Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 3 - Maggio-Giugno 2011

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Magazine "Protezione Civile"
Informare sull’attività istituzionale del Dipartimento e favorire la circolazione delle notizie all’interno del Servizio Nazionale sui temi di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze: è l’obiettivo del magazine bimestrale “Protezione Civile”, un canale di comunicazione rivolto alle componenti e alle strutture operative del Sistema, con particolare riguardo al mondo del volontariato e delle istituzioni.
Il magazine è distribuito ad ogni uscita in 18mila copie tra uffici di ministeri, organizzazioni di volontariato iscritte all'Elenco nazionale, biblioteche, Comuni, Province e Regioni.
_________________________
[source: protezionecivile.gov.it]

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Magazine Protezione Civile - Anno 1 - n. 3 - Maggio-Giugno 2011

  1. 1. Periodico bimestrale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile anno 1 n. 3 2PRIMO PIANO Campagna antincendio boschivo 2011 2FOCUS 2STORIE Emergenze Trent’anni e grandi eventi: fa la tragedia le nuove disposizioni di VermicinoDAL TERRITORIO: REGIONE UMBRIA, SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI IN EMERGENZA • DAL DIPARTIMENTO: ONLINE DOSSIER E TEST MAREMOTO
  2. 2. L’editoriale L’ estate è tempo per la protezione civile di staccare l’ombra da terra. Con la campagna antincendio 2011, anche quest’anno tutto il Servizio Nazionale è impegnato nella difesa dei boschi: per l’occasione facciamo un punto sulla stagione passata e sugli interventi della flotta aerea dello Stato. Alla lotta agli incendi boschivi sono dedicate anche molte iniziative di sensibilizzazione sul territorio promosse dal Dipartimento, come i 107 Campi scuola “Anch’io sono la protezione civile” per ragazzi dai 9 ai 18 anni, e la tradizionale campagna “Non scherzate con il fuoco” in collaborazione con Legambiente. Dall’8 al 14 luglio si celebra la settimana italiana dell’Anno europeo del volontariato: le associazioni di protezione civile contribuiscono con oltre 400 eventi, esercitazioni e manifestazioni in tutto il paese e, come il Dipartimento, sono presenti a Roma nella giornata conclusiva del 13 luglio. Appuntamenti che, come quelli ricordati sopra, saranno consultabili sul sito protezionecivile.gov.it e sulle pagine facebook di questo Magazine, che ospitano anche gli spazi di discussione legati a due progetti in corso su emergenza e disabilità e sulla psicologia dell’emergenza. Per questi mesi estivi, che ci presentano una Protezione Civile ed in particolare un Volontariato sempre più impegnati nella prevenzione, abbiamo voluto proporvi anche due temi che ci riportano, uno per la sua attualità e l’altro per la sua portata storica, a una riflessione sulla possibilità di funzionamento del Sistema in emergenza. Dedichiamo la sezione Focus a un riepilogo delle nuove disposizioni per la dichiarazione e finanziamento degli stati di emergenza, mentre a trent’anni dalla vicenda di Alfredino Rampi ripercorriamo in Storie quell’avvenimento tragico che è alla base della nascita di un Sistema nazionale per la protezione civile. Particolarmente ricca, in questo terzo numero, e con aggiornamenti anche sul piano per l’accoglienza dei migranti, la sezione dedicata alle segnalazioni dal territorio e dal Dipartimento, che potrete ritrovare su internet arricchite dai contributi inviati a magazine@protezionecivile.it. Vi invitiamo come di consueto a scriverci per proposte e osservazioni, e ad usufruire di un nuovo servizio: da luglio il Dipartimento apre un Contact Center che risponde alle richieste di informazione dei cittadini per email, lettera e fax, e con il numero verde 800 840 840. P R OT E Z ION E C I V I L E MAGAZINE UFFICIALE DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Anno 1 n. 3 Redazione Impaginazione maggio/giugno 2011 Vincenzo Arena Silvia Alessandrini Sara Babusci Pubblicazione bimestrale iscritta Valeria Bernabei Fotografi al Registro degli Operatori della Francesca Dottarelli Romeo Frisina Comunicazione al n. 20383 del Mariacristina Giovannini Matteo Valente 6.12.2010 Sara Iacoboni Gino Viani Elena Lombardo Francesca Patti Editore Riccardo Rita Contatti Presidenza del Consiglio Marianna Schiavon Servizio Comunicazione istituzionale dei Ministri-Dipartimento Cristina Spatola e relazioni con il pubblico della Protezione Civile Veronica Tretter 00189 - Roma Via Vitorchiano, 2 Direttore responsabile Art Director www.protezionecivile.gov.it Barbara Altomonte Maurilio Silvestri magazine@protezionecivile.it
  3. 3. 2 In questo numero Editoriale 1 Focus Dal Territorio Emergenze e grandi eventi: 16 Convenzione quadro fra 28 le nuove disposizioni Regione Veneto e Vigili del FuocoPrimo piano Campagna antincendio 4 Contact Center 20 Vigili del Fuoco, promuovere 28 boschivo 2011 l’interoperabilità in emergenzaAnch’io sono la Protezione Civile 8 Storie Gradara, “fiamme al castello” 28 A trent’anni da Vermicino 22 Assistenza in emergenza: 10 “Campogiovani 2011”, 29 due momenti di confronto l’iniziativa per l’estate del Ministro della Gioventù Volontari! 14 Facciamo la differenza! Isola di Vulcano: esperti 29 e studenti insieme per parlare di protezione civile2
  4. 4. 3 Rischio sismico: 30 “Contea 2011”: a Modica 34 Festa della Repubblica: la 39 manifestazione a Rimini tre giorni di esercitazioni partecipazione del Dipartimento Maxi-esercitazione 30 ProCivibus, un progetto 34 Scuola multimediale: 40 di protezione civile a Novara di protezione civile partecipata esercitazioni di fine progetto per Marche e Abruzzo Sora, esercitazione per testare 30 Regione Umbria, progetti per la 35operazioni di ricerca e salvataggio salvaguardia dei beni culturali Nei Caraibi, un progetto per la 40 in emergenza mitigazione del rischio da uragani In Lombardia, Brescia capofila 31del progetto di “autoprotezione” Laboratorio emergenza: 35 Anpas e Dipartimento lanciano 41 progetto per le scuole una campagna sul rischio sismico Basilicata: approvato il ddl 31 della Provincia di Terni in materia di microzonazione Un concerto di solidarietà per 41 sismica Italia e Giappone nel nuovo Dal Auditorium dell’Aquila Regione Calabria, convenzione 31 Dipartimento tra protezione civile Il nuovo sito web del 36 Protec 2011: il salone torinese 42 e soccorso alpino Dipartimento allo IA Summit 2011 ospita la piattaforma sismica “Hems 2011”: 32 Online dossier e test maremoto 36 I Paesi membri del PPRD South 42 a Massa Carrara un evento si riuniscono a Sarajevo dedicato all’elisoccorso Progetto MaGIC: una mappatura 37 della pericolosità dei fondali marini Global Platform 42 Soccorso alpino, 32 for Disaster Risk Reduction nuova edizione del corso Sistema rischio vulcanico: un 37 di medicina d’emergenza workshop sul progetto Asi Microzonazione sismica per la 43 ricostruzione dell’area aquilana: Esercitazione 33 Emergenza umanitaria: a due 38 online il volume di protezione civile a Sapri mesi dal piano di accoglienza Il Dipartimento in Cina 43 Alassio: test antincendio 33 Workshop sui disastri 38 per discutere di rischio sismico nel porto turistico ambientali in mare Milano, esercitazionedi protezione civile all’Idroscalo 33 Ondate di calore: il sistema di sorveglianza 2011 39 c Normativa pag. 44 u Favignana, esercitazioni 34 Vulcano Grímsvötn: dall’Italia 39 Lettera sul rischio sismico un radar per l’Islanda pag. 48
  5. 5. 2 Primo PianoCampagnaantincendioboschivo2011Dal 15 giugno al 30settembre il periodoa maggior rischioT rentasette mezzi aerei distribuiti su 16 basi, pronti a raggiungere qualsiasi punto del territorio nazionale in 60-90minuti dal decollo. Sono i velivoli a disposizionedel Coau-Centro operativo aereo unificatoper la campagna Aib-Antincendio boschivo2011, che parte il 15 giugno e termina il 30settembre. Sono infatti i mesi estivi quelli amaggior rischio di incendio, quando la sicci-tà, l’alta temperatura e il forte vento fanno eva-porare l’acqua trattenuta dalle piante, deter-minando condizioni naturali favorevoli all’in-nesco e allo sviluppo di incendi. Tutto il terri-torio italiano è interessato dal fenomeno in-cendi ma le Regioni più esposte sono quelledel Sud e le isole.4
  6. 6. 5In questa paginae nella successiva,interventi di spegnimentodegli incendi. Foto archivio Dpc
  7. 7. 2 Primo PianoU La flotta aerea e lo schieramento pacità di circa 145mila litri di acqua e di liquidoLa flotta antincendio dello Stato – coordinata estinguente. I mezzi sono schierati su 16 di-dal Dipartimento della Protezione Civile at- verse basi, in modo da poter raggiungere qual-traverso il Coau – è stata presentata il 9 giu- siasi punto del territorio nazionale in 60-90 mi-gno all’Aeroporto Karol Wojtyla di Bari, in oc- nuti dal decollo. Lo schieramento base dellacasione della cerimonia di avvio della cam- flotta viene stabilito sulla base di una serie dipagna Aib 2011. Vengono utilizzati mezzi ae- elementi:rei ad ala fissa o rotante, per la maggior par- • le previsioni climatiche e meteorologiche;te di proprietà del Dipartimento o apposita- • il bollettino di suscettività all’innesco degli in-mente noleggiati; altri vengono messi a di- cendi;sposizione dalle altre Strutture operative del • le statistiche storiche;Servizio Nazionale e impiegati temporanea- • la disponibilità di aeromobili regionali;mente dal Dipartimento per la campagna Aib. • la disponibilità di fonti idriche;Per questa stagione la flotta aerea si compo- • la consistenza della flotta Aib dello Stato.ne di 37 mezzi. Ai velivoli del Dipartimento (15Canadair, quattro elicotteri S64 e  dieci Fire I mezzi della flotta possono intervenire ancheBoss), si aggiungono altri otto elicotteri di me- fuori dai confini nazionali, nell’ambito del Mec-dia o grande portata (AB412, AB212, AB205, canismo Europeo di Protezione Civile o sullaCH47) messi a disposizione da Vigili del Fuo- base di specifici protocolli d’intesa e accordico, Esercito Italiano, Marina Militare e Capi- bilaterali di reciproco supporto in tema di con-taneria di Porto. In totale, la flotta ha una ca- trasto agli incendi. Foto archivio Dpc6
