Attività programmate 2005-2007

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INSMLI - Attività programmate per il triennio 2005 2007

INSMLI - Attività programmate per il triennio 2005 2007

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  • 1. Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia Viale Sarca 336, palazzina 15 - 20126 Milano tel. 02.641106.1 fax 02.66101600 www.insmli.it segreteria@insmli.it Programma delle attività - triennio 2005-2007 Il triennio 2005 -2007 vedrà lo sviluppo simultaneo di numerosiprogrammi, che terranno conto di esigenze diverse. Per quanto riguarda le strutture della sede centrale, non soltantocontinuerà e si consoliderà il lavoro di gestione del patrimonio archivistico ebibliografico, ma si svilupperanno, in stretto collegamento, come per ilpassato, con la rete degli Istituti associati, programmi di accesso a distanza diquesto patrimonio, sia con la prosecuzione delle catalogazioni einventariazioni informatiche, sia con la creazione di nuovi strumenti, daarricchire via via, secondo la disponibilità di risorse. Devono esseresottolineati in modo particolare i programmi sia di digitalizzazione dei periodicirari, già avviato questo sulla piattaforma Internet già disposta dalla BibliotecaBraidense di Milano, sia di pubblicazione delle schede di spoglio dei periodicidi storia, con l’arricchimento di una banca dati di migliaia di titoli, che colmeràuna grave lacuna dell’OPAC bibliografico SBN. In entrambi questi programmil’Istituto agisce operando come capofila degli Istituti associati, e promuovequindi la valorizzazione di un patrimonio distribuito sul territorio nazionale, lacui consistenza complessiva supera ormai, nel campo della storiacontemporanea, le raccolte di qualsiasi altro Istituto di ricerca italiano. Date le finalità statutarie dell’Istituto nazionale per la storia delMovimento di liberazione in Italia, un’attenzione particolare sarà data, in ognisettore di attività, a iniziative e proposte, ora anche non definite, chepromuovano una riflessione scientifica sul triennio di creazione dellaRepubblica e di elaborazione della Costituzione, fino alla sua promulgazione.Non si tratta ovviamente solo di assecondare celebrazioni ecommemorazioni. Compito dell’Istituto e dei suoi associati sarà di sostenerericerche su istituzioni e personaggi del sessantennio repubblicano, e diaffinare i propri interventi nel campo dell’educazione civile, in strettocollegamento con il MIUR, per fornire all’insegnamento dei principi democraticiconsegnati nella Carta costituzionale la più ricca strumentazione possibile,quale la esige il nuovo contesto di una scuola dove, a tutti i livelli, compresoquello universitario, il problema delle relazioni interculturali è posto con 1
  • 2. urgenza da una popolazione discente in tumultuosa trasformazione.La Scuola superiore di formazione storica Allo stesso tempo, non si vuole trascurare un impegno didattico cherappresenta per l’Istituto nazionale la ripresa di iniziative felicementepromosse negli anni settanta del ventesimo secolo, e poi abbandonate perdifficoltà finanziarie. Si tratta cioè della formazione di ricercatori di storia, perla quale si sono già trovate significative risorse, sulla base del programmascientifico adottato dall’Istituto nel 2003, e che si avvantaggerà delle strutturecreate e in corso di creazione presso l’INSMLI. L’arricchimento degli strumenti di lavoro, insieme con l’ormaiconsolidata riorganizzazione strutturale della nuova sede, serve infatti di baseal progetto, avviato finanziariamente a partire dal 2004, di una scuolasuperiore di formazione storica rivolta a un numero significativo di borsisti(otto per il 2005) reclutati con bando nazionale, borsisti ai quali sarà richiestasia la realizzazione di ricerche originali, dirette da docenti responsabili, sia lafrequenza di seminari residenziali, previsti nella misura di quattro all’anno, perdodici giorni complessivi. I docenti dei seminari saranno scelti tra i piùautorevoli in campo internazionale e si farà il possibile per pubblicare gli attidei loro interventi.Le strutture dell’Istituto1. Archivio Nel triennio l’Archivio, nell’ambito del progetto Guida avviato con isessantasette Istituti associati e collegati all’Insmli, proseguirà nelladescrizione informatizzata di tutti i fondi cartacei e fotografici della rete.Questo impegno, avviato a partire dal 1997 con il sostegno e lacollaborazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali, permette laconsultazione a distanza del patrimonio documentario degli Istituti storici dellaResistenza e dell’età contemporanea, che rappresenta la raccoltadocumentaria per la storia d’Italia nel XX secolo più completa e consistente, aldi fuori degli Archivi di Stato. Per favorire l’utilizzo di tutte le risorse degli Istituti e potenziare laconsultabilità degli archivi, l’Istituto nazionale ha inoltre assunto come propritàl’impegno di realizzare la migrazione dei dati archivistici da Guida (ambienteWinisis) a Sesamo (Regione Lombardia) e a Guarini (Regione Piemonte) eviceversa. Nel corso del 2005 - 2007 si procederà alla creazione di un nuovo Opacgrafico per l’interrogazione on line della banca dati degli archivi cartacei efotografici dell’Insmli e della sua rete, compreso un Metaopac perl’interrogazione integrata dei vari database e, in ambiente Javaisis, il 2
