PRIORITA’ D’INTERVENTOIN UN CAMPO RIFUGIATI
Che storia hanno alle spalle ?
Riduzione della mortalità, sempre associata     a spostamenti collettivi di popolazione      Priorità d’intervento      • ...
Valutazione inizialeChe vuol dire bisogno di salute in      questa situazione ?
Rapida valutazione inizialeAcquisire strumenti per definire, decidere, agire           in situazione d’emergenza      Conf...
Priorità d’intervento sanitario•      Valutazione iniziale•      Vaccinazione•      Wat-San•      Programma nutrizionale• ...
Vaccinazione
Vaccinazione- situazione di promiscuità e sovraffollamento- inevitabili i contatti interpersonali ravvicinati, con facile ...
VaccinazionePre-requisiti essenziali all’attività di vaccinazione sono :-    la disponibilità dei Vaccini e del materiale ...
VaccinazioneIn una emergenza sono prevedibili tre “strategie” di vaccinazione:Vaccinazione immediata contro il morbilloIn ...
Programma nutrizionale
Programma nutrizionaleDistribuzione generale di cibo :Ruolo essenziale per il mantenimento della salute della popolazione(...
Programma nutrizionaleDistribuzione di cibo :  In attesa del “decollo” della macchina degli aiuti alimentari, per far fron...
Programma nutrizionaleSorveglianza nutrizionale :  Precarietà ambientale e scarso accesso alle risorse alimentari causanod...
Programma nutrizionale  Distribuzione supplementare :   la registrazione di uno stato nutrizionale precario (numerosi casi...
Programma nutrizionale   Se +++ del numero di casi di malnutrizione clinica :   strategie di Terapia nutrizionale:    - Fa...
Attività curativa
Attività curativaStrutture sanitarie autonome di prima e di seconda linea, in base alla tagliadella popolazione e alle dis...
Controllo malattie diarroiche
Controllo malattie diarroiche- Riconoscimento dei casi ( definizione di caso !!!)- Identificazione preventiva di area “iso...
Sistema di sorveglianza    epidemiologica
Sistema di sorveglianza epidemiologica•   Perché ? : riduzione della mortalità, controllo della               morbidità – ...
Priorità d’intervento logistico•   Valutazione iniziale•   Vaccinazione•   Wat-San•   Programma nutrizionale•   Shelter & ...
Water, hygiene & sanitation
Water, hygiene & sanitation• Perché ?  Impatto degli interventi di « wat-san » sulle malattie  diarroiche che hanno elevat...
Water, hygiene & sanitation• Cosa ?  Raccolta e potabilizzazione dell’acqua (quantità e  qualità adeguate)  Separazione di...
Shelter & site planning
Shelter & site planning      • Mapping                      Mapping                           GPS                      Com...
Shelter & site planning• Cosa è importante :  - spaziatura del campo di raccolta   (standard : 3,5 m2 a persona negli allo...
Priorità organizzative d’intervento•   Valutazione iniziale•   Vaccinazione•   Wat-San•   Programma nutrizionale•   Shelte...
Risorse umane e training
Risorse umane e trainingStaff internazionale :- competenze tecniche (no apprendisti !)- attitudine alla formazione(sanitar...
Sicurezza
SicurezzaSicurezza dei beneficiari  - violenza (“politica”, domestica, sessuale)  - salute (prevenzione di epidemie, di ca...
SicurezzaScreening e presa in carico dei “survivors” (meglio che vittime)alla violenza e/o delle persone a rischio :- rico...
Coordinazione    Valori- Leadership, competenza, expertise    Bisogni- Collaborazione, supervisione- Comunicazione- Standa...
CoordinazioneAttoriAgenzie delle Nazioni Unite :UNHCR, WFP, UNICEF, WHO - “Caschi blu”Autorità politiche, sanitarie e mili...
Manca qualcosa ?Popolazione gravemente destabilizzata, vittima di politraumatismo (perdite,lutti, violenze, separazioni)Nu...
Presa in carico “psy”Frequenti reazioni di tipo depressivo, tendenza alla spersonalizzazione eall’isolamento.Ma il campo è...
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  1. 1. PRIORITA’ D’INTERVENTOIN UN CAMPO RIFUGIATI
  2. 2. Che storia hanno alle spalle ?
