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Il  Movimento  Shalom  nel  prossimo  triennio  intende    consolidare  e  sviluppare  le  proprie  azioni   nel   campo  ...
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ASSEMBLEA  DEI  SOCI  “L’assemblea  è  l’organo  sovrano,  rappresenta  l’universalità  dei  soci  e  le  sue  decisioni, ...
CONSIGLIO  ECONOMICO             “Ha  la  funzione  di  predisporre  il  bilancio  consuntivo  e  preventivo.”  Attualment...
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Il  Movimento  Shalom  è  strutturato  sul  territorio  in  sezioni  o  gruppi,  referenti  e                             ...
ERRATA  CORRIGE                               1.7.1  LE  SEZIONI    TERRITORIALI    Sono  gruppi  di  volontari  struEura,...
1.7.2  REFERENTI  TERRITORIALI   Sono  singoli  volontari  che  rappresentano  localmente  il  Movimento  e  ne           ...
1.7.3  Le  Commissioni          sono  gruppi  di  volontari  che  seguono  settori  specifici  di  intervento.  COMMISSIONE...
1.7.4                 Shalom  nel  MondoCarta  di  Peters      Collaboratori  Internazionali      Sezioni  Internazionali ...
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I  portatori  di  interesse  (stakeholders)  sono  tutti  coloro  che,  a  vario  titolo,  sono  coinvolti  nell’attività ...
Soci                                       Numero              Soci  nel  mondo                                           ...
I  volontari  sono  un  tesoro  da  conservare  con  cura  ed  attenzione,  hanno  un                   valore  economico ...
I  VOLONTARI  E  GLI  EVENTI    PIU’  SIGNIFICATIVI               Eventi                 Volontari                    Dove...
In  questi  ultimi  anni  si  sta  registrando  in  Italia  un  calo  del  numero  dei  volontari  ed  è  sempre  più  diffi...
Fare  volontariato  è  un  po’  come  avere  una  vocazione,  ricevere  una  chiamata:  in  effetti     non  è  un  passate...
“…   mi   sono   avvicinato   al   Movimento   Shalom   attraverso   un  viaggio  in  Burkina  Faso  …  Il   rendersi   co...
La   struttura   operativa   del   Movimento   Shalom   è   formata   da   persone   che   ogni  giorno   si   mettono   a...
Il   Movimento   Shalom   si   è   dotato   di   due   cooperative,   al   fine      di   meglio   promuovere   e  coordina...
All’estero   le   attività   di   educazione   alla   pace   e   di   cooperazione   sono   coordinate   dai  referenti  i...
Sono  Partner  Shalom  aziende  ed  enti  privati  e  pubblici,  che  partecipano  economicamente  ai  progetti  promossi ...
CATEGORIA                         PARTNER                       ATTIVITA’                            Associazione  Cultura...
Nel  prospetto  vengono  indicati  i  beneficiari  finali  dei  progetti. Questi   sono   diversificati   fra   beneficiari   ...
Tipologia  di  intervento                        Chi                                         DoveScuola  di  Pace         ...
La  scelta  dei  fornitori  avviene  in  base  alla  professionalità  ed  alla  sensibilità  che         questi   hanno   ...
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Il   Movimento   Shalom   opera   in   due   ambiti   principali,   la   scuola   di   pace   e   la  cooperazione  intern...
Nella   scuola   di   pace   rientrano   tutte   le   attività        “politiche”,   sociali   e   culturali   tese   all’...
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L’educazione   alla   pace,   alla  solidarietà   e   alla   giustizia   è   una  delle   attività   svolte   da   Shalom ...
Cantieri  di  PACELocalizzazione  Ponsacco,  Pontedera,  San           Descrizione  Miniato,  Fucecchio,      incontri  se...
Progetto  Scuola       Descrizione                          incontri  nelle  scuole  di  ogni  ordine  e  grado.Localizzaz...
Progetto  Scuola       Descrizione                          sostegno  post-­‐scolastico.  Attività  ludica  e  di  sociali...
Corso  per         Descrizione       Educatori         corso   formativo   per   educatori   sulle   nuove   tecniche   di...
Bilancio sociale 2008
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Bilancio sociale 2008

  1. 1. 1  
  2. 2. Ringraziamo  tutti  coloro  che  hanno  collaborato  alla  stesura  del  Bilancio  Sociale  e  in  particolare  la  Professoressa  Mariagrazia  Messerini  per  la  correzionedell’  elaborato. Questo  Bilancio  sociale  è  stato  realizzato  grazie  al  progetto  Cesvot   “Il   Bilancio   sociale   per   le   associazioni   di   volontariato”.   Il   documento  è  stato  redatto  secondo  le  linee  guida  pubblicate  in  “Il   bilancio   sociale   delle   organizzazioni   di   volontariato   –   Guida   pratica”  (“I  Quaderni”,  n.  34).   2  
  3. 3. Il 2008 è per noi l’anno del primo bilancio sociale. Giàda tempo avevamo scelto di presentare il bilancioeconomico con audiovisivi che mostrassero accanto aidati economico/finanziari le scuole costruite, i dispensarirealizzati, i pozzi perforati, i volti dei bambini adottati permeglio “mostrare” il nostro impegno nella cooperazioneauto-sostenibile e nella scuola di pace.Sentivamo la necessità di una demarcazione della nostraidentità, di una rendicontazione puntuale e trasparente edi una presentazione quantitativa e qualitativa delleattività svolte.Il bilancio sociale ci permette di raggiungere questiobiettivi e vuole essere per noi: • una testimonianza di come la sinergia fra singoli cittadini, enti pubblici e privati, società commerciali, comunità civile e religiosa possa contribuire a migliorare la condizione di vita dei poveri fra i più poveri; • una dimostrazione come la pedagogia delle opere abbia un ruolo fondamentale nell’educazione alla pace; • una verifica della corrispondenza dei programmi con gli orientamenti etici e di missione del Movimento Shalom; • un momento di riflessione per progettare le linee di intervento future 3   • un dovere di rendere conto ai vari e diversi portatori
  4. 4. Questo   Bilancio   sociale   vuole   essere   una   rendicontazione   puntuale   e   chiara  delle   varie   attività     Shalom.   Per   la   realizzazione   di   questo   strumento   è   stato  costituito   un   ampio   gruppo   di   lavoro   che   avesse   conoscenza   diretta   dei   vari  ambiti   in   cui   opera   il   Movimento.   Questo   team,   formato   da   volontari   e  dipendenti,  si  è  confrontato  molte  volte  sulla  valenza  del  Bilancio  sociale,    sui  contenuti  da  inserire  e  sui  temi  da  sviluppare.  Il  tutto  è  stato  condiviso  con  il  Consiglio  di  Presidenza  e  il  Consiglio  Economico.  Il   gruppo   di   lavoro   è   stato   affiancato   da   Riccardo   Bemi,   consulente   Cesvot,   il  quale   ha   avuto   il   compito   di   fare   da   guida   nella   stesura   del   documento   nel  rispetto  dei  principi  e  dei  criteri  di  rendicontazione.Il   bilancio   sociale   2008   è   articolato   in   quattro   sezioni   (identità,   portatori   di  interesse,   progetti,   indicatori   economici)   preceduti   dall’   introduzione,  composta   dalla   lettera   del   Presidente   e   dalla   scelta   metodologica,   e   dalle  conclusioni   di   Riccardo   Bemi   e   le   valutazioni   del   Prof.   Marco   Frey   Direttore  della   Divisione   di   Alta   Formazione   Universitaria   e   alla   Ricerca   della   Scuola  Superiore  Sant’Anna  di  Pisa. •   Identità:in  questa  sezione    si  ripercorre  la  storia  del  Movimento,  si  esplicitano  i  valori  e  la  missione  della  sua  attività,  si  spiegano  le  prospettive  di  sviluppo  e  la  struttura  organizzativa.  Si  sono  predisposte  delle  finestre  di  dialogo  con  il  fondatore  del  Movimento  e  con  i  primi  volontari. •   Portatori  di  interesse:in   questa   sezione   si   delineano   le   risorse   umane   del   Movimento   dai   soci   ai  dipendenti,   dai   referenti   italiani   a   quelli   esteri,   dai   partner   ai   soggetti  beneficiari.  I  dati  dell’anno  2008  sono  messi  in  relazione  all’anno  precedente  al  fine  di  evidenziare  i  punti  di  forza  e  di  criticità.   •   Progetti:in   questa   parte   si   “racconta”   i   progetti   e   le   loro   varie   fasi   di   sviluppo   e   i  principali   risultati   ottenuti   nella   cooperazione   e   nella   scuola   di   pace.   Gli  indicatori  numerici  che  misurano  la  validità  degli  interventi  sono  rappresentati  da  interviste  e/o  rilevamenti  quantitativi  e  qualificativi  nei  vari  paesi  beneficiari. •   Dati  economici:nell’ultimo  capitolo,  insieme  al  rendiconto  gestionale,  si  illustra  la  composizione  delle  entrate  e  delle  uscite  e  si  evidenzia  la  comparazione,  con  gli  anni  passati,  dell’efficienza  della  gestione  dei  fondi  raccolti. 4  