  8. 8. 7ULa campagna Aib e gli indirizzi operativi tazione alla Regione (soprattutto elicotteri). SeÈ il Presidente del Consiglio a definire i tem- questi non sono a loro volta sufficienti la Re-pi di svolgimento della campagna estiva, che gione – attraverso le Soup e i Cor-Centri ope-quest’anno dura 108 giorni, dal 15 giugno al rativi regionali – richiede al Coau l’intervento30 settembre. In vista della campagna il Pre- della flotta antincendio dello Stato.sidente del Consiglio ha inviato alle Regioni e La richiesta di concorso aereo viene fatta se-alle Province Autonome gli indirizzi operativi condo precise procedure definite dal Diparti-per adottare tutte le iniziative necessarie a pre- mento ogni anno, sulla base delle informazionivenire e fronteggiare gli incendi boschivi e di relative all’organizzazione delle attività di pre-interfaccia. Nel documento sono indicati i com- visione, prevenzione e lotta attiva fornite dal-piti, le responsabilità e le azioni che le diver- le varie Regioni.se amministrazioni devono assumere per unefficace coordinamento delle forze in campo. U I numeri della campagna Aib 2010Il coordinamento tra Stato e Regioni è uno dei Il bilancio degli ultimi anni evidenzia una par-nodi centrali per l’impiego efficiente della flot- ziale diminuzione delle emergenze legate aglita aerea, così come il rafforzamento del sistema incendi boschivi e di interfaccia. Da un lato,di comunicazione tra le Soup-Sala operativa è cresciuto il Sistema Paese a tutti i livelli coin-unificata permanente e le Sale operative re- volti nella prevenzione e nella lotta attiva, dal-gionali e il costante raccordo delle stesse con l’altro, si sono verificate condizioni meteo cli-il Coau e la Sala Situazione Italia del Diparti- matiche in generale meno favorevoli all’inne-mento. Altri strumenti fondamentali nella lot- sco degli incendi. Secondo i dati del Corpo Fo-ta attiva agli incendi boschivi sono il gemel- restale dello Stato in tutto il 2010 gli incendilaggio tra le Regioni e il coinvolgimento dei vo- sul territorio nazionale sono stati 4884, quasilontari nella sorveglianza del territorio. 600 in meno rispetto al 2009. La superficie per- corsa dal fuoco è stata di 46mila ettari, rispettoU La richiesta di concorso aereo agli oltre 73mila ettari dell’estate 2009. Nel cor-In caso di incendio le prime a intervenire sono so della campagna estiva le richieste di con-le squadre di terra coordinate dalle Regioni e corso aereo arrivate al Coau sono state 927,composte da personale regionale o, sulla le missione realizzate dai mezzi della flotta del-base di specifici accordi, da personale del Cor- lo Stato 2607, per un totale di 5531 ore di volo,po Forestale dello Stato, del Corpo Naziona- 22521 lanci e oltre 127 milioni di litri di liqui-le dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, del- do estinguente sganciati. La Sicilia è stata lale Forze di Polizia dello Stato e dai volontari an- regione che ha fatto registrare il numero piùtincendio boschivo. Se il fuoco è troppo este- elevato di richieste (326) per un totale di 1072so e il lavoro delle squadre a terra non è suf- missioni dei mezzi della flotta, seguita da Ca-ficiente, chi dirige le operazioni di spegnimento labria (147 richieste e 328 missioni) e Sarde-può chiedere l’intervento dei mezzi aerei in do- gna (131 richieste con 240 missioni). 2
  9. 9. 2 Primo PianoAnch’io sonola ProtezioneCivileTra luglio e agostoi campi scuolasulla prevenzionedegli incendi boschiviR endere i ragazzi consapevoli del ruo- segna dell’esperienza diretta del bosco e del- lo attivo e partecipe che ognuno di noi lo spirito di squadra. Il progetto riguarda tut- può svolgere nella tutela dell’ambien- to il territorio nazionale, ma si è scelto di pri-te, del territorio e della vita umana. È questo vilegiare le aree a maggior valore naturalisti-l’obiettivo dei campi scuola antincendio bo- co. Verranno coinvolte tutte le regioni italianeschivo “Anch’io sono la Protezione Civile”, or- ad eccezione della Valle d’Aosta, del Trentinoganizzati dal Dipartimento della Protezione Ci- Alto Adige e della Basilicata. I campi scuolavile in collaborazione con le organizzazioni na- sono dedicati principalmente alla prevenzio-zionali di volontariato e le Regioni, giunti ne degli incendi boschivi ma prevedono an-quest’anno alla quarta edizione. Tra luglio e che percorsi didattici dedicati alla conoscen-agosto oltre 3500 bambini e ragazzi dai 9 ai za dei piani comunali di emergenza e dell’in-18 anni verranno coinvolti nei 107 campi scuo- tero Sistema di protezione civile. In particola-la per una settimana formativa vissuta all’in- re, considerando che solo una percentuale8
  10. 10. 9 Campi scuola, i ragazzi impegnati in un’attività CoSA FARE… formativa. ... per evitare un incendio u non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi, possono incendiare l’erba secca; u non accendere fuochi nel bosco. Usa solo le aree attrezzate. Non abbandonare mai il fuoco e prima di andare via accertati che sia completamente spento; u non abbandonare i rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive. Sono un pericoloso combustibile; u non bruciare le stoppie, la paglia o altri residui agricoli in prossimità di aree boschive o quando c’è vento. In pochi minuti potrebbe sfuggirti il controllo del fuoco. ... quando l’incendio è in corso u se avvisti delle fiamme o anche solo del fumo telefona al 1515 per dare l’allarme. Non pensare che altri l’abbiano già fatto. Fornisci le indicazioni necessarie per localizzare l’incendio; u cerca una via di fuga sicura: una strada o Foto archivio Dpc un corso d’acqua. Non fermarti in luoghi verso i quali soffia il vento. Potrestibassissima dei 5828 comuni sotto i 5mila abi- rimanere imprigionato tra le fiamme e nontanti è dotata di un piano di protezione civile, avere più una via di fuga;i comuni che “ospitano” i campi verranno so- u stenditi a terra in un luogo dove non c’èstenuti e incentivati a realizzare o aggiornare vegetazione incendiabile. Il fumo tende ai piani di emergenza. I campi scuola “Anch’io salire ed in questo modo eviti di respirarlo;sono la protezione civile” nascono dalla con- u se non hai altra scelta, cerca di attraversarevinzione che la diffusione di una vera cultura il fuoco dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata. Ti porti così in undi protezione civile possa crescere e rafforzarsi luogo sicuro;a partire da una cittadinanza consapevole e at-tiva. Perché ogni cittadino può svolgere un ruo- u l’incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade. Intralceresti i soccorsi e lelo importante nella salvaguardia della vita uma- comunicazioni necessarie per gestirena e dell’ambiente, tanto più efficace se in- l’emergenza.terpretato come spirito di squadra. 2
  11. 11. 2 Primo PianoAssistenza to ha sviluppato due temi, l’assistenza alle per- sone con disabilità in maxi-emergenza e l’as-in emergenza: sistenza psicologica in emergenza, ai quali sono stati dedicati due incontri organizzati adue momenti giugno per confrontare le esperienze avviate sul territorio e per definire modelli omogeneidi confronto di intervento. Il primo, organizzato con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, si è svolto il 22 giugno, e haSpazio al dibattito riguardato il soccorso e l’assistenza alle per-anche nella pagina sone con disabilità in emergenza. obiettivo centrale è stato proporre dei possibili percor-facebook del magazine si formativi agli operatori regionali. Il secondo, che si è tenuto il 27 giugno, ha af- frontato il tema del supporto psico-sociale alle vittime di catastrofi, invitando gli operatori di Componenti, Strutture operative e organizza- zioni del settore. Il confronto è stato anticipato nell’area di- scussioni della pagina facebook del magazi-S alvaguardare l’integrità della vita uma- ne “Protezione Civile”, dove il Dipartimento ha na in emergenza è una delle principa- voluto creare uno spazio per condividere le li funzioni della protezione civile. Que- esperienze di cittadini e operatori.st’attività si estende dal primo soccorso al-l’assistenza psicologica in emergenza, con par- U Disabilità ed emergenza: proposteticolare attenzione verso alcune categorie di progetti, strumentipersone, come i minorenni, gli anziani e le per- Questo il titolo del seminario, organizzato dalsone con disabilità, più esposte ai traumi di una Dipartimento della Protezione Civile e dal Di-catastrofe. partimento dei Vigili del Fuoco – Soccorso Pub-Negli anni il Dipartimento della Protezione Ci- blico e Difesa Civile, che si è tenuto il 22 giu-vile si è fatto promotore di attività e seminari gno nell’Istituto Superiore Antincendi di Romaper raccogliere e diffondere le buone pratiche e ha approfondito i temi del soccorso e del-nell’assistenza in emergenza, anche con pro- l’assistenza alle persone con disabilità ingetti di Servizio civile, come quello in corso emergenza. Scopo dell’iniziativa è stato anchequest’anno “Empowerment degli operatori proporre percorsi formativi per operatori a li-di protezione civile e delle persone da soc- vello regionale.correre in maxi-emergenza”. Questo proget- Al seminario hanno partecipato i Direttori del-10
  12. 12. 11le protezioni civili regionali e gli Assessori alla zine “Protezione Civile”, sviluppato in due areesanità delle Regioni, le associazioni di Volon- di condivisione. Una ospita contributi e ri-tariato impegnate nell’assistenza alle persone flessioni di persone con disabilità e di cittadi-con disabilità in emergenza. Hanno parteci- ni coinvolti negli interventi o interessati al tema.pato anche la Cooperativa “Europe Consul- L’altra è dedicata a Istituzioni e associazioni diting”, l’Ente Nazionale Sordi, l’Unione Italia- Volontariato impegnate in soccorso e assi-na Ciechi e l’Associazione Italiana Sclerosi Mul- stenza alle persone con disabilità, dove gli ope-tipla dell’Aquila portando l’esperienza vissu- ratori possono inserire testimonianze, espe-ta nel terremoto del 6 aprile 2009. rienze e segnalare iniziative. Per garantire unaIn occasione dell’incontro è stato aperto an- piena accessibilità e diffu- In questa paginache uno spazio di confronto sul web, nell’area sione di questi spazi di con- e nella successiva, assistenza psicologicadiscussioni della pagina facebook del maga- fronto, anche il sito nazionale in emergenza.
