Diritto ecclesiastico comparato

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Diritto ecclesiastico comparato

  1. 1. DIRITTO ECCLESIASTICO cÜÉyA ZtxàtÇÉ WtÅÅtvvÉSotto l’aspetto istituzionale, il diritto è una risposta organizzata e legale che lo Stato dà ai bisognidei cittadini, ma è anche un atto autorappresentativo della società, cioè cittadini e non, associazioni,società e formazioni di persone organizzate in genere fino ad arrivare allo Stato.Il diritto ecclesiastico è la legislazione dello Stato che disciplina i rapporti tra Stato e formazionireligiose e la stessa libertà religiosa.Il diritto ecclesiastico si distingue dal diritto canonico, ma per la Chiesa cattolica lo iusecclesiasticum è il diritto canonico stesso. Quindi la terminologia usata in Italia è impropria, perchéil diritto ecclesiastico è il diritto della Chiesa, cioè quello che noi chiamiamo diritto canonico,mentre quello che noi chiamiamo diritto ecclesiastico è in realtà il diritto morale o etico.Per la Chiesa lo ius publicum ecclesiasticum internum, è l’ordinamento dello Stato Città delVaticano (poteri di governo, organi legislativi, eccetera), mentre lo ius publicum ecclesiasticumexternum regola i rapporti tra la Santa Sede e i singoli stati.Il diritto ecclesiastico ha una pluralità di fonti, quali la costituzione, il diritto privato, il dirittointernazionale privato (il matrimonio) e pubblico (il concordato), il diritto del lavoro (la libertàreligiosa dei lavoratori), il diritto penale (i delitti contro la religione oggi abrogati), il codice diprocedura (il giuramento e il dovere di testimoniare dei sacerdoti), le leggi regionali. Per questaragione in origine era definita una scienza di rapina in quanto le sue norme si trovano in diverseleggi e codici.Possiamo anche dire che il diritto ecclesiastico si occupa dei rapporti tra religione e Stato.Per questo la gerarchia delle fonti del diritto ecclesiastico ha vari livelli:1. La Costituzione.2. Le norme di derivazione concordataria - leggi ordinarie, ma essendo norme che derivano dal concordato hanno una resistenza maggiore, di cui la più importante è la legge 222/1985 che disciplina gli enti ecclesiastici e il sostentamento del clero.3. La legge ordinaria (ad esempio la legge 1159/29 ancora in vigore per le confessioni che non hanno stipulato intese, la legge matrimoniale 847/29 che attua il matrimonio concordatario).4. La legge regionale. Con la nuova formulazione, l’art. 117 Cost. indica le materie esclusive dello Stato, mentre le restanti sono di competenza delle regioni. L’art. 117 Cost. 2° comma, lettera c) detta che la confessione religiosa è materia di esclusiva competenza statale, ma ci sono comunque una serie di materie di competenza esclusiva delle regioni che indirettamente toccano i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose e l’esercizio della libertà collettiva. Ad esempio la legislazione urbanistica, materia di competenza esclusiva delle regioni, le cui norme devono prevedere e regolamentare la costruzione degli edifici per il culto. In queste materie si trovano sia atti unilaterali delle regioni, le leggi regionali, ma anche una serie di accordi tra regioni ed autorità ecclesiastiche locali come, ad esempio, gli accordi per inserire i cappellani negli ospedali.5. I regolamenti.Il prof. Tedeschi ha definito il diritto ecclesiastico una scienza di mezzo con norme provenienti dasvariati settori dell’ordinamento giuridico. Infatti si trovano norme di diritto costituzionale.internazionale, norme relative ai rapporti tra Stato e religioni di minoranza e norme di dirittocomune come matrimonio, adozione, anagrafe, assistenza religiosa, beni culturali e demaniali,edilizia, giuramento nel processo, immigrazione, inquinamento acustico, istruzione, eccetera.Queste sono le c.d. res mixtae (cose miste), materie di competenza dell’ordinamento civile, ma dovel’elemento religioso è così importante che lo Stato limita la sua autonomia per collaborare con leautorità ecclesiastiche per meglio tutelare la libertà religiosa di tutti. Un esempio è il concordato con 1 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  2. 2. la Santa Sede, da cui deriva che l’Italia è un paese concordatario insieme alla Spagna, Portogallo,alcuni Länder1 tedeschi, la Polonia, eccetera.Altri paesi, invece, hanno una legislazione separatista, come la Francia e, in maniera diversa, gliStati Uniti, cioè un sistema giuridico in cui il legislatore opera in piena autonomia, senzaconcordare le norme con le autorità religiose. In tal modo la legislazione garantisce la libertàreligiosa, ma senza interferenze del potere spirituale sul potere politico e viceversa. Ad esempio si èliberi di sposarsi esclusivamente con il rito religioso, ma non vengono riconosciuti gli effetti civilidel matrimonio, cioè l’atto non ha alcun valore per lo Stato. Al contrario, fino al 1929, in Italia, perun retaggio ottocentesco, il matrimonio civile doveva precedere quello religioso, mentre in Francia,se il sacerdote non ottemperava a questa prescrizione commetteva un reato.In sintesi nei paesi separatisti la tutela della libertà religiosa individuale è garantita da un totaledistacco dell’ordinamento giuridico per le questioni religiose. Ad esempio, in un ordinamentoseparatista non vi è l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche.Oltre che in Francia, U.S.A. e in Turchia, il sistema separatista vigeva anche nei paesi del bloccosovietico, ma era completamente diverso da quello occidentale, in quanto creava una serie dilimitazioni all’esercizio del culto con il fine di eliminarlo dal contesto sociale, perché la religioneera considerata una forma di dissenso all’ideologia marxista-leninista. Ma l’apice del sistemaseparatista viene raggiunto con la Costituzione albanese che nel 1967 dichiara l’ateismo di Stato.Oltre ai recenti sistemi separatista e concordatario, ve ne sono altri due, retaggio del passato ancorapresenti eccezionalmente: il sistema cesaropapista e la teocrazia.Nel cesaropapismo, il Capo dello Stato, Principe o Re è anche il capo della religione. E’ un sistemanato nella Roma imperiale che con l’editto di Costantino del 311, quando l’Imperatore romanodiventa anche capo della Chiesa convocando concili, nomina i vescovi, stabilisce dogmi, eccetera.Questo sistema si trova ancora oggi in alcuni paesi scandinavi e in Gran Bretagna, dove la Regina èformalmente il Capo della Chiesa anglicana, anche se in concreto è l’arcivescovo di Canterbury.Un sistema opposto al cesaropapismo è la teocrazia che si ha quando il Capo della Chiesa è ancheCapo dello Stato, come accadeva fino a quando il Papa era anche Capo dello Stato Pontificio.Attualmente una forma di teocrazia si trova in Iran dove la Costituzione del 1979 prescrive lasubordinazione dello Stato alla guida del clero sciita, per cui i grandi Ayatollah2 decidono diversecariche pubbliche.Il diritto ecclesiastico deve considerare due aspetti essenziali: da un lato deve curare i rapporti traStato e istituzioni religiose e dall’altro deve garantire la libertà religiosa individuale.Negli anni ‘40 il diritto ecclesiastico è stato definito una legislatio libertatis con cui si voleva direche la sua filosofia è quella di garantire la libertà religiosa individuale.Il diritto ecclesiastico deve garantire i rapporti tra le diverse Istituzioni religiose, legislatiolibertatis, ma soprattutto il principio supremo di laicità dello Stato.1 La Repubblica Federale Tedesca è uno Stato costituito da 16 Stati federali detti “Länder”. Tre di questi sono le cosiddette “città-stato”: Berlino,Brema e Amburgo. Anche i Länder hanno un proprio Parlamento (“Landtag”), dove siedono i rappresentanti locali, e un proprio Governo(“Landesregierung”). I capi di governo dei Länder vengono chiamati “Ministerpräsident” (Primo Ministro), tranne che nelle città-stato dove si parladel “Erster Bürgermeister” o “Regierender Bürgermeister” (borgomastro). Le elezioni per i parlamenti dei Länder si tengono separatamente eindipendentemente da quelle per il Parlamento nazionale. La durata della legislatura non è uguale in tutti i Länder: in alcuni si vota ogni quattro anniin altri ogni cinque.2 Ayatollah (arabo: ‫ ; للا ةي‬persiano: ‫ ) للاتي‬è un titolo di grado elevato che viene concesso agli esponenti più importanti del clero sciita. Il terminesignifica segno di Dio e coloro che hanno questo titolo sono esperti in studi islamici come la giurisprudenza, letica, la filosofia ed il misticismo.Solitamente essi insegnano in scuole islamiche (hawza). Al di sotto del grado di ayatollah vi è il grado di Hojjatoleslam (Prova o Autorità dellIslam).Non vi è un modo gerarchicamente preciso con cui si possa raggiungere il titolo di Ayatollah: solitamente esso viene concesso ad uno esperto di studireligiosi che abbia ottenuto la stima, il rispetto e lammirazione dei suoi superiori e dei suoi pari grazie alla propria conoscenza del canone islamico edalla sua condotta, dopo il completamento dei suoi studi nella Hawza. Il più delle volte ciò viene attestato da una sorta di diploma rilasciato dai suoiinsegnanti. Una volta ottenuto il titolo, un Ayatollah può render pubbliche le proprie interpretazioni autentiche delle leggi religiose (Corano, Sunna,Ijma e Aql), insegnando in una Hawza secondo le proprie competenze e fungendo da punto di riferimento e giudice in materia religiosa. 2 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  3. 3. La Santa Sede e Città del VaticanoLa Santa Sede è il governo della Chiesa universale. Ha una rilevanza giuridica all’internodell’ordinamento italiano in quanto possiede diversi beni nel territorio dello Stato italiano. La SantaSede differisce dalla Città del Vaticano che è invece uno stato estero, anche se il governo dellaSanta Sede è anche quello della Città del Vaticano.Quando è coinvolta l’attività magisteriale della Chiesa partecipa la Santa Sede, per esempio ilconcordato, il trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari e la partecipazione all’ONU qualeosservatore permanente è con la Santa Sede. Invece per questioni territoriali e monetarie partecipalo stato Città del Vaticano.La Chiesa ha una struttura gerarchicamente organizzata al vertice del quale c’è il Papa che è ancheil Sovrano dello stato di Città del Vaticano, come dispone l’art. 1, comma 1, della Costituzionevaticana del 2001: “Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha lapienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.”Il diritto canonico, nel 2° libro – il popolo di Dio – nella parte che disciplina la costituzionegerarchica della Chiesa e precisamente il canone 361, definisce: “Con il nome di Sede Apostolica oSanta Sede, si intendono nel codice non solo il romano Pontefice, ma anche, se non risultadiversamente dalla natura della questione o dal contesto, la Segreteria di Stato, il Consiglio per gliaffari pubblici della Chiesa e gli altri organismi della curia romana.”Nell’ordinamento canonico, per Finocchiaro con il termine Santa Sede s’intende:• In senso stretto il Sommo Pontefice,• In senso lato il Papa e la Curia romana che è il complesso delle istituzioni di governo della Chiesa. Questa è composta dagli organismi individuati dal canone 361 quali la Segreteria di Stato, il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, Congregazioni, Pontifici consigli, i tribunali, gli uffici e le pontificie commissioni, i pontifici comitati e le commissioni cardinalizie.Il canone 360 detta quali sono gli altri organismi della Curia romana che collaborano con il Papa nelgoverno