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DOROTHY GILMAN.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA.Torna, ancora una volta, il simpatico personaggio della signora Pollifax, ...
Laspetta allHotel Taft, a mezzogiorno.icosí importante? La signora Pollifax era senza fiato.Bishop sospirň.Non lo č, forse...
Luomo sorrideva.Be, non tutti i soci del circolo di giardinaggio di New Brunswick sarebbero in grado di fuggire dallAlbani...
missione.Gli Svizzeri sono pronti a collaborare.Cč di mezzo lInterpol, naturalmente, nonché il governo degli Stati Uniti -...
dellambiente, e... :tacque, accigliandosi nellosservare lespressione di lui, ... il mio istruttore di karatč. :~ Aspettavo...
Lei lo fissň, incredula e stupita.Bishopl Lui si chinň a sfiorarle la guancia con un bacio, poi le mise in mano i fiori.Gu...
Tipacci da giungla glielo assicuro. :~ La signora Pollifax lo fissň attentamente.Cosa cč che non va, Bishop? :~ Lui corrug...
Le verrŕ restituito fra unora assicurň amabilmente il portiere.Le auguro un buon soggiorno, madame.Quando, dalla cabina de...
Dal corridoio giunse un richiamo: a Hafez! Hafez! :~ Con un sospiro, il ragazzetto si voltň. a Sono qui, Serafina. :~ Unad...
Laiutň premurosamente a sollevarsi a Deve stare attenta a queste poltrone lammoní severamente. a Rischia di venireinghiott...
lui. a Non mi sembra affatto un esercizio riposante. :~ a Non sono venuta qui per riposare disse lei.Sono in vacanza, e pr...
Preferisco le intimazioni del generale alle vostre canzonette frivole )> obiettň Robin; e, afferrato il microfono, gridň: ...
Aveva lasciato chiuse tutte e due le porte della sua stanza: quella esterna, piú spessa e imbottita a prova di rumore, ela...
La nonna di Hafez non si era nemmeno accorta dellarrivo della visitaLrice, ma luomo sulla sedia a rotelle, cheoccupava la ...
Limpiegato ricorda che, quel giorno, uno sconosciuto ha spedito una cassetta in Svizzera, alla clinica Montbrison.Ma quel ...
Unocchiata al quadrante luminoso del contatore le mostrň che lago era in riposo.Aprí altre porte e passň diversi minuti a ...
Lui prende servizio alle sette. Oh, be disse lei, rimettendosi in tasca il pendente, un po a malincuore. a Allora... borls...
Cioccolata calda? disse lui, in tono incredulo.a Sapesse come rinfranca i nervi. :La signora tirň a sé una sedia.a Lei si ...
| L MATTINO dopo, arrivň un dottore grasso e cordiale, di nome Lichtenstein, accompagnato da uninfermiera.Mentre lui picch...
La signora Pollifax scosse la testa. a Prima di pranzo devo fare delle analisi.Court lanciň unocchiata smarrita a Robin, e...
Dorothy gilman. la signora pollifax vince ancora
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Dorothy gilman. la signora pollifax vince ancora

  1. 1. DOROTHY GILMAN.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA.Torna, ancora una volta, il simpatico personaggio della signora Pollifax, la dinamica vecchietta che si dedica conpassione a risolvere intricati casi di spionaggio.Questa volta, lindagine affidatale dalla CIA si svolge nellambiente selezionato e lussuoso di una clinica svizzera, chesembra in qualche modo connessa con la scomparsa di un certo quantitativo di plutonio, sufficiente per fabbricare unapiccola bomba atomica.Emily Pollifax, con la scusa di ristabilirsi da un attacco di influenza, si reca immediatamente sul posto per seguire letracce del prezioso materiale, trafugato per scopi politici.Un misterioso gruppo di arabi, un ragazzino spaventato, un enigmatico e affascinante sceicco, un simpatico ladro digioielli e unavvenente ragazza belga sono i personaggi che fanno da contorno a questa esilarante avventura del nuovoJames Bond in gonnella.ERA MATTINA, e la signora Pollifax stava seduta sul pavimento del soggiorno, le gambe incrociate sotto di sé neltentativo di mantenere la posizione del loto.Praticava lo yoga da un certo numero di mesi, ormai.Riusciva quasi a toccare il ginocchio con la fronte, e una volta -- sorretta dalla signorina Hartshorne, la sua vicinadellinterno 4-C - era riuscita a reggersi sulla testa, con limpressione che tutto le girasse attorno.Ma la posizione del loto non arrivava a mantenerla per pi~i di un minuto, e cominciava proprio a disperare di poterdiventare una contemplativa.Ho troppa ciccia, non riesco a flettermi., Sospirň e deplorň i sessantanni e piú della sua vita in cui si era seduta supoltrone e divani, ma mai sul pavimento.Poi, quellattimo di disappunto passň.In fin dei conti, la giornata era splendida e piena di sole, e a mezzogiorno cera una riunione del Comitato per la difesadellambiente.Mentre si rimetteva in piedi, udí la voce della signorina Hartshorne sul pianerottolo e poco dopo, vi fu unenergicabussata alla porta.La signora Poliifax attraversň la stanza e andň ad aprire, in calzamaglia.Erano appena le nove e un quarto, ma per la signorina Hartshorne, che alle sei del mattino faceva lunghe trottate a passodi carica, e la cui energia, a volte, poteva essere snervante, era giŕ pieno giorno.La signora Pollifax si fece coraggio.Stavo per uscire la investí la vicina, tutta ansante, quando č arrivato questo espresso per te, Emily, e sapendo cheprobabilmente non eri ancora vestita...La voce della Hartshorne esprimeva un misto di disapprovazione e di tolleranza per leccentricitŕ dellamica.Mi sono presa la libertŕ di firmare la ricevuta per te.Proprio un pensiero squisito assicurň la signora Pollifax, che rivolse poi lattenzione alla lettera, mentre la signorinaHartshorne si allontanava a tutto vapore.La lettera aveva il timbro di Baltimora Maryland: era un espresso arrivato per via aerea.Doveva essere proprio un messaggio urgente.Baltimora... urgente...La signora Pollifax si trovň a ripensare a certi viaggetti segreti fatti in passato per conto di un certo signor Carstairs.Awertí un fremito di agitazione mentre apriva la busta e ne estraeva un foglio di carta finissima, intestata a William H.Carstairs, Procuratore Legale, Palazzo degli Avvocati, Baltimora, Maryland.Procuratore, figuriamoci! :La signora abbozzň una smorfia e si mise a sedere.Notň che la lettera era la copia carbone delloriginale, e che lindirizzo del destinatario era stato accuratamentecancellato.In calce, a matita rossa, il segretario di Carstairs, Bishop, aveva scritto in fretta: "Abbiamo bisogno di lei; č liberagiovedí?" La signora Pollifax cominciň a leggere il testo: "Caro signor Royan" cosí cominciava la lettera, "a seguitodella nostra conversazione telefonica di stamattina, le accludo il deposito di cinquecento dollari, da lei suggeritomi, perla convalescenza di mia suocera, signora Emily Pollifax..." Suocera! esclamň la signora Pollifax. a Convalescenza? :~"... presso la sua clinica-albergsMontbrison. importante che a mia suocera siano assicurati il riposo e le cure di cui habisogno e..." Il telefono cominciň a squillare e la signora Pollifax, con gli occhi fissi sulla lettera, si mosse lentamenteverso lapparecchio.Nel sollevare il ricevitore, disse distrattamente: Sí, sí, eccomi :~. "...Ia convincerň ad affidarsi completamente a lei.Apprendo con piacere che..." Signora Pollifax? Sí, pronto. "...Ie sarŕ riservata la stanza 113, con bagno privato e vista sul lago..." Qui č lufficio del signor Carstairs.Vuole restare in linea, per favore? Oh, ben volentieri! esclamň lei, perfettamente attenta ora, dato che lettera e telefonatasignificavano entrambe che la sua vita stava per subire un nuovo colpo di acceleratore, e che quindi doveva riassuefarsia quella sottile lama di pericolo che esigeva la piú scrupolosa attenzione: la stessa attenzione che si impiega mangiandoun pesce disseminato di piccole spine.La voce che adesso era in linea apparteneva al segretario di Carstairs. giŕ uscito per andare allaeroporto :la informňBishop.Spera di poter incontrarsi con lei, a New York.
  2. 2. Laspetta allHotel Taft, a mezzogiorno.icosí importante? La signora Pollifax era senza fiato.Bishop sospirň.Non lo č, forse, sempre? Ho qui la lettera; č appena arrivata.Avrebbe dovuto riceverla fin da ieri osservň Bishop.Non le ho nemmeno domandato come sta, signora Pollifax.Ma lo farň, non appena lei mi avrŕ detto se puň recarsi a New York in mattinata, per parlare con Carstairs. :~ Mi facciapensare.Sí, faccio in tempo a prendere un treno e a essere lí per mezzogiorno disse lei.Se mi sbrigo.Allora non le domanderň come sta scherzň Bishop.Al Taft, salga direttamente nella camera trecentoventuno, senza fermarsi al banco del portiere.E speriamo che il suo telefono non sia controllato.La voce della signora Pollifax era scandalizzata.E perché mai dovrebbe esserlo? Non si sa mai! Si č iscritta a qualcosa, negli ultimi tempi? D Soltanto al "Comitato perla difesa dellambiente".Male sentenziň lui, in tono cupo, e riattaccň.La signora Pollifax corse in camera e cambiň la calzamaglia con un vestito.Nel darsi una rapida occhiata allo specchio notň che labito avrebbe avuto bisogno di essere stirato.Sospirň, pensando ai suoi hobby, che si moltiplicavano: ecologia, karatč, giardinaggio, yoga, un po di controspionaggiodi tanto in tanto...Ie restava ben poco tempo per curare il guardaroba.Si calcň il piú nuovo dei suoi cappellini sulle ciocche ribelli e telefonň per chiamare un tassí.ALLE undici e cinquantotto, la signora Pollifax usciva dallascensore al terzo piano dellHotel Taft e sincamminavalungo la passatoia del corridoio.La porta della stanza 321 era aperta e, per un fuggevole istante, la signora Pollifax, temendo qualche trappola,immaginO Carstairs immerso in una pozza di sangue... ma proprio in quel momentO, lui le si fece incontro sulla soglia,alto, asciutto e piú vivo che mai.Salve, mia cara disse, stringendole con effusione le mani.Ho ordinato caffč e panini; č stata proprio un tesoro a farcela.Venga, la prego, si accomodi.Si č fatto crescere le basette! :~ Bisogna marciare coi tempi si schermí lui, con fare modesto chiudendosi la porta allespalle.Poi si voltň e studiň la sua ospite.Ha un aspetto magnifico! Anzi, fin troppo in salute, per la missione che la attende.Un po di cipria bianca... continuň, meditabondo.Magari un bastone...Scosse la testa, contemplando il bizzarro cappellino di lei.Si accomodi, intanto, e beva un po di caffč. :La signora Pollifax si mise a sedere e lui le spinse vicino il carrello,versando poi il caffč per tutti e due.Bishop mi ha detto che lei ha ricevuto la copia della lettera.Stamattina confermň la signora.Nei panini ho fatto mettere prosciutto, lattuga e pomodori.Carstairs prese posto lí accanto.Se č disposta a fare questo lavoro per noi, dovrŕ partire dopodomani, giovedí.Se? ripeté lei, inarcando un sopracciglio.Sí. :Carstairs esitň.Devo avvertirla che si tratta di un incarico diverso dagli altri.Non č un semplice lavoro di corriere. :~ La signora Pollifax posň il panino.Sono stata promossa! Lui rise.Diciamo meglio, promossa a nuovi rischi, signora Pollifax, purché nel frattempo non abbia cambiato parere.Nei miei viaggi precedenti, ho corso, sí, un certo numero di rischi, ma lí per lí non mi sono mai sembrati eccessivi.Me la sono sempre goduta moltissimo - per ragioni puramente egoistiche, mi creda - e ho fatto la conoscenza di personestraordinarie.Del resto, č sempre difficile prevedere quello che avverrŕ, vero? No, signor Carstairs, non ho affatto cambiato parere.Dio sia lodato mormorň lui.Poi, facendo schioccare le dita esclamň: Povero me, mi ero dimenticato di Bishop! Si affrettň ai telefono e la signoraPollifax si accorse che il ricevitore era appoggiato contro la lampada.Carstairs lafferrň e disse: Ha sentito, Bishop? Chiami subito Schoenbeck, a Ginevra, e dia lavvio alla faccenda.Riattaccň.Ora conosce la sua destinazione: la Svizzera.Oh, che bellezza! Speravo proprio di non dover andare di nuovo oltrecortina.Dopo la mia fuga dallAlbania...
