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PROMFORMAZIONE
1.2 - Perché è utile fare promozione
“Il programma federale?
È tutto incentrato sulla crescita dei numeri: più bambini, più atleti, più tecnici e più
dirigenti. Per fare questo ci vuole una grande attività di promozione e formazione”6
.
Ci piace partire da questa dichiarazione dell’attuale presidente della Federhockey,
per spiegare e far capire quanto sia importante fare promozione.
Tutte le realtà hockeistiche dovrebbero avere fra i loro obiettivi la promozione e la
crescita di questo sport.
Soffermiamoci su un argomento che forse si dà per scontato. Quanto è fondamen-
tale per la vita di un club avere un continuo ricambio generazionale, ossia un co-
stante inserimento di ragazzi che vadano a sostituire quei giocatori che decidono
di appendere il bastone al chiodo, o di avere un approccio meno agonistico per
motivi anagrafici, psico-fisici o di lavoro?
In altri sport di squadra, ma anche nei club dei paesi “hockeisticamente” più evo-
luti, questo ricambio naturale è favorito dal bacino d’utenza più grande di quello
italiano.
In Italia non è solo un problema di quantità, a volte è di mentalità, ma più cre-
scerà il numero dei giovani alla base che spingono per subentrare nelle catego-
rie superiori sino alla prima squadra, più il ricambio generazionale sarà porta-
tore di migliori risultati e accettato anche da chi lo subisce.
Il rischio ancora più pericoloso è di incappare nel problema opposto: la fretta di in-
serire subito i ragazzi appena usciti dalla formazione di base in prima squadra, per
i problemi numerici di molte società. Anche in questo caso, la soluzione è la stessa:
aumentare la base del reclutamento per avere scuole hockey più affollate, settori
giovanili più ampi con squadre under più concorrenziali.
Per questo si dovrà correggere l’aggettivo proposto dal titolo da utile a indispensa-
bile. Fare promozione è dunque indispensabile.
“Promozione” ha un significato diverso da formazione: allora perché chiamiamo
hockey promozionale quell’attività che, partendo dalle scuole hockey, forma le
bambine e i bambini per il lungo percorso che dai vari circuiti “promozionali” con-
duce al campionato d’ingresso nell’attività agonistica, l’U12, e poi alla U14 ultimo
passaggio prima dell’accesso all’hockey degli adulti?
La spiegazione è offerta dalla semantica, il ramo della linguistica che studia il si-
gnificato delle parole. E, ancora meglio, dalla semiotica, ovvero l’analisi e lo studio
del linguaggio dal punto di vista del significato.
6 - Sergio Mignardi, presidente FIH, intervista a www.sportface.it, 16 ottobre 2016.
Capitolo 1 - Come promuovere una scuola hockey
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“Promuovere” significa far avanzare, far crescere, dare impulso favorire. Non è
dunque molto coerente con formare, plasmare, forgiare dare una forma.
La prima è un’azione verticale di innalzamento, la seconda è orizzontale, nel senso
dell’ampliamento. Insieme però possono essere tradotte con la formula geometri-
ca base per altezza. Così coordinate, dispiegano il loro potenziale bidimensionale.
Tuttavia non si deve fare confusione: la scuola hockey fa formazione. Promozio-
ne la faranno le sue attività che, in quanto pubbliche producono informazione e
possono essere propagandate a fini promozionali per far crescere, dare impulso e
favorire la diffusione dell’hockey.
Il sostegno da parte della scuola
“Le ore di insegnamento curricolari di Educazione fisica, motoria e sportiva nella
scuola secondaria assolvono la funzione di fornire a tutti la preparazione di base e
di far emergere propensioni, vocazioni ed attitudini dei singoli. Il naturale comple-
tamento della specifica disciplina è affidato alle ore aggiuntive di avviamento alla
pratica sportiva, fino ad un massimo di sei settimanali”7
.
Questo presuppone “un programma didattico-sportivo relativo a tutte le iniziative
da proporre agli studenti durante l’anno scolastico. Il progetto quantificherà anche gli
oneri finanziari della sua realizzazione, necessari per avanzare la richiesta di accesso
ai fondi delle ore di avviamento alla pratica sportiva, il cui finanziamento avverrà
nei limiti delle risorse destinabili a livello nazionale. Gli studenti manifesteranno la
loro libera volontà di aderire alle attività proposte indicando le discipline sportive che
intendono praticare. È auspicabile che le scelte riguardino più discipline, per favorire
l’orientamento anche verso l’attività sportiva extrascolastica e verso la sua prosecu-
zione oltre l’età di scolarizzazione”8
.