della Chiesa universale: “La Curia Romana mediante la quale il Sommo Pontefice è solitotrattare le questioni della Chiesa universale e che in suo nome e con la sua autorità adempie allapropria funzione per il bene e al servizio delle chiese è composta dalla segreteria di Stato Papale,dal consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, dalle congregazioni, dai tribunali e da altriorganismi. La loro costituzione e competenza vengono definite dalla legge peculiare.” Questa leggeè la “Pastor bonus (buon pastore)3”, promulgata da Giovanni Paolo II il 28 giugno 1988.Nell’ordinamento italiano, la Santa Sede è un ente ecclesiastico con personalità giuridica per anticopossesso di Stato, una forma di riconoscimento riservato ad enti secolari, soprattutto enti chel’avevano conservata anche con le leggi eversive, emanate dopo l’unificazione del Regno d’Italia.Per ottenere il riconoscimento bisogna presentare una serie di documenti, come l’atto costitutivo,che è difficile reperire dopo tantissimo tempo, ragion per cui, con la motivazione per anticopossesso di stato, sono esentati da questa incombenza.L’art. 2 del concordato del 1929 detta: ”L’Italia riconosce la sovranità della Santa Sede nel campointernazionale come attributo inerente alla sua natura, in conformità alla sua tradizione ed alleesigenze della sua missione nel mondo.” Cioè la Santa Sede, oltre ad avere personalità giuridica neldiritto italiano, gli è riconosciuta anche nel diritto internazionale. Questo concetto, oggi apparescontato, ma fino al 1929 gli era stata riconosciuta una personalità giuridica, di fatto, in quanto laSanta Sede non era ancora uno Stato sovrano, ma ha conservato la personalità giuridica di dirittointernazionale anche dopo la fine dello Stato pontificio, proprio perché organo di governo dellaChiesa universale.3 Le leggi della Chiesa sono denominate, e contraddistinte, con le prime due parole latine del loro testo. 3 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  4. 4. La legge delle Guarentigie4, del 13 maggio 1871, concedeva una serie di garanzie assicurate dallalegge al Pontefice, ma lo legava, alle sorti politiche e militari del Regno d’Italia. Una situazioneancora più delicata se si considera che anche il governo della Chiesa universale viene legato alnuovo stato, in quanto il Papa, è ne è il capo, risiede nel Regno d’Italia.A questa situazione fu posto rimedio con i patti Lateranensi, con cui nasce lo stato Città delVaticano che in un primo momento non fu riconosciuto dalla dottrina internazionale etichettandolocome “pied à terre del Papa”, “parodia5 di Stato”, eccetera. Questa dottrina risentiva del fatto che ilVaticano è uno stato diverso dagli altri e con alcune caratteristiche particolari:• E’ lo stato più piccolo del pianeta con una superficie di 0,44 Kmq e una popolazione di 780 abitanti (stima 2004).• il Vaticano è uno stato enclave, cioè completamente circondato da un altro stato e all’interno di un’altra città, per cui la sua esistenza dipende dai servizi forniti dallo Stato italiano come poste, trasporti, comunicazioni, acqua, fogna, ferrovia, eccetera. In questo senso vi è un’apposita norma nell’art. 6 del concordato del 1929.• I confini sono costituiti dalle mura Vaticane, più quello di piazza San Pietro delimitato dal colonnato del Bernini e definito confine aperto. In base al trattato del 1929 questo confine deve essere sempre aperto, tranne nel caso di cerimonie nel qual caso la piazza è chiusa.• Quando la piazza è aperta, la polizia italiana accede liberamente, ma si arresta davanti alla scalinata della basilica di San Pietro. Quando la piazza è chiusa si arresta prima del colonnato del Bernini e la vigilanza è assicurata solo dalle guardie svizzere.• In base ad una convenzione con l’Italia, i reati previsti da entrambe le legislazioni, possono essere perseguiti dalla giustizia italiana, su richiesta delle autorità vaticane. Per Cardia, si è scelto di lasciare il giudizio penale e l’eventuale espiazione della pena alla giustizia italiana per due ragioni: o L’amministrazione della giustizia penale ha un costo troppo elevato, in relazione all‘esigua casistica del Vaticano. o Per motivi di opportunità, in quanto è disdicevole per un’autorità morale avere una casa circondariale, con tutto quello che è legato all’amministrazione della giustizia penale.• La cittadinanza è funzionale. Questo perché non si acquista come avviene in Italia6, ma solo in funzione dell’ufficio ricoperto e cioè: o cardinali, o funzionari dello Stato Città del Vaticano, insieme alle loro famiglie (coniuge e i figli fino alla maggiore età).4 A conclusione di una lunga serie di dibattiti sul destino da riservare allo Stato Pontificio, il Parlamento italiano approva una legge, denominata"delle guarentigie" (garanzie assicurate dalla legge), che garantisce alla Chiesa il libero esercizio dei suoi poteri spirituali e la piena sovranitàpontificia sui palazzi apostolici. Ispirata al principio di Cavour «libera Chiesa in libero Stato», la legge consta di due titoli. Il primo, dedicato allaSanta Sede, senza concedere alcuna sovranità territoriale al Papa, gli lascia i Palazzi Vaticano e Lateranense e la Villa di Castelgandolfo,riconoscendogli tutti gli onori sovrani e dichiarandolo esente dalla giurisdizione penale italiana. La legge punisce gli attentati e le ingiurie al Ponteficecon le stesse pene stabilite per gli attentati e le ingiurie al Re, concede al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede le stesse guarentigie eprerogative accordate al corpo diplomatico accreditato presso il Re e consente al Pontefice di continuare a tenere i consueti corpi armati: guardiasvizzera, guardia palatina, gendarmi. Lo Stato si impegna inoltre a corrispondere una dotazione annua di L. 3.225.000, ma tutto questo non basteràperché il Papa accetti la Legge delle guarentigie. Protesta, anzi, dicendo che questa non garantisce la sua indipendenza e infatti, finché essa rimarrà invigore, non uscirà mai dal Vaticano e non riscuoterà nemmeno la dotazione.Il secondo titolo della legge, invece, «Relazioni tra Chiesa e Stato», non è che una molto timida applicazione dei principi separatisti. Lo Stato rinunciaal controllo sulla pubblicazione delle nuove leggi ecclesiastiche e in genere sugli atti delle autorità ecclesiastiche, al giuramento di fedeltà dei Vescovie alla nomina dei Vescovi in quelle regioni dove il Re rivendicava tale diritto. Restano, però, sottoposti al controllo governativo quegli atti checoncernono beni degli enti ecclesiastici.5 Cioè l’imitazione scadente di uno stato.6 La legge 15 febbraio 1992, n. 91, ai sensi dellart. 1 comma 1, stabilisce che è cittadino per nascita:a) il figlio di padre o di madre cittadini (Ius Sanguinis);b) b) chi è nato nel territorio della Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge dello Stato di questi (Ius Soli).Per il comma 2º, è cittadino per nascita il figlio dignoti trovato in Italia, se non si prova il possesso di unaltra cittadinanza. Inoltre acquisisconoautomaticamente la cittadinanza italiana i cittadini vaticani al cessare dei diritti di dimora nella piccola enclave romana. 4 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  5. 5. La cittadinanza si perde quando il cardinale o il funzionario va in pensione o termina il suo ufficio e in questo caso si riprende la cittadinanza di provenienza e, se questo non è possibile, si assume quella italiana. Per Cardia questa regola è necessaria ad evitare il sovraffollamento di uno stato piccolissimo. Ma questa stessa caratteristica esclude, per Cardia, che lo stato Città del Vaticano sia uno stato teocratico, perchè essenzialmente non vi è una popolazione, in quanto la cittadinanza è solo transitoria. Per Finocchiaro, e gran parte della dottrina, è uno stato teocratico in cui il capo della religione è anche il capo dello stato e dove sono presenti i tre elementi costitutivi dello stato (territorio, popolazione e sovranità).• E’ uno stato neutrale, come detta l’art. 24 del concordato del 1929: “La Santa Sede, in relazione alla sovranità che le compete anche nel campo internazionale, dichiara che essa vuole rimanere e rimarrà estranea alle competizioni temporali fra gli altri Stati ed ai congressi internazionali indetti per tale oggetto, a meno che le parti contendenti facciano concorde appello alla sua missione di pace, riservandosi, in ogni caso, di far valere la sua potestà morale e spirituale. In conseguenza di ciò la Città del Vaticano sarà sempre ed in ogni caso considerata territorio neutro ed inviolabile.” Per questa ragione la Santa Sede non partecipa alle organizzazioni internazionali dove è deliberato l’uso della forza e infatti partecipa, quale osservatore permanente, all’U.N.U. solo perché ne riconosce il valore internazionale. Per la stessa ragione, partecipa anche all’OSCE7 (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea), dove nell’atto di adesione è specificato che la Santa Sede si asterrà dal prendere decisioni relative all’uso della forza.L’art. 11 del concordato del 1929 dispone: “Gli enti centrali della Chiesa cattolica sono esenti daogni ingerenza da parte dello Stato italiano (salvo le disposizioni delle leggi italiane concernentigli acquisti dei corpi morali), nonché dalla conversione nei riguardi dei beni immobili.” Questanorma è stata interpretata dalla giurisprudenza come un esenzione degli enti centrali dallalegislazione italiana, ma noi non abbiamo una definizione di questi enti. Infatti nulla è detto alriguardo nei canoni 360 e 361 del codice canonico, dalla legge “Pastor bonus” e neanche ilconcordato lateranensi lo indica.Comunque la non ingerenza non può essere interpretata come esenzione dalla giurisdizione e ancorameno dalla legge penale, invece l’art. 11 è stato voluto per scongiurare la possibilità direintroduzione di leggi eversive che potessero colpire gli enti centrali della Chiesa cattolica.Per Cardia e Finocchiaro, la giurisprudenza ha interpretato l’art. 11 in maniera ampia facendorientrare anche lo I.O.R.8 - LIstituto per le Opere di Religione una specie di banca vaticana, in cuialcuni alti dirigenti sono stati condannati per il coinvolgimento nel crac del banco Ambrosiano, maassolti dalla Cassazione in quanto il Vaticano ha opposto la questione che lo I.O.R. è un entecentrale della Santa Sede.Alla stesse conclusioni è giunto con una sentenza il Tribunale di Roma, alla radio Vaticana, nelprocesso sulla presunta nocività delle onde elettromagnetiche e le morti sospette per leucemia. Unasuccessiva sentenza della Corte di Cassazione, il 9 aprile 2003, non accoglieva tuttavia taleinterpretazione, e rinviava quindi la causa al Tribunale. Il 23 ottobre dello stesso anno iniziavaquindi una nuova fase del processo, durata un anno e mezzo, che dopo numerose udienze è giunta aconclusione con la sentenza la condanna a 10 giorni di arresto, con sospensione della pena, per ilPadre Borgomeo, Direttore Generale della Radio, e per il card. Tucci, presidente del Comitato di7 I compiti prioritari dell’OSCE sono: il consolidamento della democrazia nei paesi membri; la prevenzione delle guerre e l’intervento umanitario epolitico-diplomatico nelle aree interessate da conflitti bellici; la promozione di un ordine politico ed economico internazionale basato sullacooperazione tra stati; il superamento delle differenze politiche, economiche e sociali e la promozione di un comune sistema di sicurezza. L’OSCE hacompiuto sinora missioni in diversi paesi, tra cui Bosnia, Croazia, Kosovo, Georgia, Lettonia, Tagikistan, Ucraina, Cecenia.8 LIstituto per le Opere di Religione (IOR) ha lo scopo "di provvedere alla custodia e all´amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti oaffidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità" (Art.2 dello Statuto). Viene considerato la bancacentrale della Chiesa Cattolica Romana ed è situato nella Città del Vaticano. La banca è gestita da professionisti bancari che riferisce direttamente adun comitato di cardinali, ed infine al Papa (o al cardinale Camerlengo durante un interregnum). Lattuale presidente è Angelo Caloia che è statomembro dellOpus Dei. Il vice-presidente è Virgil Dechant, un americano dellOrdine dei Cavalieri di Colombo. 