• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Slide - L'esportazione di prodotti alimentari in Canada
 

Slide - L'esportazione di prodotti alimentari in Canada

on

  • 5,151 views

Slide del Seminario IntFormatevi del 15 aprile 2013 a Viterbo

Slide del Seminario IntFormatevi del 15 aprile 2013 a Viterbo

Statistics

Views

Total Views
5,151
Views on SlideShare
5,151
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
60
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Slide - L'esportazione di prodotti alimentari in Canada Slide - L'esportazione di prodotti alimentari in Canada Presentation Transcript

    • L’esportazione dei prodotti alimentari in Canada Dr. Andrea Aguiari Roma 15 aprile 2013
    • Il Canada
    • Le città del Canada Le aree metropolitane - Canada Posizio Provin Posizio Città Pop. Città Provincia Pop. ne cia ne 6 500 Kitchene 451,2 1 Toronto Ontario 11 Ontario 000 r 35 St. 4 000 Montre Cathari 390,3 2 Quebec 000 12 Ontario al nes - 17 circa Toronto Niagara British Vancou 2,116,5 Nova 372,8 Montreal 3 Colum 13 Halifax ver 81 Scotia 58 bia 1,130,7 330,5 4 Ottawa Ontario 14 Oshawa Ontario OttawaVancouver 61 94 1,079,3 British 330,0 5 Calgary Alberta 15 Victoria 10 Columbia 88 Edmont 1,034,9 323,3 Edmonton 6 Alberta 16 Windsor Ontario on 45 42 Calgary 715,51 Saskatoo Saskatche 233,9 7 Quebec Quebec 17 5 n wan 23 Winnip Manito 694,66 Saskatche 194,9 8 18 Regina eg ba 8 wan 71 Hamilto 692,91 Sherbro 186,9 Winnipeg 9 Ontario 19 Quebec Quebec n 1 oke 52 457,72 St. Terranova 181,1 10 London Ontario 20 0 Johns e Labrador 13 Censimento canadese del 2006[12]
    • Il mercato canadese per l’agroalimentare italiano La diffusione sul mercato canadese di prodotti agroalimentari italiani presenta taluni aspetti particolari, direttamente riconducibili alla consistente presenza di una comunità di origine italiana in Canada, ed analoghi a quelli riscontrabili in altri Paesi ove da tempo sono stanziate importanti comunità italiane. Gli italiani emigrati in Canada specialmente nella seconda metà del XX secolo, hanno contribuito ad introdurre in questo mercato una intera gamma di prodotti dapprima completamente ignoti ai residenti locali. Conseguentemente, sono state avviate e sviluppate numerose produzioni ispirate alla tradizione agricola italiana, le quali spaziano oggi dai pomodori in scatola ad intere categorie di carni lavorate e formaggi.
    • Le comunità italo-canadesi Le comunità italo-canadesi nelle maggiori aree metropolitane del Paese, sia pure con grandezze diverse (dagli oltre 500.000 di Toronto ai 250.00 di Montreal, fino ai circa 50.000 di Vancouver) hanno fornito un’importante base per lavvio e lo sviluppo di entrambi i processi, che sono stati sostenuti da una parallela diffusione della ristorazione italiana anche nei centri minori del Paese. La presenza dellagroalimentare italiano in Canada, in ragione delle considerazioni summenzionate, riveste una particolare importanza. I dati relativi alle esportazioni nel primo semestre 2011 mostrano un incremento (+13,7%) nel comparto agro-alimentare, seguendo una tendenza già presente da alcuni anni che rende tale settore una costante affidabile delle nostre esportazioni.
    • Strategia aziendale perinternazionalizzazione • Strategie di • Introduzione ingresso nel del prodotto e mercato del marchio I per il regolatori successo in un di una nuovo impresa mercato • Un serio • Analisi di contratto mercato, internazionale adattamento e controllo
    • Strategie di ingresso nel mercato canadese  Come realizzare la conformità di prodotto e di etichetta sotto il profilo legale, scientifico e di marketing Le responsabilità legali delle imprese alimentari che intendono operare sui mercati esteri.