  5. 5. Lettera  del  PresidenteScelta  metodologicaCap.1  Identità1.   1 Missione1.2 Valori  e    Strategia  1. 3 La  Nostra  Storia1.4 Prospettive  di  Sviluppo1.4.1   Scuola  di  Pace1.4.2   Cooperazione  Internazionale1.5 Struttura  di  Governo1.6 Struttura  Operativa1.7 Struttura  Organizzativa1.7.1 Sezioni  territoriali1.7.2 Referenti  territoriali1.7.3 Commissioni1.7.4 Shalom  nel  MondoCap.2  Portatori  d’interesse2.1 Relazione  con  i  Portatori  d’Interesse2.1.1 Soci2.1.2   Dipendenti  e  collaboratori2.1.3   Cooperative2.1.4 Referenti  internazionali2.1.5 Partner2.1.6 Beneficiari  finali2.1.7   Fornitori 5  
  6. 6. Cap.  3  Attività  svolteScuola  di  pace  e  Cooperazione  internazionale3.1 Scuola  di  Pace3.1.1 Educazione3.1.2 Informazione3.1.3 Sensibilizzazione3.2 Cooperazione  Internazionale3.2.1 Sviluppo  Autosostenibile3.2.2 Tutela  dei  Diritti  dell’Infanzia3.2.3 Tutela  del  Diritto  alla  Salute3.2.4 Tutela  del  Diritto  all’Istruzione3.2.5 Altri  ProgettiCap.  4  Dati  Economici  e  Finanziari4.1   Tenuta  contabile4.2   Prospetto  sintetico4.3 Comparazione  delle  entrate4.4 Composizione  delle  uscite4.5 Quello  che  i  numeri  non  diconoConclusioni  del  dott.  Riccardo  BemiValutazioni  del  prof.  Marco  Frey 6  
  7. 7. 7  
  8. 8. MOVIMENTO SHALOM 34 Anni… la nostra storia 92Progetti di cooperazione allo sviluppo fino al 2008 20.202 SOCI 10.852 in Italia 9.350 all’ Estero 97Iniziative Culturali di sensibilizzazione 102 Attività di raccolta fondiOLTRE 3,5 milioni di EURO Il vostro aiuto per i progetti di cooperazione e della scuola di pace nell’anno 2008 8  
  9. 9. LA MISSIONE SHALOM EDUCAZIONE ALLA PACE COOPERAZIONE INTERNAZIONALEIl    MOVIMENTO  SHALOM  è    nato,    nel  lontano  1974  a  Staffoli  nella  diocesi  di  San  Miniato  (Pisa),   per   iniziativa   di   un   giovane   sacerdote,   con   lo   scopo   di   educare   alla   pace,   alla  solidarietà  e  alla  condivisione  le  nuove  generazioni.  Shalom   è   una   organizzazione   non   lucrativa   di   utilità   sociale   (ONLUS),   in   attesa   del  riconoscimento  di  ONG.  Dal  2001  è  una  delle  78  associazioni  che  sono  state  riconosciute  dal  Governo  Italiano  come  enti  autorizzati  per  le  adozioni  internazionali;  dal  2008  è  un  ente  con  personalità  giuridica.La   sua   attività   è   ricca   e   variegata.   Affianca   all’attività   formativa   i   progetti   di  cooperazione  auto-­‐sostenibili  in  Africa,  in  Asia,  in  America  Latina  e  nell’Europa  dell’Est.  Il   suo   fine   è   quello   di   contribuire   alla   promozione   della   pace   e   al   riequilibrio   della  bilancia  fra  Sud  e  Nord  del  mondo.  Shalom  cerca  di  realizzare  la  sua  missione  facendo  conoscere  le  condizioni  di  vita  dei  poveri  più  poveri  e  le  ingiustizie  che  colpiscono  gran  parte  delle  popolazioni    della  terra.Shalom  si  impegna  sia  nei  Paesi  del  Terzo  Mondo  come  in  Italia.      Nei  paesi  in  via  di  sviluppo  promuove  interventi  fondati  non  sull’assistenzialismo  bensì  sulla   crescita   delle   comunità   locali.   Ponendosi     quali   obiettivi   l’auto-­‐determinazione   e  l’autosufficienza   delle   popolazioni   indigene,   realizza   ogni   anno   decine   e   decine   di  progetti   auto-­‐sostenibili,   affiancati   a   percorsi   di   educazione   e   formazione.   In   questa  area  rientrano  anche  le  adozioni  a  distanza  che  sostengono    ca.  9.000  bambini  in  tutto  il  mondo.Shalom   promuove   esperienze   di   economia   equo   e   solidale   e   modelli   di   sviluppo   non  competitivi.   Realizza   ogni   anno   percorsi   di   educazione   alla   pace   e   allo   sviluppo  sostenibile     nelle   scuole,   porta   avanti   campagne   di   sensibilizzazione   locali   e   nazionali  sulla  fame  nel  mondo.  È  promotore  di  una  proposta  di  legge  per  istituire  la  giornata  dei  morti  per  fame  e  per  sete.Organizza  incontri  e  dibattiti  sui  temi  della  giustizia  sociale,  dell’alfabetizzazione  e  della  sanità  nel  Terzo  Mondo.  La  missione  è  prevenire  i  disagi,  non  limitarsi  a  curarli.Il  Movimento  si  rivolge  a  tutti,  giovani  e  meno  giovani,  laici  e  religiosi,  per  farne  parte  basta  voler  lottare  per  la  costruzione  della  casa  comune.Nel  suo  percorso  ha  incontrato  persone  di  ogni  estrazione  sociale,  convinzione  politica  e  religiosa.  Negli  anni  Shalom  è  passato  dal  gruppo  di  ragazzi  delle  origini  a  migliaia  di  soci  sparsi  in:  Italia,   Francia,   Germania,   Gran   Bretagna,   Svizzera,   Stati   Uniti,   Brasile,   Argentina,  Ucraina,   Albania,   Iraq,   Pakistan,   Palestina,   Iran,   Isole   Fiji,   Burkina   Faso,   Congo,  Bangladesh,   Etiopia,   Kenia,   Sudan,   Egitto,   Romania,   Panama,   Uganda,   India,   Eritrea,  Burundi. 9  
  10. 10. VALORI FRATELLANZA SOLIDARIETA’ CONDIVISIONE GIUSTIZIAIl   Movimento   Shalom     nelle   sue   attività,   iniziative,   programmazioni   si   ispira   ai   valori  della   fratellanza,   solidarietà,   condivisione   e   giustizia.   I   soci   e   gli   operatori  dell’Associazione  hanno  fatto  propri  questi  valori  e  si  impegnano  a  favorire  una  cultura  di  pace. • FratellanzaIl  Movimento  Shalom  è  consapevole  che  la  pace  può  nascere  soltanto  quando  diventeremo  liberi  e  uguali,  quando  riconosceremo  nell’altro  non  un  nemico  o  comunque  una  minaccia  ma   un   fratello.   Shalom     raggruppa   persone   dai   diversi   orientamenti   culturali,   politici   e  religiosi.Questo  impegno  unitario  e  comunitario  dà  forza  al  suo  agire. • SolidarietàIl   Movimento   Shalom   si   propone   di   promuovere   la   solidarietà   attraverso   iniziative   di  cooperazione  internazionale  ed  interventi  di  sostegno  in  Italia.Cooperare   non   vuol   dire   solo   attuare   progetti   di   sviluppo,   ma   vuol   dire   fare   cultura  solidale  attraverso  lo  scambio  fra  comunità  del  Nord  e  del  Sud  del  mondo.Un   esempio   di   solidarietà   concreta   in   Italia   è   dato   dall’inserimento   di   persone  svantaggiate  tramite  il  lavoro  e  l’aggregazione  nel  tessuto  sociale. • Condivisione Condividere  vuol  dire  camminare  insieme,  vuol  dire  partecipare  alla  vita  altrui.  Questo  fa  Shalom,  condivide  con  i  poveri  più  poveri  la  loro  miseria.  Va  nei  paesi  del  Terzo  Mondo  non  come   benefattore,   non   come   “salvatore”   ma   semplicemente   come   amico   pronto   a  mettersi  in  gioco. • GiustiziaGiustizia   è   ordine   dei   rapporti   umani,   è   la   volontà   di   riconoscere   a   ciascuno   ciò   che   gli   è  dovuto,   è   lesigenza   di   sopprimere   la   miseria,   la   disuguaglianza,   lo   sfruttamento.   Senza  giustizia  non  c’è    pace.  Shalom  opera  in  Italia  e  all’Estero  nella  promozione  della  giustizia  sociale  e  nell’abbattimento  delle  differenze  fra  Nord  e  Sud  del  mondo.  Lavora  per  uno  stile  di  vita  sobrio  e  responsabile,  contribuisce  ad  una  società  più  equa. 10  