In pratica, il docente di Educazione fisica tramite la costituzione del centro sporti-
vo scolastico, può aggiungere al suo orario di 18 ore settimanali altre 6 retribuite
in modo straordinario, da dedicare alla pratica sportiva. E l’hockey può rientrarci
a pienissimo titolo.
7 - MIUR. Linee guida per le attività di educazione fisica, motoria e sportiva nelle scuole secondarie di
primo e secondo grado.
8 - Ivi.
Capitolo 2 - L’importanza di adottare un metodo
33
2.1 - Quali sono i passi per arrivare ad un corso
strutturato di scuola hockey?
Il progetto deve tenere conto di una serie di aspetti oggettivi imprescindibili.
1.	 Avere a disposizione uno o più impianti idonei (meglio uno al coperto) per tut-
to il periodo del corso.
2.	 Predisporre il materiale sportivo e didattico necessario.
3.	 Stabilire gli orari e i giorni (almeno due) delle lezioni di scuola hockey.
4.	 	Fissare un programma delle lezioni con difficoltà e apprendimento crescenti.
5.	 	Inquadrare nello staff tecnico-organizzativo le figure professionali necessarie.
6.	 	In ultimo, ma fondamentale, reperire gli allievi: facendo promozione presso
una o più scuole vicine; sensibilizzando gli iscritti e i simpatizzanti della so-
cietà hockeistica di riferimento; pubblicizzando l’iniziativa nel quartiere, par-
rocchia, associazioni, circoli.
Le organizzazioni complesse si costruiscono un passo alla volta. L’importante
è che tutto sia concatenato, consequenziale, armonico con il passaggio prece-
dente e quello successivo.
Analizzeremo, ora, questi passaggi uno ad uno: se l’azione sarà ben congeniata e
costruita, la riuscita è certa.
Disponibilità di uno o più impianti idonei
La cadenza regolare delle lezioni è il primo motivo di successo della scuola. Gli ad-
dendi necessari per arrivare alla somma finale della buona riuscita sono: la presen-
za dell’istruttore, degli allievi, del materiale e del luogo dove esercitarsi. In assenza
di uno solo di questi addendi, la somma non si può fare.
Ecco che diventa indispensabile la disponibilità per tutta la durata del corso, che di
solito si identifica con l’anno scolastico e l’anno sportivo - ovvero di nove mesi circa
- di una palestra coperta. È vero che l’hockey è uno sport da campo. È altrettanto
vero, comunque, che i bambini, le bambine o i ragazzi e le ragazze che frequente-
ranno il corso vanno tutelati al meglio per trasmettere un sentimento di sicurezza
nei genitori che li affidano alla scuola.
Sapere che durante il periodo invernale o nelle giornate piovose i ragazzi sono
al coperto, spingerà i genitori ad iscriverli con maggiore tranquillità. Oltretutto,
la palestra coperta consente di programmare - salvo eventi eccezionali - con mag-
giore produttività le lezioni. Può essere comodo disporre di un campo o un cam-
petto nelle vicinanze dove recarsi quando il tempo è migliore per giocare all’aper-
to, dove l’attività è più divertente o in casi eccezionali, ad esempio, nelle giornate
festive - se la palestra è comunale o della scuola - potrebbe essere chiusa, oppure
uno sciopero del personale potrebbe impedirne l’accesso e così via.
34
PROMFORMAZIONE
L’Italia presenta variabilità climatiche evidenti da Nord a Sud, esigenze ambientali
diverse: ogni situazione può essere bypassata se la società ha a disposizione pale-
stra e campo, nel luogo vicino alla base di reclutamento. Altrimenti si può ricorrere
ai suggerimenti del paragrafo precedente: Accesso all’impianto.
Materiale sportivo e didattico necessario
È indispensabile disporre di bastoni e palline. Le porte di solito sono presenti nel-
la maggioranza delle palestre, di dimensioni superiori ai 32x19 m18
. Altri oggetti
utili alla lezione sono ostacoli vari, cinesini e pettorine, la maggior parte reperibili
all’interno della palestra. Ad esempio, i coni, gli appoggi Baumann, le clavette, le
aste ginniche, i cerchi - presenti in quantità in tutte le palestre scolastiche - sono
utili per creare ostacoli nei vari percorsi tecnici, circuit training e per i giochi da
inventare.
In una scuola hockey sono utili anche l’asse d’equilibrio, le spalliere, il quadro sve-
dese e le altre attrezzature presenti Ogni attrezzo ed oggetto può essere un pre-
zioso strumento con un po’ di inventiva, quindi occorre guardarsi attorno e fare un
check del materiale presente nell’impianto in cui si svolgerà lezione.
