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Cmplx school spoleto_ve_reti3su3_22ago2016

Lezione dedicata alle applicazioni delle teorie delle reti sociali complesse a problemi che coinvolgono la memetica, i big data e il web 3.0. Terzo di tre ppt utilizzati nell'incontro del 22 agosto 2016 ad Aghielli (Spoleto) per il Complexity Institute.

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Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Complexity Institute, Francisco Varela Project
Le Mie Terre d’Italia, Aghielli, Spoleto :: 22 Agosto 2016
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Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0
Agenda
e ora un accenno ad alcuni degli ambiti
in cui è utile adottare il punto di vista della teoria delle reti
 Memetica
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motori semantici e big data
Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0
Cosa significa MEMETICA?
… è una metafora? o una grandezza misurabile? o un abbaglio?
Ecco come Pascal Jouxtel ne riassume la visione attuale
(pp.120-122 di “Memetica”, Bollati Boringhieri 2010, ed.orig.:2005)
La definizione originale di Richard Dawkins (1976):
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tramite un processo che, in senso lato, possiamo chiamare ‘imitazione’.
Secondo Aaron Linch (1996)
I memi sono regole di vita:
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Memetica
Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0
e Susan Blackmore (nello stesso 1996) afferma:
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ma istruzioni contenute nella memoria umana, nelle azioni e negli artefatti.
… contraddetta da Robert Auger (2001):
I memi non vanno ricercati né nei comportamenti, né negli artefatti,
perché l’informazione non è ‘attiva’ nell’osservato, ma solo nel cervello,
che è il solo ad essere ‘motivato’
nel riconoscimento di una forma particolare.
(secondo Auger, un neuromeme sarebbe invece lo stato
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capace di provocare la replicazione di questo stato in un altro nodo)
… mentre Daniel C. Dennet – com’è sua abitudine - provoca (1995):
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quando un genere particolare di animale è infestato da memi,
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Memetica
Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0
Chiudiamo questa piccola rassegna di idee sulla memetica
con un punto di vista fertile per i nostri ragionamenti:
Basquiast e Jacquemin (2001):
Con il termine meme indichiamo i contenuti semantici o simbolici
che circolano, si trasformano ed entrano in competizione darwiniana
nelle reti costituite dai cervelli umani
e dai mezzi di comunicazione, tradizionali o moderni,
che collegano gli uomini tra loro.
Memetica
Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016
Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0
Non importa se la memetica sarà una scienza o resterà una metafora.
Noi la possiamo utilizzare comunque come nuovo strumento cognitivo
per accostarci alla realtà sempre più complessa che ci circonda.
Ecco una descrizione che riassuma le caratteristiche utili a noi qui ora,
e che vengono già ampiamente usate in settori come il marketing virale:
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nell’ambiente sociale secondo il setaccio della selezione naturale,
come fanno i geni negli organismi viventi.
I memi si diffondono nella rete sociale
con leggi analoghe a quelle delle epidemie, con velocità diverse
a seconda dell’ambiente in cui agiscono (> topologia della rete).
