Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile              ...
L’editoriale                 sei mesi dall’attivazione del Piano nazionale per l’accoglienza               A             d...
Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile              ...
Alghero, conferenza 39                   Emergenza 41                  Geoitalia 2011: 43internazionale sugli incendi     ...
2 Primo PianoEmergenza                                          di ripartire i migranti che sbarcano sulle co-            ...
5Soggetti attuatori sul territorio e facilitare la   tanti del Ministro del Lavoro e delle Politi-diffusione delle buone p...
2 Primo PianoLa prima accoglienzaTutte le fasi dallo sbarco all’arrivo nel Centrodi soccorso e prima accoglienza di Lamped...
7                                                                                        Lampedusa, un momento            ...
2 Primo Pianoporti. Ulteriore mansione riguarda i minori nonaccompagnati. La Questura di Agrigento ha ilcompito di individ...
9Lampedusa, il recuperodelle imbarcazionial molo Favaloro
2 Primo PianoTESTIMONIANZA LA MEDIAZIONE CULTURALE NEL CENTRO DI LAMPEDUSASakahria Traorè, insegnante di inglese e mediato...
11INTERVISTA LO SMALTIMENTO DEI BARCONIWalter Mazzei, Dipartimento della Protezione Civile, Ufficio Rischi idrogeologici e ...
Nella pagina precedente, la primaaccoglienza dei migranti al molo Favaloro.In questa pagina, lo smaltimentodei barconi a P...
2 Primo PianoManduria: il Centrodi temporanea accoglienzaLa struttura è stata chiusa il 14 settembreI    l Centro di Mandu...
15re le traduzioni. Inoltre, ci sono i tornei di            glienza. Subito dopo l’ingresso nel centro,calcio e le partite...
2 Primo PianoTESTIMONIANZA                                            TESTIMONIANZAIL NUCLEO OPERATIVO                    ...
17Le strutture di seconda accoglienza:l’esperienza del MoliseIn queste pagine descriviamo la fase con-                    ...
2 Primo PianoTESTIMONIANZA                                           TESTIMONIANZAORGANIZZARE I SERVIZI NELLE             ...
19I compiti e le funzioni del Gruppodi monitoraggio e assistenzaIl Gma - Gruppo di monitoraggio e assistenza, istituito da...
2 Primo PianoChi lo compone?È costituito da rappresentanti di diverse amministrazioni ed Enti, quali: Ministero dell’Inter...
2 FocusIl satellite                                          U Le finestre d’interesse per l’Italia                        ...
23                                                                                           Il satellite della NASA      ...
2 Focus          Trasparenza, tutte     le procedure d’affidamento       sul sito del Dipartimento     Online la nuova sezi...
25za temporale i tab “Bando e altra proce-              turazione di queste sezioni anticipa la pros-dura”, “Avvisi”, “Esi...
2 FocusRiaprono le scuole:le iniziative del DipartimentoI ragazzi tornano in classe e, come ogni anno,il Dipartimento avvi...
27prendono il via le visite didattiche alla sede        tica al settore meteo. A conclusione dellaoperativa del Dipartimen...
29tinua tra docenti, alunni ed esperti del Di-         anche la data di un’altra iniziativa del Dipar-partimento. Al termi...
2 StorieUna sezione dedicata             Uno sguardo al passato cheagli eventi che hanno segnato    è anche occasione di r...
31    La camera d’aria formata dal crollo dei solai permette ad alcune persone nella scuoladi salvarsi, ma molte altre res...
2 StorieIn questa pagina,la notizia di aperturadel quotidiano  In base alle norme tecniche, previste dalla legislazione an...
33verificarsi terremoti abbastanza forti; nella zona 3 possono verificarsi scuotimenti mode-sti. La zona 4, invece, è la men...
2 StorieIn questa pagina,la nuova scuola               Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto d...
35la progettazione delle strutture alla realizzazione vera e propria del villaggio, su un’areadi 44mila mq. Le attività di...
2 Dal TerritorioMatera, un manuale in braille sulle emergenzeper ciechi e ipovedenti     a Provincia di Matera, Legam-    ...
37Emergenza in biblioteche e       Esercitazionearchivi, esercitazione a Bergamo “Vesuvio 2011”      ergamo. L’8 Ottobre s...
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011

477
-1

Published on

Magazine "Protezione Civile"
Informare sull’attività istituzionale del Dipartimento e favorire la circolazione delle notizie all’interno del Servizio Nazionale sui temi di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze: è l’obiettivo del magazine bimestrale “Protezione Civile”, un canale di comunicazione rivolto alle componenti e alle strutture operative del Sistema, con particolare riguardo al mondo del volontariato e delle istituzioni.
Il magazine è distribuito ad ogni uscita in 18mila copie tra uffici di ministeri, organizzazioni di volontariato iscritte all'Elenco nazionale, biblioteche, Comuni, Province e Regioni.
_________________________
[source: protezionecivile.gov.it]

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
477
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 4 - Settembre-Ottobre 2011

  1. 1. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile anno 1 n. 4 2PRIMO PIANO Emergenza umanitaria: un punto a sei mesi dal Piano di accoglienza 2FOCUS 2STORIE Online la nuova I bambini sezione “Bandi e di San Giuliano altre procedure” di PugliaDAL TERRITORIO: EMERGENZA IN BIBLIOTECA, ESERCITAZIONE A BERGAMO • DAL DIPARTIMENTO: “FORMA, INFORMA E GIOCA”, UN BILANCIO DEL PROGETTO 2011
  2. 2. L’editoriale sei mesi dall’attivazione del Piano nazionale per l’accoglienza A dei migranti abbiamo raccolto voci e testimonianze sul campo, con l’obiettivo di ricostruire insieme il percorso che una persona profuga o richiedente asilo compie dal momento dello sbarco in Italia fino alla sistemazione in una struttura di accoglienza. A parlare sono direttamente i soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza, per un punto di situazione che mira soprattutto a raccontare la risposta operativa del Sistema di protezione civile nelle diverse fasi di soccorso e accoglienza. Ma l’autunno è anche la stagione delle scuole. Questo numero si lascia attraversare dal tema con la presentazione delle iniziative del Dipartimento rivolte ai più giovani per il nuovo anno scolastico e con una lettera di ringraziamento da parte dei bambini di un Istituto della provincia di Roma coinvolto nel progetto “A scuola di protezione civile”. La scuola, luogo simbolo di ogni collettività, è anche al centro della sezione Storie, dedicata al terremoto di Molise e Puglia del 31 ottobre 2002, così crudele e difficile da ricordare per il crollo dell’Istituto comprensivo “Francesco Jovine” di San Giuliano di Puglia. Un momento di riflessione che è però anche occasione per discutere di sicurezza e per ricostruire l’evoluzione della legislazione antisismica in Italia dal 2002 ad oggi. Dal rientro controllato sulla terra del satellite UARS alla mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, sono diverse le novità dal Dipartimento. Su tutte, una informazione di servizio: è online dal 10 ottobre la nuova sezione “Bandi e altre procedure”, consultabile direttamente dalla home page di www.protezionecivile.gov.it. Una evoluzione del sito che guarda direttamente al cittadino, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi e delle informazioni. In chiusura, resta confermato l’appuntamento con le news Dal Territorio: una sezione che cresce ad ogni numero grazie anche alle segnalazioni che ci inviate su magazine@protezionecivile.it e sulla pagina facebook della rivista. P R OT E Z ION E C I V I L E MAGAZINE UFFICIALE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Anno 1 n. 4 Redazione Fotografi settembre/ottobre 2011 Vincenzo Arena Romeo Frisina Valeria Bernabei Matteo Valente Pubblicazione bimestrale iscritta al Mariacristina Giovannini Gino Viani Registro degli Operatori della Sara Iacoboni Comunicazione al n. 20383 del Elena Lombardo Contatti 6.12.2010 Francesca Patti Servizio Comunicazione Marianna Schiavon e relazioni con il pubblico Editore Cristina Spatola Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Art Director della Protezione Civile Maurilio Silvestri 00189 - Roma Via Vitorchiano, 2 Direttore responsabile Impaginazione www.protezionecivile.gov.it Mariacristina Giovannini Silvia Alessandrini magazine@protezionecivile.it Per info sui temi trattati nel magazine scrivi al Contact Center. Compila il form in home page www.protezionecivile.gov.it
  3. 3. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile anno 1 n. 42PRIMO PIANOEmergenza umanitaria:un punto a sei mesidal piano di accoglienza2FOCUS 2STORIE 2 In questo numeroOnline la nuova I bambinisezione “Bandi e di San Giulianoaltre procedure” di Puglia Editoriale 1 Storie 30 Friuli Venezia Giulia: 37 I bambini di San Giuliano seminario sulla cooperazione Primo Piano 4 transfrontaliera Emergenza Dal Territorio umanitaria migranti 36 Matera, un manuale Esercitazione 37 in braille sulle “Vesuvio 2011” Focus emergenze per ciechi Il satellite UARS 22 e ipovedenti Rischio idrogeologico: 38 della NASA a Cesena l’esercitazione 36 Calabria, Mimmo “Ippocampo 2011” Trasparenza, 24 e i “Diavoli Rossi”: tutte le procedure protezione civile Test sul nuovo piano 38 d’affidamento sul sito in carrozzella di protezione civile del Dipartimento a Castiglione del Lago 37 Emergenza Riaprono le scuole: 26 in biblioteche Marche, attività 38 le iniziative e archivi, esercitazione di protezione civile per del Dipartimento a Bergamo condannati a pene lievi 2
  4. 4. Alghero, conferenza 39 Emergenza 41 Geoitalia 2011: 43internazionale sugli incendi vulcano Pyuehue: l’intervento e i cambiamenti climatici Mauro Rosi del Dipartimento nel team al Forum italiano Campania, in arrivo 39 di scienza della Terra la legge regionale “Protezione civile 41 di protezione civile e responsabilità del Tsunami nel Mediterraneo: 43 rischio”: un confronto il Dipartimento partecipa tra giustizia, al progetto NeamTws Dal comunicazioneDipartimento e protezione civile“Terremoto - io non rischio”: 40 campagna nazionale per la “Forma, informa 42riduzione del rischio sismico e gioca”: un bilancio Comunicazione di crisi: 40 le strutture di protezione del progetto 2011 Terremoti d’Italia: 42 c Normativa pag. 44 civile europee si a Roma, Frosinone e Napoli Lettera confrontano a Varsavia le prossime tappe u pag. 48