5 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  6. 6. gestione della Radio fino al 2000, assolve invece l’ing. Pacifici, vice direttore tecnico. La condannacomprende anche il pagamento delle spese processuali, mentre un risarcimento dei danni neiconfronti delle parti civili dovrebbe essere liquidato in separata sede. Il processo è attualmente incorso nella fase di appello.Un altro caso, dei tanti, c’è stato sull’Opera romana pellegrinaggi in relazione al licenziamento diun suo dipendente e anche in questo caso, al ricorso del dipendente, è stato opposto che trattasi diente della diocesi di Roma, dove il capo è il vicario del Papa, quindi è un ente centrale della SantaSede, tesi accettata dalla Cassazione con la sentenza 15 aprile 2005, n. 7791, per carenza di potestàgiurisdizionale del giudice italiano nei confronti di enti di diritto internazionale al di fuori deiprovvedimenti di contenuto esclusivamente patrimoniale.Religione e confessione religiosaIl termine confessione religiosa usato nella Costituzione italiana è una terminologia prettamentecristiana, perché il termine confessione è adottato dalle chiese protestanti per distinguersi dallacattolica. Il confessionalismo è un fenomeno protestante americano e quindi già nella scelta deltemine confessione religiosa, non semplicemente religione come hanno fatto altre costituzionieuropee, è una chiara impronta della cultura e della sociologia dell’epoca. I costituenti, nella sceltadel termine di confessione religiosa, si rifacevano ad un panorama religioso definito nel sensocristiano, dove le religioni diverse dalla cattolica erano solo quelle cinque o sei esistenti allora inItalia.La religione è la propensione individuale della persona verso valori comuni insostituibili e supremitanto forti da legare comportamenti e rapporti personali (re = cosa) e (ligo = legare), cioè cosa chelega oppure re come terzo al disopra del popolo che va rispettato e unisce. La confessione, invece, èun’organizzazione di persone che si riconoscono appartenenti alla stessa fede che può essereideologica, filosofica, ma anche religiosa. Mentre la fede è il rapporto di esclusività che nascerispetto ad una verità rivelata ed è sempre espressione del valore imprescindibile e insostituibile chela persona attribuisce a ciò che proviene da un altro; in sintesi affidarsi ad un altro (ad esempio lafede politica). Per questo il legislatore ha specificato confessione religiosa. Invece per religione siintende il movimento teologico e la sua organizzazione.Per Esposito la confessione è una realtà sociale istituzionalmente destinata alla realizzazione delfine religioso, ma questa definizione non specifica cosa sia il fine religioso.Per Finocchiaro può essere confessione religiosa soltanto se questa ha una originale concezione delmondo che investe oltre ai rapporti tra uomo e Dio, pure i rapporti fra uomo e uomo. Cioè lareligione deve avere una serie di regole per guidare i rapporti tra uomini e Dio e tra i suoi stessifedeli. Ma questa definizione di Finocchiaro mostra dei limiti in quelle religioni che non hanno unrapporto diretto tra uomo e Dio, ad esempio per alcune correnti del buddismo Dio non esiste.Altri autori definiscono una confessione religiosa su criteri di carattere storico e sociologico. Adesempio è confessione religiosa solo se è considerata tale dalla società; per Gismondi oltreall’opinione sociale è necessaria una radicata presenza nella società; per altri ancora all’opinionesociale ed alla radicata presenza è necessario aggiungere l’esistenza di un certo numero di fedeli.Quest’ultimo è il c.d. criterio numerico, criticato dal Finocchiaro in quanto in origine la stessareligione cattolica era formata da un piccolo gruppo di adepti.Diversa da queste è la tesi dell’autoreferenziazione o autoqualificazione, rigettata dalla CorteCostituzionale e dalla Cassazione, proveniente dalla dottrina statunitense, per la quale è confessionereligiosa quella che definisce se stessa come tale. Questo tesi è basata sul principio che lo Stato èlaico e che non gli spetta stabilire cosa è religione e quindi è la religione stessa che deve definirsitale; ne consegue che lo Stato si dovrebbe limitare a prendere atto della definizione che la religioneda di se stessa. Questa tesi ha il grave difetto di qualificare religioni anche le sette o associazioniestremiste in generale, inoltre è una tesi che può essere valida per un paese separatista quali gli 6 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  7. 7. U.S.A. dove la religione non comporta nulla per lo Stato, ma per l’Italia è diverso in quanto è unpaese concordatario, la religione comporta una serie di agevolazioni fino al finanziamento pubblico.La sentenza della Corte costituzionale, 27 aprile 1993, n. 195 interessata dalla Congregazionecristiana dei Testimoni di Geova sull’eccezione di costituzionalità in riferimento alla legge dellaRegione Abruzzo 16 marzo 1988, n. 29, recante "Disciplina urbanistica dei servizi religiosi", suuna norma per sussidi e suoli per la costruzione di edifici di culto per la Chiesa cattolica e altreconfessioni munite di intesa, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione.La Consulta accoglie il ricorso della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova perchèlimitare l’aiuto pubblico alle sole confessioni con intesa costituisce una violazione dell’art. 8: “Tuttele confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”. L’intesa non è un obbligo per laconfessione religiosa tanto che ci sono alcune confessioni che non vogliono l’intesa o altre lavorrebbero, ma per motivi politici e non giuridici, viene negata dallo Stato.Inoltre, se lo Stato o la Regione interviene con una legge per favorire la libertà di culto delleconfessioni religiose, non si può distinguere tra confessioni che hanno l’intesa da quelle sprovviste,perché altrimenti si viola l’art. 8 della Costituzione.Premesso questo, bisogna però poter distinguere una confessione religiosa da altre associazioni nonreligiose. La Consulta ha stabilito che sono confessioni religiose, oltre quelle che hanno un’ intesacon lo Stato, anche altre, ma per individuarle non basta il criterio dell’autoqualificazione e prescrivetre principi per riconoscerle:• precedenti riconoscimenti pubblici,• lo statuto che ne esprime chiaramente i caratteri (richiamato dallo stesso art. 8 della Costituzione, anche se lo statuto è una facoltà, non un obbligo della confessione religiosa),• dalla comune considerazione.Per la dottrina, allo scopo di verificare l’esistenza della confessione religiosa, era necessario uncontenuto ideologico originario, una normativa organica condivisa da una comunità e non unpiccolo gruppo, eccetera.I limiti alla libertà religiosa sono dati dall’art. 19 della Costituzione, per il quale non sono ammessele confessioni religiose aventi riti contrari al buon costume, dal rispetto della persona nei suo dirittipersonalissimi, dalla tutela della salute (art. 32 Cost.), dalle prescrizioni relative ai principi relativiall’essenza della Costituzione ed ai suoi valori supremi (come il Concordato).In sintesi la libertà religiosa non può contrastare con altri principi costituzionali e mancando lalibertà religiosa, non c’è neanche la confessione religiosa.Un altro tentativo di definire una confessione religiosa lo troviamo con la sentenza della Corte diCassazione penale, sez. II, 9 febbraio 1995, n. 5838, riguardante la questione della Chiesa diScientology9 condannati da un tribunale per associazione a delinquere per aver raggirato alcunepersone approfittando della loro fragilità psicologica, al fine di sottrarre grosse somme di denaro.Quel tribunale penale aveva anche affermato che il disegno criminoso non era opera di alcuniesponenti di Scientology, ma della stessa organizzazione della confessione creata con il fine diestorcere denaro approfittando della fragilità di alcune persone.9 Scientology: dal latino scio, conoscere, sapere, e dal greco logos, parola o forma esterna con cui viene espresso e reso noto il pensiero interiore.Scientology è una religione del ventesimo secolo che comprende un vasto insieme di conoscenze derivanti da alcune verità fondamentali, laprincipale delle quali è questa: l’uomo è un essere spirituale dotato di capacità che vanno ben oltre quelle che egli considera di avere normalmente.Egli non solo è in grado di risolvere i propri problemi, di raggiungere le mete che si è prefisso e di conseguire una felicità duratura, ma può ancheraggiungere nuovi stati di consapevolezza mai sognati prima.Secondo i principi religiosi di Scientology, non viene richiesto a nessuno di accettare nulla come un credo. Niente è vero per me, a meno che non siastato io a osservarlo. Ed è vero in base alla mia osservazione.Oggi, nel mondo dello spettacolo, lavvicinamento dellattore Tom Cruise alla dottrina di Scientology è stata una delle cause della rottura con la sua exmoglie Nicole Kidman. L’attrice, che pure inizialmente aveva condiviso lo stessa professione di fede del marito, in seguito si sarebbe riavvicinata alcattolicesimo. Ma non è finita; il suo credo nella possibilità di migliorare lesistenza attraverso il controllo della mente è stato anche la causa della suaprima, grande lite con la dolce Katie Holmes, la compagna da cui ha avuto un figlio. 7 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  8. 