  • 3. collegamento on line per l’editing diretto dei dati da parte dei singoli Istituti. Si intende realizzare inoltre la migrazione dei dati dall’ambiente Isis aSesamo e Guarini e viceversa in modo da consentire all’Insmli di gestire nelproprio dominio le informazioni archivistiche acquisite con la ricerca, inmaniera conforme alla gestione di tutto il restante patrimonio archivisticodell’Istituto e della sua rete, e alla Regione Lombardia e alla RegionePiemonte di acquisire e omogeneizzare i dati nelle proprie banche di datiarchivistici. Il tutto finalizzato alla migrazione dei dati sulla piattaformanazionale di Siusa. Il patrimonio archivistico dell’Insmli e della rete èconsultabile presso il Cribecu di Pisa e nel portale dell’Unesco. L’Archivio continuerà nell’opera di formazione e di aggiornamento degliarchivisti degli Istituti associati prevedendo periodici stage di formazione per ilpersonale, con attenzione rivolta sia alla formazione archivistica cheall’acquisizione di competenze informatiche, e continuando a fornireconsulenza e incontri di formazione informali agli operatori degli archivi storicidegli Istituti. La valorizzazione del patrimonio documentario dell’Insmli saràperseguita in particolare con la realizzazione di una mostra sulla Resistenzada tenersi a Milano in occasione del 60° anniversario della Liberazione, conla promozione di iniziative editoriali legate alla diffusione delle immagini dellaguerra di liberazione, con la digitalizzazione dell’intero patrimonio fotograficoe con la pubblicazione della Guida agli Archivi degli Istituti storici dellaResistenza. Infine è previsto un forte impegno per l’acquisizione di archivi di privati,di enti e associazioni dell’area milanese, il restauro del patrimonio in precariecondizioni di conservazione, il completamento della corretta condizionaturadella documentazione fotografica dell’Insmli in modo da garantirne lasalvaguardia, la digitalizzazione di tutto il patrimonio fotografico. L’Istituto sta compiendo, e ultimerà nel 2005, per conto della RegioneLombardia, un rilevamento e censimento degli archivi di scuole mediesuperiori di Milano. Il progetto è un esperimento, che si potrebbe estenderenel triennio qui considerato alla provincia intera, e poi alla RegioneLombardia. Si veda anche, su questo tema, la sezione didattica.2. Biblioteca La Biblioteca dell’Istituto prevede, oltre all’allargamento dell’attivitàcorrente di catalogazione e servizio/consulenza al pubblico: - l’attività di presentazione pubblica di volumi di saggistica storica - d’incrementare le attività di ricerca dei fondi librari ed emerotecari,in particolar modo di quelli legati alle figure e alla storia della culturademocratica ed antifascista, della Repubblica e del fascismo - di sviluppare l’attività di coordinamento e le operazioni di spoglio dei 3
  • 4. periodici di storia contemporanea nell’ambito del progetto ESSPER(Università di Castellanza)<http://www.biblio.liuc.it/biblio/essper/spoglio.htm>, con l’intento di realizzareuna bibliografia aggiornata della produzione periodica di storiacontemporanea e di consentire le opportune interfacce per la ricerca storico-archivistica - di sviluppare il progetto “Epoca” di digitalizzazione dei periodici(anni Venti-Quaranta) della biblioteca “Parri” nell’ambito dell’emerotecadigitale promossa dalla Biblioteca Nazionale Braidense<http://emeroteca.braidense.it/progetti/epoca.php>, con l’intento dipartecipare ad una vasta opera di reperimento e valorizzazione di fonti,anche rare o inedite, difficilmente reperibili e di consentire il loro studio e laloro disponibilità per un ampio pubblico - di sviluppare la collaborazione con gli Istituti della rete dell’Insmli invista della realizzazione del centro catalografico di storia contemporanea.Esso contempla la creazione di una bibliografia sistematica attraverso spoglie catalogazione di periodici, monografie e miscellanee italiane e straniere,nonché la formazione di una banca dati in rete, integrata con quellaarchivistica (Guida Archivi). L’obiettivo è quello di provvedere gli utenti di unmetaopac di settore, particolarmente ricco per quanto