Libraries 2.0 and RSS

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Utilizzi di RSS nella disseminazione delle informazioni bibliografiche.

Use cases for RSS feeds of bibliographic data. (In Italian)

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  • Creazione: si passa dalle pagine web create dai webmaster all'UCC (user-created content), dal sito web al blog e al wiki, dall'inserimento manuale di informazioni all'aggregazione di informazioni da altre fonti.
  • Fruizione: si passa dalla semplice visualizzazione dei contenuti sulla pagina web all'offerta di modi personalizzati di ri-utilizzare quei contenuti: email alerts, feeds da caricare nel proprio news reader o da ri-pubblicare sul proprio sito, fino a web services che permettono di effettuare in maniera remota operazioni avanzate sui contenuti e di ri-aggregarli in altri contesti.
  • E' cambiata la concezione dei sistemi informativi avanzati: il passaggio da sistemi informativi chiusi e altamente coordinati a sistemi informativi aperti basati su architetture distribuite (con fonti facilmente accessibili, addirittura “hackable”) in cui la necessità di coordinazione è minima grazie all'utilizzo di tecnologie, protocolli e formati standard.
  • Le tecnologie Web 2.0 offrono gli strumenti per rendere i contenuti accessibili da qualsiasi servizio “consumer” senza necessità di coordinazione: in questo modo qualsiasi produttore di contenuti è una potenziale fonte per altri servizi: i servizi che producono e che consumano informazioni diventano minimamente interdipendenti, “loosely coupled”: il passaggio da sistemi “tightly coupled” a sistemi “loosely coupled” è una delle trasformazioni chiave del Web 2.0 individuate da Tim O'Reilly nelle sue famose pagine che definiscono il Web 2.0.
  • Il flusso delle informazioni: da un flusso che era (o almeno era percepito come) un flusso diretto dalla fonte all'utente finale, che visualizzava l'informazione in una schermata, ad un flusso incontrollato multi-direzionale in cui i produttori sono spesso anche consumer e i consumer sono spesso servizi avanzati che rielaborano, aggregano e disgregano i contenuti e li rendono disponibili ad altri servizi consumer, in un ciclo potenzialmente infinito.
  • In questo nuovo contesto, l'informazione estratta da un database e visualizzata dall'utente finale in una schermata, senza l'offerta di ulteriori modi di ri-utilizzo e possibilmente di estrazione dinamica delle informazioni da quel sistema, ha un ciclo di vita breve e possibilità quasi nulle di disseminazione
  • In base a quanto detto sopra, per le biblioteche, adottare un approccio Web 2.0 significa andare oltre l'offerta di un'interfaccia web per navigare e fare ricerche nei propri cataloghi e iniziare ad usare tecnologie Web 2.0 per rendere le proprie informazioni bibliografiche accessibili ad altri servizi consumer e per, a propria volta, “consumare” e ri-utilizzare informazioni rese disponibili attraverso le stesse tecnologie da altre biblioteche o da altri servizi bibliografici. 
  • In base a quanto detto sopra, per le biblioteche, adottare un approccio Web 2.0 significa andare oltre l'offerta di un'interfaccia web per navigare e fare ricerche nei propri cataloghi e iniziare ad usare tecnologie Web 2.0 per rendere le proprie informazioni bibliografiche accessibili ad altri servizi consumer e per, a propria volta, “consumare” e ri-utilizzare informazioni rese disponibili attraverso le stesse tecnologie da altre biblioteche o da altri servizi bibliografici. 
  • A questo fine, sia l'architettura OAI1 che il meccanismo RSS sono esempi del tipico approccio Web 2.0: entrambi si basano su un'architettura distribuita, entrambi realizzano l'accessibilità in modo semplice tramite web services di tipo RESTful (il classico meccanismo richiesta / risposta http "stateless") ed entrambi si appoggiano su standard largamente adottati cosicché non sono necessari ulteriori accordi tra servizio produttore dei contenuti (fonte) e servizi che vogliano ri-utilizzare quei contenuti. Nota: Normalmente, il protocollo OAI-PMH non viene incluso tra le tipiche tecnologie Web 2.0, perché si parlava di OAI anche prima di iniziare a parlare di Web 2.0, ma è una tecnologia e un tipo di approccio Web 2.0 a pieno titolo, soprattutto se si considerano le potenzialità del self-archiving da parte degli autori.
