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Lab competenze in lingua staniera e CLIL

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Intervento DS B. Maffezzini - Laboratori formativi neoassunti - USR per la Liguria - a.s. 2016 - 2017

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Lab competenze in lingua staniera e CLIL

  1. 1. 1 Formazione Docenti neo-assunti Competenze in lingua straniera CLIL Content and Language Integrated Learning Febbraio, marzo 2017 , ore 15.00 -18.00 Benedetto Maffezzini – Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria
  2. 2. CLIL Il termine CLIL, introdotto da David Marsh e Anne Maljers nel 1994, è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning, apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera veicolare. La Legge di Riordino della Scuola Secondaria di secondo grado avviata nel 2010 ha introdotto l’insegnamento in lingua veicolare anche negli ordinamenti scolastici italiani. Nell’ambito della sua attuazione, l’Indire ha rivestito un ruolo cruciale nel Piano di formazione per i docenti DNL (discipline non linguistiche) promosso dalla Direzione Generale per il personale scolastico del MIUR. 2
  3. 3. CLIL La metodologia CLIL è stata promossa dall’ Unione Europea che, con la risoluzione del Consiglio del Marzo 1995, ha chiesto agli Stati membri di riformare i propri sistemi di istruzione, introducendo metodi innovativi per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in una lingua straniera di una disciplina non linguistica, al fine di promuovere la diffusione delle lingue all’interno della Commissione La necessità del miglioramento delle competenze di base in generale, e l’attenzione che l’Europa ha dimostrato per una “strategia del multilinguismo” in particolare, è stata sensibilmente recepita anche in Italia, dove le competenze in una lingua straniera costituiscono da sempre un tallone d’Achille. Come riporta uno studio Eurostat (2011) la tendenza italiana per la popolazione lavoratrice (24-65 anni) registra infatti la conoscenza di una sola lingua straniera a livello di competenza base (Eurostat Statistics Explained) 3
  4. 4. CLIL L’Italia ha adottato ufficialmente la metodologia CLIL attraverso il riordino degli ordinamenti della scuola secondaria di secondo grado DD.PP.RR. 88/2010 e 89/2010 (regolamento degli istituti tecnici e regolamento dei licei) nei quali il Ministero ha previsto l’introduzione di tale insegnamento: nell’ultimo anno dei Licei: l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica è “compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche…”; negli ultimi tre anni dei Licei Linguistici: è impartito “dal primo anno del secondo biennio l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica; dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una ulteriore lingua straniera, di una seconda disciplina non linguistica”; nell’ultimo anno degli Istituti Tecnici: dove si prevede l’insegnamento in lingua Inglese “di una disciplina non linguistica, compresa nell’area di indirizzo del quinto anno, da attivare in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente” 4
  5. 5. CLIL A partire dall’a.s. 2012/2013 le attività di formazione avviate dal MIUR si sono articolate in due ambiti: la formazione sulle competenze linguistico-comunicative nella lingua veicolare destinata ai docenti con un livello certificato di almeno B1 per il raggiungimento della competenza C1 del QCER; la formazione sulle competenze metodologico-didattiche CLIL destinata, in via prioritaria, ai docenti già in possesso di competenze linguistiche certificate di almeno livello C1 e, in seconda istanza, anche a docenti con competenza B2, purché impegnati contemporaneamente in un corso di lingua per il raggiungimento della competenza richiesta per l’accesso La Direzione del personale scolastico Ufficio VI ha assegnato all’Indire l’incarico di coordinare le attività dei Corsi CLIL. La selezione dei docenti da avviare alla formazione è stata affidata agli Uffici Scolastici Regionali che hanno svolto anche il ruolo di intermediari tra i docenti in formazione e la struttura erogatrice del corso. 5
  6. 6. CLIL 2012-2013: i Corsi hanno coperto tutte le materie disciplinari previste dal DD 6/2012: Filosofia, Storia, Storia dell'arte, Fisica, Matematica, Scienze naturali, Scienze motorie e sportive e, in questa prima fase, vi sono stati anche docenti di altre discipline, soprattutto relative agli istituti tecnici. Le lingue dei Corsi, sono state principalmente Inglese e Francese, poiché non è stato possibile attivare corsi di spagnolo e tedesco per insufficienza del numero di docenti. I corsi di perfezionamento hanno coinvolto 1.018 docenti di cui 877 hanno concluso la formazione. Il drop out di circa il 14% è stato registrato tendenzialmente nelle prime lezioni ed è da imputare per lo più all’ingente impegno richiesto dalle attività di formazione e alla distanza territoriale dalla sede di svolgimento dei corsi. 6