riguarda la storiad’Italia nel XX secolo - la prosecuzione del progetto di restauro conservativo etrasferimento in microforme del materiale raro e di pregio (periodici,opuscoli, volumi) dell’epoca fascista, del periodo bellico e delle origini dellaRepubblica, appartenente alla sezione dei cosiddetti fondi storici dellabiblioteca “Parri”3. DidatticaProtocollo d’intesa e Convenzione con il MIUR Tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, l INSMLI ed ilLaboratorio nazionale per la didattica della storia (dora in poi LANDIS), istitutodella rete dedicato alla ricerca formativa, è stato firmato il 17 luglio 2002 unProtocollo d’intesa in cui si definisce un quadro d’insieme per le attività dasvolgere in collaborazione. Inoltre, il giorno 3 ottobre 2003 è stata firmata unaConvenzione tra INSMLI e MIUR in cui si riconosce il ruolo dell’INSMLI qualesoggetto per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti. TaleConvenzione è stata rinnovata nell’agosto 2004. Sulla scorta di taleConvenzione e del Protocollo d’intesa si sono costituiti gruppi di studio e dielaborazione in relazione ai diversi aspetti conseguenti all’applicazione dellalegge n. 53 del 28 marzo 2003 a partire dalle informazioni contenute neidocumenti trasmessi al Comitato dal Ministero. I risultati di tale lavoro, manmano che saranno raggiunti nelle varie fasi della procedura, saranno 4
  • 5. consegnati al Comitato paritetico. Si prevede, inoltre, l’organizzazione diseminari e di “attività di ricerca-azione finalizzate all’elaborazione dei piani distudio ordinamentali” nelle sedi degli Istituti associati, al fine di promuovere emonitorare processi di innovazione. Si tenga inoltre presente che gli Istituti della Resistenza fondano la loroattività formativa sull’intreccio fra la documentazione conservata nei loroarchivi, che coprono gran parte del territorio italiano, l’attività che intorno adessi si svolge, la raccolta di materiale informativo e bibliotecario che consentel’aggiornamento continuo degli sviluppi storiografici in ogni direzione, laricerca che spesso apre piste nuove nel territorio degli studi storici relativi allacontemporaneità. Tutta questa massa di lavoro e di responsabilità, a cui èindispensabile il sostegno degli insegnanti che hanno ricevuto il comandosulla base della Convenzione MIUR-Insmli, costituisce lo sfondo su cui sidefiniscono le scelte per l’impegno formativo. Tali scelte, di cui si discuteràpiù avanti, comportano anche una serie di intrecci collaborativi, che radicanogli Istituti nel territorio secondo varie direzioni: quella istituzionale, quellaculturale, quella della società civile ed, infine, ed è ciò che più interessa ai finidella Convenzione, quella scolastica. Per entrare nel dettaglio, si raccolgono intorno agli Istituti: - 81 fra Enti, Associazioni, Biblioteche, Fondazioni, Sindacati; - 33 Comuni, 13 Province e 9 Consigli regionali per quanto riguarda gli Enti locali; - 4 Direzioni scolastiche regionali, 4 Centri Servizi Amministrativi del MIUR, 4 Sovrintendenze ai Beni Archivistici, 2 Archivi di Stato, 2 IRRE; - 5 Università come Istituzioni preposte alla ricerca, con cui si sono sviluppati progetti specifici rivolti alle scuole mentre, in moltissimi altri casi, qui non documentati perché non propriamente attinenti al progetto della Convenzione, gli Istituti sono a vario titolo coinvolti in attività di formazione attraverso le SSISS, oppure di sostegno alle necessità di formazione universitaria (ricerche, tesi di laurea, ecc.); Agli Istituti, poi, si rivolgono per documentazione e per supportoscientifico la Rai, Enti teatrali e cinematografici, giornalisti e scrittori per leloro opere di divulgazione sui temi specifici per cui la Rete è un’autoritàriconosciuta.Riconoscimenti Tra i firmatari del Protocollo d’intesa, l’INSMLI è stato riconosciuto qualesoggetto accreditato e il LANDIS rientra nell’elenco delle Associazioniqualificate sulla base del D.M. 177 del 10/07/00 che disciplina le modalità diaccreditamento dei soggetti che offrono formazione per il personale dellascuola e di riconoscimento delle associazioni professionali e disciplinari comesoggetti qualificati. 5