  11. 11. La parola a Don Andrea Cristiani, fondatore Movimento ShalomQual  è  la  missione  del  Movimento  che  ha  legato  e  lega  uomini  e  donne,  giovani  e  adulti  nel  nome  di    Shalom?Educare alla pace, alla solidarietà e alla condivisione le nuove e le vecchiegenerazioni è la nostra missione. Un’educazione che si serve delle opereper arrivare alla mente e al cuore delle persone. Una pedagogia fatta piùdi fatti e testimonianze che di parole. Un coinvolgimento dei giovani emeno giovani, delle istituzioni ed enti su progetti di sostegno ai paesi invia di sviluppo che aiutino gli indigeni a crescere e potenziare le loronaturali inclinazioni. Una denuncia severa nei confronti di un mondodove la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi e quei pochiconsumano l’80% delle risorse della terra.Si  può  fare  un  elenco  dei  valori  su  cui  si  basa  il  Movimento  Shalom?Emerge sempre più chiaramente l’esigenza di rintracciare valori comuni acarattere universale idonei a disciplinare i molteplici rapporti umani.I valori morali riconosciuti dalla tradizione cristiana, in parte anchedalle altre religioni e da chi dice di non credere ma vede nell’altro unfratello da rispettare ed aiutare, sono a fondamento del nostro essereShalom. I valori in cui ci riconosciamo sono quelli della pace, dellagiustizia e della comunione fraterna. Il messaggio del Papa per la giornatamondiale della pace 2009 “Combattere la povertà, costruire la pace” cirafforza nel nostro cammino. Da sempre sosteniamo che solo la lotta allapovertà può aprire spiragli di luce sulla pace fra i popoli. 11  
  12. 12. Il   valore   della   pace   è   sempre   ben   presente   nelle  attività  del  Movimento?Con pace non intendiamo solo assenza diguerra, ma fraternità universale.La fraternità è riconosciuta come valorenon solo dai credenti delle variereligioni, in quanto figli di un unicoDio, ma anche dalle varie carte deidiritti umani e dalle OrganizzazioniUnite. Se non ci convinciamo del valoredella fraternità universale, la paceduratura sarà solo un’utopia.Lavorare per la pace significa ricercadella giustizia sociale, abbattimento dellebarriere che dividono gli uomini,superamento degli individualismi.Siamo profondamente convinti del fattoche l’essere umano si realizza pienamentesolo quando si accorge che a viaggiarenel tempo e nello spazio non è solo. 12  
  13. 13.     Il   Movimento   Shalom   nasce   nel   1974   quando   don     Andrea   Cristiani   si   impegna   a   radunare   un   piccolo   Perché  Movimento?   gruppo  di  giovani,  intorno  agli  ideali  della  pace  e  della   solidarietà.   Il   primo   nucleo   Shalom   formato   da   10  Vogliamo dare risalto allo spirito di iniziativa di ognuno. ragazzi   si   ritrova   a   Staffoli   in   Provincia   di   Pisa,   e   lì   i   giovani   Shalom   si   confrontano   sui   principi   che   Perché  Shalom?     guideranno  la  loro  azione  e  sul  metodo.  Ben  presto  il  Nella lingua di Gesù ha il significato Movimento   vede   nuovi   aderenti   grazie   all’attività   di   di “pace a te” nella sua accezione sensibilizzazione   promossa   nei   paesi   vicini   dove   universale. nascono   altri   gruppi   giovanili.   La   neo-­‐nata                                            Silvio  Della  Maggiore   associazione   decide   di   chiamarsi   “SHALOM”   che   in   a"uale  presidente   ebraico  significa  PACE.     Sono   gli   anni   della   formazione   dei   primi   “formatori”   Shalom,   sono   gli   anni   in   cui   si   dà   una   prima   o r g a n i z z a z i o n e   a l   M o v i m e n t o   m e d i a n t e   l’individuazione  di  ruoli  ed  incarichi. “… siamo di fronte ad un Movimento Nascono  nuovi  gruppi  e  sezioni  animate  da  educatori   che si sviluppa in modo non appassionati  ed  aggreganti.   preordinato. Nel tempo si sono Il   gruppo   sente   l’esigenza   di   darsi   una   struttura   innescati nuovi meccanismi che ci hanno convinto ad impegnarci su interna   più   ordinata,   per   questo   si   stila   il   primo   fronti sempre più difficili ed a regolamento. puntare su obiettivi sempre più Sono   gli   anni   delle   prime   attività   estive   per   i   ragazzi   ambiziosi.” nelle   località   della   Garfagnana,   dei   primi       pellegrinaggi.   Luca  MarAni   Pellegrinaggi:   Roma,   700   persone,   Assisi,   500   presidente  dal  1988  al  2003   persone. 13  
  14. 14.   Nell’ultimo   scorcio   degli   anni   ’80   prende   vita   l’attività   di   cooperazione   mediante   la   nascita   ed   il   lavoro   dei   gruppi     “missionari”.   Si   pone   l’attenzione       su   tre   paesi   che   vengono   ciclicamente   sostenuti   da   1988  Incontro  con   Shalom  e  nei  quali  si  organizzano  viaggi  umanitari. Madre  Teresa  di  Calcu5a   1987   Brasile   –   San   Paolo,   Favela   di   San   Bernardo   Do       Campo:   realizzazione   di   una   sala   polivalente.     Contributo  devoluto  £  11.000.000   1988  India  –  Diocesi  di  Kochin:  restauro  di  una  scuola     elementare,   realizzazione   di   un’aula   dell’Università   Cattolica,   restauro   di   un   collegio   per   orfani     abbandonati.  Contributo  devoluto  £  60.000.000 “… prendetevi cura dei più poveri fra i poveri.” 1989   Burkina   Faso     -­‐   Ouagadougou:   restauro   nel     s e t t o r e   e d i l e ,   s a n i t a r i o   e d   a r t i g i a n a l e   i n                          Madre  Teresa  di  CalcuFa   collaborazione  con  la  Diocesi  ed  i  Padri  Cammilliani. Contributo  devoluto  £  108.000.000   Negli   anni   ’90   il   Movimento   Shalom   ha   un   forte   impulso  in  termini  di  aderenti  (raggiunge  il  numero  di    Quali  sono  i  vostri   631)   e   di   attività   svolte.   Nasce   il   progetto   “Scuola   di   obieIvi?   pace”,  sintesi  del  metodo  e  degli  obiettivi  educativi  e     formativi   promossi   dall’associazione   sul   territorio.   “… far conoscere le nostre finalità e Questo   progetto   trova   consenso   all’interno   delle   gli ideali che promoviamo andando scuole,   nelle   amministrazioni   pubbliche   e   incontro agli altri.” nell’aggregazione  giovanile.   Cosa  vuol  dire   Nel   1995   viene   restaurata   ed   inaugurata   la   casa   di   cooperazione  auto   Collegalli,  centro  di  formazione  e  luogo  di  preghiera. sostenibile?   Nel  1995  si  da  vita  alle  “adozioni  a  distanza” “… progetti che creino i presupposti nel  Burkina  Faso. economici e gestionali per andare avanti con le proprie gambe e che A   partire   dal   1996   aumenta   il   numero   dei   paesi   creino sviluppo per il territorio.” beneficiari  ed  il  numero  degli  aiuti  umanitari.     Nel   1998   nasce   il   “Progetto   Acqua”   e   sempre   in   don  Donato  AgosAnelli   assistente  spirituale   questo  anno  viene  perforato  in  Burkina  Faso  il  PRIMO   POZZO. 14  
  15. 15.   In   questi   anni   Il   Movimento   Shalom   cresce   notevolmente  in  termini  di  aderenti  (nel  2007  n°  9537   soci)   e   di   attività   realizzate.   Nel   2000     7   operatori   provenienti   da   altrettanti   paesi   in   via   di   sviluppo   tornano  nei  loro  stati  dopo  un  anno  di  formazione  ed       iniziano   a   coordinare   direttamente   le   attività   di   “… avete sorvolato montagne per cooperazione   ed   educazione   promosse   dal   nostro   raggiungerci e vi siete impegnati Movimento.   Sempre   nel   2000   nasce   la   cooperativa   per lottare contro la povertà. … la sociale  Mahatma  Gandhi  che  si  occupa  di  servizi  socio   vostra presenza restringe le educativi.   Nel   2001   il   Movimento   viene   autorizzato   distanze e ci ravvicina gli uni agli come   Ente   per   le   adozioni   internazionali   dalla   altri …. se lo sviluppo è il nuovo Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri.  Si  strutturano  le  nome della pace, la vostra pratica fa sezioni   Shalom   all’estero   e   la   cooperazione   ha   come   di voi strumenti referenti   non   solo   ordini   missionari   o   Diocesi,   ma   e portatori di pace …” soprattutto   le   sezioni   Shalom   in   loco.   Nel   2004   il     Movimento  riceve  il  riconoscimento  di  ente  ecclesiale     da  parte  della  Diocesi  di  San  Miniato.  Nel  2006  hanno     un   grande   impulso   i   progetti   nel   settore   agricolo,                                Soeur  Sabine  Kima       referente  Shalom   come   il   progetto   “fagiolini   del   Burkina   Faso”.   Nel   per  le  adozioni  a  distanza  in   2007  nasce  la  cooperativa  Terra  Madre  che  opera  per   Burkina  Faso la  cooperazione  nel  settore  agricolo.  Prendono  corpo   collaborazioni   con   partner   importanti:   Coop   Italia,   Consorzio  Etruria,  Unido.        … Abbiamo faticato non poco per L’anno   2008   è   stato   per   noi   l’anno   che   ci   ha   visti  arrivare alla stesura definitiva del impegnati   nella   stesura   del   PRIMO   Bilancio   sociale,  Bilancio Sociale. Speriamo che questo uno  strumento  credibile  e  trasparente  che  testimonia  strumento,scritto a più mani, serva il  giusto  utilizzo  dei  fondi  raccolti;tangibilmente a promuovere i valori un’occasione  di  confronto  con  i  portatori  d’interesse;  della pace e della solidarietà. un’opportunità   per   riaffermare   i   valori   e   la   missione        del  Movimento.                                  Gabriella  Messerini   Coordinatore   del  Consiglio  Economico     15  
