E condominio Pratiche sostenibili nelle micro comunità

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E condominio Pratiche sostenibili nelle micro comunità

  1. 1. E-condominio pianificazione e gestione partecipativa per edifici e micro-comunità sostenibili in provincia di Bologna
  2. 2. Partiamo da lontano Che cos’è la sostenibilità? Da 20 anni a questa parte si sono spese molte parole per trovare una definizione condivisa, ve ne sono più di 60. A me piace questa: La sostenibilità si ha se aumenta l'informazione e l'organizzazione. Enzo Tiezzi – fondatore del gruppo Ecodinamica dell'Università di Siena. Riferendosi, invece, ai principi ispiratori di Aalborg, la sostenibilità è definibile come: - uguaglianza ed inclusione sociale - gestione amministrativa a livello locale basata sulla partecipazione - soddisfazione dei bisogni locali a livello locale, dalla produzione al consumo e smaltimento; soddisfazione il più possibile sostenibile dei bisogni che non possono essere soddisfatti a livello locale - economia locale che minacci in misura minimale risorse naturali e ambiente - protezione ambientale: minimizzazione dell'uso delle risorse naturali e del territorio, della generazione di rifiuti, dell’emissione di sostanze inquinanti; conservazione della biodiversità - protezione, conservazione e recupero di valori storici, culturali ed architettonici.
  3. 3. Certamente è più complicato misurarla, passaggio indispensabile per poterne cogliere l’evoluzione nel tempo: in parole povere, per capire dove si sta andando. Si ricorre quindi a indicatori, raggruppati secondo le chiavi di lettura ambientale, sociale, economica, culturale e istituzionale Per indicatore di sostenibilità ambientale si intende un metodo di valutazione qualitativa o quantitativa dell'andamento economico, sociale o ambientale di un sistema. Grazie a essi è possibile individuare eventuali problemi e le soluzioni che a questi si possono contrapporre. Grazie agli indicatori è possibile studiare anche i possibili scenari futuri attraverso uno studio mirato a favorire la sostenibilità delle risorse di un sistema e quindi a migliorare il sistema stesso.
  4. 4. Focus sulle città (perchè) Le città della nostra epoca sono i luoghi dove maggiore è l’impronta ecologica (indicatore di sostenibilità) degli abitanti che vi risiedono: entrano energia e materia, escono calore, rifiuti, inquinamento. Nelle città si concentra oltre il 50% della popolazione mondiale. Nelle città si diffonde sempre più la pedagogia alimentare ed ambientale per spiegare che il formaggio si fa con il latte, e il latte viene dalle mucche, che sono mammiferi che pascolano nei prati e si nutrono di erba, che è verde e cresce nel terreno grazie all’humus e al sole...
  5. 5. Parlando di sostenibilità bisogna ragionare tenendo sempre presenti le variabili spazio e tempo: Spazio Effetto farfalla e teoria del caos (Chernobyl, Fukushima, ecc.) dovuto al fatto che il mondo è un enorme ecosistema intimamente interconnesso Dumping ambientale e sociale (acquisto di terreni nei PVS a prezzi stracciati, senza controlli, senza obblighi di ripristino, bassi salari e assenza di diritti dei lavoratori) Impatti indiretti (impronta idrica: per produrre 1 Kg di caffè occorrono 21.000 litri d’acqua- per 1 kilo di carne di manzo ne occorrono 16.000 di litri d’acqua) Tempo Preservare il mondo che abbiamo ricevuto per le generazioni che verranno
  6. 6. Crescita della popolazione mondialeCrescita della popolazione mondiale 19501950 –– 20502050 Negli ultimi quaranta anni dello scorso secolo la popolazione mondiale è raddoppiata: da 3 miliardi del 1959 ai 6 miliardi del 2000. Nell’ultimo decennio si è aggiunto 1 miliardo di persone; La crescita è prevista continuare, sebbene ad un ritmo inferiore. Al 2050, la popolazione avrà sorpassato i 9 miliardi. Il fabbisogno energetico e la crescita demografica
  7. 7. ricchezza mondialericchezza mondiale 19801980 –– 20102010 GDP growth (1980 = 100) 100 150 200 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Source: WEC (World Energy Council) Italy elaboration on World Bank data GDP 2008 ($ 2000) $ 40,200 billion
