Open source copyright e copyleft
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  • 1. Open source Copyright e Copyleft Open Access
  • 2.
    • In informatica, open source (sorgente aperto) indica un software i cui autori (detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti, mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso.
    • La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L'open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.
  • 3.
    • Ogni utente può usare, distribuire e migliorare il programma di cui viene rilasciato il codice sorgente ( codice scritto dai programmatori )
    • I programmi che rispettano questi principi vengono definiti software liberi (free in inglese) o open source.
  • 4. I termini software libero e open source vengono usati per indicare la stessa cosa, ma da punti di vista nettamente diversi.
    • Il primo, nato agli inizi degli anni ottanta, indica software la cui licenza soddisfa una definizione prevalentemente basata su concetti etici, quali la possibilità di studiare, di aiutare il prossimo, di favorire la comunità.
    • I sostenitori del software libero affermano che questo sia da preferire in quanto pone il dovuto accento sulle questioni morali che stanno alla base di questo tipo di licenze.
    • Il secondo, nato alla fine degli anni novanta , definisce quali criteri legali debba soddisfare una licenza per essere considerata effettivamente libera. I sostenitori del software open source dichiarano che l'espressione "Free Software", dal doppio significato di "Software Libero" e di "software gratuito" sia controproducente dal punto di vista della sua diffusione al di fuori dall'ambito hobbistico o al più universitario, in quanto facilmente fraintendibile e talvolta percepita, a ragione o torto, come legata a correnti di pensiero poco apprezzabili nel mondo aziendale.
  • 5. In sintesi…
    • I sostenitori dell‘ open source , pongono l'accento sui vantaggi pratici della diffusione del codice sorgente e dello sviluppo cooperativo su internet del software, interessandosi in maniera minore, se non per nulla, dell‘ aspetto etico della questione, a cuore ai sostenitori del software libero .
  • 6. L'espressione "software libero" si riferisce alle seguenti libertà:
    • L0 - Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
    • L1 - Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità.
    • L2 - Libertà di ridistribuire copie.
    • L3 -Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.
  • 7. L0 - Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
    • L’uso del programma è libero, gratuito e non limitato in nessun modo.
  • 8. L1 - Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità.
    • All’utente deve essere garantito l’accesso al codice sorgente, ovvero l’insieme delle informazioni del software in un linguaggio accessibile, leggibile e modificabile.
  • 9. L2 - Libertà di ridistribuire copie del programma, gratuitamente o dietro compenso.
    • L’autore delle modifiche può rivendere copie del programma libero da lui modificato, anche se ha usufruito gratuitamente dell’accesso al codice sorgente.
  • 10. L3 - Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.
    • L’autore delle modifiche del codice sorgente può decidere di rendere accessibile a tutti il suo codice sorgente.
    • Non c’è l’obbligo di mantenere la libertà e la gratuità del codice.
  • 11. Il software libero/open source
    • ha evidenziato come sia possibile produrre utili pur decidendo di regalare al mondo il codice sorgente;
    • ha dimostrato di essere un ottimo prodotto, in grado di reggere (e spesso vincere) la sfida con i programmi proprietari.
  • 12. Alcuni Software liberi
    • Apache (web server).
    • Sendmail (mail server).
    • MySQL e Postgre-SQL (database).
    • Firefox.
    • OpenOffice.
    • VLC media player.
    • GNU/Linux (sistema operativo sviluppato non da una società ma da migliaia di persone).
  • 13.
    • I prodotti open source possono essere utilizzati senza problemi dalle aziende?
    • Quali costi comporta adottare soluzioni libere?
    • Quali costi consente di risparmiare?
    • Quali sono (se ci sono) i limiti d’uso di questi programmi?
  • 14. Il modello di business del software proprietario
    • I software sono soggetti alla normativa sui diritti d’autore, il cosiddetto copyright.
    • L’autore del programma, ha quindi il diritto di stabilire i termini e le condizioni di utilizzo del software, il quale non viene venduto, bensì concesso in licenza .
  • 15. In genere il licenziatario permette di:
    • Installare il software su una macchina;
    • Utilizzare il software secondo alcune limitazioni;
    • Effettuare una copia di backup per uso archivio.
  • 16.
