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Amianto - Il caso amianto nella Regione Lazio
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Amianto - Il caso amianto nella Regione Lazio

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Il caso amianto nella Regione Lazio …

Il caso amianto nella Regione Lazio
Dossier di: Osservatorio Regionale Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio
Roma, 29 maggio 2012 - Regione Lazio - Sala Tirreno
_______________________
[source: legambientelazio.it]

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  • 1. LOsservatorio RegionaleAmbiente e Legalità di Legambiente Lazio presenta “Il CASO AMIANTO NELLA REGIONE LAZIO” Roma, 29 maggio 2012 Regione Lazio, Sala Tirreno 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 1 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 2. Dedicato alla memoria diGiovanni FALCONEPaolo BORSELLINOFrancesca MORVILLOAntonio MONTINARORocco DI CILLOVito SCHIFANIEmanuela LOIClaudio TRAINAVincenzo LI MULIEddie Walter COSINAAgostino CATALANOe della piccola Melissa BASSI 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 2 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 3. INTRODUZIONECorreva lanno 1962, quando per la prima volta, gli studi scientifici stabilivano e provavano il rapportocausa- effetto tra lamianto ed una malattia drammaticamente incurabile: il mesotelioma pleurico.Correva lanno 1992, quando lItalia con la legge 257 metteva al bando lamianto. Corre lanno 2012 equesto spietato killer, continua inesorabilmente a mietere vittime.Secondo quanto si apprende dal Terzo Rapporto sui mesoteliomi, redatto nel 2010 dellISPSEL,nel Lazio tra il 1993 ed il 2004, si sono riscontrati 171 casi di questa gravissima patologia.Lamianto o asbesto, è un minerale naturale a struttura fibrosa appartenente alla classe chimica deisilicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.Esso ha trovato largo utilizzo soprattutto come materiale di rivestimento insieme a miscele cementizie,in virtù del suo alto potere di resistenza al calore ed allisolamento e a partire dagli anni anni 40 e 50il suo impiego è stato usato per realizzare tegole, pavimenti, tubazioni, canne fumarie, cisterne diraccolta dellacqua.Tutto questo, nella incoscienza della estrema pericolosità che le fibre di questo materiale potesserorivestire per la salute umana.Abbiamo dovuto attendere le prime, tristi, morti bianche per avere i primi studi scientifici chemettessero in luce la correlazione tra mesotelioma maligno ed esposizione a fibre di amianto. Unarealtà drammatica, a cui si sommano le scarse conoscenze che i cittadini hanno su questo tema cosìdelicato e fondamentale per la tutela della loro salute.1.1 1992 – 2012: VENTANNI DALLA LEGGE CHE HA MESSO AL BANDO LAMIANTO.Sono passati esattamente venti anni, da quando il nostro Paese con la legge 257 ha scelto dibandire limpiego dellamianto, ponendo fine così alla sua estrazione ed alla sua utilizzazione.La normativa in questione, ha deciso di affrontare il tema, prendendo anche atto delle complesseproblematiche ad esso collegate: la tutela contrattuale dei lavoratori, i limiti ed il controllo delleemissioni, l’imballaggio, l’etichettatura e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.Il legislatore nazionale ha quindi stabilito il divieto di estrarre, importare, esportare, produrre ecommercializzare prodotti contenenti amianto, bonificare le aree contaminate, ricercare materialisostitutivi, effettuare una riconversione produttiva e controllare linquinamento.Inoltre, nel rispetto del principio di sussidiarietà, la normativa prevede che la Regione abbia compitofondamentale per i territori: quello di adottare piani di protezione dellambiente, di decontaminazione,di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dallamianto.Tali piani prevedono, tra laltro, il censimento dei siti interessati da attività di estrazione dellamianto, ilcensimento delle imprese che utilizzano o abbiano utilizzato amianto nelle rispettive attività produttive,nonché delle imprese che operano nelle attività di smaltimento o di bonifica, la predisposizione diprogrammi per dismettere lattività estrattiva dellamianto e realizzare la relativa bonifica dei siti. 