  13. 13. 2 Primo Piano Foto archivio Dpcdell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ospi- ne di un insieme di conoscenze e tecniche dita questi argomenti nel proprio forum. intervento condivise per l’assistenza psico-so- ciale in emergenza. Con l’occasione, il Dipar-U L’assistenza psico-sociale in emergenza timento della Protezione Civile ha voluto pro-A cinque anni dall’emanazione dei “Criteri di muovere uno spazio di condivisione dellemassima sugli interventi psico-sociali da attuare esperienze anche sul web nella pagina face-nelle catastrofi” il Dipartimento della Protezione book del magazine “Protezione Civile”, creandoCivile ha organizzato una giornata di confron- così un punto di riferimento per gli operatori delto sullo stato dell’arte dell’assistenza psico-so- settore. La definizione di modalità di interventociale in emergenza. Al seminario che si è te- comuni partirà proprio dall’analisi delle diver-nuto il 27 giugno hanno partecipato rappre- se esperienze portate dagli operatori del set-sentanti di Componenti e Strutture operative del tore che, raccolte insieme, permetteranno diServizio Nazionale della Protezione Civile e del- definire le aree di applicazione, individuare lele principali organizzazioni che operano nel set- maggiori categorie a rischio e proporre modellitore della psicologia dell’emergenza: Psicolo- omogenei d’intervento. Dopo questa prima fase,gi per i Popoli, Sipem-Società italiana della psi- verranno quindi promossi momenti di forma-cologia dell’emergenza e Centro Alfredo Ram- zione condivisi da tutti gli operatori che si oc-pi-Psic-Ar. L’incontro ha voluto raccogliere le cupano di psicologia dell’emergenza per de-esperienze realizzate fino ad oggi all’interno del- finire le pratiche e la dotazione minima pro-la cornice operativa delineata dai Criteri di mas- fessionale e verranno attivati strumenti di va-sima, con l’obiettivo di lavorare alla costruzio- lutazione delle attività. 212
  14. 14. 13PSICoLogI DELL’EMERgENzA ALFREDo RAMPI L’Associazione Psic-Ar nasce il 24 marzo 2007 per ciclo vitale dell’essere umano. L’Associazionerealizzare attività nel campo della psicologia collabora con enti e istituzioni, tra cui ildell’emergenza, e in particolar modo per poter Dipartimento della Protezione Civile, per realizzareintervenire nelle situazioni di emergenza. interventi ad ampio spettro, che comprendono:L’associazione è nata dall’iniziativa di un gruppo di soccorso psicologico, intervento psico-sociale,psicologi del Centro Alfredo Rampi, fondato nel 1981. potenziamento delle capacità di risposta di individui,Le iniziative di Psic-Ar hanno lo scopo di prevenire e gruppi e comunità, ma anche attività di ricerca,trattare i fenomeni emotivi, cognitivi, formazione per operatori dell’emergenza ecomportamentali, psico-sociali che insorgono nelle organizzazione della comunicazione e informazionesituazioni di emergenza e che coinvolgono tutto il alla popolazione.PSICoLogI PER I PoPoLI – FEDERAzIoNECostituita nel 2003, la federazione raggruppa 25 stato di bisogno per calamità, guerre, sottosviluppo,associazioni di volontariato di psicologi italiani, migrazione e negazione dei diritti umani.abilitati alla professione e iscritti ai rispettivi ordini Tra le attività principali realizzate della federazioneprofessionali, che si sono formati in psicologia Psicologi per i Popoli ci sono: la salvaguardia delladell’emergenza ed esercitati sul campo. salute psichica e la promozione del benessereLe associazioni di Psicologi per i Popoli si psicosociale per i cittadini sopravissuti allepropongono di testimoniare in Italia e all’estero, con catastrofi; il sostegno psicologico ai soccorritori e laazioni e strumenti della psicologia, la solidarietà nei consulenza nei processi decisionali e nella gestioneconfronti di singoli, gruppi o popolazioni in grave dell’emergenza.SoCIETà ITALIANA DELLA PSICoLogIA DELL’EMERgENzALa Sipem nasce nel 1999, nello stesso anno in cui all’estero e a collaborare alla pubblicazione diiniziano a costituirsi le associazioni di Psicologi per i numerosi testi sulla psicologia dell’emergenza. Per lePopoli. Il suo nucleo di partenza è formato da alcuni attività svolte, in particolare dopo il terremoto delpsicologi impegnati a tempo pieno nel pronto Molise, nel 2003 l’Associazione ha ricevuto dalsoccorso del Policlinico “Umberto I” di Roma. Negli Presidente della Repubblica il Premio Nazionale dellaanni la Sipem è progressivamente cresciuta fino ad Solidarietà “Luciano Tavazza”, assegnato ogni annointervenire con i propri nuclei di supporto a cinque organizzazioni che si sono distinte inpsicosociali in numerosi eventi disastrosi in Italia e attività di solidarietà sociale.
  15. 15. 2 Primo PianoVolontari! pegnano ad aiutare gli altri senza alcun com- penso, di quanti donano tempo e sforzi ai loroFacciamo quartieri, alle loro città, alle scuole, agli ospe- dali, ai centri sportivi, alla tutela della vita, deila differenza! beni, degli insediamenti e dell’ambiente, ai ser- vizi sociali, al soccorso umanitario in altri Pae- si. Il 2011 vuole anche essere una sfida, rivoltaDall’8 al 14 luglio a coloro che ancora non si occupano di vo-le iniziative di protezione lontariato così da potenziarlo come strumen- to di promozione per una maggiore parteci-civile per l’Anno europeo pazione civica.del volontariato U L’Anno europeo e il volontariato di protezione civile In Italia si svolgeranno a luglio le maggiori ma- nifestazioni legate all’evento europeo. Il Di- partimento della Protezione Civile ha concor- dato con il Ministero del Lavoro e delle Poli-I n Europa quasi 100 milioni di persone in- tiche Sociali – che coordina il programma an- vestono spontaneamente tempo e compe- nuale – la realizzazione di iniziative del vo- tenze per contribuire alla crescita della pro- lontariato di protezione civile su tutto il terri-pria comunità. Il volontariato è espressione di torio nazionale tra l’8 e il 14 luglio. Sono oltrepartecipazione civica e dei valori comuni al- 400 quelle segnalate al Dipartimento dal’Europa come la solidarietà e la coesione sociale. gruppi comunali e associazioni di protezioneCon la Decisione del 27 novembre 2009 il Con- civile. I volontari saranno impegnati in attivi-siglio dell’Unione Europea ha proclamato il tà di prevenzione dei rischi sul territorio, in par-2011“Anno europeo delle attività volontarie che ticolare: manifestazioni per la diffusione del-promuovono la cittadinanza attiva”. Vigilia del- la cultura di protezione civile che coinvolgo-l’evento è stata la decima giornata interna- no la popolazione, formazione agli operatori,zionale del volontariato delle Nazioni Unite il esercitazioni, monitoraggio e presidio del ter-5 dicembre 2010. Celebrata anche all’Aqui- ritorio nell’ambito della campagna Aib-Antin-la è stata occasione per riflettere sulle possi- cendio boschivo. Spazio a tutte le iniziative sulbilità di ricostruzione e sviluppo sociale offer- sito e sulla pagina facebook del Dipartimen-te dal volontariato dopo il terremoto. L’Anno eu- to. L’appuntamento organizzato insieme aropeo del volontariato è una celebrazione ma Regioni e Province Autonome, Upi-Unione pro-anche una sfida. È anzitutto una celebrazio- vince d’Italia, Anci-Associazione nazionalene: di milioni di persone che in Europa si im- comuni italiani, Uncem-Unione nazionale co-14
  16. 16. 15muni comunità enti montani e alla Consulta portunità di esporre il proprio lavoro, incontrarsi,nazionale del volontariato è reso ancora più si- dialogare con politici e con i cittadini con-gnificativo dalla concomitanza con il 150° an- frontandosi sui temi chiave del loro futuro.niversario dell’Unità d’Italia. “Storie straordinarie di gente comune”: in ogni tappa sono presenti 27 volontari europei – unoU Appuntamenti in Europa per ogni Stato membro – tutti di formazioneIl tour “Conosciamoci”, la staffetta “Storie stra- giornalistica. Il gruppo illustra le esperienze rac-ordinarie di gente comune” e le conferenze contate da volontari che vivono in altri Stati“Per costruire le basi per un’eredità duratura membri attraverso articoli e materiali audio-vi-dell’Anno europeo del volontariato” sono le prin- deo trasmessi e pubblicati sui media e sul sitocipali iniziative in corso in Europa. Tra l’11 e il dell’Anno europeo del volontariato.14 luglio il tour farà tappa a Roma nel Com- “Per costruire le basi per un’eredità duratu-prensorio dell’ex ospedale San giovanni-Ad- ra dell’Anno europeo del volontariato”: ledolorata. Il 13 luglio sarà dedicato ai beni cul- conferenze tengono accesi i riflettori sulla re-turali, all’ambiente e alla tutela del territorio: i altà del volontariato e danno un contributo pre-volontari di protezione civile avranno l’oppor- zioso alle iniziative di riforma promosse durantetunità di incontrarsi e condividere le loro l’Anno europeo. In Italia sono circa 25 gli in-esperienze. contri – convegni, seminari, conferenze – se-“Conosciamoci”: il tour percorre i Paesi del- gnalati dal Ministero del Lavoro e delle Politi-l’Unione europea offrendo ai volontari l’op- che Sociali sul sito dedicato all’iniziativa. 2
