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  1. 1. DLgs 81/08 – ALGORITMO DELLA SICUREZZA DATORE DI LAVOROMEDICO DVRCOMPETENTE RSPP Documento valutazione•PREVENZIONE MALATTIE COORDINAMENTO dei rischiPROFESSIONALI Incaricati PRIMO •RUMORE•COLLABORAZIONE SOCCORSO •RISCHIO CHIMICO•COORDINAMENTO •MOVIMENTAZIONE•Visite ed Idoneità ADDETTI S. P. P. CARICHI PROCEDURE ADD. ANTINCENDIO •ALTEZZA (alcol) ADD. EVACUAZIONE •GUIDA (alcoldroghe) •ALTRI RISCHI RLS SORVEGLIANZA SANITARIA RISCHI RESIDUI SCHEDA PER MANSIONE FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO LAVORATORE DISPOSITIVI DI PROT. INDIVIDUALEATTREZZATURA DI LAVORO •CALZATURE E LAY-OUT DISPOSITIVI DI PROT. COLLETTIVA •GUANTI •ILLUMINAZIONE •PROTETTORI AURICOLARI •PRESIDI ANTINCENDIO •MASCHERE •SEGNALETICA VERTICALE •OCCHIALI •SEGNALETICA ORIZZONTALE, etc… •INDUMENTI, CASCO, etc…
  2. 2. FORMAZIONE GENERALE del LAVORATORE(lavoratore come soggetto attivo; conoscere per prevenire)•concetti di rischio,•danno,•prevenzione,•protezione,•organizzazione della prevenzione aziendale,•diritti e doveri per i vari soggetti aziendali,•organi di vigilanza, controllo e assistenza.
  3. 3. COS’E’ IL DECRETO LEGISLATIVO 81/2008?Rappresenta il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo.
  4. 4. Il D.L.8108 sostituisce laprecedente normativa di igiene e sicurezza sul lavoro
  5. 5. Ma cosa è realmente il RISCHIO?
  6. 6. Quali i pericoli? CAUSADenutrizione- assenza norme Alimentazione eccessiva e ricca igieniche di grassi, vita sedentaria Quali i rischi? Debilitazione generale, Obesità infantile, rischi cardio- contagio AIDS … circolatori futuri EFFETTO: malattia, decesso
  7. 7. LA PERCEZIONE DEL RISCHIO SOGGETTIVO4.739 MORTI NEL (AGI) - Roma, 11 feb. 2006 – INFLUENZA ICTUS 2008 122.254 Fino ad oggi linfluenza aviaria ha fatto registrare SUINA ?????? 56.000 morti incidenti complessivamente Anno in Italia 161 casi e ucciso 32 mila morti in 86 persone Europa Sono oltre 3 milioni gli in tutto il mondo incidenti domestici nelle abitazioni degli italiani. ITALIA 2000 morti (secondo 874.940 denunciati (- schede ISTAT) 4,1% 07) oltre 8000 morti1120 i mortali (-7,2% 07) (secondo stime ( 335 stradali e 276 ISPESL) itinere)
  8. 8. GLI INFORTUNI NEL MONDO Stime dell’ILO (International Labour Organization)Perdita economica per sospensione dal lavoro, cure mediche, pensione di invalidità e di reversibilità, stimabile intorno al 4% del Pil lordo mondiale.
  9. 9. DEFINIZIONI Fonte di possibili lesioni o danni alla salute (Da UNI EN ISO12100)PERICOLO proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni. (D.Lgs. 81/2008) Combinazione di probabilità eRISCHIO gravità di possibili lesioni o danni alla salute in situazioni pericolose (Da UNI EN ISO12100)
  10. 10. Definizione di PERICOLO e DANNO:R= P x DDove:R= rischioP= fattore di pericoloD= fattore di danno
  11. 11. RAPPORTO PERICOLO-RISCHIO- DANNO CAUSA EFFETTO RISCHIOPericolo Danno CHIMICO INFORTUNIO FISICO BIOLOGICO MALATTIA ASPECIFICA INFORTUNIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO MALATTIAMOVIMENTAZIONE PROFESSIONALE CARICHI
  12. 12. Lesione fisica o alterazione DANNO dello stato di saluteINFORTUNIO Incidente determinato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte o una invalidità permanente o una inabilità temporaneaDifferenza tra incidente e infortunio nellambito della sicurezza nei luoghi di lavoro si intende con incidente un evento negativo che si verifica durante lo svolgimento del lavoro mentre con infortunio sintende un evento negativo che ha provocato danni alle persone. Gli infortuni sono dunque parte degli incidenti.
