Il documento analizza l'evoluzione della cartografia dell'Abruzzo nel XVI e XVII secolo, evidenziando la crescente produzione di carte rappresentative grazie a nuovi approcci metodologici. Viene menzionata la prima carta regionale abruzzese realizzata da Natale Bonifacio nel 1587 e le successive opere di Mario Cartaro e Giovanni Magini, che hanno contribuito significativamente alla cartografia del Regno di Napoli. Il testo sottolinea le sfide nella rilevazione territoriale e le influenze delle rappresentazioni cartografiche precedenti sulla qualità delle opere prodotte.