    • SINTESI DEL QUADRO GIURIDICO CHE REGOLA LACONFORMITA’ DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI IN ITALIA, INEUROPA E NEL MONDO Il mercato italiano è dotato di una normativa alimentare fra le più complesse e corpose del mondo L’Unione Europea ha una propria normativa unitaria, ma molti Stati Membri mantengono in vigore le proprie norme nazionali non armonizzate L’esportazione nei paesi extra – UE, come USA, Canada e Giappone, Cina, Brasile, Russia e Australia, necessita il superamento delle barriere doganali e, quindi, richiede un’analisi molto attenta del quadro normativo locale
    • LE RESPONSABILITA’ LEGALI DELLE IMPRESE AGROALIMENTARI IN ITALIA E ALL’ESTEROTipo di Principali Principali conseguenzeresponsabilità violazioniConformità di  Imballi non o Sanzioni amministrative di bassa gravitàprodotto conformi alle gamme richieste  Parametri chimico o Sanzioni amministrative di media gravità – fisici o o Blocco dei prodotti in dogana ingredientistici o Controversie con i distributori locali difformi da quelli o Denunce da parte delle associazioni dei richiesti consumatori  Presenze di additivi o Consistenti sanzioni amministrative e aromi non o Blocco dei prodotti in dogana ammessi o Controversie con i distributori locali o Conseguenze penali o Ritiro dal commercio dei prodotti o Denunce da parte delle associazioni dei consumatori
    • LE RESPONSABILITA’ LEGALI DELLE IMPRESEAGROALIMENTARI IN ITALIA E ALL’ESTEROTipo di Principali Principali conseguenzeresponsabilità violazioniConformità di  Diciture obbligatorie di o Sanzioni amministrative di bassa gravitàetichetta echitettatura riportate o Controversia con i distributori locali in modo errato o Cattivo impatto del prodotto sul pubblico  Diciture obbligatorie di o Sanzioni amministrative di media gravità echitettatura assenti o Controversie con i distributori locali o Cattivo impatto del prodotto sul pubblico  Denominazione di o Consistenti sanzioni amministrative vendita errata o Controversie con i distributori locali o Cattivo impatto del prodotto sul pubblico o Conseguenze penali o Denunce da parte delle associazioni dei consumatori
    • LE RESPONSABILITA’ LEGALI DELLE IMPRESE AGROALIMENTARI IN ITALIA E ALL’ESTEROTipo di Principali violazioni Principali conseguenzeresponsabilitàLealtà e correttezza  Imitazione servile dei o Azioni da parte di concorrentinella pubblicità prodotti concorrenti o Pesanti sanzioni amministrative da parte degli organismi di controllo  Presenza di affermazioni o Consistenti sanzioni amministrative non rispondenti alle o Azioni da parte di concorrenti caratteristiche dei prodotti o o Denunce da parte delle associazioni di testi descrittivi non dei consumatori ammessi
    • ANALISI COMPARATA DEL QUADRO NORMATIVO DEI PRINCIPALI MERCATI INTERNAZIONALIMercato destinatario Comparto soggetto a normativa specificaItalia Recentemente in Italia sono state emanate normative su vari prodotti alimentariUnione Europea E’ stato pubblicato il Regolamento CE n°1924 sui claims nutrizionali e salutistici, che ha un’influenza considerevole in tutti i comparti merceologici.Russia Presenza di forti barriere d’ingresso, come rigorosi parametri igienico – sanitari per varie tipologie di prodotto e obbligo di ottenere una certificazione (GOST-R)Cina L’ingresso nel paese di prodotti a base di carne prevede l’apposita autorizzazione dello stabilimento di produzione italiano