  • 6. Linee guida della formazione1. Lattività rivolta alle scuole All’interno di questo quadro complessivo, e proprio grazie ad esso, unalinea d’azione particolarmente sentita come propria dalla rete è quella che vain direzione delle Istituzioni scolastiche, secondo varie strategie.a) La divulgazione scolastica Molte attività hanno il fine di consentire ad ampi strati della popolazionescolastica, e soprattutto dei docenti, di venire in contatto con temi edargomenti di forte impianto storiografico attraverso forme diverse dicomunicazione, che aprono la disciplina della storia a vari linguaggi etecniche ed avvicinano la scuola ad una comprensione articolata dellacontemporaneità. Ciò in moltissimi casi prelude alla formazione di gruppi dilavoro e di ricerca, mirati all’acquisizione di nuove prospettive storiografiche edi metodologie innovative nell’insegnamento (formazione dell’insegnante-ricercatore, didattica laboratoriale, ecc.). In tali iniziative i docenti comandatisono protagonisti in vario modo, perché sono promotori o collaboratorinell’ideazione, organizzatori sempre, spesso relatori, autori, consulenti, agenticulturali in prima persona. Tali attività si concretizzano nelle seguenti modalità:  diffusione gratuita alle scuole di libri e Cd, di dossier che raccolgono materiali di studio;  offerta di spettacoli, ivi compresi i concerti, ed azioni teatrali di tipo vario su temi storiograficamente controllati, attraverso accordi con enti oppure coordinando la produzione scolastica, con laboratori storico-teatrali guidati dall’Istituto o la consulenza storiografica ad azioni formative di singole scuole in questo campo  incontri pubblici rivolti alle scuole, ai docenti ed alla cittadinanza talvolta nella forma di tavole rotonde;  interventi, lezioni, conferenze in gruppi di classi o nelle scuole, su invito degli insegnanti o dell’intero corpo docente. Talvolta ciò dipende da un’insufficiente competenza degli insegnanti stessi su temi particolari, talaltra dalla volontà di introdurre nella scuola competenze specifiche oppure di alto valore evocativo; in ogni caso, ciò apre spazi per l’avvicinamento della scuola a livelli di formazione più avanzati sul terreno specifico della storiografia;  mostre, di cui gli Istituti curano l’allestimento o prodotte da Enti con cui si stabiliscono forme di collaborazione; in generale, però, gli Istituti sono responsabili dei percorsi didattici previsti, spesso sostenendo i laboratori didattici 6
  • 7. connessi  siti e portali multimediali. L’Insmli continua a dedicare alla formazione ed alla didattica il sito http://www.novecento.org, che nel giugno 2000 è stato inserito nella lista dei migliori siti storici italiani segnalati dalla World Wide Web Library. Nel complesso l’insieme delle visite a tali siti si può calcolare in diverse centinaia di migliaia, in costante aumento. Ciò costituisce la base per una rete telematica aperta all’esterno; a tale rete, là dove sono presenti, i docenti comandati collaborano attivamente.Inoltre l’attività degli ISR già si concretizza e proseguirà attraverso le seguentimodalità:  proiezioni di film o di video scelti per la loro consistenza storiografica e per la qualità del loro linguaggio con grande attenzione alla fruizione didattica e formativa;  convegni che intendono sondare lo stato della storiografia su particolari temi. I docenti e gli studenti di scuole superiori possono avvicinarsi al “cantiere disciplinare” in corso superando la visione della materia come canone immutabile;  presentazioni, all’esterno o all’interno delle scuole, di libri di recente o recentissima pubblicazione;  realizzazione di percorsi didattici o di sussidi specifici, spesso nati da richieste di insegnanti rivolti alla generalità delle scuole. Tra essi si segnala la realizzazione di Cd come strumento comunicativo tecnicamente vicino agli studenti di quest’ultima generazione, a cui permette di affrontare la complessità di temi attraverso percorsi individualizzati. Infine, in tutti gli Istituti, sono aperti “sportelli – scuola” a cui gliinsegnanti e gli studenti possono rivolgersi per ottenere indicazioni,informazioni, consulenze e sostegno nel campo della storiografia edell’insegnamento/apprendimento della storia.b) Il sostegno all’innovazione formativa. Tutta l’attività nel campo dell’insegnamento/apprendimento è sostenutada un lungo cammino di riflessione sulla didattica della storia, che iniziò nellarete alla fine degli anni Settanta. I punti fermi di tale esperienza sono stati esono:  la definizione della figura dell’insegnante-ricercatore  la teoria e la pratica del “laboratorio di storia”  l’approssimazione dei campi della storia esperta e della storia insegnata attraverso la mediazione dell’insegnante- ricercatore e l’uso delle fonti 7