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vari potenti acceleratori dei processi memetici basati su nuove reti:
prima il cinema, la radio e il telefono, e poi la televisione;
superati ora per efficacia e pervasività dalle reti delle tecnologie digitali,
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Memetica

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  • 1. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Complexity Institute, Francisco Varela Project Le Mie Terre d’Italia, Aghielli, Spoleto :: 22 Agosto 2016 3a parte Complexity Science School 2016 Reti e Contagio di Idee concetti chiave, applicazioni e analisi Uno sguardo a memetica e big data VALERIO ELETTI con il supporto di Massimo Conte
  • 2. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Agenda e ora un accenno ad alcuni degli ambiti in cui è utile adottare il punto di vista della teoria delle reti  Memetica  Tecnomemi  Verso il Web 3.0 motori semantici e big data
  • 3. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Cosa significa MEMETICA? … è una metafora? o una grandezza misurabile? o un abbaglio? Ecco come Pascal Jouxtel ne riassume la visione attuale (pp.120-122 di “Memetica”, Bollati Boringhieri 2010, ed.orig.:2005) La definizione originale di Richard Dawkins (1976): Unità di base dell’informazione culturale. Un replicatore nel nuovo brodo della cultura umana. Come esempi di memi possiamo citare le melodie, gli slogan, le mode, i metodi per modellare vasi e costruire archi. I memi si diffondono saltando da un cervello all’altro, tramite un processo che, in senso lato, possiamo chiamare ‘imitazione’. Secondo Aaron Linch (1996) I memi sono regole di vita: credenza, divieto, pregiudizio o regola di comportamento. Gli esempi sono i più vari: dalle aggressioni razziste, all’uso del preservativo, alla fede in un dio unico. Memetica
  • 4. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 e Susan Blackmore (nello stesso 1996) afferma: I memi non sono entità magiche o vaghe idee platoniche, ma istruzioni contenute nella memoria umana, nelle azioni e negli artefatti. … contraddetta da Robert Auger (2001): I memi non vanno ricercati né nei comportamenti, né negli artefatti, perché l’informazione non è ‘attiva’ nell’osservato, ma solo nel cervello, che è il solo ad essere ‘motivato’ nel riconoscimento di una forma particolare. (secondo Auger, un neuromeme sarebbe invece lo stato di un nodo di rete neuronale (un incrocio composto di uno o più neuroni) capace di provocare la replicazione di questo stato in un altro nodo) … mentre Daniel C. Dennet – com’è sua abitudine - provoca (1995): I memi sono i nuovi invasori. L’entità di tipo radicalmente nuovo che si crea quando un genere particolare di animale è infestato da memi, è ciò che comunemente chiamiamo ‘persona’. Memetica
  • 5. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Chiudiamo questa piccola rassegna di idee sulla memetica con un punto di vista fertile per i nostri ragionamenti: Basquiast e Jacquemin (2001): Con il termine meme indichiamo i contenuti semantici o simbolici che circolano, si trasformano ed entrano in competizione darwiniana nelle reti costituite dai cervelli umani e dai mezzi di comunicazione, tradizionali o moderni, che collegano gli uomini tra loro. Memetica
  • 6. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Non importa se la memetica sarà una scienza o resterà una metafora. Noi la possiamo utilizzare comunque come nuovo strumento cognitivo per accostarci alla realtà sempre più complessa che ci circonda. Ecco una descrizione che riassuma le caratteristiche utili a noi qui ora, e che vengono già ampiamente usate in settori come il marketing virale: Comportamenti, mode, idee e religioni si estinguono o si affermano nell’ambiente sociale secondo il setaccio della selezione naturale, come fanno i geni negli organismi viventi. I memi si diffondono nella rete sociale con leggi analoghe a quelle delle epidemie, con velocità diverse a seconda dell’ambiente in cui agiscono (> topologia della rete). Nell’ultimo secolo si sono affermati a livello globale vari potenti acceleratori dei processi memetici basati su nuove reti: prima il cinema, la radio e il telefono, e poi la televisione; superati ora per efficacia e pervasività dalle reti delle tecnologie digitali, e in particolare dai social network su Internet. Memetica