  • Di solito, la soluzione proposta alle biblioteche per rendere accessibili i loro cataloghi è quella di diventare Open Archive providers, rendendo così i loro record bibliografici disponibili per l'harvesting da parte di altri servizi. L'architettura OAI, pur basandosi su un protocollo semplicissimo e su standard largamente adottati come il Dublin Core, è piuttosto complessa, e l'implementazione delle risposte ai “verb” richiede l'intervento di un programmatore esperto. Fortunatamente, diversi software di gestione delle biblioteche adesso forniscono un'interfaccia OAI-PMH che richiede solo una configurazione iniziale.
  • Un ostacolo alla condivisione dei cataloghi tra biblioteche o alla disseminazione delle informazioni bibliografiche può essere la difficoltà per alcune di queste a creare un'interfaccia OAI-PMH e soprattutto la difficoltà sia per le biblioteche che per eventuali altri servizi “consumer” a incorporare un OAI harvester nel proprio sito per poter accedere alle informazioni bibliografiche degli altri provider. Inoltre, di solito gli OAI harvester si limitano a raccogliere i record dai vari archivi e ad offrire un semplice motore di ricerca. Difficilmente si può configurare un OAI harvester per filtrare le ultime accessioni di n biblioteche su un certo soggetto... Esistono anche protocolli standard per la ricerca e l'estrazione di informazioni da servizi remoti (come SRU) ma per adesso il numero di servizi che li utilizza è ancora bassissimo.
  • Considerato che i potenziali servizi “consumer” delle informazioni prodotte da una biblioteca sono molti e di diverso tipo (dai siti delle facoltà universitarie ai siti dei Comuni fino ai servizi inter-bibliotecari), la possibilità di renderne il ri-utilizzo il più semplice possibile è importante.
  • Facilità di implementazione per i consumer: Con l'utilizzo di un CMS in grado di aggregare feed (la maggior parte): nessuna difficoltà Senza l'utilizzo di un CMS: esistono widget (poche righe di codice javascript) per incorporare feed in qualsiasi pagina web ed esistono servizi di aggregazione di feed che producono a loro volta feed aggregate che possono essere incorporate nelle pagine web Inoltre, molti CMS avanzati permettono di salvare i record aggregati e permettono il browsing e la ricerca dei record
  • Vantaggio rispetto a OAI-PMH: alta ri-usabilità: esistono i tool per leggere le feed e per incorporarle nei siti; la maggior parte dei tool per creare siti web o blog offre funzionalità sia per incorporare RSS feed sia per aggregarne gli item in modo avanzato (es. Drupal). I servizi “consumer” possono molto più facilmente incorporare un RSS reader o usare un plugin per un RSS aggregator che non leggere i record bibliografici tramite OAI-PMH
  • Si possono produrre feed di qualità usando tutti gli elementi previsti: la maggior parte dei lettori RSS è in grado di trattare quasi tutti gli elementi Il campo <category>, ad es., usando una classificazione o un soggettario comune, permette di gestire la semantica si può mappare la maggior parte dei campi fondamentali del Dublin Core agli elementi RSS
  • RSS è estendibile con altri namespaces: di solito si usa Dublin Core (che in RSS 1.0, che è RDF, è incluso di default), ma si può usare qualsiasi altro namespace. Naturalmente, i lettori RSS standard ignoreranno gli elementi aggiuntivi (anche se DC è spesso accettato), ma con alcuni tool, in maniera più o meno facile (??), si possono configurare i campi da leggere. Vista la caratteristica di estendibilità di RSS, si spera che i lettori e gli aggregatori RSS evolvano verso la consapevolezza dei namespace aggiuntivi o almeno verso la configurabilità degli elementi da leggere.