  8. 8. Domanda mondiale di energia al 2035Domanda mondiale di energia al 2035
  9. 9. Le produzioni si spostano verso risorse energetiche piLe produzioni si spostano verso risorse energetiche piùù costosecostose
  10. 10. Fonte: UN-Habitat
  11. 11. Focus sulla provincia di Bologna utilizzo di indicatori per avere un quadro del trend della sostenibilità (fonte Rapporto Sostenibilità provincia di Bologna 2007 – Arpa Emilia-Romagna) Qualità dell’aria
  12. 12. Prelievi idrici Prelievi di acque superficiali per settore Prelievi di acque sotterranee per settore In Italia i consumi pro capite di acqua sono superiori alla media Ue con 152 metri cubi prelevati per abitante, supera così la Spagna (127 m3), il Regno Unito (113 m3) e la Germania (62 m3) Ogni italiano consuma 200 litri di acqua al giorno Nella provincia di Bologna la media è di circa 149 litri al giorno. A consumare circa 169 litri di acqua al giorno a testa per uso domestico sono i palermitani, mentre a Firenze i consumi scendono a 155 litri e a Bari 154 litri, le città più virtuose in Europa sono Madrid con 140 litri, mentre è Heidelberg (Germania) a registrare la quantitá inferiore di uso di acqua nelle case: 103 litri al giorno per ogni cittadino.
  13. 13. Uso sostenibile del territorio Quote annue di nuova edificazione Complessivamente tra il 2003 ed il 2006 sono stati stabilmente occupati 1.092 nuovi ettari di suolo ogni anno. I comuni che hanno inciso maggiormente sono stati Bologna (168 ettari/anno), San Giovanni in Persiceto (58 ettari/anno) e Vergato (54 ettari/anno). l’Emilia Romagna ha registrato una perdita di SAU (Superficie Agricola Utile) di quasi 50.000 ettari negli ultimi 10 anni (dati ISTAT) su una superficie totale regionale di circa 2245100 ha Percentuale di territorio insediato
  14. 14. Mobilità locale Ripartizione modale degli spostamenti Ripartizione modale esclusi gli spostamenti interni al comune di Bologna Andamento del tasso di motorizzazione nella provincia di Bologna L’Italia è il paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di motorizzazione. (studio condotto dall’Osservatorio Autopomotec: nel 2008 le automobili private in circolazione nel nostro Paese erano circa 35 milioni (60 auto ogni 100 abitanti).
  15. 15. Contributo locale al cambiamento climatico globale Andamento delle emissioni di gas serra (in migliaia di tonnellate di CO2) Con 550 milioni di tonnellate di Co2, l’Italia è il terzo paese europeo per emissioni (era quinto nel 1990 e quarto nel 2000). Rispetto al 1990, anno di riferimento per l’obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 del Protocollo di Kyoto, la crescita delle emissioni lorde italiane è stata del 7,1%, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+24%), della produzione di energia elettrica (+14%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+5%). Tutto ciò, mentre a livello europeo si registra una riduzione del 4,3% (Eu a 15) delle emissioni rispetto al 1990, con Germania, Regno Unito e Francia che hanno già superato gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, seguiti dall’Olanda che li sta raggiungendo. 226,4TOTALE: 0,6PRODUZIONE CERAMICA 2,9PRODUZIONE VETRO 5,0PRODUZIONE CARTA 13,9PRODUZIONE ACCIAIO 26,0RAFFINAZIONE 31,4PRODUZIONE CEMENTO 146,6TERMOELETTRICO Diamo i numeri (in milioni di tonnellate):
  16. 16. Distribuzione dei diversi contributi all'Impronta Ecologica (%) Impronta Ecologica 2004 (ettari globali pro-capite) L'impronta ecologica è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto la capacità della Terra di rigenerarle. L'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti prodotti. Utilizzando l'impronta ecologica, è possibile stimare quanti "pianeta Terra" servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita. Confrontando l'impronta di un individuo (o regione, o stato) con la quantità di terra disponibile pro- capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno. Ripartizione percentuale delle impronte delle diverse categorie per la provincia di Bologna