  3. 3. Luomo sorrideva.Be, non tutti i soci del circolo di giardinaggio di New Brunswick sarebbero in grado di fuggire dallAlbania, dlco bene?Ora vedremo come se la caverŕ con la Svizzera.Voglio alloggiarla come paziente alla clinica-albergo Montbrison; ma, mentre Sl troverŕ lŕ sotto osservazione medica,lei a sua volta dovrŕ osservare la clinica.una clinica o un albergo? domandň, perplessa, la signora Pollifax.Si tratta di un tipo di combinazione che noi non conosciamo, negli Stati Uniti ammise lui, ma gli Europei hannoabitudini un po diverse.La Montbrison č una casa di salute dove i ricconi di mez- zo mondo si rifugiano per curarsi, per riposare, per fare curedimagranti.Il fatto che sia concepita come un albergo rende il soggiorno estremamente piacevole, e mi dicono che si mangiameravigliosamente.La Montbrison č unistituzione di fama internazionale e attira clienti dal Medio Oriente, oltre che dallEuropa.Carstairs tornň alla sua poltroncina e meditň al di sopra dei polpastrelli riuniti a cuspide.Siamo nei guai, signora Pollifax confidň alla fine.Si tratta di informazioni segretissime, e siccome ora cč di mezzo lInterpol non toccherebbe a me parlargliene.In ogni modo, tanto per darle unidea in poche parole, ultimamente ci sono stati due piccoli, ma preoccupantissimi furtidi plutonio: il primo qui in America, il secondo in Inghilterra.Plutonio! fece eco la signora Pollifax.Ma viene usato per...Appunto.I quantitativi rubati ammontano a un totale pericoloso: anzi, quasi sufficiente a fabbricare una piccola bomba atomica.Il plutonio, come lei sa, non esiste in natura allo stato puro; si ottiene dalluranio e viene usato come combustibile neireattori nucleari.Ecco perché č un giocattolo da Paesi ricchi, inaccessibile a quelli sottosviluppati.I due furti sono stati compiuti con efficienza diabolica, e abbiamo motivo di ritenere che almeno uno dei duequantitativi sia stato spedito per posta alla clinica-albergo Montbrison. :~ E una cosa del genere puň essere spedita perposta? domando, incredula, la signora Pollifax.Oh, sí.Per una bomba atomica di piccole dimensioni bastano circa cinque chili di plutonio.Ed č questo che ci terrorizza le fece notare Carstairs Finora, ne sono scomparsi quattro chili.Una maledetta faccenda, come vede. :Si avvicinň a una valigetta di cuoio posata su un tavolino, laprí e ne tolse unproiettore per diapositive.Poi chiuse le tende e accese la luce.Spostato il tavolino verso il centro della stanza, disse: << Le dispiace spegnere? Linterruttore č proprio dietro di lei.Mise in funzione il proiettore e, sulla parete opposta, apparve un quadro luminoso.Un attimo dopo, lo schermo era occupato dal primo piano di una cassetta di legno.Pensiamo che il collo spedito si presentasse cos:spiego Carstairs.Su ogni lato doveva essercl LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAla scritta in nero: FORNITURE MEDICHE -- MANEGGIARE CON CURA.Quella non č la vera cassetta, allora? No... č una ricostruzione, fatta in base a come ci č stata descritta.Si ritiene che sia stata spedita per via aerea, con tutti gli accorglmenti che si usano per i materiali fragili.Dovrebbe essere arrivata alla clinica nove giorni fa.E sarebbe ancora lí? domandň, meravigliata, la signora Pollifax.Non ne siamo sicuri.LInterpol, con la collaborazione della Polizia svizzera, ha messo un agente nella clinica.Lagente - si chiama Marcel, e fa il cameriere - non ha trovato sul posto né la cassetta né le tracce del suo arrivo.Allora, il controspionaggio inglese ha mandato lŕ un certo Fraser, in veste di paziente. :Carstairs esitň. Purtroppo, Fraser ha avuto un incidente, signora Pollifax.Due giorni fa, č precipitato in un burrone, poco lontano dalla clinica.Quando lhanno trovato, era giŕ morto. :~ Oh, poveri noi mormorň la signora Pollifax.Considerate le circostanze, sembrerebbe una morte sospetta, vero? :~ Laltro assentí, con aria cupa.Dovrei aggiungere che non siamo stati completamente sinceri con il personale della clinica.A loro č stato detto che stiamo indagando su un contrabbando di stupefacenti,e li abbiamo lasciati alloscuro anche sul conto di Fraser e di Marcel.Né intendiamo precisare i veri motivi della sua presenza.In fin dei conti aggiunse seccamente, potrebbe anche essere qualcuno che fa parte del personale a servirsi della clinicaper queste attivitŕ illecite.Ormai Fraser č morto.Puň darsi che si sia trattato di un assurdo incidente, ma potrebbe anche aver scoperto qualcosa.E in tal caso...Si astenne, con tatto, dal completare la *ase e disse invece: Sono stato io, signora Pollifax, a proporla per questa
  4. 4. missione.Gli Svizzeri sono pronti a collaborare.Cč di mezzo lInterpol, naturalmente, nonché il governo degli Stati Uniti - e di conseguenza noi della CIA - senzacontare gli Inglesi, a loro volta interessati alla cosa.Il complimento, anche se inespresso, era evidente.Dubbiosa, la signora Pollifax osservň: Ma pensa davvero che io... :9 Lui allargň le braccia.Potevo scegliere tra almeno una decina di agenti, tutti esperti e bene addestrati, ma un sesto senso mi dice che questasituazione richiede qualcosa di piú: capacitŕ intuitive di un genere piuttosto raro, e un particolare talento per fiutarequello 260 che agli altri sfugge.Lei ci sa fare, con la gente, e poi non si comporta affatto come un agente professionista.Sa... aggiunse bruscamente, quello che stiamo cercando con tanto zelo, signora Polli fax, a parte il plutonio rubato, č ilmale nella sua forma piú pura.Il male... ripeté meditabonda la signora Pollifax. iuna pai rola antica.Decisamente biblica convenne lui, ma tenga presente che il plutonio puň venire impiegato illecitamente per qualcosa diorrendo, che ripugna solo a pensarci.Lei assentí.Sarŕ bene che lei veda, D ora, che cosa conteneva quella cassa. :Carstairs tornň a chinarsi sul proiettore.Ecco qui: reperto numero uno.La signora Pollifax studiň loggetto dallaria innocua proiettato sulla parete.Quello sarebbe plutonio? Sí, ha la forma di un bottone di metallo del peso di circa due chilogrammi.Visto cosí non fa molta impressione, vero? Carstairs ~`inserí una nuova diapositiva.Ciascun bottone č stato collocato in - un sacchetto di plastica e poi... :- altra diapositiva - inserito in un contenitorepieno di gas inerte, che a sua volta č stato sistemato dentro questa strana cassetta che sembra una gabbia per canarini.Se per caso dovesse imbattersi in qualcuno di questi oggetti, non lo tocchi, se non con i guanti speciali che le verrannoforniti.E ora, prima di concludere, le mostrerň una pianta della clinica-albergo Montbrison.Se ben ricorda, le č stata riservata la stanza centotredici. :~ Cč qualche motivo speciale? Eh, sí.Dal suo balcone, godrŕ una vista meravigliosa del lago di Ginevra, e inoltre potrŕ vedere, sulla sinistra, una vecchiastrada di terra battuta incredibilmente ripida, che gira attorno alla montagna vicina.Dalie finestre di qualsiasi altro piano della clinica questa strada non si distingue perché č nascosta dagli alberi.Carstairs inserí una nuova diapositiva che mostrava la zona circostante la clinica.Alzatosi, indicň alla signora una piccola X. Ogni sera, alle dieci, ci sarŕ unauto parcheggiata in un punto di questastrada visibile dalla sua stanza.Dal balcone, lei invierŕ dei segnali con una torcia elettrica.Cosí potrŕ mantenere i contatti con il mondo esterno.La signora Pollifax ascoltava, corrugando la fronte.Non cč pe. ricolo che qualcuno mi veda trasmettere i segnali? :~ Luomo scosse la testa.La stanza centotredici č abbastanza in alto: si trova al secondo piano.La clinica č costruita a terrazze contro il versante della montagna.Sulla terrazza inferiore cč un grande giardino dal quale si accede al piano in cui si trovano i locali di cura.1Sulla terrazza superiore cč lingresso principale che dŕ accesso al pianP terrenO vero e proprio della clinica.Lí ci sono latrio, le sale da pranzo e varie altre sale da riposo.Al primo piano, cominciano le stanze26 1 dei pazienti.Ogni sera, non appena lei avrŕ trasmesso i segnali, lauto accenderŕ i fari.Ricordi, signora Pollifax: se tutto č normale, dovrŕ accendere la torcia due volte; se invece ha qualcosa di urgente dacomunicare, la accenderŕ e la spegnerŕ quattro volte di seguito.In tal caso, entro mezzora si aspetti pure una telefonata.Dato che la comunicazione passerŕ attraverso il centralino della clinica, studieremo per lei una specie di codice moltosemplice, basato su frasi che riguardano la sua salute.Carstairs staccň la spina del proiettore e lo richiuse nellapposita valigetta.Inoltre, dovrŕ mescolarsi agli altri ospiti, indagare con prudenza, osservare, ascoltare, e... soprattutto stare attenta a nonammirare il tramonto dallorlo di uno strapiombo alto trenta metri.Stia tranquillo promise lei. Le abbiamo prenotato un posto per dopodomani sul volo delle sei del pomeriggio per Ginevra.Telegraferň alla clinica e chiederň che vengano a prenderla allaeroporto con una limousine: come si conviene allasuocera di un noto avvocato di Baltimora aggiunse Carstairs, con un sorriso.E da che malattia sarei convalescente? :domandň la signora Pollifax.Che ne dice di una bella asiatica in forma grave? :~ Va benissimo approvň lei.Ma una cosa mi preoccupa, visto che dovrň partire cosí presto: che dirň a mio figlio che sta a Chicago e a mia figlia chevive in Arizona? E al circolo di giardinaggio? E poi cč la mia vicina, la signorina Hartshorne, e lassociazione artistica...Continui :disse Carstairs, che ascoltava affascinato ... il servizio ospedaliero ausiliario, il comitato per la difesa
  5. 5. dellambiente, e... :tacque, accigliandosi nellosservare lespressione di lui, ... il mio istruttore di karatč. :~ Aspettavo conil fiato sospeso che lei parlasse del karatč.Fa sempre un certo effetto.Lo fanno anche i miei colpi di karatč lo informň lei, con fare modesto.Ma quale sarebbe la mia... sinterruppe, cercando la parola adatta, ...Ia mia copertura? Be, posso consigliarle di fingere una visita ad Adelaide Carstairs, che abita a Baltimora.Carstairs sorrise.Questo č lo spunto, lascio a lei il compito di ricamarci sopra.Sono sicuro che riuscirŕ a imbastire qualcosa di grande effetto.Guardň lorologio.Santo Cielo, le tredici! Le ho detto tutto? Be ne, si trovi allaeroporto Kennedy giovedí alle quattro de pomeriggio.Sarŕ chiamata con laltoparlante, e qualcuno le darŕ le ultime istruzioni e le consegnerŕ i biglietti e i codice che avremostudiato per lei.Le tese la mano.Bene, signora Pollifax esclamň con un po di tristezza, eccoci di nuovo allopera! :~ Sí approvň lei, alzandosi estringendogli a lungo la mano. Buon viaggio e in bocca al lupo! Finisca il suo panino e lasci la chiave giú al banco.Sulla porta si voltň, con una mano sulla maniglia.E mi raccomando, maledizione, non mi deluda facendosi dare una botta in testa! :~ Lei si sentí veramente commossadallemozione che traspariva dalla voce di Carstairs.Tornň al suo panino, domandandosi se doveva fare di Adelaide Carstairs una vecchia parente che si era rotta un femore.No, era banale.Una nipote, allora fuggita di casa con un malandrino? Unamica che era stata truffata, e che aveva bisogno diconsolazione e di consigli? Alla fine, la signora Pollifax trasformň Adelaide Carstairs in una semplice compagna discuola, rimasta vedova di recente."Senza dubbio ricorderai che te ne ho parlato" scrisse la signora Pollifax quella sera alla figlia che stava nellArizona."Ho pensato di andare da lei a Baltimora per una settimana o due, perché ha bi sogno di qualcuno che le tiri su ilmorale."IL MATTINO seguente, sentendosi piú di buon umore, andň in centro per fare acquisti, ma senza alcuna intenzione dicomprarsi un malinconico cappello o un bastone da passeggio; aveva in mente un abito da sera, questo sí.Da un pezzo, la signora Pollifax bramava in segreto qualcosa di piú moderno di ciň che potevano offrirle i reparti"taglie fortidei grandi magazzini.Si diresse perciň verso un negozietto, chiamato l "Antro Psichedelico", e passň unora piacevolissima a chiacchierarecon una commessa in minigonna e lunghi stivali, la quale era convinta che la signora Pollifax dovesse andare a unamascherata.Il che, in un certo senso, era proprio vero.Si portň a casa un abito lungo di tessuto stampato a toni violacei ~; e un vasto assortimento di collane a catena.Con quella lunga tunica sembrava un po la grande sacerdotessa di un culto religioso, ma era un cambiamentO che lasoddisfaceva.Inoltre, il tessuto era del tipo "lava-e-indossa" pensň, quasi a giustificare ancora di piú lacquisto.Non le restava che spiegare la sua partenza improvvisa alla signorina Hartshorne.Si sente tanto sola :raccontň alla vicina, mentre bevevano una tazza di tč.Sono i primi momenti di adattamento alla solitudine.Sai comč, ha bisogno di ritrovare un equilibrio.Ormai Adelaide aveva assunto forma e sostanza, ed era quasi come se esistesse davvero.Lei e suo marito si adoravano soggiunse.La signorina Hartshorne serrň le labbra.Siamo amiche da tanto tempo che posso anche dirti ciň che penso, Emily.Tu lasci sempre che tutti approfittino di te.Per anni, ho tentato di convincerti a fare qualche viaggio con me: ma no! Non vuoi assolutamente saperne di viaggiare.Sai che ti dico? Tu fai una vita assolutamente poco igienica e incolore.Non vai mai in posti interessanti, non awicini mai gente nuova.Non me la chiamerai una vacanza, andare a consolare una vecchia amica.La veritŕ, Emily, č che manchi completamente di senso dellavventura. :~ Hai ragione convenne la signora Pollifax,rivolgendole un sorriso.Che vuoi farci, Grace? Be, la bevi unaltra tazza di tč? :~ATTENZIONE, prego...Attenzione...La signora Emily Pollifax č attesa al banco dellufficio informazioni. :9 La signora Pollifax afferrň la valigia e si diresseverso lufficio informazioni dellaeroporto.Quasi immediatamente, un uomo le si fece incontro, reggendo una valigia in una mano e un mazzo di violette nellaltra.