    • ANALISI COMPARATA DEL QUADRO NORMATIVO DEI PRINCIPALI MERCATI INTERNAZIONALIMercato destinatario Comparto soggetto a normativa specificaStati Uniti o In molti Stati federati, la pasta può essere commercializzata solo se è stata arricchita di vitamine e mineralid’America o Il latte, lo yogurt ed i latticini in generale presentano normative molto dettagliate o E’ stata recentemente approvata una nuova normativa sull’indicazione degli allergeniCanada o Sono previste rigorose limitazioni per la vitaminizzazione degli alimenti e delle bevande, come nettari, succhi di frutta e prodotti lattiero - caseari.Brasile o Sono presenti normative particolarmente rigorose in certi comparti merceologici, come le acque minerali naturali
    • Le problematiche di etichettatura deiprodotti alimentari in Italia e nel mondo. L’etichetta è come un biglietto da visita dell’azienda verso il consumatore: oltre ad essere una “scheda obbligatoria” di indicazioni legali un’etichetta fatta bene viene associata ad una MAGGIORE QUALITÀ DEI PRODOTTI
    • L’etichettatura La realizzazione di un’etichetta conforme prevede: La ricerca e l’interpretazione delle normative La definizione linguistico-legale delle diciture obbligatorie e facoltative per ogni paese
    • L’etichettatura Per poter disporre di un quadro giuridico esatto e completo, è anzitutto necessario individuare sia le disposizioni in materia di etichettatura che si applicano a tutti i prodotti alimentari, indistintamente dalla categoria merceologica di appartenenza (c.d. norme “orizzontali”), sia quelle che invece si applicano soltanto a certi comparti merceologici, e che si definiscono “verticali”.
    • Definizione della denominazione legale di vendita: una volta definite le caratteristiche del prodotto, la denominazione legale di vendita sarà quella individuata da: Norme comunitarie Norme nazionali del paese destinatario Tradizioni, usi e consuetudini Idonea descrizione del prodotto
    • Definizione della denominazione legale di vendita: L’idonea descrizione del prodotto deve essere tale da poterlo distinguere da quelli similari. Per esempio, nel denominare un “prodotto da forno”, è necessario stabilire che tipo di prodotto esso sia, a mezzo di diciture che ne descrivano gli ingredienti caratterizzanti (es. “prodotto da forno con farcitura alla nocciola”), la forma tipica (es. “Cracker”) ecc. ecc.
    • Elenco delle diciture obbligatorie e loro corretta indicazione. A seconda del paese destinatario di un alimento e della sua categoria merceologica, si individuano le diciture obbligatorie di etichettatura. E’ una ricerca complessa, in quanto: a) In molti Stati, per tutti gli alimenti, vi sono diciture obbligatorie che in Italia sono facoltative, b) Per molti prodotti alimentari, le normative straniere stabiliscono ulteriori informazioni di carattere cogente
    • Elenco delle diciture obbligatorie e loro corretta indicazioneA) esempi di diciture obbligatorie per tutti gli alimenti che invece in Italia sono facoltative: Negli USA, Canada, Australia, Brasile e altri Stati dell’America Latina è obbligatoria la tabella nutrizionale, anche se non vengono fatti claims in etichetta Negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e in altri Stati del Golfo Persico, è obbligatoria la data di produzione, Nella maggioranza dei paesi extracomunitari, è obbligatoria l’indicazione dell’importatore locale
    • Elenco delle diciture obbligatorie e loro corretta indicazione B) esempi di ulteriori diciture obbligatorie a seconda del prodotto alimentare: - In Slovenia, per tutti i prodotti da forno contenenti alcool etilico in misura superiore allo 0,5%, è obbligatorio indicare la percentuale di tale sostanza ed un’avvertenza che ne sconsiglia il consumo ai bambini, - In Finlandia, per molti prodotti alimentari (pane, preparazioni gastronomiche, prodotti a base di carne ecc.) è necessario indicare la percentuale di sale, - Molti paesi extracomunitari (es. USA) hanno norme sull’indicazione degli allergeni diverse e più rigorose delle nostre
