Il documento analizza una sentenza del 2016 che coinvolge un processo civile riguardante un divorzio e la custodia di minori, evidenziando come la motivazione della sentenza sia ritenuta denigratoria e non motivata da prove concrete. Si sottolinea la presenza di elementi di manipolazione e l'assenza di un contraddittorio, suggerendo che il caso abbia radici in una vicenda complessa e potenzialmente illecita che coinvolge anche figure istituzionali e ambienti militari. L'autore del documento denuncia la mancanza di correttezza nella trattazione dei fatti e delle prove, proponendo una lettura critica della motivazione della sentenza.