  6. 6. Lei lo fissň, incredula e stupita.Bishopl Lui si chinň a sfiorarle la guancia con un bacio, poi le mise in mano i fiori.Guardati d~ai Greci anche se p~/rtano doni! citň lui in tono scherzoso.Come sta? Sono proprio contento di vederla. :~ E iO di vedere lei.Non avrei mai pensato che lavrebbero...Sss, signora Pollifax :disse lui, con fare da cospiratore, e le tolse la valigia di mano.Venga con me. :Le fece strada oltre langolo, fino a una porta con la scritta: PRIVATO - RISERVATO ALPERSONALE.Aprí, la fece passare, poi entrň a sua volta e chiuse luscio a chiave.Ci prestano questufficio per dieci minuti. :Posň la sua valigia sul tavolo.Si rende conto, vero, che accettando questincarico sta facendomi passare momenti terribili? Carstairs non č ancorariuscito a stabilire se sta mandandola in un vicolo cieco o in una gabbia di leoni. dilaniato dal dubbio.Oh, andiamo, sembra tutto cosí semplice, e poi per me sarŕ un diversivo piacevolissimo, glielassicuro.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANcORACapisco.Bene, quandč cosí, veniamo al sodo.Aprí la valigia.Ho qui una torcia elettrica di ineguagliabile qualitŕ, piú una provvista di pile: non possiamo rischiare che avvenganoincidenti nelle comunicazioni.Torcia elettrica e pile di ricambio ripeté la signora Pollifax, aprendo la propria valigia e riponendo il tutto. In questa busta chiusa cč il codice e anche dei franchi svizzeri aggiunse Bishop.Sia tanto gentile da imparare a memoria il codice durante il viaggio e poi di distruggerlo.Eccole i fiammiferi per dargli fuoco.E qui - oh, con questo sí che si divertirŕ - cč un contatore Geiger.Un contatore Geiger! Carstairs non maveva parlato di un contatore Geiger.Veramente, č un contatore a scintillazione :rettificň lui, estraendo dalla valigia un bellissimo portagioie di pelle.Ha lasciato che fossi io a parlargliene perché quando vi siete visti stavamo ancora pensando al modo migliore pernasconderlo.Non puň andare alla ricerca di materiale radioattivo senza un aiuto, non le pare? Avrŕ bisogno anche di guanti speciali:eccoli qua.E adesso dia unocchiata a questo.Bishop aprí il portagioie.Sono veri? balbettň lei, fissando un pendente di smeraldi, unenorme spilla di brillanti e due luccicanti collane di rubini.Sono assolutamente falsi :disse Bishop, ma costano ugualmente un occhio della testa.Fantastici, vero? Si chinň sul cofanetto.Vede questo bottoncino dorato sulla cerniera? Premendolo con forza, scatta un dispositivo che permette di estrarre ildoppio fondo.Diede la dimostrazione pratica di quanto aveva detto, scoprendo un quadrante e due manopole inseriti su una lisciasuperficie metallica.Girň una delle manopole e subito si udí un lieve ronzio.Tutto normale assicurň Bishop. la prova che lapparecchio funziona.Se ora captasse qualcosa di interessante, vedremmo lago del quadrante oscillare e salire.Bene, e qui ci sono i biglietti dellaereo. :D Fece scorrere lindice su un foglio di carta.Biglietti, codice, portagioie, torcia elettrica, pile...E violette gli rammentň lei.Un pensiero proprio carino, da parte sua.Adoro le violette.Me ne sono accorto. :Bishop lanciň unocchiata divertita al cappellino di lei, che sembrava una cuffia da bagno tuttafiorita di mam- 265 mole e di viole del pensiero.Ah, giŕ... cč ancora un particolare.Il cameriere Marcel. :Estrasse dal portafogli una fotografia e le moLA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAstrň un volto tetro, dagli zigomi alti e pronunciati, sormontato da capelli nerissimi. alto circa uno e sessantatré, spallelarghe.Perň lo eviti, lasci che sia lui a cercarla.Benissimo disse la signora Pollifax, efficiente e sbrigativa.E questo č tutto concluse lui, rattristato, perciň direi che adesso farebbe meglio ad andare.Aprí la porta, diede una sbirciatina fuori, poi richiuse e disse in tono severo: Mi promette dessere prudente? Di cercaresoltanto quello che sappiamo e di comportarsi bene? :~ Potrň dire dessermi comportata benissimo soltanto se riuscirň atrovarlo, quello che sappiamo.Bishop sospirň.Sí, ma voglio farle notare che i delinquenti che si mettono in imprese di questo genere sono veramente duri.
  7. 7. Tipacci da giungla glielo assicuro. :~ La signora Pollifax lo fissň attentamente.Cosa cč che non va, Bishop? :~ Lui corrugň la fronte.Oh, al diavolo, Carstairs non voleva che lei simpressionasse, ma io dico che č bene che sia al corrente.A mezzogiorno č arrivato il referto dellautopsia di Fraser.Ouel poveraccio era giŕ morto, quando č rotolato giú per il burrone. :~ Giŕ morto ripeté lei, macchinalmente.Sí.Il colpo che lha ucciso non puň essere stato causato da nessuna delle rocce contro le quali lui... be... il suo cadavere haurtato durante la caduta. :D Capisco disse tranquillamente lei.Vuol dire che č stato assassinato, senza ombra di dubbio.Grazie davermi avvertita, Bishop.Lo terrň presente.E adesso, vuole lasciarmi andare? A malincuore sospirň lui, aprendo la porta.Molto a malincuore.IL CODICE che la signora Pollifax lesse nellintimitŕ della toilette dellaereo era molto semplice e le sembrň un giocopuerile e buffo.Tutto č tranquillo - Mi sento molto riposata Sono preoccupata - Ho un po di tosse Temo dessere in pericolo - Credo stiavenendomi la febbre Marcel -11 cugino Matthew Plutonio - Zio Bill Polizia - PeterCarstairs - Adelaide Dopo averloletto diverse volte, lo bruciň dentro un posacenere e se ne tornň nella cabina passeggeri, dove proiettavano un filmwestern.Quanto alle ultime parole di Bishop, preferiva non pensarci, per il momento.La morte di Fraser significava che a Montbrison cera davvero qualcosa per cui valeva la pena di uccidere.Molto prima che il film terminasse, il cielo si era fatto argenteo e lungo lorizzonte strisce rosa e arancio si dissolvevanonella luce del sole.A New York era soltanto mezzanotte ma, in Europa, stava per sorgere lalba.Scherzi dei fusi orari! La signora Pollifax tentň di familiarizzarsi con il suo nuovo personaggio. "Sono una suocerareduce da una brutta influenza" ripeteva a sé stessa, e ogni tanto simulava un colpetto di tosse. "Mio genero, WilliamCarstairs, abita a Baltimora." Ci sarebbe stata una limousine ad aspettarla, pensiero allettante, che lavrebbeaccompagnata fino alla clinica, dove avrebbe dovuto mostrarsi convenientemente stanca: il percorso durava circa unorae venti.La signora Pollifax tossí di nuovo, con estrema delicatezza, e si esercitň ad assumere laria affaticata. MENTRE LAUTISTA della limousine guidava in silenzio e con perizia, la signora Pollifax guardava ammirata i dolcideclivi delle montagne, i tetti dalle tegole rosse e il pallido lago di Ginevra attraversato, a tratti, da un breve luccichío.Oltrepassarono vigneti a terrazze, villaggi che si destavano e, dopo circa unora di viaggio, cominciarono a salire.La signora Pollifax allungava il collo, molto attenta.Dalla strada, che sinerpicava a zig-zag alta sopra il lago, si godeva una vista che mozzava il respiro.Lauto, rallentando un poco, entrň in un paese che si estendeva lungo il ripido versante della montagna.Sulla strada erano allineati alcuni negozi, fra cui un caffč con ombrelloni che si aprivanO a corolla sopra tavolinivivacemente colorati.Poi, lauto imboccň una stretta stradina asfaltata, oltrepassň una chiesa di pietra abbarbicata sul fianco del monte e infinesi addentrň in un bosco ombroso dal quale si dominava uno strapiombo.Piú avanti, la signora 267 Pollifax scorse uninsegna poco vistosa: CLINICA-ALBERGO MONTBRISON --PROPRIETA PRIVATA.Lautista indicň un grosso edificio di forma irregolare, quasi soffo-; cato dagli alberi e dalla vegetazione.Svoltarono in un viale stretto e ripido, fiancheggiato da siepi dalloro, oltrepassarono una serra e arrivarono allingressoprincipale della clinica.Sullentrata, un giovane tarchiato con indosso un grembiule verde spazzava i gradini della scalinata mentre unragazzetto di dieci o undici anni stava a guardare, seduto sullo scalino piú alto.Entrambi si girarono incuriositi verso la limousine.La signora Pollifax scese dallauto e gettň unocchiata di lŕ dal portone aperto, nella penombra un po cupa dellatrio,tutto a pannelli scuri; poi, il bambino si alzň e gridň con una vocetta stridula: Bonjour, madame! Al saluto, fece seguireun torrente di parole in francese.La signora Pollifax sorrise.Mi dispiace, io parlo solo linglese. :~ Ma signora, io parlo anche linglese assicurň lui, mettendosi a saltellare e atempestarla di domande: Viene qui come paziente, lei? inglese? iarrivata in aereo? Si fermerŕ tanto? :~ Un uomo con ladivisa nera apparve sullentrata, disse qualcosa in francese al ragazzino per farlo tacere e sorrise alla signora Pollifax.Sono il capo-portiere, signora.Benvenuta alla clinica.Lei č la signora Pollifax, vero? :D La signora assentí.Da questa parte, prego.Impartí sbrigativamente ordini alluomo dal grembiule verde, che posň la scopa e prese la valigia della nuova arrivata.Prego, si accomodi al banco per firmare il registro.Immagino che vorrŕ fare colazione.Le sarŕ subito servita in camera. :~ Al banco, la signora Pollifax firmň il registro e consegnň il passaporto.