  17. 17. 01,78Mondo 0,980,8India 0,980,8Etiopia -2,424,2Egitto 0,181,6Cina -0,522,3Argentina -3,625,4Spagna -2,424,2Italia -3,825,6Francia -5,827,6Canada -4,326,1Svezia -4,826,6Australia -7,829,6 Stati Uniti -3,124,9Austria Impronta ecologica rispetto alla terraImpronta ecologica
  18. 18. Andamento dei consumi energetici per settore (Migliaia di tep) Ripartizione percentuale dei consumi energetici (2004) Tra il 2000 ed il 2004 i consumi energetici in provincia di Bologna sono aumentati del 7,1%. Nello specifico, se i settori dei trasporti e dell’industria hanno mantenuto consumi pressoché costanti, i consumi relativi alle abitazioni ed al terziario (usi civili), sono aumentati del 14,7% e rappresentano il 50,1% dei consumi complessivi. I trasporti incidono per il 30,6% mentre l’industria per il 19,3%. Nel 2000 le percentuali erano le seguenti: usi civili 46,8%, trasporti 32,5%, industria 20,7%. La particolarità del territorio bolognese è dunque un’alta incidenza (oltretutto in aumento) dei consumi delle utenze civili rispetto al totale: si consideri che nel 2004 tale incidenza a livello nazionale era del 30,2%.
  19. 19. produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti Tra il 2000 ed il 2005 la produzione procapite di rifiuti urbani è aumentata del 3,3%, passando da 566 a 584 chilogrammi pro-capite annui. La raccolta differenziata è aumentata di 7,2 punti percentuali, portandosi al 27,2%. Tale aumento è ancora insufficiente per il rispetto del decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97) che ha fissato l’obiettivo del 35%. La destinazione finale dei rifiuti vede per il 23% di essi il recupero attraverso la selezione e successivo riciclaggio. Gli impianti di termovalorizzazione assorbono il 18% dei rifiuti prodotti, mentre il 51% termina in discarica. Destinazione dei rifiuti Produzione pro capite di Rifiuti Urbani (Kg/anno)
  20. 20. Nel 2010 la produzione di rifiuti urbani pro-capite nell'Europa-27 è stata di 502 kg. Il dato reso noto da Eurostat conferma così la tendenza alla diminuzione registrata nel 2009 quando la produzione di rifiuti pro capite era scesa a 513 kg/anno (era 524 nel 2008). La quantità di rifiuti urbani generati varia notevolmente tra gli Stati membri. Cipro, con 760 kg a persona, aveva la più alta quantità di rifiuti prodotti nel 2010, seguita da Lussemburgo, Danimarca e Irlanda con valori compresi tra 600 e 700 kg per persona, e nei Paesi Bassi, Malta, Austria, Germania, Spagna, Francia, Italia , il Regno Unito e Portogallo, con valori compresi tra 500 e 600 kg. Finlandia, Belgio, Svezia, Grecia, Slovenia, Ungheria e Bulgaria hanno valori compresi tra 400 e 500 kg, mentre i valori al di sotto dei 400 kg a persona sono stati registrati in Lituania, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia e Lettonia.
  21. 21. PROCESSI DECISIONALI PARTECIPATI Esistono strumenti volontari di partecipazione inclusiva, promossi sia da Amministrazioni locali che da parte di altri attori sociali, economici, di tipo volontario, ossia senza particolari procedure amministrative o tempi stabiliti da legge o normative, come ad esempio: • Agende 21 Locali, • Laboratori di Urbanistica Partecipata, • Bilanci Partecipativi, • Responsabilità Sociale d’Impresa, • Tavoli di confronto Imprese e comunità locali, GOVERNANCE Aalborg Commitment 1, azione 3 (invitare tutti i settori della società locale a partecipare attivamente ai processi decisionali) e 4 (rendere le nostre decisioni chiare, motivate e trasparenti) La Regione Emilia-Romagna ha approvato la prima legge sulla partecipazione, con voto unanime dell’Assemblea Legislativa. La legge regionale (n.03/2010) è stata approvata il 4 febbraio 2010 con il titolo “Norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”. Il provvedimento parte dall’idea di ampliare la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei cittadini (coerentemente al principio costituzionale della sussidiarietà) ed è finalizzato a rendere concrete alcune forme di democrazia diretta (con il contributo finanziario della Regione a Comuni e Province che avvieranno alcune procedure partecipative).
