Lo sguardo sopra lo stagno

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In un tempo di crisi anche gli oceani più blu rischiano di sembrarci degli acquitrini stagnanti. In queste afose settimane estate, forse per la profonda crisi che attanaglia tutte le professioni, forse per la paura di cosa ci potrà attendere al ritorno dalla pausa estiva (non per tutti si può parlare di vacanze), forse per la scarsa capacità di alzare lo sguardo sul mare infinito di possibilità che pure questo mercato anchilosato ci riserverebbe, la controversia psicologi e coach ha vissuto nuovi fotogrammi di uno stucchevole lungometraggio.

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Lo sguardo sopra lo stagno

  1. 1. Lo sguardo sopra lo stagnoAncora una volta gli psicologi identificano i coach, e non solo, come i loro mulini a ventoIn un tempo di crisi anche gli oceani più blu rischiano di sembrarci degli acquitrini stagnanti. In queste afosesettimane estate, forse per la profonda crisi che attanaglia tutte le professioni, forse per la paura di cosa cipotrà attendere al ritorno dalla pausa estiva (non per tutti si può parlare di vacanze), forse per la scarsacapacità di alzare lo sguardo sul mare infinito di possibilità che pure questo mercato anchilosato ciriserverebbe, la controversia psicologi e coach ha vissuto nuovi fotogrammi di uno stucchevolelungometraggio.La singolar tenzone si è svolta nell’agorà pubblica asincrona ed a distanza di un gruppo LinkedIn nonbanale, quello dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale. Il detonatore questa volta è statal’approvazione alla Camera del DDL 3270 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordine ecollegi” e l’attuale discussione in Senato.Per la verità la discussione sulle rispettive competenze ed abilitazioni tra psicologi, coach, counsellor,mentor, o addirittura sulle presunte pratiche abusive delle altre professioni, è dibattuta anche nelle aule ditribunale e, se non stessimo parlando di professionalità e di rispettabilità, assomiglierebbe sempre di più adun duello tra don Chisciotte ed i suoi fantasmi.Lo psicologo che ha avviato questa discussione http://goo.gl/ViLTy già un anno prima aveva avuto modo discrivere: “Il coaching è una tecnica non una professione, infatti non esistono accreditamenti se nonautoreferenziali. Uno psicologo con adeguate capacità personali e preparazione manageriale può fare espesso fa del coaching di altissimo livello. Ovviamente per fare il coaching non cè bisogno di esserepsicologi, ci sono persone che fanno dellottimo coaching senza essere psicologi. Il coaching è una tecnicaed è comunque un sottoinsieme di tecniche e conoscenze psicologiche.”Non stupisce la sistematicità con cui si reitera ciò in cui si crede, soprattutto se si intendono difendere delleproprie posizioni o i propri interessi, ma delude un po’ la protervia con cui si tende a derubricare leprofessionalità altrui in tecnicalità ed al supporre una esclusività di competenze e di appannaggio dellapropria. Quasi come se le prerogative degli psicologi fossero assimilabili a quelle di un “Presidente dellaRepubblica dei servizi di tutela e cura della salute” a cui non si può telefonare per chiedere unappuntamento.A vederla con la lente dei presupposti questa affermazione escluderebbe la possibilità che esista unaprofessione non accredita da altri e, dunque, certificata. Come è stato fatto notare neanche gli insegnanti,pur essendo una tra le professioni più storiche e riconosciute, e che tra l’altro non certificano neanche lacompetenza di insegnante ma solo dei contenuti trasmessi, rientrerebbero in questo esclusivo rango.Mantenendo la barra della metodologia del coaching come sinonimo di “non professione”, confondendola tral’altro con tecniche didattiche come la lezione unidirezionale, c’è chi si spinge a dire che “molti professionisticon lauree diverse” potrebbero praticarla, persino un sociologo, ed un esperto di comunicazione, oltre chenaturalmente uno psicologo. Non occorre neanche essere uno psicoterapeuta, né tanto meno unopsicanalista. Basta aver superato gli esami del corso di studio in psicologia, comunicazione, formazione…. eperché non includere anche gli antropologi ed i filosofi e le altre discipline? Vedi, ad esempio l’economiaaziendale o la cultura d’impresa, visto che parliamo anche di business coaching? Toni Montevidoni Tel: 0733-814730 Cell: 335-6241595 Mail: info@tonimontevidoni.com http://www.tonimontevidoni.com Skype: tonimon70 Twitter: tonimon 70 http://www.slideshare.net/Tonimon http://viadeo.com/s/btGxZ
  2. 2. Naturalmente la discussione prosegue su titoli, qualifiche, tirocini ed ogni altro sistema di certificazionerealmente terzo fintanto che autorevoli interventi non rompono l’assioma professione ordinata = professionesicura, e riportano il focus della discussione sul disegno di legge ed al più largo ambito in cui si inserisce,ovvero delle professioni che rispondono agli attuali bisogni delle persone e pure sulla riforma delleprofessioni già regolamentate.C’è anche chi cerca di ridefinire il processo più ampio della riflessione in cui questa discussione è inserita edin particolare ricorda che l’evoluzione delle professioni va di pari passo con quanto la consapevolezzacollettiva matura e, quindi, che una “professione nuova nel 500 avanti cristo è considerata come tradizionaleoggi”. Per la serie ….anche quando è nata la professione di psicologo vi sono state fatte le stesseresistenze!Altri interventi si concentrano sul valore aggiunto che il mercato riconosce, oppure sui fondamenti teorici cheistruiscono le competenze e le professionalità, altri ancora cercano disallineamenti altrui per poternedimostrare l’incoerenza e diminuirne contestualmente la reputazione, almeno in questa discussione, ma nonsolo.Mentre l’intricato fraseggio degli interventi e degli schieramenti prosegue emergono due processi in manierapiuttosto evidenti. Il primo: l’assottigliarsi degli contenuti e degli interventi del proponente la discussioneintitolata cosi arrogantemente “Fermiamo le pseudo-professioni” ed il contestuale prevalere di unoschieramento trasversale più incline a fare salti in avanti con il cavallo, piuttosto che ad arroccare il re dietrola torre. Il secondo: la distinzione delle modalità di schieramento tra i counselor ed i coach, più strutturati edistituzionali i primi, più orizzontali e collettivi i secondi.Mentre attendiamo l’esito della discussione in Senato sorge una domanda: cosa faremo dopo l’estate perfavorire scelte consapevoli nei clienti e, soprattutto, serve distinguere il valore aggiunto creato da unaprofessione o da un’altra?di Toni MontevidoniCoach ACC, Formatore e Consulente Direzionale Toni Montevidoni Tel: 0733-814730 Cell: 335-6241595 Mail: info@tonimontevidoni.com http://www.tonimontevidoni.com Skype: tonimon70 Twitter: tonimon 70 http://www.slideshare.net/Tonimon http://viadeo.com/s/btGxZ

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