8. Per stabilire se ciò che hanno fatto gli Scientology è esercizio di libertà religiosa o altro, bisognapreliminarmente stabilire se Scientology sono una confessione religiosa, perché l’esercizio del cultonon può essere considerato reato, purché non abbia riti contrari al buon costume (art. 19 Cost.). Perla Cassazione i tre requisiti indicati dalla Corte costituzionale, con sentenza n.195/1993, sono unpunto di partenza obbligato per qualificare una confessione religiosa, ma non sono necessariamentegli unici e quindi possono aggiungersene altri.La Cassazione respinge la sentenza del giudice di secondo grado perché non si può affermare che iriti degli Scientology sono atti illeciti, e quindi l’associazione a delinquere, se prima non sistabilisce se questi sono o meno una confessione religiosa.Analogo problema si è posto con la sentenza della Corte di Cassazione penale, sez. VI, 8 ottobre1997, n. 9476, sempre riguardante la questione degli Scientology, dove è ribadito che questa è unaconfessione religiosa e non si può far risalire la responsabilità di alcuni dirigenti all’intera comunitàdegli Scientology, ma deve essere imputata ai singoli responsabili.Inoltre la Corte di Cassazione, in occasione di questa sentenza, ha dato alcuni criteri per definirla: ilcorredo di principi e valori esterni all’uomo, il numero significativo di persone che esprimono unafede riconoscendosi uniti in quei valori religiosi.La risoluzione della Comunità europea del 22 maggio 1984, sulle nuove confessioni religiose inEuropa, stabilisce alcuni criteri per individuare le religioni e distinguerle da associazioni chepaventano falsamente di essere confessioni religiose.Questa risoluzione stabilisce che i membri di una confessione religiosa non devono essere obbligatiad assumere impegni prima della maggiore età, la partecipazione ad una confessione religiosa nondeve impedire ai suoi aderenti di mantenere i contatti con la famiglia d’origine, gli aderenti nondevono essere obbligati a devolvere il proprio patrimonio all’organizzazione di cui dovranno farparte, i fedeli devono avere un lasso di tempo per riflettere e devono avere il tempo di poterconsultare persone esterne alla confessione religiosa come familiari, amici e legali sulla questione,eccetera. Tutto questo serve ad evitare la proliferazione delle sette che affliggono la società e infattiquesta risoluzione è stata all’origine di alcune leggi varate dagli stati dell’Unione proprio percontrastare il fenomeno delle sette.Vi è anche da aggiungere che i parametri dettati dalla risoluzione toccano anche religioniimportantissime come la stessa Chiesa cattolica; ad esempio le suore di clausura che devono tagliareogni rapporto con il mondo esterno e che quindi sono direttamente interessate da questa risoluzione.Un altro esempio è il voto di povertà di alcuni religiosi per il quale si dona, con testamento, tutti ibeni ad un istituto religioso al momento di ricevere i voti solenni e perpetui di povertà.Il progetto di Costituzione Europea10 all’art. 52 si occupa delle chiese, associazioni o comunitàreligiose, equiparandole però alle organizzazioni filosofiche e non confessionali.10 Il 29 ottobre 2004, i capi di Stato o di governo dei 25 Stati membri e dei 3 paesi candidati hanno firmato il trattato che istituisce una Costituzioneper lEuropa, che era stato adottato allunanimità il 18 giugno 2004.Il trattato potrà entrare in vigore soltanto quando sarà ratificato da ciascuno dei paesi firmatari secondo le proprie procedure costituzionali dei varipaesi. Le procedure previste dalle Costituzioni, in questo senso, non sono identiche e comportano luno o laltro dei due tipi di meccanismi seguenti, oaddirittura entrambi:• la via «parlamentare»: il testo è approvato in seguito al voto di un testo riguardante la ratifica di un trattato internazionale dalla o dalle camere parlamentari dello Stato;• la via «referendaria»: un referendum viene organizzato e sottoposto direttamente ai cittadini che si pronunciano a favore o contro il testo del trattato.Queste due formule possono conoscere varianti o combinazioni a seconda dei paesi o di altre esigenze, ad esempio quando la ratifica del trattato esige,a motivo del contenuto di questo testo, un adeguamento preventivo della Costituzione nazionale.Una volta avvenuta la ratifica, ufficialmente notificata da tutti gli Stati firmatari (deposito degli strumenti di ratifica), il trattato potrà entrare in vigoree prendere effetto in linea di massima, secondo quanto in esso stabilito, il 1° novembre 2006Nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, svoltisi rispettivamente il 29 maggio e il 1º giugno 2005, la maggioranza degli elettori ha votato “no” altesto della Costituzione. A fronte di questi risultati, il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 ha ritenuto la scadenza del 1º novembre, che erastata inizialmente prevista per l’entrata in vigore della Costituzione, non più perseguibile, in quanto gli Stati che non hanno ancora ratificato il trattatonon saranno in grado di fornire una buona risposta prima della metà del 2007. Tutti gli Stati membri, che abbiano o non abbiano ratificato laCostituzione, si sono così presi una pausa di riflessione, da utilizzare anche per dibattiti e chiarimenti. Nel corso della presidenza austriaca del primosemestre 2006, il Consiglio europeo esaminerà lo stato di avanzamento dei dibattiti sulla ratifica del trattato costituzionale.Il processo di ratifica da parte degli Stati membri non è stato dunque abbandonato. Il calendario sarà, se del caso, adattato alle circostanze nei paesi incui non è ancora avvenuta la ratifica. 8 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  9. 9. Tra le organizzazioni non confessionali vi sono quelle umanitarie non governative come AmnestyInternational, Telefono Azzurro, Emergency, Medici Senza Frontiere, eccetera le quali sidifferenziano dalla religione perché alla base dell’associazione non vi è una fede. Inoltre, per leconfessioni religiose gli scopi umanitari non sono primari e le loro attività sono garantite dal dirittodi libertà religiosa, mentre per le associazioni benefiche sono primari gli scopi umanitari, la tuteladei diritti umani, eccetera e le loro attività sono garantite dal diritto ordinario.Bisogna anche aggiungere che il rinnovato ruolo pubblico delle religioni a livello internazionale èdato anche dall’importanza di queste nella risoluzione di conflitti internazionali. Questa è unasvolta, in quanto durante la guerra fredda le religioni erano ininfluenti nelle controversie tra gli stati,rilevanti erano solo le ideologie politiche e il potere economico e militare, mentre oggi sonoimportanti quanto altre questioni, un esempio è il conflitto israeliano-palestinese,.Il primo comma dell’art. 52 sancisce: “LUnione rispetta e non pregiudica lo status di cui godononegli Stati membri, in virtù del diritto nazionale, le chiese e le associazioni o comunità religiose.”Quindi in Italia si può avere il concordato con la Chiesa cattolica e le intese con le altre confessionireligiose, mentre gli altri paesi dell’Unione adottano altre regole per disciplinare i rapporti con levarie religioni.Il secondo comma detta: “LUnione rispetta ugualmente lo status di cui godono, in virtù del dirittonazionale, le organizzazioni filosofiche e non confessionali.” In pratica vengono equiparate leconfessioni religiose alle organizzazioni filosofiche e non confessionali ed è il frutto delle pressionidi alcuni paesi che nella loro legislazione (come la Costituzione belga) hanno norme analoghe.Il terzo comma detta: “Riconoscendone lidentità e il contributo specifico, lUnione mantiene undialogo aperto, trasparente e regolare con tali chiese e organizzazioni.” Quindi, anche se i rapportitra gli stati e le chiese sono una questione interna agli ordinamenti statuali, l’Unione mantienecomunque aperto il dialogo con le confessioni religiose e le organizzazioni filosofiche e nonconfessionali, riconoscendo il loro ruolo nello sviluppo della società nell’Unione.Dagli anni ‘80 in poi, si diffondo in Italia e in Europa una serie di religioni prima sconosciute comeil buddismo, l’islam11, induismo, eccetera, inizia così il pluralismo religioso.Il diritto ecclesiastico nella Costituzione italianaNello studio delle fonti del diritto ecclesiastico usiamo la partizione di Francesco Finocchiaro che ledivide in fonti di cognizione e di produzione. fonti di cognizione sono quelle che ci consentono di conoscere il diritto: la Costituzione, le leggi ordinarie, i regolamenti. fonti di produzione sono i procedimenti attraverso i quali sono legittimamente posti in essere le norme di diritto ecclesiastico.L’articolo 1 della Costituzione è ontologicamente il numero 1, cioè ha un importanza intrinseca cheispira tutti gli altri articoli.“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” Il primo comma del primo articolodella Costituzione esordisce con la parola Italia che non definisce e usa solo in questa occasione.L’Italia non viene definita come entità. Lascia una certa fluidità nella sua rappresentazione perindicare ciò che nel cuore, nella storia, nell’intelligenza12 dei suoi cittadini è sentito come Italia. Inquesto modo il suo significato si adatta ai tempi in un’Italia profondamente cambiata daldopoguerra ad oggi, basti vedere come è cambiata nel rapporto con le religioni. Nel periodopostbellico vi era solo la cattolica e pochissime altre; oggi, secondo i dati del ministero dell’Interno,le confessioni religiose in Italia sono circa 130, con una distribuzione sperequata. Secondo11 L’Islam non è una religione nuova in Italia, infatti nel 900, X secolo, Bari è stato perfino l’unico emirato arabo in Italia. Infatti, secondo alcuni, incorrispondenza dell’odierna basilica di San Nicola (santo nato a Mira in Turchia) vi è un pavimento in mosaico con una fascia con caratteri cufici(segni grafici di scrittura usati dagli arabi fra il VII e lVIII secolo, impiegati in campo artistico come motivo decorativo) dietro l’altare in quantorisale all’antica moschea che sorgeva sullo stesso suolo della basilica. Anche a Taranto vi è stata una comunità araba intorno all’anno 1000 di areamaghrebina (Africa mediterranea). Gli arabi furono cacciati definitivamente dall’Europa occidentale nel 1492.12 Essere intelligenti significa leggere dentro. L’intelligenza è anche la capacità di cogliere i nessi esistenti fra i vari momenti dellesperienza. 9 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  10. 10. un’indagine dellEurispes13, rilasciata nel 2006 e ripresa dal Corriere della Sera, l87,8% dellapopolazione si proclama cattolico (il 36,8% è praticante), il 9,5% non è religioso e solo il 2,7%della popolazione è frammentato in tutte le altre religioni.Le confessioni religiose che hanno chiesto allo Stato di stipulare un’intesa sono circa 30, di cui 2hanno firmato l’accordo con il Governo, restando in attesa dell’approvazione del Parlamento.In sintesi, i costituenti con il termine Italia hanno introdotto un elemento di assolutaindeterminatezza che favorisce le dinamiche sociali, cioè l’Italia non è determinabile in una fasestorica, ma lo è in relazione al periodo storico che vive.La Repubblica, dal latino “res publica” cosa pubblica, è l’insieme di tutti i soggetti fisici, giuridici,istituzionali, sociologici, anche esterni alla nazione, come avviene per l’Unione Europea, che lacompongono. Prima di essere sinonimo di organizzazione (forma di governo rappresentativo), laRepubblica è sinonimo di composizione e aggregazione, quindi è l’insieme di quei soggetti chehanno delegato i propri rappresentanti per scrivere la legge fondamentale di coesistenza: laCostituzione.Questo concetto è fondamentale anche per comprendere la logica dei giudizi per l’accettazione delleparti civili nei processi penali come, ad esempio, l’ammissione delle associazioni per la difesa deiconsumatori nei processi tra un cliente contro una grande industria o del Telefono Azzurro in unprocesso per pedofilia. Queste associazioni sono riconosciute in quanto soggetti che compongono laRepubblica.Bisogna anche dire che l’Italia è una Repubblica, che indica una forma di governo rappresentativo,ma è anche una Repubblica democratica cioè il governo rappresenta il popolo che ne ha lasovranità.Il comma continua con questa incidentale: “fondata sul lavoro”. La prima bozza dell’art. 1enunciava “fondata sui lavoratori”, ma questa formulazione apparve troppo restrittiva, in quantoescludeva i disoccupati, i pensionati, i troppo giovani per lavorare. Invece la nostra Repubblica èfondata sulla dignità del lavoro, inteso come produzione non solo di beni, ma anche di servizi, idee,rapporti, processi, benessere spirituale, fisico, eccetera. In sintesi, per la Costituzione il lavoro èinteso nel suo significato ontologico e cioè l’elaborazione di qualcosa.Per queste ragioni lo Stato non è la Repubblica, ma è la rappresentazione organizzata nel suo livellomassimo.Le fonti del diritto ecclesiastico di livello costituzionale più importanti sono gli articoli 2, 3, 7, 8, 19e 20.L’art. 2 riguarda i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali. Lalibertà religiosa è uno dei diritti inviolabili dell’uomo, mentre le confessioni religiose sono garantitecome formazioni sociali.L’art. 3 riguarda il principio di uguaglianza la quale sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianzadavanti alla legge senza distinzione di religione, oltre a sesso, razza, eccetera.Con gli articoli 7 e 8 si afferma il carattere concordatario del nostro ordinamento:• l’art. 7, con il concordato, regola i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica su base bilaterale,• l’art. 8, con le intese, regola i rapporti tra lo Stato e le altre confessioni religiose.Quindi i costituenti, confermando la legislazione del 1929, hanno deciso che l’Italia non avrebbeavuto un ordinamento separatista, ma concordatario cioè legiferando in accordo con la Chiesacattolica e con le altre confessioni religiose.L’art. 7, il più discusso di tutta la Carta Costituzionale, nella bozza della Costituzione formava l’art.5 includendo anche l’attuale art. 8. La bozza di art. 5, voluta dal segretario del P.C.I. PalmiroTogliatti, stabiliva che lo Stato è indipendente e sovrano nei confronti di ogni organizzazionereligiosa ed ecclesiastica. In questo modo non veniva affermata l’indipendenza della Chiesa e si13 Istituto di studi politici economici e sociali. 