  22. 22. GESTIONE SOSTENIBILE DI ENTI ED IMPRESE LOCALI Dal 2001 l’andamento delle certificazioni EMAS, ISO 14001 e SA 8000 è stato in tutti i casi di marcata crescita. Quella di Bologna è la terza provincia in regione per numero di certificazioni EMAS dopo Parma e Reggio Emilia. I principali settori interessati sono l’energetico, e l’agroalimentare. Gli enti locali certificati ad oggi sono: Provinca di Bologna, Comunità Montana 5 valli Bolognesi, Comunità Montana Valle del Samoggia. Enti ed imprese locali certificati EMAS, ISO 14001 o SA 8000
  23. 23. • disagio reddituale dei pensionati per la scarsa tenuta del potere d’acquisto in relazione al carovita • Disoccupazione • alloggio (costi, reperibilità) • scarsa assistenza sanitaria • Senso di solitudine • Senso di insicurezza • Emergere di nuove povertà conseguente alla crisi economico-finanziaria • Questioni poste dall’immigrazione e dalle politiche d’integrazione che assumono logiche assimilazioniste (omogeneizzante delle differenze) o segregazioniste • Depotenziamento del welfare • Intercultura e multicultura • Capitale sociale deficitario in alcune aree • Individualismo e responsabilità sociale • Scarse relazioni formali e informali nel condominio Sono state rilevate alcune variabili e criticità sociali che insistono nel territorio provinciale mediante: 1. analisi desk 2. interviste a testimoni privilegiati (Agnese agostini, antropologa, operatrice dell'accoglienza nel progetto Sprar e mediatrice culturale della cooperatica sociale l'arca di noè – Lucia Marciante, Ricercatrice del Ces.co.com - phd Sociologia, Università di Bologna) 3. Interviste semi-strutturate alle famiglie del mio condominio (interepellate anche sulla sostenibilità ambientale)
  24. 24. L’unità di riferimento del progetto: l’e-condominio I dati e gli indicatori ambientali e sociologici riscontrati e selezionati hanno permesso di caratterizzare ed individuare (parzialmente) le criticità del territorio di riferimento che, nel nostro caso, può essere ascrivibile alla dimensione del condominio (dati diretti e campione statistico significativo). Questo ha permesso di individuare alcuni obiettivi, essenzialmente riconducibili a: 1. rendere sostenibile il proprio condominio in termini di sostenibilità ambientale, sociale e culturale 2. Attivare o aumentare percorsi di partecipazione all’interno del proprio condominio e poi tra condomini nell’ottica di una maggiore sussidiarietà ed incremento del capitale sociale del quartiere Lo strumento per conseguire i suddetti obiettivi è quello della sostenibilità partecipata. La scelta di identificare l’unità di riferimento del progetto con il condominio deriva da: 1. esigenza di rendere il più maggiormente gestibile il processo di sostenibilità partecipata che, evidentemente, è semplificato dall'esiguo numero di stakeholder coinvolto inizialmente 2. è più semplice e realizzabile implementare azioni di sostenibilità e di coinvolgimento di stakeholder in un campione di poche famiglie che abitano lo stesso edificio 3. Pensare globale e agire (micro)locale (claim del mainstream dei circuiti di consumo critico) L’unità di riferimento si estenderà progressivamente e viralmente: Ogni e-condominio sarà successivamente messo in rete con altri e-condomini per condividere conoscenze, risorse, attività, in una logica open source utilizzando lo strumento della partecipazione e della sensibilizzazione reciproca seconda una logica multi- stakeholder.