  5. 5. 2 Primo PianoEmergenza di ripartire i migranti che sbarcano sulle co- ste siciliane, alloggiarli temporaneamenteumanitaria nei centri di Lampedusa, Manduria e altre località, per poi trasferirli verso le varie Regionimigranti secondo i criteri definiti dal Piano. Dalla seconda metà di agosto non sono sbar- cati più migranti del Nord Africa, ma soloUn punto a sei mesi persone provenienti dalla Tunisia e dunquedall’attivazione del Piano rimpatriate secondo le procedure ordinarie del Ministero dell’Interno.di accoglienza Il 14 settembre il Centro di Manduria è sta- to chiuso e il 24 settembre l’isola di Lampe- dusa è stata dichiarata “porto non sicuro per lo sbarco dei migranti ai fini del soccorso inÈ prorogato di un anno, al 31 dicembre mare”. Dal Piano nazionale discendono i di- 2012, lo stato di emergenza per l’ec- versi piani regionali per l’attuazione delle mi- cezionale afflusso di cittadini prove- sure di assistenza previste a livello localenienti dai Paesi del Nord Africa. Su indicazione del Commissario delegato, èA sei mesi dall’attivazione del Piano di ac- stato costituito il Gma - Gruppo di monito-coglienza sono oltre 26mila i migranti assistiti raggio e assistenza, nato per dare supportonelle strutture regionali. Il Piano, operativo ai Soggetti attuatori e per verificare il rispet-dal 15 aprile, definisce la risposta del Siste- to degli standard minimi di assistenza pre-ma di protezione civile all’emergenza umanitaria visti dal Piano e l’omogeneità di trattamentoe individua le misure di accoglienza, le pro- dei migranti sul territorio.cedure di gestione e le responsabilità dei Il Gma è composto dai rappresentanti del Di-soggetti che concorrono alla sua realizza- partimento della Protezione Civile, del Mini-zione. Il sistema di accoglienza contenuto stero dell’Interno con il Dipartimento per le Li-nel Piano garantisce assistenza modulare bertà civili e l’immigrazione, della Conferen-per un massimo di 50mila migranti nelle za delle Regioni, dell’Upi - Unione delle pro-strutture individuate dalle Regioni e dalle vince d’Italia, dell’Anci - Associazione na-Province autonome d’intesa con gli Enti locali. zionale comuni italiani, dell’UNCHR - Uni-Per i trasferimenti vengono utilizzate tre gran- ted Nations High Commissioner for Refuge-di navi, mentre ai trasporti via terra provve- es e dello IOM - International Organizationdono i Soggetti attuatori delle Regioni di de- for Migrations. Procedure, metodologie estinazione. Il Capo Dipartimento della Pro- schede di valutazione sono state sviluppatetezione Civile è Commissario delegato per in modo condiviso dal Gma.l’emergenza umanitaria e si avvale di un grup- I risultati delle valutazioni sono progressiva-po di supporto operativo interno. mente trasmessi al Commissario delegatoQuesta struttura di coordinamento si occupa per elaborare misure di supporto all’attività dei4
  6. 6. 5Soggetti attuatori sul territorio e facilitare la tanti del Ministro del Lavoro e delle Politi-diffusione delle buone pratiche. Per valuta- che Sociali - Direzione generale dell’Immi-re l’assistenza ai minori non accompagnati grazione e di Save the Children, organizza-è prevista un’attività di monitoraggio speci- zione non governativa impegnata in Italiafico, a cui partecipano anche rappresen- nella tutela dei minori. 2 L’attesa dei migranti nel Centro di soccorso e prima accoglienza
  7. 7. 2 Primo PianoLa prima accoglienzaTutte le fasi dallo sbarco all’arrivo nel Centrodi soccorso e prima accoglienza di LampedusaQ uali sono le tappe che affronta una Oltre agli avvistamenti da parte dei mezzi ae- persona migrante dallo sbarco alla si- ronavali dello Stato preziose sono anche le se- stemazione nel Cspa di Lampedusa? gnalazioni dei pescherecci, delle unità mer-Lo abbiamo ricostruito insieme ai soggetti cantili e da parte delle unità della Marina Mi-coinvolti nelle operazioni di soccorso e pri- litare Italiana.ma accoglienza. Successivamente all’avvistamento la notizia vie- ne veicolata da Lampedusa alla direzione ma- rittima di Palermo – struttura periferica del Cor-U Dall’avvistamento allo sbarco: po della Capitaneria di Porto – e a Roma, al Co- la Capitaneria di Porto e le operazioni mando generale centrale operativo. di soccorso in mare Di lì scattano le operazioni con l’invio nel trat- Tenente di Vascello Antonio Morana, to di mare interessato delle unità navali e di Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa eventuali mezzi aerei. La Capitaneria di Porto opera anche in con-Uno dei compiti del corpo della Capitaneria dizioni meteo-marine avverse, complesse,di Porto è il coordinamento delle operazioni gestendo imbarcazioni fatiscenti e cariche didi soccorso in mare per chiunque si trovi in persone. Fino ad oggi sono state portate a ter-pericolo di vita e, dunque, anche per le per- mine oltre 500 operazioni con il salvataggio disone migranti. oltre 40mila migranti.Oltre all’impiego diretto delle unità navali pro- Una volta che si esce in mare viene valutatoprie, il comando generale con una struttura dalle unità navali il tipo di assistenza o soccorsocentrale e periferica coordina anche i mezzi ae- che deve essere prestato ai migranti. Se l’im-ronavali delle altre forze in campo a Lampe- barcazione naviga senza rischio per la sicu-dusa: Guardia di Finanza e unità navali dei Ca- rezza delle persone, viene scortata sino all’arrivorabinieri, oltre che le risorse presenti in mare in porto. Se è in avaria o non è ritenuta sicu-aperto o in porto che possono agevolare le ope- ra per la navigazione si procede al trasbordo.razioni di soccorso. Contemporaneamente è attivato il dispositivoL’esperienza maturata a Lampedusa insegna a terra: si procede a chiamare la struttura diche gli avvistamenti delle imbarcazioni dei mi- coordinamento della protezione civile, le For-granti sono effettuati dalle unità navali o dai ze di Polizia a terra, la struttura sanitaria e lemezzi aerei in pattugliamento nel tratto di mare organizzazioni umanitarie che coadiuvano leda Lampedusa alla Libia. operazioni di accoglienza.6
  8. 8. 7 Lampedusa, un momento dello sbarco dei migranti al molo FavaloroUna volta a terra – dopo la prima assistenza si realizza un cordone di sicurezza e si con-a bordo da parte del corpo sanitario dell’Ordine corre ai servizi di soccorso e assistenza perdi Malta – i migranti sono affidati alle cure dei procedere poi all’accompagnamento dei mi-sanitari e, poi, della Polizia di Stato per il tra- granti nel centro. Qui si avvia la fase di iden-sferimento al centro di accoglienza. tificazione dei cittadini stranieri. Questa procedura si apre con una intervista da parte del personale dell’Ufficio immigrazioneU Il ruolo delle Forze di Polizia: della Questura di Agrigento e della Direzione lo sbarco, l’identificazione, centrale dell’immigrazione in collaborazione il trasferimento dei migranti con i mediatori culturali. Si procede poi con una Giuseppe Bisogno, Questore di Agrigento seconda fase curata dalla Polizia scientifica per una compiuta identificazione della persona eL’operato delle Forze di Polizia sul fronte im- l’inserimento nella banca dati nazionale.migrazione a Lampedusa si inquadra nelle re- Una volta avviata la sistemazione dei migran-sponsabilità dell’Autorità provinciale di pub- ti nel Centro di accoglienza, per le Forze di Po-blica sicurezza. Nella fase di avvicinamento lizia prosegue l’ordinaria attività di vigilanza edi una imbarcazione le Forze di Polizia sono tutela della sicurezza pubblica.chiamate a predisporre i servizi di ordine e si- Una fase delicata è il trasferimento tramitecurezza pubblica. Al momento dello sbarco pullman dei migranti verso le navi o gli aero-
  9. 9. 2 Primo Pianoporti. Ulteriore mansione riguarda i minori nonaccompagnati. La Questura di Agrigento ha ilcompito di individuare i posti disponibili nel-le case di accoglienza del distretto di compe-tenza e deve provvedere anche all’accompa-gnamento dei minori al di fuori dal distretto dicompetenza, nelle case di accoglienza indivi-duate dal Soggetto attuatore: il Ministero delLavoro e della Solidarietà sociale.U La scheda sindromica e la prima assistenza sanitaria del migrante Maria Cristina Crisafi, medico del Centro di soccorso e prima accoglienzaQuando i migranti raggiungono il Centro di soc-corso e prima accoglienza, dopo le procedu-re di identificazione, è avviato un primo mo-nitoraggio sanitario delle patologie significati-ve che possono compromettere la salute delmigrante. Durante questo primo screening dia-gnostico si compila una scheda sindromica.Se positiva, i migranti seguono le procedure delServizio sanitario nazionale. Se negativa, i mi-granti vengono accompagnati nei loro alloggi.Le persone accolte nel centro sono comunqueinvitate a tornare in ambulatorio per qualsia-si problematica o per segnalare sintomi non ri-feriti ad un primo colloquio. Nella scheda sa-nitaria, che accompagna il migrante dal cen-tro di accoglienza in poi, sono indicate anchele patologie che hanno bisogno di cure quo-tidiane. Sono molto frequenti le sindromi da raf-freddamento e gli stati di astenia, legati so-prattutto alle difficili condizioni di viaggio af-frontate dal migrante. I pazienti che hanno bi-sogno di medicine viaggiano con un foglio diterapia destinato alla struttura di ricezione pergarantire continuità nelle cure. 28
  10. 10. 9Lampedusa, il recuperodelle imbarcazionial molo Favaloro
  11. 11. 2 Primo PianoTESTIMONIANZA LA MEDIAZIONE CULTURALE NEL CENTRO DI LAMPEDUSASakahria Traorè, insegnante di inglese e mediatore culturale. Originario della Costa d’Avorio, è in Italia da 12 anniSono un mediatore del Cies - Centro informazione ed educazione allo sviluppo. Come mediatore culturaleaiuto ad assistere i migranti che sbarcano sull’isola di Lampedusa. All’interno del Centro lavoro conl’Ufficio immigrazione per l’identificazione dei migranti che consiste nel compilare una scheda personale incui sono indicati il nome, il cognome, la data di nascita, la nazione e il luogo di partenza.Quando il migrante arriva, se è troppo stanco o malato, viene accompagnato al pronto soccorso el’identificazione può avvenire anche lì. Se invece le condizioni di salute sono buone, si acquisiscono i datidirettamente nella postazione dell’Ufficio immigrazione. La prima domanda è sei solo/a o accompagnato/a?Questa è una informazione fondamentale da raccogliere, in modo da tenere vicini i componenti di un nucleofamiliare anche nel successivo trasferimento dal Cspa. Per i bambini, le procedure di identificazione sonosvolte insieme con i genitori, e per i più piccoli in braccio alla mamma. I dati raccolti in questa prima fasepossono essere successivamente integrati dal migrante, con dati o informazioni che vuole comunicare eche ha tralasciato di riferire ad un primo colloquio. Il mediatore, in base alla sua esperienza, è anche ingrado di segnalare se una persona migrante indica una provenienza non compatibile, ad esempio, con lesue competenze linguistiche. In questo caso, accanto alla nazionalità dichiarata, viene riportata anche lanazionalità presunta suggerita dal mediatore. È una informazione aggiuntiva, che non mette comunque indiscussione quanto dichiarato dal migrante. I mediatori che lavorano nel Cspa accompagnano il migrantenella sua vita nel centro, oltre che per la fase di identificazione, anche per la visita medica, i pasti e tuttele altre esigenze quotidiane.
