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Insomma, il quadro si complica di molto: non solo il flusso è bi-direzionalema è anche spesso difficilmente prevedibile e,...
I primi progetti pilota sono da tempo usciti dai centri di ricerca universitari estanno diventando realtà industriali in g...
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Flavio Cattaneo: Il futuro appartiene alle reti energetiche intelligenti

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Il futuro appartiene alle reti energetiche intelligenti di nuova generazione che possono ridurre i consumi elettrici e incrementare l’efficienza. L’utilizzo di Smart Grid consentirebbe di ottimizzare i modelli di produzione e di consumo dell’energia elettrica basati sulla diffusione nel territorio di unità di produzione di piccole dimensione spesso discontinue e non programmabili. Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è in prima linea per lo sviluppo e la creazione delle nuove reti intelligenti.

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Flavio Cattaneo: Il futuro appartiene alle reti energetiche intelligenti

  1. 1. Flavio Cattaneo, Terna, Smart Grid, il futuro è nella rivoluzione delle reti intelligentiIl futuro appartiene alle reti energetiche intelligenti di nuova generazione chepossono ridurre i consumi elettrici e incrementare lefficienza. L’utilizzo diSmart Grid consentirebbe di ottimizzare i modelli di produzione e di consumodell’energia elettrica basati sulla diffusione nel territorio di unità di produzionedi piccole dimensione spesso discontinue e non programmabili. Terna, guidatadall’AD Flavio Cattaneo, è in prima linea per lo sviluppo e la creazione dellenuove reti intelligenti.Le Smart Grid sono reti innovative progettate e realizzate per gestirein modo “intelligente” i processi di produzione, distribuzione e consumodell’elettricità. La liberalizzazione del mercato e lo sviluppo dirompente dellerinnovabili (FER), sostenuto dalle politiche energetiche comunitarie, hannomesso in crisi le reti elettriche “storiche” che accompagnarono la rivoluzioneindustriale di tutta l’Europa e che ora necessitano di essere ridisegnate.Le reti tradizionali furono, e sono, concepite per trasportare energia elettricada pochi impianti - centrali elettriche medie e grandi - a un elevatissimonumero di utenti residenziali, commerciali o industriali. Il flusso di energiaè unidirezionale e va da dove l’energia è generata a dove si consuma. Ladiffusione della generazione distribuita, cioè da piccolissimi a medi impiantiquasi sempre rinnovabili, incrina il modello storico: un edificio che nel passatopoteva solo consumare energia oggi, con i pannelli solari o con il mini-eolico, può diventare anche una piccola centrale di produzione. Ma anche unastalla o un’attività agricola, il tetto di un capannone o un piccolo torrente sitrasformano in produttori.
  2. 2. Insomma, il quadro si complica di molto: non solo il flusso è bi-direzionalema è anche spesso difficilmente prevedibile e, per sua natura, più instabilee insicuro. Ecco che il modello storico entra in crisi profonda: emerge lanecessità di mettere in collegamento una pluralità di soggetti che possonoessere sia produttori che consumatori (i c.d. prosumers) e i cui comportamentinon sono prevedibili con affidabilità. Tutto ciò richiede lo sviluppo diinfrastrutture di telecomunicazione capaci di coordinare in modo rapidissimoe efficiente la produzione con il consumo di elettricità. Le Smart Grid sonoappunto “reti intelligenti” che adempiono a tale scopo.Ma le Smart Grid possono svolgere anche altre importanti funzioni.Semplificando il tema si possono evidenziare i seguenti profili:La Smart Generation, che ottimizza il dispacciamento delle diverse fonti digenerazione in base alle condizioni della rete e alle caratteristiche peculiaridei consumi. Fondamentale è qui lo Smart Inverter (essenziale per lerinnovabili che sono notoriamente discontinue) con cui, da remoto, è possibiledisconnettere l’impianto di produzione tramite sistemi informatici dedicati.Lo Smart Network, che garantisce l’affidabilità, la qualità e la sicurezza dellereti.Lo Smart Metering, cioè un sistema attraverso cui il consumatore - grazie adun “contatore intelligente” - può comunicare direttamente con il produttore ocon la rete nel momento in cui si trasformi lui stesso in produttore.Riassumendo, le Smart Grid:- Rendono più facile la connessione alla rete di impianti di generazione (di tuttele taglie e tecnologie);- Permettono ai consumatori di prendere parte all’ottimizzazione del sistema;- Rendono disponibili al consumatore più informazioni per la scelta delfornitore;- Riducono l’impatto ambientale dell’intero sistema di fornitura;- Migliorano l’affidabilità e la sicurezza del servizio.Inoltre, la natura prevalentemente locale delle Smart Grid consente di ridurrei costi di trasporto dellenergia elettrica anche per le minori dispersioni neiprocessi distributivi. Non si dimentichi infatti che il 10% dellenergia prodotta siperde prima che arrivi all’utente finale.