  25. 25. Risultati attesi • Raggiungimento di standard di sostenibilità in termini riduzione dell'impronta ecologica del condominio • Introduzione e sperimentazione di nuovi strumenti e approcci di supporto all’innovazione della gestione sostenibile del condominio. • Maggiore confronto e approfondimento con i condomini su temi e politiche che impattano sulla loro vita • Potenziamento delle relazioni tra i condomini e con altri condomini del territorio di riferimento • Agevolamento dei processi di inclusione sociale in un’ottica multiculturale
  26. 26. La metodologia • Il ciclo di Deming o Deming Cycle (ciclo di PDCA - plan–do– check–act) è un modello studiato per il miglioramento continuo della qualità in un'ottica a lungo raggio. Serve per promuovere una cultura della qualità che è tesa al miglioramento continuo dei processi e all'utilizzo ottimale delle risorse. Questo strumento parte dall'assunto che per il raggiungimento del massimo della qualità sia necessaria la costante interazione tra ricerca, progettazione, test, produzione e vendita. Per migliorare la qualità e soddisfare il cliente, le quattro fasi devono ruotare costantemente, tenendo come criterio principale la qualità. Il ciclo PDCA (applicato ad ISO cert. E PCM) La sequenza logica dei quattro punti ripetuti per un miglioramento continuo è la seguente: • P - Plan. Pianificazione. • D - Do. Esecuzione del programma, dapprima in contesti circoscritti. • C - Check. Test e controllo, studio e raccolta dei risultati e dei riscontri. • A - Act. Azione per rendere definitivo e/o migliorare il processo.
  27. 27. La metodologia Bilancio partecipato Certificazione partecipata Audit partecipato Responsible Procurement e Azioni di sostenibilità partecipata PLAN partendo dall'analisi e valutazione dei rischi correlati alle attività svolte, l'azienda definisce una politica per la sicurezza e pianifica le azioni per raggiungere gli obiettivi prefissati DO consiste nell'attuazione e nel funzionamento delle azioni pianificate secondo le tempistiche definite dalla pianificazione CHECK consiste nella verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati e nell'apertura di azioni correttive in risposta ad eventuali difformità rispetto a quanto stabilito dalla pianificazione ACT consiste nel riesame del sistema di gestione implementato e programmare le basi e gli obiettivi su cui costruire il ciclo successivo.
  28. 28. La metodologia I processi da implementare per intraprendere un percorso di sostenibilità partecipativa sono: 1. BILANCIO DI SOSTENIBILITA' PARTECIPATIVO 2. AUDIT PARTECIPATIVO 3. RESPONSIBLE PROCUREMENT e azioni di sostenibilità partecipata 4. CERTIFICAZIONE PARTECIPATIVA
  29. 29. Alcuni cenni alle fasi propedeutiche ai processi di sostenibilità partecipata Preliminarmente alle fasi di progettazione ed implementazione della metodologia vi è una fase informativa, formativa, educativa e comunicativa dei condomini per: Agevolare la conoscenza di argomenti come la sostenibilità, digital divide, principi di democrazia partecipativa, Progettazione di un audit, Progettazione di un bilancio, Impronta ecologica, Energie alternative, Ciclo dei rifiuti • Promuovere la trasparenza e il dialogo tra condomini sulle modalità di gestione del condominio • Rilevare la percezione dei condomini rispetto alle politiche ambientali e sociali del quartiere ed eventualmente dei più alti livelli amministrativi e rispetto al proprio sistema di valori/comportamenti • Valutare eventuali pratiche di sostenibilità e partecipazione già implementate nel quartiere (benchmarking) • agire in un’ottica di empowement sui temi della sostenibilità e della partecipazione Questa fase sarà organizzata dai promotori del progetto in collaborazione coi condomini (no amministratori di condominio, parliamo di Autogestione condominiale)
  30. 30. Destinatari / Partecipanti da coinvolgere • Amministratore di condominio • Condomini • Fornitori appartenenti a tutta la catena di fornitura del condominio • Personale addetto alla manutenzione e pulizia del condominio • Rappresentante del quartiere • Rappresentante di altri condomini (a rete implementata)
  31. 31. La fase successiva La prima parte del progetto ha visto la realizzazione di un'intervista semi-strutturata ai condomini sui temi della sostenibilità e delle emergenze sociali, interviste aventi il duplice obiettivo di: 1. evidenziare le criticità ambientali e sociali del condominio, del quartiere e fino ai livelli amministrativi più alti 2. selezionare delle tematiche specifiche alla quale dedicare una successiva fase di dialogo e confronto. Durante la fase di dialogo e confronto prenderanno parte tutti gli stakeholder del condominio e che sarà finalizzata sia a recepire osservazioni, proposte e idee da parte dei condomini, sia ad evidenziare quanto finora è stato realizzato nella gestione, con particolare attenzione ai costi, alle relazioni tra condomini, all’impatto ambientale e, più in generale, alle problematiche emerse negli anni. Si procederà poi alla definizione di indicatori e criteri di valutazione del loro impatto.