  17. 17. 2 FocusEmergenze superata, di mezzi e poteri straordinari. Con la legge n. 401 del 2001, che disciplina lee grandi eventi: competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di protezione civile, vienele nuove inoltre introdotta la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza, anche in materia didisposizioni grandi eventi. Gli eventi che necessitano la di- chiarazione dello stato di emergenza sono quelli che, genericamente, richiedono inter-L’ok della Corte dei Conti venti urgenti, un coordinamento complesso, una rapida esecuzione e misure straordinarieal milleproroghe per prevenire possibili rischi e per assicuraree la direttiva che definisce la tutela della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente.il grande evento U Stati di emergenza Il più recente cambiamento alle disposizioniN uove disposizioni per le emergenze e di protezione civile è la modifica della legge n. i grandi eventi. Tra il 2010 e il 2011 225 del 1992. Il 25 maggio 2011 è stata in- alcune norme hanno modificato la le- fatti pubblicata in Gazzetta ufficiale la diretti-gislazione, due delle quali – la legge numero va che spiega i nuovi indirizzi in materia, in-10 del 26 febbraio 2011 e la direttiva del Pre- trodotti con la legge n. 10 del 26 febbraiosidente del Consiglio dei Ministri del 14 mar- 2011, che ha convertito il decreto legge n. 225zo 2011 – in materia di potere di ordinanza e del 29 dicembre 2010, il cosiddetto mille-un’altra, la direttiva del Presidente del Consi- proroghe.glio dei Ministri del 27 luglio 2010, ha dato una Ai fini dell’attività di protezione civile la leggenuova definizione di grande evento. n. 225 del 1992 classifica tre tipologie di even-Il Servizio Nazionale della Protezione Civile è ti: “a”, “b” e “c”. Già nel 1992, pur non es-disciplinato dalla legge n. 225 del 24 febbra- sendo ancora in atto quel percorso verso il de-io 1992 e dalla legge n. 401 del 9 novembre centramento dallo Stato ai Governi regionali e2001. In particolare, l’articolo 2, comma 1, del- alle Autonomie locali, era già presente nella leg-la legge n. 225 individua la tipologia degli even- ge un embrione del cosiddetto principio di sus-ti per i quali il Consiglio dei Ministri, su pro- sidiarietà che verrà poi esplicitato e regolatoposta del Presidente del Consiglio, su richie- dal decreto legislativo n. 112 del 1998, me-sta delle Regioni, delibera lo stato di emer- glio conosciuto come decreto Bassanini. Nel-genza. Il Consiglio dei Ministri valuta infatti se la legge del 1992 il principio di sussidiarietàuna situazione di criticità necessita, per essere traspare infatti dalla classificazione degli16
  18. 18. 17eventi. In caso di eventi che colpiscono un ter- tezione civile – le informazioni riguardanti l’im-ritorio, il Sindaco ha il compito di assicurare patto della situazione d’emergenza sulla col-i primi soccorsi alla popolazione, coordinan- lettività, sull’ambiente, sulla convivenza sociale,do le strutture operative locali, tra cui i grup- sull’assetto economico del territorio e sulle dif-pi comunali di volontariato di protezione civi- ficoltà delle amministrazioni ordinarie di farle. Se il Comune non riesce a fronteggiare fronte alla situazione senza esporre a rischiol’emergenza (evento di tipo “a”)  su sua ri- questi interessichiesta intervengono la Provincia, gli Uffici ter- Occorre inoltre verificare se c’è la possibilitàritoriali di governo (le Prefetture) e la Regio- di superare l’emergenza con mezzi e poteri or-ne che attivano le risorse di cui dispongono dinari. Per valutare ciò la Regione dovrà fare(evento di tipo “b”). Nelle situazioni più gra- una relazione che illustri in modo puntale e do-vi, su richiesta del Governo regionale, subentra cumentato: l’intensità, l’estensione, la duratail livello nazionale, con la dichiarazione dello dello stato emergenziale e le misure even-stato di emergenza. Il Consiglio dei Ministri, su tualmente adottate per farvi fronte, con par-proposta del Presidente del Consiglio, d’inte- ticolare riferimento alle risorse umane, stru-sa con la Regione, delibera con un apposito mentali e finanziarie impiegate disponibilidecreto lo stato di emergenza, specificando sul proprio bilancio o ulteriormente necessa-due parametri fondamentali: l’estensione ter- rie per fronteggiare l’evento. Anche eventua-ritoriale e la durata (evento di tipo “c”). li richieste di proroga dello stato di emergen-Con l’emanazione della direttiva del Presidente za dovranno essere accompagnate da una re-del Consiglio dei Ministri del 14 marzo 2011 lazione che spieghi le ragioni per cui non si puòviene specificato che le richieste di dichiara- ritenere superato lo stato d’emergenza e le mo-zione di stati d’emergenza da parte delle Re- dalità con le quali si potrebbe tornare alla ge-gioni devono essere correlate da una relazio- stione ordinaria, con l’indicazione della tem-ne contenente una serie di informazioni spe- pistica.cifiche, tra cui la presunta durata dello statoemergenziale stimata sulla base dei tempi ri- U Le risorse per fronteggiare l’emergenzatenuti necessari per la conclusione degli in- L’articolo 19 della legge n. 225 del 1992 ri-terventi finalizzati al soccorso e all’assistenza guarda la norma finanziaria. Questa disposi-della popolazione, nonché le iniziative volte a zione regola l’utilizzo del Fondo nazionale dirimuovere gli ostacoli per ritornare alle normali protezione civile e l’apertura delle contabilitàcondizioni di vita. Infatti, affinché il Consiglio speciali presso il fondo, dal quale possono es-dei Ministri possa verificare i presupposti per sere attinte risorse per interventi in caso dila dichiarazione dello stato d’emergenza, le Re- emergenza.gioni devono fornire al Dipartimento della Pro- La nuova disciplina in materia di emergenzetezione Civile – di cui si avvale il Presidente stabilisce che prima di poter utilizzare le risorsedel Consiglio dei Ministri per le attività di pro- del Fondo nazionale di protezione civile la sin-
  19. 19. 2 Focusgola Regione o le Regioni interessate dal- U Le ordinanze di protezione civilel’emergenza, ciascuna in proporzione alla Oltre a normare la dichiarazione dello stato diquota di risorse necessarie a fronteggiare le emergenza la legge n.225 del 1992 regola an-spese della porzione di evento che le riguar- che il potere di ordinanza. A seguito della di-da, dovranno reperire nel proprio bilancio i fon- chiarazione dello stato di emergenza, per at-di necessari per le spese legate all’emergen- tuare gli interventi necessari a superareza o per la copertura dei costi conseguenti. Se l’emergenza, il Presidente del Consiglio puòil bilancio non può coprire queste spese, la Re- emanare ordinanze, se necessario derogato-gione o le Regioni dovranno aumentare i tri- rie alle disposizione vigenti, ma comunque nelbuti, le addizionali, le aliquote o stabilire rispetto dei principi generali dell’ordinamen-maggiorazioni di aliquote attribuite alla Re- to giuridico.gione, sino al limite massimo consentito dal- A seguito dell’entrata in vigore del decreto mil-la legislazione vigente. Infine, nel caso in cui leproroghe, è stata adottata la direttiva del Pre-questi aumenti non riescano ad assicurare co- sidente del Consiglio dei Ministri del 14 mar-munque il reperimento di tutte le risorse ne- zo 2011 che sostanzialmente subordinacessarie, si può alzare l’imposta regionale sul- l’adozione di ordinanze in materia di prote-la benzina rispetto alla misura massima con- zione civile a una relazione tecnico-illustrati-sentita, fino a cinque centesimi per litro. va che le Regioni devono presentare, spie-Solo se tutte queste misure – che devono es- gando: gli interventi e le misure da attuare, lesere effettivamente assunte e applicate – risorse finanziarie necessarie, l’organizza-non saranno sufficienti, allora può essere di- zione dell’eventuale struttura commissarialesposto l’utilizzo delle risorse del Fondo na- e delle risorse umane necessarie, le normezionale di protezione civile. In questo caso il dell’ordinamento giuridico che devono esse-Dipartimento della Protezione Civile verifica la re derogate e l’ambito territoriale di riferimentodisponibilità del Fondo e, se inadeguato, delle misure straordinarie. La relazione dovràinoltra al Ministero dell’Economia e delle Fi- inoltre dimostrare la quantificazione delle spe-nanze una richiesta di attivazione del Fondo se relative alle diverse componenti e struttu-di riserva per le spese impreviste. re del Servizio Nazionale della Protezione Ci-Inoltre, l’attivazione del Fondo di garanzia per vile coinvolte nella gestione dell’emergenza ele imprese danneggiate da catastrofi natura- la copertura finanziaria.li previsto dal nuovo articolo 5, comma 5-se- La direttiva sottolinea l’importanza dello stru-xies, introdotto dal decreto Milleproroghe, mento dell’intesa tra Stato, Regioni ed Enti lo-della legge n. 225 del 1992 nei territori per i cali sulle attività di protezione civile e dello stru-quali è stato deliberato lo stato di emergenza, mento del concerto del Ministro dell’Econo-è subordinata all’adozione di altri provvedimenti mia e delle Finanze sugli aspetti di carattereda parte del Ministero dell’Economia e delle finanziario. In particolare, riguardo le ordi-Finanze. nanze, il concerto espresso dal Ministro del-18
  20. 20. 19l’Economia sarà preventivo rispetto all’ac- finendolo una situazione straordinaria che puòquisizione della relativa intesa regionale. generare stravolgimenti nell’ordinario sistemaQuindi in caso sia necessario ricorrere ad un sociale e può essere causa di accentuazioneprovvedimento che prevede lo stanziamento di rischi per l’integrità della vita, dei beni, de-o l’impiego di denaro, anche in fase emer- gli insediamenti e dell’ambiente.genziale, sarà necessario il controllo preven- Per questo, prima che il Consiglio dei Mini-tivo del Ministero che dovrà dare l’ok prima stri proceda alla dichiarazione di un “grandeche il provvedimento possa essere validato da evento”, il Dipartimento della Protezione Ci-un’intesa con le regioni e applicato. vile si deve attenere a una serie di criteri diInoltre, se in fase di intesa regionale, il testo riferimento per fornire al Consiglio dei Mini-del provvedimento dovesse subire modifiche stri una conoscenza il più possibile appro-rispetto alla versione precedente, dovrà ne- fondita del contesto di riferimento, consen-cessariamente riaprirsi la procedura di con- tendo innanzitutto di verificare se la prepa-certazione con il Ministero per gli aspetti di ca- razione e lo svolgimento di un evento possarattere finanziario. In casi di somma urgenza, incontrare elementi rilevanti di criticità orga-per avere una concertazione rapida, questa nizzativa.potrà essere espressa su singole disposizio- La direttiva stabilisce anche i parametri ne-ni che avranno un corso autonomo rispetto a cessari per la dichiarazione di grande even-quelle di minore urgenza. to: la complessità organizzativa dell’evento, la necessità di provvedimenti e piani organizzativiU I grandi eventi straordinari per garantire la sicurezza, la ne-Il processo di riforma sulle materie di prote- cessità di adottare misure straordinarie perzione civile è iniziato nel luglio dello scorso l’uso del territorio, la mobilità, la viabilità e ianno con la direttiva del 27 luglio 2010, che trasporti, la definizione ed esecuzione dicontiene nuovi indirizzi per la dichiarazione piani sanitari di natura eccezionale finalizza-dello stato di emergenza e di grande evento. ti a garantire il pronto intervento anche ri-L’articolo 5 della legge 401 del 2001 ridefi- correndo a un utilizzo straordinario di perso-nisce le competenze del Presidente del Con- nale, mezzi, strutture e l’adozione di misuresiglio in caso di “calamità naturali, catastro- per evitare che l’evento comporti conse-fi e grandi eventi che determinino situazioni guenze negative per il territorio.di grave rischio”. Di fatto, c’è equiparazione Occorre precisare che il Presidente del Con-tra gli eventi di tipo “c” stabiliti dalla legge n. siglio dei Ministri ha deciso di avvalersi del-225 del 1992 e i grandi eventi che per la loro la facoltà di sottoporre le ordinanze di prote-portata possono provocare disagi alla popo- zione civile sui grandi eventi al controllo pre-lazione e situazioni di reale pericolo. ventivo di legittimità, previsto dall’articolo 3,La direttiva del 27 luglio 2010 fornisce una de- comma 1, lett. l della legge n. 20 del 14 gen-scrizione più accurata di grande evento, de- naio 1994. 2