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 3 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 4. Il quadro delle funzioni ed i compiti delle regioni, è stato poi ulteriormente delineato con il DPR 8agosto 1994, seguito dal DM 6 settembre 1994, dalla legge n. 932001 e dal DM 1012003, checonferma i compiti di mappatura già in precedenza attribuiti alle Regioni.1.2 LA MAPPATURA DELLAMIANTO REALIZZATA DAL LABORATORIO DI IGIENEINDUSTRIALE-CENTRO REAGIONALE AMIANTO ASL DI VITERBO.La Regione Lazio, ha formalmente approvato il piano previsto dalla legge 257/92 con la D.G.R. 10598del 1998. In seguito, con la DGR n. 458 del 26 giugno 2007, ha approvato il progetto per effettuare lamappatura delle zone del territorio al fine di individuare la presenza di amianto e materiali contenentiamianto, avvalendosi per questo lavoro così importante per tutta la cittadinanza, della professionalitàdel Laboratorio di igiene industriale - Centro Regionale Amianto della Azienda USL di Viterbo. I primirisultati del censimento delle strutture pubbliche o aperte al pubblico, riportati nella tabella che segue,evidenziano una situazione davvero preoccupante per il nostro territorio. Su 5.059 schede tornate allaASL (delle 30.000 inviate) si evidenziano ben 1.300 siti con materiale contenente amianto (MCA),per 2.690 tonnellate stimabili, delle quali 50 di materiale friabile. Tab n. 1 “Il censimento regionale delle strutture contenenti amianto” Siti con materiale Peso complessivo MCA in matrice Schede compilate contenente amianto (MCA) stimabile friabile 5.059 1.300 (25,7% sul totale) 2.690 tonnellate 50 tonnellate Fonte: Elaborazione Legambiente Lazio su dati forniti dal Centro Regionale amianto (aprile 2011) Tab n. 2 “Il censimento regionale delle strutture contenenti amianto” Edifici Edifici Altri siti contaminati Materiale contaminato pubblici privati censiti da amianto 1.175 - - 2.907 t Fonte: Elaborazione Legambiente Lazio su dati forniti dalla Regione Lazio (aprile 2010)E la situazione si comprende ancor di più, quando si va ad evidenziare il dato provinciale delladistribuzione dellamianto e dei materiali che lo contengono: 1.054 siti si trovano in provincia diRoma, 94 in provincia di Viterbo, 65 in provincia di Frosinone, 53 in provincia di Latina e 34 inprovincia di Rieti. 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 4 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 5. Tab n. 3 “Siti con presenza di materiale contenente amianto, ripartizione provinciale” Provincia di Provincia di Provincia di Provincia di Latina Provincia di Rieti Roma Viterbo Frosinone 1.054 94 65 53 34 Fonte: Elaborazione Legambiente Lazio su dati forniti dalla Regione Lazio (aprile 2010)Lattività di telerilevamento del territorio regionale, realizzata per ora solo su 820 kmq su un totale disuperficie regionale di 17.208 kmq (4,8% del territorio), condotta dal CNR (793 kmq) e dallUniversitàdella Tuscia (27 kmq), ha evidenziato la presenza di 1.673.974 metri quadri di coperture inamianto, pari a circa 2.109,32 mq/Kmq, nelle aree test di Anagni, Aprilia-Anzio, Civitavecchia,Frosinone, GRA - Roma Est, Pomezia-Albano, Tiburtina per la prima indagine e di Civita Castellana,Monterosi, Orte, Viterbo per la seconda indagine.Da una proiezione sullintero territorio regionale, effettuata dallo stesso Centro regionale amianto,emerge che nel Lazio sono presenti tra le 360.000 e le 700.000 tonnellate di coperture in