  7. 7. CLIL Al termine del percorso formativo i corsisti hanno sostenuto un esame conclusivo, a seguito del quale le Università hanno rilasciato due diverse tipologie di attestazioni: per i docenti già in possesso di una certificazione linguistica C1 rilasciata da un ente accreditato dal MIUR un Certificato finale con il riconoscimento dei 20 CFU; per i docenti ancora non in possesso di una certificazione linguistica C1 un Certificato di Frequentazione del corso. I docenti che hanno ricevuto il certificato di frequenza dovranno conseguire il livello di competenza C1, in autonomia o attraverso esami di attestazione organizzati dal MIUR, per completare il percorso di formazione CLIL. Tuttavia, negli ultimi anni abbic’è stata una parziale rivisitazione del profilo del docente CLIL così come delineato dal DM del 30 settembre 2011 e dal DD n. 6 del 6 aprile 2012. Il Ministero, infatti, pur mantenendo come obiettivo finale quanto previsto dal Decreto 6, ha riconosciuto una fase di transizione, che ammette alla didattica anche docenti in possesso di una competenza linguistica B2 e prevede percorsi ridotti per docenti impegnati in percorsi di formazione per acquisire il livello B2, al fine di soddisfare in tempi più brevi il fabbisogno formativo. 7
  8. 8. CLIL I corsi 2013, 2014 e 2015 e hanno riguardato le lingue Inglese e Francese. In alcuni casi, per la lingua Francese, non essendo sufficiente il numero dei corsisti per comporre una classe, l’Università ha inserito i docenti nei corsi già organizzati presso il proprio Centro di Ateneo Linguistico. I corsi linguistici hanno visto la partecipazione di 1.004 docenti di cui 822 hanno concluso la formazione. Il drop out di circa il 17% è stato registrato nelle prime lezioni, dovuto per lo più all’impegno richiesto in termini di monte ore di lezioni e di attività da svolgere in autonomia. In molti casi i docenti in possesso di un livello di competenza linguistica B2 erano contemporaneamente inseriti nei corsi di metodologia, pertanto il carico di lavoro risultava doppiamente oneroso. I corsi sono stati articolati, come da indicazioni MIUR, in 90h in presenza e 40h online. Le piattaforme utilizzate sono state molteplici: Blackboard, Moodle, OLAT, Opclà Oxfordlearn, Pearson Education, piattaforme e- learning dell’Università. In alcuni casi, per la parte di formazione online si sono realizzate sinergie tra più Università, come ad esempio l’Università degli Studi di Genova e l’Università degli Studi di Torino che hanno condiviso la piattaforma online favorendo anche lo scambio e la condivisione tra i docenti dei 8
  9. 9. CLIL L’ INDIRE promuove e accompagna l’introduzione dell’insegnamento in modalità CLILin Italia attraverso una serie di azioni e iniziative, tra cui: le indagini condotte nell’ambito della Rete Eurydice sulle tematiche riguardanti le lingue straniere e la metodologia CLIL; il repository delle esperienze delle scuole rappresentato dal sistema “GOLD ”, che ha permesso di raccogliere e condividere le buone pratiche in ambito CLIL; il programma “eTwinning ”, che rende possibili scambi e gemellaggi virtuali tra scuole di paesi diversi, che si confrontano e collaborano su varie tematiche, tra cui il CLIL 9
  10. 10. CLIL Con il Decreto n. 864 del 5 agosto 2015 il Ministero ha aperto la possibilità anche ad altri enti/soggetti di erogare corsi linguistici ai docenti, così da diffondere in modo più capillare sul territorio le offerte formative, rispondendo alle esigenze dei docenti. Con il medesimo Decreto il MIUR ha offerto anche la possibilità di frequentare “moduli brevi” (di massimo 6 mesi) per portare a compimento la formazione di tutti i docenti con livello di competenza linguistica intermedio (B1.1, B2.1). Ciò nonostante il livello di competenza linguistica C1, che rimane pur sempre l’obiettivo finale anche all’interno del nuovo orizzonte normativo ministeriale, è la competenza linguistica suggerita dagli esperti delle Università, quale livello ottimale per garantire un’effettiva ed efficace autonomia del docente CLIL. Ad oggi restano ancora alcune questioni aperte in merito alla metodologia CLIL e vi sono ancora punti incerti, tra cui il più urgente è sicuramente il problema delle certificazioni, ovvero a chi spetterà il rilascio delle certificazioni linguistiche finali.