  32. 32. il condomino di via Valeriani 8 • 7 famiglie – 20 persone – età media 54 anni (8 pensionati, 7 lavoratori, 2 studenti, 1 disoccupato, 2 neonate) – livello di istruzione (3 laureati – 9 diplomati – 8 licenza media) • Dalle interviste emerge una scarsa propensione dei partecipanti a formulare idee e proposte, anche se nella maggior parte viene espressa la necessità di puntare su stili di vita e comportamenti individuali improntati ad un forte rispetto dell'ambiente e ad un'alta attenzione a queste tematiche. • Forte, inoltre, è risultato il tema del disagio reddituale e della sensazione di insicurezza sociale. • circa un terzo dei commenti dei condomini intervistati riguarda la necessità di puntare sugli aspetti di sensibilizzazione/educazione scolastica sulle tematiche della sostenibilità • un accento molto marcato riguarda anche gli stili di vita e consumi in sé, a prescindere dagli aspetti di comunicazione; • tra le pratiche responsabili più conosciute e apprezzate emerse durante le chiacchierate a latere dell'interivsta vi è quella che fa riferimento all’agricoltura biologica e a km zero, intesa sia come necessità di puntare forte su questa politica, sia sulla necessità fare scelte di consumo che privilegino la filiera corta. • Altro tema emerso è la necessità di puntare sul risparmio energetico delle abitazioni e sulla presunta inutilità della raccolta differenziata;
  33. 33. Le interviste semi-strutturate sui temi di sostenibilità Ritiene importante ai fini della sostenibilità il consumo energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili: • per nulla (0) 0% • poco (0) 0% • abbastanza (5) 4% • molto (23) 21% • fondamentale (79) 73% E il consumo e risparmio idrico: • per nulla (0) 0% • poco (1) 0% • abbastanza (7) 6% • molto (31) 28% • fondamentale (68) 63% E la produzione e gestione dei rifiuti: • per nulla (0) 0% • poco (0) 0% • abbastanza (6) 5% • molto (31) 28% • fondamentale (70) 65% e mobilità e trasporti: • per nulla (1) 0% • poco (0) 0% • abbastanza (8) 7% • molto (39) 36% • fondamentale (59) 55
  34. 34. I processi comunicativi/informativi saranno fondamentali per agevolare i processi partecipativi e facilitare le dinamiche relazionali, oltre ad essere di supporto per mettere l’e- condominio in rete con altri e-condomini. I canali di comunicazione tra i condomini afferiranno a: 1. meeting periodici 2. contatti diretti 3. Bacheche 4. Passaparola 5. piattaforma web per comunicare internamente (intranet) ed esternamente con altri e-condomini o altri stakeholder del territorio (internet web 2.0 e classici social media mainstream) 6. Mercatini usato la comunicazione interna ed esterna
  35. 35. La partecipazione La partecipazione della gente è il grado di decisione che hanno nel processo. Tipi di partecipazione: 1. Passiva (le persone partecipano quando le si informa) 2. Somministrazione di informazioni (le persone partecipano rispondendo ad inchieste) 3. Partecipazione per consulta (le persone sono consultate attraverso agenti esterni che ascoltano il loro punto di vista) 4. Partecipazione per incentivi (le persone partecipano fornendo principalmente lavoro o altre risorse in cambio di alcuni incentivi) 5. Partecipazione funzionale (le persone partecipano formando gruppi di lavoro per rispondere a obiettivi predeterminati del progetto 6. Partecipazione interattiva (i gruppi locali organizzati partecipano nella formulazione, implementazione e valutazione del progetto) 7. Auto-Sviluppo (i gruppi locali organizzati prendono iniziative senza aspettare interventi esterni