  21. 21. 2 FocusContact Center tive ogni giorno più reticolari, l’integrazione di- venta infatti indispensabile per razionalizzare il flusso delle informazioni e, trasparentemente,Dal 4 luglio un nuovo tenerne traccia. Il Contact Center consente di smistare in tempo reale le richieste in entra-servizio d’informazione ta (ticket) cui non è possibile rispondere nel-e dialogo con il cittadino l’immediato e permette risposte rapide e tracciabili, sapendo sempre quali ticket sono ancora aperti e quanti sono invece stati eva- si, rendendo trasparenti e accessibili queste informazioni agli utenti anche via web sul sito istituzionale del Dipartimento. Questo nell’ot- tica della strategia comunicativa già avviata conT utto è cominciato all’Aquila, nel 2009, il nuovo portale internet e con il Magazine bi- con lo Sportello per il cittadino, il pro- mestrale, che pone cittadini e utenti al centro getto ideato, realizzato e coordinato del flusso informativo considerandoli sempredal Dipartimento della Protezione Civile per i parte attiva in una prospettiva “2.0”.cittadini colpiti dal terremoto, a cui è stato of-ferto un sistema integrato di gestione delle re- U Quali sono gli obiettivilazioni con il pubblico. Un servizio capace, tra Il Contact Center nasce per creare un flussol’altro, di fornire la mappatura trasparente ed di comunicazione diretta tra cittadini e Di-esatta dei contatti e delle pratiche aperte. Di partimento della Protezione Civile in situazio-qui, l’idea di estendere questa sperimentazione ne ordinaria, di criticità o di emergenza, faci-a livello nazionale. Così, insieme a FormezPA, litando anche gli scambi tra istituzioni, orga-l’agenzia inhouse del Dipartimento della Fun- nizzazioni, imprese e Dipartimento stesso. Inzione Pubblica che realizza la rete dei centri questo modo si potrà offrire un nuovo servi-di contatto della PA, il Dipartimento della Pro- zio d’informazione per i cittadini che garanti-tezione Civile ha dato il via al progetto del Con- sce la trasparenza, la tracciabilità e il moni-tact Center nazionale, che lunedì 4 luglio di- toraggio delle richieste inviate al Dipartimen-venterà operativo to, consolidando la rete di collaborazione con le amministrazioni centrali e locali.U Che cos’è il Contact CenterIl Contact Center non è un semplice call-cen- U Come funzionater telefonico, ma un servizio complesso che Sono previsti due livelli di Backoffice. Il primo,integra telefono, posta elettronica e tradizio- costituito dagli operatori di sala e dal Servizionale, sito web e fax. In un mondo sempre più Comunicazione del Dipartimento, integrato dalinterconnesso, e con potenzialità comunica- Centralino, risponde ai quesiti che è possibi-20
  22. 22. 21le risolvere tramite una ricerca semplice. Il se- Una seconda unità di ascolto, che può esse-condo, costituito da tutti gli uffici e i servizi del re attivata in caso di necessità, si trova a Roma.Dipartimento, lavora sui casi più complessi co-ordinandosi quando necessario con gli altri enti U Quandoe amministrazioni. Tutti i livelli sono in colle- Il servizio di base è attivo dal lunedì e venerdì,gamento attraverso la piattaforma di gestione dalle 9.00 alle ore 18.00. Al di fuori di questainformatica. I suoi canali principali sono il nu- fascia oraria e nel fine settimana è possibile la-mero verde 800 840 840 e il modulo online sciare un messaggio nella casella vocale: i mes-sul sito del Dipartimento. saggi, monitorati anche nelle ore notturne, vengono ascoltati ed evasi nel più breve tem-U Dove po possibile. In situazioni di crisi o di emergenzaLa Sala di ascolto del Contact Center rispon- è prevista – se necessario - la progressiva esten-de dall’Aquila. Gli operatori sono quasi tutti ra- sione del servizio fino a una copertura totale nel-gazzi abruzzesi, che portano nel contatto le 24 ore, sette giorni su sette. Occorre ricordarecon gli utenti la propria esperienza, anche per- che il Contact Center è un servizio d’informazionesonale, maturata durante un’esperienza im- per i cittadini e non sostituisce i tradizionali nu-portante quale è stata il terremoto del 2009. meri di soccorso (per es. 113, 118, etc). 2
  23. 23. 2 StorieUna sezione dedicata agli Uno sguardo al passato cheeventi che hanno segnato è anche occasione di riflessionela storia italiana e che, sui temi di previsioneal contempo, hanno contribuito e prevenzione dei rischi e sullaalla nascita e all’evoluzione capacità del Sistema didi una cultura condivisa protezione civile di risponderedi protezione civile. efficacemente alle emergenze. A trent’anni da Vermicino Il 10 giugno del 1981 il piccolo Alfredo Rampi cade in un pozzo artesiano “ La tragedia del piccolo Alfredino è una storia che ha segnato pro- fondamente tutti quelli che l’hanno vissuta, anche solo come spetta- tori. Poi è finita in qualche angolo remoto della nostra coscienza, individuale e collettiva. Ma nessuno l’ha mai dimenti- cata. Ora è giunto il momento di raccontarla1 ” ermicino, 10 giugno 1981. Il pomeriggio di Alfredo Rampi, un bam- V bino di 6 anni, inizia con una passeggiata insieme al padre in locali- tà Selvotta, una zona di campagna nel territorio di Frascati, in provinciadi Roma. Il bambino chiede e ottiene il permesso di rientrare da solo a casa. Soltanto pochimetri lo separano dall’abitazione dei nonni, ma non vi farà mai ritorno. Allarmati dal ritardo, i genitori Fernando e Franca Rampi iniziano le ricerche del figlionella campagna circostante. Alle 21.30 decidono di chiamare la Polizia, che accorre sul po-sto con unità cinofile. Gli agenti localizzano il bambino intorno alla mezzanotte. I lamenti del piccolo Alfredo,per tutti Alfredino, provengono da un pozzo artesiano, coperto con un bandone di lamiera. Poco dopo arrivano da Roma anche i Vigili del Fuoco. Il pozzo è largo 30 centimetri eprofondo 80 metri. Alfredino è bloccato a 36 metri.22
  24. 24. 23 Subito si studia un modo per parlare al bambino, per confortarlo, per fargli capire chepresto sarà libero. Viene calato nel pozzo un microfono. Per ore il Vigile del Fuoco NandoBroglio cerca di tenere sveglio Alfredino e di non fargli perdere le speranze, raccontandoglidelle storie, promettendogli di portarlo con sé su un mezzo antincendio dei pompieri, e in-staurando con lui un rapporto di fiducia. Un primo frettoloso tentativo di salvataggio si compie in queste ore: i Vigili calano nel poz-zo una tavoletta di legno. L’obiettivo è fornire un appiglio al bambino, per poterlo issare, maa 25 metri di profondità la tavoletta si incastra, a causa di un restringimento del pozzo. Giovedì 11 giugno, alle quattro del mattino, si attiva anche un gruppo di speleologi delSoccorso Alpino con l’obiettivo di raggiungere la tavoletta incastrata, rimuoverla, ed estrar-re Alfredino dal pozzo che è diventato la sua prigione. Il primo a tentare è Tullio Bernabei – un ragazzo di 22 anni – che resta venti minuti nelcunicolo senza raggiungere la tavoletta. Dopo di lui prova Maurizio Monteleone, ma nean-che il suo tentativo va a buon fine. Entrambi riescono a stabilire un contatto con il bambi-no, che è vigile, parla, risponde alle loro domande. La situazione di partenza è dunque ulteriormente complicata da un ostacolo che fa da“tappo” e rende ancora più delicate le operazioni di salvataggio. È a questo punto che l’al-lora comandante dei Vigili del Fuoco di Roma, Elveno Pastorelli decide di scavare un poz-zo parallelo, e una galleria trasversale, in modo da raggiungere Alfredino e liberarlo. Per ese-guire lo scavo occorre con urgenza una trivella e i soccorritori lanciano un appello attraversole emittenti radio-televisive. Alle 8.30 la trivella è disponibile e prendono il via i lavori di scavo. Nel frattempo, nel-la sede Rai di via Teulada iniziano ad arrivare le prime immagini dei soccorsi, con la vocedel bambino catturata da un microfono calato nel pozzo. In chiusura del Tg1 delle 13.30 il bambino sta per essere tratto in salvo. E’ questione diminuti, dicono i soccorritori, e il giornalista inviato a Vermicino chiede di non interrompe-re il collegamento. La realtà si rivela però molto diversa dal pronostico dei Vigili del Fuoco. Sotto un pri-mo strato superficiale, infatti, il terreno è roccioso, e i lavori di scavo proseguono a rilento. Il caso di cronaca locale, di cui si attendeva rapidamente il lieto fine, si trasforma in undramma partecipato, che si consuma sotto gli occhi di milioni di persone e stravolge i pa-linsesti per 18 lunghissime ore di diretta televisiva. C’è una sola telecamera Rai sul pozzo.Rai1 e Rai2 seguono l’evento a reti unificate. Nel pomeriggio del 12 giugno anche Rai3, natanel 1979, si collega da Vermicino per alcune ore. Da quel momento Alfredino entra nella vita degli italiani. Un bambino a cui milioni dipersone danno un volto grazie a quell’unica fotografia che lo ritrae magro, sorridente, conuna canottiera a righe orizzontali. Per accelerare i tempi di scavo la ditta “Geosonda” mette a disposizione una nuova e piùpotente trivella ma, anche con questo attrezzo, che entra in funzione alle 16.00, il tempo sti-mato per scavare la galleria alla profondità necessaria è di 8-12 ore.