  12. 12. 11INTERVISTA LO SMALTIMENTO DEI BARCONIWalter Mazzei, Dipartimento della Protezione Civile, Ufficio Rischi idrogeologici e antropici, Servizio rischio ambientaleUna delle emergenze che ci sono a Lampedusa, oltre a quella dell’accoglienza dei migranti, riguarda leimbarcazioni. Il problema è di ordine logistico – mancanza di spazio sul molo per le operazioni di soccorsoe per le manovre di ormeggio di nuovi barconi con i migranti – ma anche di natura ambientale.I migranti arrivano, come è noto, a bordo di imbarcazioni fatiscenti e, spesso, in avaria.Una volta in porto, come viene affrontato il problema dello smaltimento dei barconi?Le barche con cui arrivano i migranti hanno fasciame vecchio e il moto ondoso ne aggrava le condizioniprovocandone l’affondamento ed esponendo così a rischio ambientale il territorio circostante. Ogniimbarcazione, infatti, ha idrocarburi e olio motore.Sotto l’egida della Capitaneria di Porto di Lampedusa, che indica le barche maggiormente danneggiate el’ordine di priorità per la dismissione, vengono avviate le operazioni a partire dalle barche con lo scafo piùdanneggiato e soggetto a fratture.Come si svolge il recupero delle barche?Il recupero delle barche è piuttosto semplice per quanto concerne quelle in galleggiamento. Le fasce dialaggio sono fatte passare sotto la chiglia in modo che la gru sollevi e posizioni a bordo la barca.Per le barche affondate il recupero è più complesso. Poggiando sul fondo, non c’è lo spazio necessario perfar passare le fasce di alaggio. L’operazione viene fatta dai sommozzatori imbracando o l’asse dell’elica ola prora e sollevandola leggermente per il passaggio delle fasce. La gru è tarata fino a 220 tonnellate, mapuò operare fino a 750 tonnellate.Qual è la procedura di dismissione?La procedura prende il via con la bonifica delle imbarcazioni in galleggiamento. Un camion autospurgo adepressione – ossia una cisterna che crea un vuoto interno – aspira le acque di sentina: una miscelaoleosa dal forte potere inquinante che si crea nel vano motore ed è costituita dall’acqua permeata dalfasciame e dagli oli motore. Quando questa operazione di bonifica sulle barche è completata si passa allarimozione vera e propria. Le barche sono quindi sistemate su un pontone: per rendere il carico stabile èformato un primo pavimento con le barche “piatte”, a cui si sovrappone un secondo strato di barche con“tuga” o sovrastruttura. Una volta terminato il carico, per liberare l’isola le imbarcazioni vengono trasferitetramite mezzo nautico – pontone – in centri di smaltimento. Il pontone è autopropulso a sei motori, si puòmuovere autonomamente in porto, ma viene trainato e scortato da un rimorchiatore.Le barche sono dunque frantumate tramite sistemi meccanici. Vengono separate le parti metalliche dallaparte legnosa. Questi materiali avranno un destino diverso: la parte metallica finirà nel mercato delrecupero, mentre la parte legnosa – sarà distrutta in appositi impianti.
  13. 13. Nella pagina precedente, la primaaccoglienza dei migranti al molo Favaloro.In questa pagina, lo smaltimentodei barconi a Priolo Gargallo
  14. 14. 2 Primo PianoManduria: il Centrodi temporanea accoglienzaLa struttura è stata chiusa il 14 settembreI l Centro di Manduria è nato in un’area centro di smistamento per organizzare i del demanio della Marina Militare do- trasferimenti dei migranti nelle strutture re- ve c’era un aeroporto dismesso della gionali, nell’ambito del Piano nazionale diseconda guerra mondiale. La struttura è accoglienza. Il periodo di permanenza nelstata realizzata in poco più di 48 ore, dal centro è in media di 10-15 giorni. Oltre al-25 al 27 marzo, a seguito di un’intesa tra l’allestimento della tendopoli, in 48-72 oreil Ministero dell’Interno e il Ministero del- sono stati realizzati anche gli allacci elet-la Difesa e grazie al lavoro di 600 Vigili del trici, idrici e il sistema di fognature. Si èfuoco. Il progetto è stato condiviso con le creato un coordinamento operativo moltorappresentanze territoriali e con gli ammi- efficace e una buona sinergia con gli Entinistratori locali. Ad aprile il Centro ha rag- territoriali. All’interno della tendopoli, l’or-giunto una capacità ricettiva di circa 3.700 ganizzazione dei servizi è stata affidata admigranti, quasi tutti di nazionalità tunisi- un Ente di comprovata esperienza e ca-na. Il tetto massimo è stato poi ridotto a pacità, in grado di garantire non soltanto i1.500 ospiti al giorno. Dal 4 maggio a me- pasti, ma anche i servizi alla persona.tà settembre sono stati ospitati quasi 12mi-la migranti sub sahariani in fuga dalla Li-bia di 30 nazionalità diverse, in particola- U La gestione del Centrore di: Nigeria, Ghana, Mali, Ciad e Burki- di temporanea accoglienzana Faso. Il 14 settembre la struttura è sta- Il direttore del Centro di Manduria Nicola Lo Noce, Responsabile dell’Ente gestore “Connecting People”ta svuotata. All’interno del Centro, la giornata del mi- grante viene scandita innanzi tutto dai pa-U Il funzionamento della struttura sti: intorno alle 8.00 c’è la colazione, alle Il Soggetto attuatore di Manduria Michele Campanaro, Vice-Prefetto Vicario di Taranto 12.45 il pranzo, alle 18.45 la cena. In mez- zo ci sono una serie di attività, tra cui leIl Soggetto attuatore di Manduria è il brac- lezioni di lingua italiana, che hanno moltocio operativo del Commissario delegato sul successo e che vengono fatte in due mo-territorio, con il compito di gestire il Cen- menti diversi della giornata per i francofo-tro temporaneo. La struttura funziona da ni e per gli anglofoni, per non sovrappor-14
  15. 15. 15re le traduzioni. Inoltre, ci sono i tornei di glienza. Subito dopo l’ingresso nel centro,calcio e le partite di basket. L’Ente gesto- tutti vengono sottoposti a visita medica. Sere si occupa di tutto quello che non ri- ci sono soggetti con particolari problema-guarda la sicurezza, che è di competenza tiche sanitarie, grazie agli accordi con ladella Questura: dalla fornitura di beni co- Asl di Taranto, vengono immediatamenteme le schede telefoniche e le sigarette, al- 12mila ospiti, ci sono stati al massimo unale pulizie, ai pasti e all’assistenza alla per- decina di casi. Nel campo ci sono musul-sona ad ogni livello. Per tutta la giornata mani, cristiani presbiteriani, pochissimisono a disposizione gli psicologi, gli assi- cattolici e persone di altri riti cristiani. Unostenti sociali e legali, per chi ha bisogno di dei momenti più suggestivi è osservareraccontare la propria storia, o di ricostruirla queste persone mentre pregano all’im-nel miglior modo possibile per presentare brunire, perché nello stesso momentola richiesta di asilo. Fin dall’arrivo sui pul- vedi i musulmani rivolti verso La Mec-lman viene spiegato ai migranti che Man- ca e i cristiani presbiteriani che prega-duria è una struttura di accoglienza tem- no urlando: una Babele dove ognuno siporanea e che saranno trasferiti in tempi rivolge a Dio nella sua lingua e con larapidi nelle strutture per la seconda acco- sua preghiera. 2INTERVISTA IL RUOLO DELLE FORZE DELL’ORDINE NEL CENTROGiuseppe Mangini, Questore di TarantoCome sono cambiate nell’ultimo ventennio le prospettive del Dipartimento di PubblicaSicurezza sul tema dell’immigrazione?Prima si guardava allo straniero come a un potenziale nemico e si prendevano provvedimenti immediati perl’espulsione, oggi, invece, con gli afflussi massicci, il tema dell’immigrazione si è trasformato da unproblema di sicurezza a un tema sociale. Gli uffici immigrazione si sono ampliati e riorganizzati, i permessidi soggiorno sono stati digitalizzati.Come è cambiato nel tempo il ruolo di Taranto?Per la sua posizione geografica, Taranto non è mai stata esposta ai flussi migratori, lo è diventata conquesta emergenza. Il Centro di Manduria è nato proprio come prolungamento di Lampedusa perl’accoglienza temporanea dei migranti.Qual è il compito delle forze dell’ordine all’interno del Centro di Manduria?Accogliere i migranti, dare loro i tesserini identificativi in base alle generalità che dichiarano e garantire lavigilanza e la prevenzione nel Centro h24. Inoltre, scortare i trasferimenti nei centri di seconda accoglienza.Nei momenti di maggiore presenza dei migranti sono state sfiorate le 100 unità per turno, mentre a metàsettembre erano 30 per turno, compreso il personale della Questura e i funzionari di rinforzo.