    • Non è permesso invece decodificare, decompilare e disassemblare il programma.
    • Il software generato è indifferenziato, ossia distribuito in versioni tutte uguali per poter spalmare il costo di realizzazione su molte copie e rendere economicamente appetibile il programma.
  • 17. La storia del software libero
    • Pochi sanno che il concetto di software libero nacque ben prima del software proprietario.
    • Dalla nascita dell’informatica negli anni ’40 e fino agli anni ’70, il software era quasi sempre distribuito con il codice sorgente, in modo che altri programmatori potessero studiarlo, adattarlo alle proprie esigenze e migliorarlo.
  • 18. La cultura hacker
    • Questi software nascevano in ambito universitario e chi vi contribuiva lo faceva per il piacere di programmare e di migliorare la situazione.
    • Si parla per essi di “cultura hacker”, dove questo termine va inteso nell’accezione originaria di “persona che si diverte esplorando i dettagli della programmazione e cerca la modalità di ottenere il massimo delle prestazioni”
  • 19.
    • I sistemi e gli applicativi proprietari, caratterizzati dalla chiusura del codice (closed source) iniziarono a diffondersi man mano che i costi dell’hardware scendevano (nel 1975 vide la luce il primo PC).
  • 20.
    • Richard Stallman dal 1971 al 1983 lavora come ricercatore al MIT di Boston (Massachusetts Institute of Technology).
    • Nel 1984, lascia il MIT e getta le basi della filosofia del software libero, fondando la Free Software Foundation.
    • “ Ci affidiamo al supporto di privati come voi che sostengono la missione della FSF per conservare, proteggere e promuovere la libertà di utilizzare, studiare, copiare, modificare e ridistribuire software per computer, e per difendere i diritti degli utenti del software libero ”.
    • Stallman introduce la licenza "GPL" ("General Public License" - Licenza Pubblica Generica) e conia il termine copyleft in contrapposizione al noto copyright ;
  • 21. Per Stallman l’utente:
    • Deve avere la libertà di eseguire un programma per qualsiasi scopo.
    • Deve poterlo modificare secondo i propri bisogni.
    • Deve poterlo distribuire gratuitamente o dietro compenso mantenendolo però sempre libero (la libertà di cui si parla si riferisce alla circolazione della conoscenza e non impedisce di chiedere un prezzo per la distribuzione del software).
  • 22. GNU is NOT Unix
    • Stallman iniziò a scrivere software libero partendo da un compilatore rilasciato con licenza GPL e creò nel 1984, il progetto GNU.
    • Per facilitarne la diffusione il software doveva essere compatibile col sistema Unix, che però non era un sistema libero…
    • Aveva bisogno di un kernel libero (nucleo di un Sistema Operativo, fa da intermediario tra hardware e software).
  • 23. La svolta degli Open Source
    • Nel 1991, in Finlandia, uno studente di nome Linus Torwalds, decide di scrivere un sistema operativo Unix-like, che potesse funzionare su un PC (i386).
    • In un anno di lavoro, tale sistema era già utilizzabile da un esperto di sistemi, anche perché il lavoro era stato condiviso attraverso internet. Tale sistema prese il nome LINUX, dal nome dell' ideatore.
  • 24. GNU/Linux
    • L'incontro tra un sistema operativo free, ed un kernel del medesimo tipo, sembra tanto inevitabile, quanto auspicato: nasce GNU/Linux.
    • In breve tempo altro software viene sviluppato per la piattaforma GNU/Linux.
  • 25. Genesi e risorse di un progetto Open Source
    • Un software Open Source nasce generalmente dalla necessità di una persona o di un gruppo che ritiene di non trovare nel mercato il programma voluto.
    • Si scambiano pareri con le persone che dimostrano interesse.
    • Si cerca di attirare l’interesse sfruttando mailing list e newsgroup.
    • Il gruppo iniziale cresce e nasce la community.
    • Il progetto viene seguito da un project manager in grado di coordinare al meglio le risorse.
  • 26. Vantaggi dell’Open Source
    • Affidabilità e sicurezza : errori nei programmi vengono corretti in genere nella giornata stessa, e le correzioni vengono rese immediatamente pubbliche. Questo rende non solo più stabili i programmi che si utilizzano, ma anche più sicuri i sistemi.