Saranno particolarmente utili conetti (cinesini e birilli) di varie dimensioni, più
porticine, senza dimenticare le pettorine di diversi colori per contraddistingue-
re i componenti delle squadre che saranno composte durante la lezione.
Poi c’è il materiale cartaceo o elettronico: l’elenco dei partecipanti deve essere
raccolto in un registro, anche elettronico, per segnare le presenze, le valutazioni
delle verifiche e ogni altro accadimento importante che riguardi l’allieva o l’allievo
durante il corso.
Potrà verificarsi la necessità di comunicare e divulgare iniziative particolari nell’an-
no: predisporre il layout di un volantino standard si rivelerà operazione di grande
utilità. Anche questo potrà essere realizzato in formato elettronico o stampato su
carta. Per le comunicazioni brevi ed immediate c’è WhatsApp. Su questo e gli altri
social si trovano informazioni esaustive nel paragrafo Come si conduce una cam-
pagna di sensibilizzazione (2.4).
Esiste un livello più sofisticato di materiale che sconfina quasi nell’infrastruttura
ovvero nell’impiantistica, da tenere in debito conto.
Riteniamo opportuno, per completezza, fornire l’elenco dei materiali anche quelli
meno accessibili, ma in grado di fare la differenza. Una videocamera, in assenza
smartphone o tablet possono surrogare un sistema di proiezione: basta un PC con
il software adatto per accedere alla video-analisi. La sala riunioni può anche essere
lo spogliatoio.
18 - Misure standard del campo da basket la cui superficie, comprese le zone di rispetto, è di 613,11 mq
(fonte: Regolamento impiantistica sportiva pallacanestro - FIP)
98
PROMFORMAZIONE
Il racconto a cui si riferisce il titolo del capitolo è il risultato delle osservazioni e
degli scritti di sportivi, sociologi, psicologi, fisiologi, preparatori, avvocati che li
hanno frequentati, studiati con la curiosità dell’osservatore partecipante, calan-
dosi nelle loro realtà per comprenderne l’essenza.
3.1 - I diritti dei bambini
Nel quadro dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, stabiliti dalla convenzione
dell’ONU nel 1989, l’UNESCO ha stilato nel 1992 la Carta dei diritti dei bambini
nello sport. Molti l’hanno declinata a loro uso e piacimento. Qui di seguito il testo
originale.
•	 Diritto di divertirsi e di giocare come un bambino.
•	 Diritto di fare lo sport.
•	 Diritto di beneficiare di un ambiente sano.
•	 Diritto di essere trattato con dignità.
•	 Diritto di essere allenato e circondato da persone qualificate.
•	 Diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi.
•	 Diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa probabilità di successo.
•	 Diritto di partecipare a gare adeguate.
•	 Diritto di praticare il suo sport nella massima sicurezza.
•	 Diritto di avere tempi di riposo.
•	 Diritto di non essere un campione.
C’è un diritto spesso controverso. Il diritto di misurarsi con giovani che abbiano la
stessa probabilità di successo.
C’è stato anche nell’hockey italiano un ampio dibattito sul concetto di rispetto
dell’avversario a livello giovanile. A chi sostiene l’inutilità di infierire con punteggi
eccessivi, i fautori dell’agonismo spinto rispondono che il rispetto si misura anche
con l’impegno che si mette nella gara. Quindi si giustifica così la differenza in ter-
mini di risultato.
È importante per il giovane confrontarsi con l’insuccesso nello sport. Dalle scon-
fitte s’impara più che dalle vittorie. Tuttavia, se il bambino o la bambina viene
costantemente messa a confronto con avversari che non hanno le sue stesse pro-
babilità di successo, la sua esperienza potrà essere di sentirsi impotente o di sen-
tirsi imbattibile. In entrambi i casi non è molto utile dal punto di vista educativo.
In assenza di regole, come la manifesta inferiorità del baseball, sara l’allenatore a
stabilire i limiti del confronto, sia che la propria squadra sia quella più forte, sia nel
caso contrario.
Capitolo 3 - Conosciamo i nostri bambini attraverso il racconto di chi ne ha cura
99
C’è il bambino che gioca solo per stare in gruppo, per vivere esperienze con i coeta-
nei, magari anche solo per mangiare la pizza insieme dopo la partita. Fare hockey
gli piace, non sarà il migliore, ma è facile intuire le sue sensazioni: basta guardarlo
in faccia e osservare che tipo di interazioni ha con i compagni sia in campo che
fuori.Anche in questo caso è importante che le emozioni del genitore non vengano
confuse con quelle del figlio: non è il bimbo che sembra in difficoltà, spesso lo è il
papà. Gli occhi (e le parole) degli altri genitori presenti sugli spalti sono gli ostacoli
che deve spesso affrontare un genitore che vive questo tipo di situazioni.