  16. 16. 2 Primo PianoTESTIMONIANZA TESTIMONIANZAIL NUCLEO OPERATIVO IL RUOLO DEL VOLONTARIATO:NELLA STRUTTURA DI MANDURIA ATTIVITÀ ANTINCENDIO E LOGISTICAArmando Curianò, Patrizio Losi,Dipartimento della Protezione Presidente nazionale della Fir CB - FederazioneCivile, Ufficio Gestione delle emergenze italiana ricetrasmissioniIl personale del Dipartimento è stato a Manduria La nostra organizzazione è stata coinvolta in questasin dall’inizio dell’emergenza. Con la nomina del emergenza dal 1° giugno, per le attività antincendioCapo Dipartimento come Commissario delegato è e per la logistica del campo. I nostri interventistato istituito un nucleo operativo nella struttura di hanno riguardato soprattutto le piccole emergenze:Manduria con il compito di supportare il Soggetto dalla lampadina che brucia nelle torri faro, alattuatore e la Questura nei trasferimenti dei condizionatore che non funziona. Un’altra partemigranti dal porto di Taranto verso il campo di importante del lavoro è stata la gestione dellaManduria e da Manduria nelle strutture regionali. segreteria del Dipartimento, ovvero l’aggiornamentoFanno parte di questo nucleo funzionari del Servizio delle presenze, la consegna dei buoni carburante eVolontariato, che coordinano l’attività dei volontari dei condizionatori. Abbiamo dato un supporto ancheall’interno del campo, personale del Servizio a livello umano: quando gli ospiti hanno piccoliGestione risorse in emergenza, che elabora problemi noi siamo lì a dare loro una mano. Neiproposte da sottoporre al Soggetto attuatore per primi due mesi hanno lavorato volontari dellamigliorare la vivibilità del campo e funzionari del nostra organizzazione locale, cioè della Provincia diServizio Relazioni internazionali, che curano i Taranto e della Provincia di Brindisi. Poi, d’accordorapporti con le organizzazioni internazionali, in con il Dipartimento, abbiamo selezionato volontariparticolare con l’UNCHR - United Nations High da tutte le Province d’Italia. Complessivamente, traCommissioner for Refugees, lo IOM - International le strutture locali e le squadre arrivate da tuttaOrganization for Migrations e Save the Children. l’Italia abbiamo sfiorato le 300 unità.In questa pagina e nellasuccessiva, migrantiospitati nelle strutturedi prima e secondaaccoglienza in Molise16
  17. 17. 17Le strutture di seconda accoglienza:l’esperienza del MoliseIn queste pagine descriviamo la fase con- i migranti, che vanno dalla fornitura dei ser-clusiva del percorso dei migranti, che pre- vizi nelle strutture di accoglienza, come me-vede il loro trasferimento nelle strutture di diazione culturale e linguistica, assistenzaseconda accoglienza sul territorio, gestite sanitaria, supporto giuridico, alle prime atti-dalle Regioni. Ci focalizziamo in particolare vità per favorire l’integrazione sul territorio.sull’esperienza del Molise raccontata dal suoSoggetto attuatore che ne illustra il modelloorganizzativo e descrive le strutture e servi-zi presenti sul territorio, dalla struttura di pri-ma accoglienza a Campochiaro, chiusa il 16settembre, e quelle di seconda accoglienzasparse sul territorio. Riportiamo poi la testi-monianza di altre persone che in qualità diresponsabili o operatori raccontano le loroesperienze nell’organizzazione di attività perINTERVISTA IL MODELLO DI ACCOGLIENZA DEL MOLISEGiuseppe Antonio Giarrusso, Soggetto attuatore del Molise, Dirigente responsabile Servizio protezione civile regionaleCom’è organizzata l’accoglienza dei migranti in Molise?In Molise abbiamo una struttura di prima accoglienza, a Campochiaro, dove i migranti rimangono per circa15 giorni e altre strutture di accoglienza permanenti, con un impatto minimo sul territorio: hanno unmassimo di 15 persone per Comune con prevalenza di nuclei familiari. Il Molise ospita complessivamente127 persone distribuite in nove strutture che sono numeri abbastanza rilevanti per questa regione.Come viene gestita la struttura di Campochiaro?Il campo di accoglienza è organizzato secondo il modello “protezione civile”. Infatti, come per l’assistenzaalla popolazione in emergenza, tutti i servizi vengono affidati alle associazioni di volontariato iscritteall’Albo regionale di protezione civile.E le struttura di seconda accoglienza?Sono di vario tipo: strutture private o pubbliche per singoli o coppie e strutture con spazi comuni dove inuclei familiari sono ospitati in bungalow o camere. Qui vengono forniti i servizi alle persone da due entigestori: la Caritas Diocesana di Campobasso-Bojano, con la sua struttura di accoglienza, e l’associazione“Dalla parte degli ultimi”.
  18. 18. 2 Primo PianoTESTIMONIANZA TESTIMONIANZAORGANIZZARE I SERVIZI NELLE LE PRIME ESPERIENZESTRUTTURE DI ACCOGLIENZA DI INTEGRAZIONE DEI MIGRANTILoredana Costa, Don Franco,responsabile della onlus Direttore della Caritas Diocesana di Campobasso-Bojano“Dalla parte degli ultimi” e responsabile del centro Caritas a Colle D’AnchiseL’associazione “Dalla parte degli ultimi” è una Abbiamo scelto con il Vescovo e le suore dorotee, cheonlus senza scopo di lucro che opera qui vivono, di impegnare il centro Caritas di Colleprevalentemente con volontari. Da 25 anni siamo D’Anchise nell’accoglienza dei migranti. Lavoriamoimpegnati nel settore della cooperazione allo con l’associazione “Dalla parte degli ultimi”, con cuisviluppo ed è nel nostro dna l’attitudine a lavorare condividiamo l’idea che l’incontro con la diversitàcon realtà che sono diverse dalle nostre, secondo sia una ricchezza, in termini di cultura e sviluppoun metodo che privilegia la vicinanza, l’ascolto e la locale. Nella struttura sono ospitate 16 persone econdivisione. cinque bambini. L’integrazione con il paese è iniziataCollaboriamo con i migranti nella gestione delle da subito con i campi estivi, il coinvolgimento nellastrutture e offriamo una serie di servizi di supporto messa domenicale e l’inserimento nelle scuole localicome l’accompagnamento ai servizi del territorio o dei bambini. Stiamo già lavorando con il sindaco perla mediazione linguistica e culturale, l’assistenza futuri inserimenti lavorativi degli adulti e stiamosociale e psicologica, la consulenza legale. Sono ipotizzando di integrare nuclei familiari nel tessutodiverse le figure impegnate: l’operatore, che topografico del paese.condivide con le persone la vita quotidiana, il Al loro arrivo le persone hanno reagito con grandemediatore culturale, l’insegnate, l’operatore che riconoscenza, ma soprattutto con tanta semplicitàricostruisce le storie-memorie dei migranti, in e umiltà. Ora la riconoscenza è diventata rispettocollaborazione con il consulente legale. reciproco.TESTIMONIANZA LA VITA QUOTIDIANA NELLE NELLE STRUTTURE DACCOGLIENZABarbara Raimondo, operatrice e mediatrice nel centro Caritas Diocesana di Colle D’AnchiseLavoro nella struttura della Caritas di Colle D’Anchise. Fungo un po’ da mediatrice culturale, ma ilmio vero ruolo è di operatore, che comprende tantissime mansioni dalla gestione del centro all’esseredisponibile ai bisogni delle persone ospitate.Inizialmente è stato faticoso, poi le persone hanno sentito che avevano qualcuno di cui fidarsi, concui parlare, e anche con cui discutere perché le loro modalità culturali e di comunicazione sonodiverse dalle nostre. Loro mi hanno insegnato come comunicare e io ho cercato di non far sentire ladifferenza di ruolo fra di noi. Ora penso che siamo riusciti a creare una bella atmosfera anche se nonè facile mantenerla perché sono persone che vengono da paesi di guerra e che non hanno ancora unacondizione stabile di vita.18
  19. 19. 19I compiti e le funzioni del Gruppodi monitoraggio e assistenzaIl Gma - Gruppo di monitoraggio e assistenza, istituito dal decreto n. 3697 del 27 luglio2011, è la struttura di supporto al Commissario delegato per garantire il rispetto degli stan-dard di accoglienza su tutto il territorio nazionale. Il responsabile della struttura ne rac-conta la composizione e le attività. In questa pagina, il centro di accoglienza di Manduria. Nella pagina successiva, vita quotidiana a CivitacampomaranoINTERVISTA IL GRUPPO DI MONITORAGGIO E ASSISTENZAGiovanni De Siervo, responsabile del GmaQual è la funzione del Gma?Il Gma - Gruppo di monitoraggio e assistenza ha il compito di verificare nelle diverse Regioni comeviene realizzato il Piano nazionale di accoglienza, di evidenziare le criticità e di proporre ai Soggettiattuatori soluzioni per favorire un livellamento verso l’alto degli standard di accoglienza nellediverse strutture. L’attività del Gma non si sostituisce a quella che ogni Soggetto attuatore deveesercitare sul territorio di propria competenza. Entro il mese di ottobre si concluderà il primo giro diverifiche. Al termine del primo giro di verifiche, si trarranno le somme parziali del lavoro del gruppoe verranno proposte al Commissario delegato misure per migliorare il livello di accoglienza sulterritorio nazionale.