  3. 3. Riduzione della mortalità, sempre associata a spostamenti collettivi di popolazione Priorità d’intervento • Valutazione iniziale • Vaccinazione • Wat-San • Programma nutrizionale • Shelter & site planning • Attività curativa • Programma di controllo delle malattie diarroiche • Sistema di sorveglianza epidemiologica • Risorse umane • Sicurezza • Coordinamento
  4. 4. Valutazione inizialeChe vuol dire bisogno di salute in questa situazione ?
  5. 5. Rapida valutazione inizialeAcquisire strumenti per definire, decidere, agire in situazione d’emergenza Confermare i “rumori” con indicatori aver chiaro : Obiettivi della valutazione Informazioni da raccogliere Fonti di informazione
  6. 6. Priorità d’intervento sanitario• Valutazione iniziale• Vaccinazione• Wat-San• Programma nutrizionale• Shelter & site planning• Attività curativa• Programma di controllo delle malattie diarroiche• Sistema di sorveglianza epidemiologica• Risorse umane• Sicurezza• Coordinamento
  7. 7. Vaccinazione
  8. 8. Vaccinazione- situazione di promiscuità e sovraffollamento- inevitabili i contatti interpersonali ravvicinati, con facile contagioda uomo a uomo di eventuali organismi infettanti causa dimalattia.- precarietà nutrizionale espone alle complicazioni delle malattieinfettive.La malattia più contagiosa e pericolosa è il Morbillo, che si trasmette per viaaerea. In condizione di mediocre stato nutrizionale è complicata da patologiadigestiva e respiratoria (diarrea, polmonite) resistente agli antibiotici
  9. 9. VaccinazionePre-requisiti essenziali all’attività di vaccinazione sono :- la disponibilità dei Vaccini e del materiale relativo- una “catena del freddo” sicura- training specifico del personale vaccinatore- supervisione consapevole
  10. 10. VaccinazioneIn una emergenza sono prevedibili tre “strategie” di vaccinazione:Vaccinazione immediata contro il morbilloIn situazione chiusa (campo rifugiati)Tutti i bambini tra i 6 mesi e i 15 anni di etàProgramma esteso (EPI: Extended Programme of Immunization)Implementazione(difterite, tetano, pertosse, poliomielite, morbillo, tubercolosi)Programma vaccinazione specifico (Campagna di vaccinazione)Se nell’area si registrano casi di malattia contagiosa (meningite, febbre gialla,morbillo etc.) che può evolvere in epidemiaRiguarda tutte le fasce di età ed è mirata alla specifica malattia emergente.E’ importante prevedere meccanismi di smaltimento di rifiuti “sensibili”(aghi,siringhe).
  11. 11. Programma nutrizionale
  12. 12. Programma nutrizionaleDistribuzione generale di cibo :Ruolo essenziale per il mantenimento della salute della popolazione(attività di prevenzione sanitaria)Avviene dietro l’esibizione della “tessera di residenza” nel campo, o nell’area(dove vengono annotate le razioni di cibo ricevute, il numero di membri della famiglia,le cure mediche in corso)Non rientra tra i compiti svolti da MSFE’ effettuata da altre Agenzie su mandato del “Programma AlimentareMondiale (PAM)”Vengono distribuite razioni settimanali di alimenti essenziali (riso, farine cerali,legumi, zucchero, olio…) che contano 2.100 Kcal/persona/giorno (sec. PAM)La preparazione del cibo è affidata direttamente ai “beneficiari”
  13. 13. Programma nutrizionaleDistribuzione di cibo : In attesa del “decollo” della macchina degli aiuti alimentari, per far fronteai bisogni calorici immediati e urgenti MSF effettua distribuzioni di biscottiiperproteici chiamati BP5.Questi biscotti hanno molti vantaggi: - coprono i fabbisogno calorico di un adulto per un giorno (contengono2300 calorie!);- occupano poco spazio e sono facili da distribuire;- possono essere diluiti con acqua e diventare una pappa per bambini eanziani.