10 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  11. 11. evitava la sua influenza sullo Stato; in sintesi si affermava la supremazia dello Stato sulla Chiesa enon la parità dettata dalla formulazione definitiva dell’art. 7.Infine la bozza dell’art. 7 prevedeva che i rapporti tra Stato e Chiesa dovevano essere regolati intermini concordatari, evitando il riferimento esplicito ai patti Lateranensi voluti dal regime fascista,ma la sua definitiva formulazione, segna la scelta dei costituenti di riferirsi esplicitamente ai PattiLateranensi, al di là degli effetti giuridici.Da quanto emerge dagli atti della Costituente, la scelta politica fu appoggiata dal segretario delPartito Comunista Italiano Togliatti, per non riaprire il contenzioso con la Chiesa e mantenere lostatus quo, cioè lo stato di equilibrio, garantendo la continuità di questi rapporti bilaterali anche peril futuro, in quanto la Chiesa era interessata a lasciare inalterato il Concordato del 1929. Alla finel’accordo sull’art. 7 si raggiunse all’unanimità e furono decisive le posizione dei comunisti, inprimo luogo quella di Togliatti che osservò che un paese distrutto dalla guerra, bisognevole di tutto,non si può permettere guerre di religione. In sintesi la pax religiosa imponeva l’accettazione deiPatti e di quel sistema.La scelta dei costituenti, fu dettata inoltre dal fatto che l’Italia postbellica usciva da una guerracivile, dovuta alla nascita della Repubblica di Salò, alla guerra partigiana e al successivosgretolamento del regime fascista, per cui si voleva unire il popolo con la religione, fin troppodiviso politicamente, e garantire l’appoggio della Chiesa al neogoverno repubblicano.Oltre a Togliatti, un’altra proposta di rilievo fu quella di Tupini che chiedeva il richiamo alle normeinternazionali nella Costituzione, riconoscendo la sovranità della Chiesa cattolica e del suoordinamento giuridico. La proposta di Tupini fu criticata da Calamandrei che aveva avvertito cheuna tale formulazione di quell’articolo avrebbe portato alla costituzionalizzazione dei Patti, cioèavrebbe attribuito alle norme del concordato la stessa forza dei singoli articoli della Costituzione equesto non era possibile perché il Concordato, di epoca fascista14, conteneva delle disposizioni nonin linea con il testo costituzionale.Per Giuseppe Dossetti, famoso canonista, invece richiamare i Patti nella Costituzione non significarenderli parte integrante della Costituzione, ma vuol dire solo vincolare lo Stato a non disciplinarein via unilaterale i rapporti con la Chiesa cattolica, cioè l’art. 7 deve essere considerato solo unanorma sulla produzione giuridica o di procedura per l’emanazione delle norme interessate dalconcordato.La posizione di Dossetti fa cadere tutte le riserve in sede costituente, portando all’approvazionedell’articolo nella formulazione attuale e diventando il criterio interpretativo di giurisprudenza edottrina.La formula del primo comma dell’art. 7 è riportata anche in un’enciclica15 di Papa Leone XIII,Immortale Dei, del 1885, con l’unica differenza che questa non mette l’aggettivo ciascuno.Secondo alcuni, l’articolo segue pedissequamente un tratto dell’enciclica, perché risente dellaformulazione canonistica, e in particolare la parte che studia i rapporti con gli stati, voluta dalDossetti, inconsapevolmente riproposta nell’art. 7.Per altri invece, la cosa è intenzionale per far si che la Costituzione riprendesse la teoria canonisticasui rapporti tra Stato e Chiesa.Il primo comma dell’art. 7: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine,indipendenti e sovrani”, nei primi anni ’50 fu considerato dalla dottrina privo di valore perchèinutile. Infatti, soprattutto i laici, considerano improprio inserire nella Costituzione un riferimentoalla sovranità della Chiesa, unico caso in Europa, come è inopportuno inserire un riferimento allasovranità di qualsiasi altro stato nella Costituzione.14 Secondo alcuni ecclesiasticisti la stessa sottoscrizione dei patti contrasta con la logica dello stato etico-fascista, perché questo stato ammette solo ilsuo potere rifiutando qualsiasi divisione con chiunque altro. Quindi, quando lo Stato fascista ha sottoscritto i Patti con la Chiesa in qualità, di soggettodi potere equipollente al suo, in un certo senso ha ammesso una forma di dualismo. Per questo il prof. Battaglia ha detto che c’è un elementogerminale di democraticità nella logica dei Patti.15 Lettera circolare apostolica che il Papa indirizza ai vescovi e ai prelati di tutta la Chiesa, su argomenti di fede o sociali. 11 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  12. 12. Per altri, invece, l’affermazione del primo comma è importante perché, in relazione al fatto che irapporti tra Stato e Chiesa sono su base concordataria, il riconoscimento della sovranità dellaChiesa comporta anche un riconoscimento dell’originalità dell’ordinamento canonico, collocato allostesso livello dell’ordinamento dello Stato ed eliminando la possibilità di instaurare un regimecesaropapista o giurisdizionalista16. In questo modo viene superata la teoria della statualità deldiritto, di matrice ottocentesca, per la quale solo lo Stato può produrre diritto e trova applicazione lateoria di Santi Romano17 sulla pluralità degli ordinamenti giuridici per il quale, oltre al dirittoemanato dallo Stato, vi sono altri enti e istituzioni che possono produrre diritto, fra queste leconfessioni religiose e in maniera particolare la Chiesa cattolica.Unaltra particolarità del primo comma dell’art. 7 è la dicitura “ciascuno nel proprio ordine” cheindica quelle materie in cui la Chiesa o lo Stato hanno competenza esclusiva e si differenziano dallematerie di interesse misto, res mixtae, regolate dai Patti Lateranensi.Il problema sta nella difficoltà di definire, in concreto, quali sono le materie in cui lo Stato o laChiesa ha competenza esclusiva e questo rende dubbia l’applicazione reale dell’affermazione“ciascuno nel proprio ordine”.Comunque, quando bisogna decidere sulla competenza di una materia, la competenza è dello Stato,definita dalla dottrina la competenza delle competenze, cioè è lo Stato che dice fin dove arrival’ordine della Chiesa e dove inizia l’ordine temporale.Possiamo anche affermare che per lo Stato non esistono res mixtae, ma esistono situazioniaffrontate di volta in volta e, in mancanza di strumenti giuridici come i Patti Lateranensi, sonodecise dallo Stato perchè ha la competenza delle competenze.Come è accaduto con l’art. 7, si decise di estendere i rapporti bilaterali anche ad altre confessionireligiose, segnando un cambiamento sostanziale rispetto all’1 dello Statuto Albertino e alconcordato del 1929 che riservava un regime bilaterale solo alla Chiesa cattolica; tutti gli altri cultierano disciplinati in maniera unilaterale con la legge ordinaria 1159/29, sui culti ammessi, e con ilrelativo regolamento di attuazione approvato con Regio Decreto 28 febbraio 1930, n. 289.Infatti l’art. 1 dello Statuto Albertino dettava: “La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è lasola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi”.Questo consentiva di privilegiare la Chiesa cattolica, mentre le altre religioni venivano disciplinatedalla legge sui culti ammessi che già il titolo, indica un trattamento sfavorevole rispetto alla Chiesacattolica, in quanto è lo Stato che ammette i culti in presenza di determinati requisiti.Invece i costituenti del 1947 decisero di estendere il regime di rapporti bilaterali tra Stato e Chiesaanche alle altre confessioni religiose, introducendo l’art. 8 della Costituzione.Il primo comma: “Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge” indicatutte le confessioni, quindi anche la cattolica, mentre il secondo comma dell’art. 8 riguarda solo lereligioni diverse dalla cattolica: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno il diritto diorganizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridicoitaliano”. In questo modo è sancita la parità tra l’ordinamento dello Stato e gli statuti delle altreconfessioni religiose che ne rappresentano il loro ordinamento. Infatti nell’intesa con lo Statoitaliano, la chiesa Valdese ha inserito all’art. 2 : “La Repubblica italiana dà atto dellautonomia edella indipendenza dellordinamento valdese”.Diverso è invece il rapporto con le associazioni non religiose, in quanto lo Stato ha una superioritàin relazione a quanto prescrive l’art. 2 Cost. In sintesi, lo Stato, regola i rapporti tra Stato e Chiesacon il concordato (art. 7 Cost.), con le intese per le confessioni religiose che ne sono munite (art. 816 Il giurisdizionalismo è la Dottrina politica tendente a subordinare la vita istituzionale della Chiesa allo Stato.17 Santi Romano, giurista nato a Palermo nel 1875 e morto a Roma nel 1947, fu professore di diritto amministrativo nella università di Camerino esuccessivamente insegnò diritto costituzionale nelle università di Milano, Modena, Pisa. Nel 1928 divenne presidente del Consiglio di Stato eprofessore incaricato di diritto costituzionale alluniversità di Roma. Tra la sua vasta produzione è bene citare la monografia, Lordinamento giuridico,del 1918 (opera cui si farà costante riferimento) in cui il Romano si qualifica come istituzionalista. Santi Romano è uno dei massimi rappresentantidello istituzionalismo ovvero di quella dottrina secondo cui il diritto si identifica con la realtà sociale più comprensiva, vale a dire con la societàorganizzata od organizzazione sociale, con l istituzione. 12 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  13. 