  36. 36. La partecipazione Profilo di un buon facilitatore • Avere fede nella gente e nelle sue capacità • Creare un’atmosfera di fiducia • Avere qualità di pazienza e capacità di ascoltare • Essere cosciente dei propri limiti ed essere sempre disposto ad apprendere • Avere fiducia in se stesso senza arroganza • Rispettare le opinioni e non imporre le proprie • Essere creativo • Essere flessibile, adattare i metodi alla situazione e non seguire programmi rigidi • Essere sensibile allo stato d’animo e alla sensibilità dei partecipanti • Avere buone capacità di disegno e scrittura • Avere buone capacità di sintesi e di analisi
  37. 37. Il bilancio condominiale partecipativo Il bilancio di sostenibilità partecipativo, è un processo di reporting a beneficio e realizzato da tutti gli stakeholder del condominio, per renderli consapevoli degli impatti che il condominio genera sul piano economico, ambientale e sociale. Il bilancio di sostenibilità partecipato si prefigge diversi obiettivi: - rafforzare una percezione positiva circa la gestione sostenbile del condominio - rendere trasparente e dare maggiore visibilità all’attività svolta - accrescere la propria legittimazione e il consenso a livello di quartiere - affermare il diritto dello stakeholder ad essere informato Il B.S.P. è un processo volontario che i condomini mettono in essere per condividere con tutto il condominio e tutti i relativi portatori di interesse le scelte di ripartizione delle risorse finanziarie destinate alla gestione sostenibile e all'implementazione di processi partecipativi. Attraverso incontri periodici gli stakeholder del condominio sono chiamati ad esprimere le loro preferenze sugli obiettivi emersi che possono essere sinteticamente definiti come sostenibilità e partecipazione. Prende forma di documento contabile, ma è soprattutto il luogo dove i condomini costruiscono insieme la gerarchizzazione delle priorità per ciò che concerne gli obiettivi di sostenibilità del condominio e di partecipazione attiva.
  38. 38. Audit partecipativo Audit partecipativo Le audit sono delle attività atte a misurare la conformità di determinati processi, strutture o procedure a determinate caratteristiche richieste e a verificarne l'applicazione. Le tipologie di valutazione comunemente usate sono generalmente le seguenti: * audit di conformità; * audit di conformità ed efficacia; * valutazione della qualità dell'organizzazione; Cos’è l’Audit partecipativo L’Audit partecipativo consiste in un’analisi critica e sistematica sull’azione dell’Amministrazione e gestione sostenibile del condominio in un'ottica di raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, andandosi a configurare come uno strumento a disposizione dei condomini per valutare la qualità dell’amministrazione e gestione del proprio condominio una rigorosa analisi degli interventi amministrativi, gestionali, di partecipazione e condivisione delle scelte. Nella sostanza l’Audit partecipativo si configura come una sorta di bilancio partecipato con in più la verifica del raggiungimento degli obiettivi predefiniti durante le fasi di costruzione del processo partecipativo e successivamente condiviso da tutti i condomini. Nei fatti andiamo a coniugare il momento partecipativo con l’esercizio del controllo strategico dell’attività dell’edificio.