    • Individuazione di procedure o registrazioni necessarie alla commercializzazione Per esportare prodotti alimentari all’esterno dell’Unione Europea, è spesso necessario il compimento di particolari procedure e/o l’ottenimento di specifiche autorizzazioni. Per esempio: certificazione GOST-R - Tutti i prodotti destinati agli USA devono essere segnalati secondo le norme contenute nel “Bioterrorism Act”, - Tutti i prodotti esportati in Russia devono ottenere la certificazione GOST-R
    • Il rischio di tradurre le etichette Una semplice traduzione linguistica non risolve molti dei problemi fondamentali di etichettatura quali ad esempio: . la definizione di una denominazione corretta; 􀁦 l’esatta indicazione degli ingredienti; 􀁦 diciture obbligatorie di legge diverse per ogni paese
    • L’importanza delle fonti Nella formulazione di un’etichettatura in lingua si ricorre a diverse fonti, ad esempio: Normative  Linee guida  Codex Alimentarius  Standard di settore  Dizionari tecnici  Studi di mercato
    • ALCUNE DIFFICOLTA’ NELLA PREPARAZIONE DI UN’ETICHETTA MULTILINGUA Non capire il significato del testo Caratteri e accenti particolari; font non occidentali Rispetto dei campi visivi e delle dimensioni Informazioni obbligatorie completamente diverse
    • Esempio di etichetta multilingua
    • ERRORI ORTOGRAFICI Possono cambiare il significato della parola Risultato non-professionale -> collegamento alla qualità del prodotto Pelze = peli Pilze = funghi naula = chiodi nauta = carne bovina mice flour = farina di topi rice flour = farina di riso
    • ERRORI INFORMATICI Caratteri sbagliati Problemi con la direzione del testo (da destra a sinistra) Problemi con alfabeti non occidentali
    • Le barriere tariffarie in Canada Oltre agli accordi di libero scambio con gli USA e il Messico (NAFTA), il Canada ha da tempo sottoscritto accordi laterali con vari paesi. L’Italia , assieme alla maggior parte degli altri Paesi, è elencata fra le nazioni favorite Most Favoured Nations (MFN). Le aliquote MFN oscillano tra il 9,2 % e il 12,5 % Permangono però tuttora delle barriere tariffarie significative in alcuni specifici settori tra cui quello agroalimentare (prodotti caseari dove può arrivare fino al 300 % per le esportazione fuori quota)
    • Le barriere non tariffarieRequisiti sanitari e tecnici.L’ingresso di nuovi prodotti alimentari in Canada è soggetto ad apposita autorizzazione da parte dell’Ente Canadese di sanità pubblica alimentare, la Canadian Food Inspection Agency (CFIA).
    • BREVI CENNI SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI VINI IN CANADA I MONOPOLI La commercializzazione dei vini e degli alcolici in Canada è riservata ai Liquor Control Boards che in ogni provincia e territorio, ad eccezione dell’Alberta, detengono il monopolio dell’importazione e della distribuzione. Sono totalmente indipendenti, ragione per cui procedure e misure da loro adottate variano da provincia in provincia. In Alberta, il commercio e la distribuzione sono state liberalizzati nel 1993 e lo Stato conserva unicamente il monopolio dell’importazione. I monopoli di tutte le province del Canada acquistano in proprio i vari vini e liquori compresi nei loro repertori di vendita (listing), provvedendo anche allo stoccaggio ed alla distribuzione fisica dei prodotti. La legge federale impone che tutti i liquor board provinciali agiscano come primi importatori di vino e bevande alcoliche.