  25. 25. 2 Storie Foto concesse da Romolo ZugarelliIn questa paginae nella successiva,le operazioni Nel frattempo cresce anche la preoccupazione per la salute del bambino che,di soccorsoa Vermicino. affetto da cardiopatia congenita, alterna silenzi a momenti di vigile partecipazione e si trova nel pozzo in gravissime condizioni da 21 ore. Sono migliaia le per-sone accorse sul posto, assiepate attorno al pozzo per seguire da vicino le operazioni di soc-corso. Curiosi, in gran parte, ma anche autorità locali e volontari. Gli stessi volontari cheintasano i centralini della Rai e dei Vigili del Fuoco offrendo il loro aiuto o i loro suggeri-menti per salvare il bambino. Alle 21.30 dell’11 giugno Alfredino è nel pozzo da 27 ore. Pur continuando a scavare iltunnel parallelo con la trivella, si decide di fare un nuovo tentativo di soccorso calando nelpozzo un volontario, Isidoro Mirabella. Dopo questo ulteriore fallimento, le speranze di sal-vare il piccolo Alfredo si assottigliano. Il bambino è intrappolato a 36 metri di profondità,alimentato attraverso un tubicino con acqua e zucchero. Gli scavi, invece, sono ancora fer-mi a 25 metri come racconta la madre – disperata – in un collegamento televisivo all’albadi venerdì 12 giugno. Nel corso della mattinata, dopo 40 ore di permanenza nel pozzo, le condizioni di Alfre-dino appaiono sempre più preoccupanti. I medici spiegano che non c’è molto tempo per spe-rare di portarlo fuori dal cunicolo ancora in vita. Alle 16.30, arriva a Vermicino l’allora Pre-24
  26. 26. 25sidente della Repubblica Sandro Pertini. Il Capo dello Stato si fa largo tra la folla, inten-zionato a restare accanto ai familiari del bambino fino alla fine delle operazioni di soccor-so. La presenza del Presidente della Repubblica stringe ancora di più il Paese attorno al pic-colo Alfredo. Il terremoto in Irpinia, la crisi di Governo, l’attentato a Papa Giovanni PaoloII, lo scandalo della lista P2, il rapimento di Roberto Peci, fratello del primo pentito delleBrigate Rosse. È questo il contesto storico su cui galleggia la storia di Alfredino. Ma per 60ore gli italiani accantonano il difficile momento che la nazione sta attraversando, uniti daun comune sentire. È alle 19.00 del 12 giugno, dopo 48 ore di tentativi, che i Vigili del Fuoco decidono diaccelerare gli interventi e di abbattere la parete che separa il pozzo artesiano dal tunnel. Èun momento di grande speranza, che si spezza davanti a una durissima realtà dei fatti: aldi là del “diaframma” che separa i due cunicoli, Alfredino non c’è. Probabilmente i lavoridi scavo accanto al pozzo artesiano hanno provocato delle vibrazioni nel cunicolo e hannocontribuito a far scivolare il bambino molto più in basso. In fondo a un abisso che toglie ilrespiro e accorcia ulteriormente le possibilità di trarre in salvo Alfredino. Il Capo dei Vigili del Fuoco Elveno Pastorelli chiama nuovamente sul posto il gruppo dispeleologi intervenuto nella primissima fase dei soccorsi. Tullio Bernabei viene calato nel poz-zo con il cestello ancora una volta e resta lì sotto per il tempo necessario a rendersi contodella situazione. Un tempo lunghissimo e in difficili condizioni, durante il quale riesce a ve-dere il bambino e a misurare, attraverso un cordino, i metri di profondità che li separano.Dai 36 metri iniziali, il piccolo è scivolato ad oltre 60 metri. A questo punto, l’unica possibilità di salvezza per Alfredino è trovare un volontario dicorporatura talmente esile da potersi calare in un pozzo largo 30 centimetri, raggiungerlo,imbracarlo, e riportarlo in superficie. Il primo a tentare, in queste ore disperate, è Claudio Aprile, uno speleologo di 28 anni,scelto anche perché in possesso delle competenze tecniche necessarie per muoversi in un am-biente sotterraneo e in condizioni così critiche. Il passaggio del pozzo è però troppo strettoper lui, nonostante il fisico sottile. Il secondo volontario individuato è un giovane sardo di 28 anni. Coraggioso, determi-nato, attento alle indicazioni dei soccorritori e di corporatura minuta, Angelo Licheri ap-pare agli occhi di tutti l’ultima vera, concreta speranza di liberare il bambino. Sono passate 54 ore da quando Alfredo Rampi è caduto nel pozzo. A mezzanotte del 13giugno Angelo Licheri si cala nel tunnel, il suo corpo esile si ferisce con le pareti di roccia,c’è fango, si scivola, i suoi movimenti sono estremamente limitati. Licheri vede il bambino, gli parla, cerca di rassicurarlo, ma Alfredino non risponde. Ilvolontario sente Alfredino respirare a fatica, libera la sua bocca dal fango, prova a cinger-lo con una imbracatura ma purtroppo, con uno strattone della corda, la cinghia si sfila dal-le braccia del bambino. Anche il tentativo di Angelo Licheri, un tentativo che tiene l’Italia(1) Dalla quarta di copertina, a firma di Niccolò Ammaniti, del libro di Massimo Gamba, Vermicino. L’Italia nel pozzo
  27. 27. 2 Storie Foto concesse da Romolo Zugarellicon il fiato sospeso per 45 lunghissimi minuti, si conclude con un fallimento. È un momento drammatico, il tempo corre sempre più veloce, Alfredino è sospeso tra lavita e la morte. Si arriva persino ad imbracare un ragazzo di soli 15 anni per calarlo nel poz-zo, ma un magistrato blocca l’iniziativa data la giovane età e l’inesperienza del volontario.Alle4.51 di sabato 13 giugno il Presidente Pertini è ancora lì, con la folla silenziosa, con i soc-corritori, con la famiglia di Alfredino. È l’ultimo disperato tentativo. Il volontario è Dona-to Caruso. Uno speleologo di 28 anni. Alle 5.02 il volontario scende incoraggiato e supportato dai soccorritori. Raggiunge il pic-colo, tenta di imbracarlo, fallisce. Tenta ancora una volta, dopo una pausa di recupero neltunnel parallelo. Caruso torna in superficie senza il bambino e porta con sé una notizia ter-ribile: Alfredino è morto. Il dottor Evasio Fava del reparto di rianimazione dellospedale SanGiovanni di Roma, presente sul posto, comunica la presunzione di morte. La macchina dei soccorsi si ferma davanti all’evidenza di una giovane vita interrotta. Alle10.00 di sabato 13 giugno la gran parte della folla sciama lentamente lontano dal pozzo ei riflettori si spengono su Vermicino con le parole di Giancarlo Santalmassi nell’edizione stra-ordinaria del TG2: “Volevamo vedere un fatto di vita, e abbiamo visto un fatto di morte. Cisiamo arresi, abbiamo continuato fino allultimo. Ci domanderemo a lungo prossimamen-te a cosa è servito tutto questo, che cosa abbiamo voluto dimenticare, che cosa ci dovrem-26
  28. 28. 27mo ricordare, che cosa dovremo amare, che cosa dobbiamo odiare. È stata la registrazionedi una sconfitta, purtroppo: 60 ore di lotta invano per Alfredo Rampi.” L’11 luglio 1981, a31 giorni dalla sua caduta, il corpo senza vita di Alfredino Rampi viene recuperato dai mi-natori della miniera di Gavorrano. Sei giorni più tardi, con la partecipazione di una follaimmensa, si tiene il funerale nella Basilica romana di San Lorenzo fuori le muraU DALL’IRPINIA A VERMICINO: LA NASCITA DEL SERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE “Dopo tre giorni di agonia non ci fu più niente da fare, ci dissero che era morto. Cosafeci quando seppi che non c’era più speranza? Feci una cosa automatica, immediata: mi dis-si “Non posso accettarlo”, me lo ripetei a voce alta più volte. Il Presidente della Repubbli-ca Sandro Pertini era arrivato sul luogo senza avvertire le autorità presenti e mi dissero cheera ancora lì vicino. Decisi di andare a parlare con lui, perché avevo visto troppe cose as-surde in quei giorni. Volevo raccontargli tutto: da quando mio figlio si era perso fino al mo-mento della sua morte. E così feci: Lui mi rispose: “Signora sono sconcertato, non so che dir-le, non ho parole, possibile che ci sia stata tutta questa confusione? Possibile che niente ab-bia funzionato?” Dopo alcuni mesi ricevetti una sua telefonata e mi disse che per me ave-va creato un Ministero, quello della Protezione Civile”2. Nel percorso storico che ha portato alla nascita del Sistema di protezione civile, anche latragedia di Vermicino ha segnato una tappa importante per la presa di coscienza dei limitidel sistema dei soccorsi e della necessità di un maggior coordinamento delle forze coinvol-te nella gestione di un’emergenza. Questa e altre tragedie, prima tra tutte il terremoto del-l’Irpinia, hanno alimentato quel dibattito civile e culturale che ha avuto il merito di porta-re al superamento del vecchio assetto operativo della protezione civile, con la istituzione, nel1982, del Ministro senza portafoglio per il Coordinamento della Protezione Civile – il pri-mo incarico fu dato a Giuseppe Zamberletti, già Alto commissario per la protezione civile –una sorta di commissario straordinario permanente, e del Dipartimento della Protezione Ci-vile, istituito nell’ambito della Presidenza del Consiglio con a capo Elveno Pastorelli.(2) Dichiarazione di Franca Rampi, madre di Alfredino e fondatrice del Centro Alfredo Rampi Onlus, nato 30 anni fa all’indomani dellatragedia di Vermicino. L’associazione si occupa della prevenzione dei rischi ambientali, della promozione della cultura della sicurezza e del-la protezione civile, della formazione della popolazione e del soccorso psicosociale in emergenza.FONTI• Massimo Gamba, Vermicino. L’Italia nel pozzo, Sperling & Kupfer, 2007• L’Italia di Alfredino, La Storia siamo noi, Rai Educational• Vermicino: oggi potrebbe succedere?, Cosmo, Rai tre• Intervista a Massimo Gamba, La linea sottile, Radio Tor Vergata