Lo sport deve saper far fronte alle sfide con e fra i genitori. Il consiglio che si può
dare a questi genitori ansiosi ed esigenti è questo: “È il momento di vostro figlio,
lasciateglielo vivere come meglio crede e siate promotori di una cultura della sereni-
tà, dell’errore che ci può stare e che ci deve stare, perché imparare oggi serve per uno
scopo più importante domani. Suvvia, è un gioco!”46
.
Il diritto ad essere protagonista
È necessario capire cosa provano i propri allievi quando giocano, sia in allenamen-
to che in partita.
Come? Gli strumenti variano in base all’età. I più piccoli attraverso il disegno o una
frase, possono spiegare cos’è per loro l’hockey, oppure raccontare qual è il ricordo
più bello che hanno della partita che hanno giocato.
Dal secondo livello, si può dar spazio alle loro sensazioni, sia singolarmente o in
gruppo. Occorre creare le condizioni perché esprimano percezioni ed emozioni
sia positive che negative; se e perché preferiscono quel ruolo; far capire che più
esperienze fanno, più cose impareranno.
Ai più grandi si può chiedere di ideare a turno un gioco o di arbitrare. Come sempre
le parole d’ordine sono: spazio all’inventiva.
46 - www.lecconotizie.com/rubriche/psicologia-dello-sport/quando-un-figlio-e-scarso-nellosport-61791
115
Scheda14
Capitolo 2 - L’importanza di adottare un metodo
Alterna stazioni che prevedano l’uso del bastone e della palla con altre esclusivamente
ginnico-atletiche.
Prevedi l’utilizzo anche dell’asse d’equilibrio, delle spalliere, del quadro svedese e delle altre
attrezzature presenti in palestra.
L’asse può essere percorso con il bastone impugnato come stabilizzatore dell’equilibrio o
meno. I passi possono essere liberi, in velocità, o brevi con il tallone che va a toccare in
successione alternata la punta dell’altro piede, in stabilità.
Le spalliere si prestano alla scalata verticale e al successivo salto a terra - da un’altezza
prestabilita - come alla traslocazione in sospensione con l’uso delle sole mani per
l’avanzamento. Nella stazione tecnica diventeranno porte in successione dentro le quali
l’allievo, da una distanza prefissata, dovrà indirizzare dei push contro il muro che gli
restituirà la palla che dovrà essere infilata nella spalliera successiva e così via, sino alla
fine. In alternativa, la palla può anche essere sollevata ad un’altezza concordata con il
colpo del flick.
Il quadro svedese, con bastone e palla si presta ancora meglio all’esecuzione del flick di
precisione che dovrà indirizzare la pallina nel quadrato o nei quadrati segnalati da un nastro
o da altro segno di riconoscimento. Senza bastone, la scalata in verticale o in diagonale
attraversando i vari quadrati, è un ottimo allenamento per il potenziamento di resistenza e
forza di arti superiori e inferiori. L’utilizzo è subordinato alla conoscenza delle prese e alla
competenza dell’istruttore.
Stesso discorso per pertica o corda. Sono eccellenti strumenti per esaltare forza e
coordinazione.
Appoggi Baumann, clavette, conetti, cinesini, cerchi sono perfetti per preparare stazioni
per esercizi di tecnica individuale. Tutte le conduzioni, dalla frontale in dritto e rovescio,
alla laterale, all’esecuzione delle curve, con l’utilizzo del solo dritto o anche del rovescio,
alle rotazioni su sé stessi a massima velocità con la pallina incollata al bastone possono
essere eseguite mettendo in gioco la propria fantasia.
Circuit training
115
116
PROMFORMAZIONE
COME COSTRUIRE LA LEZIONE:
UN ESEMPIO
Il percorso è progressivo, parte dai concetti base di sicurezza e tecnica corretta
nell’utilizzo dell’attrezzo. La lezione potrà prevedere una breve parte di spiegazione,
una parte pratica da eseguire singolarmente, a coppie, in gruppi e infine giochi o
gare singole oppure di squadra. La parte atletica può (è meglio che lo sia) essere
integrata nell’apprendimento tecnico.
Non vanno trascurate le life skills. Da bambini, un tempo, quanti giochi si facevano
tra corse, sfide e divertimento con gli amici? Sfide in cui ci si metteva alla prova e
nello stesso tempo si esercitavano e miglioravano le proprie abilità di destrezza,
rapidità e altro. Occorre usare la fantasia anche partendo dalla propria esperienza
di infanzia, ma essendo sempre professionali, lasciandosi ispirare anche dagli altri
sport e dalle buone letture.