  • 8.  lo sviluppo del curricolo verticale di storia fondato sulle necessità della formazione dello studente e condotto attraverso le coordinate storiografiche rilevanti del nostro tempo e le acquisizioni più importanti della pratica didattico- pedagogica;  l’apertura del campo problematico della storia a plurime dimensioni spaziali e temporali ed alla diversità degli attori sociali;  la finalità complessiva della costruzione della cittadinanza e delle appartenenze fondate sulla responsabilità ed il rispetto dei diritti attraverso la memoria e l’esperienza della storia. Sulla linea di tale riflessione e di tali pratiche, alla didattica generaledella storia si sono dedicati interventi specifici ed analisi particolari, l’indaginesui bisogni formativi, la ricerca socio-didattica, l’attività di monitoraggio delleesperienze, gli sviluppi del curricolo verticale e si vuole, del pianocomplessivo degli OSA, soprattutto sotto il profilo delle competenzenell’apprendimento il tema specifico della riforma attuale. Uno degli Istituti, ilLaboratorio nazionale per la didattica della storia (Landis), si occupa delquadro di riferimento complessivo e delle prospettive generali dei percorsiscolastici in cui si inserisce il tratto specifico della storia contemporanea, cheè il terreno su cui sono nati ed in cui agiscono gli Istituti, i quali trovano unastruttura di raccordo nella Commissione per la Formazione centrale dell’ INSMLI. Le elaborazioni propriamente didattiche costituiscono uno dei duecardini (l’altro è l’elaborazione storiografica degli Istituti) su cui si muovono leiniziative della rete nel campo formativo, con una ricaduta sulle singole attivitàe le scelte degli Istituti e, attraverso il loro impulso, delle scuole. Tale opera distimolo parte in generale dall’attività di divulgazione ma anche, talvolta, dainiziative specifiche quali, ad esempio, dal bando di concorsi rivolti allescuole, con l’offerta di sostegno agli/alle insegnanti per le attività da farsvolgere alle classi. Naturalmente data la complessità di questi compiti siprevede che essi possano essere declinati nel corso del prossimo biennio. Il rapporto con la realtà scolastica nella duplice dimensione del rapportocon i docenti e con gli studenti conosce diversi livelli. Negli interventi diformazione diretta mirata alle classi sono coinvolti, spesso in unacorresponsabilità guidata, gli/le insegnanti. Tali interventi in numerosi casi sisvolgono con metodologie e pratiche di comunicazione tali da offrire aidocenti opportunità di aggiornamento scientifico ed esperienze di innovazionedidattica. Per i docenti le attività sono :  formazione attraverso lezioni, conferenze e dibattiti cicli di incontri la presentazione di produzioni didattiche esemplari  percorsi formativi di ricerca storica e di riflessione didattica  seminari residenziali e non residenziali;  apprendimento a distanza attraverso l’uso del web. In questa attività ha un rilievo particolare la collaborazione con 8
  • 9. l’INDIRE e, dunque con l’Istituzione scolastica che oggi va orientando l’offerta di aggiornamento soprattutto in questa direzione. Il rapporto con l’ INDIRE è gestito dal LANDIS che, in questo caso, rappresenta tutta la rete. Per gli studenti:  seminari di studio nelle scuole superiori  attività di ricerca didattica, progetti di ricerca/azione, con i loro docenti e monitoraggio delle attività.  laboratori talvolta con incontri di testimoni  itinerari attraverso luoghi di memoria con attività di formazione sul campo2. Il cammino della democrazia La ricognizione delle attività messe in campo dalla rete degli Istituti nonpuò prescindere dalla caratteristica fondamentale dell’Associazione che, dallasua nascita, si è configurata come libera partecipazione di Istituti autonomi adun impegno comune, civile e storiografico, radicato nei diversi territori e nelrispetto delle loro differenze. Per tale motivo non è possibile predisporre pianidi attività organizzati secondo una “volontà superiore” ma è possibile rilevarela forza di tale libero convincimento comune attraverso la pista individuatanella Convenzione, ossia il tema del Cammino della democrazia. Tale tema comune non solo offre la possibilità di verificare quantonegli Istituti si va facendo, ma costituisce anche l’aggancio necessario per unapprofondimento storico-didattico in quella che, altrimenti, sembrerebbe solouna commemorazione retorica sulla ricorrenza del 60° anniversario dellaliberazione e di altre date particolarmente fondanti, come quelle legate allaelaborazione e scrittura della carta costituzionale. Proporre a scuola una riflessione sulla transizione dal nazifascismo allademocrazia non è un semplice argomento da porre accanto agli altri tra gliObiettivi Specifici di Apprendimento, poiché si chiamano in causa diversiordini di problemi di grande portata per la formazione di cittadini consapevoli:quali sono, anche nell’insegnamento, le culture democratiche di riferimento?e, a partire da esse, quali prospettive ha avuto, ed ha in questo momentostorico, il processo democratico in Italia, in Europa, nel mondo? qualerilevanza hanno nel tessuto democratico del nostro paese le diversememorie, i loro conflitti, il loro dolente rapporto con il passato? quale rapportoha la storiografia con la memoria? Ed ancora: nelle diverse uscite daitotalitarismi e dalle dittature possono trovarsi convergenze che la storia aiutaa definire? è forse più corretto parlare di “democrazie” al plurale, oppure didiversi livelli di democrazia? Infine crediamo, ed è uno dei punti di forza dell’Associazione, che siacompito della scuola formare l’individuo democratico; siamo, però, in unperiodo storico in cui alcuni livelli decisionali stanno slittando su pianisopranazionali, in cui lo stesso strumento della delega sta mutando, in cui la 9