  • 7. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Vediamo ora con Massimo Conte alcuni studi che fanno emergere l’importanza delle teorie delle reti per leggere fenomeni legati a memetica e infodemia in rete, come la nascita di nicchie auto-rinforzanti, e di conseguenza l’intolleranza e l’aggressività verso il diverso, nei cluster che crescono e si evolvono dentro i social network on line. Nota bibliografica: a proposito delle epidemie di informazioni si veda “Infodemia. I meccanismi complessi della comunicazione nelle emergenze”, di Giancarlo Manfredi, pubblicato da Guaraldi nella collana dei “Quaderni della complessità”; a proposito delle nicchie e dell’aggressività verso il diverso, si veda l’esposizione offerta da Mayer-Schönberger e Cukier nel loro “Big Data”, pubblicato in Italia da Garzanti nel 2013, in contemporanea con l’edizione originale in inglese. Memetica
  • 8. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Nicchie Facebook e diffusione dei memi Lada Adamic (2016) “Information Evolution in Social Networks” Misurazione su larga scala del meccanismo di “copia imperfetta” Analisi della diffusione di un “meme” (dal greco mímēma cioè “imitazione”, cioè un tormentone che si diffonde in maniera virale e spontanea) su Facebook. Post testuali di utenti (scherzi, avvertimenti, inviti all’azione) che, condivisi successivamente da amici, hanno innescato la dinamica che ha portato a centinaia di milioni di condivisioni su Facebook tra il 2009 e il 2011. Si è scoperto che questa informazione si evolve nel tempo, secondo alcuni schemi fissi, come se fosse un organismo biologico; alcuni memi hanno maggiori possibilità di “riprodursi” rispetto ad altri, in base alla capacità di adattamento del testo iniziale nelle diverse nicchie di utenti. http://www.ladamic.com/papers/infoevolution/MemeEvolutionFacebook.pdf Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Memetica
  • 9. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Nicchie Facebook e disinformazione virale Una ricerca sulla disinformazione virale coordinata dall’Istituto IMT Alti Studi di Lucca, è riuscita a stabilire matematicamente che il numero di "Mi piace" a un post è collegato all'omofilia, ovvero al numero di amici che consumano lo stesso tipo di contenuto. In altre parole, più una “bufala” è condivisa dal nostro gruppo, più aumentano le possibilità di essere “contagiati” dalla falsa informazione. “Viral Misinformation: The role of Homophily and Polarization” scaricabile all’indirizzo http://arxiv.org/pdf/1411.2893v1.pdf Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Memetica
  • 10. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Analizziamo insieme come si diffondono, muoiono o si impongono i comportamenti e le idee nel sociale e nelle organizzazioni che conosciamo: vediamo insieme casi interpretabili in chiave memetica. fase A ognuno racconti un esempio di diffusione virale notata quest’anno di memi micro (in famiglia) e di memi macro (nella società italiana o internazionale) fase B proviamo a leggere alcune caratteristiche dei fenomeni osservati basandoci sulle caratteristiche delle reti complesse (formazioni di hub, potenza dei legami deboli, vulnerabilità, efficacia di diffusione dei segnali, ecc) fase C stesso percorso per i memi meso (che si sono visti emergere in azienda). E una domanda: c’è stato qualcuno in azienda che abbia percepito (e magari provato a governare) il fenomeno memetico emergente? Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Memetica
  • 11. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 E torniamo con gli esempi trovati in rete da Massimo Conte: Tendenze ricerche: Google Trends Strumento di visualizzazione delle ricerche effettuate tramite motore di ricerca. Possibili ricerche per Nazione, Periodo, Argomento... Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Memetica Trends 2013 Trends 2015
  • 12. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Accenniamo per completezza a un nuovo tipo di replicatore: il tecnomeme. Ecco la definizione che abbiamo elaborato per il Dizionario ICT Treccani: Informazione che si replica in rete senza bisogno dell’intervento umano. Il termine (in inglese abbreviato spesso in teme) è stato proposto da Susan Blackmore in una conferenza TED del 2008 per indicare un nuovo replicatore di informazione che si aggiunge ai due conosciuti: •il gene, che agisce da miliardi di anni nelle forme viventi; •e il meme, che agisce da milioni di anni nella specie umana. “L'umanità ha deposto un nuovo tipo di meme, il teme, che si diffonde attraverso la tecnologia e inventa modi per mantenersi in vita”, afferma la Blackmore, che azzarda l’ipotesi che pool di tecnomemi potrebbero sopravvivere a una estinzione della vita sul nostro pianeta, replicandosi ed evolvendo nelle reti tecnologiche che non necessitano di ossigeno e di equilibri termici come i geni e i memi. Susan Blackmore per TED: https://www.ted.com/talks/susan_blackmore_on_memes_and_temes Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Tecnomemi