Abbiamo citato spesso Horst Wein e lo troverai in bibliografia, come anche gli 80
giochi di movimento nelle loro innumerevoli varianti rivolti a coloro che sono e si
sentono educatori presentati da C. Pesce, R. Marchetti, A. Motta, M. Bellucci nel
volume “Joy of moving. Movimenti e immaginazione”.
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Pagine da prom formazione hockey

  • 1.
    14 PROMFORMAZIONE 1.2 - Perchéè utile fare promozione “Il programma federale? È tutto incentrato sulla crescita dei numeri: più bambini, più atleti, più tecnici e più dirigenti. Per fare questo ci vuole una grande attività di promozione e formazione”6 . Ci piace partire da questa dichiarazione dell’attuale presidente della Federhockey, per spiegare e far capire quanto sia importante fare promozione. Tutte le realtà hockeistiche dovrebbero avere fra i loro obiettivi la promozione e la crescita di questo sport. Soffermiamoci su un argomento che forse si dà per scontato. Quanto è fondamen- tale per la vita di un club avere un continuo ricambio generazionale, ossia un co- stante inserimento di ragazzi che vadano a sostituire quei giocatori che decidono di appendere il bastone al chiodo, o di avere un approccio meno agonistico per motivi anagrafici, psico-fisici o di lavoro? In altri sport di squadra, ma anche nei club dei paesi “hockeisticamente” più evo- luti, questo ricambio naturale è favorito dal bacino d’utenza più grande di quello italiano. In Italia non è solo un problema di quantità, a volte è di mentalità, ma più cre- scerà il numero dei giovani alla base che spingono per subentrare nelle catego- rie superiori sino alla prima squadra, più il ricambio generazionale sarà porta- tore di migliori risultati e accettato anche da chi lo subisce. Il rischio ancora più pericoloso è di incappare nel problema opposto: la fretta di in- serire subito i ragazzi appena usciti dalla formazione di base in prima squadra, per i problemi numerici di molte società. Anche in questo caso, la soluzione è la stessa: aumentare la base del reclutamento per avere scuole hockey più affollate, settori giovanili più ampi con squadre under più concorrenziali. Per questo si dovrà correggere l’aggettivo proposto dal titolo da utile a indispensa- bile. Fare promozione è dunque indispensabile. “Promozione” ha un significato diverso da formazione: allora perché chiamiamo hockey promozionale quell’attività che, partendo dalle scuole hockey, forma le bambine e i bambini per il lungo percorso che dai vari circuiti “promozionali” con- duce al campionato d’ingresso nell’attività agonistica, l’U12, e poi alla U14 ultimo passaggio prima dell’accesso all’hockey degli adulti? La spiegazione è offerta dalla semantica, il ramo della linguistica che studia il si- gnificato delle parole. E, ancora meglio, dalla semiotica, ovvero l’analisi e lo studio del linguaggio dal punto di vista del significato. 6 - Sergio Mignardi, presidente FIH, intervista a www.sportface.it, 16 ottobre 2016.
  • 2.
    Capitolo 1 -Come promuovere una scuola hockey 15 “Promuovere” significa far avanzare, far crescere, dare impulso favorire. Non è dunque molto coerente con formare, plasmare, forgiare dare una forma. La prima è un’azione verticale di innalzamento, la seconda è orizzontale, nel senso dell’ampliamento. Insieme però possono essere tradotte con la formula geometri- ca base per altezza. Così coordinate, dispiegano il loro potenziale bidimensionale. Tuttavia non si deve fare confusione: la scuola hockey fa formazione. Promozio- ne la faranno le sue attività che, in quanto pubbliche producono informazione e possono essere propagandate a fini promozionali per far crescere, dare impulso e favorire la diffusione dell’hockey. Il sostegno da parte della scuola “Le ore di insegnamento curricolari di Educazione fisica, motoria e sportiva nella scuola secondaria assolvono la funzione di fornire a tutti la preparazione di base e di far emergere propensioni, vocazioni ed attitudini dei singoli. Il naturale comple- tamento della specifica disciplina è affidato alle ore aggiuntive di avviamento alla pratica sportiva, fino ad un massimo di sei settimanali”7 . Questo presuppone “un programma didattico-sportivo relativo a tutte le iniziative da proporre agli studenti durante l’anno scolastico. Il progetto quantificherà anche gli oneri finanziari della sua realizzazione, necessari per avanzare la richiesta di accesso ai fondi delle ore di avviamento alla pratica sportiva, il cui finanziamento avverrà nei limiti delle risorse destinabili a livello nazionale. Gli studenti manifesteranno la loro libera volontà di aderire alle attività proposte indicando le discipline sportive che intendono praticare. È auspicabile che le scelte riguardino più discipline, per favorire l’orientamento anche verso l’attività sportiva extrascolastica e verso la sua prosecu- zione oltre l’età di scolarizzazione”8 . In pratica, il docente di Educazione fisica tramite la costituzione del centro sporti- vo scolastico, può aggiungere al suo orario di 18 ore settimanali altre 6 retribuite in modo straordinario, da dedicare alla pratica sportiva. E l’hockey può rientrarci a pienissimo titolo. 7 - MIUR. Linee guida per le attività di educazione fisica, motoria e sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. 8 - Ivi.