cemento-amianto, pari a una superficie tra i 27,7 e i 53,9 milioni di metri quadri di superfici, per unapresenza complessiva nel Lazio pari ad oltre 1 milione di tonnellate di materiali contenentiamianto ancora in uso, negli ambienti di vita e di lavoro.A questa situazione si va a sommare, tutto quello che non ci può essere reso noto perché è sommerso,spesso sommerso e nascosto in aree bellissime del nostro territorio. Le discariche abusive, in cuivengono infatti rinvenuti materiali in amianto o contenenti cemento-amianto, sono infatti diventatetristemente cronaca quotidiana.1.3 IL CIRCUITO DELLO SMALTIMENTO DELLAMIANTO.Secondo quanto previsto dalle normative vigenti, lo smaltimento dellamianto, deve essere realizzato dasoggetti, organizzati in forma di impresa, individuate in base allart 212 co 5 del d.lgs 3 aprile 2006 n.152 e s.m.i. ed iscritti allAlbo Nazionale dei gestori Ambientali, istituito presso il MinisterodellAmbiente.La funzione principale e più importante dellalbo è sicuramente quella di garantire che coloro i quali sioccuperanno di tutte le fasi dello smaltimento dellamianto, dal trasporto, alla sostituzione, allabonifica, siano soggetti in grado di garantire in modo certo e trasparente che ogni momento dellaattività venga svolto nel pieno rispetto delle regole di salvaguardia ambientale e di tutela della salute.Non sempre però questo avviene. E così spesso, lamianto finisce in circuiti illegali, contribuendo adincrementare la già difficile situazione in cui versa la nostra Regione per le illegalità commesse nelciclo dei rifiuti. La fotografia scattata dal Rapporto Ecomafia nel periodo 2007-2010 di 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 5 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 6. Legambiente, proprio in tema di smaltimento illegale dei rifiuti, mostra un totale di 1.243infrazioni accertate in questo quadriennio, con un numero di persone deferite allautoritàgiudiziaria pari a 1.372, con 45 arresti e 658 sequestri effettuati, come si evince dalle tabelle n. 5, 6,7, 8 che seguono. Tab. n. 4 CICLO DEI RIFIUTI - Infrazioni accertate 2007-2010 Anno Infrazioni accertate 2007 288 2008 291 2009 288 2010 376 totale 1.243 Fonte: Elaborazione dati Legambiente Lazio su dati Rapporti Ecomafie Tab. n. 5 CICLO DEI RIFIUTI. Persone denunciate 2007-2010 Anno Persone denunciate 2007 354 2008 358 2009 319 2010 341 totale 1.372 Fonte: Elaborazione dati Legambiente Lazio su dati Rapporti Ecomafie Tab.n. 6 CICLO DEI RIFIUTI - Persone arrestate. 2007-2010 Anno Persone arrestate 2007 22 2008 11 2009 23 2010 0 totale 45 Fonte: Elaborazione dati Legambiente Lazio su dati Rapporti EcomafieEd allora lamianto va ad arricchire le discariche abusive sparse purtroppo un po dappertutto nelterritorio della nostra Regione.In Provincia di Frosinone, i casi ormai sono purtroppo allordine del giorno, come ci testimoniamo lecronache più recenti. A settembre 2011, a Sgurgola, i Carabinieri hanno rinvenuto in stato di 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 6 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 7. abbandono in area pubblica un ingente quantitativo di rifiuti speciali consistenti in eternit, pneumatici emateriale di scarto edile. A Veroli, poi, lo scorso mese di marzo, gli uomini dellArma hanno rinvenutouna discarica illegale realizzata in area pubblica (3.000 mq) contenente rifiuti speciali consistenti ineternit, bidoni con oli esausti, materiale plastico e ferroso, elettrodomestici e vari materiali inerti.Ma non solo. Lo scorso mese di marzo, alcuni cittadini della zona Parchi, vicino al Garigliano, hannosegnalato una discarica abusiva a cielo aperto (oltre alleternit, rifiuti edilizi, sanitari, materassi,ferraglia, plastica, materiale di risulta). Sconosciuti hanno incendiato unaltra area piena di rifiutiabbandonati. Gli abitanti della zona