  20. 20. 2 Primo PianoChi lo compone?È costituito da rappresentanti di diverse amministrazioni ed Enti, quali: Ministero dell’Interno, Conferenzadelle Regioni, Upi - Unione delle province italiane e il Servizio centrale Sprar dell’Anci, il Sistema diProtezione per richiedenti asilo e rifugiati. A questi si aggiungono l’Alto Commissariato delle Nazioni uniteper i rifugiati - UNCHR e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni - IOM che hanno preciseresponsabilità su immigrati, rifugiati e richiedenti asilo. Nel Gma è prevista anche una sezione dedicata almonitoraggio delle strutture per i minorenni non accompagnati. In questo caso la composizione è integratadal Soggetto attuatore per i minori, Save the Children e Anci.Com’è organizzato?Il Gma è diviso in due sezioni: un coordinamento centrale che indirizza le attività e fa una sintesi di quantorilevato sul territorio e team dislocati nelle varie Regioni. I team sono generalmente composti da unrappresentante del Dipartimento, uno di un ente o istituzione italiana, es. Anci, Upi, Conferenza delleRegioni e uno di un’organizzazione internazionale es. UCHCR, IOM. Questo per favorire la contaminazionedelle sensibilità e visioni con chi ha esperienza in materia.Come si svolgono le visite nelle Regioni?Normalmente durano tra i tre e i cinque giorni. Iniziano con l’incontro con il Soggetto attuatore dellaRegione e degli altri soggetti coinvolti, a cui seguono le verifiche a campione in alcune strutture diaccoglienza. La visita è finalizzata a fotografare il tipo di accoglienza fornita, che include non solo i servizidi base, come vitto e alloggio, ma anche i servizi aggiuntivi alla persona, come mediazione culturale,assistenza legale, supporto socio-psicologico, insegnamento dell’italiano, secondo gli standard fissati dalMinistero dell’Interno per la gestione dei Cara - Centri di accoglienza per richiedenti asilo. Le informazioniraccolte vengono inserite in questionari, grazie cui è possibile analizzare e rielaborare in modostandardizzato le informazioni.Alla conclusione di questo primo giro di visite, l’attività del Gma proseguirà con altri cicli di verifiche cheinteresseranno l’intera durata dell’emergenza.I questionari di monitoraggioI questionari nascono dalla condivisione di strumenti già usati e sviluppati dal Ministero dell’Interno, dalServizio centrale Sprar e dall’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, che sono statisintetizzati e adattati alle esigenze dell’emergenza in corso.Il Gma ha adottato due diversi tipi di questionari: uno per il Soggetto attuatore per raccogliere informazionisulla gestione regionale dell’emergenza, es. condizioni di accoglienza sul territorio regionale, forme disinergia con i soggetti istituzionali coinvolti, assistenza sanitaria, meccanismi di monitoraggio e criticità.L’altro per le strutture di accoglienza che fotografa il tipo di accoglienza, es. condizioni materialidell’accoglienza, servizi di varia natura come mediazione linguistica e culturale, consulenza legaleed eventuali forme di integrazione.20
  21. 21. 2 FocusIl satellite U Le finestre d’interesse per l’Italia La previsione di rientro del satellite sulla Ter-UARS ra, così come delineata dai primi dati del- l’Asi del 22 settembre, era centrata intorno al-della NASA le 19.15 di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza dalle 13.00 del 23 set- tembre alle 5.00 del 24 settembre. Per l’Ita-Il Servizio Nazionale lia, le prime finestre di interesse individuateha monitorato il rientro coinvolgevano le regioni del Nord tra le 21.25 e le 22.03 del 23 settembre e tra le 3.34 e ledel veicolo spaziale 4.12 del 24 settembre. Fino al cessato allarme, queste previsioni di rientro sono state soggette a continui ag-D al 22 al 24 settembre 2011, su giornamenti poiché legate al comportamento convocazione del Capo Dipartimen- del satellite nello spazio, agli effetti della to della Protezione Civile, è stato riu- densità atmosferica sugli oggetti in cadutanito in seduta permanente un Comitato e alle conseguenze sulla materia dell’attivi-operativo per seguire il rientro sulla Terra del tà solare. Per questo, durante i diversi pun-satellite della NASA UARS - Upper Atmo- ti di situazione del Comitato operativo, sonosphere Research Satellite. Sulla base dei dati cambiate più volte le indicazioni rispetto aforniti dall’Asi - Agenzia spaziale italiana, il possibili aree e tempi di ricaduta di fram-satellite sarebbe potuto entrare in contatto menti del satellite sul nostro Paese. L’ulti-con l’atmosfera terrestre tra il 23 e il 24 set- ma di queste, prima del cessato allarme,tembre, interessando anche il territorio ita- interessava solo una delle due traiettorieliano. Per questo, con decreto del Presidente prospettate inizialmente, quella riguardan-del Consiglio dei Ministri è stato disposto da te le Province autonome di Trento e Bolza-subito il coinvolgimento delle strutture ope- no, tutte le province del Veneto e del Friulirative del Servizio Nazionale della Protezio- Venezia Giulia e Brescia e Sondrio per lane Civile ed è stato affidato al Capo Diparti- Lombardia tra le 3.34 e le 4.12.mento il coordinamento delle attività.Il Comitato operativo ha terminato la sua at- U Lo scambio di informazionitività alle 3.45 del 24 settembre, quando è con i paesi del MICstata definitivamente esclusa la possibilità di Il 23 settembre, esperti dei 25 Paesi delcaduta di frammenti del satellite sul territo- MIC-Monitoring Information Centre, colle-rio italiano. La sola probabilità che ciò potesse gati in tele-conferenza con il Dipartimentoverificarsi – stimata sempre sotto l’1,5% – ha della Protezione Civile, hanno condiviso lereso però necessaria un’azione di informa- informazioni sull’evoluzione degli scenari re-zione della popolazione e la divulgazione di lativi al rientro sulla Terra del satellite UARSnorme di autoprotezione. e hanno informato gli altri Paesi sulle attivi-22
  22. 22. 23 Il satellite della NASA UARS-Upper Atmosphere Research Satellite Foto Nasatà intraprese per informare i cittadini sulle U Le indicazioni per i trasportinorme di autoprotezione da adottare. Attra- Durante tutta l’emergenza, è rimasta liberaverso il CECIS - Common Emergency Com- la circolazione dei mezzi di trasporto aereo,munication and Information System, una ferroviario, stradale e autostradale. Enav -piattaforma informatica in grado di garanti- Ente nazionale di assistenza al volo ed Eu-re lo scambio delle informazioni in tempo rocontrol, organizzazione responsabile del-reale tra i Paesi del MIC, il Dipartimento del- la gestione dei flussi di traffico aereo in Eu-la Protezione Civile ha inoltre messo a di- ropa, hanno comunque informato gli aero-sposizione tutte le informazioni validate e ag- naviganti sul possibile rischio di caduta digiornate di cui poteva disporre. frammenti sul territorio italiano. 2BOOM DI CONTATTI AL DIPARTIMENTOPer rispondere alle domande dei cittadini sugli ne del servizio. Anche il sito del Dipartimento,scenari di rientro sulla Terra del veicolo spaziale che ha fornito in maniera continuativa le infor-UARS della NASA, il servizio Contact Center del mazioni emerse nel corso delle riunioni delDipartimento della Protezione Civile è stato este- Comitato operativo, ha ricevuto quasi 110milaso h24 dal 22 al 24 settembre 2011. In tre giorni visite. Questo carico ha determinato alcuni ral-il numero verde 800 840 840 ha registrato oltre lentamenti del servizio e parziali interruzioni, dimille telefonate, il picco massimo dall’attivazio- cui ci scusiamo con i lettori.
  23. 23. 2 Focus Trasparenza, tutte le procedure d’affidamento sul sito del Dipartimento Online la nuova sezione “Bandi e altre procedure”. A breve tutte le convenzioniD al 10 ottobre è fruibile sul sito del Nelle sezione, la suddivisione principale dei Dipartimento della Protezione Civi- contenuti avviene per tipo di procedura: le www.protezionecivile.gov.it la se- aperta, ristretta e negoziata con pubblica-zione rinnovata “Bandi e altre procedure”. zione di bando di gara. Sono inoltre pre-Questa sezione è accessibile direttamente senti le procedure negoziate senza pubbli-dalla home page del sito e risponde alle di- cazione del bando di gara, le procedure insposizioni del decreto del Presidente del economia e le procedure in convenzioneConsiglio dei Ministri del 26 aprile 2011 Consip/Mercato Elettronico.“Pubblicazione nei siti informatici di atti e La pubblicazione di quest’ultime non èprovvedimenti concernenti procedure ad esplicitamente richiesta dal Dpcm del 26evidenza pubblica o di bilanci, adottato ai aprile 2011 ma, in linea con i principi disensi dell’articolo 32 della legge 18 giugno massima trasparenza della pubblica am-2009, n. 69”, pubblicato in Gazzetta uffi- ministrazione, il Dipartimento della Prote-ciale il 1° agosto 2011. zione Civile ha scelto di pubblicarle. Le pro-Il decreto stabilisce, rispettando la norma- cedure sono ricercabili anche per tipo ditiva di protezione dei dati personali, le mo- spesa, tipo di contratto, stato – in corso odalità di pubblicazione nei siti delle ammi- scaduto – e data.nistrazioni, degli enti pubblici, degli atti e I bandi e le altre procedure sono pubbli-dei provvedimenti concernenti procedure cate nella sezione con una visualizzazionead evidenza pubblica e dispone, anche, a schede che traccia l’intero iter approva-che siano resi pubblici i bilanci preventivi tivo della procedura. Per i bandi a proce-e consuntivi per cui è già prevista la pub- dura aperta, ristretta e negoziata ogni pro-blicazione sulla stampa quotidiana. cedura vede pubblicati in diversa sequen-24
  24. 24. 25za temporale i tab “Bando e altra proce- turazione di queste sezioni anticipa la pros-dura”, “Avvisi”, “Esito” e “Contratto”. Per sima pubblicazione sul sito web della pa-gli affidamenti in procedura negoziata sen- gina “Convenzioni” nella sezione “Atti e do-za pubblicazione di bando, in economia e cumenti”. In questa pagina sarà pubblica-in convenzione Consip/Mercato Elettronico to l’elenco delle convenzioni onerose e noni tab visualizzati sono “Bando e altra pro- onerose stipulate dal Dipartimento dellacedura” e “Contratto”. Nei singoli conte- Protezione Civile, suddivise per tema e ca-nuti della sezione sono pubblicati e resi sca- ratterizzate da soggetto, durata e importoricabili i relativi allegati. nel caso di quelle onerose.Sempre nell’ottica della massima traspa- Obiettivo di queste evoluzioni del sito: mi-renza, il sito del Dipartimento rende ac- gliorare la qualità dei servizi e delle infor-cessibile dalla home page la pagina “Bi- mazioni online rivolte al cittadino, alle im-lancio” che ospita il bilancio previsionale prese e a tutti gli organi di informazione, madell’anno in corso e l’archivio dei bilanci anche contribuire a raggiungere livelli sem-preventivi e dei rendiconti consuntivi degli pre maggiori di usabilità e fruibilità dei con-anni passati, a partire dal 2003. La ristrut- tenuti web nell’interesse dell’utente. 2 GUIDA ALLA NAVIGAZIONE DELLA SEZIONE Tutte le procedure pubblicate nella sezione “Ban- u Tipo di contratto che permette di cercare le di e altre procedure” sono organizzate secondo sei procedure distinguendole in Lavori, Servizi e diverse categorie di faccette. Forniture. Le faccette sono delle etichette che racchiudono un insieme di contenuti con caratteristiche ricon- u Tipo di spesa che cataloga i contenuti in ba- se all’ambito di attività: Funzionamento del ducibili a un medesimo ambito semantico. Dipartimento, Previsione e prevenzione dei ri- Le cinque categorie di faccette della nuova sezio- schi, Gestione delle emergenze, Gestione del- ne “Bandi e altre procedure” del sito del Diparti- la flotta aerea. mento sono: u Tipo Bandi e altre procedure che caratteriz- u Stato che individua le procedure in corso, cioè le procedure per cui è possibile presentare za i contenuti per tipo: Avviso, Bando o altra un’offerta, e le procedure scadute. procedura, Esito, Contratto. u Procedura che permette di scegliere i conte- u Data che si riferisce alla data di pubblicazio- ne del contenuto Bando o altra procedura. nuti in base al tipo di procedura: aperta, ri- stretta, negoziata con pubblicazione del ban- È possibile navigare in questa sezione e ricercare do di gara, negoziata senza pubblicazione del le procedure cui si è interessati selezionando so- bando di gara, in economia e stipulata nel- lo una faccetta o incrociando diverse tipologie di l’ambito della convenzione Consip/Mepa. faccette.