  8. 8. Le verrŕ restituito fra unora assicurň amabilmente il portiere.Le auguro un buon soggiorno, madame.Quando, dalla cabina dellascensore, che si muoveva lentamente verso lalto, lei guardň in giú, notň che il ragazzino,fermo proprio sulla soglia, la seguiva con lo sguardo.Lanimazione di poco prima gli era passata; ora i suoi occhi erano enormi e carichi di tristezza.Emily Pollifax provň un senso di sollievo quando lascensore in salita la sottrasse a quella vista.NON APPENA fu in camera, la signora Pollifax andň ad aprire la finestra sul balcone.Che meraviglia! mormorň, uscendo e accostandosi alla ringhiera.Dal secondo piano, la vista spaziava sopra le cime degli alberi che si agitavano nella brezza.In basso, quasi a picco, un vaporetto solcava il lago lasciandosi dietro una piccola scia.LA SIGNORA POLLIPAX VINCE ANCORAIl lago di Cinevra si stendeva quasi a perdita docchio, simile a un cielo capovolto, di colore azzurro pallido.I tranquilli rumori del mattino salivano fino al suo balcone: il ronzio, ora piú intenso ora piú attutito, del traffico inlontananza, i richiami degli uccelli, i colpi di sirena del vaporetto, i rintocchi di una campana: tutti i suoni le giungevanosmorzati e ovattati a causa della distanza e dellaltitudine.Mentre guardava in giú, per vedere il giardino, notň un largo cornicione che collegava il suo balcone con quello accantoe proseguiva fino allangolo delledificio.Il cornicione nascondeva buona parte della vista, ma le riuscí ugualmente di scorgere lerba ben tenuta, i colori vivacidei fiori, un vialetto di ghiaia tutto spalliere di rose e un belvedere.Poi, con lo sguardo, cercň la strada: si trovava a sinistra, proprio dove aveva detto Carstairs; simile a uno stretto nastro,si inerpicava ripida lungo il versante della montagna piú vicina e non era asfaltata.Uno stormo di rondini che volavano intorno a un alto pioppo la distrasse, sembravano essere lunico segno di vita aMontbrison.Bussarono alluscio.A malincuore, la signora Pollifax si ritirň dal balcone e rientrň in camera gridando: Avanti! Entrň un cameriere con unvassoio.Lo posň sul tavolo chinandosi e domandň cortesemente: La signora desidera far colazione qui o sul balcone? Credo chemi addormenterei, se facessi colazione lŕ fuori rispose lei, mentre si scambiavano unocchiata prolungata e carica diinteresse.Luomo era un giovane molto bruno, piuttosto tarchiato, con vividi occhi azzurri e capelli neri divisi nel mezzo da unascriminatura, come un barista dellepoca vittoriana.Nella foto di Bishop, aveva laria cupa.Laveva anche in quel momento, ma la sua era la tipica espressione tetra del comico capace di esplodere in un fuoco difila di battute salaci senza muovere un solo muscolo del volto.Lei si disse che quel Marcel aveva qualcosa del clown.a Mi metterň qui decise, e subito si mise a sedere.A madame č stato mandato il petit déjeuner europeo... molto frugale spiegň con rammarico.Se desidera qualcosa di piú, puň chiamare il ristorante.Posso versarle il caffč? :Si chinň e disse sottovoce: Tra gli ospiti ce nč uno che č senza dubbio un simulatore, madame;un inglese, tale Robin Burke-Jones, che di solito passa i pomeriggi in giardino.Nessuno dei suoi dati corrisponde al vero; tutto 269 quello che ha scritto sul registro č falso.< La ringrazio dellinformazione disse la signora Pollifax, sorri270dendogli e assentendo.Mi pare di non avere proprio bisogno daltro.Me lo auguro! disse lui. a In caso contrario si strinse leggermente nelle spalle, la lista delle vivande č lí sulla scrivania.jambon au lard, oeufs sur le plat, oeuf poché sur toast...Gli occhi gli brillavano, nel vero senso della parola. a Mi chiamo Marcel, signora Bon appétit! :Sinchinň e uscí."Il mio alleato" pensň lei con gratitudine.Una notte senza sonno laveva lasciata stanca e un po disorientata.E anche affamata cominciň a spalmare di marmellata un croissant.Mentre beveva il caffč, osservň attentamente la stanza che era fresca e col soffitto molto alto, aveva pareti dipinte dibianco con piccoli disegni azzurri e un folto tappeto orientale, rosso cupo, sul pavimento.Piú tardi, avrebbe cominciato le sue perlustrazioni con il contatore a scintillazione; per il momento, un breve sonnellinonon sarebbe stato un segno di debolezza.Nellandare verso il letto, vide che Marcel aveva lasciato la porta socchiusa, e che luscio stava lentamente aprendosi. aChi cč? domandň.a Bonjour, madame. :Il ragazzetto che aveva visto allingresso se ne stava sulla soglia, con le braccia penzoloni lungo ifianchi, e appariva ancora piú smarrito di prima. a Vuole essere mia amica, signo Lei lo fissň, meravigliata. a Tu sei quiin cura? :D gli domandň Era molto bruno in viso, mingherlino e tutto gambe, con i capelli di un nero corvino.Il ragazzo scosse la testa. a La mia nonna č una paziente e io sto qui con lei.Ha dei nipoti, madame? a Sí, ne ho tre :rispose la signora Pollifax.
  9. 9. Dal corridoio giunse un richiamo: a Hafez! Hafez! :~ Con un sospiro, il ragazzetto si voltň. a Sono qui, Serafina. :~ Unadonna vestita di nero, dal volto olivastro, lo raggiunse, lo prese per mano e si chinň ad ammonirlo in una lingua che allasignora Pollifax era del tutto sconosciuta.Hafez sporgeva in fuori il labbro inferiore, e gli occhi gli si erano riempiti di lacrime. a Ma questa signora č una miaamica protestň.Bisogna avere qualche amico! La donna lo trascinň via e la signora Pollifax si sporse un poco dalla porta per seguirlicon lo sguardo.Proprio in fondo al corridoio un uomo su una sedia a rotelle osservava il ragazzo e la donna avvicinarsi.Vedendo la signora Pollifax, si spinse con la sedia nella stan LA SIGNORA POLLI~AX VINCE ANCOR,~za che si apriva alle sue spalle.Hafez e la donna sparirono nella camera di fronte, poi le due porte si chiusero. Che strano ragazzo" pensň la signora Pollifax.Poi tornň verso il letto, si distese e si addormentň.PER TRE volte venne svegliata da alcuni colpi bussati alluscio: la prima volta era una giovane donna in camice biancoche disse dessere uninfermiera e che sarebbe tornata piú tardi; la seconda, era ancora una donna, pure vestita di bianco,che spiegň dessere unesperta di dietetica e che promise, a sua volta, di tornare piú tardi.Infine venne la segretaria della clinica, una donna pettoruta, la quale precisň che si pranzava da mezzogiorno alluna eche si cenava dalle sei alle otto.La signora Pollifax sarebbe stata visitata da un dottore indomani mattina.Da un dottore? Ma io sono soltanto un po stanca le fece notare la signora Pollifax.Ah, ma tutti vengono visitati, č il regolamento della clinica.Mi risulta anche che lei non č stata ancora pesata dallinfermiera e che non ha ricevuto istruzioni dalla dietologa.Scosse la testa con aria di rimprovero e se ne andň.Alla signora Pollifax venne il sospetto che, di quel passo, la quiete della clinica potesse anche rivelarsi unillusione.Cambiň il completo da viaggio con un vestito e scese, per andare un po in ricognizione prima del pranzo.Al pianterreno trovň due solarium, e anche un paio di salette per la televisione, luna attigua allaltra.Le sale da pranzo erano proprio in fondo al corridoio: la signora Pollifax vedeva i camerieri muoversi di lŕ dalle porte avetri.Si fermň in quella che sembrava essere la sala di lettura e osservň la mobilia pesante e i massicci pannelli di quercia.Una delle imponenti poltrone era occupata da un abbronzatissimo giovanotto, che sollevň un sopracciglio biondo edisse: Bonjour madame.Purtroppo il mio francese finisce qui.Anche il mio confessň lei sorridendo, e si disse che quella era loccasione buona per fare la conoscenza del primo ospiteadulto.Si lasciň cadere in unaltra poltrona arcimbottita e si domandň se sarebbe mai riuscita a tirarsi di nuovo su. a Anche leiaspetta dandare a tavola? :~ a Io aspetto disse malinconicamente il giovane, a che in questo posto accada qualcosa.Sono qui da otto giorni e, mi creda, se sol272tanto sentissi cadere una posata, mi sembrerebbe un fatto emozionantissimo.La signora Pollifax lo osservava divertita.Con quegli occhi verdi e trasognati e quella dentatura candida, sarebbe stato quasi eccessivamente bello, se non fossestato per il naso che probabilmente aveva subíto una rottura e appariva ancora un po ammaccato; il che, in compenso,gli dava unespressione divertente. a Effettivamente, lei ha laria di essere abituato a unesistenza piú movimentata.a Vedo che sta osservando con aria critica la mia camicia rossa e i miei calzoni amaranto disse lui, in tono daccusa. aCredevo che a Montbrison si respirasse unaria un po piú sofisticata, da Casino.In fin dei conti, č frequentato dallo stesso tipo di persone, tranne che qui vengono per rimettersi a nuovo il fegato.Come facevo a sapere che rimettersi a nuovo il fegato č quasi un culto? a Ah, questo non lo sapevo assicurň affascinatala signora Pollifax.Dice sul serio? a Cara signora sospirň il giovane, il conte Ferrari, quando lo vidi a Monaco in aprile, con un bracciocircondava una bionda e nella mano libera teneva un mucchio di gettoni.Il conte :D aggiunse, ha settantacinque anni, non un giorno di meno.Qui a Montbrison Sl sente improvvisamente mortale e, come dicevo, la sua salute č diventata un culto.Entra in sala da pranzo con un sacchetto pieno di pillole: rosse, rosa, verdi, azzurre. :~ La signora Pollifax rideva. aVisto che si annoia tanto - e che scoppia di salute, come si direbbe dal suo aspetto - perché si trattiene qui? a Perché ilmio medico mi ci ha spedito.Esitň, poi aggiunse in tono asciutto. a Sa, sono convalescente dallasiatica di questanno, la Hong Kong.E lei? La signora Pollifax esitň.Poi, con voce incolore, disse: a Giŕ, anchio sono convalescente dalla Hong Kong.Al che, seguí un silenZ10 stranamente carico di imbarazzo.Dicono che quella di questinverno sia stata unepidemia di straordinaria virulenza azzardň lei.a Giŕ... giŕ... le fece eco il giovane.In quel momento, le porte della sala da pranzo si spalancarono. a si mangia! esclamň lui, alzandosi di scatto.