  • Libraries 2.0 and RSS

    1. 1. <ul><ul><li>RSS come alternativa semplice a OAI-PMH o come servizio aggiuntivo per condividere informazioni bibliografiche </li></ul></ul>Biblioteche e Web 2.0: RSS Web 2.0 and libraries Seminario di aggiornamento 6 marzo 2009 Università degli Studi Roma Tre, Roma CASPUR, CILEA, FAO of the UN e Università degli Studi di Roma Valeria Pesce FAO of the UN
    2. 2. Gestione dei contenuti e Web 2.0 <ul><li>Web 2.0 è soprattutto un nuovo approccio nel modo di creare e rendere fruibili i contenuti sul web. </li></ul>Authors Content managers Webmaster Users Producers Providers Consumers Webmaster Platform (blog, wiki) Users Platform (social network) “ Prosumers” Re-publishing Re-packaging Web 1.0 Web 2.0
    3. 3. Gestione dei contenuti e Web 2.0 <ul><li>Creazione: si passa dalle pagine web create dai webmaster all'UCC (user-created content), dal sito web al blog e al wiki, dall'inserimento manuale di informazioni all'aggregazione di informazioni da altre fonti . </li></ul>Web 1.0 Web 2.0
    4. 4. Gestione dei contenuti e Web 2.0 <ul><li>Fruizione: dalla semplice visualizzazione dei contenuti sulla pagina web all' offerta di modi personalizzati di ri-utilizzare i contenuti : email alerts, feeds, fino a web services che permettono di ri-aggregare i contenuti in altri contesti. </li></ul>Calendar News reader Blog Sito web Servizio avanzato Web 1.0 Web 2.0
    5. 5. Sistemi informativi e Web 2.0 <ul><li>Quali sono le conseguenze di questo nuovo approccio nella teoria e pratica dei sistemi informativi? </li></ul>
    6. 6. Sistemi informativi e Web 2.0 <ul><li>Da sistemi informativi chiusi e altamente coordinati a sistemi informativi aperti basati su architetture distribuite (con fonti facilmente accessibili, addirittura “hackable”) in cui la necessità di coordinazione è minima grazie all'utilizzo di tecnologie, protocolli e formati standard. </li></ul>“ Think syndication, not coordination” “ Design for &quot;hackability&quot; and remixability” Tim O'Reilly http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html?page=4
    7. 7. Sistemi informativi e Web 2.0 <ul><li>Qualsiasi produttore di contenuti è una potenziale fonte per altri servizi: i servizi che producono e che consumano informazioni diventano minimamente interdipendenti, “loosely coupled” . Se un servizio offre feed RSS o export XML in un formato documentato, non ho bisogno di coordinarmi con chi offre il servizio per ri-utilizzarne i dati. </li></ul>“ Support lightweight programming models that allow for loosely coupled systems” Tim O'Reilly http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html?page=4
    8. 8. Sistemi informativi e Web 2.0 <ul><li>Da un flusso diretto dalla fonte all'utente finale che visualizza l'informazione su una schermata </li></ul><ul><li>ad un flusso incontrollato multi-direzionale in cui i produttori sono spesso anche consumer e i consumer sono spesso servizi avanzati che rielaborano, aggregano e disgregano i contenuti e li rendono disponibili ad altri servizi consumer, in un ciclo potenzialmente infinito . </li></ul>
    9. 9. Sistemi informativi e Web 2.0 <ul><li>L'informazione estratta da un database e visualizzata dall'utente finale in una schermata, senza l'offerta di ulteriori modi di ri-utilizzo e possibilmente di estrazione dinamica delle informazioni da quel sistema, ha un ciclo di vita breve e possibilità quasi nulle di disseminazione. Quell'informazione non è veramente accessibile . </li></ul>
    10. 10. Biblioteche e Web 2.0 <ul><li>Alle biblioteche, l'approccio Web 2.0 offre l'opportunità di: </li></ul><ul><li>1) andare oltre l'offerta di un'interfaccia web per navigare e fare ricerche nei propri cataloghi e iniziare ad usare tecnologie Web 2.0 per rendere le proprie informazioni bibliografiche accessibili ad altri servizi consumer   </li></ul>