  • 3.
    Capitolo 2 -L’importanza di adottare un metodo 33 2.1 - Quali sono i passi per arrivare ad un corso strutturato di scuola hockey? Il progetto deve tenere conto di una serie di aspetti oggettivi imprescindibili. 1. Avere a disposizione uno o più impianti idonei (meglio uno al coperto) per tut- to il periodo del corso. 2. Predisporre il materiale sportivo e didattico necessario. 3. Stabilire gli orari e i giorni (almeno due) delle lezioni di scuola hockey. 4. Fissare un programma delle lezioni con difficoltà e apprendimento crescenti. 5. Inquadrare nello staff tecnico-organizzativo le figure professionali necessarie. 6. In ultimo, ma fondamentale, reperire gli allievi: facendo promozione presso una o più scuole vicine; sensibilizzando gli iscritti e i simpatizzanti della so- cietà hockeistica di riferimento; pubblicizzando l’iniziativa nel quartiere, par- rocchia, associazioni, circoli. Le organizzazioni complesse si costruiscono un passo alla volta. L’importante è che tutto sia concatenato, consequenziale, armonico con il passaggio prece- dente e quello successivo. Analizzeremo, ora, questi passaggi uno ad uno: se l’azione sarà ben congeniata e costruita, la riuscita è certa. Disponibilità di uno o più impianti idonei La cadenza regolare delle lezioni è il primo motivo di successo della scuola. Gli ad- dendi necessari per arrivare alla somma finale della buona riuscita sono: la presen- za dell’istruttore, degli allievi, del materiale e del luogo dove esercitarsi. In assenza di uno solo di questi addendi, la somma non si può fare. Ecco che diventa indispensabile la disponibilità per tutta la durata del corso, che di solito si identifica con l’anno scolastico e l’anno sportivo - ovvero di nove mesi circa - di una palestra coperta. È vero che l’hockey è uno sport da campo. È altrettanto vero, comunque, che i bambini, le bambine o i ragazzi e le ragazze che frequente- ranno il corso vanno tutelati al meglio per trasmettere un sentimento di sicurezza nei genitori che li affidano alla scuola. Sapere che durante il periodo invernale o nelle giornate piovose i ragazzi sono al coperto, spingerà i genitori ad iscriverli con maggiore tranquillità. Oltretutto, la palestra coperta consente di programmare - salvo eventi eccezionali - con mag- giore produttività le lezioni. Può essere comodo disporre di un campo o un cam- petto nelle vicinanze dove recarsi quando il tempo è migliore per giocare all’aper- to, dove l’attività è più divertente o in casi eccezionali, ad esempio, nelle giornate festive - se la palestra è comunale o della scuola - potrebbe essere chiusa, oppure uno sciopero del personale potrebbe impedirne l’accesso e così via.
  • 4.
