Il documento è una riflessione poetica sui lager, descritti come luoghi di sofferenza, paura e disumanizzazione, in cui gli esseri umani perdono la loro dignità. Attraverso immagini forti e provocatorie, l'autore mette in discussione la memoria storica e le giustificazioni morali che possono portare a tali atrocità. Alla fine, si chiede se i lager siano una triste realtà del passato o un fenomeno che potrebbe ripresentarsi, invitando a una profonda introspezione sulla natura umana.