Con lo scioglimento dell'URSS la piccola Repubblica Caucasica rimane  legata, dal punto di vista economico,  al governo di Mosca.  Nel 1991  l primo Presidente,   Askar Akayev,  annuncia le dimissioni dal  Partito Comunista dell'Unione Sovietica, e il  31 agosto 1991  l'indipendenza  del  Kirghizistan  Kirghizistan - gli ultimi anni
  Akayev  rimane al potere sino al 2005, quando dopo elezioni considerate non trasparenti  si dimette in seguito alle violente proteste contro il suo potere, considerato un regime corrotto e autoritario.  La protesta fu la cosiddetta  Rivoluzione dei Tulipani.
Nel luglio dello stesso anno viene eletto   Kurmanbek Bakiyev   con l’ attesa di un cambiamento per il Paese. Ma, per gli oppositori, la speranza fu vana. Bakiyev fu rieletto nel 2009 . Le elezioni  non furono considerate trasparenti
Gli oppositori considerano Bakiyev un dittatore, e questo ha portato a continue proteste, che sono  arrivate  al culmine nell'aprile del 2010.  Il 6 aprile  Una grande folle di oppositori si  è riversata nelle strade, per chiedere le dimissioni del Presidente. 
I manifestanti hanno occupato la sede dei servizi segreti e  la tv di Stato.    Roza Otunbayeva,  a capo degli oppositori, è diventata Presidente del Kirghizistan con un colpo di Stato,  ad interim , con la promessa di nuove elezioni democratiche a fine anno, per riportare il Paese alla democrazia.
Ma le violenze non  sono cessate nemmeno dopo la fuga di Bakiyev in Kazakistan,  Nel giugno 2010, nella città di Osh, si è giunti  a un culmine di sanguinose violenze, che rischiano di  sfociare  in un vero e proprio conflitto civile, violenze etniche tra kirghisi e minoranza uzbeka.
Il Kirghizistan è l'unico paese al mondo ad ospitare contemporaneamente una base militare russa e una statunitense. Due strutture molto vicine tra loro, entrambe nel Nord del paese. Kant  base russa è un avamposto, e il presidente Medvedev si è affrettato a proteggerla con l'invio di un battaglione di paracadutisti. Quella americana di  Manas  rappresenta oggi per Washington uno dei centri di rifornimento più importanti per le truppe impegnate nella campagna afghana.  Due potenze troppo vicine?
 
nel 2005, il presidente Bakiev aveva autorizzato gli Stati Uniti ad installare sul territorio kirghize una base militare di grande ampiezza, determinante per la condotta delle operazioni in Afghanistan vicino.
  Il governo provvisorio che si è instaurato a Bichkek,  ha chiesto l'assistenza della Russia, per ristabilire l'ordine nel paese e ricostruire un'economia fatiscente.
La "guerra fredda“ si è spenta, ma la Russia,  non accetta le ingerenze della NATO  nelle ex repubbliche sovietiche.
Bakiyev  salito al potere con la cosiddetta rivoluzione dei tulipani, spalleggiata da Washington, per salvarsi chiede adesso aiuto ai russi, ma Mosca intende limitarsi solo alla protezione delle sue istallazioni in Kirghizistan.
Il Sud del paese, è la  parte più povera del Kirghizistan e, soprattutto, è  già teatro di pesanti scontri, da circa un ventennio, tra etnie diverse: quella kirghisa e quella uzbeka
Il rischio kirghiso è  quello di un conflitto regionale che vede impegnate le ex repubbliche sovietiche dell'Uzbekistan e del Kirghizistan (e forse del Tagikistan) ognuna con  parte di propria popolazione all'interno dei confini dell'altra. Ma chi ha interesse a far divampare il Kirghizistan, e, forse, l'Asia Centrale?
L'Unione Sovietica mescolava popolazioni al suo interno per controllare meglio gli  indipendentisti.  Un'eredità che sta flagellando il Caucaso
Il Kirghizistan,  si   appresta, il 27 giugno prossimo, a votare per referendum l'introduzione di una nuova costituzione, e poi, in ottobre un nuovo parlamento. Nell'attesa è retto da un governo e da un presidente ad interim, che controlla in realtà solo la parte Nord del paese.
Ma esiste anche la possibilità che sia un'altra mano ad aver incendiato il Kirghizistan: quella degli islamisti radicali.  La piccola repubblica ex sovietica è a maggioranza musulmana e quasi al confine con l'Afghanistan. Le sue debolezze istituzionali ne fanno una preda facile da cacciare. La sua destabilizzazione poi metterebbe a rischio l'intera regione e gli interessi di Washington e Mosca, entrambe interessate a bloccare i progetti espansionistici dei fondamentalisti locali e dei talebani afghani.
Bishkek rischia di diventare una  seconda Kabul.
Alle centinaia di morti e alle decine di migliaia di profughi registrati finora, potrebbero aggiungersene tante altre. Eppure né Stati Uniti né Russia hanno intenzioni di mandare da sole truppe d'interposizione nel martoriato paese centroasiatico, anche se difficilmente rischieranno di perdere le loro basi militari in terra kirghisa.