  13. 13. MALATTIA ASPECIFICA Insieme di malattie fisiche opsichiche non direttamente collegabili ad una causa determinata,ma riconducibili almeno in parte ad uno o più fattori presentinell’ambiente di lavoro Es: Stanchezza Insonnia MALATTIA PROFESSIONALEMalattia causata da attività lavorativa dalla quale derivi la morteo l’invalidità permanente o l’inabilità temporaneaPer provocare una malattia professionale Es: Asbestosi i fattori di rischio devono essere presenti Saturnismonell’ambiente in determinate quantità Ipoacusia
  14. 14. FATTORI CHE CARATTERIZZANO IL RISCHIOATTREZZATURE, MACCHINE, LAVORATORE IMPIANTI RISCHIO AMBIENTE
  15. 15. IL DVRValutazione globale e documentata ditutti i rischi per la salute e sicurezzadei lavoratori presenti nellambitodellorganizzazione in cui essi prestanola propria attività, finalizzata ad:•individuare le adeguate misure diprevenzione e di protezione;•elaborare il programma delle misureatte a garantire il miglioramento neltempo dei livelli di salute e sicurezza.
  16. 16. Principi generali di PREVENZIONE• Eliminazione del rischio• Riduzione del rischio alla fonte• Prevenzione integrata (misure tecniche, produttive e organizzative)• Sostituzione del pericoloso con il “meno” o il “non” pericoloso• Rispetto dei principi ergonomici• Priorità delle misure di protezione collettiva• Limitazione al minimo del numero degli esposti• Uso limitato di agenti chimici, fisici, biologici Art. 15 D.Lgs. 81/2008• Controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi, ecc.
  17. 17. PREVENZIONE Insieme di azioni che hanno lo scopo di mantenere lo stato di salute, inteso come benessere psico-fisico dell’uomo (Def. D.Lgs. 81/2008: il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare o diminuire i rischi professionali) PREVENZIONE PRIMARIA PREVENZIONE SECONDARIA
  18. 18. PREVENZIONE PRIMARIA Insieme di azioni e/o interventi per lariduzione dei rischi negli ambienti di lavoro (es. relativo ad inquinanti aerodispersi) Eliminazione sostanza nociva Modifica processo produttivo Interventi alla Manutenzione sorgente Modifica impianto Pulizia Modifica organizz. lavoro Controllo ritmi produttivi Aspirazione localizzata Interventi sulla propagazione Ventilazione generale Spazio Modifica organizz. lavoro Lay-out Dispositivi di protezione individuale Interventi Chiusura in cabina Riduzione tempo di esposizione sull’uomo Modifica organizz. lavoro Formazione/addestramento
  19. 19. PREVENZIONE SECONDARIA Ricerca di alterazioni precliniche negli organi, prima che si manifesti la malattia SORVEGLIANZA SANITARIA per gli esposti a fattori di rischio professionali- Accertamenti Sanitari Preventivi: prima dell’assunzione per il rilascio dell’idoneità- Accertamenti Sanitari Periodici: per la verifica e il controllo dello stato di salute
  20. 20. MATERNITA’Rischi principali:•MMC•Lavori in altezza•Rischio chimico•Rumore•Guida (infortunio)NON E’ UN RISCHIO per la maternità:• Utilizzo di videoterminali