  16. 16. Il  Movimento  Shalom  nel  prossimo  triennio  intende    consolidare  e  sviluppare  le  proprie  azioni   nel   campo   dell’educazione   alla   pace   e   della   cooperazione   internazionale   con  un’attenzione  particolare  all’Africa  nera  perché  è  il  continente  dove  i  diritti  umani  sono  più  violati  a  motivo  delle  sue  risorse  naturali.1.4.1 La  Scuola  di  Pace q         Intensificare  a  livello  nazionale  e  internazionale  l’attenzione  e  la  formazione soprattutto  dei  giovani.  Coordinare  e  progettare  attività  che  tendano  a  stabilire   rapporti   continuativi   con   i   ragazzi   che   si   avvicinano   al   Movimento.   Strutturare   maggiormente   il   gruppo   di   coordinamento   dei   giovani.   Le   sezioni   dovranno   maggiormente  sviluppare  l’aggregazione    giovanile. q         Seguire  con  maggiore  attenzione  l’attività  dei  volontari  al  fine  di  strutturarsi  e   di   radicarsi   maggiormente   sul   territorio.   Favorire   la   condivisione   e   l’unità   nelle   iniziative  e  nei  progetti    che  si  promuovono  nell’anno.  Puntare  a  livello  italiano  ad   avere  almeno  una  sezione  o  un  referente  Shalom  per  ogni  regione. q          In   campo   internazionale   risulta   urgente   formare   nuovi   operatori   internazionali   nei   paesi   dove   siamo   approdati   di   recente,   ampliare   il   numero   in   quelli  “storici”,  favorendo  la  costituzione  in  loco  di  vere  e  proprie  sezioni  Shalom   sul  modello  di  quanto  fatto  in  Burkina  Faso.  Nei  prossimi  3  anni  potremo  pensare   a  una  strutturazione  di  questo  tipo  almeno  per:  Etiopia,  Repubblica  Democratica   del  Congo,  Uganda  e  Kenya. q         Migliorare  la  capacità  comunicativa  del  Movimento  Shalom  attraverso  i  nostri   strumenti   tradizionali   (giornale,   sito   internet).   Progettare   e   realizzare   uno   strumento   di   presentazione   del   Movimento   e   delle   proprie   attività   sia   a   livello   cartaceo  che  multimediale. q          Rafforzare   e   strutturare   l’ufficio   stampa   del   Movimento.   Pensare   a   nuovi   mezzi  di  comunicazione  che  nei  prossimi  anni  potranno  essere  usufruibili  a  costi   contenuti,  come  web  radio  o  Tv  digitali. 16  
  17. 17. 1.4.2 La  Cooperazione  InternazionalePer  ciò  che  riguarda  la  cooperazione  l’impegno  di  Shalom  proseguirà  sulla  linea  intrapresa  nel   promuovere   progetti   di   sviluppo   auto   sostenibili   in   quei   paesi   dove   localmente   sono  presenti  o  sorgeranno  sezioni  internazionali  del  Movimento  Shalom.  I  settori  di  intervento  saranno   quelli   dell’alfabetizzazione,   della   sanità,   dell’alimentazione,   dello   sviluppo  agricolo   e   della   promozione   del   lavoro   come   mezzo   per   poter   dare   dignità   e   autonomia  alle  persone.  In  particolare  sarà  necessario: q          Migliorare   la   promozione   in   Italia   e   la   comunicazione   delle   “Adozioni   a   distanza”  per  consolidare  e  possibilmente  aumentare  il  numero  dei  bambini  e  delle   bambine  sostenute,  ampliando  anche  il  numero  dei  paesi  beneficiari q         Consolidare  il  lavoro  svolto  nel  settore  agricolo  con  riferimento  alla  coltura  dei   fagiolini   cercando   di   ampliare   le   filiere   di   produzione   ad   altri   tipi   di   colture   da   reddito  e  a  nuovi  paesi.  Una  sfida  sarà  quella  anche  di  individuare  forme  di  reddito   alternative   per   questo   settore,   compatibili   con   il   territorio   e   le   condizioni   sociali,   che  vengano  dallo  sviluppo  di  coltivazioni  tese  a  produrre  biocarburanti. q         Continuare  la  realizzazione  di  progetti  di  cooperazione  allo  sviluppo  nei  settori   della  scuola,  della  sanità  e  del  microcredito. q         Dovrà  sempre  più  delinearsi  all’interno  del  Movimento  una  strategia  comune  e   unitaria  nella  scelta  dei  paesi  dove  operare  e  di  quali  progetti  promuovere,  al  fine  di   evitare  la  polverizzazione  delle  risorse  e  aumentare  l’efficacia  della  nostra  azione. q          Ampliare   il   numero   dei   paesi   con   i   quali   sarà   possibile   fare   adozioni   internazionali   tramite   il   nostro   Movimento.   Certamente   entro   1   anno   potremo   pensare  alla  Repubblica  Democratica  del  Congo  e  all’Etiopia.   q          Intensificare   il   lavoro   per   la   diffusione   del   commercio   equo   e   solidale   e   del   turismo   responsabile.   In   particolare   per   il   mercato   equo   e   solidale   nei   prossimi   3   anni  dovremo  cercare  di  diventare  sempre  più  compratori  diretti  nei  paesi  in  via  di   sviluppo  dove  siamo  attivi,  in  modo  da  dare  più  opportunità  di  sbocco  di  mercato   per  la  sostenibilità  dei  nostri  progetti  e  l’efficacia  delle  nostre  azioni.   17  
  18. 18. ASSEMBLEA  DEI  SOCI “L’assemblea  è  l’organo  sovrano,  rappresenta  l’universalità  dei  soci  e  le  sue  decisioni,   prese  in  conformità  alla  legge  e  allo  statuto,  obbligano  i  soci.”  Attualmente  fra  soci  fondatori,  ordinari,  sostenitori  e  onorari  si  arriva  a  20.202   Nel  2008  si  è  riunita  2  volte.                                                                                                                                                     Hanno  partecipato  agli  incontri  mediamente  120  soci   CONSIGLIO  DI  INDIRIZZO “Il  Consiglio  d’indirizzo  è  formato  dal  responsabile  di  ciascuna  commissione,    dal   referente  delle  sezioni  territoriali,  dal  presidente,  dai  vice  presidenti,  dal  segretario,  da   un  delegato  del  consiglio  economico.”Attualmente  è  composto  da  35  soci  presenti  a  vario  titolo.Nel  2008  si  è  riunito  6  volte.                                                                                                                                                                                                                    Hanno   partecipato  agli  incontri  mediamente  30  soci PRESIDENTE  E  CONSIGLIO  DI  PRESIDENZA “Il  presidente  è  il  legale  rappresentante  dell’associazione  e  massimo  organo,  viene   eletto  dal  consiglio  d’indirizzo  dopo  l’approvazione  delle  proposte  di  candidatura  da  parte  dell’assemblea  generale.  Dura  in  carica  per  3  anni  ed  è  rieleggibile  per  non  più  di  2   volte  consecutive.  L’ufficio  di  presidenza  ha    poteri  decisionali.”Attualmente  è  composto  da  8    soci.Silvio  Della  Maggiore  (presidente),  Andrea  Sardelli,  LucianoErmelano,  Patrizia  Franconi  e  Lucia  Parente  (vice  presidenti),  Maria  Grazia  Lazzeri  (segretaria),  Don  Andrea  Cristiani  (fondatore),  Don  Donato  Agostinelli  (assistente  spirituale). Nel  2008  si  è  riunito  10  volte.                                                                                                                                         Hanno  partecipato  agli  incontri  mediamente  7  soci 18  