  10. 10. Laiutň premurosamente a sollevarsi a Deve stare attenta a queste poltrone lammoní severamente. a Rischia di venireinghiottita per sempre. :~ Me ne ricorderň.A proposito, mi chiamo Emily Pollifax.Lui sinchinň, galante. a Molto piacere.Io sono...Bonjour, gene LA SIGNORA POLLIPAX VINCP ANCORArale dEstaing gridň a un vecchio signore che arrancava lungo il corridoio verso la sala da pranzo, appoggiandosi contutto il peso a un bastone. a Posso esserle daiuto? E partí per offrire assistenza al generale, con la velocitŕ di uncorridore alle Olimpiadi.IL TAVOLO della signora Pollifax era in un angolo della prima sala da pranzo, il numero 113 era messo discretamentein mostra sulla candida tovaglia di Fiandra, tra un vaso di fiori di campo e le ampolline dellolio e dellaceto.Da quella posizione, con una sola occhiata, si poteva abbracciare tutta la sala, ma non era possibile scorgere niente dellealtre due.Il suo giovane e abbronzato amico aveva accompagnato il generale a un tavolo singolo al centro della stanza, dopo diche si era awiato verso il proprio.Hafez, mogio mogio, e la donna dal colorito olivastro vestita di nero, occupavano un lungo tavolo per sei accanto allafinestra.Il ragazzo aveva accennato a una nonna, ma la donna che era con lui aveva tutta laria dessere una cameriera o unadama di compagnia.La signora Pollifax si domandň chi potessero essere gli altri del gruppo, e dove fossero.Soltanto un altro, fra i presenti, le era familiare: era il signore sulla sedia a rotelle che lei aveva visto nel corridoio, difronte alla porta di Hafez.Si era spinto da sé fino a un tavolo solitario che guardava verso la finestra, per cui lei poteva vederlo soltanto di profilo.Era scuro di pelle, portava gli occhiali e aveva il labbro ornato da un paio di baffi neri.Le spalle erano massicce sotto la giacca un po spiegazzata.Appariva fuori posto, ma del tutto indifferente alla cosa; mangiň in fretta e si spinse fuori della sala prima che la signoraPollifax fosse arrivata alla frutta."Devo scoprire qualcosa su tutti loro" si ripromise lei.Marcel aveva accennato al giardino; bene, avrebbe passato lŕ il pomeriggio.IL GIARDINO era gaio pieno di sole e di fiori.La signora Pollifax ispezionň c~n occhio da intenditrice le aiuole di begonie, poi si diresse verso una sdraio.Tanto per non correre il rischio di addormentarsi, tentň di sollevarne lo schienale, in modo da potervi sedere piú eretta.a Sta spingendo dalla parte sbagliata disse una voce dietro di lei, e una ragazza in bikini, il corpo lucente di olioabbronzante posň la salvietta e i libri e si chinň ad armeggiare con la sdraio.tamente, lo schienale scattň allinsú.a Oh, ma che brava! sorrise la signora Pollifax. a iinglese?Immedia- 273 ~71 na.f~YLa ragazza scosse garbatamente la testa a No, sono belga.a Lho vista in sala da pranzo.Permette? Emily Pollifax. :~ a Piacere, signora Pollifax.Sono Court van Roelen.Il volto era tutto zigomi e angoli, con un paio docchi blu che lucevano come zaffiri: un insieme che lasciavave,f,ramente senza fiato.~-` Al di sopra della testa della ragazza, la signora Pollifax vide il suo amico della sala di lettura, rimasto senza nome,che, ritto al centro del prato, fissava a bocca aperta la ragazza.Ora indossava calzoni gialli, una camicia arancione e un foulard a pallini.Si incamminň verso di loro.a Credo che sia caduta una posata disse.; a Ne ho avvertito il tintinnío :commentň lei con arguzia.Il giovanotto sorrise. a Non vorrei disturbare, se qualcuno ha intenzione di fare i bagni di sole.Ora mi porto qui , una sdraio e ci trasformiamo in un bel terzetto intimo.`~ Sa, sotto il profilo numerologico, il tre č un numero perfetto.Inarcň un sopracciglio e fissň la signora Pollifax.a Lei, signora, stava forse per fare le presentazioni? Le farei volentieri, se sapessi il suo nome. :~ Burke-Jones.Robin Burke-Jones.La signora Pollifax gli scoccň unocchiata; al suo primo incontro con un adulto, aveva avuto la mano piú felice diquanto non imma~Jinasse.a Non lavevo mai vista prima doggi :disse Burke-Jones, rivolto alla ragazza. a appena arrivata? :~ a Sono qui da diecigiorni :D disse lei senza sorridere, ma sono stata tutti i giorni su in montagna, a camminare. :~ A camminare? fece eco
  11. 11. lui. a Non mi sembra affatto un esercizio riposante. :~ a Non sono venuta qui per riposare disse lei.Sono in vacanza, e preferisco evitare i luoghi di villeggiatura; sono sempre cosí affollati di... lanciň unocchiata alfoulard di lui, squisitamente annodato, a ... playboy.Be...Il giovane le sorrise. a 1un argomento che dobbiamo .liscutere piú a fondo. :~a Non vedo perché rispose lei, girandosi per abbronzarsi la schie A proposito di playboy si inserí malignamente lasignora Polli.. a Che cosa fa lei, signor Burke-Jones?Passo il mio tempo a invidiare i playboy dichiarň lui, con fare compunto. a In pratica, lavoro nel ramo importazioni.Curiositŕ e cianfrusaglie varie.Un negozio a Brighton, un altro a Dover, filiali qua e lŕ.E lei, signorina van Roelen?La voce della ragazza, che teneva la guancia appoggiata allasciugamano, arrivň smorzata. a Lavoro allUNESCO, nelramo amministrativo.Oh, unoccupazione davvero lodevole mormorň lui, e guardň la signora Pollifax, inarcando un sopracciglio. a Non čdaccordo? "Un tipo davvero stravagante" pensň lei, "e anche piuttosto simpatico." Ma con la signorina van Roelen nonavrebbe avuto partita facile.Estremamente lodevole rispose, e intanto si domandava quale fosse il vero mestiere di Burke-Jones.La vetrata dingresso si aprí e apparve Hafez, in calzoncini di tela e camicia bianca.Aveva con sé una scatoletta nera.La domestica, che lo seguiva come unombra, andň a sedersi sotto un albero.Hafez posň la scatola sullerba e cominciň a trafficare con alcune manopole e con un piccolo microfono.Senza dubbio si trattava di un registratore.Bruscamente Court si tirň su e chiamň una signora che avanzava lungo il vialetto di ghiaia.Oh, lady Palisbury! :~ La signora Pollifax notň che la faccia dellaltra silluminava alla vista di Court. a Buongiorno atutti rispose linterpellata, attraversando il prato per venire verso di loro. a Sono stata a passeggiare lungo il burrone.Da sotto un enorme cappello da sole, due occhi profondamente infossati guardavano il gruppo con una luce cordiale.Volevo domandarle se ha trovato il brillante che aveva perso.Lady Palisbury scosse la testa.No, cara, ma salterŕ fuori, ne sono certa. a Lady Palisbury, permetta che le presenti la signora Pollifax e il signor Burke-Jones.Lei rivolse un cenno amabile a entrambi. a Non posso tenervi compagnia, anche se mi fermerei volentieri con voi.Sto andando a svegliare mio marito.Ha il massaggio alle quattro.Lady Palisbury si allontanň.Quando passň accanto a Hafez, il ragazzo levň il microfono verso di lei, tenendo il registratore sotto laltro braccio.La signora sorrise bonariamente e disse qualche paro: la, prima di sparire nellinterno.- La signora Pollifax continuň a osservare Hafez, che improvvisa- 275 mente si era messo a correre attraverso il prato egridava a un cameriere: Monsieur, una Coca-Cola! Ma la nonna non gli tiene mai compagnia? :domandň.Non sapevo che avesse una nonna disse Burke-Jones.Qui deve annoiarsi a morte, poverino :osservň Court, abbrac- en ne intollerahile.ciandosi le ginocchia. a Ho limpressione che sia piuttosto sveglio.Sembra che non dorma mai: č tutto nervi. lunico ospite che incontro regolarmente alle sei del mattino, quando esco perle mie passeggiate.Ieri mi ha raccontato qualcosa a proposito delle radiosorgenti, che sono stelle o pianeti, non ricordo bene.Mmm fece la signora Pollifax, osservando il ragazzo avvicinarsi al generale, che uninfermiera stava aiutando adaccomodarsi su una poltrona allombra.Anche dEstaing disse qualcosa nel microfono, Court rise a Lo ha convinto a dire: "Ici la Police.Sortez, les muins en lair!" che significa: "Polizia! Venite fuori con le mani in alto!" Il generale :aggiunse, un tempo eracapo della Sureté.Robin parve stupito.Io lo credevo un generale dellEsercito.Sí, infatti.Ma dopo la seconda guerra mondiale, č entrato a far parte della Sureté.a Cosí, č un capo della Polizia francese mormorň la signora Pollifax, osservando con aria assorta la faccia di Robin Luidomandň, accigliato: Ma lei come fa a sapere tutte queste cose, signorina van Roelen? Court sorrise.Il generale lho conosciuto qui lestate scorsa.cosí vecchio e solo, e non gli resta piú molto da vivere.Era intanto arrivato il loro turno per il gioco di Hafez: il bambino apparve allimprovviso per chiedere, con vocepetulante, che dicessero qualcosa al microfono.Io sono pronta, Hafez si offrí la signora Pollifax, e subito lui le si fece accanto.Lei prese il microfono, rifletté un istante, poi recitň una vecchia filastrocca infantile.La cosa piacque molto a Court, che si offrí a sua volta di recitare dei versi a proposito di un vecchio con la barba.
  12. 12. Preferisco le intimazioni del generale alle vostre canzonette frivole )> obiettň Robin; e, afferrato il microfono, gridň: aVenite fuori con le mani in alto... per voi č finita! Ma lo sguardo della signora Pollifax era tornato a Hafez.Gli occhi del bambino erano troppo lucidi, i suoi gesti nervosi e stranamente privi di significato. "Quello che fa, lo fasenza rendersene conto" pensň; "e senza che gliene importi niente; agisce tanto per muoversi.per tenersi occupato in qualche modo." Mentre lui riponeva il microfo LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAno nellastuccio del registratore, la signora Pollifax notň che gli tremavano le mani.Si convinse che quel ra~azzino viveva in preda a una Che noia dun moccioso :brontolň Robin, dopo che il ragazzo era corso via.Che soffra di ipertiroidismo? :azzardň Court, tornando a sdraiarsi.No disse la signora Pollifax, parlando lentamente, a cč ben altro. :Si era ricordata di quando suo figlio Roger aveva seianni e doveva essere operato alle tonsille.Un compagno di scuola gli aveva detto che, in sala operatoria, il chirurgo lavrebbe soffocato con un cuscino.Roger aveva vissuto in preda al terrore per due giorni, prima di confidarsi con lei, e perfino a distanza di tanti anni leipreferiva non ricordare quel periodo.Secondo me, č spaventato :disse.Spaventato? fece eco Court, dubbiosa. a E che cosa mai potrebbe spaventare un bambino, qui? :~ La signora Pollifaxcrollň la testa.Il ragazzo non era soltanto spaventato: aveva una paura disperata, viveva sotto un incubo.A CENA, quella sera, cera sauté de veau marengo, che allatto pratico si rivelň vitello, e la signora Pollifax cominciň apensare di comperarsi un dizionario francese.In gioventú, aveva studiato il latino, ma aveva dimenticato tutto, fuorché Audaces fortuna iuvat: la fortuna favorisce gliaudaci.Quella frase le dava un certo conforto, in quel momento, mentre rifletteva sullora in cui dare inizio alle sueperlustrazioni notturne.Ed č venuta fin qui dallAmerica? domandň lady Palisbury alla signora Pollifax, mentre sedevano vicine in sala dilettura, luna sferruzzando in attesa che il marito scendesse per la cena, laltra bevendo tranquillamente il caffč.a Sono arrivata stamattina, sí confermň la signora Pollifax, e confidň con un sorriso: a Ho un genero dalle veduteinternazionali :~.Lady Palisbury s~illuminň.Ah, sí? Che bella cosa.Noi ne abbiamo quattro, tutti molto cari.Sono cosí riposanti per chi ha avuto la casa piena di femmine.Anche loro sono molto care, intendiamoci, ma piú irrequiete, piú portate a fare chiasso e a litigare fra loro.Levava a tratti lo sguardo, ansiosamente. a Spero proprio che John arrivi prima che ci tocchi sorbire gli Jodler. :~ GliJodler? ripeté meravigliata la signora Pollifax.a La clinica ci procura e qui lady Palisbury storse un poco la LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAbocca, a piccoli trattenimenti ogni fine settimana.Stasera, verranno appunto gli Jodler dal villaggio. :D Perň, sono ospitali :D osservň la signora Pollifax.Si fece attenta, perché aveva visto Hafez e la sua compagna lasciare la sala da pranzo.a Quel ragazzo la incuriosisce, vedo :osservň lady Palisbury.Ho limpressione che abbia pianto disse la signora Pollifax.a Sa niente di lui? a Vengono dallo Zabya, uno dei piccoli Stati petroliferi dellArabia.I giornali hanno parlato del re, ultimamente: ho letto qualcosa a proposito di una festa di compleanno e della donazioneal popolo di tutti i possedimenti reali.La signora Pollifax assentí. a Sí, mi ricordo.Un omino simpatico. :~ Intanto erano arrivati gli Jodler.Un gruppo di villici sorridenti e grassocci, le donne con vesti ricamate a colori vivaci e gli uomini in calzettoni, calzonicorti e cappello con la penna, aveva circondato il marito di lady Palisbury, ma lui riuscí a sottrarsi allassedio e siavvicinň alla moglie. a Cara, ma quelli chi sono? bisbigliň.Sono i coristi dei canti tirolesi rispose lady Palisbury, riponendo il lavoro a maglia. a John, questa č la signora Pollifax. a Felicissimo disse distrattamente lui, e si trasferirono nella sala da pranzo, seguiti dal gruppo dei cantori.Poco dopo, acuti gorgheggi riempivano laria.Santo Cielo, siamo stati invasi? :sinformň Burke-Jones, arrivando dal solarium.Sí, ma soltanto dal folklore locale D lo rassicurň la signora Pollifax. a Trovo che sono deliziosi. :D Lui fece un gestodimpazienza. a Io no! Senta, sto andando in paese a comperare le sigarette.Vuol venire con me? :Poi aggiunse con aria indifferente: Pensavo di dirlo anche a Court La signora Pollifax abbozzň unsorriso.Comincio ad avere sonno, dopo una notte passata in aereo.Credo che Court sia in sala da pranzo. :Poi, reprimendo a stento uno sbadiglio, diede la buonanotte al giovane e salí incamera.