protestano e chiedono interventi urgenti di bonifica della zonaEd ancora, sempre a marzo, a Monte San Giovanni Campano il Comando Provinciale deiCarabinieri di Frosinone, ha sequestrato un’area di cieca 30 mq dove erano state abbandonate lastreondulate di eternit oltre ad altro materiale. Ed a Filettino, invece, i sigilli sono scattati per un’areaboscata di circa 2000 mq trasformata in una vera e propria discarica di amianto.E non va meglio in provincia di Latina, dove l’amianto spesso va poi a contaminare anche lesplendide aree protette. Come è successo di recente all’interno del Parco Nazionale del Circeo, dovel’eternit era addirittura nascosto tra la vegetazione. Per questo i volontari del Circolo di LegambienteSabaudia hanno inoltrato un esposto al Prefetto di Latina, alla Procura della Repubblica e alla Aslchiedendo sia per intervento immediato di bonifica. Ma non solo.L’amianto in provincia di Latina fa anche bella mostra di sé su ex fabbriche abbandonate, cosi’ che aldegrado urbano si aggiungono problemi per la salute pubblica. E’ il caso dei capannoni ricoperti di tettidi amianto dellex fabbrica Vianini in via delle Industrie, a Latina scalo. Il sito industriale è ormaichiuso da tempo. A quando la sua bonifica a beneficio della salute pubblica? Ed a questo si vanno adaggiungere le situazioni in cui l’ amianto è smaltito tramite circuiti illegali, come è avvenuto lo scorsofebbraio in località San Michele (LT). Qui è stata rinvenuta dalle forze dell’ordine una vera e propriadiscarica a cielo aperto lungo la sponda del canale (via del Fosso) con eternit, scarti edili, tronchi dipalma. Una pratica diffusa e pericolosa, dietro la quale si nasconde un vero e proprio giro diaffari che consente di risparmiare i costi di smaltimento dei rifiuti speciali ai piccoli imprenditoriedili e agli operai occasionali. Il tutto in danno della salubrità ambientale e della tutela dellasalute pubblica.In provincia di Roma, esattamente a Frascati, alle porte della capitale, le Fiamme Gialle hannosequestrato due aree di circa 6000 mq utilizzate come discariche abusive di amianto. Una delle due areeera contigua ad unaltra discarica abusiva sequestrata in passato dalle stesse fiamme gialle del NucleoOper. del Gruppo di Frascati, ove nonostante il provvedimento della polizia giudiziaria era continuatolo sversamento dei rifiuti nocivi, soprattutto eternit. Al fine di evitare la contaminazione delle acquelimitrofe sono state già avviate le procedure di bonifica. A Palestrina, l’amianto è stato trovatoabbandonato in ingenti quantità lungo via dell’ oleodotto altezza del civico 7. Nel territorio capitolinopoi, troppo spesso l’amianto si trova posizionato all’interno di strutture pubbliche, specie scuole. Come 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 7 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 8. è stato per la scuola elementare Anna Magnani, dove l’amianto si trovava in vecchi cassoni in disusositi in un locale nemmeno interdetto all’accesso. L’intervento dei genitori dei bambini della scuola,aiutati dall’azione dell’Osservatorio Ambiente e Legalità ha permesso di adire le autorità competenti edi far rimuovere i cassoni, garantendo cosi’ ai piccoli alunni di studiare in un ambiente salubre.Ed anche lungo le coste del viterbese l’amianto purtroppo non manca. Lo scorso mese disettembre, una discarica contenente eternit è stata rinvenuta sul litorale altezza km 16.400 dell’Aurelia,comune di Civita Castellana. Ed in località Pagano, poi, è stato sequestrato un terreno con annessocapannone trasformato a deposito illecito di amianto nonché di altri rifiuti speciali. In amianto, sfaldato,era anche il tetto del capannone. Ovviamente.Altro tema fondamentale riguarda i siti produttivi di amianto. Tra le più note nel Lazio, cè latriste storia della ex Cemamit di Ferentino (Fr), che