  • 10. dialettica inclusione/esclusione, ospite/nemico nella cittadinanza costituisceun fronte su cui tradizioni democratiche pure antiche si scontrano, in cui laprospettiva mondiale pone il problema delle democrazie possibili e del lororapporto con la matrice occidentale. Fernando Savater ammonisce:“Educhiamo meglio, o cominciamo a tremare”.a) L’impianto storico Gli Istituti non hanno inteso definire nel complesso una summapossibile del sapere scolastico sul tema, ma esplorare in quanti modi e perquali vie la scuola, attraverso la storia dei passati e di quel particolarepassato di cui ricorre il 60° anniversario, non solo della liberazione, ma anchedella Costituzione, possa educare oggi ad una cittadinanza democratica. Un grosso nucleo di tematiche, che assumono valore di paradigma, ècostituito dalla presentazione alle scuole dell’universo negativo, punto zerodella democrazia e dell’umanità, evocato dalla Giornata della memoria, in tuttii suoi aspetti e nell’ampiezza del suo contesto. Nel medesimo senso siindirizzano le iniziative sul Giorno del ricordo, e sugli orrori e le sofferenze dicui il secolo XX è stato costellato, ivi compresi i temi della guerra e delle sueconseguenze, del colonialismo e del post-colonialismo, dei totalitarismi, deirazzismi. Ricordare ai giovani “che questo è stato” è difficile, se non si vuolescivolare in un atto penitenziale collettivo postumo, che può distorcersi, neisuoi esiti, rispetto agli intenti. Un esempio di come gli Istituti intendonoproporre questi temi è dato dall’attività che si svolge intorno ai “luoghi dellamemoria” concepiti come siti in cui si riflette sulla condivisione delle memoriee sulla soluzione democratica dei conflitti e che rimandano al tema dellapace. Ma questo è, comunque, uno snodo necessario per ogni possibilediscorso sulla democrazia, sulle sue possibilità ed i suoi rischi. Ricordare aigiovani che Hitler fu democraticamente eletto mette il dito nel cuore delproblema. Luciano Canfora ricorda che anche il processo di Socrate fu“democraticamente” condotto. Ricordare che il “cammino della democrazia” èreversibile (Christian Meier, Da Atene ad Auschwitz) sottrae al discorsostorico il senso della ineluttabilità del progresso, che si muta in indifferenza aivalori. In quest’ordine del discorso l’antifascismo e la Resistenza siinseriscono come passaggi difficili, fondati sulla responsabilità della scelta edelle sue conseguenze, attraverso un mondo capovolto, perché potesseiniziare il “cammino della democrazia” regolato dalla Costituzione Intorno a questo nucleo si sviluppa un discorso più ampio, che parteanche da lontano, dall’Ottocento, percorre la prima metà del secolo XX sisnoda nel dopoguerra, negli aspetti di democrazia politica e sociale con lesue contraddizioni e le sue ombre, fino alla caduta del muro di Berlino ed alletematizzazioni del tempo presente, guardando alla Costituzione europea, aiproblemi della democrazia nella globalizzazione, nelle migrazioni, negli 10
  • 11. scenari internazionali, nelle storie “altre” che costituiscono tratti del mondo incui viviamo, nella “storia del mondo”.b) L’impianto formativo L’impegno sui processi di innovazione ha come punto di riferimento,all’interno del quadro proposto dalle Indicazioni ministeriali, alcuni passaggiche, nostro parere, vanno valorizzati, come: “usare il passato per renderecomprensibile il presente e comprendere che domande poste dal presente alfuturo trovano la loro radice nella conoscenza del passato”, “Esplicitare… leidee e i valori presenti nell’esperienza…in armonia con la Costituzione dellaRepubblica Italiana”. Ma , soprattutto, crediamo che gli insegnanti di storiadebbano farsi carico dell’“Educazione alla cittadinanza”, che da un latocostituisce un piano di raccordo tra le discipline costituendo una finalitàcomune, dall’altro fa parte della più vasta “Educazione alla convivenza civile”.Non è, dunque, una disciplina con un proprio spazio orario, ma un territorioformativo a cui concorrono le varie discipline. Mostrare come la Storia sia unodegli assi portanti di tale “Educazione” nel suo essenziale rapporto fra ilpresente e il passato, fra il passato e il presente, può costituire il principale“impegno sui