  13. 13. Aveva lasciato chiuse tutte e due le porte della sua stanza: quella esterna, piú spessa e imbottita a prova di rumore, elaltra, interna, normale, che si poteva chiudere a chiave, anche se lei aveva trascurato di farlo.La signora Pollifax vide che entrambe erano socchiuse, e affrettň il passo.Forse era entrata la cameriera, oppure poteva essere Marcel.Non era nessuno dei due.Era Hafez: sedeva. davanti alla specchiera col ripiano di vetro e stava chino su qualcosa che teneva in grembo.Le mani di lui si mossero rapidissime e qualcosa tintinnň contro il vetro del ripiano, prima chegli si alzasse di scatto pervoltarsi verso di lei. a Bonsoir, madame! esclamň. a Stavo aspettandola.Non mi ha detto se ci sta a essere mia amica.a Sarei felicissima di essere tua amica rispose lei, a ma tu devi imparare a non entrare nelle stanze degli altri, quando lagente non ce.a Ma signora, io ho bussato e non ho ricevuto risposta.Dove potevo aspettarla, se non qui? :domandň Hafez, mentre una nota disperata gli si insinuava nella voce. a SeSerafina mavesse visto nel corridoio, si sarebbe arrabbiata e mi avrebbe trascinato a letto.a Vuoi bene a Serafina? Il ragazzo alzň le spalle. a Deve proprio dirglielo che sono entrato? No, ma non possiamoessere amici se tu entri senza che ti abbia invitato io. :~ Lui assentí. a Grazie :disse, e se ne andň, chiudendosi tutte duele porte alle spalle.La signora Pollifax lo seguí con lo sguardo, poi sedette alla specchiera.Sul ripiano cerano una spazzola per i capelli, un vasetto di crema per il viso, una boccetta di aspirina, una rubrica congli indirizzi e un rossetto Quale di quegli oggetti poteva aver risuonato contro il vetro, quando lui l aveva rimesso aposto? Esaminň il rossetto per le labbra, ma sembrava assolutamente intatto.Poi, prese in mano la boccetta dellaspirina e la mise contro luce.Laveva comperata prima di partire, in caso ne avesse avuto bisogno: era una piccola confezione da venticinquecompresse.La boccetta appariva mezzo vuota, ora.La posň di nuovo sul ripiano e la sentí tintinnare.Ma certo... vetro contro vetro.In una clinica dove qualsiasi infermiera poteva fornire dellaspirina, perché mai Hafez era stato indotto a rubare quellecompresse? La signora Pollifax fissava accigliata la boccetta, in preda allo stupore; si rendeva conto che era ormai undovere per lei awicinare il piú presto possibile la nonna di Hafez.Forse, la signora non sapeva che il nipotino era tanto turbato.Chissŕ perché, poi, si domandň oziosamente, e diede unocchiata allorologiO.Mancavano pochi minuti alle nove e soltanto alle dieci avrebbe dovuto fare i segnali con la torcia elettrica. "Andrň afarle una visita di cortesia" pensň. "Non esprimerň giudizi.Vedrň solo qual č la situazione." Uscí risolutamente dalla stanza e si avviň lungo il corridoio fino alla porta oltre laquale, quel matttino, Hafez era sparito.Bussň e proprio il ragazzo venne ad aprirle. a Signora! esclamň, con aria allarmata.a Visto che siamo amici, ho pensato di fare una visitina a tua nonna spiegň allegramente lei, ed entrň decisa,passandogli davanti.Spero stia abbastanza bene per ricevere visite. :Vide una porta aperta a sinistra e unaltra a destra.a Ma signora...Hafez guardň preoccupato a sinistra, e la signora Pollifax lo imitň.Una voce maschile gridň bruscamente qualcosa in una lingua sconosciuta, e Hafez rispose.Si udí una specie di imprecazione, seguita da movimento.La signora Pollifax raggiunse la soglia della camera da letto attigua e si fermň.Fece in tempo a incrociare lo sguardo sgomento di Serafina, ad avere una fuggevole visione della persona che occupavail letto nellangolo piú buio, poi si sentí agguantare da dietro.Un uomo lafferrň per il gomito sinistro, un altro per il destro e sollevatala di peso, entrambi la trasportarono, ancoraeretta, fino alla porta.Accadde tutto talmente in fretta che lei si ritrovň letteralmente senza fiato.a Ukhrujee :intimň uno dei due robusti inservienti. a Mahsalamah! Venne spinta fuori in malo modo.Luomo della stanza di fronte si era affacciato sulla soglia e osservava la scena attentamente, dalla sua sedia a rotelle.Poi, mormorň qualcosa e si ritirň.Scossa per laccaduto, la signora Pollifax si abbandonň su una delle sedie disposte lungo il corridoio.Dopo qualche minuto si alzň per tornarsene in camera sua, non sapendo neanche lei se scandalizzarsi, infuriarsi, opentirsi delliniziativa.Qui non siamo a New Brunswick, nel New Jersey, rammentň a sé stessa; e poi, inferocita: "Ma che cosa ti aspettavi,Emily? chiaro che la vecchia signora non sta bene e che quegli inservienti si sono indignati nel vedere che unasconosciuta faceva irruzione cosí lŕ dentro".La donna che lei aveva appena intravisto nel letto appariva fragile e pallida nel sonno: aveva lunghi capelli grigipettinati a treccia, un naso leggermente aquilino, la mascella pronunciata.Seduta accanto a lei cera Serafina.I due inservienti, evidentemente, stavano nella stanza vicina.
  14. 14. La nonna di Hafez non si era nemmeno accorta dellarrivo della visitaLrice, ma luomo sulla sedia a rotelle, cheoccupava la stanza dallaltro lato del corridoio, era uscito a vedere.Faceva forse parte anche lui del gruppo? E Hafez?...Si era allarmato, vedendola, ma non aveva fatto nemmeno il tentativo di trattenerla, e quando lei era stata presa di pesoe messa fuori era parso soddisfatto.Soddisfatto perché lei era andata a trovare la nonna o perché veniva messa alla porta? La signora Pollifax si eraaspettata una vecchia vanesia, che viziava il nipote senza perň essere in grado né di fargli compagnia, né di educarlo.Invece, aveva intravisto un volto bianco e immobile abbandonato su un candido guanciale, e trovato due ringhiosiinservienti.Doveva domandare spiegazioni a Marcel; lui, forse, era in grado di dargliene.Guardň lorologio, poi uscí sul balcone nella quiete vellutata della sera. Sotto il giardino illuminato, il lago si stendevanero e silenzioso: soltanto la scia dorata di un battello solitario rompeva la tranquilla superficie.Lungo il litorale ammiccavano le luci dei locali notturni e delle ville.Sulla sinistra, il versante della montagna formava, nel buio, una sagoma cupa.Alle dieci in punto accese la torcia elettrica, poi contň fino a tre, la spense, la riaccese, la spense di nuovo: con grandesoddisfazione, vide brillare nelloscuritŕ un paio di fari. "Chiunque siate" pensň, "mi fa piacere sapere che siete lŕ." Nelgiardino qualcuno stava lentamente spegnendo le luci.La clinica si preparava al riposo notturno.Per la signora Pollifax era tempo di mettersi al lavoro.A LANGLEY, nella Virginia, era pomeriggio inoltrato.Il lavoro di Carstairs era stato interrotto verso la metŕ della mattinata da una richiesta urgente da parte del Dipartimentodi Stato: chiedevano un rapporto sullo Zabya, uno degli Stati petroliferi piú piccoli del Medio Oriente.Il re dello Zabya avrebbe celebrato il suo quarantesimo compleanno il martedí, e molti capi di Stato dovevano prendereparte ai festeggiamenti che si sarebbero protratti per tutta la giomata.Si trattava di un Paese abbastanza tranquillo perché gli Stati Uniti potessero mandarvi il loro vicepresidente, senzacorrere rischi? I commenti di Carstairs, a proposito della richiesta, si erano fatti sempre piú irriferibili via via che le orepassavano, ma il rapporto era stato infine completato e trasmesso: il vicepresidente poteva recanisi tranquillamente, madoveva aspettarsi di trovare cibi strani come, per esempio, occhi di pecora bolliti.Bishop entrň nellufficio. a Cč di lŕ Schoenbeck.Tra due ore deve partire per Ginevra e vuole fare un po il punto della situazione.Schoenbeck, un omino pedante, dal volto rugoso, era dellInterpol.Entrň, mormorň scuse a non finire per lintrusione e si mise a sedere.a Qualcosa č cambiato? esordí Carstairs.a Amico mio, tutto cambia disse Schoenbeck. a :la legge della vita.Mi hanno appena comunicato, dallInghilterra, che Dunlap si č suicidato questa mattina. :~ Carstairs imprecň tra i denti.a Come ha fatto a suicidarsi, se era chiuso in cella? Non era sorvegliato? Schoenbeck si strinse nelle spalle. a Non civuole molto a morire.Si č impiccato con un lenzuolo.Era un individuo terrorizzato, evidentemente.Allimprowiso, la vita deve avergli fatto piú paura della morte.Rimasero entrambi in silenzio, a meditare su quelle parole. a No disse Carstairs, scuotendo la testa, a il fatto č che"loro" gli facevano piú paura di "noi".Due uomini qualsiasi, uno in Inghilterra, laltro in America, senza niente in comune tranne il fatto che tutti e duelavoravano allimpianto di un reattore nucleare... e che entrambi si sono lasciati convincere a rubare due bottoni diplutonio.a Avevano unaltra cosa in comune, amico mio disse luomo dellInterpol. a Entrambi si sono tolti la vita senza rivelarenessun altro anello di questa catena.Carstairs assentí, con la faccia scura. a Ancora niente sul denaro? Niente, salvo che - voilŕ - tanto luno che laltroavevano un conto in banca, e i due conti crescevano come per magia.Si vede che erano stati pagati con denaro contante.Carstairs sospirň. a Un vicolo cieco.Una faccenda organizzata alla perfezione. Proprio cosí.Mi avvilisce, caro amico, il fatto che sappiamo cosí poco, e che quel poco sia basato su particolari slegati fra loro.Sappiamo che in entrambi i casi il plutonio č stato gettato di lŕ dal muro di cinta da un operaio, durante le ore di lavoro.Abbiamo appreso che, in Inghilterra, un contadino ha visto una berlina verde parcheggiata lungo il muro di cinta alloracorrispondente a quella del furto, LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAe che la stessa berlina verde č stata vista venti minuti dopo il furto davanti allufficio postale di Stokely-on-the-Merden.
  15. 15. Limpiegato ricorda che, quel giorno, uno sconosciuto ha spedito una cassetta in Svizzera, alla clinica Montbrison.Ma quel poco che conosciamo si basa sulla parola di un contadino che stava arando il suo campo, di due massaie che siscambiavano pettegolezzi davanti allufficio postale e sulla memoria labile di un impiegato delle Poste.D Carstairs gli sorrise, con aria incoraggiante. a Caro signor Schoenbeck, siamo abituati a lavorare su brandelli diinformazioni.Eppure, il mondo tira avanti, bene o male.Giŕ, e a me sta molto a cuore che continui a tirare avanti.Cč troppo odio nel mondo, per lasciare che il plutonio venga trasportato qua e lŕ.Il suo agente ha raggiunto i nostri, a Montbrison? Carstairs consultň lorologio. a Sí.Anzi, dovrebbe essere lŕ giŕ da qualche ora.Bene disse Schoenbeck. a Da parte nostra, naturalmente, continueremo a seguire ogni possibile traccia riguardante i dueuomini che hanno rubato il plutonio.I morti non possono piú parlare, ma i loro amici sí.Quello che voglio da lei, Carstairs, č che trasmetta un allarme a tutti i suoi agenti.Mi preoccupa immensamente il fatto che non sia stata fatta una sola allusione a questa storia sui vari mercati mondiali.Beirut, Marsiglia, New York... neppure una parola. un fatto davvero insolito; abbiamo a che fare con una bandacriminale particolarmente abile: nessun informatore, nessuna soffiata, nessuna fuga di notizie.Ma il plutonio dovrŕ pure trovare un mercato, prima o poi.E noi dobbiamo assolutamente sapere chi lo acquista. :~ a sempre dellidea che si tratti di unorganizzazioneinternazionale che ha abbandonato lo spaccio della droga per il plu...? Carstairs venne interrotto dal telefono. a Sí,pronto...? Sí, č qua.Porse il ricevitore a Schoenbeck, che ascoltň, rispose rapidamente in francese, ascoltň ancora e parve letteralmenteafflosciarsi sulla poltrona.Poi riattaccň. a Hanno chiamato da Ginevra.Cč stato un terzo furto di plutonio.Cosa? tuonň Carstairs.a Sí.In Francia.Due bottoni di plutonio, ciascuno del peso di un chilogrammo.Ora, in tutto, ne hanno rubato sei chili.a Sei chili...Carstairs zufolň.84 Schoenbeck assentí. a Ne hanno abbastanza per costruirsi la loro bomba atomica.La saluto, amico mio, ma penso che mi troverŕ in Francia, non a Ginevra.Nel frattempo... cest la guerre.Alla lettera.DURANTE la cena, la signora Pollifax aveva mentalmente compilato una lista dei luoghi da evitare durante leperlustrazioni notturne: lascensore, prima di tutto, con le sue vibrazioni e i suoi cavi ronzanti; il banco del portiere e ilcentralino del telefono, nonché leventuale medico tenuto a disposizione dei pazienti che non riuscivano a dormire.Infilň il pigiama e la vestaglia e tirň fuori il suo portagioie, lasciando il doppio fondo al suo posto, ma mettendosi intasca i gioielli. "La fortuna aiuta gli audaci" ripeteva a sé stessa mentre si incamminava lungo il corridoio deserto efiocamente illuminato.Scese lampio scalone ricoperto dalla passatoia che portava nellatrio.Il centralino era incustodito e al banco non cera nessuno.Udí un mormorio arrivare dalla saletta della televisione: il portiere notturno stava certamente guardando qualcheprogramma.Silenziosamente, continuň a scendere, decisa a esplorare il piano dei locali di cura.Si trovň in un vero dedalo: vi si aprivano stanze di terapia, locali per le attrezzature da laboratorio, vari uffici, e lacucina.Poteva anche essere, pensň tra sé, il posto piú adatto per nascondere qualcosa.In quel luogo le luci non erano state smorzate per cui, prima di dedicarsi ad altro, lei si cercň un nascondiglio.Una porta senza alcuna scritta celava un ripostiglio fortunatamente immerso nel buio, ed ella vi si intrufolň.Il raggio della torcia elettrica illuminň secchi, scope, stracci e una parete tappezzata di scatole per le valvole e diinterruttori generali.Da quel punto strategico, la signora Pollifax si tenne in ascolto, lasciando luscio leggermente socchiuso.Alla sua destra, in fondo al corridoio, di lŕ dai vetri smerigliati della porta della cucina, qualcuno fischiettava tra i dentiun motivetto monotono.Un cuoco-pasticciere, si disse lei, intento a infornare per il giorno dopo.Messo in funzione il contatore a scintillazione, si mosse in punta di piedi verso le ampie porte a molla che si trovavanoallestremitŕ opposta ed erano contrassegnate dalla scritta: IDROTERAPIE.La stanza delle idroterapie era un ambiente grande come una palestra, occupato da due vasche rotonde e piastrellatepiene dacqua che luccicň sotto il raggio della torcia elettrica.Piscine per gli idromassaggi, intuí subito lei, facendone lentamente il giro.