  21. 21. MATERNITA’ prevenzione e formazione1. Se la valutazione identifica dei rischi per la salute del nascituro, il datore di lavoro deve innanzitutto evitarne l’esposizione modificando condizioni e orari di lavoro oppure destinando le lavoratrici ad altre mansioni2. Se questo non è possibile, la lavoratrice ha diritto all’estensione anticipata dal lavoro3. Una tempestiva comunicazione della gravidanza consente la miglior tutela
  22. 22. IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi coinvolge il datore di lavoro, il medico competente, parte del personale ed eventuali consulenti esterni. È coordinato da un Responsabile (RSPP)Slide n. 22
  23. 23. IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEGli addetti del servizio devonoessere in grado di percepire inmodo corretto i possibili fattori dirischio, valutarli e controllarli concompetenza.Il servizio di prevenzione e protezione deve effettuarepreventivamente una valutazione dei rischi ed unprogramma degli interventi per rendere sicuri gli ambientidi lavoro. Slide n. 23
  24. 24. SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE a) La natura dei rischiRiceve dal datore di lavoro b) L’organizzazione del lavorotutte le informazioni c) La descrizione degli impiantinecessarie per svolgere il d) Le prescrizioni degli organi di vigilanzasuo ruolo e) I dati del registro infortuni e malattie professionaliCOMPITI:1) Individua e valuta i fattori di rischio2) Individua le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti3) Elaborare le misure di prevenzione e protezione e ne verifica l’efficacia4) Elabora le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali5) Propone i programmi di formazione e informazione6) Partecipa alla riunione periodica7) Informa i lavoratori sui rischi, sulle misure di prevenzione e sicurezza
  25. 25. I SOGGETTI COINVOLTI DATORE DI LAVORO DIRIGENTI PREPOSTI R.S.P.P. LAVORATORIMedico Competente R.L.S.
  26. 26. Il datore di lavoro Cosa deve fare?1) La valutazione dei rischi e la conseguente individuazione dellemisure di prevenzione e protezione2) Il programma di attuazione delle misure di prevenzione eprotezione3) Designare: il RSPP, il medico competente, gli addetti alleemergenze4) Indice la “riunione periodica”5) Forma e informa i lavoratori6) Consulta il RLS7) Fa rispettare le norme di sicurezza (“culpa in eligendo, culpa in vigilando”)8) Fornisce i DPI
  27. 27. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)Il Servizio di Prevenzione e Protezione,e in particolare il suo Responsabile,ha il compito di valutare i rischi in azienda,individuando le misure per eliminarlio ridurli al minimo. Slide n. 27
  28. 28. Il medico competenteSvolge la sorveglianza sanitariaobbligatoria per i lavoratori espostiad esempio a:•rumore•movimentazione manuale dei carichi emovimenti ripetuti•utilizzo videoterminali•prodotti chimici•rischi conseguiti ad uso/abuso dialcol/stupefacenti
  29. 29. Il medico competente• Deve istituire e aggiornare per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza una cartella sanitaria e di rischio (CSR)• Deve comunicare in riunione periodica i risultati anonimi collettivi• Deve effettuare visite mediche ulteriori, su richiesta del lavoratore, se correlate ai rischi professionali• Deve giudicare l’idoneità specifica alla mansione• Deve consegnare al lavoratore copia CSR all’atto delle dimissioni.