  29. 29. 2 Dal TerritorioConvenzione quadro fra Regione Gradara,Veneto e Vigili del Fuoco “fiamme al castello” a Giunta regionale del Veneto, dati disponibili sui rischi, imple- l 23 maggio, il castello diL con una convenzione quadro quin-quennale, ha rinnovato la collabo- mentate connessioni e radio-comu- nicazioni tra il Centro Operativo Re- I Gradara – cornice letteraria della storia d’amore di Paolo erazione tra il proprio Sistema di pro- gionale della Protezione Civile e le Francesca nella Divina Commediatezione civile e il Corpo Nazionale dei strutture della Direzione Regionale – è stato scenario diVigili del Fuoco. L’accordo, tradotto in dei Vigili del Fuoco. Regione e Vigili un’esercitazione cui hannoun programma operativo annuale, si del Fuoco verificheranno anche la partecipato i Vigili del Fuoco delarticolerà in undici ambiti d’azione. possibilità di realizzare distacca- comando provinciale.Tra i più rilevanti: l’intervento sugli in- menti o presìdi, anche temporanei, L’esercitazione, organizzata dalcendi boschivi, la formazione e l’ad- sulla costa e in altre aree della Re- Dipartimento della Protezionedestramento di volontari dei Vigili gione. I mezzi aerei del Corpo Nazio- Civile della Regione Marche, hadel Fuoco e di protezione civile in tut- nale, presenti in Veneto, potranno coinvolto anche il Corpo Forestaleti gli ambiti d’attività, compresa l’in- appoggiare le attività di protezione dello Stato, i volontari diformazione alla popolazione. Prevista civile e di soccorso urgente nel caso Legambiente specializzati nellal’acquisizione da parte della Regio- si verifichino calamità rilevanti e per messa in sicurezza di operene – e la concessione in comodato il contrasto agli incendi boschivi. d’arte, la Croce Rossa Italiana, id’uso al Corpo – di attrezzature e 3 INFO volontari della protezione civilemezzi per potenziare l’operatività dei www.vigilfuoco.it comunale e tutto il personale diVigili del Fuoco. Saranno condivisi i www.regione.veneto.it servizio del castello. Per quest’ultimo la simulazione èVigili del Fuoco, promuovere stata occasione per testare ill’interoperabilità in emergenza proprio piano di emergenza. Lo l Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha organizzato, il 19 maggio, nel- scenario: incendio all’internoI la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, il Convegno internazionale e laGiornata informativa sull’interoperabilità. Due occasioni per promuovere della Sala dei Putti con evacuazione di tutti i visitatori,l’interoperabilità dei sistemi di gestione delle emergenze, rendere più flui- salvataggio di una persona edo e omogeneo lo scambio di informazioni fra questi e facilitarne l’intera- messa in sicurezza di alcunezione. Il Convegno ha approfondito l’impatto dell’interoperabilità sul soc- opere d’arte. I Vigili del Fuococorso, individuato le lacune da colmare e le mete future. Il Corpo Nazionale hanno simulato lo spegnimentodei Vigili del Fuoco ha presentato il proprio sistema telematico di intero- dell’incendio e il salvataggio diperabilità “Coop2react”, che permette lo scambio di dati tra le sale ope- una persona. Nel corsorative degli Enti che concorrono al soccorso in emergenza. Durante la gior- dell’esercitazione sono statenata informativa i rappresentanti della Commissione Europea hanno il- trasferite all’esterno alcune operelustrato i risultati di progetti comunitari di ricerca e sviluppo sul tema d’arte, poi messe in sicurezza daidell’interoperabilità. volontari di Legambiente.3 INFO 3 INFOwww.vigilfuoco.it www.regione.marche.itwww.scuolagrandesanrocco.it www.legambiente.it28
  30. 30. 29“Campogiovani 2011”, l’iniziativa per l’estatedel Ministro della Gioventù a giugno a settembre il Ministro economici. Sul sito www.gioventu.it zione sicura. I giovani della CroceD della Gioventù – in collabora-zione con i Vigili del Fuoco, la Mari- sono già disponibili le prime gra- duatorie. I Vigili del Fuoco puntano Rossa Italiana organizzeranno per i propri coetanei percorsi di primona Militare, la Guardia Costiera e la a trasmettere ai ragazzi la cultura soccorso, iniziative di sensibilizza-Croce Rossa – organizza “Campo- della sicurezza e della prevenzione an- zione sulle infezioni sessualmentegiovani 2011”. Un’iniziativa per ra- tincendio attraverso nozioni di primo trasmissibili, momenti d’informa-gazzi fra i 14 e i 22 anni residenti soccorso e di gestione delle emer- zione sull’educazione alimentare,in Italia, iscritti alle scuole superio- genze. La Marina Militare promuo- sull’educazione stradale, sui cam-ri o ai primi anni dell’università che ve corsi velici per avvicinare i gio- biamenti climatici e sulle dipen-vogliono vivere una settimana in di- vani al mondo della vela e diffon- denze da alcol e droghe. Ancora, sa-fesa dell’ambiente e in aiuto alla dere il rispetto e la conoscenza del ma- ranno approfonditi i temi del razzi-popolazione. È possibile inviare do- re. La Guardia Costiera punta inve- smo e della xenofobia e nozioni dimanda per partecipare ai campi, ce a sensibilizzare i ragazzi sulla tu- diritto internazionale umanitario.previsti su tutto il territorio nazio- tela del mare, delle coste e dei par- Infine ci si confronterà in materia dinale, con riferimento ai relativi ban- chi marini attraverso la promozione protezione civile e processi comu-di disponibili sul sito del Ministro della salvaguardia della vita uma- nicativi.della Gioventù. La graduatoria dei na, la protezione dell’ambiente ma- 3 INFOselezionati si basa su criteri di me- rino e della fauna ittica, la cono- www.campogiovani.itrito scolastico e su indicatori socio- scenza delle regole per una naviga- info@campogiovani.itIsola di Vulcano: esperti e studenti insiemeper parlare di protezione civile al 14 al 20 maggio l’isola di Vulcano ha ospitato un gruppo di studenti e docenti dell’Università diD Ginevra che si sono confrontati sul tema del rischio vulcanico. L’iniziativa, coordinata dallaprofessoressa Costanza Bonadonna, ha previsto giornate di approfondimento sull’assetto vulcanico dell’isolae i suoi depositi vulcanici, sulla vulnerabilità degli edifici e delle infrastrutture presenti, sulle implicazionieconomiche di una potenziale eruzione e sulle azioni volte alla mitigazione del rischio. Tra gli esperti chehanno accompagnato gli studenti, anche il professor Mauro Rosi, ordinario di vulcanologia e direttore delDipartimento di Scienze della Terra all’Università di Pisa. Per la parte dedicata alla conoscenza del ServizioNazionale della Protezione Civile sono intervenuti funzionari del Servizio rischio vulcanico del Dipartimentodella Protezione Civile che hanno accompagnato il gruppo anche a Stromboli, per visitare il suo Centrooperativo avanzato. Grazie alla collaborazione tra Dipartimento e ricercatori è stata organizzataun’esercitazione di protezione civile che ha coinvolto gli studenti di quinta elementare e terza mediadell’isola: un gioco di ruolo in cui gli studenti hanno interpretato le diverse figure operative di un Coc-Centrooperativo comunale, riunite dal Sindaco a seguito di una crisi vulcanica. Tra gli obiettivi di apprendimento3 INFO dell’esercitazione, le fasi di un’eruzione vulcanica, le organizzazioni coinvolte inwww.unige.ch emergenza, il processo di allarme ed evacuazione della popolazione e lacostanza.bonadonna@unige.ch comunicazione di emergenza rivolta a popolazione e stampa.