  16. 16. Unocchiata al quadrante luminoso del contatore le mostrň che lago era in riposo.Aprí altre porte e passň diversi minuti a perlustrare un paio di uffici.Poi, vide una porta con la scritta: MASSAGGIO susAcQuEo.Incuriosita, entrO e vide al centro del locale una larga vasca verde, rettangolare, collocata su una piattaforma.Era circondata da un intrico di grosse condutture, e una serie di quadranti posti sopra i rubinetti contribuí a dare allasignora limpressione dessere entrata in una specie di camera di tortura.La vasca era piena dacqua. "Strano" pensň la signora Pollifax, "come lacqua, di notte, appaia viva e sinistra..." E aprícon sollievo la porta per uscire dal locale.Ormai aveva completato il giro di quellala del piano, separata dallala opposta da un atrio in cui si trovavano le scale,lascensore e alcune porte che si affacciavano sul giardino.Diede una rapida occhiata nellatrio, ma si ritrasse in tutta fretta.A un paio di metri da lei, qualcuno, dal giardino, stava tentando di penetrare nellinterno.La signora Pollifax fermň il suo contatore e aspettň, mentre lintruso armeggiava con la serratura.Si udí uno scatto, e la porta a vetri si spalancň.Marcel! balbettň lei, sollevata.Laltro trasalí e si fece il segno della croce, prima di scorgerla ferma nellombra. a Madame, che spavento mha fattoprendere! :~ a Mi dispiace... anche lei mi ha fatto paura.Perché ha dovuto forzare quella serratura? :D Lui abbozzň una smorfia. a Ai camerieri non č permesso avere le chiavi...e questo mi complica molto lesistenza, specialmente quando sono fuori servizio.Le si accostň, nel recesso buio a unora che giro per il giardino.Ha visto o udito qualcuno, lei? a Soltanto la persona che lavora in cucina.Perché? :~ Giurerei davere visto qualcuno sui tetti, pochi minuti fa. :Marcel scosse la testa. a Non mi piace questafaccenda. a E cosí, ha pensato di dare unocchiata concluse lei a Ma prima Marcel, č davvero provvidenziale che cisiamo incontrati.Conosce Hafez? a Mon Dieu, e chi non lo conosce? Sembra molto spaventato.Circa unora fa, ho tentato di fare una visitina a sua nonna, perché volevo parlare con lei del bambino.Rabbrividí al ricordo. a Sono stata sollevata di peso da due energumeni e messa fuori della stanza.Marcel zufolň a fior di labbra. a Il gruppo dello Zabya disse meditabondo. a Giŕ, occupano le stanze 150, 152, 154Eccetto il ragazzo e la cameriera, si fanno servire i pasti in camera.Io stesso ho portato su i vassoi, qualche volta, e un uomo in giacca bianca li ha presi in consegna.I loro nomi sono: signora Parviz e nipote - cioč 286 Hafez - Serafina Fahmy, Fouad Murad e Munir Hassan.Non si č indagato ulteriormente sul loro conto, perché non erano qui quando Fraser č stato ucciso. :~LA SIGNORA POLLIPAX VINCE ANCORALa signora Pollifax corrugň la fronte.Ne č ben sicuro? Sicurissimo, signora.Sono arrivati quello stesso giorno, un po piú tardi.Naturalmente, ora cercherň di saperne di piú.Sí, la prego :disse lei.Ah, unaltra cosa: a che ora potrň entrare in cucina? :~ Lo sguardo di lui si posň sul portagioie.Ah, sí, capisco.Domani č sabato, lŕ dentro non ci sarŕ nessuno.Lanciň unocchiata verso le scale. a Devo andare, ora.Se devo dire la veritŕ, sono smontato di servizio giŕ diverse ore fa, e dovrei trovarmi in paese, nella mia camera.Si mosse verso lo scalone, rimase un istante con lorecchio teso e poi, con un cenno della mano, si dileguň nel buio.Lei rimise in funzione il suo apparecchio e varcň una porta con la scritta MAGAZZINO.Questa dava su uno stretto corridoio con tante stanzette che si aprivano ai due lati: in fondo cera un ampio stanzone.La torcia elettrica illuminň file di cassette che contenevano pesche, spezie, cioccolata, barattoli di caffč.Cerano poi altre cassette provenienti da varie industrie farmaceutiche dEuropa: il contatore fu accostato a ognuna diesse, ma lago non dette segno di vita.Emily Pollifax cominciň a pensare con desiderio crescente al suo letto e, tomata nellatrio, salí la scala che portava alpianterreno.Il portiere notturno era in piedi presso il centralino, intento a sfogliare una rivista. a Madame! esclamň scandalizzato;seguí una raffica di parole in francese.Lei non batté ciglio. a Cercavo qualcuno che prendesse in consegna i miei smeraldi spiegň.Estrasse dalla tasca il pendente e lo posň sul banco.Mentre mi lavavo i denti ho visto un cartello nel bagno: diceva che tutti i valori debbono essere messi in cassaforte.Come potevo dormire, dopo aver letto una cosa del genere? Luomo distolse a fatica lo sguardo dal luccichio intensodelle gemme.Ma signora, io non ho la chiave.Soltanto il capo-portiere puň aprire la cassaforte.Mi dispiace molto.
  17. 17. Lui prende servizio alle sette. Oh, be disse lei, rimettendosi in tasca il pendente, un po a malincuore. a Allora... borlsoir.Riprese a salire.Nellaprire la porta della sua stanza, vide che Hafez se ne stava immobile fuori della propria camera e la ossenava.Poi, il ragazzo si voltň e scomparve.Era mezzanotte e cinque.La signora Pollifax pensň che quella clinica sembrava avere una vita notturna tutta sua.Chiusa la porta a chiave, si mise a letto, rifletté che, se non altro, un inizio di indagini cera stato e, pensando a questo, siaddormentň.Sognň di vagare per un labirinto di stanze, luna piú fredda dellaltra, e di sbucare in un corridoio dalle pareti incrostatedi ghiaccio.Nel sonno, la signora Pollifax rabbrividí.Aprí gli occhi e scoprí che, dai vetri spalancati del balcone, entrava unaria veramente gelida.Mentre se ne stava pigramente distesa, domandandosi se dovesse alzarsi per chiudere la finestra o per cercare unacoperta, le balenň un pensiero strano: non aveva lasciato la finestra aperta, laveva chiusa e aveva perfino controllatoche fosse chiusa bene.Un istante dopo, si rese conto che nella stanza cera qualcuno.SE SOLTANTO fosse riuscita ad accendere la lampada sul comodino, senza che lo sconosciuto visitatore udissefrusciare le coperte...Presso la specchiera apparve un sottile fascio di luce che rischiarň il pavimento.Dimenticando ogni precauzione, la signora Pollifax gettň le coperte da una parte, accese la lampada accanto al letto esgranň tanto docchi.Lei! gridň.Robin Burke-Jones si rialzň lentamente da terra. a Sí, maledizione imprecň, visibilmente scosso.Mentre brancolava alla ricerca delle pantofole, lei si domandň quale parte recitasse quel giovanotto nella commedia.Sebbene Marcel lavesse messa sullavviso, non poteva fare a meno di provare un vivo senso di disappunto, perché quelgiovane, tutto sommato, le era simpatico. a Abbia la bontŕ di spiegarmi che cosa fa in camera mia, lei, alle... diedeunocchiata allorologio, alluna e mezzo del mattino.a Vado in galera piuttosto che dirglielo._~, a Ci andrŕ, se non me lo dice ribatté lei.t a Senta, se le promettessi di lasciare la clinica domani mattina, con la massima discrezione...Lei notň il portagioie sul tavolino, aperto. a :armato? > Il giovane quasi si offese. a Ma no! a Preferisco assicurarmene.Le dispiace alzare le mani?, a Certo che mi dispiace! :esclamň lui, irritatissimo. a Ma le pare che abbia altra scelta? :~ aNo, nessuna.Gli si awicinň con circospezione, notando, solo in quel momento, che gli abiti di lui contrastavano in modosorprendente con quelli che gli aveva visto indosso durante il giorno: maglione nero, calzoni neri e scarpe nere con lasuola di gomma.Nel perquisirlo non gli trovň alcuna arma, ma nella tasca sinistra cera uno strano rigonfiamento. a Avanti ordinň, avediamo che cosha lí dentro. :~ Lui sospirň.Dalla tasca estrasse un piccolo oggetto che sembrava un binocolo tronco. a una lente da gioielliere spiegň, in tonorassegnato; poi, tirň fuori anche il pendente di smeraldi e le collane.a La spilla di brillanti č finita lŕ in terra.Lo sa, vero, che ognuno di questi oggetti, per i quali potrebbe mandarmi in galera per anni, č sfacciatamente falso? Lasignora Pollifax lo guardava, sbalordita. a Ma allora lei č soltanto un ladro di gioielli! Poteva dirmelo prima! Ah, sesapesse che sollievo.Il giovane indietreggiň. a Sollievo? Ha detto proprio sollievo? a Ma sí, enorme.Capirŕ, cč una bella differenza! :Andň al balcone, richiuse la finestra e tirň le tende, compiaciuta di scoprire che, in findei conti, listinto non laveva mal consigliata. a Ma perché voleva rubarli, quei gioielli, visto che sapeva che eranofalsi? a Cč un mercato anche per le buone imitazioni.Senta, ha intenzione di chiamare la Polizia? :~ a Tutto sommato, penso di no... sempre, beninteso, che lei restituiscaquel brillante a lady Palisbury.Fu la volta del giovane a fissarla a bocca aperta. a Santo Cielo, ma lei č unindovina! a Non ci vuol molto per fare duepiú due.Lady Palisbury non trova piú il suo brillante; ora scopro che, sul posto, abbiamo un ladro di professione...Perché lei č un professionista, vero? a Lo ero :disse lui, mogio. a Fino a questa sera. a Non era mai stato colto sul fatto!Devessere molto bravo, allora! Uno dei migliori.Accidenti, avrei proprio bisogno di bere un goccetto.Le offro qualcosa io.D Gli batté su un braccio con fare rassicurante, poi tolse dalla valigia due bustine di miscela istantanea e un paio dibicchieri di carta.Sa, mi piace essere organizzata, quando viaggio :disse. a Permesso un istante.Andň nel bagno, riempí i due bicchieri d~acqua bollente e tornň, mescolando le bibite con il manico di uno spazzolinoda denti.