    11. 11. Biblioteche e Web 2.0 <ul><li>Alle biblioteche, l'approccio Web 2.0 offre l'opportunità di: </li></ul><ul><li>2) a propria volta, “consumare” e ri-utilizzare informazioni rese disponibili attraverso le stesse tecnologie da altre biblioteche o da altri servizi bibliografici. </li></ul>
    12. 12. Biblioteche e Web 2.0: accessibilità <ul><li>A questo fine, le biblioteche possono implementare sia l'architettura OAI che il meccanismo RSS </li></ul><ul><li>Entrambi sono esempi dell'approccio Web 2.0: </li></ul><ul><ul><li>architettura distribuita </li></ul></ul><ul><ul><li>massima accessibilità e “hackabilità” tramite web services di tipo RESTful (il classico meccanismo richiesta / risposta http &quot;stateless&quot;) e formati di output standard </li></ul></ul>
    13. 13. Biblioteche e Web 2.0: accessibilità <ul><li>Open Archive Protocol for Metadata Harvesting </li></ul><ul><ul><li>L'architettura OAI-PMH, pur basandosi su un protocollo semplicissimo e su standard largamente adottati come il Dublin Core, è piuttosto complessa. Fortunatamente, diversi software di gestione delle biblioteche adesso forniscono un'interfaccia OAI-PMH che richiede solo una configurazione iniziale. </li></ul></ul>
    14. 14. Biblioteche e Web 2.0: accessibilità <ul><li>OAI-PMH è troppo complesso per i servizi consumer Difficoltà per i potenziali servizi “consumer” a incorporare un OAI harvester nel proprio sito per poter dare accesso alle informazioni bibliografiche degli altri provider </li></ul>
    15. 15. Biblioteche e Web 2.0: accessibilità <ul><li>Considerato che i potenziali servizi “consumer” delle informazioni prodotte da una biblioteca sono molti, la possibilità di rendere il ri-utilizzo delle informazioni il più semplice possibile è importante. </li></ul>Alcuni potenziali servizi consumer: - Pagine delle amministrazioni comunali : ultime accessioni delle biblioteche comunali - Siti delle Facoltà universitarie : aggregazione di record bibliografici sulle materie universitarie - Siti tematici : pubblicazioni disponibili sul tema e reperibilità nelle biblioteche
    16. 16. Biblioteche e Web 2.0: RSS <ul><li>A questo fine, un'altra possibile e più semplice soluzione può essere quella di rendere i propri record bibliografici disponibili attraverso feed RSS . </li></ul>Catalogo: risultati ricerca Il Comune - Biblioteche Ultime accessioni delle biblioteche comunali su: storia dell'arte - Monografia 1 biblioteca:... - Monografia 2 biblioteca:... - Monografia 3 biblioteca:... Catalogo: risultati ricerca - Monografia 4 biblioteca:... Biblioteca 1 Biblioteca 2 Consumer
    17. 17. RSS <ul><li>Definizione da Wikipedia in italiano: “RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication ) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l'estensibilità e la flessibilità.” “visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse.” </li></ul>
    18. 18. RSS <ul><li>Esempio di record RSS con dati bibliografici </li></ul>... <item> <title> Web 2.0 Principles and Best Practices. An O'Reilly Radar Report </title> <author> John Musser </author> <author> Tim O'Reilly </author> <description> What does Web 2.0 mean to your company and products? What are the risks and opportunities? What are the proven strategies for successfully capitalizing on these changes? </description> <pubDate> Sun, 01 November 2006 00:00:00 GMT </pubDate> <guid> ISBN:0-596-52769-1 </guid> <link> http://radar.oreilly.com/research/web2-report.html </link> <category> technology </category> <category> web development </category> </item> ...