  31. 31. 2 Dal TerritorioRischio sismico: Maxi-esercitazionemanifestazione a Rimini di protezione civile a Novara al 7 al 21 maggio la provincia ell’ambito del Master europeo agenti della Polizia municipale eD di Rimini ha ospitato “Io non tre-mo!”, una maratona di appunta- N in medicina dei disastri si è svolta il 19 maggio scorso nella 350 studenti del corso di medicina. In questa occasione èmenti sulla mitigazione del rischio città di Novara una maxi- stata testata per la prima volta lasismico promossa dall’Ordine degli esercitazione di protezione civile centrale operativa del 118 per leingegneri della Provincia in collabo- sul rischio sismico organizzata grandi emergenze, che harazione con Edurisk, progetto di for- dal Crimedim-Centro di ricerca coordinato tutte le attività dimazione dell’Istituto nazionale di interdipartimentale in medicina soccorso. Durante l’esercitazionegeofisica e vulcanologia e dell’Os- d’emergenza e dei disastri e di sono stati applicati i protocolliservatorio Geofisico sperimentale di informatica applicata alla d’intervento previsti a livelloTrieste. Cittadinanza, scuole e tec- didattica e alla pratica medica. nazionale. Tutte le attività deinici del settore sono stati coinvolti Nella sede della Facoltà di soccorritori sono state registratein oltre 20 incontri: tra questi, labo- Economia è stato simulato un con il Disaster Simulation Suite,ratori didattici, una mostra con pan- terremoto con numerosi feriti da un programma informatico dinelli multimediali, esercitazioni or- soccorrere. All’esercitazione hanno monitoraggio per valutare laganizzate dalla protezione civile e partecipato 35 studenti del correttezza delle azioni eseguite.dai Vigili del Fuoco della provincia. Am- master, volontari di dieci 3 INFOpio spazio anche ai tavoli tecnici in associazioni di primo soccorso e www.crimedim.itcui studiosi, docenti universitari, En- protezione civile, Vigili del Fuoco, www.dismedmaster.comti pubblici e professionisti si sonoconfrontati sul tema della preven- Sora, esercitazione per testare operazionizione sismica nel settore edilizio e di ricerca e salvataggiourbanistico e sull’analisi della vul- ora, in provincia di Frosinone, ha ospitato dal 3 al 5 giugnonerabilità delle costruzioni. A con-clusione della manifestazione, “Io S l’esercitazione “Liri S.A.R. 2011 – Orienteering”. Promossa dall’associazione Protezione Civile Sora e patrocinata dalla Presidenzanon tremo!” è diventato un laboratorio della Regione Lazio, dalla Provincia di Frosinone e dal Comune di Sora,permanente d’informazione alla cit- la simulazione ha testato la logistica delle operazioni di ricerca etadinanza sulla prevenzione del ri- salvataggio nelle emergenze. Quindici le organizzazioni di volontariatoschio sismico e sui progressi della del territorio coinvolte. Due gli scenari di riferimento dell’esercitazione:ricerca. L’evento ha anche ottenuto una il terremoto di Avezzano del 1915 e l’esondazione del fiume Liri. Nellaspeciale medaglia commemorativa con- prima giornata è stata simulata l’evacuazione di un complessoferita dal Presidente della Repub- scolastico e il 4 giugno, invece, si è svolto il meeting “La protezioneblica, Giorgio Napolitano, come te- Civile e la gestione delle emergenze”: un momento di confronto rivolto astimonianza del grande apprezza- dirigenti e tecnici delle associazioni di volontariato e presieduto damento per il progetto. alcuni esperti.3 INFO 3 INFOwww.ionontremo.it www.comune.sora.fr.itinfo.ionontremo@gmail.com comunesora@pec.it30
  32. 32. 31In Lombardia, Brescia capofiladel progetto di “autoprotezione” a Provincia di Brescia è capofila del progetto di “autoprotezione” promosso dall’Assessorato alla Protezio-L ne Civile della Regione Lombardia. Il Progetto prevede la sottoscrizione di protocolli d’intesa fra Regione, Pro-vince e associazioni dei Comuni. Il 19 maggio l’assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa, ilsuo omologo della Provincia di Brescia Fabio Mandelli e il Sindaco di Roncadelle Michele Orlando, rappresen-tante dell’Associazione dei Comuni bresciani, hanno firmato il primo protocollo d’intesa del più ampio proget-to regionale di “autoprotezione”, che mira a spiegare ai cittadini come comportarsi in caso di evento calami-toso in attesa dell’arrivo dei soccorritori. È infatti principalmente nei minuti immediatamente successivi alverificarsi di una calamità, in attesa dei soccorsi, che occorre sapere come agire. Per raggiungere questo obiet-tivo, i sottoscrittori e l’Azienda Sanitaria Locale di Brescia metteranno a disposizione materiale informativomultimediale: un vero e proprio manuale che sarà distribuito negli istituti scolastici. Nelle scuole saranno inol-tre organizzati corsi di formazione in accordo con i Comuni, le organizzazioni di volontariato e i gruppi localidi protezione civile. La Provincia di Brescia è stata scelta come capofila del progetto di “autoprotezione” del-la Regione Lombardia perché è una zona potenzialmente esposta a molteplici scenari calamitosi. È infatti zo-na sismica, oltre che area ad alto rischio frane e soggetta all’esondazione di laghi e fiumi. Attraverso l’Asso-ciazione dei 206 Comuni bresciani saranno capillarmente raggiunti e coinvolti nell’attuazione del protocollo iSindaci e le associazioni del territorio.3 INFOwww.protezionecivile.regione.lombardia.itwww.provincia.brescia.itBasilicata: approvato il ddl in Regione Calabria, convenzione tramateria di microzonazione sismica protezione civile e soccorso alpino l Consiglio regionale della Basilicata, nella stata siglata il 23 maggio un’importanteI riunione del 31 maggio scorso, ha approvato ildisegno di legge sulle “disposizioni urgenti in È convenzione tra la Protezione Civile della Regione Calabria e il Sasc-Soccorso alpino e speleologicomateria di microzonazione sismica”. Lo studio, calabrese, che stabilisce la collaborazione innecessario per la prevenzione e valutazione del situazioni di emergenza. L’accordo, della durata di trerischio sismico, sarà finanziato per il 50 per cento anni, è tra i primi per il sud Italia e prevede l’utilizzodallo Stato – il cui contributo ammonterà per il degli elicotteri e della rete radio in dotazione allaprimo anno a 280mila euro – e per il 50 per cento protezione civile regionale per mantenere i contatti condalla Regione. Il programma avrà una durata di la Sala operativa. Per uniformare le modalità disette anni e permetterà di individuare le aree a intervento è stata organizzata anche un’esercitazionediversa pericolosità sismica, consentendo di intorno alla base operativa di Germaneto e sull’alveoindirizzare le scelte di pianificazione verso gli ambiti del fiume Corace che ha coinvolto 16 uomini del Sascdi minor rischio. e tre operatori della protezione civile.3 INFO 3 INFOwww.basilicatanet.it www.protezionecivilecalabria.itwww.consiglio.basilicata.it www.cnsas.it
  33. 33. 2 Dal Territorio“Hems 2011”: a Massa Carraraun evento dedicato all’elisoccorso l 12 e il 13 maggio Massa Carrara ha ospitato il congresso “Hems 2011 – Mezzi, tecnologie e servizi per l’eli-I soccorso”. L’evento, promosso dalla Base dell’Elisoccorso Regione Toscana e dall’Azienda Sanitaria Locale 1,ha approfondito il tema dell’organizzazione nelle maxi-emergenze, con particolare riferimento all’esperienza ma-turata durante l’esercitazione internazionale Terex 2010, che si è svolta in Toscana lo scorso novembre. Laprima giornata è stata dedicata a incontri e dibattiti per comprendere l’importanza dell’elisoccorso sul terri-torio toscano e nazionale. Sono stati trattati i temi dell’assistenza psicologica nelle maxi-emergenze, dellacooperazione aeronavale in acque nazionali e internazionali da parte della Guardia di Finanza, del ruolo del Soc-corso Alpino e dell’importanza dell’ospedale da campo. Alcuni rappresentanti della Marina Militare hanno rac-contato dell’impegno ad Haiti in seguito al terremoto che ha colpito l’isola nel gennaio 2010. Al centro della gior-nata conclusiva il dibattito “La sicurezza delle operazioni: approccio gestionale alla sicurezza e nuove tecno-logie”. In chiusura, si è svolto l’incontro “Aspetti clinici e pratici in elisoccorso” focalizzato sulle azioni e le mo-dalità di trasporto in sicurezza del paziente in emergenza da adottare in base al suo stato e al trauma subito.Nella due giorni di Massa Carrara è stato possibile anche ammirare l’esposizione degli elicotteri a uso civile ele novità del settore, nonché gli elicotteri della Marina Militare, dell’Esercito, della Polizia, dei Vigili del Fuoco,dell’Aeronautica, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale e della Guardia Costiera. In esposizione ancheattrezzature sanitarie e ambulanze.3 INFOwww.hems2011.cominfo@hems2011.comSoccorso alpino, nuova edizione del corsodi medicina d’emergenza i è svolto dal 23 al 28 maggio migliorare le tecniche di di soggetti travolti da unaS tra le province di Brescia eTrento, nelle località di Passo del movimentazione su ogni tipo di terreno di montagna, ad ampliare valanga. Il “modulo roccia” ha riguardato le tecniche diTonale e Arco, il “Settimo corso di le conoscenze sulle norme di progressione e sicurezza in parete,medicina d’emergenza ad alto progressione individuale e ad il corretto uso dei materiali e Dpi-rischio in ambiente montano per apprendere le manovre di Dispositivi di protezionemedici e infermieri” organizzato autosoccorso. individuali. Nella giornata finale,dal Cnsas-Corpo nazionale Tre i moduli in programma: dedicata all’elisoccorso, isoccorso alpino e speleologico. “roccia e terreno impervio”, partecipanti hanno appreso leDurante il corso sono state “elisoccorso” e “ghiaccio/neve”. nozioni di sicurezza in operazioniillustrate le principali tecniche I primi tre giorni dell’esercitazione da effettuare in elicottero, confinalizzate alla sicurezza sono stati dedicati ai sequenze pratiche delle manovrepersonale durante le operazioni di fondamentali di sicurezza e di elisoccorso.soccorso montano in ambienti movimentazione su neve e 3 INFOimpervi. Le sessioni di formazione valanga con una simulazione di www.cnsas.ittecnica sono servite anche a ricerca, soccorso ed evacuazione segreteria@cnsas.it32

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