  25. 25. 2 FocusRiaprono le scuole:le iniziative del DipartimentoI ragazzi tornano in classe e, come ogni anno,il Dipartimento avvia le iniziative rivolte ai più giovaniI l traguardo di una collettività partecipe, scuola e lavora al fianco delle istituzioni com- sensibile ai fenomeni naturali e consa- petenti per veicolare, attraverso gli studenti, una pevole del suo ruolo attivo non può pre- migliore conoscenza dei rischi, le buone prassiscindere dal coinvolgimento del mondo del- per fare prevenzione in prima persona e le nor-la scuola.Trasmettere ai giovani una cultura me di comportamento da adottare in emergen-di protezione civile, educarli a conoscere me- za. In questo quadro si inseriscono le attività diglio i rischi presenti sul territorio e a capire qua- comunicazione, informazione e diffusione dellali comportamenti e quali scelte occorre adot- cultura di protezione civile che, soprattutto ne-tare per rendere più sicuro vivere il nostro gli ultimi anni, il Dipartimento promuove a par-Paese, è un versante di impegno fonda- tire dagli Enti locali e territoriali, per accrescerementale e un investimento sociale di prima- la sensibilità della collettività sui temi di auto-ria importanza. Il Dipartimento della Protezione protezione e tutela del territorio.Civile guarda con attenzione al mondo della Come ogni anno, con la riapertura delle scuole26
  26. 26. 27prendono il via le visite didattiche alla sede tica al settore meteo. A conclusione dellaoperativa del Dipartimento della Protezione giornata formativa tutti i ragazzi ricevono unCivile. Il progetto “A scuola di protezione ci- attestato di partecipazione e materiale di-vile”, organizzato in collaborazione con tut- dattico per approfondire la conoscenza dei te-ti gli Uffici e Servizi del Dipartimento, è ri- mi affrontati.volto principalmente agli studenti delle scuo- Nel mese di ottobre prende il via anche ille primarie e secondarie, di primo e di se- progetto “Scuola multimediale di protezionecondo grado. civile” per l’anno scolastico 2011-2012.Nel corso dell’anno scolastico 2010-2011 Il progetto – giunto quest’anno alla sua quar-sono stati 36 gli incontri nella sede operati- ta edizione – si rivolge principalmente alleva, che hanno coinvolto un totale di oltre classi quarte e quinte della scuola primaria1.500 studenti, per la maggior parte prove- e alle classi prime della scuola secondarianienti dal Lazio. Gli incontri, della durata di una di primo grado e ha l’obiettivo di diffonderemattinata, sono strutturati in base all’età dei la conoscenza dei diversi rischi cui è espostoragazzi e concordati, di volta in volta, con i do- il nostro Paese. Il Progetto mira anche a fa-centi. La giornata formativa prevede una vi- vorire comportamenti tesi al rispetto del ter-sita guidata alla Sala situazioni Italia, la strut- ritorio e all’acquisizione di norme di com-tura che ha il compito di monitorare e sor- portamento da adottare in caso di emergen-vegliare il territorio nazionale, al Coau - Cen- za. Per l’anno scolastico appena iniziato iltro operativo aereo unificato che coordina la progetto coinvolge circa 4mila ragazzi perflotta aerea statale impegnata nelle attività 50 istituti distribuiti in tre Regioni – Calabria,di spegnimento degli incendi boschivi e al Marche e Abruzzo – e nella Provincia delCoemm - Centro operativo per le emergen- Medio Campidano in Sardegna.ze marittime che cura le attività di soccorso Scuola multimediale prevede una fase di e-in mare. learning, da ottobre a marzo, durante la qua-Per i più grandi, o su specifica richiesta, è le i ragazzi guidati dall’insegnante possono na-previsto anche un sopralluogo ai Centri fun- vigare all’interno della piattaforma didatticazionali, i centri di monitoraggio e previsione e iniziare a sviluppare le unità previste.dei rischi sull’intero territorio nazionale. Un percorso didattico virtuale porta i ragaz-Grazie a queste visite gli studenti possono zi ad avventurarsi nel “mare dei rischi” doveguardare da vicino il Sistema nazionale di sorgono le diverse “isole”: il rischio sismico,protezione civile e comprendere quali sono vulcanico, idrogeologico, incendi boschivi,i soggetti, i metodi e le dinamiche che lo ca- industriale, ambientale. Sulla “terraferma”ratterizzano sia nelle attività ordinarie sia nel- si trovano invece le Componenti del Sistemala gestione delle emergenze. di protezione civile tra cui il volontariato e ilI funzionari del Dipartimento, su richiesta Servizio Nazionale. Gli alunni sono accom-degli insegnanti, coinvolgono gli studenti in pagnati attraverso questo scenario da tutor vir-approfondimenti tematici: dal rischio sismi- tuali. Il progetto prevede, oltre alla piattafor-co al rischio vulcanico, dall’attività aeronau- ma, un forum che consente un’interazione con-
  27. 27. 29tinua tra docenti, alunni ed esperti del Di- anche la data di un’altra iniziativa del Dipar-partimento. Al termine di ogni unità didatti- timento che coinvolge direttamente i più gio-ca, gli alunni devono superare un test per vani, organizzata a valle del Protocollo d’in-valutare il livello di apprendimento e acce- tesa “Prevenzione e sicurezza a scuola” fir-dere così alla successiva unità didattica. La mato il 28 luglio 2011 dalla Regione Cala-fase conclusiva del progetto, che si svolge bria e dall’Ufficio scolastico regionale. Nel-in chiusura di anno scolastico, prevede una l’ambito della esercitazione nazionale di pro-giornata di esercitazione per tutti gli studen- tezione civile in Calabria – organizzata dalti, organizzata in collaborazione con le strut- Dipartimento con le Istituzioni sul territorioture operative locali del Servizio Nazionale. dal 25 al 27 novembre – la giornata del 25 sa-In autunno, una data importante per parla- rà infatti interamente dedicata al tema dellare di prevenzione è il 25 novembre – la Gior- sicurezza nelle scuole, con iniziative di sen-nata nazionale della sicurezza nelle scuole sibilizzazione e attività divulgative rivolte ai– che quest’anno vede il Dipartimento im- più giovani per la diffusione e la valorizza-pegnato su diversi progetti a partire dal tra- zione della cultura di protezione civile. 2dizionale appuntamento con Impararesicu-ri, la campagna nazionale di informazione e SERVIZIO CIVILE: I PROGETTI 2012sensibilizzazione sulla sicurezza nelle scuo-le promossa dal Dipartimento della Prote- Sono tre i progetti di Servizio civile promossi dalzione Civile insieme con il settore “Scuola di Dipartimento della Protezione civile per il 2012,Cittadinanzattiva”. Educazione alla sicurez- rivolti a ragazzi tra i 18 e i 29 anni non compiuti:za, educazione al benessere, prevenzionedei comportamenti violenti a scuola e svi- u La Protezione Civile tra memoria e multi- medialità, per avvicinare i giovani al mondoluppo della cittadinanza attiva sono i princi- della comunicazione pubblica e istituzionale.pali ambiti d’interesse della campagna, cheè articolata in diverse fasi di lavoro: dal mo- u RIDRISV (La Riduzione del Rischio Sismiconitoraggio di un campione di edifici scolasti- e Vulcanico in Italia), che inserisce i volon-ci in tutta Italia alla realizzazione di un premio tari nelle attività di prevenzione del rischioper le scuole dedicato alle “buone pratiche sismico e vulcanico.di educazione alla sicurezza e alla salute”,passando attraverso la Giornata nazionale u La prevenzione dei rischi idrogeologici ed antropici: strumenti di programmazione eddella sicurezza nelle scuole del 25 novem- indirizzo, per migliorare il sistema di comu-bre. Impararesicuri ha tra i suoi obiettivi con- nicazione e di scambio dati e informazionitribuire alla messa in sicurezza delle scuole tra le componenti del Sistema nazionale diitaliane, lavorare per il radicamento della cul- protezione civile.tura della sicurezza tra i più giovani, crearecollegamenti stabili tra le scuole e il territorio www.protezionecivile.gov.itper una comune gestione dei rischi legati ai www.serviziocivile.gov.itluoghi di appartenenza. Il 25 novembre è
  28. 28. 2 StorieUna sezione dedicata Uno sguardo al passato cheagli eventi che hanno segnato è anche occasione di riflessionela storia italiana e che, sui temi di previsioneal contempo, hanno contribuito e prevenzione dei rischi e sullaalla nascita e all’evoluzione capacità del Sistema didi una cultura condivisa protezione civile di risponderedi protezione civile. efficacemente alle emergenze. I bambini di San Giuliano Il 31 ottobre 2002 un terremoto colpisce il Molise e parte della Puglia Il terremoto dei bambini, la strage dei bambini. Il paese colpito dalla “ sorte in modo così spietato li ha chiamati angeli, giornali e televisioni hanno ripetuto quel nome, angeli, volendo dire innocenti, incolpevoli, crea- ture di paradiso, fiori ancora in boccio strappati anzitempo al loro rigoglio. Ma bambini è parola ancora più tremenda perché è una parola di realtà terrestre, di vite recise quando appena cominciavano a schiudersi, I di persone sottratte ad altre persone e al proprio destino1. ” l 31 ottobre 2002 un terremoto di magnitudo 5.8 investe il Molise e par- te della Puglia. Il sisma ha il suo epicentro nella zona del basso Molise, in provincia di Campobasso, circa 20 km a sud Est del capoluogo. Gli ef-fetti più gravi della scossa si osservano in una zona ristretta compresa tra i Monti Fren-tani e il Sannio al confine tra le province di Campobasso e Foggia. La scossa, di 60 lun-ghissimi secondi, è avvertita distintamente in tutto il Molise, nel Foggiano, e in provinciadi Chieti. Il terremoto sorprende la popolazione in piena mattina. Sono le 11.32 quandola terra trema provocando 30 morti, circa 100 feriti e quasi 14mila senza tetto, con dan-ni anche nella provincia di Foggia. Il Comune più colpito è San Giuliano di Puglia, pocopiù di 1.200 abitanti e un solo, drammatico, crollo: la scuola materna, elementare e me-dia “Francesco Jovine”. In una mattina come tante altre, da trascorrere sui banchi di scuola, restano intrappo-lati sotto le macerie dell’edificio 57 bambini, otto insegnanti e due bidelle.30
