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Pagine da Manuale di tecnica di arrampicata

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Manuale di tecnica di arrampicata
Tito Pozzoli
ANNO EDIZIONE: 2020
GENERE: Libro
CATEGORIE: Sci/Arrampicata
ISBN: 9788860284235
PAGINE: 168
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Dagli schemi motori di base alle tecniche evolute
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Una trattazione che non può essere definita solamente “tecnica”: infatti la particolare impostazione scelta dall’autore inserisce l’arrampicata in un contesto più ampio, mettendone in evidenza le caratteristiche di attività formativa. Di conseguenza sono numerosi, all’interno di queste pagine, i riferimenti a metodi didattici per bambini e ragazzi, per i quali l’autore ha maturato negli anni una vasta esperienza diretta. È proprio nella parte dedicata ai bambini che il programma didattico propone richieste motorie specifiche rapportate alle fasce sensibili, con indicazioni sulle quali ogni società, tecnico, allenatore potrà lavorare e creare un proprio modello di attività giovanile. Sono presenti anche contenuti dedicati ai tecnici del settore e agli appassionati desiderosi di migliorare le proprie abilità.

Tito Pozzoli ha ritenuto opportuno procedere ad una estrema semplificazione del gesto dell’arrampicata ed offrire così proposte di lavoro volutamente elementari, cercando di non dare nulla per scontato. Tutto ciò in forza del principio che sia il principiante - adulto o bambino - sia il tecnico devono essere messi nelle condizioni di adottare modelli operativi ed esercitarsi su strumenti semplici e immediati che riducano al minimo le possibilità di errore.

Le numerose immagini che corredano la trattazione contribuiscono a far meglio comprendere le sequenze motorie, alcuni concetti base di biomeccanica, la postura ideale e gli atteggiamenti del corpo. Con le stesse finalità è stata inserita una codifica di posizioni e sequenze per favorire ogni futuro utilizzo di un lessico sportivo e di una scala didattica comuni.
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Scoprilo qui https://www.calzetti-mariucci.it/shop/prodotti/manuale-di-tecnica-di-arrampicata

Published in: Sports
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Pagine da Manuale di tecnica di arrampicata