  19. 19. CONSIGLIO  ECONOMICO “Ha  la  funzione  di  predisporre  il  bilancio  consuntivo  e  preventivo.”  Attualmente  è  composto  da    7    soci  e  3  sindaci  revisori.Gabriella  Messerini  (coordinatore),  Gherardo  Leoli,  Alberio  Falaschi,  Cataldo  Buggiani  (sindaci  revisori),  Aldo  Fogli,  Luciano  Ermelani,  Valter  Ulivieri,  Andrea  Gozzini,  Nicola  La  Caria,  Don  Andrea  Cristiani. Nel  2008  si  è  riunito  3  volte.                                                                                                                                                     Hanno  partecipano  agli  incontri  mediamente  10  soci. COLLEGIO  SINDACALE“La  gestione  dell’associazione  è  controllata  da  un  Collegio  dei  revisori,  costituito  da  tre  membri,  eletti  ogni  tre  anni,  rieleggibili,  dall’assemblea  dei  soci.  Partecipano  agli  incontri  del  Consiglio  Economico.”Composto  da:  Gherardo  Leoli,  Alberio  Falaschi,  Cataldo  Buggiani 19  
  20. 20. 1.6.1 La  Struttura  Operativa Fanno   parte   della   Struttura   Operativa   i   dipendenti   e   i   collaboratori   del   Movimento,  i  quali  sono  anche  i  volontari  più  impegnati,  a  vario  titolo,  nei  progetti   Shalom. Direzione    e   Rappor,  esterni   Adozioni  a   LUCA     distanza  e   Amministrazione   GEMIGNANI   e  Proge3   Organizzazione   even,   LUCA   CHIARA   TESTI   BALDINI   Adozioni   Amministrazione  Internazionali   e  Proge3  GIUSEPPINA   ANDREA   LOPARDO   TAMBURINI   Proge3  Agricoli   Scuola  di  Pace   VALTER   FEDERICO   ULIVIERI   ARRIGHI   Segreteria  e   Adozioni  a   Comunicazione   distanza   SIMONA   KATIA   GIUNTINI   CENTRONE   20  
  21. 21. Il  Movimento  Shalom  è  strutturato  sul  territorio  in  sezioni  o  gruppi,  referenti  e   commissioni  operative: 21  
  22. 22. ERRATA  CORRIGE   1.7.1  LE  SEZIONI    TERRITORIALI    Sono  gruppi  di  volontari  struEura,  sul  territorio  che  portano  avan,  le  a3vità  ed   i  proge3  del  Movimento   LOCALITA’   COORDINATORE   ANDEZENO  (Torino)   Irene  Vacchina   CASELLE  IN  PITTARI  (Salerno)   Antonio  Savino   CERRETO  GUIDI  (Firenze)   Luisa  Gini   FIRENZE   Roberta  Boni   FORCOLI  (Pisa)   Marco  Bimbi   FUCECCHIO  (Firenze)   Stefano  Torre   LIVORNO   Anousciravan  Amini   LUCCA   Stefano  MicheleI   MARCIGNANA  (Firenze)   Paola  Parigi   MERINE  (Taranto)   Alessandro  D’Elia   MOTTOLA  (Taranto)   Vita  Maria  Sasso   NAPOLI   Donatella  MonA   PISA   Aldo  Fogli   PONSACCO  (Pisa)   Paola  Bani   PONTEDERA  (Pisa)   Donatella  Sanesi   SAN  MINIATO  (Pisa)   Luciano  Ermelani   SCARPERIA  (Firenze)   Giancarlo  Carta   STAFFOLI  (Pisa)   Luciano  ParenA   TARANTO     Lucia  Parente   22  
  23. 23. 1.7.2  REFERENTI  TERRITORIALI   Sono  singoli  volontari  che  rappresentano  localmente  il  Movimento  e  ne   promuovono  le  a3vità  ed  i  proge3  GIULIANO  BANDECCHI  BienAna   ELVIO  BOLANO  Portoferraio  VINCENZINA  BULLITA  Cagliari   ALEMAIO  TECLE  Prato  MANOLA  POLVEROSI  CastelfiorenAno   MARGHERITA  SOLIANI  Quarrata  MARIA  LAURA  LAMI  Castelfranco   MARCO  PONTICELLI  Rignano  Sull’Arno  GIANCARLO  BUCCI  Empoli   SAMUELE  GIACHE’  San  Romano  NORA  GORI  Follonica   CRISTINA  CECCARINI  Santa  Croce  sull’Arno  SARA  BRUNI    LazzereFo   LEANDRO  CADREZZATI  Sieci  PASQUALE  GIUSTINO  Milano   RICCARDO  CARLETTI  Siena  CINZIA  MORELLI  Montaione   LUCA  CHICHI  Sovigliana  EMIDIO  GRANCHI  Montecalvoli   GIANCARLO  CENCI  Stabbia  SILVIA  ORSI  MontecaAni   MARIA  VIRGINIA  DE  NEGRI  SAnAno  CLAUDIO  TERRENI  Montopoli   MARIA  CRISTINA  FRANCESCHINI    Viareggio  ALFONSO  CUOMO  Orentano   FRANCESCA  GIOVANNONI  Vicopisano  ANNA  MENCARELLI  San  Vincenzo   VALTER  ULIVIERI  Piombino   23  
  24. 24. 1.7.3  Le  Commissioni sono  gruppi  di  volontari  che  seguono  settori  specifici  di  intervento. COMMISSIONE   COORDINATORE   VOLONTARI  ADOZIONI   Aldo  Fogli,  Candida  Villapiana,  Lida  Remorini,  Donato   Luca  MarAni   AgosAnelli  INTERNAZIONALI   Lorenzo  Terreni,  Dilvo  LoI,  Andrea  Meini,  Fulvio  Taccini,  Sauro  ARTISTI  PER  LA  PACE   Giorgio  Giolli   Mori,  Alessandro  Taccini,  ViForio  Taccini,  Carla  Turrini,  Piero   ViA   Andrea  Gozzini,  Nicola  La  Caria,  Luciano  CampinoA,  Franco  BURKINA  FASO   Paolo  Corsi   Meoni,  Silvia  Lenzi,  Maria  Raffaella  NesA   Elia  Mannucci,  Stefano  Boddi,  Gabriella  Messerini,  Maria  COMUNICAZIONE   Margherita  Nieri   Grazia  Messerini,  Andrea  CrisAani   Giacomo  Gozzini,  Simone  Giugni,  BenedeFa  Giugni,  Francesco  DIRITTI  UMANI   Elia  Mannucci   Farnetani,  MarAna  Baldini,  Leandro  Bianconi,  Dani  Daniele,   Luca  Lastri,  Cosimo  MarAni,  Joseph  Masumu  Nzimbala   Bellarmino  Bellucci,  Stefano  Torre,  Paolo  Posarelli,  Francesca  EDILE   Luca  Lastri   Giovannoni,  Elvio  Bolano,  Paolo  Caparrini,  Francesco  Raffaele,   Nico  GiusA,  MarAna  AncilloI   Paola  Parigi,  Mario  Rossi,  Maresca  Morelli,  Alessandro   Nassi,  ValenAno  TesA,  Leandro  Bianconi,  Alberto  EVENTI   Samuele  Giachè   CorradeI,  Claudia  Nacci,  MaFeo  Squicciarini,  Renzo   Baldini   Amalia  Signorini,  Giacomo  Mannini,  Elia  Moni,  Luca   Chichi,  OFavia  Mossenta,  Sara  Mazzei,  Sara  Marucci,  GIOVANI   Nico  Russoniello   Francesco  Morelli,  Claudia  Mannari,  Laerte  Doni,  Elisa   Spinosa,  Mario  Granchi,  Simone  Vignoli,  Davide  MarioI  SCUOLA   CrisAana  BaronA   Margherita  Nieri,  Gabriella  Messerini   Stefano  Piemontese,  Fabrizio  MercaA,  Leandro  SVILUPPO   Maria  Grazia   CadrezzaA,  Andrea  Sardelli,  Giampaolo  Nieri,  Samuele  AGRICOLO   Lazzeri   Giachè,  Giulia  NuA,  Monica  Paolini  UGANDA   Massimo  Bucci   Luisa  Gini,  Donato  AgosAnelli   24  
  25. 25. 1.7.4 Shalom  nel  MondoCarta  di  Peters Collaboratori  Internazionali Sezioni  Internazionali Burkina  Faso:              Jonas  Hamidou  Guiatin  -­‐  Coordinatore                  Achille  Kafando  -­‐  Adozioni  Internazionali                  Jean  Paul  Mone  -­‐  Logistica  e  trasporti                  Edouard  Minoungou  -­‐  Scuola  Agronomia                  Sabine  Zongo  -­‐  Laafi  Roogo                  Sr.  Sabine  Kima  –  Adozioni  a  Distanza Uganda:                    Leonard  Kawuma  –  Coordinatore                  Fr.  Jonh  –  Responsabile  Progetti Ethiopia:                  Paolo  Caneva  -­‐  Coordinatore R.D.  Congo:                    Joseph  Masumu  Nzimbala  -­‐  Coordinatore Egitto:                  Ayman  Lamei  –  Coordinatore Kenya:                  Eugenio  Lissandro  -­‐  Coordinatore 25  
  26. 26. 26  
  27. 27. I  portatori  di  interesse  (stakeholders)  sono  tutti  coloro  che,  a  vario  titolo,  sono  coinvolti  nell’attività  di  un  soggetto  profit  o  non  profit.Nel  Movimento  gli  stakeholders  sono  individui  e  gruppi,    aziende  private  e  pubbliche,  enti  e   istituzioni,   comunità   locali   italiane   e   straniere,   sono   i   lavoratori   dipendenti   e   i  collaboratori,   i   fornitori,   i   beneficiari   e   i   beneficiati,   sono   la   comunità   e   la   collettività   in  genere,  l’opinione  pubblica  e  i  soci.Shalom   tiene   relazioni   aperte   al   confronto   e   al   rispetto   delle   attese   di   ogni   portatore   di  interesse.  Il   collante   che   tiene   legati   gli   stakeholders   tra   loro   e   col   Movimento   è   rappresentato   da  “l’idem   sentire”   nei   confronti   dei   valori   della   pace   e   della   solidarietà.   I   particolarismi  vengono  così  superati  in  ragione  di  un  rapporto  di  dialogo  continuo  ed  aperto.In  questo  capitolo  verranno  presentati  gli  stakeholders  direttamente  coinvolti  nell’attività  Shalom.Altri   portatori   di   interesse,   come   le   comunità   territoriali,   sia   esse   italiane   che   straniere,  verranno   rendicontate   nel   bilancio   sociale   del   prossimo   anno   attraverso   la   metodologia  delle  interviste. Soci   DipendenA  e   Partners   Collaboratori   ReferenA   Fornitori   Internazionali   Beneficiari   CooperaAve   Finali   27  