  18. 18. Cioccolata calda? disse lui, in tono incredulo.a Sapesse come rinfranca i nervi. :La signora tirň a sé una sedia.a Lei si rende conto, naturalmente, che rubare gioielli č unattivitŕ disonesta.Lui si sforzň di sorridere. a Ha mai tentato di fare un lavoro piú convenzionale? Il giovane alzň le spalle. a Ho provato,sí, ma con poca convinzione.Mi piace il rischio, e soprattutto mi piace lavorare da solo.Quanto a questo, la signora Pollifax non aveva niente da obiettare.iun lavoro remunerativo? a Abbastanza.Sono riuscito a mettere insieme qualche bene immobile di valore.Ma le spese sono alte, mi occorre un bel guardaroba e per di piú ho una Mercedes decappottabile che mi costa un saccodi quattrini.Robin Burke-Jones sospirň. a Occorre una barca di soldi, purtroppo, per essere ricchi.E immagino che Robin Burke-Jones non sia il suo vero nome a Infatti, mi chiamo semplicemente Robert Jones.Altro sospiro.a Senta, vorrei proprio che mi dicesse cosha intenzione di fare. a Giŕ, sto pensandoci anchio confessň lei. a Mi dica,comč riuscito ad arrivare fino al mio balcone, e senza far rumore? a Con lequipaggiamento adatto - in questo caso unafune e scarpe con la suola di gomma - non č un problema.Ma stia a sentire.Lei avrebbe dovuto avere una crisi isterica, nel trovare un ladro in camera sua, e invece mi offre la cioccolata calda esinforma sulla tecnica che seguo.a Minteresso sempre alla gente che fa le cose bene dichiarň lei con sussiego.Il giovane posň il bicchiere. a Ma, mi dica un po, se quei gioielli sono falsi...Si trova in ristrettezze finanziarie, per caso? Be... se crede, potrei prestarle un centinaio di sterline... e ancheregalargliele aggiunse, gentilmente.Lei rise. a Sono davvero commossa, ma non č il caso, grazie. :9 a Non ha intenzione di ricattarmi, non ha intenzione diinformare la Polizia...La signora Pollifax posň a sua volta il bicchiere e osservň in tono asciutto: a Un momento, io non ho detto affatto chenon voglio ricattarla .Lui trattenne bruscamente il fiato. a Eh, giŕ.Si tratta di questo, naturalmente. a Le propongo un accordo: dei patti, vogliamo chiamarli cosí? Non dirň niente diquanto č accaduto stanotte, né della sua... ehm... carriera, purché entro domani si venga a sapere che lady Palisbury haritrovato il suo brillante. a Sono tutte qua le sue condizioni?a Quasi.Ha derubato qualcun altro, qui? a No.La mia tecnica consiste nellagire solo allultimo momento, quando ormai sono pronto a prendere il volo.Cosí, ho tutto il tempo di sapere esattamente come e quando compiere il furto.Vede, queste ultime tre sere le ho passate sui tetti, a fare le prove.a Sui tetti! esclamň lei.Sí, a esaminare tutte le entrate e le uscite; insomma, a saggiare il mio campo dazione.Se vuole saperlo continuň, a lho udita dire al portiere notturno che aveva degli smeraldi da mettere in cassaforte.Ero nel solarium.Cosí mi sono detto che mi conveniva farle una rapida visitina fuori programma, per accertarmi del valore dei gioielli.E lady Palisbury? Quella donna non ha il senso della proprietŕ.Due sere fa, ha lasciato il suo anello con brillante sul tavolino del terrazzo.Scosse la testa, con disapprovazione. a Cosa deve fare un poveretto? Sí, mi rendo conto che deve essere stata una fortetentazione per un giovane come lei, dal talento magari un po troppo specializzato, ma inestimabile.Anche lei, infatti osservň la signora Pollifax, esattamente come la Polizia e gli investigatori che stanno dallaltra partedella barricata, deve fare uso di unacutezza e di una capacitŕ di deduzione straordinarie. :D a Che farň bene a metteresubito in opera, se voglio rimettere a posto il brillante di lady Palisbury prima che faccia giorno.Dawero lei non chiamerŕ la Polizia e mi permetterŕ di... uscire tranquillamente da questa stanza? a Si consideri pure unuomo libero.Lui le tese la mano e le sorrise. a Parola mia, č stato un colloquio veramente piacevole.Un po strano, se vogliamo, ma piacevolissimo.a Dica pure delizioso, almeno per quanto mi riguarda rispose la signora Pollifax, alzandosi. a Da che parte preferisceandarsene? a Mi sentirň piú sicuro passando dalla parte dalla quale sono venuto.Ah, a proposito, se mai potessi farequalcosa per lei, in cambio...Si ricordi, la mia stanza č proprio sopra la sua, numero duecentotredici. a Duecentotredici ripeté lei, mentre laltrosvaniva sul balcone e nel buio.Pur rimanendo tuttorecchi, non le riuscí di captare il piú lieve rumore.Un~abilitŕ fantastica, pensň; e, nello spegnere la luce, rifletté che Robin stesso, un giorno o laltro, avrebbe potutorivelarsi una specie di gioiello.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA
  19. 19. | L MATTINO dopo, arrivň un dottore grasso e cordiale, di nome Lichtenstein, accompagnato da uninfermiera.Mentre lui picchiettava e auscultava, conversarono amabilmente sullAmerica.Le prescrisse unanalisi del metabolismo, una radiografia dei polmoni, tre esami del sangue e unelettrocardiografia.a Tutto per una semplice asiatica? protestň la signora Pollifax.a Alla sua etŕ... alluse delicatamente lui.E poi, con una stretta di spalle: a Per quale ragione sarebbe qui, altrimenti? Prudentemente, lei non rispose. a Nelfrattempo concluse il medico, a si goda Montbrison.Passeggi in giardino, vada e venga liberamente: puň visitare Saint Gingolph, e un po piú in lŕ di Montreux cč il castellodi Chillon, dove ha soggiornato Byron.Poi il dottor Lichtenstein si alzň, dicendo allinfermiera: a Pensi lei, per favore, a fissare lorario per le analisi .Anche la signora Pollifax si alzň. a A proposito disse, con noncuranza, a sa dirmi come sta la signora Parviz, oggi? Ierisera non si sentiva abbastanza bene da poter ricevermi.Per un attimo, il dottore parve non capire a chi alludesse. a Ah intende quella che fa parte del gruppo dello Zabya? Nonne so niente, signora mia.Si sono portati il loro medico.a Ed č permesso, qui? a una cosa che personalmente non approvo, ma... altra stretta di spalle, a ... a volte capita.Di queste cose si occupa esclusivamente il consiglio damministrazione. a Lei non sa perché siano qui, allora? Il dottoresi mosse verso la porta. a So che la signora č molto anziana, molto stanca; desidera rivedere la Svizzera, ma non vuoleessere curata da medici stranieri.Arrivederla, signora.La signora Pollifax quasi non si accorse che il dottore prendeva congedo e se ne andava.Quelle parole gettavano una luce nuova sulla situazione.Se nessuno poteva awicinare la signora Parviz...Doveva parlare con Marcel.Andň al telefono e ordinň la colazione.Ma le venne portata da un altro cameriere, il quale disse che Marcel, quel giorno, avrebbe preso servizio soltanto dopopranzo.Non si poteva fare altro che aspettare.Dopo colazione, la signora Pollifax se ne stava tranquillamente seduta in giardino, quando la sua attenzione venneattirata da una conversazione che si svolgeva a pochi passi da lei. a Non le dico la mia meraviglia! stava dicendo ladyPalisbury a Court. a Abbiamo preso il tč sul balcone, come sempre, e John si era appena seduto sulla poltrona quandolho visto balzare su di nuovo come se fosse stato punto da uno spillo.Era il mio brillante, infilato nel punto dove si incontrano i due cuscini.Ma pensi, era rimasto sempre lí! Oh, lady Palisbury, come mi fa piacere.Mia cara, non ha idea di come sia contenta anchio.John mi ha regalato quellanello nel 1940. :~ Qualche metro piú in lŕ, pigramente allungato al sole, Robin si girň versola signora Pollifax mormorando: a Sto arrossendo come un collegiale. imbarazzante, sapersi un simile benefattore.La signora Pollifax sorrise. a Una buonazione che splende in un momento buio...Notň che lo sguardo di lui era rivolto verso Court, i cui capelli lunghi e lisci luccicavano al sole.La ragazza, vestita di un abito color rosa acceso che dava risalto al suo grazioso volto abbronzato, era il ritratto dellasalute e gli occhi di Robin si erano posati su di lei con intensitŕ.In quel momento, alle spalle di Court si aprirono le porte e uninfermiera spinse in giardino luomo sulla sedia a rotelle.La signora Pollifax pensň oziosamente che quelluomo aveva unespressione crudele.Poi, riportň lattenzione su Robin. a Ho notato che non ha fatto fagotto e non ha tagliato la corda, stamattina lo stuzzicň.a Ho deciso di rimanere ancora qualche giorno.Riuscí a distogliere lo sguardo da Court e fissň la signora Pollifax, facendo balenare un sorriso malizioso. a Fra laltro,se riesco a trattenermi piú di lei... a La mia č stata uninfluenza particolarmente grave :ribatté la signora.a Oh, mi dispiace! A proposito, dopo che ci siamo lasciati, stanottte, ho cominciato a pensare.Quel suo portagioie, per esempio, č molto pesante.Non ne ho mai visto uno che pesi tanto.Saranno quattro o cinque chili, direi.a Forse, č perché ci tengo nascosti anche i miei gioielli autentici. :~ Court stava venendo verso di loro, e Robin si alzňdi scatto. a Signorina van Roelen, stavo domandandomi se gradirebbe fare due passi con me fino in paese, prima dipranzo.Court lo fissň con i suoi fermi occhi blu.Si rivolse alla signora Pollifax. a Sí, con piacere.Andiamo tutti e tre? 294 na? :~
  20. 20. La signora Pollifax scosse la testa. a Prima di pranzo devo fare delle analisi.Court lanciň unocchiata smarrita a Robin, e la signora Pollifax si rese conto che quella ragazza era dawero molto timidae riservata.Si domandň, anche, se qualche delusione damore non lavesse lasciata timorosa nei confronti degli uomini. a Ma visarei grata se mi comperaste quattro cartoline disse con vivacitŕ. a Mi fareste una vera gentilezza, ragazzi.a Ma certo, ci penso io assicurň con calore Court.Robin irradiava galanteria da tutti i pori, mentre scortava la compagna attraverso il prato, e la signora Pollifax, che nonaveva alcun bisogno di cartoline, osservava la scena con un senso di soddisfazione.Poi si guardň attorno, nel giardino, e incontrň lo sguardo del generale che era seduto nei pressi, con il mento appoggiatoal bastone Lui accennň un compíto gesto di saluto.a Buongiorno augurň lei, ma poiché la risposta dellaltro era troppo debole per essere udita, si alzň dal suo posto e andňa occupare la sedia libera accanto a quella del vecchio signore. a Sono Emily Pollifax disse, porgendogli la mano.a Generale dEstaing, madame.La mano di lui era asciutta e calda.a La mattinata č splendida.Come si sente oggi, generale? D Il vecchio aveva occhi sorprendentemente vivaci.Luccicavano con arguzia nel volto pallido e rugoso. a Sono soprawissuto a unaltra giornata, signora, ecco come misento.Sa, ho ottantanove anni.a Ottantanove! J, esclamň la signora Pollifax.a Il vero problema di chi ha ottantanove anni continuň il generale, a č che si ha tempo di riflettere su una vita benvissuta, ma non si hanno piú gli amici con i quali contemplare il passato.Si guardň attorno, nel giardino. a Prenda tutte queste persone giovani. strano per me che loro stiano imparando a viverementre io sto imparando a monre. a E vorrebbe poter insegnare loro come si dovrebbe vivere? Il vecchio signore feceuna risatina. a Cara signora, ai giovani non si puň dire niente.Lei rise. a Verissimo! Generale, nel suo lavoro - so che un tempo č stato capo della Sureté - ha imparato molte cosesulla natura uma a Troppe disse seccamente lui.La signora Pollifax esitň. a Si č imbattuto nel male autentico? :~a Il male ripeté lui, pensosamente. a Sí, e il fatto allarmante č che di solito esso non traspare dalla faccia o dalle parole,ma si annida nel cuore Nella mia lunga esperienza, ho trovato una sola forma di "male" che lascia una traccia visibile.E qual č? quello dellassassino di professione che uccide abitualmente e a sangue freddo. strano, signora, come lamalvagitŕ di questi individui traspaia dagli occhi, specchio dellanima, come dicono i poeti.Ho potuto costatare che gli occhi dellassassino abituale sono completamente vuoti, come spenti.Vede, lanima puň venire annientata: non bisogna scherzare con lanima.Nel giardino apparve uninfermiera con un vassoio carico di medicinali.Appena scorse la signora Pollifax le gridň: a Oh, signora, stanno cercandola dappertutto; č attesa per le analisi.Lei augurň buona giornata al generale e seguí linfermiera. DoPo PRANZO, la signora Pollifax si mise di fazione nel belvedere, per aspettare Marcel.Era un luogo un po isolato, che non avrebbe invogliato nessuno a farle compagnia, e lei si era armata di un libro gialloe di una copia dellInternational Herald Tribune, abbandonata da qualcuno nella sala di lettura.Il sole diventava sempre piú caldo e le ombre si allungavano.Passň un bel po di tempo, prima che apparisse Marcel.Lei quando lo vide, si alzň e gli fece cenno.Il cameriere si diresse verso di lei.Aprí il suo blocchetto di appunti e si fermň con la matita a mezzaria. a Ecco, signora, ora io sorrido a lei, lei sorride ame, e possiamo parlare. a Si tratta sempre della signora Parviz. riuscito a sapere qualcosa? :~ a Aspetto informazionidallo Zabya.Dovremmo sapere qualcosa entro domani mattina.Lei assentí. a Non cč altro, Marcel.Il dottor Lichtenstein ha detto che la signora č molto in etŕ e non vuole essere visitata da medici stranieri Il consigliodamministrazione ha accolto la richiesta, ma in realtŕ, Marcel, la signora non č tanto anziana: io lho vista.Lui sembrava dubbioso. a Non vorrei mancare di tatto, ma...Iei forse dimentica perché ci troviamo qui.Uninvalida e un ragazzino,;Fcapirŕ, sembra poco probabile che siano implicati...Naturalmente che non lo sono rispose lei, spazientita, a perň cč qualcosa di molto strano, in quella stanza.Puň procurarmi un elenco degli amministratori? Lui si strinse nelle spalle. a Sí.Ce lho nel mio incartamento. a Sono curiosa, Marcel, di saperne di piú anche sulluomo della stanza centocinquantatré,di fronte a quella della signora Parviz. ;quel tipo su una sedia a rotelle.Mi domando se non faccia parte anche lui del gruppo.Marcel sospirň. a Posso assicurarle di no, signora.

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