  1. 1. MANUALE DI TECNICA DI ARRAMPICATA Dagli schemi motori di base alle tecniche evolute TITO POZZOLI
  2. 2. PRESENTAZIONE di Marco Bernardi 07 INTRODUZIONE - Contenuti del manuale 09 Il punto di partenza e alcune premesse importanti 10 Arrampicare, movimento innato che anima la filosofia dell’autore 13 Il Didactic Wall o Alternative 16 CAPITOLO 1 - Arrampicarsi-Arrampicata e alcune precisazioni 17 I fondamentali: il mio punto di vista 18 Terminologie e codificazioni legate allo Skill Climbing Method® 19 CAPITOLO 2 - Prima di salire in verticale 21 Il lavoro a terra 22 Dalla postura allo spostamento del peso 24 La stazione eretta 24 Elementi base di postura 25 La colonna vertebrale 26 Lavoro in stazione eretta e al suolo 28 Lo spostamento del peso 29 Il bacino, centro energetico 32 Saper muovere il bacino 34 CAPITOLO 3 - Passaggio dal piano orizzontale al verticale 37 Le posizioni base sulla parete 38 Caratteristica delle PB 41 Le figure base Y, e X 49 La figura Y 49 La figura 50 La figura X 52 Proposta di esercizi da fare con le varie posizioni 56 Approccio al movimento verticale 56 Perché iniziare sempre dall’arrampicata frontale a passi accostati 58 Errori comuni dei principianti 61 Tecnica di arrampicata in traverso (traslocazione orizzontale) 63 Descrizione e semplici concetti di biomeccanica 63 Da dove iniziare 67 Didattica per l’arrampicata in traverso a triangolo 70 Traslocazione con piedi accostati 70 Triangolo con piede di spinta 71 Cambio del piede con saltello e strisciata 72 Con incrocio 74 Con piede di spinta in aderenza 75 Con varianti del cambio mano 76 Con spostamento dei piedi (senza cambi piede) 77 Didattica per l’arrampicata in traverso a quadrato 79 Senza cambi 81 Senza cambi con piede di spinta 82 Con il cambio piede 84 Con il cambio mano 84 Con bilanciamento esterno 86 Con bilanciamento interno 87 L’arrampicata frontale con spostamento verticale 88 Differenze biomeccaniche tra i due spostamenti 88 Il format verticale 89 Le posizioni di base, figure e sequenza di salita sul muro verticale 90 La sequenza di salita 90 Varianti 92 La salita con 3 appoggi di piede 93 INDICE Y Y
  3. 3. 53 Capitolo 3 QUESTO È UN ALTRO MOTIVO PER CUI È ESSENZIALE AVVICINARE IL PRINCIPIANTE AL MONDO VERTICALE ATTRAVERSO APPOGGI E APPIGLI CHE NON INDUCANO DIFFICOLTÀ DI ESECUZIONE La figura X è solitamente di passaggio (vedi immagine) momento in cui, per un attimo tutti gli arti sono a contatto con la parete. Traslocazione DI con appigli rovesci. Traslocazione laterale in triangolo in posizione BY e appigli rovesci. Trascolazione A con appigli rovesci. Y
  4. 4. 54 Manuale di tecnica di arrampicata L’appiglio rovescio di buone dimensioni consente all’atleta di poter distendere e decontrarre le braccia aumentando così non solo il campo visivo e la possibilità di movimento delle spalle, ma anche di poter maggiormente portare il bacino verso i piedi, scaricando completamente il peso. Il lavoro maggiore sarà a carico delle dita che dovranno sostenere tutto il peso del busto sbilanciato all’indietro.
  5. 5. 55 Capitolo 3 Le posizioni base con le varianti in stazione eretta, in quadrupedica, alla spalliera e al DW. La posizione A e tutte le sue figure La posizione B e tutte le sue figure La posizione C e tutte le sue figure La posizione D e tutte le sue figure
  6. 6. 56 Manuale di tecnica di arrampicata 3.3 - PROPOSTA DI ESERCIZI DA FARE CON LE VARIE POSIZIONI Parete 3.4 - APPROCCIO AL MOVIMENTO VERTICALE Ogni posizione, esercizio e traslocazione proposta al suolo deve essere elaborata dal tecnico e riproposta sul muro di arrampicata. Dal punto di vista didattico sarebbe fondamentale un approccio graduale. L’ideale sarebbe infatti non modificare di colpo la motricità e il campo di azione: infatti, passare di colpo dal piano orizzontale a quello verticale è un salto troppo grande che andrebbe a stravolgere e modificare equilibri, interventi muscolari, biomeccanica e soprattutto la tecnica. Si consiglia di riuscire a lavorare sempre e Spalliera Terra
  7. 7. 88 Manuale di tecnica di arrampicata 3.10 - L’ARRAMPICATA FRONTALE CON SPOSTAMENTO VERTICALE Quando si parla di arrampicata, l’immaginario umano ipotizza un uomo che sale lungo una parete; è lo schema motorio che maggiormente ci appartiene, quello di salire e arrampicarci sopra a qualcosa. Così come per le traslocazioni in traverso, anche per lo spostamento in verticale sarà necessaria una scala didattica che ha come fondamento tutti gli aspetti motori e le esercitazioni viste precedentemente. Si è già detto perché è più semplice affrontare prima la dinamica orizzontale e poi riproporre tutta la tecnica automatizzata in verticale. 3.10.1 - Differenze biomeccaniche tra i due spostamenti I traversi sono uno spostamento che necessita di una gamba di sostegno e una di propulsione, che ci direziona verso la presa da raggiungere. Il tipo di movimento è molto simile alla pattinata in cui la gamba di spinta è differente dalla gamba di appoggio. Nel salire in verticale, così come capita su una scala a pioli, la gamba su cui si carica il peso è la medesima che ci sostiene e ci spinge verso l’alto. È indispensabile tenere conto di questa differenza sostanziale che, spesso, rende difficile il passaggio del movimento dall’asse trasverso al longitudinale. Durante gli allenamenti invernali spesso ci si chiude in sale boulder e molta della preparazione atletica di resistenza viene fatta su circuiti che privilegiano lo spostamento sull’asse trasversale con applicazioni biomeccaniche e interventi muscolari di un certo tipo. Quando poi si riprende l’arrampicata su pareti (indoor o falesie), la difficoltà rimane proprio quella di modificare una motricità ripetuta per mesi e un utilizzo muscolare differente. La tecnica di salita sulla scala a pioli è la medesima che si utilizza su una spalliera o una parete. Il movimento corretto non è nient’altro che quello del gattonare a terra o quello del camminare in stazione eretta, cioè ad arti opposti alternati. Il corpo deve sollevarsi grazie alla spinta degli arti inferiori, le braccia aiutano la salita con un lavoro sinergico e, affinché il corpo salga in equilibrio, è fondamentale che il braccio che aiuta il movimento di salita sia opposto alla gamba di spinta (figura 63). Siccome utilizzare questa modalità di salita (con solamente due arti) risulta molto faticosa, e difficilmente attuabile per i bambini, è indispensabile una didattica graduale che metta il giovane in condizioni tecniche e fisiche di poter arrivare gradualmente al lavoro di “spinta-tirata”. Le scale da imbianchini, le spalliere, le scale curve, di corda (fisse e mobili) e il DW sono attrezzi più o meno specifici, che si possono utilizzare per poter creare il substrato motorio e l’allenamento fisico e tecnico del movimento.