  14. 14. Programma nutrizionaleSorveglianza nutrizionale : Precarietà ambientale e scarso accesso alle risorse alimentari causanodeperimento fisico e malattie a cominciare dai gruppi più deboli:bambini < 5 anni e donne in gravidanza e allattamento. Riconoscimento delle persone malnutrite o a rischio di malnutrizione,con metodo pro-attivo attraverso inchieste nutrizionali e valutazione deicasi individuali :- Screening di gruppo: misurazione MUAC- Stato clinico individuale: rapporto Peso/Altezza – presenza Edemi
  15. 15. Programma nutrizionale Distribuzione supplementare : la registrazione di uno stato nutrizionale precario (numerosi casi individualidi malnutrizione “clinica”, e ancor più la prevalenza di MUAC al di sotto della zonaverde) suggerisce la necessità di una Distribuzione Supplementare(Blanket Feeding) ai gruppi più a rischio in funzione preventiva. In ambiente chiuso (campi) l’opportunità delle D.S. è decisa sulla base del“conto calorie” delle razioni in D.G., in ambiente aperto sui risultati delleinchieste nutrizionali
  16. 16. Programma nutrizionale Se +++ del numero di casi di malnutrizione clinica : strategie di Terapia nutrizionale: - Fase di Terapia intensiva e Riabilitazione nutrizionale (CNT o CRENI,ma dal 2005 anche CRENA), utilizzo di cibo terapeutico prontoall’uso (RUFT) + cure mediche Tende al ristabilimento dell’equilibrio fisiologico (principali cause di morte: ipotermia, disidratazione, sovraccarico idricoiatrogeno) - Fase di Terapia di mantenimento (recupero di peso e ripresa dellacrescita) e “convalescenza” (CNS, Centro Nutrizionale Supplementare), utilizzo di cibo tradizionale integrato (neo-svezzamento) + controllomedico collaborazione delle madri
  17. 17. Attività curativa
  18. 18. Attività curativaStrutture sanitarie autonome di prima e di seconda linea, in base alla tagliadella popolazione e alle distanzeStrutture capaci di diagnosi e cura delle malattiePresa in carico ambulatoriale e capacità di ricovero ed osservazioneCapacità di “triage”,Capacità di referenza a strutture di più elevato livello (ostetricia, chirurgia)Gratuità delle cureRisorse umane : in un Campo rifugiati standard 1 medico per 10.000 persone
  19. 19. Controllo malattie diarroiche
  20. 20. Controllo malattie diarroiche- Riconoscimento dei casi ( definizione di caso !!!)- Identificazione preventiva di area “isolabile” : campo colera- Misure di disinfezione assoluta e disciplina delle condotte individuali (lavarsisempre le mani, portare stivali di gomma, passaggio obbligatorio per i siti didisinfezione)- Nel campo tutti i punti d’acqua vanno clorinatiTerapia : continua e razionale reidratazione dei pazienti isolati (per bocca sepossibile, altrimenti per via parenterale ma evitando il sovraccarico idrico) fino arisoluzione dei sintomiPrecauzioni nella celebrazione dei riti funebri
  21. 21. Sistema di sorveglianza epidemiologica
  22. 22. Sistema di sorveglianza epidemiologica• Perché ? : riduzione della mortalità, controllo della morbidità – sistema d’allerta precoce• Come ? : sensibile, semplice, rapido, flessibile, che segnali le priorità raccolta dati, indicatori stabiliti, analisi Interpretazione dei dati !!• Quale ? : esaustivo o sentinella ?
  23. 23. Priorità d’intervento logistico• Valutazione iniziale• Vaccinazione• Wat-San• Programma nutrizionale• Shelter & site planning• Attività curativa• Programma di controllo delle malattie diarroiche• Sistema di sorveglianza epidemiologica• Risorse umane• Sicurezza• Coordinamento
  24. 24. Water, hygiene & sanitation
  25. 25. Water, hygiene & sanitation• Perché ? Impatto degli interventi di « wat-san » sulle malattie diarroiche che hanno elevata mortalità Impatto sulle malattie mediate da vettori (controllo della proliferazione)• Come ? Rapida valutazione Individuazione di semplici indicatori ( 20 litri d’acqua a persona / 1 latrina x 20 persone % residuo di cloro e altre sostanze dopo trattamento) Rispetto di usi, costumi, cultura (questioni sensibili !)