    • La figura dell’agente per il vinoPer entrare sul mercato e mantenere una propria quota dello stesso, èdi fondamentale importanza la figura dell’agente, le cui funzionipossono riassumersi come segue:• presentare nuovi prodotti al monopolio provinciale per conto delproduttore estero;• promuovere la collocazione dei prodotti rappresentati nei vari puntivendita gestiti dal monopolio provinciale, poiché in alcune province idirettori dei negozi hanno competenza nel decidere quali prodottiinserire nell’assortimento del loro punto vendita;• promuovere i prodotti rappresentati presso ristoranti, alberghi, clubprivati, anche organizzando degustazioni di vini per sommeliers eristoratori od altre attività promozionali;mantenere costanti rapporti con i funzionari del monopolio, qualerappresentante del produttore estero;
    • La provvigione per l’agente Abitualmente, la commissione percepita dall’agente è pari al 15% del valore fatturato FOB Italia. Tuttavia, nel caso in cui l’agente assuma anche le spese di pubblicità, tale commissione può raggiungere il 20%.
    • IMPORTAZIONI PUBBLICHE ED IMPORTAZIONI PRIVATE I monopoli provinciali operano, per i vini importati, in due modi differenti: • importazione “pubblica”, attraverso cui i vini vengono, dopo essere stati sottoposti ad una serie di controlli qualitativi e organolettici, inseriti nei loro listini di vendita e commercializzati attraverso le reti da loro controllate. • importazione “privata”, consentita per vini che non sono inclusi nei listini di cui sopra; essa è sempre controllata dal monopolio, ma viene dallo stesso effettuata per conto di consumatori di diverse categorie (ristoranti di lusso, sommeliers, ecc). Anche questi prodotti debbono sottostare ai medesimi controlli, prima di essere resi disponibili ai “consumatori-importatori”.
    • FORME DI PAGAMENTO Trattandosi, come si è detto in precedenza, d’importazioni effettuate in regime di monopolio dai vari enti provinciali, i pagamenti vengono in genere effettuati solo dopo la consegna della merce e con termini che variano da provincia a provincia. La Société des alcools du Québec, per esempio, effettua normalmente i pagamenti entro 30-45 giorni dalla consegna dei prodotti, mentre il Liquor Control Board of Ontario entro i 45-60 giorni.
    • NORMATIVA RELATIVA ALL’ETICHETTATURA DEI VINI Le norme di riferimento sono quelle contenute nel Food and Drugs Act and Regulations e nel Consumer Packaging and Labelling Act and Regulations. In particolare: • il nome comune del prodotto ed il peso netto in misure metriche devono apparire, in inglese e francese, sulla superficie esposta; • le informazioni obbligatorie devono essere bilingue (inglese e francese) all’eccezione del nome ed indirizzo dell’entità responsabile; • i dati sulle etichette devono figurare in modo da essere facilmente letti dal consumatore nelle normali o abituali condizioni di vendita o utilizzazione e in caratteri di almeno 1,6 mm di altezza (misurata a partire dalla lettera “o” minuscola) e di 3,2 mm per il valore del contenuto netto.
    • Etichettatura vini Allergeni Dal 4 agosto 2012 è obbligatorio il riferimento bilingue inglese e francese in etichetta della presenza di allergeni come i solfiti, il lattosio, l’albumina e le proteine di pesce. La menzione contiene solfiti è obbligatoria non appena la concentrazione di anidride solforica è superiore a 10 ppm. L’utilizzo di chiarificanti a base di latte (caseina), uova (albumina) e pesce (ittiocolla) o altre sostanze comporta la dichiarazione unicamente se presenti nel prodotto finito. Prodottti biologici I prodotti importati e identificati come biologici devono soddisfare i requisiti del Canada’s Organic Products Regulations (norme NOP o COS) o essere conformi alle norme europee riconosciute in virtù dell’accordoUE – Canada. L’indicazione “Vin biologique / Organic wine” potrà essere riportata sul prodotto congiuntamente al nome dell’organismo di certificazione accreditato
    • ESEMPIO DI ETICHETTA Produit Product of d’Italie Italy Nome commerciale del prodotto 2012 Denominazione….. controllata uva Vin Wine Cantina ABC 12% Via del vino, 12 – Roma Italia 750 alc ml Contient (allergène) /Contains (allergen) denominazione del prodotto bilingue (Vin-Wine) • paese di origine bilingue • tenore in alcol % (tolleranza alcolica ±1 se <16% - ±0,5 se 16%) • contenuto netto in ml o litri • le denominazioni di origine possono essere nella lingua originale Obbligatorie, ma non è necessario che siano sull’etichetta principale: • nome e indirizzo del fornitore • codice universale del prodotto (UCP – EAN) (non necessario per l’importazione privata) ottenuto da GS1 (Indicod-Ecr) a Milano
    • Gli altri settori: I salumi Recentemente, proprio in ambito enogastronomico si sono registrate novità importanti. In particolare, a partire dal 2010, è entrata in vigore una legislazione agevolata per l’esportazione dei salumi italiani in territorio canadese - prodotti come culatello, coppa e pancetta, prevedendo una stagionatura di soli 30 giorni, non rispettavano fino a quel momento le regolamentazioni canadesi, che permettevano l’acquisto esclusivo di prodotti stagionati per un periodo di 90 giorni. Simili misure rappresentano un’ulteriore opportunità di crescita per le aziende italiane nello specifico comparto.  .