  8. 8. 89 Capitolo 3 3.10.2 - Il format verticale Anche per la pratica in salita, avere una griglia simmetrica e ripetitiva semplifica di molto la didattica e l’apprendimento. Mentre per il DW in orizzontale il tipo di presa è importantissima, per quello verticale è bene preferire appigli con molte varianti di prensione (figura 64), di cui una molto buona per scongiurare la possibilità di cadute dall’alto, c (vedere consigli nella parte finale dedicata al DW). Utilizzando le prese Skill, si consiglia di utilizzare le arancioni e le verdi. L’approccio al movimento in verticale non sara’ consecutivo all’orizzontale ma contemporaneo, tenendo presente che, essendo più difficile e intenso, dovra’ essere affrontato successivamente all’altro. Per motivi di chiarezza espositiva, nel manuale si è deciso di analizzarli separatamente. ATTENZIONE figura 63 figura 64
  9. 9. 90 Manuale di tecnica di arrampicata Con tre o quattro file di prese si potranno proporre tutti i movimenti a triangolo e a quadrato, facendo attenzione ad alternare i colori per rendere più veloce l’identificazione della linea di lavoro. Lo schema che si và a creare non è null’altro che una spalliera ad appigli. Ragionando al contrario, se sulla spalliera si attaccano pezzettini di nastro colorato con lo stesso schema del DW, si ha la possibilità di ricreare un modello in miniatura che ci consente di lavorare con molti bambini e utilizzare una didattica semplificata (figura 65). 3.10.3 - Le posizioni base, figure e sequenza di salita sul muro verticale Va da sé che tutte le posizioni base A, Ar, B, C, D e tutte le figure X, Y, , I, in tutte le posizioni base, dovranno essere riportate e utilizzate per il lavoro verticale. 3.10.4 - La sequenza di salita Si consideri di partire sempre da una condizione di quattro appoggi, con la necessità di spostarne uno alla volta mantenendo l’equilibrio. figura 65 Y
  10. 10. 91 Capitolo 3 La sequenza che deve essere proposta è la seguente: partire dalla posizione AX e, sollevando i piedi uno alla volta portarsi alla posizione CX. Attraverso la spinta delle gambe e una leggera trazione delle braccia si raggiunge la posizione BX da cui, spostando alternatamente le mani, si ritorna alla prima posizione AX. Accertarsi che la sequenza sia sempre la medesima (prima i piedi, poi le mani). Bisogna che il bambino acquisti l’automatismo, grazie ai piedi sollevati, della spinta delle gambe verso l’alto e con forza, a sollevare il corpo. Come primo esercizio è anche importante che all’inizio i 2 piedi siano disposti sullo stesso piolo (o appoggi alla stessa altezza), in modo che la spinta avvenga con entrambe le gambe in posizione simmetrica ed equilibrata. Maggiore è l’apertura dell’atteggiamento (X molto aperta), maggiore difficoltà si avrà a mantenere l’equilibrio nel momento in cui si toglie un appoggio. figura 66 AX CX figura 67 BX AX AX CX
  11. 11. 92 Manuale di tecnica di arrampicata 3.10.5 - Varianti Mantenendo fissa la sequenza A-C-B-A e lo spostamento di piedi e mani, le figure da utilizzare in ordine di difficoltà crescente saranno: , Y e I. La difficoltà didattica è data dalla stabilità che si ha nelle varie posizioni, la larghezza della base di appoggio, la forza che bisogna utilizzare per mantenere la posizione e progredire. Tutte i sollevamenti sopra utilizzati hanno una sequenza 2-2, cioè 2 movimenti di piedi e 2 di mani. Per i sollevamenti Ipsilon e Lambda si useranno 3 file di prese, per quella a I, una solamente. Y figura 68
  12. 12. 93 Capitolo 3 3.10.6 - La salita con 3 appoggi di piede Questo tipo di sequenza ha un ritmo 3-2 in cui, in cui si eseguiranno 3 tempi di piedi e 2 di mani per tornare alla posizione a X. Aumentare il numero degli appoggi abitua lo scalatore a dare sempre maggiore attenzione ai piedi, e, con essi, alla ricerca costante di sostegno in equilibrio del corpo, riducendo al minimo il dispendio energetico. L’appoggio centrale di piede è quello che consente un sollevamento graduale, soprattutto quando si devono raggiungere appoggi molto alti oppure quando si parte da una grande divaricata. Questo primo appoggio, ricercato sulla perpendicolare delle mani o al loro centro, consente di ristabilire l’equilibrio, per poi dare la possibilità di creare una nuova base stabile con piedi alla stessa altezza (figura 69). Salita a triangolo utilizzando le 3 file di appigli con la sequenza 3-2. La medesima sequenza la si potrà avere in figura X, con le figure I e Y, dove i piedi sono sempre su una unica fila; lo si potrà fare tenendo presente che, alla fine, i due piedi saranno accostati sullo stesso appoggio. Per migliorare l’abilità e la sensibilità, la posa del primo piede, inizialmente, dovrà avvenire su un appoggio grande, poi sempre più piccolo, inclinato e infine in aderenza. Per sfruttare bene l’attrito nell’appoggio in aderenza, si dovrà controllare che l’arrampicatore sia a braccia distese e che mantenga il bacino basso. In caso di moltissimo spazio o possibilità di montare 4 file di prese, un esercizio molto interessante, propedeutico all’arrampicata ad arti opposti (tirata e spinta), è quello di muovere una mano e poi 2 piedi che vanno a costruire un triangolo sotto di essa (figure 70/71). figura 69
  13. 13. www.calzetti-mariucci.it Visita il nostro sito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport

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