  28. 28. Soci Numero Soci  nel  mondo 20.202 In  Italia 10.852 All’  Estero 9.350 Donne 6.096 Uomini 4.486Il   Movimento   ha   un   grande   patrimonio   rappresentato   dai   suoi   soci   che   mettono   a  disposizione  degli  ideali  e  della  mission  Shalom  le  loro  professionalità,  capacità,  competenze  ed  idee.  I   soci   sono   tutti   coloro   che   a   qualsiasi   titolo   sostengono   gratuitamente   le   attività   del  Movimento.Si  possono  distinguere  in:   q            volontari   :   coloro   che   in   maniera   continuativa   lavorano   per   gli   ideali   del   Movimento,  promuovono  attività  di  raccolta  fondi,  seguono  progetti  di  cooperazione   e   sensibilizzazione,   affiancano   i   dipendenti   e   i   collaboratori     Shalom   nelle   attività   di   gestione; q            sostenitori   :   tutti   coloro   che   hanno   un’adozione   a   distanza   o   internazionale   e   coloro  che  hanno  contribuito  ad  uno  dei  progetti  Shalom; q           onorari  :  coloro  che  per  meriti  culturali,  umanisti,  scientifici  hanno  contribuito  allo   sviluppo  ed  alla  conoscenza  del  Movimento     28  
  29. 29. I  volontari  sono  un  tesoro  da  conservare  con  cura  ed  attenzione,  hanno  un   valore  economico  e  sono  un  patrimonio  irrinunciabile. Volontari Numero N°  ore   Valore  stimabile lavorate/annoVolontari  in  sede   15 1.600 Pari  ad  1  dipendente  a  tempo  operativa pieno  in  ItaliaVolontari  in  Italia 493 17.700 Pari  a  12  dipendenti  a  tempo   pieno  in  ItaliaVolontari  all’estero 272 13.000 Pari  a  14  dipendenti  a  tempo   pieno  in  Africa   29  
  30. 30. I  VOLONTARI  E  GLI  EVENTI    PIU’  SIGNIFICATIVI   Eventi Volontari Dove   coinvoltiCampagna 438 In  19  piazze  italiane  e  i“Mele  della  Pace  2008” n  .22  supermercati  UnicoopXXXIII  Festa  della  Pace 115 Collegalli  –  Montaione1°  Maggio  2008  “Religioni  &  Pace”XXXIV  Festa  della  Mondialità 52 Pisa8  Dicembre  2008“Smascheriamo  l’Orco”Raduno  internazionale 23 Ouagadougou  –  Burkina  Faso“20  anni  di  Shalom” 30  
  31. 31. In  questi  ultimi  anni  si  sta  registrando  in  Italia  un  calo  del  numero  dei  volontari  ed  è  sempre  più  difficile  coinvolgere  i  giovani  in  esperienze  di  solidarietà  e  cooperazione.  Shalom  ha  vinto  la   sfida   del   nuovo   millennio   e   dimostra   di   essere   sempre   un’attrattiva   per   le   nuove   e   le  vecchie  generazioni.   Giovani                           2008   (dai  12  ai   30anni)   Volontari   2007   0   200   400   600  Un  indicatore  di  soddisfazione  è  necessario  per  misurare  l’interesse  che  il  Movimento  suscita  nei   suoi   soci;   di   questa   indagine,   che   approfondiremo   nel   prossimo   anno,   vi   anticipiamo  alcune  riflessioni  rese  dai  volontari. 31  
  32. 32. Fare  volontariato  è  un  po’  come  avere  una  vocazione,  ricevere  una  chiamata:  in  effetti   non  è  un  passatempo,  né  può  essere  un’attività  saltuaria,  perché  il  volontariato  diventa   uno  stile  di  vita,  un  modo  di  pensare  e  di  operare  in  ogni  momento  della  giornata.   Alcuni  volontari  Shalom  intervistati  hanno  detto:“…   fare   attività   con   Shalom   mi   rende   felice   perchè   crescendo   nel  Movimento,   i   suoi   ideali   sono   diventati   i   miei   ideali,   e   poterli  condividere  con  tante  persone,  più  o  meno  vicine  emotivamente,  mi  fa   percepire   un   profondo   senso   di   unicità   e   di   forza.   Questo   mi  permette  di  godere  della  bellezza  di  quando,  di  fronte  a  qualcuno,  e  senza  bisogno  di  spiegare  niente,  si  percepisce  un  sentire  comune  e  condiviso  …”.  Serena “…   sono   una   studentessa   universitaria   di   26   anni,   il   mio   essere   volontario  Shalom  mi  porta  nelle  scuole  di  ogni  ordine  e  grado  a   parlare  di  Sud  e  Nord  del  mondo,  delle  ingiustizie  che  colpiscono   intere  popolazioni,  della  fame,  della  sete  e  della  morte  di  migliaia   di   bambini,   uno   ogni   cinque   secondi.   Spero   che   la   mia   testimonianza     e   gli   audiovisivi   girati   in     Burkina   Faso   possano   contribuire  alla  diffusione    di  ideali  solidali  e  alla    promozione  di   opere  di  cooperazione. Non   so   quali   frutti   potrà   dare     questo   mio   “spostarmi”   da   una   scuola   all’altra.   Una   cosa,   però,   è     certa:   dentro   di   me   ho   la   consapevolezza   di   fare     una   fra   le   esperienze   più   stimolanti,   interessanti  e  divertenti  della  mia  vita  …”   Cristiana 32  
  33. 33. “…   mi   sono   avvicinato   al   Movimento   Shalom   attraverso   un  viaggio  in  Burkina  Faso  …  Il   rendersi   conto   che   ciascuno   di   noi,   nella   propria   piccola  individualità,   può   contribuire   ad   alleviare   le   grandi   sofferenze  degli   altri,   spinge   naturalmente   verso   il   volontariato.   Non   è   una  scelta  razionale,  ponderata  e  ben  calcolata,  è  un  impulso  che  non  si  può  ostacolare.  Qualcuno  mi  ha  anche  detto  che  è  qualcosa  che  si   fa   più   per   noi,   per   appagare   egoisticamente   le   nostre  mancanze,   che   non   per   gli   altri.   Non   è   così.   Quello   che   credo  muova   tutti   noi,   è   di   renderci   veramente   utili,   avere   la   certezza  che   le   nostre   azioni   possono,   nel   concreto,   determinare   migliori  condizioni   di   vita   alle   persone   verso   cui   sono   indirizzate.   Essere  volontario   vuole   anche   dire   essere   testimone   verso   gli   amici   e   le  persone  che  ci  sono  più  care  che  il  mondo  non  è  solo  quello  della  nostra  quotidianità,  attorniata  dai  nostri  "grandi  problemi". Fabrizio 33  
  34. 34. La   struttura   operativa   del   Movimento   Shalom   è   formata   da   persone   che   ogni  giorno   si   mettono   a   servizio   del   volontariato,   dei   progetti   e   delle   iniziative  promosse.  Il   personale,   facente   parte   di   tale   struttura,   opera   presso   la   sede   centrale   del  Movimento   Shalom,   con   la   sola   eccezione   di   1   dipendente   che   presta   il   suo  servizio  presso  la  sezione  di  Taranto.Alcuni  componenti  (Luca  Gemignani,  Federico  Arrighi,  Giuseppina  Lopardo,  Katia  Centrone,   Simona   Giuntini)   collaborano   o   sono   direttamente   assunti   dal  Movimento   Shalom,   altri   (Luca   Testi,   Chiara   Baldini,   Andrea   Tamburini,   Valter  Ulivieri)   sono   dipendenti   delle   cooperative   del   Movimento   Shalom,   le   quali  operano   per   lo   svolgimento   di   quelle   attività   ed   iniziative   a   loro   strettamente  demandate.Non   esiste   una   suddivisione   gerarchica   degli   incarichi,   ma   una   suddivisione   dei  compiti  in  base  alle  necessità  organizzative  ed  operative.  Settimanalmente   l’organico   in   sede   si   riunisce   per   programmare   le   attività   e  verificare  lo  stato  di  avanzamento  dei  progetti.  I   dipendenti   sono   allo   stesso   tempo   operatori   e   volontari,   la   loro   è   più   una  missione  che  una  attività  lavorativa  comunemente  intesa. 34  
  35. 35. Il   Movimento   Shalom   si   è   dotato   di   due   cooperative,   al   fine     di   meglio   promuovere   e  coordinare   attività   e   progetti   nei   settori   educativi,   amministrativi   e   di   cooperazione   allo  sviluppo.   Esse   hanno   sede   in   San   Miniato,   presso   l’ufficio   centrale   del   Movimento   e  perseguono   le   stesse   finalità   e   lo   stesso   metodo   Shalom.   Nascono   dall’esigenza   di  sostenere  settori  ed  interventi  specifici,  non  perseguibili  dall’  ONLUS. La   cooperativa   Mahatma   Gandhi   è   stata   costituita   nel   2000   ed   è   una   cooperativa   sociale   a   mutualità   prevalente   di   tipo   A;   porta   avanti   progetti   o   porzione   di   essi   nei   settori   educativi   e   amministrativi.  È  composta  da  12  soci,  di  cui  3  lavoratori.  E’  iscritta   alla  confederazione  di  cooperative  denominata  “Confcooperative”   e  all’albo  della  Regione  Toscana  delle  cooperative  sociali.  Nel  2008,   al   presidente   in   carica   Donatella   Sanesi,   è   subentrato   il   nuovo   presidente   Franca   Baldini,   eletto   in   sede   di   rinnovo   cariche   dall’assemblea  dei  soci. La   cooperativa   TerraMadre,   si   è   costituita   nel   2006   ed   è   configurata   come   una   cooperativa   di   lavoro.   Porta   avanti   progetti   di   cooperazione   e   attività   di   sviluppo   e   commercializzazione   nel   settore  agricolo  e  ortofrutticolo.  È  composta  da   5   soci   di   cui   1   lavoratore.   È   iscritta   alla   “Lega   delle  Cooperative”. Attualmente   il   presidente   in   carica   è   Valter   Ulivieri  che  è  anche  socio  lavoratore.   35  