    • Efficienza : avendo una comunità di persone che controlla ed ottimizza il software, si ottiene un prodotto molto efficiente.
    • Riservatezza : avendo a disposizione il codice dei programmi che utilizziamo, abbiamo la certezza che sul nostro computer non vengano fatte operazioni a nostra insaputa.
    • Libertà dal fornitore : la possibilità di non essere legati ad uno specifico fornitore di software, libera il privato, ed ancora più l'azienda, da eventuali politiche "protezionistiche" del fornitore
    • Flessibilità : possibilità di personalizzare ogni aspetto di un programma. Avendo il codice a disposizione si può "portare" un'applicazione su una nuova architettura, aprendo così nuove possibilità. Un'applicazione nata per essere eseguita su un PC, ad esempio, può essere adattata a lavorare su un palmare
    • Costi contenuti o inesistenti : spesso il costo è ridotto a quello per scaricare il programma da internet o del supporto di memorizzazione; basso costo di upgrade. (anche in questo caso il costo è quasi sempre ridotto a quello per scaricare l'aggiornamento da internet); non ha costi legati al numero di licenze (è possibile utilizzarlo su un numero qualunque di macchine, senza dover acquistare ulteriori licenze).
  • 27. Svantaggi dell’Open Source
    • Mercato instabile
    • Mancanza di rispetto e/o definizione dei tempi nel processo di sviluppo. (sviluppo e test affidato alla buona volontà delle persone).
    • Mancanza d’interesse per un progetto.
    • Mancanza di garanzie di un reale progresso dato che il mercato non è supportato da nessuna azienda.
    • L’installazione e l’uso del software open source prevede un elevato livello di competenza per l’installazione e l’assistenza, quindi spesso ci si rivolge ad assistenza esterna.
  • 28. Copyleft
    • L’idea del copyleft si consolida nel contesto dei software;
    • individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali;
    • Consiste nel dare il permesso di modificare il programma, di distribuirlo, e di pubblicarne una versione perfezionata, attraverso licenze che accompagnano il software, il lavoro didattico e di ricerca.
  • 29. Copyleft vs Copyright
    • Stallman conia il termine copyleft in contrapposizione al noto copyright ;
    • copyleft , letteralmente "(diritto di) copiatura (esclusiva) abbandonato“;
    • è un gioco di parole su copyright , letteralmente "diritto (esclusivo) di copiatura", in cui la seconda parola del composto, "right" è scambiata con "left".
  • 30. … non solo software…
    • Anche se il movimento copyleft ha le proprie origini nel mondo del software, si è cercato di estendere questa impostazione ad altri settori: arte figurativa, musica, documenti, cibi (soprattutto bevande come la open cola ).
  • 31. Open Access
    • Accesso Aperto (in inglese Open Access , tradotto anche con Libero accesso ) esprime la libera disponibilità online di contenuti digitali . Esso viene utilizzato principalmente per gli articoli di riviste o di ricerche universitarie, pubblicate che permettano al lettore l'utilizzazione gratuita.
  • 32. Open Access
    • Non intende rivoluzionare il concetto di diritto d’autore (copyright) e si è affermato in ambito scientifico/accademico.
    • Non mette in discussione i diritti degli autori ma rende i contenuti pubblicati via web liberi a tutti.
  • 33. Open Access
    • Nasce come risposta alla restrizione operata nei confronti della possibilità di accesso gratuito alle informazioni presenti in rete, e al notevole aumento dei prezzi degli abbonamenti alle riviste elettroniche in campi fondamentali per il progresso dell’uomo.
  • 34. Creative Commons
    • Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze.
    • L'intenzione è quella di evitare i problemi che le attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni.
  • 35.
    • Queste licenze si ispirano al modello copyleft e possono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno.
    • Rappresentano una via di mezzo tra "full-copyright" e "no-copyright": da una parte la protezione totale operata dal concetto di “tutti i diritti riservati" e dall'altra, una libertà senza obblighi che comporta anche dei rischi.
  • 36.
    • Attribuzione
    • Permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell'opera e dei lavori derivati da questa a patto che vengano mantenute le indicazioni di chi è l'autore dell'opera.
    • Non commerciale
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