    34 PROMFORMAZIONE L’Italia presenta variabilitàclimatiche evidenti da Nord a Sud, esigenze ambientali diverse: ogni situazione può essere bypassata se la società ha a disposizione pale- stra e campo, nel luogo vicino alla base di reclutamento. Altrimenti si può ricorrere ai suggerimenti del paragrafo precedente: Accesso all’impianto. Materiale sportivo e didattico necessario È indispensabile disporre di bastoni e palline. Le porte di solito sono presenti nel- la maggioranza delle palestre, di dimensioni superiori ai 32x19 m18 . Altri oggetti utili alla lezione sono ostacoli vari, cinesini e pettorine, la maggior parte reperibili all’interno della palestra. Ad esempio, i coni, gli appoggi Baumann, le clavette, le aste ginniche, i cerchi - presenti in quantità in tutte le palestre scolastiche - sono utili per creare ostacoli nei vari percorsi tecnici, circuit training e per i giochi da inventare. In una scuola hockey sono utili anche l’asse d’equilibrio, le spalliere, il quadro sve- dese e le altre attrezzature presenti Ogni attrezzo ed oggetto può essere un pre- zioso strumento con un po’ di inventiva, quindi occorre guardarsi attorno e fare un check del materiale presente nell’impianto in cui si svolgerà lezione. Saranno particolarmente utili conetti (cinesini e birilli) di varie dimensioni, più porticine, senza dimenticare le pettorine di diversi colori per contraddistingue- re i componenti delle squadre che saranno composte durante la lezione. Poi c’è il materiale cartaceo o elettronico: l’elenco dei partecipanti deve essere raccolto in un registro, anche elettronico, per segnare le presenze, le valutazioni delle verifiche e ogni altro accadimento importante che riguardi l’allieva o l’allievo durante il corso. Potrà verificarsi la necessità di comunicare e divulgare iniziative particolari nell’an- no: predisporre il layout di un volantino standard si rivelerà operazione di grande utilità. Anche questo potrà essere realizzato in formato elettronico o stampato su carta. Per le comunicazioni brevi ed immediate c’è WhatsApp. Su questo e gli altri social si trovano informazioni esaustive nel paragrafo Come si conduce una cam- pagna di sensibilizzazione (2.4). Esiste un livello più sofisticato di materiale che sconfina quasi nell’infrastruttura ovvero nell’impiantistica, da tenere in debito conto. Riteniamo opportuno, per completezza, fornire l’elenco dei materiali anche quelli meno accessibili, ma in grado di fare la differenza. Una videocamera, in assenza smartphone o tablet possono surrogare un sistema di proiezione: basta un PC con il software adatto per accedere alla video-analisi. La sala riunioni può anche essere lo spogliatoio. 18 - Misure standard del campo da basket la cui superficie, comprese le zone di rispetto, è di 613,11 mq (fonte: Regolamento impiantistica sportiva pallacanestro - FIP)
  • 5.
    98 PROMFORMAZIONE Il racconto acui si riferisce il titolo del capitolo è il risultato delle osservazioni e degli scritti di sportivi, sociologi, psicologi, fisiologi, preparatori, avvocati che li hanno frequentati, studiati con la curiosità dell’osservatore partecipante, calan- dosi nelle loro realtà per comprenderne l’essenza. 3.1 - I diritti dei bambini Nel quadro dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, stabiliti dalla convenzione dell’ONU nel 1989, l’UNESCO ha stilato nel 1992 la Carta dei diritti dei bambini nello sport. Molti l’hanno declinata a loro uso e piacimento. Qui di seguito il testo originale. • Diritto di divertirsi e di giocare come un bambino. • Diritto di fare lo sport. • Diritto di beneficiare di un ambiente sano. • Diritto di essere trattato con dignità. • Diritto di essere allenato e circondato da persone qualificate. • Diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi. • Diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa probabilità di successo. • Diritto di partecipare a gare adeguate. • Diritto di praticare il suo sport nella massima sicurezza. • Diritto di avere tempi di riposo. • Diritto di non essere un campione. C’è un diritto spesso controverso. Il diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa probabilità di successo. C’è stato anche nell’hockey italiano un ampio dibattito sul concetto di rispetto dell’avversario a livello giovanile. A chi sostiene l’inutilità di infierire con punteggi eccessivi, i fautori dell’agonismo spinto rispondono che il rispetto si misura anche con l’impegno che si mette nella gara. Quindi si giustifica così la differenza in ter- mini di risultato. È importante per il giovane confrontarsi con l’insuccesso nello sport. Dalle scon- fitte s’impara più che dalle vittorie. Tuttavia, se il bambino o la bambina viene costantemente messa a confronto con avversari che non hanno le sue stesse pro- babilità di successo, la sua esperienza potrà essere di sentirsi impotente o di sen- tirsi imbattibile. In entrambi i casi non è molto utile dal punto di vista educativo. In assenza di regole, come la manifesta inferiorità del baseball, sara l’allenatore a stabilire i limiti del confronto, sia che la propria squadra sia quella più forte, sia nel caso contrario.