  • 13. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Liberiamo commenti, suggestioni, diffidenze o timori. E poi facciamo una breve riflessione aperta su due domande vaghe e vaste: come prendere coscienza e operare per percepire e poi gestire la diffusione sempre più estesa dei memi veicolati nelle reti digitali e dei tecnomemi? come utilizzare in questo ambito le leve cognitive che ci vengono fornite dagli studi sulla complessità, dalle ricerche sulle strutture delle reti e dall’esercizio dell’approccio sistemico? Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Tecnomemi
  • 14. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Abbiamo visto in apertura oggi le proprietà che derivano dalla topologia delle reti che costituiscono la struttura dei sistemi complessi adattativi; abbiamo poi visto come queste stesse reti (sia sociali che tecnologiche) supportano la diffusione e la selezione naturale dei memi. Chiudiamo il percorso con uno sguardo veloce ai fenomeni che stanno emergendo dall’uso diffuso a livello globale delle reti digitali: •la formazione a valanga dei cosiddetti big data •e la diffusione dei cosiddetti motori semantici, che segneranno gli sviluppi dell’economia già a breve e medio termine, aprendo le porte alle nuove opportunità (e alle nuove minacce) che si stanno già profilando nel cosiddetto Web semantico o Web 3.0. Ricordando che approccio sistemico, reti e complessità sono forse le uniche chiavi di accesso a tutto ciò. Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0
  • 15. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Big data è un termine (molto spesso usato a sproposito) che indica un territorio assolutamente nuovo, immenso, variegato, che stiamo creando noi stessi, ma di cui sappiamo poco o nulla (!): una sorta di brodo primordiale dei nostri memi, uno sterminato accumulo ancora informe di dati digitali che si vanno accumulando in banche dati, in settori diversi: dati che arrivano dalla nostra localizzazione geografica quando telefoniamo da un cellulare, dai nostri profili sui social network, dagli indirizzi Internet che andiamo a visitare, dai sentiment che esprimiamo via Twitter, dai dati sanitari, economici e finanziari che affidiamo sempre più spesso e inconsapevolmente alle varie nuvole informatiche (cloud) che si stanno addensando nel chiuso di sempre più giganteschi magazzini pieni di server... Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Big data
  • 16. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Si formano così miniere di informazione in cui si possono individuare strutture di conoscenza e profili di trend emergenti. Facciamo insieme una considerazione sull’importanza di una lettura reticolare dei big data: connettendo le singole ‘miniere’ si ottiene un insieme che è molto di più della somma dei singoli data set: un insieme reticolare iper-complesso che può fornire non solo risposte a vecchie domande, ma che può anche far emergere domande nuove di particolare importanza strategica non solo per le economie mondiali, ma anche per singole organizzazioni pubbliche o private. Nota bibliografica: una sintetica presentazione del fenomeno della “datafication” e dell’esplosione dei big data la trovate nel mio Quaderno della complessità n°8, pubblicato da Guaraldi nel 2013 con il titolo “Ricominciamo da Internet? Viaggio nelle immense miniere dei dati digitali” Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Big data
  • 17. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Nota: la finanza, la politica e soprattutto il marketing sono in corsa da anni per utilizzare efficacemente strumenti (vedremo a breve quelli semantici) che permettano di analizzare e gestire queste masse di dati che non si possono affrontare con i limitati strumenti usati per catturare, gestire e processare le normali banche dati in tempi accettabili (parliamo di centinaia di exabyte, ovvero di miliardi di Gbyte di informazioni). Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Big data
  • 18. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Un’idea della importanza strategica dei big data ci può venire dalle azioni dei governi. Vediamo per esempio una iniziativa “storiche” degli Stati Uniti: nel lontano 2012 l’Amministrazione Obama ha finanziato con 200 milioni di dollari la Big Data Research and Development Initiative, composta da 84 diversi programmi di ricerca sui big data, distribuiti su 6 Dipartimenti federali https://www.whitehouse.gov/sites/default/files/microsites/ostp/big_data_press_release.pdf .. e lo sviluppo attuale: The federal big data research and development strategic plan https://www.whitehouse.gov/sites/default/files/microsites/ostp/NSTC/bigdatardstrategicplan-n Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Big data