  26. 26. Water, hygiene & sanitation• Cosa ? Raccolta e potabilizzazione dell’acqua (quantità e qualità adeguate) Separazione di acque utili da acque reflue Sanificazione di habitat idonei allo sviluppo di vettori Costruzione di servizi igienici utilizzabili (latrine, campi di defecazione) Sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti
  27. 27. Shelter & site planning
  28. 28. Shelter & site planning • Mapping Mapping GPS Compass N° ° Distance 1 16° 230m- Planning spaziale 2 300° 260m del campo 3 245° 250m 4- Alta densità: fattore di rischio per epidemie (Morbillo,colera, meningite, etc.)
  29. 29. Shelter & site planning• Cosa è importante : - spaziatura del campo di raccolta (standard : 3,5 m2 a persona negli alloggi 30 m2 a persona nell’intero campo) - materiale di costruzione di facile reperibilità e assemblaggio - considerazione delle condizioni climatiche - bisogni in termini di utensili domestici
  30. 30. Priorità organizzative d’intervento• Valutazione iniziale• Vaccinazione• Wat-San• Programma nutrizionale• Shelter & site planning• Attività curativa• Programma di controllo delle malattie diarroiche• Sistema di sorveglianza epidemiologica• Risorse umane• Sicurezza• Coordinamento
  31. 31. Risorse umane e training
  32. 32. Risorse umane e trainingStaff internazionale :- competenze tecniche (no apprendisti !)- attitudine alla formazione(sanitari, logisti, amministrativi, epidemiologi, addetti alla comunicazione locale e esterna)Staff nazionale :- competenze professionali sanitarie (medici, infermieri, “community health workers”, nutrizionisti, etc.)- competenze professionali non sanitarie (logisti, autisti, amministrativi, traduttori, etc.)
  33. 33. Sicurezza
  34. 34. SicurezzaSicurezza dei beneficiari - violenza (“politica”, domestica, sessuale) - salute (prevenzione di epidemie, di carestia) notevoli implicazioni con la logistica(localizzazione dei servizi igienici, dei punti d’acqua, della distribuzione delcibo, e degli altri siti di approvvigionamento)Sicurezza del progetto (e dello staff)- attacchi armati- mine- rapimenti
  35. 35. SicurezzaScreening e presa in carico dei “survivors” (meglio che vittime)alla violenza e/o delle persone a rischio :- riconoscimento dei soggetti più vulnerabili (donne e bambini nonaccompagnati)- modalità sensibili di consultazione medica (esame accurato dei bambini,attenzione alle sfumature delle storie)- identificazione dei luoghi critici della vita comune del campo (punti ddistribuzione e rifornimento, servizi igienici)- riconoscimento dei “perpetrators” reali e potenziali che vivono o hannoaccesso al campo e adozione di misure “cuscinetto” di protezione
  36. 36. Coordinazione Valori- Leadership, competenza, expertise Bisogni- Collaborazione, supervisione- Comunicazione- Standardizzazione- Valutazione
  37. 37. CoordinazioneAttoriAgenzie delle Nazioni Unite :UNHCR, WFP, UNICEF, WHO - “Caschi blu”Autorità politiche, sanitarie e militari locali (e non)ONG internazionaliONG nazionaliRappresentanti dei “beneficiari”Capi religiosi – Autorità morali locali
  38. 38. Manca qualcosa ?Popolazione gravemente destabilizzata, vittima di politraumatismo (perdite,lutti, violenze, separazioni)Nuova condizione “patogenetica” : l’inattività obbligata, la posizione sociale diassoluta povertà, di assoluta dipendenza, l’assenza di prospettive. La noia.L’insicurezza.Problemi preesistenti, disaccordi familiari, i conflitti e le nevrosi, resi più gravi.Campi di raccolta soggetti a disciplina “per minori” da inquadrare (orari,permessi, file)
  39. 39. Presa in carico “psy”Frequenti reazioni di tipo depressivo, tendenza alla spersonalizzazione eall’isolamento.Ma il campo è una realtà di vita comunitaria e lo spazio diventa per il rifugiatoun “chez-soi” con un investimento progressivo nel miglioramento dellecondizioni materiali.L’atmosfera che regna in un campo è legata al rapporto col tempo :quale passato ? quale presente ? quali mezzi per pensare l’avvenire ?

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