  39. 39. Certificazione partecipativa • Sistemi di assicurazione della qualità che agiscono su base locale. La certificazione dei condomini prevede la partecipazione attiva delle parti interessate (stakeholders) ed è costruita basandosi sulla fiducia, le reti sociali e lo scambio di conoscenze. • “La certificazione partecipativa è un sistema solidale di formazione della credibilità così costruito: una attività in rete che unisce condomini e stakeholder esterni a partire dalle proprie locali relazioni di fiducia.” • Gli elementi chiave di una certificazione partecipativa sono: 1. orizzonte (vision) condiviso: stakeholder esterni (quartiere, altri e-condomini) e condomini devono condividere consapevolmente i principi ispiratori della certificazione partecipativa; 2. partecipazione: la credibilità del sistema è una conseguenza della partecipazione attiva di tutti gli attori; 3. trasparenza: tutti gli attori coinvolti devono avere un buon livello di consapevolezza delle modalità di funzionamento del sistema. 4. fiducia: il sistema si basa sulla convinzione, diffusa tra tutti gli attori, che gli stakeholder agiscano in buona fede e che la certificazione sia espressione di tale affidamento; 5. apprendimento: la certificazione deve tradursi in un processo di apprendimento collettivo permanente, che irrobustisce tutta la rete coinvolta; 6. orizzontalità: tutti gli attori coinvolti nella certificazione partecipativa devono condividere il medesimo livello di responsabilità e competenza nel processo
  40. 40. Il ‘Responsible Procurement e le azioni sostenibili Azioni di sostenibilità •giardini e orti verticali (regolatore termico, autoproduzioni, valore estetico) •pannelli fotovoltaici •riduzione rifiuti •raccolta differenziata •adesione a GAS •car e tool sharing •risparmio energetico (pannelli fotovolt., fornitori green, ecc.) •risparmio idrico (diffusori, sistemi di raccolta pioggia, ecc.) •Condivisione tra condomini interni ed esterni: pratiche di 'sharing': dal car-sharing al 'tool-sharing'. Responsible Procurement È l’integrazione di considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di Acquisti (verdi) da parte dei condomini, cioè è il mezzo per poter scegliere "quei prodotti e servizi che hanno un minore effetto sulla salute umana e sull'ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo" (U.S. EPA 1995). Acquistare verde significa quindi acquistare un bene/servizio tenendo conto degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita dall’estrazione della materia prima, allo smaltimento del rifiuto (ovvero "dalla Culla alla Tomba"). È uno dei principali strumenti adottati per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile, più efficace quanto più numerosi saranno gli e-condomini consorziati nella fase di acquisti degli stessi prodotti, quanta più filiera coinvolge.
  41. 41. Le spese di famiglie e condominio Spese familiari •Affitto Casa •Condominio •Bollette ENEL •Bollette Telefono •Bollette Gas •Alimentari •Spese Autoveicoli •Abbigliamento •Spese Personali •Varie e Imprevisti Spese condominiali si dividono in spese ordinarie e spese straordinarie. Le spese ordinarie comprendono la manutenzione regolare delle parti in comune (scale, terrazzi, lastrico solare, ascensore, ingresso, citofoni, etc.), come: pulizia e illuminazione delle scale e dei cortili, gestione del giardino (ove presente) e riparazioni generiche (tubature, impianto elettrico, etc.). E inoltre: assicurazione del condominio, compenso dell'amministratore e costi di gestione (raccomandate di invito alle assemblee, spese di cancelleria e consulenza). spese di manutenzione dell'ascensore le spese di riscaldamento con impianto centralizzato vanno suddivise fra tutti i condomini (anche coloro che non ne usufruiscono) in base alle tabelle millesimali o alle superfici radianti (tutti i termosifoni presenti nell'abitazione).
  42. 42. Risorse economiche e promotori del progetto Risorse economiche • Bandi collegati alla legge regionale sulla partecipazione • Agenda XXI locale • Bandi UE • Amministrazione pubblica – quartiere • incentivi (diminuzione tasse per e-condomini virtuosi), politiche, informazione e comunicazione ambientale e sociale • Costi ridotti derivanti dall’efficientamento Promotori progetto Scuole – comitati – università – amministrazione pubblica - quartieri – consorzio di condomini
  43. 43. Grazie per l’attenzione Umberto Mezzacapo consulente di Comunicazione Sostenibilità Sviluppo Collaboratore Ces.Co.Com www.cescocom.eu Coordinatore e-cò www.e-cothink.eu Tel. +39 051 2092882 Cell. +39 347 640 90 98 Skypename umberto.mezzacapo

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