13. Cost.), con la legge per i culti ammessi per le altre confessioni religiose e per tutte le associazioni dicarattere non religioso applica l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce idiritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la suapersonalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica esociale”.La bilateralità dei rapporti tra Stato e confessioni religiose, non si trova solo negli articoli 7 e 8 dellaCostituzione, ma anche in tutti i rapporti tra amministratori e autorità religiose locali di tutte leconfessioni.L’applicazione concreta dell’art. 8 si ebbe solo nel 1984, dopo ben 36 anni dall’entrata in vigoredella Costituzione, in occasione dell’intesa tra lo Stato e la Chiesa Valdese18.Il terzo comma dell’art. 8 dispone: “I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla basedi intese con le relative rappresentanze”. Questo indica che lo Stato regola i rapporti solo con leconfessioni religiose e con ognuna può stipulare intese.Vi è una differenza tra il secondo comma dell’art. 7 “I loro rapporti sono regolati dai PattiLateranensi” e il terzo comma dell’art. 8 “I loro rapporti con lo Stato sono regolati dalla legge….omissis…”, in quanto l’art. 7 indica un rapporto precostituito e non modificabile (se non con unaprocedura particolare) costituito dai Patti Lateranensi, mentre l’art. 8 demanda i rapporti tra lo Statoe le altre confessioni religiose alla legge ordinaria e anche se fondata su un atto bilaterale, resta unatto agganciato a valutazioni politiche, pertanto modificabili.Il procedimento per varare un’intesa con una confessione religiosa, inizia con la nomina di unacommissione apposita da parte del Presidente del Consiglio (che avviene con D.P.C.M.) della qualefa parte una rappresentanza della confessione religiosa.Una volta che l’intesa è approvata dal Consiglio dei Ministri, viene presentata alle Camere inseritain un disegno di legge per la ratifica.Per poter stipulare un’intesa con una religione, occorre che vi siano tre elementi:• l’aggregazione deve essere una confessione religiosa;• il Governo deve esprime una valutazione favorevole a sottoscrivere l’intesa, restando comunque il Parlamento non obbligato a ratificarla;• deve esserci una rappresentanza apicale della confessione religiosa, designata al suo interno anche sulla base dei suoi statuti.Per questo terzo elemento ci sono difficoltà a stipulare un’intesa con l’Islam19, perché imusulmani20 non hanno una gerarchia e quindi non hanno un capo che rappresenta tutti i fedeli, ma18 Intesa siglata nel 1984 e approvata con la legge n. 449 dell11 agosto 1984, successivamente integrata con la legge n. 409 del 5 ottobre 1993 invirtù della quale la confessione partecipa allotto per mille del gettito IRPEF.19 Islam significa sottomissione e rappresenta il rapporto tra l’uomo e Dio. L’uomo per poter entrare in paradiso si deve sottomettere alla legge divinae più si sottomette, più sale nel cielo; infatti il paradiso è rappresentato come una serie di cieli sovrapposti di cui quello più vicino a Dio è l’ultimo, ilsettimo cielo.20 Musulmano significa fedele. in base alla legge religiosa (Shari’a), il fedele deve seguire i cinque pilastri dell’Islam: 1) la testimonianza di fede; 2) le5 preghiere rituali; 3) lelemosina canonica; 4) il digiuno durante il mese di Ramadan; 5) il pellegrinaggio alla Mecca (almeno una nella vita). In lineadi massima i musulmani si dividono in due grossi gruppi, gli sciiti e sunniti.Con il termine Sciismo si indica il principale ramo minoritario dellIslam.Gli sciiti si differenziano dai sunniti sulla questione della guida della comunità islamica (Umma), dal momento che considerano unica legittimata aregnare la Famiglia del profeta Mu ammad), mentre per i sunniti qualsiasi fedele di media capacità religiosa, non necessariamente discendente delProfeta, può guidare a pieno titolo un governo islamico. Col tempo gli Sciiti si sono differenziati dai sunniti anche su alcuni istituti giuridici(ammettono, ad esempio, la legittimità del matrimonio a tempo prefissato e considerano che dal Corano raccolto allepoca del califfo Uthmān b. Affānsiano stati espunti alcuni passaggi e una sura intera che indicavano la successione di ‘Alī a Mu ammad), ma il fatto che non si siano differenziati daisunniti negli aspetti dogmatici non consente che si parli per essi di eresia, ma solo di una variante dellIslam. Lo sciismo, minoritario in terminiassoluti (10% massimo dei fedeli musulmani di tutto il mondo), è maggioritario in Iraq, in Libano e in alcune aree del Golfo Persico e del tuttoprevalente in Iran, dove lo sciismo fu forzatamente imposto dalla dinastia dei Savfavidi (1501-1722).Il Sunnismo, orientamento nettamente maggioritario dellIslam - circa il 90% dellintero mondo islamico - prende il suo nome dal termine arabo"Sunna" (consuetudine), riferita al profeta dellIslam Muhammad e ai suoi Sah ba (Compagni). Nato per ultimo nella discussione teologica islamica, ilSunnismo si differenzia essenzialmente dallo Sciismo (organizzatosi come dottrina prima del Sunnismo) per il suo netto rifiuto di riconoscere lapretesa degli Sciiti che la guida della Comunità islamica (Umma) dovesse essere riservata alla discendenza del profeta Muhamm ad attraverso suafiglia Fātima bt. Muhammad e suo cugino Alī ibn Abī Tālib. Secondo il Sunnismo invece alla guida politica e spirituale (non strettamente religiosaperò) della Comunità poteva accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il fatto diessere Meccano o, almeno, Arabo, era un elemento preferenziale ma non essenziale. Sotto questo profilo il Sunnismo respingeva quindi recisamentela pretesa dei kharigiti che la guida della società islamica fosse riservata al migliore dei credenti: qualità difficile da individuare e ancor più difficile 13 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  14. 14. solo delle guide spirituali del loro cammino di fede, ad esempio l’imam. Lo stesso U.C.O.I.I.21 nonrappresenta la totalità degli islamici italiani.Inoltre, mentre per la nostra cultura un cittadino italiano, può essere cattolico, buddista, protestanteeccetera, un islamico marocchino non scinde la religione dalla nazionalità e quindi, se si trova inItalia, frequenterà moschee di marocchini e non di algerini o di altre nazionalità. Questo rende piùdifficile la ricerca di una rappresentanza univoca per i fedeli di religione islamica.Per tutti questi motivi, secondo alcuni autori, l’istituto delle intese è superato e pertanto vaabbandonato sostituendolo con una legge generale sulla libertà religiosa.A questo proposito diversi disegni di legge sono stati presentati in Parlamento e ultimamente adaprile e a luglio 2006. Le caratteristiche di questi disegni di legge sono:• deve attuare i principi costituzionali;• abrogare la legge 1159/29 “legge sui culti ammessi”;• assicurare a tutti quello che le intese garantiscono solo ad alcuni; poi, se vi è necessità, si faranno intese solo per aspetti peculiari.I criteri per individuare una confessione religiosa non sono dati dalla legge, ma sono stati indicatidalla Corte costituzionale con la sentenza 195/93 e dalla Corte di cassazione con la sentenza5838/95. Inoltre una confessione religiosa può essere individuata dal Governo, dai giudici di meritoe perfino dagli amministratori pubblici, ma solo lo Stato può avere rapporti istituzionali (concordatoe intese) con le confessioni religiose, perché così è sancito dagli artt. 7 e 8 della Costituzione.Per il prof. Dammacco, a differenza del concordato che è un atto di diritto internazionale e quindi didiritto esterno, le intese sono atti di diritto interno perché la relativa commissione è nominataunilateralmente e per una parte della dottrina le intese sono atti politici il cui elemento giuridico è lalegge di approvazione.Un’altra parte della dottrina ha osservato che se le confessioni religiose hanno ordinamenti giuridiciprimari, come detta la Costituzione, un intesa stipulata con una rappresentanza di un ordinamentogiuridico primario non può essere un semplice atto politico, ma ha un valore maggiore. PerFrancesco Finocchiaro, le intese, pur non trattandosi di atti di diritto internazionale, sono atti dirittoesterno creato con la volontà di due soggetti posti sullo stesso piano. Per Cardia22 le intese non sonoatti politici, ma atti di diritto pubblico interno vincolanti che una volta sottoscritti, lo Stato non puònon osservarli.Per la dottrina prevalente, l’intesa è frutto di una scelta politica. Il Governo, anche se unaconfessione religiosa lo chiede ed ha i requisiti per ottenerla, può non stipularla, ne’ iniziare letrattative. Ad esempio, i primi a chiedere un’intesa furono i Testimoni di Geova già negli anni ’70,ma la richiesta è stata ignorata per anni dal Governo (anche quando furono stipulate intese con altrereligioni), perché questa confessione chiedeva l’obiezione totale dal servizio militare, era contrariaad alcuni trattamenti sanitari, come le trasfusioni, eccetera. Per questo non si voleva dare unriconoscimento pubblico ad una religione che creava dei problemi di coesistenza con lo Stato. Laquestione sembra risolversi nel 2000, quando vengono stipulate due intese: una con i Testimoni diGeova e l’altra con i Buddisti. Entrambe vengono criticate dalla dottrina in quanto intese moltosimili alle sei già esistenti, come se le religioni fossero tutte uguali ed avessero tutti le stesseda mantenere, perché un semplice peccato, anche non grave, avrebbe fatto perdere tale qualità allImam ("Guida", ma intesa qui come sinonimo dicaliffo) e lo avrebbe fatto decadere dal suo supremo ufficio.21 Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia. LUCOII nasce sulla scia dellUSMI quando lIslam sunnita "delle moschee" in Italia,a causa del boom dellimmigrazione, non si presta più a essere rappresentato da un organismo dichiaratamente studentesco. Per iniziativa di membridel Centro culturale islamico di Milano e Lombardia, lUCOII è costituita ad Ancona nel 1990. Dopo avere "ereditato" le strutture dellUSMI, emergecome la realtà musulmana italiana più diffusa e radicata sul territorio, con una forte influenza dei Fratelli Musulmani, e si candida subito a essereinterlocutore dello Stato italiano in vista dellIntesa. AllUCOII fanno capo 122 associazioni, orizzontali (territoriali) e verticali (nazionali di settore),che svolgono attività di ordine sociale, assistenziale, di informazione e mediazione istituzionale, cui fanno capo a loro volta unottantina di moscheedove si svolgono pratiche rituali e una più ridotta attività di carattere culturale; vi sono inoltre quasi trecento luoghi di preghiera che non hanno ancoralo status di moschea e talora sono ubicati in appartamenti privati. Attraverso congressi, campeggi, attività culturali, rapporti con le autorità politiche,lUCOII persegue il suo scopo della costruzione di un Islam italiano.22 Prof. Carlo Cardia, professore di diritto canonico ed ecclesiastico all’università Romatre. 14 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  15. 