Cosa succede in kirghizistan

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    Con lo scioglimentodell'URSS la piccola Repubblica Caucasica rimane legata, dal punto di vista economico, al governo di Mosca. Nel 1991  l primo Presidente,   Askar Akayev, annuncia le dimissioni dal  Partito Comunista dell'Unione Sovietica, e il  31 agosto 1991  l'indipendenza del Kirghizistan Kirghizistan - gli ultimi anni
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      Akayev  rimaneal potere sino al 2005, quando dopo elezioni considerate non trasparenti si dimette in seguito alle violente proteste contro il suo potere, considerato un regime corrotto e autoritario. La protesta fu la cosiddetta  Rivoluzione dei Tulipani.
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    Nel luglio dellostesso anno viene eletto   Kurmanbek Bakiyev   con l’ attesa di un cambiamento per il Paese. Ma, per gli oppositori, la speranza fu vana. Bakiyev fu rieletto nel 2009 . Le elezioni non furono considerate trasparenti
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    Gli oppositori consideranoBakiyev un dittatore, e questo ha portato a continue proteste, che sono arrivate al culmine nell'aprile del 2010. Il 6 aprile  Una grande folle di oppositori si è riversata nelle strade, per chiedere le dimissioni del Presidente. 
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    I manifestanti hannooccupato la sede dei servizi segreti e la tv di Stato.   Roza Otunbayeva, a capo degli oppositori, è diventata Presidente del Kirghizistan con un colpo di Stato,  ad interim , con la promessa di nuove elezioni democratiche a fine anno, per riportare il Paese alla democrazia.
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    Ma le violenzenon sono cessate nemmeno dopo la fuga di Bakiyev in Kazakistan, Nel giugno 2010, nella città di Osh, si è giunti a un culmine di sanguinose violenze, che rischiano di sfociare in un vero e proprio conflitto civile, violenze etniche tra kirghisi e minoranza uzbeka.
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    Il Kirghizistan èl'unico paese al mondo ad ospitare contemporaneamente una base militare russa e una statunitense. Due strutture molto vicine tra loro, entrambe nel Nord del paese. Kant base russa è un avamposto, e il presidente Medvedev si è affrettato a proteggerla con l'invio di un battaglione di paracadutisti. Quella americana di Manas rappresenta oggi per Washington uno dei centri di rifornimento più importanti per le truppe impegnate nella campagna afghana.  Due potenze troppo vicine?
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    nel 2005, ilpresidente Bakiev aveva autorizzato gli Stati Uniti ad installare sul territorio kirghize una base militare di grande ampiezza, determinante per la condotta delle operazioni in Afghanistan vicino.
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      Il governoprovvisorio che si è instaurato a Bichkek, ha chiesto l'assistenza della Russia, per ristabilire l'ordine nel paese e ricostruire un'economia fatiscente.
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    La "guerra fredda“si è spenta, ma la Russia, non accetta le ingerenze della NATO nelle ex repubbliche sovietiche.
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    Bakiyev salitoal potere con la cosiddetta rivoluzione dei tulipani, spalleggiata da Washington, per salvarsi chiede adesso aiuto ai russi, ma Mosca intende limitarsi solo alla protezione delle sue istallazioni in Kirghizistan.
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    Il Sud delpaese, è la parte più povera del Kirghizistan e, soprattutto, è già teatro di pesanti scontri, da circa un ventennio, tra etnie diverse: quella kirghisa e quella uzbeka
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    Il rischio kirghisoè quello di un conflitto regionale che vede impegnate le ex repubbliche sovietiche dell'Uzbekistan e del Kirghizistan (e forse del Tagikistan) ognuna con parte di propria popolazione all'interno dei confini dell'altra. Ma chi ha interesse a far divampare il Kirghizistan, e, forse, l'Asia Centrale?
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    L'Unione Sovietica mescolavapopolazioni al suo interno per controllare meglio gli indipendentisti. Un'eredità che sta flagellando il Caucaso
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    Il Kirghizistan, si   appresta, il 27 giugno prossimo, a votare per referendum l'introduzione di una nuova costituzione, e poi, in ottobre un nuovo parlamento. Nell'attesa è retto da un governo e da un presidente ad interim, che controlla in realtà solo la parte Nord del paese.
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    Ma esiste anchela possibilità che sia un'altra mano ad aver incendiato il Kirghizistan: quella degli islamisti radicali. La piccola repubblica ex sovietica è a maggioranza musulmana e quasi al confine con l'Afghanistan. Le sue debolezze istituzionali ne fanno una preda facile da cacciare. La sua destabilizzazione poi metterebbe a rischio l'intera regione e gli interessi di Washington e Mosca, entrambe interessate a bloccare i progetti espansionistici dei fondamentalisti locali e dei talebani afghani.
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    Bishkek rischia didiventare una  seconda Kabul.
  • 21.
    Alle centinaia dimorti e alle decine di migliaia di profughi registrati finora, potrebbero aggiungersene tante altre. Eppure né Stati Uniti né Russia hanno intenzioni di mandare da sole truppe d'interposizione nel martoriato paese centroasiatico, anche se difficilmente rischieranno di perdere le loro basi militari in terra kirghisa.