processi d’innovazione” sostenuto dagli Istituti. A quale età, edattraverso quali percorsi didattici i bambini e le bambine possono, o debbono,rendersi conto, sul piano dell’esperienza e su quello delle conoscenze, delladifferenza tra valori e regimi democratici e quelli che non lo sono? Come sicostruisce nel tempo la consapevolezza dei tratti fondamentali delle societàdemocratiche? Come si articola, anno dopo anno, la coscienza dei dirittiumani e quella del concreto svilupparsi delle forme in cui la democrazia siattua, nelle sue varianti essenziali? E come si conducono, nelle classisuperiori, i giovani e le giovani a comprendere che il nostro paese haconquistato la democrazia con un patto civile che va sempre rinnovato, e cheessi sono parte essenziale di quel patto; che il patto di civiltà va estesoall’Europa ed al mondo, se deve esserci un futuro vivibile, pur con tutti iproblemi ed i nodi irrisolti di cui si è parlato. Tale percorso, se vuole essere efficace, deve essere attraversato construmenti più ricchi, con linguaggi più significativi di quelli che hanno resospesso la storia uno strumento didattico inerte. Intorno a questo nodo gliIstituti hanno messo a fuoco le opportunità che la storia stessa offre, con lesue fonti, le sue logiche, le sue operazioni, e quelle che la pedagogia piùavvertita ha affinato. È questo il senso dell’insistenza su “ricerca”,“laboratorio”, “competenze” ed è questo ciò che ha condotto, negli anni, aporre con forza il discorso sul “curricolo verticale”. Nell’ambito del quadro fin qui esposto è stata nominata una appositaCommissione nazionale per la formazione, di cui fanno parte una decina didocenti comandati provenienti dagli Istituti di tutta Italia, particolarmente attivinel settore della formazione. Inoltre l’Istituto Nazionale promuove una serie di 11
  • 12. iniziative in stretta collaborazione con le varie sedi locali. In particolare per il triennio 2005-2007 si prevede di potenziare ladimensione dell’insegnamento a distanza, con l’elaborazione di progetti miratiper l’e-learning . Nello stesso tempo proseguirà l’attività di formazione inpresenza attraverso l’attivazione di specifici corsi sparsi in tutto il territorio. Anche nel settore delle pubblicazioni specificatamente legate alladidattica si prevede di potenziare questo settore mediante la pubblicazionedegli atti di seminari particolarmente significativi.Iniziative culturali tra didattica e ricerca Si esemplifica sommariamente l’attività per il 2005 che si ripeterà neglianni successivi: a. Presentazioni di volumi e tavole rotonde realizzate in collaborazione con la Casa della Cultura, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica di Milano, la Fondazione Memoria della Deportazione (ad es.: 2 febbraio 2005 presentazione del volume di Michele Sarfatti, 10 marzo presentazione del volume di Gustavo Corni, 28 aprile presentazione dl volume che raccoglie gli atti del seminario Chiesa e Guerra, Il Mulino 2005; maggio 2005 presentazione del volume di G. Hermann). b. In collaborazione con la Direzione Scolastica Regionale e la Fondazione Memoria della Deportazione realizzazione di numerosi seminari, anche nell’ambito del progetto Insegnare la storia del XX secolo in chiave europea. c. Laboratori per insegnanti e studenti su nodi fondanti del Novecento (in particolare gli anni Sessanta, la shoah, le foibe) e sportello scuola per i docenti.Pubblicazioni di ambito formativo Si prevede nel gennaio 2006 la pubblicazione del seminario tenutosi neigiorni 13-15 gennaio 2005 presso l’editore Giuntina di Firenze.4. Rivista “Italia contemporanea” Nel corso del triennio l’ INSMLI continuerà la pubblicazione del trimestrale“Italia contemporanea”, che si conferma come lo strumento più idoneo per ladiffusione dei risultati delle ricerche attinenti alle aree di attenzioneprivilegiata da parte dell’INSMLI. Uno sforzo particolare sarà rivolto alladiffusione presso le scuole e alla preparazione di un’edizione elettronica,accessibile per abbonamento, che consentirà di fornire a docenti e ricercatoriuno strumento più agile e selettivo per il proprio aggiornamento culturale. 12