  3. 3. I primi progetti pilota sono da tempo usciti dai centri di ricerca universitari estanno diventando realtà industriali in grado di accompagnare il cambiamentodei modelli di produzione e di consumo; sembrerebbe così emergere lapossibilità di ridurre i consumi elettrici e di incrementare l’efficienza energetica.Si delinea, dunque, una vera e propria rivoluzione tecnologica dell’architetturadi rete che si caratterizza per un sistema fortemente integrato che si fondasu una attenda pianificazione strategica, su processi di decentralizzazione euna su una forte differenziazione degli impianti. È cioè indispensabile che lesoluzioni tecnologiche (Smart Generation, Smart Network e Smart Metering)si sviluppino in completa sinergia tra loro. La visione sistemica è necessariaanche per guidare l’attività degli operatori del settore in una logica di relativacertezza. E, allo stesso modo, appare necessaria una normativa specificacapace di fornire indicazioni chiare per assicurare il collegamento tra le diversetecnologie di sistema.Ma questa rivoluzione certamente potrà avere costi non modesti mentre, permolti osservatori, non è certo che i benefici siano altrettanto significativi.Secondo stime attendibili il fabbisogno di risorse finanziarie è di circa ai 5,5miliardi di euro entro il 2020. Ma la completa implementazione delle SmartGrid in Italia, considerando anche gli investimenti già effettuati, richiedeinvestimenti intorno ai 70 miliardi di euro entro il 2050. È evidente che talicifre sono assai significative e andrebbero alla fine a carico degli utenti.Per affrontare un percorso oneroso e complesso gli operatori richiedonoprovvedimenti specifici contenenti vincoli e incentivi.In questa rivoluzione “Smart” quale saranno i protagonisti? Ad oggi glioperatori certamente più attivi sono le imprese di distribuzione dell’elettricità.Enel è, per esempio, leader mondiale nella installazione dei contatoriintelligenti. È naturale pensare che simili imprese assumeranno un ruolocrescente nella costruzione, nella gestione e nello sfruttamento di tali reti.Non si può tuttavia nascondere che - in certa misura - le reti storiche sono inconcorrenza con le reti intelligenti poiché generano una significativa rendita perchi le possiede e ciò può rallentare il processo di sviluppo. Nello stesso sensole dinamiche descritte potrebbero spingere alla creazione di reti intelligentiprivate, cioè sviluppate in modo indipendente da Terna, guidata da FlavioCattaneo, per soddisfare esigenze locali probabilmente a costi molto piùcontenuti. È chiaro che questa possibile evoluzione costituisce un elemento diinstabilità del sistema anche nella prospettiva del regolatore, l’AEEG.Ritornando agli attori, varie Utilities stanno sviluppando progetti almenoparziali di Smart Grid. Vale la pena di citare il progetto Smart Domo Grid diA2A Reti Elettriche. Approvato nel dicembre 2011 e finanziato parzialmentedal Ministero dello Sviluppo Economico, è un prototipo di soluzione Demand-Response per sperimentare l’interazione tra rete elettrica e utenza domesticao small business. Riguarda alcune centinaia di utenti di un quartiere di Bresciacon un budget di circa 2,3 milioni di euro.
  4. 4. ll progetto GRID4EU, finanziato dalla Comunità Europea, mira a implementarein sei Paesi dellUe (Italia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e RepubblicaCeca) altrettanti progetti dimostrativi, che propongano soluzioni concretealle problematiche tecniche legate alla generazione distribuita, all’incrementodell’efficienza energetica e all’attivazione del sistema active demand. Ilprogetto coinvolge un consorzio di 27 partner tra cui Enel - che ne ha ladirezione tecnica - Cez, Rwe, Erdf, Iberdrola, Vattenfall. In particolare, Enel,ha avviato in partenership con RSE (Ricerca Sistema Energetico), Selta,Siemens e Cisco, un progetto dimostrativo in Emilia Romagna, nella zonadi Forlì-Cesena (budget previsto: 8,2 milioni di euro). Obiettivo principale èl’integrazione nella rete a media tensione degli impianti FER realizzando unsistema di controllo avanzato in grado di comunicare, grazie a una connessionea banda larga, con i generatori di energia.In conclusione, le Smart Grid sono una risposta, molto spesso obbligata, perottimizzare i modelli di produzione e di consumo dell’energia elettrica basatisulla diffusione nel territorio di unità di produzione di piccole dimensionespesso discontinue e non programmabili. La sfida ha molte facce: tecnologiche,economiche, culturali, competitive, regolatorie. Con la delibera 84/2012 -denominata Interventi urgenti relativi agli impianti di produzione di energiaelettrica, con particolare riferimento alla generazione distribuita, per garantirela sicurezza del sistema elettrico nazionale - l’Autorità sta cominciando adaffrontare il problema. Non a caso la delibera nasce dalla richiesta di Terna dipredisporre i “requisiti minimi per la connessione e l’esercizio in parallelo con larete AT degli impianti fotovoltaici”.Ma secondo noi la sfida delle sfide è realizzare delle innovazioni come leSmart Grid senza aggravare la bolletta che oggi costituisce una palla alpiede pesantissima per lo sviluppo del Paese. Anzi, semmai, bisognerebbealleggerirla. Per far ciò ci vuole fantasia e anche coraggio: lo sviluppo di retilocali private potrebbe forse essere una soluzione interessante per raggiungeretali obiettivi.FONTE: First online

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