    • Adempimenti necessari per l’esportazione dei salumi in Canada 1) Approvazione dello stabilimento: I laboratori italiani devono risultare conformi ai vincoli definiti dall’Accordo veterinario che prevede il mutuo riconoscimento delle misure sanitarie al fine di facilitare il commercio bilaterale di animali vivi e di prodotti di origine animale; in seguito il nostro Ministero della Salute invia alla CFIA (Canadian Food Inspection Agency) la richiesta di inserimento del laboratorio tra quelli autorizzati ad esportare in Canada, 2) Approvazione della ricetta e dell’etichetta secondo la normativa vigente;
    • Adempimenti necessari per l’esportazione dei salumi in Canada 3) Certificato ufficiale di ispezione: della carne (ogni spedizione deve essere accompagnata da questo certificato) 4) Approvazione dei documenti: l’importatore o l’agente doganale ha l’obbligo di presentare i documenti relativi all’importazione alla Canadian Food Inspection Agency per l’approvazione; 5) Ispezione in Canada da parte della CFIA
    • Il mercato dell’olio d’oliva in Canada L’olio extra-vergine d’oliva rappresenta uno dei prodotti più caratteristici della dieta mediterranea e gode di una considerazione sempre maggiore presso il consumatore canadese che, nel corso degli anni, ha imparato ad apprezzarne le qualità organoelettiche. Sebbene negli ultimi anni gli olii italiani si siano dovuti confrontare con una molteplicità di prodotti sempre più competitivi provenienti da altri paesi (Turchia e Albania), conservano ancora oggi una posizione di assoluto primato rispetto ai concorrenti (60 % del mercato canadese).
    • Il mercato dell’olio d’oliva in Canada Non trattandosi di una produzione tipica canadese ed essendo come tale, sottratta alla competizione internazionale con i prodotti esteri importati, l’olio d’oliva non è sottoposto ad alcun dazio doganale all’importazione né ad altre misure di protezione non tariffaria (contingentamenti).La commercializzazione del prodotto avviene attraverso i canali tipici della grande distribuzione canadese, supermarket, retail store, gourmet store.In linea generale i supermercati richiedono, per il posizionamento della merce sui propri scaffali, un listing-fee di 1.200-1.600 dollari canadesi.
    • Il settore dei formaggi in Canada Allo stesso modo, anche l’industria casearia italiana presenta ottime prospettive di crescita in territorio canadese, laddove le preferenze-medie dei consumatori si indirizzano verso una gamma di prodotti sempre più di qualità, reperibili in store specializzati, che ne garantiscano la provenienza Made in Italy.Vi è però una forte concorrenza dei produttori locali, localizzati soprattutto nella Provincia francofona del Quebec e dove sono presenti misure di protezione commerciali tese a favorire la produzione lattiero- casearia canadese.