  36. 36. All’estero   le   attività   di   educazione   alla   pace   e   di   cooperazione   sono   coordinate   dai  referenti  internazionali.Nel  paese  di  riferimento  il  referente  è  il  coordinatore  per  tutte  le  attività  Shalom  ed  è  colui  che   guida   il   gruppo   di   persone   autoctone   che   contribuiscono,   con   compiti   e   funzioni  diversificate,  alla  realizzazione  dei  progetti  di  educazione  alla  pace  e  di  cooperazione.In   seguito   ad   un   periodo   di   formazione,   i   referenti   svolgono   i   propri   compiti   con    autonomia  ma  in  relazione  costante  e  continua  con  la  sede  centrale.  I   referenti   sono   formati   in   Italia   ai   valori   Shalom   e   devono   seguire   un   seminario  internazionale  la  cui  durata  varia  dai  3  ai  6  mesi. In   Burkina   Faso   collaborano   3   referenti   che   si   occupano   di   diversi   settori   di   intervento,   coordinano   le   sezioni   locali   del   Movimento   Shalom,   rappresentano   la   sezione   locale   (regolarmente  riconosciuta  come  ONG  dal  Governon  Burkinabè)  presso  le  istituzioni  civili  e   religiose Guaitin  Hamidou  Jonas:  Coordinatore  nazionale  –  Microcredito,  Agricoltura Achille  Kafando:                                Vice  coordinatore  nazionale  –  Casa  Matteo,  adozioni                                                                                                  internazionali Jean  Paul  Mone:                                Vice  coordinatore  nazionale  –  logistica,  rapporti  con  gli  enti   Suor  Sabine  Kima:                        Referente  nazionale  per  le  adozioni  a  distanzaI  REFERENTI  NEL  RESTO  DEL  MONDOCongo: Joseph  Masumu  NzimbalaEgitto: Ayman  Lamei  RiadEritrea: suor  Giuseppina  M.  Lete  Vosief  MiabEtiopia: Paolo  CanevaUganda: John  Leonard  KawumaNei   Paesi   in   cui   il   Movimento   Shalom   Onlus   ha   ottenuto   formale   accreditamento   dalle  autorità   del   luogo,   il   referente   assume   anche   il   compito   di   rappresentare   ufficialmente  l’associazione  dinanzi  alle  Istituzioni. 36  
  37. 37. Sono  Partner  Shalom  aziende  ed  enti  privati  e  pubblici,  che  partecipano  economicamente  ai  progetti  promossi  dal  Movimento.   Principali  sostenitori  che  hanno  contribuito  alle  attività  nell’anno  2008: CATEGORIA PARTNER ATTIVITA’ Regione  Toscana Scuola  di  pace Progetto  Laafi  Roogo Progetto  Amahoro Provincia  di  Pisa  –  Istituzione   Progetto  Acqua Centro  Nord  Sud Comune  di  Cerreto  Guidi Attività  estive Progetti  sanitari ENTI  E  AMMINISTRAZIONI   Comune  di  Piombino Progetto  Matteo PUBBLICHE Comune  di  Pontedera Scuola  di  pace Progetto  7  gennaio Comune  di  Fucecchio Progetto  Laafi  Roogo Comune  di  Ponsacco Scuola  di  Pace Comune  di  San  Miniato Attività  estive Scuola  di  pace Unido Progetto  agricoltura Fondazione  Cassa  di  Risparmio   Scuola  di  pace di  San  Miniato Fondazione  Cattolica Scuola  di  pace BANCHE  E  FONDAZIONI Fondazione  Monte  dei  Paschi   Progetto  Laafi  Roogo di  Siena Progetto    Amahoro Water  right  fundation Progetto  Acqua 37  
  38. 38. CATEGORIA PARTNER ATTIVITA’ Associazione  Culturale   Progetto  Uguali Fantagiokando Progetto  Acqua Cesvot Scuola  di  Pace Cedit  –  Livorno Progetto  Scuola  Congo Consorzio  Etruria Le  Batisseur  du  Sahel Consumo  Critico Gruppo  Lupi  Estintori  Spa Progetto  7  gtennaioASSOCIAZIONI,  ENTI  ED   AZIENDE  PRIVATE Misericordia  di  Empoli Adozioni  a  distanza Unicoop  Firenze Adozioni  a  distanza Progetto  Laafi  Roogo Scuola  di  Pace Unicoop  Tirreno Progetto  Matteo Acque  Spa Progetto  Acqua Lorenzini  &  C.  s.r.l Spedizioni  navali  per  la   Cooperazione 38  
  39. 39. Nel  prospetto  vengono  indicati  i  beneficiari  finali  dei  progetti. Questi   sono   diversificati   fra   beneficiari   diretti   ed   indiretti,   fra   quelli   della   cooperazione   internazionale   e   quelli   della   scuola   di   pace,   in   riferimento   alla   specificità  del  progetto,  ai  contesti  di  riferimento  e  al  numero  dei  beneficiari Tipologia  di  intervento Chi Quanti DoveScuola  di  Pace Giovani  e  adulti  dai  3  ai  90  anni, 2.503 Italia  ,Burkina  Faso,  Educazione Famiglie,  coppie  adottive,   Uganda,  Congo,  Kenya,   diversamente  abili,    scuole Etiopia,  EritreaScuola  di  Pace Soci  Shalom,  Comunità  locali, 57.400 Italia,  Estero  e    via  Informazione Istituzioni,  simpatizzanti,   Internet sostenitori,  lettoriScuola  di  Pace Partecipanti  alle  attività 37.232 Taranto,  Firenze,  Napoli,  Sensibilizzazione Pisa,  Collegalli,  Burkina   Faso,  Congo,  Uganda,   EtiopiaCooperazione   produttori  equosolidali,  donne   33.240 Panama,  Burkina  FasoInternazionale e  uomini  burkinabè,  coltivatori  Sviluppo  Autosostenibile e  lavoratori  panamensi  e   burkinabèCooperazione   Bambini  e  ragazzi  da  0  a  18  anni 8.967 Brasile,  Burkina  Faso,  Internazionale Egitto,  Eritrea,  Etiopia,  Tutela  dei  Diritti   India,  Kenya,  Sudan,  dell’Infanzia Ucraina,  UgandaCooperazione   Bambini,  famiglie 2.225 Burkina  FasoInternazionaleTutela  del  Diritto  alla  SaluteCooperazione   Studenti  da  6  a  25  anni,  adulti 650 Burkina  Faso,  Burundi  e  Internazionele CongoTutela  del  Diritto  all’Istruzione 39  
  40. 40. Tipologia  di  intervento Chi DoveScuola  di  Pace Famiglie,  scuole,  docenti,   Italia  ,Burkina  Faso,  Uganda,  Congo,  Educazione comunità  locali  e  volontari  Shalom Kenya,  Etiopia,  EritreaScuola  di  Pace Sponsor,  partner  e  volontari  Informazione Shalom  Scuola  di  Pace Comunità  locali,  enti,  istituzioni  e   Taranto,  Firenze,  Napoli,  Pisa,  Sensibilizzazione volontari  Shalom Collegalli,  Burkina  Faso,  Congo,   Uganda,  Etiopia  Cooperazione   Referenti  locali,    consumatori   Panama,  Burkina  FasoInternazionale equosolidali,  comunità  locali,  Sviluppo   partner  e  volontari  ShalomAutosostenibileCooperazione   Famiglie,  scuole,  referenti  locali,   Brasile,  Burkina  Faso,  Egitto,  Eritrea,  Internazionale partner  e  volontari  Shalom Etiopia,  India,  Kenya,  Sudan,  Tutela  dei  Diritti   Ucraina,  Ugandadell’InfanziaCooperazione   Comunità  locali,  istituzioni   Burkina  FasoInternazionale sanitarie  locali,  partner,  personale  Tutela  del  Diritto  alla   medico  e  volontari  ShalomSaluteCooperazione   Scuole,  comunità  locali,  docenti,     Burkina  Faso,  Burundi  e  CongoInternazionale famiglie,  partner  e  volontari  Tutela  del  Diritto   Shalomall’Istruzione 40  
  41. 41. La  scelta  dei  fornitori  avviene  in  base  alla  professionalità  ed  alla  sensibilità  che questi   hanno   rispetto   alle   attività   educative   e   di   solidarietà   promosse   dalla   nostra   associazione.  Di  seguito  forniamo  l’elenco  dei  principali  fornitori  storici  del  MovimentoDENOMINAZIONE   CITTA’   PROV.   CATEGORIA  Rusconi  Viaggi  Srl   Lecco   LC   AGENZIE  VIAGGI  Fondiaria  –  Sai  Spa   Firenze   FI   ASSICURAZIONI  CaFolica  Assicurazione  Soc.  Coop.   Verona   VR  Libero  Mondo  Soc  Coop  Sociale   Bra   CN  Equoland  Soc  Coop  a  rl   Campi  Bisenzio   FI  Roba  dell’altro  mondo  Soc  Coop   Rapallo   GE  Emporio  Equo  e  solidale  Coop  Soc     Marina  di  Pisa   PI   MERCATO  EQUO  E  SOLIDALE  Alce  Nero  &  Mielizia   Monterenzio   BO  Il  Villaggio  dei  Popoli   Firenze   FI  L’Utopia  a  rl   Gioiosa  Jonica   RC  Menicagli  doF.  Gianluca   Pontedera   PI  Nencioni  Lucia  Elaborazione  daA   Pontedera   PI   CONSULENTI  Studio  Falaschi   San  Miniato   PI  Eurografica     Ponsacco   PI   TIPOGRAFIE  Nuovastampa  Snc   Ponsacco   PI  Banca  Toscana   Piombino   LI  Banca  Popolare  Puglia  &  Basilicata   Taranto   TA  Cassa  di  Risparmio  di  Lucca  Pisa   Pontedera   PI  Livorno   BANCHE  E  POSTE  Cassa  di  Risparmio  di  San  Miniato   San  Miniato   PI  Cassa  di  Risparmio  di  Volterra   San  Miniato   PI  Monte  dei  Paschi  di  Siena   Fucecchio   FI  Poste  Italiane   Pisa   PI  Di  Gioia   Genova   GE   SPEDIZIONI   41  Omat   Pordenone   PN   MANUTENZIONE  TRIVELLE  