  29. 29. 31 La camera d’aria formata dal crollo dei solai permette ad alcune persone nella scuoladi salvarsi, ma molte altre restano invece intrappolate. Il viavai di mezzi e soccorritori èininterrotto. All’inizio si scava a mani nude, senza l’aiuto delle ruspe, e si va avanti per 30– lunghissime – ore di lavoro. A San Giuliano arrivano giornalisti da ogni parte del mondo, ma oltre le telecamere pro-segue la sua corsa la macchina dei soccorsi: dalle 11.32 si lotta contro il tempo per salva-re le persone coinvolte. Dalle macerie provengono urla, lamenti, richieste di aiuto. Le strutture operative delSistema di protezione civile lavorano senza sosta. Per la popolazione sono ore drammati-che, e tutto il paese è raccolto attorno ai soccorritori in una silenziosa disperazione. Intorno alle 22.00 le speranze di trovare persone ancora in vita si fanno rade eppure,all’alba di venerdì 1° novembre si scava ancora e alle 4.20 del mattino il lavoro instanca-bile dei soccorritori restituisce alla vita Angelo, l’ultimo dei superstiti. I Vigili del Fuoco parlano con lui, lo rassicurano, lo consolano fin quando, pietra dopopietra, anche quest’ultimo bambino è tratto in salvo. L’applauso che accompagna il sollievo per il salvataggio di Angelo è però oscurato dauna drammatica consapevolezza: non c’è più vita sotto le macerie. 27 bambini e una maestra sono morti. Tutta la prima elementare – la classe dei natinel 1996 di San Giuliano – non esiste più. L’ultimo corpo è estratto dalle macerie alle 12.48 di venerdì 1° novembre. Nel pome-riggio la terra torna a tremare, mentre i genitori vegliano i loro piccoli, bambini che ognivolontario, ogni soccorritore, sente e piange come figli propri. Il palazzetto dello sport diSan Giuliano è una enorme camera ardente. Per la notte, la seconda fuori casa per la comunità di San Giuliano, viene allestita unatendopoli da 1200 posti letto nel campo sportivo, adatta ad ospitare tutti gli abitanti. Il 3 novembre 2002, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciam-pi, si svolgono i funerali delle piccole vittime e viene lanciato un appello dalla madre delpiccolo Luigi perché le scuole italiane siano più sicure: “A nome di tutti i papà e di tutte le mamme, affidiamo al Signore questi nostri angeli.Gli angeli di San Giuliano sono vicini a noi. Noi siamo fortunati perché abbiamo il lorovolto vicino a noi. A tutti chiedo una sola cosa, che le nostre scuole siano più sicure. Nonvoglio assolutamente che nessuna mamma e nessun papà, nessuno pianga più i suoi figli”.U DOPO SAN GIULIANO. L’EVOLUZIONE NORMATIVA Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato italiano si è concentrata sullaclassificazione del territorio in base all’intensità e alla frequenza dei terremoti del passa-to e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche.(1) Dov’era Dio? – Eugenio Scalfari, «Repubblica» del 3 novembre 2002
  30. 30. 2 StorieIn questa pagina,la notizia di aperturadel quotidiano In base alle norme tecniche, previste dalla legislazione antisismica italiana, un«La Stampa»dell’1/11/2002 edificio deve sopportare i terremoti meno forti senza subire gravi danni e i ter- remoti più forti senza crollare, salvaguardando prima di tutto le vite umane.Sino al terremoto del Molise e Puglia del 2002 il territorio nazionale era classificato in trecategorie sismiche a diversa severità; ma dopo il drammatico evento di S. Giuliano si giun-ge ad un importante punto di svolta: nessuna area del territorio italiano può essere consi-derata immune dal rischio sismico. Il 20 marzo del 2003 – ad appena cinque mesi dallatragedia di San Giuliano – viene emanata una ordinanza del Presidente del Consiglio deiMinistri, la n. 3274, che stabilisce criteri per la riclassificazione dell’intero territorio nazionalein quattro zone a pericolosità decrescente, eliminando di fatto le zone non classificate. I criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale sono basati sugli stu-di e le elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica del territorio, ovvero sul-l’analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tem-po – in genere di 50 anni – da un evento che superi una determinata soglia di intensità omagnitudo. Il provvedimento detta i principi generali in base ai quali le Regioni – cui loStato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio2 – stilano l’elencodei Comuni con l’attribuzione a una delle quattro zone nelle quali è stato riclassificato ilterritorio nazionale. Nella zona 1 possono verificarsi forti terremoti; nella zona 2 possono32
  31. 31. 33verificarsi terremoti abbastanza forti; nella zona 3 possono verificarsi scuotimenti mode-sti. La zona 4, invece, è la meno pericolosa. Per i Comuni inseriti in questa fascia le pos-sibilità di danni sismici sono basse. Grazie all’ordinanza n. 3274 del 2003 sparisce dunque il territorio “non classificato”che diventa zona 4, dove è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazioneantisismica. A ciascuna zona è inoltre attribuito un valore dell’azione sismica utile per laprogettazione, espresso in termini di accelerazione massima su roccia3. L’attuazione del provvedimento ha permesso di ridurre la distanza fra la conoscenzascientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progetta-re e realizzare costruzioni nuove più sicure e aperte all’uso di tecnologie innovative. Le novità introdotte con l’ordinanza sono state recepite e affinate grazie anche agli stu-di svolti dai Centri di competenza4. Un aggiornamento dello studio di pericolosità di rife-rimento nazionale5 previsto dall’ordinanza n. 3274 del 2003, è stato successivamente adot-tato con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006. Il nuovo studio di pericolosità ha fornito alle Regioni uno strumento aggiornato per laclassificazione del proprio territorio introducendo degli intervalli di accelerazione, con pro-babilità di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche. Nel rispetto degli indirizzi e criteri stabiliti a livello nazionale, alcune Regioni hanno clas-sificato il territorio nelle quattro zone proposte, altre Regioni hanno classificato diversa-mente il proprio territorio, ad esempio adottando solo tre zone – zona 1, 2 e 3 – e intro-ducendo, in alcuni casi, delle sottozone per meglio adattare le norme alle caratteristichedi sismicità. A ciascuna zona o sottozona è attribuito un valore di pericolosità di base, espres-sa in termini di accelerazione massima su suolo rigido. Tale valore di pericolosità di basenon ha però influenza sulla progettazione. Le attuali norme tecniche per le costruzioni6,infatti, hanno modificato il ruolo che la classificazione sismica aveva ai fini progettuali: perciascuna zona – e quindi territorio comunale – precedentemente veniva fornito un valoredi accelerazione di picco e quindi di spettro di risposta elastico da utilizzare per il calcolodelle azioni sismiche. Dal 1° luglio 2009 con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del2008, per ogni costruzione ci si deve riferire ad una accelerazione di riferimento “propria”individuata sulla base delle coordinate geografiche dell’area di progetto e in funzione del-la vita nominale dell’opera.(2) Con il decreto legislativo n. 112 del 1998 e con il DPR n. 380 del 2001 - Testo Unico delle Norme per l’Edilizia(3) Zona 1=0.35 g, zona 2=0.25 g. zona 3=0.15 g, zona 4=0.05 g(4) Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Reluis (Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica), EUCENTRE (European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering)(5) Gruppo di lavoro, 2004(6) Decreto ministeriale del 14 gennaio 2008
  32. 32. 2 StorieIn questa pagina,la nuova scuola Un valore di pericolosità di base, dunque, definito per ogni punto del terri-“Francesco Jovine”di San Giuliano torio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato, indipendentementedai confini amministrativi comunali. La classificazione sismica, cioè la zona sismica di ap-partenenza del comune, rimane utile per la gestione della pianificazione e per il controllodel territorio da parte degli Enti preposti.U DALLA GESTIONE DELL’EMERGENZA ALLA RICOSTRUZIONE Il 31 ottobre 2002, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è dichiaratolo stato di emergenza per i gravi eventi sismici nel territorio della Provincia di Campobasso.Con lo stesso decreto, il Capo Dipartimento della Protezione Civile è nominato Commis-sario delegato per il coordinamento degli interventi volti al superamento dell’emergenza. All’indomani del terremoto sono insediate due strutture commissariali nei Comuni diSan Giuliano e Larino. Per l’attuazione degli interventi, il 29 novembre 2002 è emanatal’Opcm n. 3253: il provvedimento definisce gli ambiti di intervento del Commissario de-legato, che opera in raccordo con i Sindaci e le Regioni Molise e Puglia. L’ordinanza pre-vede anche l’acquisizione di moduli abitativi in legno. Diverse sono le fasi di realizzazione del villaggio temporaneo di San Giuliano di Puglia,dal censimento e analisi del fabbisogno al reperimento delle aree per l’insediamento, dal-34
