Il documento di Alberto Cima esplora il rapporto tra mano e cervello, evidenziando conflitti tra la volontà umana e il desiderio di trascendenza, in un contesto di vita e ricerca di comprensione. Viene descritto un viaggio di emozioni, speranze e incertezze, culminando nell'immagine di un paradiso promesso, anche se momentaneo. La narrazione si muove tra l'astrazione e il reale, delicatamente affrontando tematiche di vulnerabilità e il mistero dell'esistenza.