    19. 19. RSS <ul><li>RSS reader / RSS aggregator Un aggregatore è un software in grado di accedere ai file delle feed RSS (è sufficiente che l'utente indichi al programma le URL delle feed), effettuarne il parsing (ovvero l'estrazione delle informazioni dai vari elementi XML), aggregarne i vari item e visualizzarli in base alle preferenze dell'utente. </li></ul>
    20. 20. RSS <ul><li>Aggregatori RSS online </li></ul><ul><ul><li>Google Reader ( http://www.google.com/reader/ ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Yahoo Pipes ( http://pipes.yahoo.com/pipes/ ) </li></ul></ul>Google Reader : notizie aggregate da diverse fonti su “Informatica”
    21. 21. RSS <ul><li>Esempio di feed incorporata in pagina web tramite javascript </li></ul>Codice javascript fornito da WidgetBox http://www.widgetbox.com/make_blidget.jsp
    22. 22. RSS feeds dei record bibliografici <ul><li>alternativa più semplice di OAI-PMH per permettere l'harvesting incrementale dei propri record </li></ul><ul><li>servizio aggiuntivo per rendere più facile la condivisione e la disseminazione dell'informazione. </li></ul>
    23. 23. RSS dei record bibliografici: utilizzi <ul><li>Esempio di utilizzo: harvesting incrementale di diversi archivi (modello OAI-PMH) </li></ul>Feed del catalogo 1 <guid> identificatore unico <pubDate> data di pubblicazione Feed del catalogo 2 <guid> identificatore unico <pubDate> data di pubblicazione Harvester - Ad intervalli regolari, harvesting incrementale degli item con <pubDate> posteriore a quella dell'ultimo harvesting oppure con <guid> ancora non presente in archivio
    24. 24. RSS dei record bibliografici: utilizzi <ul><li>Esempio di utilizzo: aggiornamento ultime accessioni di diverse biblioteche </li></ul>Catalogue search results Il Comune - Cultura Ultime accessioni delle biblioteche comunali su: storia dell'arte - Monografia 1 biblioteca:... - Monografia 2 biblioteca:... - Monografia 3 biblioteca:... Catalogue search results - Monografia 4 biblioteca:...
    25. 25. RSS: implementazione provider <ul><li>Facilità di implementazione per i provider: </li></ul><ul><ul><li>Con l'utilizzo di un ILS che prevede l'esposizione dei record come RSS feeds: nessuna difficoltà </li></ul></ul><ul><ul><li>Senza l'utilizzo di un ILS che prevede RSS: l'esposizione dei record come RSS feed richiede solo un output XML dei record, molto più semplice per qualsiasi programmatore che non l'implementazione dei verbi OAI-PMH </li></ul></ul>
    26. 26. Creare RSS feeds dal proprio catalogo <ul><li>Diversi Integrated Library Systems (ILS) già lo fanno </li></ul><ul><ul><li>Dspace http://www.dspace.org </li></ul></ul><ul><ul><li>Millennium ILS http://www.iii.com/products/millennium_ils.shtml </li></ul></ul><ul><ul><li>Primo by ExLibris (Aleph) http://www.exlibrisgroup.com/category/PrimoOverview </li></ul></ul><ul><li>Altri tools e piattaforme </li></ul><ul><ul><li>Urchin http://urchin.sourceforge.net/ </li></ul></ul>
    27. 27. RSS: implementazione consumer <ul><li>Facilità di implementazione per i consumer: </li></ul><ul><ul><li>Con l'utilizzo di un Content Management System (CMS) o di una piattaforma blog in grado di aggregare feed (la maggior parte): nessuna difficoltà </li></ul></ul><ul><ul><li>Senza l'utilizzo di un CMS o piattaforma blog : esistono widget (poche righe di codice javascript) per incorporare feed in qualsiasi pagina web ed esistono servizi di aggregazione di feed che producono a loro volta feed aggregate che possono essere incorporate nelle pagine web </li></ul></ul>
    28. 28. Incorporare feeds nel proprio sito <ul><li>Widgets </li></ul><ul><ul><li>WidgetBox ( http://www.widgetbox.com/make_blidget.jsp ) </li></ul></ul><ul><ul><li>SpringWidgets ( http://www.springwidgets.com/widgets/view/23 ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Feedroll ( http://www.feedroll.com/rssviewer/ ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Feed2JS ( http://feed2js.org/ ) </li></ul></ul><ul><li>Piattaforme / CMS </li></ul><ul><ul><li>Piattaforme blog: Google, Wordpress ecc. </li></ul></ul><ul><ul><li>CMS: (quasi) tutti </li></ul></ul>