  33. 33. 35la progettazione delle strutture alla realizzazione vera e propria del villaggio, su un’areadi 44mila mq. Le attività di progettazione prendono il via il 15 novembre 2002 e quattromesi più tardi, il 28 marzo 2003, è ultimata la consegna delle 146 unità abitative. Il vil-laggio temporaneo, oltre a un parco con area giochi e a diversi punti di aggregazione, pre-vede anche diverse strutture sociali per la comunità di San Giuliano: uffici, una strutturasanitaria, la nuova scuola completa di mensa. Dopo le prime Ordinanze del Presidente delConsiglio dei Ministri per fronteggiare l’emergenza, è emanata dal Commissario delegatoper la ricostruzione, il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, l’Ordinanzan. 13 del 2003 “Primi elementi diretti a favorire la fase della ricostruzione nei comuni del-la Provincia di Campobasso colpiti dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002”. Il ConsiglioRegionale del Molise approva definitivamente il piano per la ricostruzione nel luglio 2004.Dal gennaio 2008 le famiglie di San Giuliano iniziano a rientrare nelle nuove case.U L’ISOLAMENTO SISMICO E LA NUOVA SCUOLA DI SAN GIULIANO L’impiego di sistemi di isolamento sismico – applicato in via sperimentale negli anniOttanta a un ristretto numero di edifici, viadotti e ponti autostradali – cresce esponenzialmentein seguito all’emanazione dell’ordinanza n. 3274 del 2003. L’isolamento sismico permette a un edificio di sopportare senza danni terremoti anchemolto forti. Per isolare una costruzione dal terreno, la condizione ideale sarebbe di soste-nerla su un cuscino d’aria, cosicché i movimenti del terreno non vengano in alcun modotrasmessi. Nella realtà, si inseriscono tra la costruzione e le sue fondazioni dei dispositivicome quelli utilizzati in Abruzzo per gli edifici del Progetto Case, in seguito al terremotodel 6 aprile 2009. Gli isolatori sismici sono dispositivi di appoggio, ad esempio in gommae piombo, che permettono alla costruzione di assorbire facilmente spostamenti orizzonta-li anche di 20-40 cm del terreno di fondazione. Grazie agli isolatori sismici le costruzionie i loro abitanti non risentono delle accelerazioni provocate dalle scosse. Anche per la ricostruzione della scuola “Francesco Jovine”, crollata nel terremoto di SanGiuliano di Puglia, è stata adottata questa tecnica di protezione antisismica. Per l’isola-mento dell’Istituto sono stati utilizzati 61 isolatori in gomma armata di diametro 60 e 70centimetri e 12 slitte in acciaio-teflon. Alla realizzazione del sistema di isolamento sismicodella scuola hanno concorso l’Enea - Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente,per la consulenza specialistica, l’associazione Acedis - Costruttori italiani dispositivi di vin-colo strutturale in acciaio per la fornitura dei dispositivi e il laboratorio dell’Università del-la Basilicata per le prove sperimentali.FONTI• Gli angeli di San Giuliano, La Storia siamo noi, Rai Educational• «La Stampa», archivio storico• «Repubblica», archivio storico
  34. 34. 2 Dal TerritorioMatera, un manuale in braille sulle emergenzeper ciechi e ipovedenti a Provincia di Matera, Legam- gionale alle infrastrutture della Ba- capire cosa sta succedendo attornoL biente, Unione Italiana Ciechi eUnione Italiana Volontari Pro Cieci silicata Rosa Gentile, dal presiden- te della Provincia di Matera Franco a loro e immaginare la possibile evo- luzione degli eventi in corso. Que-presentano il primo “Manuale di au- Stella. Il manuale è risultato del la- st’esperienza valorizza il ruolo delto-aiuto per non vedenti e ipovedenti voro del Gruppo volontari per l’am- volontariato e dimostra l’attenzio-in situazioni di emergenza”, stam- biente di Matera e del disaster ma- ne nelle attività di protezione civilepato in caratteri braille. I contenu- nager Pio Acito che ha curato, pri- verso i diversamente abili. Oltre cheti: norme di comportamento, nume- ma della pubblicazione del manua- in braille, il manuale è stato stam-ri utili e rapporti con le strutture di le, sessioni di formazione dei volon- pato in formato large print per ipo-protezione civile in caso di calami- tari, dei non vedenti e degli ipove- vedenti ed è anche disponibile sot-tà e disastri. Apprezzamento e so- denti dell’Unione italiana ciechi e to forma di audiolibro in formatostegno per l’iniziativa dal direttore del- dell’Unione italiana volontari pro cie- mp3. È a disposizione gratuita suil’Ufficio Risorse umane e strumen- chi. Non vedenti e ipovedenti, infat- siti istituzionali della Provincia ditali del Dipartimento della Protezio- ti, per poter affrontare le emergen- Matera, sui siti delle associazionine Civile Flavio Siniscalchi, dal pre- ze devono conoscere l’origine dei fe- nazionali dei ciechi e sul sito inter-sidente della Consulta nazionale del nomeni, sapere come e perché si ge- net emergenzabasilicata.itvolontariato di protezione civile Si- nera un terremoto, cosa attiva una fra- 3 INFO www.emergenzabasilicata.itmone Andreotti, dall’assessore re- na, dove insistono le alluvioni. Devono info@emergenzabasilicata.itCalabria, Mimmo e i “Diavoli Rossi”:protezione civile in carrozzella iriolo, provincia di Catanzaro, un piccolo comune dell’entroterra calabrese a 600 metri sul livello delT mare. In questo paese alle pendici della Sila, la protezione civile è Mimmo Rocca. Mimmo è un disabileaffetto da amiotrofia spinale, una malattia progressiva che gli ha tolto l’uso prima delle gambe poi dellebraccia. Ha 60 anni Mimmo e per sua iniziativa sono nati nel 1982 i “Diavoli Rossi”: efficiente e organizzatogruppo antincendio di protezione civile, di cui oggi è vicepresidente. Trent’anni fa gli incendi mangiavano iboschi della Sila, così come purtroppo ancora oggi, e Mimmo decise di dar vita a questo gruppo diprotezione civile: un’iniziativa concreta per difendere la propria terra. Oggi il Gruppo di protezione civile dei“Diavoli Rossi” conta decine di volontari e un buon numero di mezzi pronti ad affrontare ogni emergenza.Sono specializzati nell’affrontare gli incendi, ma hanno anche spalato fango durante le alluvioni di ViboValentia e Soverato, sono intervenuti a Cerzeto e durante il terremoto dell’Aquila. In carrozzella, ma semprein prima linea Mimmo. Non ha ruoli operativi, non può guidare mezzi antincendio, non spegne fuochi, macon la radio segue e guida i volontari. Per questi, per i tanti giovani alla cui vita Mimmo ha dato un senso,lui è “il capo”. E i “Diavoli Rossi”, anche grazie a lui, sono una garanzia di rapidità ed efficienza, ladimostrazione che anche al Sud, anche in carrozzella è possibile fare bene protezione civile.3 INFOwww.diavolirossi.itdiavolirossi@diavolirossi.it36
  35. 35. 37Emergenza in biblioteche e Esercitazionearchivi, esercitazione a Bergamo “Vesuvio 2011” ergamo. L’8 Ottobre si svolge lontari di protezione civile. Obiettivi er tre giorni a Pollena TrocchiaB alla Biblioteca e Archivi Storici“Angelo Mai” la simulazione degli della simulazione: consolidare me- todologie e interventi operativi con at- P scatta l’allarme. Ma è solo una simulazione. Dal 9 all’11 settembreinterventi sui beni culturali in caso tenzione sulle caratteristiche infra- la popolazione di questo Comune indi calamità che coinvolgano biblio- strutturali della Biblioteca, sulla sua provincia di Napoli è coinvoltateche, archivi o musei. L’esercita- collocazione nel centro storico, sul- nell’esercitazione di protezionezione è promossa dal gruppo di lavoro le modalità di accesso alla struttu- civile “Vesuvio 2011” dedicata ai“Emergenza in biblioteche e archivi” ra di volontari e mezzi. Affinare le diversi rischi presenti sul territorioe coordinata dalla Soprintendenza tecniche di recupero e salvaguardia oltre che al rischio vulcanico. LaBeni Librari della Regione Lombar- dei beni culturali conservati: libri, simulzione è promossa dal Nucleodia e dal Comune di Bergamo. La si- riviste, fotografie, busti, monete, volontari “Fire Fox”, inmulazione coinvolge lo staff della strumenti musicali, quadri, stam- collaborazione con gli Enti locali, ilBiblioteca, l’Ufficio protezione civi- pe, manoscritti. Presentare il kit Centro di servizio per il volontariatole del Comune, l’Ufficio sicurezza sui d’emergenza, di cui dovrebbero do- di Napoli, il Dipartimento dellaluoghi di lavoro, la Polizia locale, la tarsi gli istituti che conservano que- Protezione Civile ed esperti delQuestura, la Prefettura, il 118, i Vi- sto patrimonio. settore. Evacuazione di civili,gili del fuoco. All’esercitazione par- 3 INFO ricerca dispersi e recupero feriti, www.bibliotecamai.orgtecipa il gruppo comunale dei vo- info@bibliotecamai.org verifica di edifici, segnalazione di incendi boschivi, verifica delFriuli Venezia Giulia: seminario sistema di comunicazioni: questesulla cooperazione transfrontaliera sono solo alcune delle attività di i svolge a Tarvisio il 15 settembre il seminario internazionale organiz- soccorso avviate duranteS zato dall’EUPM - European Union Police Mission e rivolto ai funzionaridella protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alle l’esercitazione, che ha previsto anche l’attivazione di un Centrostrutture di pubblica sicurezza italiane, austriache e slovacche e alle delegazioni operativo comunale e il test delledi alcuni paesi balcanici, tra cui Macedonia, Montenegro e Albania. relative funzioni di supporto.Al centro del dibattito, il miglioramento della cooperazione transfronta- Pollena Trocchia rientra nella zonaliera tra i paesi partecipanti per coordinare al meglio le attività di polizia rossa prevista dal Piano nazionalee per fronteggiare le emergenze di protezione civile. La protezione civile friu- di emergenza per il Vesuvio; perlana collabora da tempo con le analoghe strutture dell’arco alpino nel questo, è preziosa ogni iniziativa disoccorso in montagna, nelle attività di prevenzione e previsione del ri- sensibilizzazione sul rischioschio sismico, del rischio idrogeologico e nella lotta agli incendi. La col- vulcanico e sulle procedure dilaborazione tra i Paesi coinvolti ha permesso la stesura di protocolli ope- emergenza. Con lo stesso obiettivo,rativi tra le strutture di protezione civile con l’obiettivo di garantire la apre l’esercitazione il convegnosalvaguardia delle popolazioni, dei beni, del patrimonio culturale, degli “Informare per prevenire”.3 INFO insediamenti e dell’ambiente naturale nel- 3 INFOwww.protezionecivile.fvg.it www.nvpc-firefox.itprotezione.civile@regione.fvg.it l’area transfrontaliera. fox.fire@libero.it

×