  42. 42. 42  
  43. 43. Il   Movimento   Shalom   opera   in   due   ambiti   principali,   la   scuola   di   pace   e   la  cooperazione  internazionale.I  due  ambiti  di  attività  del  Movimento  non  sono  distinti,  ma  l’uno  si  interseca  con  l’altro;   non   ci   sono   campi   principali   e   secondari,   perché   tutti   e   due   sono  fondamentali  e  complementari  fra  loro.Non   c’è   educazione   alla   pace   e   alla   giustizia   senza   cooperazione   e   non   c’è  cooperazione  senza  educazione  alla  pace  e  alla  giustizia. COOPERAZIONE   SCUOLA  DI  PACE INTERNAZIONALE Volontari   Cooperazione   Scuola  di  Pace   internazionale   44%   56%   43  
  44. 44. Nella   scuola   di   pace   rientrano   tutte   le   attività   “politiche”,   sociali   e   culturali   tese   all’educazione,     alla   sensibilizzazione   e   all’informazione   sui   temi   della  pace,  della  solidarietà  e  della  giustizia.   La   scuola   di   pace   è   il   laboratorio   dove   si   chiariscono   gli   obiettivi,   dove   si   consolidano   i   valori,   dove   prendono   forma   le   idee   a   sostegno   della  cooperazione. In  questa  “fabbrica”  i  giovani  sono  i  protagonisti  e   sono  proprio  loro  che,  in  Italia  e  nei  paesi  in  via  di   sviluppo   dove   Shalom   opera,   presentano   ai   loro   coetanei   un   percorso   formativo   nella   denuncia   delle  cause  dell’ingiustizia,  della  marginalizzazione   e  nella  diffusione  di  una  cultura  della  solidarietà  e   della   cooperazione.   Nella   scuola   di   pace   si   offre   opportunità   concrete   di   coinvolgimento   per   sviluppare  una  cittadinanza  attiva  e  responsabile.   SCUOLA  DI  PACEEducazione Informazione Sensibilizzazione 44  
  45. 45. 45  
  46. 46. L’educazione   alla   pace,   alla  solidarietà   e   alla   giustizia   è   una  delle   attività   svolte   da   Shalom  nel   programma   della   scuola   di  pace.   L’obiettivo   è   quello   di  coinvolgere  i  giovani  e  le  famiglie  nella   costruzione   di   un   mondo  dove   la     pace   prevalga   sulla  guerra,   la   separazione   sulla  condivisione,   la   cooperazione    sulla   competizione   selvaggia,   Giovani  legoismo  sulla  solidarietà Shalom   Famiglia   Shalom   AdulA   Shalom   Arte  e   Pace   46  
  47. 47. Cantieri  di  PACELocalizzazione  Ponsacco,  Pontedera,  San   Descrizione  Miniato,  Fucecchio,   incontri  settimanali,  coordinati  da  Educatori  Shalom.Taranto,  Napoli,   Temi  trattati  Andezeno,    Cerreto   diritti   umani,   disagi   giovanili,   progetti   di   cooperazione  Guidi,  Forcoli,   internazionale,  valori  quali  amicizia  e  giustizia  sociale.  Empoli,   Giovani   coinvolti   numero   418   in   Italia   238   all’estero   180  Ouagadougou,   età  compresa  fra  i  10  e  i  30  anni.  Nouna,  Fada   Attività  svolteN’Gourma  e  Dorì   attività   ludiche,   raccolta   fondi,   uscite   didattiche,   gite  (Burkina  Faso),   turistiche,   proiezione   film   e   documentari,   incontri   con  Matadi  e  Nzioni   persone  svantaggiate.(Bas-­‐Congo),  Addis   Risultati  ottenuti  Abeba,  Ghecce  e   •     n°  336  incontri  annuali  all’estero;Zizencho  (Etiopia),   •     n°  850  incontri  annuali  in  Italia.Asmara  e  Hiebo   Risorse  umane  impegnate  (Eritrea),  Ngong  e   55  educatori  volontari  Shalom;Bugnore  (Kenya),   1  lavoratore  dipendente.Mytiana  (Uganda).   Fattori  di  forza   esperienza  di  35  anni  nell’educazione  dei  giovani.  Servizio  Entrate    2008 alla   collettività   in   collaborazione   con   le   amministrazioni  €  18.040,00 locali.  Educatori  volontari.Uscite  2008€  18.040,00Risorse  FinanziarieContributi  da  Enti   Obiettivi di miglioramentopubblici  e  privati,   istituzione di un centro di formazione continuativa delautofinanziamento   gruppo educatori, miglior coinvolgimento delle nuovee  proventi  da   generazioni e ricerca di maggiori spazi adeguatiraccolta  fondi. all’aggregazione di giovani. 47  
  48. 48. Progetto  Scuola Descrizione   incontri  nelle  scuole  di  ogni  ordine  e  grado.Localizzazione   Temi  trattatiscuole  dei  comuni   diritti   umani,   cultura   della   nonviolenza,   mercato  di  Empoli,  San   equosolidale,   volontariato   e   progetti   di   cooperazione   allo  Miniato,  Pisa,   sviluppo.Pontedera,   BeneficiariPonsacco,   studenti,  loro  famiglie  e  insegnanti  delle  scuole  coinvolte.Lamporecchio,   Attività  svolte  Larciano,   proiezione  di  filmati  tematici,  giochi  didattici,  testimonianze  Montelupo   di   referenti   internazionali   Shalom,   discussioni,   dibattiti   e  Fiorentino,   confronti.Castelfiorentino,   Risultati  ottenuti  Fucecchio  e  Siena incontro   con   1229   ragazzi   nell’anno   scolastico   2007/2008.   Coinvolgimento  di  alcuni  giovani  nelle  attività  Shalom. La  classe  4°  dell’istituto  di  Agraria  di  Siena  ha  partecipato  ad  Entrate  2008 un   viaggio   umanitario   in   Burkina   Faso   e   ha   contribuito   alla  €  4.200,00 realizzazione  di  un  orto  con  un  impianto  di  irrigazione. Risorse  umane  impegnate  Uscite  2008   2  educatori  dipendenti;  €  4.200,00 3  volontari  della  Commissione  Scuola. Fattori  di  forza contatto  diretto  con  i  ragazzi  e  con  i  docenti,  inserimento  di  Risorse  finanziarie figure  educative  nelle  varie  realtà  locali.contributi  da:enti  pubblici  e  privati  e  autofinanziamento. Obiettivi di miglioramento aggiornamento del materiale audiovisivo. 48  
  49. 49. Progetto  Scuola Descrizione   sostegno  post-­‐scolastico.  Attività  ludica  e  di  socializzazione.Localizzazione   BeneficiariPonsacco  e   ragazzi,  famiglie  ed  istituti  scolastici.Pontedera Attività  svolte   supporto  nello  svolgimento  dei  compiti  scolastici.Durata   Risultati  ottenuti  anno  scolastico sostegno  a  63  ragazzi  e  relative  famiglie.   Risorse  umane  impegnate   6  collaboratori  occasionali  remunerati;Entrate  2008 4    insegnanti  volontari.€  8.000,00 Fattori  di  forza •   gratuità  e  continuità  del  servizio;Uscite  2008   •    contatto  diretto  con  i  ragazzi  e  con  i  docenti,  inserimento  €  5.000,00 di  figure  educative  nelle  varie  realtà  locali; •   supporto  alle  istituzioni.Risorse  finanziariecontributi  da:enti  pubblici  e  autofinanziamento Obiettivi di miglioramento dotazioni di ulteriori attrezzature didattiche. 49  
  50. 50. Corso  per   Descrizione   Educatori corso   formativo   per   educatori   sulle   nuove   tecniche   di   aggregazione  giovanile.Localizzazione   Temi  trattati  Sedi  Shalom  di   la   figura   dell’   educatore   e   l’organizzazione   di   un   campo  Pontedera  e   estivo.Fucecchio Beneficiari 50  giovani  di  età  compresa  fra  i  16  e  i  30  anni.Durata     Attività  svolte  2  mesi dibattiti,  visione  filmati,  simulazione  di  giochi  socializzanti. Risultati  ottenutiEntrate    2008   ampia  ed  attiva  partecipazione  di  ragazzi  e  giovani  al  corso  €    4.230,00 formativo.  Gradimento  degli  incontri  formativi  e  richiesta  di   nuovi  corsi  a  cadenza  periodica.  Coinvolgimento  del  30%  dei  Uscite  2008   partecipanti  alle  attività  estive  Shalom.€  8.511,56 Risorse  umane  impegnate   2  docenti  dell’agenzia  formativa  Performat;Risorse  finanziarie 3  docenti  Shalom;autofinanziamento 15  volontari  per  l’organizzazione. Fattori  di  forza   alta  partecipazione  e  rispondenza  alle  aspettative. Obiettivi di miglioramento ricerca di un metodo di formazione più coinvolgente ed esperenzale. 50  

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