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    Capitolo 3 -Conosciamo i nostri bambini attraverso il racconto di chi ne ha cura 99 C’è il bambino che gioca solo per stare in gruppo, per vivere esperienze con i coeta- nei, magari anche solo per mangiare la pizza insieme dopo la partita. Fare hockey gli piace, non sarà il migliore, ma è facile intuire le sue sensazioni: basta guardarlo in faccia e osservare che tipo di interazioni ha con i compagni sia in campo che fuori.Anche in questo caso è importante che le emozioni del genitore non vengano confuse con quelle del figlio: non è il bimbo che sembra in difficoltà, spesso lo è il papà. Gli occhi (e le parole) degli altri genitori presenti sugli spalti sono gli ostacoli che deve spesso affrontare un genitore che vive questo tipo di situazioni. Lo sport deve saper far fronte alle sfide con e fra i genitori. Il consiglio che si può dare a questi genitori ansiosi ed esigenti è questo: “È il momento di vostro figlio, lasciateglielo vivere come meglio crede e siate promotori di una cultura della sereni- tà, dell’errore che ci può stare e che ci deve stare, perché imparare oggi serve per uno scopo più importante domani. Suvvia, è un gioco!”46 . Il diritto ad essere protagonista È necessario capire cosa provano i propri allievi quando giocano, sia in allenamen- to che in partita. Come? Gli strumenti variano in base all’età. I più piccoli attraverso il disegno o una frase, possono spiegare cos’è per loro l’hockey, oppure raccontare qual è il ricordo più bello che hanno della partita che hanno giocato. Dal secondo livello, si può dar spazio alle loro sensazioni, sia singolarmente o in gruppo. Occorre creare le condizioni perché esprimano percezioni ed emozioni sia positive che negative; se e perché preferiscono quel ruolo; far capire che più esperienze fanno, più cose impareranno. Ai più grandi si può chiedere di ideare a turno un gioco o di arbitrare. Come sempre le parole d’ordine sono: spazio all’inventiva. 46 - www.lecconotizie.com/rubriche/psicologia-dello-sport/quando-un-figlio-e-scarso-nellosport-61791
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    115 Scheda14 Capitolo 2 -L’importanza di adottare un metodo Alterna stazioni che prevedano l’uso del bastone e della palla con altre esclusivamente ginnico-atletiche. Prevedi l’utilizzo anche dell’asse d’equilibrio, delle spalliere, del quadro svedese e delle altre attrezzature presenti in palestra. L’asse può essere percorso con il bastone impugnato come stabilizzatore dell’equilibrio o meno. I passi possono essere liberi, in velocità, o brevi con il tallone che va a toccare in successione alternata la punta dell’altro piede, in stabilità. Le spalliere si prestano alla scalata verticale e al successivo salto a terra - da un’altezza prestabilita - come alla traslocazione in sospensione con l’uso delle sole mani per l’avanzamento. Nella stazione tecnica diventeranno porte in successione dentro le quali l’allievo, da una distanza prefissata, dovrà indirizzare dei push contro il muro che gli restituirà la palla che dovrà essere infilata nella spalliera successiva e così via, sino alla fine. In alternativa, la palla può anche essere sollevata ad un’altezza concordata con il colpo del flick. Il quadro svedese, con bastone e palla si presta ancora meglio all’esecuzione del flick di precisione che dovrà indirizzare la pallina nel quadrato o nei quadrati segnalati da un nastro o da altro segno di riconoscimento. Senza bastone, la scalata in verticale o in diagonale attraversando i vari quadrati, è un ottimo allenamento per il potenziamento di resistenza e forza di arti superiori e inferiori. L’utilizzo è subordinato alla conoscenza delle prese e alla competenza dell’istruttore. Stesso discorso per pertica o corda. Sono eccellenti strumenti per esaltare forza e coordinazione. Appoggi Baumann, clavette, conetti, cinesini, cerchi sono perfetti per preparare stazioni per esercizi di tecnica individuale. Tutte le conduzioni, dalla frontale in dritto e rovescio, alla laterale, all’esecuzione delle curve, con l’utilizzo del solo dritto o anche del rovescio, alle rotazioni su sé stessi a massima velocità con la pallina incollata al bastone possono essere eseguite mettendo in gioco la propria fantasia. Circuit training 115
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    116 PROMFORMAZIONE COME COSTRUIRE LALEZIONE: UN ESEMPIO Il percorso è progressivo, parte dai concetti base di sicurezza e tecnica corretta nell’utilizzo dell’attrezzo. La lezione potrà prevedere una breve parte di spiegazione, una parte pratica da eseguire singolarmente, a coppie, in gruppi e infine giochi o gare singole oppure di squadra. La parte atletica può (è meglio che lo sia) essere integrata nell’apprendimento tecnico. Non vanno trascurate le life skills. Da bambini, un tempo, quanti giochi si facevano tra corse, sfide e divertimento con gli amici? Sfide in cui ci si metteva alla prova e nello stesso tempo si esercitavano e miglioravano le proprie abilità di destrezza, rapidità e altro. Occorre usare la fantasia anche partendo dalla propria esperienza di infanzia, ma essendo sempre professionali, lasciandosi ispirare anche dagli altri sport e dalle buone letture. Abbiamo citato spesso Horst Wein e lo troverai in bibliografia, come anche gli 80 giochi di movimento nelle loro innumerevoli varianti rivolti a coloro che sono e si sentono educatori presentati da C. Pesce, R. Marchetti, A. Motta, M. Bellucci nel volume “Joy of moving. Movimenti e immaginazione”. CONSIGLI PER TE
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    www.calzetti-mariucci.it Visita il nostrosito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport