La legge 6 novembre 2012, n. 190 modifica l'art. 2635 c.c. introducendo sanzioni per la corruzione tra privati, punendo gli amministratori e i dirigenti che violano gli obblighi d'ufficio in cambio di denaro o utilità, con pene comprese tra uno a tre anni di reclusione. La responsabilità dell'ente può scaturire se la corruzione avviene per suo interesse, a condizione che non ci siano esimenti valide. La normativa stabilisce anche sanzioni pecuniarie significative e un raddoppio delle pene per le società con titoli quotati.