  • 19. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Osservazione tra parentesi: Uno dei problemi chiave dei big data è la visualizzazione sia degli stessi dati che delle loro reti di relazioni. Vediamo uno degli esempi trovati in rete da Massimo Conte: la comunità creatasi intorno a un software di analisi e visualizzazione dati Tableau Public Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Big data
  • 20. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 E veniamo a uno dei più interessanti strumenti per affrontare i big data: i motori semantici Qui il discorso si fa specialistico: diciamo solo di che cosa si tratta. Sono software che analizzano il significato delle parole nel proprio contesto: motori di ricerca che non si limitano a cercare negli archivi specifiche sequenze di bit, ma che analizzano la sequenza di bit richiesta all’interno di una ontologia, ovvero di una rete di rapporti con altre parole “imparentate”. Questo è il concetto chiave; la spiegazione nei dettagli non è complicata ma è piuttosto lunga, per cui rimandiamo alla voce “Semantic Web” di Wikipedia, che risulta chiara ed esaustiva (è stata immessa nel 2003 e si è raffinata fino a oggi grazie ai controlli, alle discussioni e alle correzioni di oltre mille esperti, con una media di 1.500 visite al giorno da tutto il mondo anglosassone: esempio pregnante di auto-organizzazione dal basso di un ambiente reticolare complesso come il Web 2.0. Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Motori semantici
  • 21. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Vediamo un esempio di applicazione di Web semantico scelto da Massimo Conte fra i tanti disponibili: Relfinder Estrazione e visualizzazione interattiva della rete di relazioni tra oggetti in formato RDF presenti su DBPedia (database che riutilizza le informazioni semi-strutturate presenti su Wikipedia) Ricerca 1: Einstein e Godel Ricerca 2: Automobili tedesche Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0 Motori semantici
  • 22. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Esistono già molte applicazioni dei motori semantici. Anche se le “miniere” di informazioni su cui operano molto spesso sono ancora normali data set di settore. Diamo un esempio ormai “storico” di applicazione di motori semantici: si tratta del motore elaborato sei anni fa nella Indiana University, che permette di prevedere con una probabilità del 87% l’andamento generale della Borsa nelle 48/72 ore successive, grazie all’analisi in tempo reale del sentiment espresso da centinaia di milioni di utenti di Twitter: il software, che ha dato origine a diversi spin off di successo, categorizza semanticamente i tweet su sette livelli di fiducia-sfiducia. Vogliamo fare una riflessione sul significato di quel 87% (percentuale che assomiglia alla prevedibilità indicata spesso da Barabási) e della potenza dirompente del restante 13%, in cui si nascondono tra l’altro anche i “cigni neri” di Taleb? Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0. Motori semantici
  • 23. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Concludiamo dicendo che l’esplosione dei big data (conseguenza anche della diffusione dell’Internet delle cose - IoT) e l’emergere del Web semantico (Web 3.0) sono un ulteriore stimolo per lo sviluppo e l’affermazione (nel management, nel marketing, nella politica, nella finanza) di un approccio sistemico, complesso e reticolare, con metodi di calcolo e di elaborazione delle informazioni che fa leva su una nuova forma di pensiero: quella basata sul paradigma cognitivo complesso, circolare, che considera i tradizionali ragionamenti lineari basati sul principio di causa-effetto solo come un sottoinsieme di un più ampio e variegato ventaglio di nuove possibilità del pensare, del progettare e dell’agire. Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Verso il Web 3.0
  • 24. Valerio Eletti :: Reti e Contagio di Idee Complexity Science School di Aghielli, Spoleto, 22 Agosto 2016 Un’ultimissima considerazione: i concetti e gli strumenti legati alla teoria delle reti trovano moltissime applicazioni anche al di fuori dell’ambito dei social network e dei big data di cui abbiamo parlato oggi; li troviamo per esempio alla base dell’enorme area di ricerca che utilizza le reti neurali artificiali per costruire conoscenze e abilità artificiali; e quindi li troviamo alla base delle azioni di sviluppo dell’intelligenza artificiale o meglio del cosiddetto machine learning, che utilizza reti di relazioni tra dati storici per far evolvere software in grado di replicare azioni simili a quelle umane, come il riconoscimento di immagini. Ma questa è un’altra storia...  Parte terza: memi e tecnomemi, verso il Web 3.0 Suggestioni conclusive