dagli anni 60 agli anni 80 ha prodotto amiantoin polvere e manufatti in cemento amianto per il settore edilizio, con malattie contratte dalla stragrandemaggioranza degli ex lavoratori e nessun intervento per bonificare il territorio. Nella stessa area la exItalfornaci e poco più a nord anche gli impianti di Colleferro (Rm). Da registrare che la Regione Laziopochi anni fa aveva commissionato unindagine epidemiologica sui rischi dellesposizione allamianto,individuando Roma, Colleferro, Monterotondo e Civitavecchia quali siti da monitorare.Ma in questa situazione, fortunatamente le buone notizie non mancano.E il caso di Ferentino (FR), dove in via Tofe Ariano accanto ai cassonetti per la raccoltaindifferenziata dei rifiuti facevano bella mostra di sé una decina di lastre di amianto. Lintervento deivolontari del circolo locale della Legambiente, e di carabinieri intervenuti sul luogo, ha portato alsequestro dellarea per consentirne le attività di bonifica.Ed ad attendere invece fiduciosi unazione di risanamento dallamianto, sono gli abitanti delle palazzinedi proprietà dellAter di Torre Gaia, a Roma nellVIII municipio. Qui grazie allattivitàdellOsservatorio Ambiente e Legalità, cè stato lintervento ispettivo della ASL locale che in queste oresta accertando lo stato di logorio delle diverse strutture in amianto o contenti amianto presentiallinterno ed allesterno delle abitazioni.1.4.IL SISTEMA DI SORVEGLIANZA DEL MESOTELIOMA MALIGNO NELLA REGIONELAZIOLa raccolta dei casi di mesotelioma maligno, viene svolta a livello nazionale attraverso il RegistroNazionale dei Mesoteliomi tramite una architettura che si basa sulla presenza di Centri OperativiRegionali. Nel Lazio, tale struttura è stata istituita a partire dal 2006, con la D.G.R. n. 438 e si avvaledella collaborazione del Dipartimento di Scienze Radiologiche Oncologiche ed AnatomopatologichedellUniversità “Sapienza”di Roma, nonché del Laboratorio di Igiene Industriale - centro Regionale 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 8 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 9. Amianto della ASL di Viterbo e dei Servizi prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di lavoro che sitrovano presso le asl del territorio regionale. Secondo quanto emerge dal lavoro dei tecnici dellaASL di Viterbo, i casi scientificamente accertati di mesotelioma, a livello provinciale sonopresenti secondo la distribuzione che segue: in provincia di Roma i casi certi di mesotelioma neldecennio 2001/2010 sono ben 363 (che salgono a 486 considerando anche i casi probabili epossibili), 22 nella provincia di Latina (48 considerandoli tutti), 7 in quella di Frosinone (19 congli altri), 6 nella provincia di Viterbo (11 con gli altri) e 4 in quella di Rieti (8 con gli altri). Tab.n. 7 casi mesotelioma (certi) nelle province del Lazio, anni 2001/2010 Provincia di Provincia Provincia di Provincia di Latina Provincia di Rieti Roma di Viterbo Frosinone 363 6 7 22 4 Fonte : Elaborazione Legambiente Lazio su dati Laboratorio Industriale- centro Regionale Amianto della ASL di Viterbo Tab. n. 8 casi mesotelioma (certi, probabili, possibili) nelle province del Lazio, anni 2001/2010 Provincia di Provincia Provincia di Provincia di Latina Provincia di Rieti Roma di Viterbo Frosinone 486 19 11 48 8 Fonte : Elaborazione Legambiente Lazio su dati Laboratorio Industriale- centro Regionale Amianto della ASL di ViterboUna strage silenziosa, quella del mesotelioma maligno, che rischia di impennarsi fino al 2020, per viadel periodo di latenza della malattia. Una patologia tumorale, fra le più gravi attualmente esistente,fortemente correlata alluso industriale dellamianto e che si manifesta a molta distanza di anni neisoggetti da essa colpiti.1.2. IL PUNTO DI VISTA DEI CITTADINI. LAMIANTO SECONDO LE SEGNALAZIONIAL NUMERO VERDE DELLOSSERVATORIO REGIONALE AMBIENTE E LEGALITASecondo le segnalazioni giunte al Numero verde dellOsservatorio Regionale Ambiente e legalità, nelcorso del 2011 su 91 illegalità ambientali segnalate, la questione dellamianto specialmente dellediscariche abusive contenenti tale tipologia di rifiuti si collocano al 6 posto della nostra classificacon 7 esposti sul totale, pari quindi all8% delle situazioni denunciate. 