedure of Crushed Slag Samples for Leachate Determination”.
  • 54.
    CRITICITÀ: OSSIDO DICARBONIO Uno dei principali prodotti secondari del ciclo siderurgico è l’ossido di carbonio, gas incolore, inodore e insapore caratterizzato da una elevata tossicità per l’uomo. L’ossido di carbonio è il componente principale dei gas di altoforno e di acciaieria, ed è presente anche nel gas di cokeria. Tale composto non presenta una rilevante tossicità di lungo termine, ma è all’origine di intossicazioni gravi e mortali tra i lavoratori che, per varie cause, possono essere esposti a concentrazioni superiori a qualche centinaio di parti per milione, inavvertibili se non attraverso specifici monitor.