15. necessità, benché le intese sono concepite dai costituenti per recepire le differenze tra le variereligioni e i loro aspetti peculiari. Queste due intese, benché stipulate dal Governo, furono affossatein Parlamento senza essere mai discusse e quindi ratificate.Per Finocchiaro, Cardia e la parte maggioritaria della dottrina, come la confessione non ha diritto adiniziare la trattativa con il Governo, al tempo stesso non ha diritto alla legge di approvazione daparte del Parlamento, anche se resta la responsabilità politica del Governo che ha sottoscrittol’intesa.Per Andrea Guazzarotti (costituzionalista), vi è un rimedio giuridico nel caso il Parlamento nonesamini l’intesa sottoscritta dal Governo, in quanto la confessione religiosa avrebbe il diritto diinteressare l’autorità giudiziaria per porre la questione alla Consulta sul conflitto di attribuzioni tra ipoteri del Parlamento e del Governo.Per la dottrina minoritaria, l’intesa è dettata espressamente dalla Costituzione, “i loro rapporti conlo Stato sono regolati dalla legge sulla base di intese”, e quindi lo Stato deve almeno valutare larichiesta della confessione religiosa.Tornando alle due intese in attesa di ratifica da parte del Parlamento, quelle con lUnione BuddhistaItaliana (U.B.I.)23 e con i Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova24, lo stesso Consiglio deiMinistri di allora non ha stabilito se queste sono o meno confessioni religiose. In particolare laperplessità sul buddismo deriva dal fatto che, non originando da un alveo culturale occidentale,poteva risultare difficile individuare quella religione come confessione. Doveva rispondere suquesto dubbio il ministro dell’Interno (Enzo Bianco), il quale non partecipò alla riunione e quindi laquestione venne rinviata.Tra le peculiarità di queste due confessioni, lUnione Buddhista Italiana non è una delle religioni dellibro25 ed è il primo accordo con una religione orientale nella storia della Repubblica, mentre per laCongregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, alcuni obiettano che non si tratta di unaconfessione religiosa, ma addirittura di una setta cioè un gruppo con una propria organizzazione cheha un elemento intollerabile per l’ordinamento italiano: non vi è libertà di entrare o usciredall’associazione26, come accade per la religione islamica, dove chi l’abbandona è consideratoapostata27. Questo la rende non democratica, e pertanto in contrasto con l’art. 1 della Costituzione,“l’Italia è una Repubblica democratica… omissis…”, quindi costituita da associazionidemocratiche.Lelio Basso28, durante la costituente, sostenne che non esisteva solo la religione cattolica in Italia,ma vi erano religioni anche più antiche, come l’ebraismo e più recenti come l’Esercito della23 Intesa tra la Repubblica Italiana e lUnione Buddhista italiana siglata a Roma il 20 marzo 2000, durante la XIII legislatura presieduta dal PresidenteD’Alema.24 Testo del 18 novembre 1999, approvato a maggioranza dal Consiglio dei Ministri il 21 gennaio 2000 e sottoscritto dal Governo il 20 marzo 2000,durante la XIII legislatura presieduta dal Presidente D’Alema..25 Le religioni del libro sono così chiamate perché sono quelle in cui Dio si è rivelato agli uomini e la rivelazione raccolta in un libro (dal grecobiblos). Dette confessioni sono tre: ebraica, cattolica e islamica.Per le altre religioni, invece, esistono i testi sacri, ma sono compilazioni umane non rivelate che assumono il valore di sacertà (sacralità) perchéritenute lo strumento indicante l’unico percorso che consente all’uomo di raggiunge la trascendenza.26 Per entrare è necessario essere sottoposti ad una serie di valutazioni e per uscire è necessario che la richiesta sia ratificata da un organo interno.27 Il termine apostasia (dal greco απο, apo, "lontano, distaccato", στασις, stasis, "restare") rappresenta la rinuncia formale rispetto alla propriareligione e la successiva adesione ad unaltra o a ideologie non religiose. In senso stretto, il termine è riferito alla rinuncia e alla critica della propriaprecedente religione. Una vecchia e più ristretta definizione di questo termine si riferiva ai cristiani battezzati che abbandonavano la loro fede. Chicommette apostasia è un apostata, tuttavia sono pochi gli ex credenti che si autodefiniscono apostati, perché generalmente considerano questo terminecome dispregiativo; in riferimento alla nuova religione si utilizza il termine convertito o il termine deconvertito per ladesione a ateismo eagnosticismo, entrambi i termini hanno in sé un significato positivo, il secondo interpreta la perdita della fede in una religione come un aumento dellarazionalità e del rispetto verso il metodo scientifico.Molte religioni considerano lapostasia un vizio, una degenerazione della virtù della pietà nel senso che quando viene a mancare la pietà, lapostasia neè la conseguenza; spesso lapostata viene fatto bersaglio di condanne spirituali (ad esempio la scomunica) o materiali ed è rifuggito dai membri delsuo precedente gruppo religioso.28 Lelio Basso nacque a Varazze da una famiglia Liberal borghese. Nel 1916 lui e la sua famiglia si traferirono a Milano, dove egli frequentò lascuola di grammatica Berchet. Nel 1921 si iscrisse alla Facoltà di Legge dellUniversità di Pavia e diventò membro del Partito Socialista Italiano.Studiò la dottrina Marxista e fu al fianco di Piero Gobetti durante la fase della sua “Rivoluzione Liberale”. In gioventù Lelio Basso lavorò per giornalie riviste quali “Critica sociale”, “Il Caffé”, “Avanti!”, “Coscentia”, “Quarto Stato” e “Pietre”, che diresse nel 1928, inizialmente da Genova, dopo daMilano. Nel 1925 si laureò in Legge con una tesi sul concetto di libertà nel pensiero Marxista. 15 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  16. 16. salvezza29, i metodisti30, i luterani31 e perfino religioni introdotte dagli americani. Al riguardobisogna aggiungere che il Trattato di Pace firmato con gli U.S.A. prevede anche la libertà direligione per gli americani presenti sul nostro territorio.L’articolo 8 fu inserito, non per il numero delle religioni al di fuori della cattolica, sostanzialmentesolo due, Valdese ed Ebraica, ma per il loro peso nella società.I costituenti scelsero tra due proposte del primo comma dell’art. 8: “Tutte le confessioni religiosesono egualmente libere davanti alla legge”, quella che fu scelta, e un’altra proposta non accettata:“Le confessioni religiose sono eguali davanti alla legge”. Uguaglianza davanti alla legge, significadefinire una condizione di parità sulla base di criteri legislativi preordinati, cioè è la legge che dicecome si è eguali rispetto ad un altro.La proposta accettata del primo comma dell’art. 8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmentelibere davanti alla legge” sta a significare che tutte le aggregazioni, identificabili come confessionireligiose, in quanto soggetti della Repubblica, sono egualmente libere davanti alla legge, compresequelle non ancora identificate come tali al momento dell’entrata in vigore della Costituzione. Vienericonosciuta così la libertà, caratteristica peculiare delle confessioni religiose, che prevale sulcarattere dell’uguaglianza inserito nella bozza di articolo non accettata: “Le confessioni religiosesono eguali davanti alla legge”.Mentre gli artt. 7 e 8 Cost. riguardano i rapporti tra Stato e Chiesa e tra Stato ed altre confessionireligiose, gli artt. 19 e 20 Cost. riguardano la libertà religiosa individuale e collettiva ed è l’unicanorma sull’argomento.La libertà religiosa garantita dall’art. 19 non riguarda solo i cittadini, ma tutti gli individui (italiani,stranieri e apolidi): “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa inqualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato o inpubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”; invece la libertà dicircolazione (art. 16 Cost.), la libertà di riunione (art. 17 Cost.) e la libertà di associazione (art. 18Cost.) sono garantite ai soli cittadini.Dopo la Liberazione Lelio Basso fu eletto Vice-Segretario dello PSIUP e, nel 1946, divenne Deputato dellAssemblea Costituente. Egli si trovavanella Commissione, formata da 75 membri, che dovevano scrivere il testo della Costituzione e contribuì in particolar modo alla formulazione degliarticoli 3, 8 e 49. Dal 1946 al 1968 fu costantemente eletto alla Camera dei Deputati. Fu eletto Senatore nel 1972 e nel 1976.29 L’Esercito della Salvezza (inglese Salvation Army) è una organizzazione religiosa di origine metodista, fondata nel 1865 da William Booth aLondra con lo scopo di diffondere il cristianesimo e portare aiuto ai bisognosi. LEsercito della Salvezza afferma che è possibile e necessario, in unmondo vocato al materialismo, vivere un cristianesimo visibile, gioioso ed attivo.Nel 1887 l’Esercito della Salvezza arrivò in Italia. Dopo un inizio difficile a Roma, grazie al Maggiore James Vint, l’opera ripartì stabilmente nel1890 da San Giovanni, nelle valli valdesi, in seguito al lavoro del Col. Fritz Malan. In pochi anni l’Esercito della Salvezza si diffuse nelle principalicittà italiane (1893 a Torino, 1894 a Firenze, 1897 a Livorno, 1898 a Milano, 1899 a Venezia e Bologna) fino allinizio del periodo fascista, che portoalla chiusura di alcune sale di culto nel 1935, alla soppressione del “Grido di Guerra” (l’organo ufficiale dell’Esercito) nel 1939, e culminò con lachiusura dell’Opera nel 1940. Diversi Ufficiali furono internati ed altri mandati al confino.A livello mondiale, l’Esercito della Salvezza è arrivato nel 2005 ad essere operante in 111 nazioni, nelle quali continuano ad essere vissute edapplicate le stesse metafore militari in uso ai tempi del Fondatore.30 Il Metodismo, o movimento metodista, è una dottrina cristiana fondata dal pastore anglicano John Wesley nel XVIII secolo. Lintenzione di Wesleyera originariamente quella di creare un movimento di risveglio allinterno della Chiesa anglicana che portasse a una maggiore attenzione agli evidentiproblemi sociali della Gran Bretagna allepoca della rivoluzione industriale; solo in seguito il metodismo assunse i connotati di dottrina indipendentedalla matrice anglicana.Il movimento metodista si diffuse velocemente in Gran Bretagna e in Nord America e, attraverso lopera dei suoi missionari, anche nel resto delmondo. Attualmente è presente in quasi tutti i paesi e conta oltre settanta milioni di fedeli.Una delle caratteristiche del Metodismo è lavere oltre ai pastori, uomini e donne, un rilevante numero di predicatori laici, che ricevono una accuratapreparazione teologica che in seguito esercitano con la predicazione nelle comunità. Sebbene le donne non avessero inizialmente accesso alsacerdozio, Wesley dimostrò la propria propensione in questo senso consentendo fin da subito che le donne predicassero pubblicamente,atteggiamento decisamente progressista nella società del Settecento.31 Con il termine Luteranesimo si indica la teologia sviluppata da Martin Lutero e le dottrine professate dalle chiese evangelico-luterane nate dallaRiforma protestante, che si ispirarono a lui e ai teologi che ne raccolsero leredità.Il luteranesimo inteso come teologia delle chiese evangelico-luterane è esposto in diversi scritti sistematici o Confessioni di Fede. Il primo testo (e dimaggior impatto politico - religioso) fu quello redatto nel 1530 dal teologo e amico di Lutero Filippo Melantone, la Confessio Augustana, unaesposizione moderata e priva di polemica delle dottrine riformate indirizzata a Carlo V in cui si rivendicava la continuità delle dottrine riformate conla Chiesa antica e la coerenza con le Scritture. Questa confessione, insieme ad altri scritti, venne inserita nel Liber Concordiae del 1580, che divennela base teologica e dogmatica delle chiese luterane.Il luteranesimo venne riconosciuto come religione "istituzionalizzata" nel Sacro Romano Impero con la (Pace di Augusta), che sancì il principio delcuius regio, eius religio, cioè l’obbligo per i sudditi dellImpero di professare la religione cattolica o quella della Confessio Augustana (ad esclusionedi ogni altra), nel caso dovesse coincidere con quella del principe cui erano sottoposti. In caso contrario era riconosciuto il diritto di emigrazione. 16 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  17. 17. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede significa:• che non può essere apposto alcun vincolo all’appartenenza religiosa e alla professione della fede, se non in alcuni casi ben precisi e limitati imposti dalla legge;• che non si può obbligare una persona a professare o a cambiare una religione;• essere liberi di non avere una fede religiosa.Hanno diritto a professare liberamente la propria fede religiosa tutti, non solo i cittadini, compresistranieri e apolidi che si trovano sul territorio nazionale.Il limite alla libertà di religione è riferito al culto in pubblico ed è dato dai riti contrari al buoncostume32.Il rito è un insieme di regole, in un determinato contesto sociale, per manifestare i valori che siperseguono. Quando il rito è contrario al buon costume non si può esercitare, ma resta la libertà direligione. In altre parole, l’esternalizzazione di una confessione religiosa contraria al buon costumenon è ammessa, ma la fede interiore è sempre ammessa. Questa libertà di fede dell’individuo è unconcetto che si lega alla libertà di pensiero sancito dall’art. 21: “Tutti hanno diritto di manifestareliberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”Nelle manifestazioni dei culti religiosi, il limite del buon costume corrisponde al sentire comunedella popolazione, in un determinato periodo storico. Ad esempio I bambini di Dio33, i quali hannoriti di iniziazione con atti sessuali, anche con minori, e comunque in circostanze create perdiminuire la capacità di discernimento delle persone.L’art. 20 riguarda gli enti e le associazioni: “Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di cultod’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, ne digravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”, cioè enti eassociazioni religiose non possono essere sottoposti a tasse superiori a quelli di altri enti, ne esseresottoposti a dei limiti di carattere legislativo. In realtà, oggi, questi enti sono favoriti dallalegislazione, soprattutto fiscale, ma i costituenti vollero evitare la reintroduzione di leggi eversive,con cui furono soppressi alcuni ordini religiosi e confiscato il patrimonio degli enti ecclesiastici perla necessità dell’Erario di incamerare questi beni e di combattere la c.d. manomorta34 ecclesiastica.32 Il costume è il modo in cui abitualmente un individuo si comporta. E’ anche la condotta morale, ma pure le usanze, le abitudini, i modi di vivereche caratterizzano una società.33 Recentemente questa setta di origine cristiana ha cambiato il nome in "Famiglia dellamore". Venne fondata dal pastore evangelico David Berg inCalifornia nel 1969, ma ha ora la sua sede principale a Montreal, in Canada. Nel momento della sua massima espansione aveva più di 250 mila adepti,che vivevano in comuni di circa 5000 persone. La predicazione di Berg inizia nel 1965, dopo unapparizione del profeta Geremia che gli preannuncialimminente fine del mondo, ottenendo un notevole successo nei movimenti underground californiani. Anche grazie ad un rifiuto totale del "sistema",che coinvolge lo Stato, la proprietà e soprattutto la famiglia, con la quale il fedele deve rompere ogni legame.Il punto centrale della dottrina consiste nel riconoscere Berg come profeta di Dio e la sua parola come rivelazione divina. Poco rimane delcristianesimo ortodosso: non esiste la Trinità, Gesù non è Dio ed ebbe rapporti sessuali con tutte le donne del suo seguito. Ecco, proprio leticasessuale del movimento è stato uno dei principali motivi di scandalo e di scontro con la setta, fonte di innumerevoli procedimenti giudiziari. Dallamorale sessuale dei bambini di Dio è esclusa solo lomosessualità maschile, mentre sono ammesse poligamia, lesbismo, incesto, rapporti tra e con ibambini. Tutto viene giustificato ed esaltato come manifestazione della diversità del gruppo e come anticipazione di un mondo nuovo. Moltocontroversa unaltra pratica del gruppo, enunciata da Berg nel 1974: il flirty fishing o "pesca amorosa". In pratica le giovani adepte venivano invitate abruciare i loro reggiseni, indossare camicette trasparenti e usare le loro attrattive sessuali per fare nuovi proseliti.E stato proprio grazie alle enormi controversie suscitate dal gruppo di Berg che il movimento anti sette ha conosciuto negli Stati Uniti e altrove ungrande successo.34 Manomorta, ovvero possesso inalienabile. Indicò anche il divieto fatto a vassalli e contadini di disporre dei beni propri, la tassa pagata per toglieretale divieto, il diritto del feudatario a succedere nelleredità del vassallo morto senza eredi maschi, le entità esenti da tasse di successione, i beni di talientità. Successivamente la manomorta rimase come diritto prevalentemente feudale (di origine longobarda) e ecclesiastico. La manomortaecclesiastica fu favorita dalle numerose donazioni accumulate dalla Chiesa nel corso dei secoli: un patrimonio ingente che nel sec. XVIII fu contestatodal potere politico.Nel Regno delle Due Sicilie, il ministro Tanucci varò tra il 1775 ed il 1780 diverse norme per eliminare i privilegi feudali. Furono introdottetassazioni anche sulle donazioni e successioni ecclesiastiche, pur nel rispetto della funzione della Chiesa di scolarizzare i giovani e provvedere allenecessità dei contadini e dei poveri.Alla fine del secolo, con la Rivoluzione Francese, i liberali rivoluzionari, fedeli alla dottrina massonica, fecero incamerare e si distribuirono tra di lorotutti i beni ecclesiastici. Lesempio fu seguito dal Piemonte nel 1860 che incamerò le terre ecclesiastiche delle Due Sicilie, vendendole ai liberali erastrellando così il capitale dal Sud che servì ad industrializzare il Nord.Listituto della manomorta comunque sopravvisse per le successioni agli "enti morali", quasi tutti riconducibili a personaggi graditi alla dinastiapiemontese. Ad esse si applicava limposta di manomorta dello 0,90%. Lavvento della Repubblica ha messo fine a questo vecchio istituto con la legge31 luglio 1954, n. 408. 17 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx
  18. 18. L’art. 33 detta: “Larte e la scienza sono libere e libero ne è linsegnamento.” Poi il secondo commaaggiunge “La Repubblica detta le norme generali sullistruzione ed istituisce scuole statali per tuttigli ordini e gradi.” Bisogna dire che fino alla metà dell’800 i privati e soprattutto la Chiesa cattolicasi occupavano dell’istruzione, in particolare per le scuole superiori. Con lo Statuto Albertino, 1848,e soprattutto con la legge Casati del 1859, l’istruzione diventa pubblica e successivamente con lalegge Goppino del 1877 veniva introdotto l’obbligo scolastico elementare. In sintesi, da un latol’istruzione passava dalla Chiesa allo Stato e dall’altro veniva garantita l’istruzione elementare pertutti. In quegli anni, si vedeva in maniera negativa l’influenza della Chiesa, erano state emanate leleggi eversive e l’istruzione aveva un’impronta fortemente statalista in virtù della legislazioneseparatista.L’istruzione resta fondamentale nel ventennio fascista, per formare dei cittadini allineati ai principidel regime, ma cambia l’atteggiamento con la Chiesa cattolica. In quel periodo fondamentale fu lariforma Gentile del 1923, in parte ancora oggi in vigore, con cui si ha il primo segnale delmutamento dell’atteggiamento del regime fascista nei confronti della Chiesa: viene istituitol’insegnamento obbligatorio della religione cattolica a fondamento dell’istruzione nelle scuole.Con la riforma Gentile, anche se continua a favorire le scuole pubbliche rispetto alle private, si haun riavvicinamento tra Stato e Chiesa che porterà al concordato del 1929, all’istituzione dellareligione di Stato e al passaggio dello stato da separatista a confessionista.Il concordato del 1929 non prevede nulla sulle scuole gestite dalla Chiesa, solo l’art. 35 afferma:“Per le scuole di istruzione media tenute da enti ecclesiastici o religiosi rimane fermo l’istitutodell’esame di Stato ad effettiva parità di condizioni per candidati di istituti governativi e candidatidi dette scuole.”Il terzo comma dell’art. 33 della Carta fondamentale del 1948 enuncia: “Enti e privati hanno ildiritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” e in questo modo vienesancita la libertà di insegnamento. Ma le scuole non statali, per rilasciare un titolo di studioriconosciuto dallo Stato, devono osservare il quarto comma: “La legge, nel fissare i diritti e gliobblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ailoro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”, cioèdevono seguire i programmi ministeriali.Da questo concetto emerge che la prima distinzione da fare, all’interno del sistema di istruzione, ètra scuole statali, scuole paritarie e scuole private che sono quelle che rilasciano titoli di studio nonriconosciuti dallo Stato.Il “senza oneri per lo Stato” riportato nel terzo comma dell’art. 33, è stato interpretato da alcuniautori in maniera estensiva, cioè lo Stato non deve avere alcun onere per le scuole non statali.Per Dalla Torre35, invece, questo inciso della Costruzione deve essere inteso nel senso che lo Statonon deve avere oneri solo per la costruzione di nuove scuole non statali, ma quelle parificate,essendo riconosciuta la loro funzione sociale dallo Stato, devono essere aiutate anche35 Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto - Magnifico Rettore della LUMSA e docente ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza - ènato a Roma il 27 agosto 1943. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Roma “La Sapienza” (1967) ed in diritto canonicopresso la Pontificia Università Lateranense (1968). Ha iniziato la propria attività scientifica presso l’Università di Modena, è quindi divenutoassistente ordinario presso l’Università di Bologna. Nel 1980 ha vinto il concorso per professore ordinario. Chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenzadell’Università di Bologna, dal 1980 al 1990 vi ha insegnato Diritto ecclesiastico; vi ha anche tenuto per supplenza il corso di Diritto costituzionaledal 1987 al 1990. Attualmente è Rettore della Libera Università Maria Ss. Assunta, presso la quale ha insegnato Istituzioni di Diritto pubblico e, ora,Diritto ecclesiastico e Diritto Canonico. Tiene corsi su rapporti tra Chiesa e Comunità politica in Università Pontificie. E’ vice presidente delCoordinamento Regionale delle Università del Lazio (CRUL), fa parte del Comitato di Presidenza della Conferenza dei Rettori delle UniversitàItaliane (CRUI) e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Fa parte del Consiglio scientifico dell’Istituto “Enciclopedia Treccani”, dell’IstitutoNazionale di Studi Romani come corrispondente scientifico, dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena come socio onorario edell’Istituto Luigi Sturzo. E’ membro del Comitato scientifico – organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, di cui è vicepresidente. E’componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” e del C.d.A. della Fondazione Accademia di Santa Cecilia.Riveste l’uffcio di Presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e consultore di alcuni dicasteri pontifici. E’ membro del GranMagistero dell’Ordine Equestre del S.Sepolcro di Gerusalemme e Presidente onorario nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Ha partecipato,come segretario della delegazione governativa, ai lavori della Commissione paritetica per la revisione del Concordato fra Italia e Santa Sede (1976 -1983) ed è stato membro del Comitato Nazionale di Bioetica dal 1990 al 2002. Ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche, tra monografie esaggi, su tematiche relative al diritto canonico, al diritto ecclesiastico italiano ed al diritto pubblico. 18 tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

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