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 9 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 10. QUADRO RIEPILOGATIVO GENERALE 2011 N. VERDE 800 926248 RIPARTIZIONE DELLE ILLEGALITA’ AMBIENTALI DENUNCIATE Tab n. 9 “Riepilogo segnalazioni Osservatorio Ambiente e Legalità gennaio- marzo 2012” Abbattimento alberi 29/91 32 % Discarica 12/91 13 % Lavori edili 10/91 11 % Inquinamento acque 9/91 10 % Inquinamento elettromagnetico 8/91 9% Discarica amianto 7/91 8% Degrado urbano 7/91 8% Degrado ambientale 3/91 3% Inquinamento atmosferico 3/91 3% Maltrattamento animali 2/91 2% Inquinamento acustico 1/91 1% Fonte: elaborazione Legambiente Lazio Osservatorio Regionale Ambiente e LegalitàNei primi 4 mesi del 2012, la situazione cambia ancora e le segnalazioni relative al fenomenodellamianto si guadagnano addirittura il podio in questa nostra triste classifica.Infatti da gennaio al 30 aprile 2012, su 30 segnalazioni redatte, il 9 % riguarda questioni relativeallamianto. Tab n. 10 “Riepilogo segnalazioni Osservatorio Ambiente e legalità aprile- maggio 2012” Abbattimento alberi 34 % Discarica 31 % Discarica amianto 9% Lavori edili 9% Inquinamento elettromagnetico 6% Inquinamento acque 6% Inquinamento atmosferico 3% Fonte: elaborazione Legambiente Lazio Osservatorio Regionale Ambiente e LegalitàVisto quanto emerge dalla ripartizione delle segnalazioni, quasi tutte relative al territorio dellaprovincia di Roma, il fenomeno dellamianto in questi primi mesi del 2010 sta riguardandoprevalentemente larea della provincia di Roma 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 10 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it
  • 11. N.ESPOSTI PROVINCIA SEGNALAZIONI Roma 30 Rieti 1 Viterbo 1 Latina 0 Frosinone 0 Fonte: elaborazione Legambiente Lazio Osservatorio Regionale Ambiente e LegalitàCONCLUSIONIE’ necessario ed urgente intervenire con azioni che mettano i cittadini in condizioni di poter saperefacilmente cosa fare e come orientarsi difronte a questo problema, rendendo sempre più accessibile ilcontatto con quante fra strutte sanitarie ed aziende si occupano di smaltire l’amianto.E positivo il nuovo impegno della Regione sullamianto, bisogna vincere la sfida contro leternit,va chiusa la mappatura dei siti a rischio per passare alla fase delle bonifica ed evitare rischimolto seri per la salute dei cittadini. Spesso l’esposizione all’amianto è inconsapevole, per questoservono anche informazioni per i cittadini, bisogna spiegare loro come ci si deve comportare quando siha a che fare con strutture contaminate in casa, a scuola o presso i luoghi di lavoro.Il dibattito attualmente in corso al livello regionale sulla legge in tema di amianto deve portarealla promulgazione di una normativa che favorisca azioni di smantellamento immediatedell’amianto dalle strutture pubbliche nonché da quelle private, garantendo il diritto alla salutedei cittadini e anche realizzando unadeguata impiantistica di trattamento e smaltimento,piuttosto che facendo affidamento a impianti situati allestero. Ed è fondamentale, in questadirezione, favorire la riconversione delle vecchie strutture pubbliche contenenti amianto conenergia rinnovabile. 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06 85358051-77 – Fax 06 85355495 11 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail posta@legambientelazio.it - Sito www.legambientelazio.it

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