  • 13. 5. Programmi editoriali 1. Claudio Pavone (a cura di), Strumenti e fonti, 3 voll., Roma, Ministero per i Beni e le Attività culturali. Pubblicazione entro il 2005. 2. Stuart Woolf (a cura di), L’Italia repubblicana, vista da fuori, Milano, Sansoni. Pubblicazione entro il 2005. 3. Un’immagine dell’Italia. Mostra di una mostra della Resistenza, Catalogo Skira. Pubblicazione entro il 2005. 4. Giovanni Taurasi, Comuni, prefetture e partiti, Roma, Insmli-Carocci 5. Leonardo Rossi (a cura di), Ricerca storico-didattica nel Web, Roma, Insmli-Carocci 6. Marco Palla (a cura di), Lo Stato fascista, Milano, Sansoni (ristampa) 7. Enzo Collotti, Fascismo e politica di potenza, Politica estera 1922-1939, Milano, Sansoni (ristampa)6. Iniziative scientifiche 1. Ultime lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. Laricerca, già impostata nel 2004, sarà condotta a termine entro il 2006, con lapubblicazione dei risultati delle esplorazioni condotte su tutto il territorionazionale di questo tipo di documenti, sotto la direzione del dr MimmoFranzinelli. 2. Pubblicazione dei risultati delle ricerche dei borsisti della Scuolasuperiore di formazione storica e promozione di iniziative (seminari oconvegni) per accompagnare lo svolgimento delle ricerche stesse. 3. Raccolta e pubblicazione del secondo volume del progetto diedizione dei documenti del partigianato autonomo, comprendente fontirelative alle Fiamme verdi bresciane e bergamasche e parmensi, alla BrigataMajella in Abruzzo, e agli autonomisti valdostani. 4. Preparazione e realizzazione di un convegno internazionale, datenersi a Milano agli inizi del 2006, su Italia ed Abissinia, nel 70° anniversariodella cosiddetta guerra d’Etiopia. 13
  • 14. 7. Telematica Nel triennio considerato il programma delle attività sarà rivolto alraggiungimento di tre obiettivi prioritari trasversali ai settori delle attivitàistituzionali, coerenti con gli obiettivi generali dellIstituto e della rete degliistituti. Gli obiettivi sono:1. progettazione e realizzazione di un portale della rete degli istituti con lo scopo di fornire uno strumento di accesso guidato e ragionato allinsieme delle risorse archivistiche, bibliotecarie, editoriali e didattiche della rete degli istituti;2. progettazione e avviamento di proposte formative online rivolte al mondo della scuola e a quello della ricerca scientifica;3. progettazione e realizzazione di percorsi tematici su temi su cui la rete degli istituti ha lavorato e su cui continua a lavorare e rispetto ai quali la domanda di conoscenza storica proveniente dal mondo della scuola, e in generale dalla società, è alta e persistente. Le azioni intraprese e da intraprendere per la realizzazione degliobiettivi sono molteplici e si sviluppano su diversi piani. Esse possono esseredistinte in azioni di sistema e in azioni di progetto. Le azioni di sistema mirano a porre le precondizioni per il raggiungimento degli obiettivi. Esse sono, in estrema sintesi, di tre tipi:a) organizzative, ovvero la creazione di una redazione scientifica e tecnica che coerentemente con gli obiettivi individuati si fa garante della validità e dellefficienza dellazione;b) infrastrutturali, ovvero la predisposizione della strumentazione hw e sw necessaria alloperatività, nel rispetto della normativa esistente e delle esigenze di sicurezza, di affidabilità e di efficacia. Queste azioni sono un requisito necessario per ottemperare gli standards internazionali vigenti nella creazione di siti web di qualità e per dotare la rete degli istituti di uno strumento dimplementazione del portale degli istituti in autonomia, con celerità e semplicità;c) di rete, ovvero stabilire relazioni di partnership e di collaborazione con istituzioni, e con altri attori culturali ed economici, con i quali agire per realizzare tecnicamente i progetti, per accedere ai finanziamenti pubblici e privati e per ottenere accreditamenti scientifici e formativi. Le azioni di progetto mirano a rendere visibili, consultabili e operativesul Web le risorse per lo studio della storia del novecento e delletàcontemporanea, pacchetti formativi di aggiornamento metodologico-didatticoe di approfondimento scientifico degli insegnanti di storia e di area geo-storicosociale per le scuole di ogni ordine e grado, pacchetti per la 14
  • 15. formazione di archivisti e bibliotecari, pacchetti per studenti universitari chefrequentano corsi di specializzazione sia a livello didattico che scientifico, laproduzione di “archivi inventati” su nodi tematici di grande interesse culturalee pubblico in cui attraverso i “documenti” viene proposta una narrazione delpassato ipermediale e quindi una scrittura della storia che trova nel Web ilmedium per istituire un nuovo rapporto fra narrazione storica e fonti. Infine viè la possibilità di attivare esperienze di cooperative learning a distanza suprogetti nazionali e internazionali, nel quadro di iniziative educative eformative dellU.E. e di altre istituzioni o enti. In sintesi, le azioni di progetto sono di quattro tipi:a. diffusione di strumenti e contenuti culturali;b. offrire servizi per la ricerca scientifica, per la didattica e per la formazione di personale dei settori interessati;c. promuovere la storiografia digitale;d. promuovere esperienze di insegnamento/apprendimento a distanza e comunità telematiche di settore. 15