  11. 11. CLIL L’Indire ha dato la possibilità di concludere il percorso formativo con un soggiorno all’estero, prevedendo l’assegnazione di un punteggio specifico per la partecipazione alla procedura di selezione per borse di studio Comenius a coloro che avevano partecipato alla formazione CLIL. In tre anni, tra il 2011 e il 2013, grazie al riconoscimento di tale priorità, sono state assegnate più di 900 borse di studio Comenius a docenti impegnanti in percorsi di formazione CLIL. Sul fronte internazionale un ruolo significativo è stato svolto negli anni dalla piattaforma eTwinning che costituisce un prezioso strumento anche per progetti che, pur non riguardando specificatamente la metodologia CLIL, promuovono le 4 C che la caratterizzano: Content (contenuto della materia disciplinare, quindi del progetto che si intende svolgere), Cognition (Capacità cognitiva riflessione nella lingua straniera, “pensare” nell’altra lingua), Communication (comunicazione sotto forma di produzione scritta e orale, con gli scambi tra i partner di progetto) e Culture (consapevolezza interculturale). 11
  12. 12. CLIL I profilo del docente CLIL è caratterizzato dal possesso di competenze linguistico- comunicative nella lingua straniera veicolare di livello C1 e da competenze metodologico-didattiche acquisite al termine di un corso di perfezionamento universitario del valore di 60 CFU per i docenti in formazione iniziale e di 20 CFU per i docenti in servizio. Questa metodologia si sta diffondendo in Europa, come testimoniano il Rapporto Eurydice Keydata on Languages at school in Europe(2012) e la Raccomandazione della Commissione Europea Rethinking Education(2012), nei quali la competenza linguistica in lingua straniera è definita una dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei e la metodologia CLIL è rappresentata come il motore del rinnovamento e del miglioramento dei curricoli scolastici. L’Indire è il rappresentante italiano di EUN – European Schoolnet , il Consorzio costituito dalla rete di 31 Ministeri europei dell’Istruzione, che promuove una serie di iniziative e progetti su una vasta gamma di tematiche sullo sfondo dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, tra cui anche l’insegnamento di contenuti disciplinari in lingua straniera, soprattutto delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Maths) con l’impiego delle tecnologie multimediali e multimodali. 12
  13. 13. CLIL Il CLIL fa parte delle priorità del Piano per la formazione dei docenti 2016- 2019 (capitolo 4, in particolare 4.4.) già prevista dalla L.107/2016 per “valorizzare e potenziare le competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea anche mediante la metodologia del Content Language Intergrated Learning” (art,1, c,7, lettera a). Il nuovo piano di formazione intende quindi innalzare il livello delle competenze linguistico-comunicative degli allievi con particolare attenzione alla metodologia CLIL. Questo importante articolo, introducendo una scala di priorità fra le lingue (lingua madre, lingua veicolare e le altre lingue dell’Unione europea), richiama l’idea che “la scuola porta con sé – nel proprio DNA – un’anima profondamente multiculturale perché sancisce l’obbligo dell’umano di rivolgersi al mondo, di staccarsi dal clan di appartenenza nella contaminazione e dell’incontro con l’Altro” (Recalcati, 2014).
  14. 14. CLIL Il piano non si rivolge a una certa categoria di docenti, ma intende “sviluppare la competenza plurilingue e interculturatutto il personale della scuola”, le di coerentemente con le premesse del Piano che vedono l’impossibilità “di separare la formazione per i docenti da quella per i dirigenti scolastici e per il resto del personale scolastico”. La marcatura e il legame delle competenze plurilingue con l’aspetto culturale è in linea con la letteratura sia internazionale (Coyle, Hood, Marsh) sia nazionale (Coonan, Favilli, Langé) che sostengono il forte legame tra lingua e cultura; una delle 4 C del CLIL (Content, Cognition, Communication, Culture).
  15. 15. CLIL https://europass.cedefop.europa.eu/sites/default/file s/cefr-it.pdf http://www.indire.it/progetto/clil-content-and- language-integrated-learning/ https://www.etwinning.net/it/pub/index.htm http://etwinning.indire.it/ 15
  16. 16. 16 GRAZIE PER L’ ATTENZIONE! Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria www.istruzioneliguria.it Benedetto Maffezzini benedetto.maffezzini@istruzione.it Tel. 010 - 8331322

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