    29. 29. RSS dei record bibliografici: vantaggi <ul><li>Vantaggio rispetto a OAI-PMH: alta ri-usabilità : esistono i tool per leggere le feed e per incorporarle nei siti; la maggior parte dei tool per creare siti web o blog offre funzionalità sia per incorporare RSS feed sia per aggregarne gli item in modo avanzato (es. Drupal). I servizi “consumer” possono molto più facilmente incorporare un RSS reader o usare un plugin per un RSS aggregator che non leggere i record bibliografici tramite OAI-PMH </li></ul>
    30. 30. RSS dei record bibliografici: svantaggi <ul><li>Svantaggio: metadata set molto povero, quasi tutto opzionale. <item> <title>Title</title> <description>Description</description> </item> </li></ul><ul><li>MA... </li></ul>
    31. 31. RSS di record bibliografici: qualità <ul><li>Si possono produrre feed di qualità usando tutti gli elementi previsti : la maggior parte dei lettori RSS è in grado di trattare quasi tutti gli elementi </li></ul><ul><li>Il campo <category>, ad es., usando una classificazione o un soggettario comune, permette di gestire la semantica </li></ul><ul><li>Si può mappare la maggior parte dei campi fondamentali del Dublin Core agli elementi RSS </li></ul>
    32. 32. RSS: estendibilità <ul><li>RSS è estendibile con altri namespace , ad es. Dublin Core Naturalmente, i lettori RSS standard ignoreranno gli elementi aggiuntivi (anche se DC è spesso accettato). Vista la caratteristica di estendibilità di RSS, si auspica che i lettori e gli aggregatori RSS evolvano verso la consapevolezza dei namespace aggiuntivi o almeno verso la configurabilità degli elementi da leggere. </li></ul>
    33. 33. RSS: estendibilità <ul><li>Esempio di feed RSS estesa con Dublin Core </li></ul><rss version=&quot;2.0&quot; xmlns:dc=&quot;http://purl.org/dc/elements/1.1/&quot; > <channel> <title>O'Reilly publications</title> <link>http://www.oreilly.com/</link> <item> <title>Web 2.0 Principles and Best Practices.</title> <link>http://www.marchal.com/en/</link> <dc:creator> Marchal </dc:creator> <dc:date> 2006/11/01 </dc:date> <dc:identifier > ISBN:0-596-52769-1 </ dc:identifier> <dc:rights> Copyright 2006 O'Reilly </dc:rights> </item> </channel> </rss>
    34. 34. RSS feeds dinamiche <ul><li>Ogni feed ha una URL: prevedendo una query di parametri da aggiungere alla URL, si possono applicare filtri e produrre feed dinamiche che rispondono alla query </li></ul><ul><li>I servizi consumer possono incorporare solo le feed che rispondono alle loro esigenze (ad es. solo le ultime accessioni su un certo soggetto, o di un certo autore, o in una certa lingua) </li></ul>
    35. 35. Esempio di servizio: AgriFeeds <ul><li>www.agrifeeds.org Aggregatore di notizie ed eventi nel settore dell'agricoltura Esempio estendibile all'aggregazione di record bibliografici </li></ul><ul><li>Harvesting di feed da diverse fonti </li></ul><ul><li>Salvataggio e indicizzazione di tutti i record </li></ul><ul><li>Ri-aggregazione dei record secondo diversi indici (categoria, keyword, data, fonte ecc.) </li></ul><ul><li>Esposizione di feed aggregate filtrate dinamicamente (URL parametriche) </li></ul>
    36. 36. Bibliografia essenziale <ul><li>RSS 2.0 specification http://cyber.law.harvard.edu/rss/rss.html </li></ul><ul><li>Tim O'Reilly, “What is Web 2.0” http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html </li></ul><ul><li>Gerry McKiernan, “Rich Site Services: Web Feeds for Enhanced Information and Library Services” http://www.llrx.com/features/richsite.htm </li></ul><ul><li>AgriFeeds project on Google Code http://code.google.com/p/agrifeeds/wiki/AgriFeeds </li></ul>
    37. 37. Biblioteche e Web 2.0: RSS <ul><li>Valeria Pesce [email_address] Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO of the UN) </li></ul>Grazie dell'attenzione

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