    • Il settore dei formaggi in Canada In riferimento alle misure non tariffarie di protezione commerciale, si segnala l’Accordo tra il Canada e la UE in base al quale ai paesi UE (Italia compresa) è riservata una quota di importazione di formaggi e di prodotti lattiero caseario pari al 66 % del contingente tariffario. Il regime di quota prevede la concessione alle singole aziende di permessi annuali di importazione per quantitativi fissi. I diritti d’importazione riconosciuti ad una azienda, limitatamente alle quote assegnate annualmente, possono essere cedute dall’azienda stessa a terzi.
    • Il settore dei formaggi in Canada Le quote stabilite per l’importazione sono state concesse ad un numero assai circoscritto di importatori (identificabili molto spesso negli stessi produttori locali). A rendere tale sistema ancora più chiuso nei confronti dei produttori europei vi è la circostanza che, a seguito dell’allargamento della UE, non vi è stato un conseguente aumento delle quote complessivamente assegnate alla UE. I 27 paesi europei si trovano a suddividersi un sistema di quote calibrato su 15 membri (66 % della quota totale di importazione lattiero-casearia del settore).
    • La pasta italiana La pasta ha da tempo superato i confini della comunità italiana immigrata in Canada ed è diventato uno dei principali alimenti della dieta locale. Marchi storici come “Primo”, “Catelli” e “Lancia” fondati dai primi immigrati italiani in Canada sono ora di proprietà di multinazionali statunitensi ed hanno dato un forte impulso alla diffusione di questo alimento in Canada.
    • Le conserve ed i derivati del pomodoroIl pomodoro in scatola è un alimento di cui il Canada è anch’esso produttore ed esportatore.Le principali aziende di trasformazione di pomodori sono localizzate nella Provincia dell’Ontario, dove sono prodotti ingenti quantità di pomodori pelati e passate.La commercializzazione dei prodotti a base di pomodoro è soggetta a normative fitosanitarie e di confezionamento diverse dagli standard posti dalla normativa italiana.I controlli sui prodotti importati sono molto frequenti ai porti d’ingresso del Paese e quindi agli importatori è richiesta la conoscenza degli standard di importazione locali.
    • Gli intermediari del commercio in Canada L’esportatore italiano può vendere in Canada i propri prodotti attraverso intermediari di commercio che abbiano una stabile organizzazione per la distribuzione. A) Il Contratto di distribuzione: è caratterizzato dalla presenza di un importatore responsabile di un determinato territorio, di solito con diritto di esclusiva, che acquista i prodotti e li rivende sul mercato canadese in nome e per conto proprio, assumendosi il rischio d’impresa B) Il Contratto di Agenzia: l’agente promuove per conto dell’azienda , ma in nome proprio, la conclusione di contratti in modo continuativo con la potenziale clientela (provvigione S.B.F)
    • La predisposizione di un contrattoIl Canada appartiene a un sistema giuridico di Common Law, ad eccezione del Quebec, e non ha una regolamentazione specifica per la predisposizione dei contratti ; è necessario quindi che i contratti siano dettagliati, con una regolamentazione completa, che disciplini tutti gli aspetti del rapporto contrattuale.
    • CONCLUSIONI Il quadro giuridico delle normative alimentari italiane, europee e mondiali si presenta come estremamente complesso e variabile; le responsabilità dell’azienda agroalimentare italiana che intende operare in Italia e all’estero possono comportare anche il ritiro dal commercio dei prodotti e l’applicazione di sanzioni penali che, oltre alle conseguenze personali ed immediate, possono determinare la distruzione dell’immagine di un’azienda presso la clientela, E’ sempre necessario monitorare le numerose evoluzioni normative in Italia, Europa e nel mondo, dal momento che le novità sono frequenti ed importanti
    • CONTATTI «SI SEDES NON IS» Dr. Andrea Aguiari Via Nazionale 243 – Roma Telefono: 06 48900941 Mobile: 335 370490Mail: andrea63aguiari@gmail.com