  30. 30. Il dirigente• Dirige attività soggette a tutela• decide autonomamente circa l’adozione determinate cautele anche in contrasto con il DL• attua le indicazioni generali fornite dal DL• segnala a quest’ultimo le eventuali carenze riscontrate e vigila sulle misure di prevenzione e protezione, direttamente e tramite i preposti• provvede alla sospensione dei lavori compiuti in condizioni di pericolo
  31. 31. Il prepostoIl preposto ha l’obbligo di sovrintendere, vigilare e controllareche i lavoratori applichino le misure di sicurezza aziendalipreviste per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
  32. 32. RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)1 RLS fino a 200 dipendenti3 RLS da 200 a 1000 dipendenti N° RLS6 RLS oltre 1000 dipendenti Il numero, le modalità diE’ eletto dai lavoratori al elezione, i permessi retribuiti,loro interno la formazione e gli strumenti oppure per lo svolgimento delleE’ designato all’interno delle funzioni sono stabiliti nellarappresentanze sindacali(RSU) contrattazione collettiva
  33. 33. RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)• Rappresenta e risponde a tutti i lavoratori;• Partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione;• deve essere consultato nelle decisioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
  34. 34. I lavoratori (diritti e doveri)Ogni lavoratore deve prendersi cura dellapropria salute e sicurezza e di quella deicolleghi su cui ricadono gli effetti delleproprie azioni.Slide n. 34
  35. 35. I lavoratoriOgni lavoratore deve sempree immediatamente segnalareogni dispositivo di protezionedanneggiatoo non correttamentefunzionante. Slide n. 35
  36. 36. I lavoratori I lavoratori devono partecipare ai programmi di formazione e di addestramentoSlide n. 36
  37. 37. Diritti dei lavoratori• …alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro• …ad essere informato, formato e addestrato• …alla tutela• Il lavoratore non è sanzionabile se: – si allontana in caso di pericolo grave – assume iniziative in caso di pericolo grave poiché impossibilitato ad avvisare un superiore
  38. 38. Doveri dei lavoratori• Prendersi cura della propria e altrui salute e sicurezza• Osservare le norme di sicurezza impartite dalla legge e dal datore di lavoro• Segnalare eventuali fattori di rischio al datore di lavoro, dirigente o preposto• Sottoporsi ai controlli sanitari• Partecipare ai corsi di formazione e addestramento• Accettare la designazione di addetto alle emergenze
  39. 39. Doveri dei lavoratori• Utilizzare correttamente i DPI: – Non apportarvi modifiche – Segnalare difetti riscontrati• Utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro: – Non rimuovere i sistemi di protezione della macchina – Non fare alcuna operazione che non compete loro – Segnalare difetti riscontrati COLLABORARE
  40. 40. ENTI PREPOSTI ALLA VIGILANZA A.R.P.A. I.S.P.E.S.L. INAIL AMBIENTE DI N.A.S. - CarabinieriINPS LAVORO VV.FF DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE DELLE A.S.L. (SPRESAL) DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO
  41. 41. S.PRE.S.A.L ATTIVITA’ ISTITUZIONALE IGIENE E MEDICINA DEL LAVORO Vigilanza e controllo sul rispetto dell’igiene negli ambienti di lavoro. Rilievi e controlli su rumorosità lavorazioni, uso di sostanze pericolose, illuminazione/ventilazione, corretto impiego di DPI, uso di aspiratori dove si liberano polveri o sostanze nocive, corretta esecuzione visite mediche periodiche Indagini di iniziativa/delegate in occasione di lavoratori colpiti da malattie di sospetta origine professionale o da infortunio grave.
  42. 42. INAILISTITUTO NAZIONALE CHE GESTISCEL’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO GLIINFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIEPROFESSIONALI E SI OCCUPA DELL’INDENNIZZODEI LAVORATORI INFORTUNATIL’INAIL INDENNIZZA UN INFORTUNIO SOLO SE IL DANNOALLA PERSONA È OCCORSO PER CAUSA VIOLENTA INOCCASIONE DI LAVORO ED HA PROVOCATO L’INABILITÀ(AL LAVORO)
  43. 43. INAIL D.Lgs. 81/2008: TITOLO I - Capo II – Sistema Istituzionale Articolo 9 – Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro LINAIL fermo restando quanto previsto da ogni disposizione previgente, svolge, con la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico e ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto: raccoglie e registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino assenza dal lavoro di almeno 1G. concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, coordinandosi con il Ministero della salute e con lISPESL; partecipa alla elaborazione, formulando pareri e proposte, della normazione tecnica in materia.
  44. 44. ALTRI ENTI CARABINIERIPossono intervenire come autorità di polizia giudiziaria pereffettuare controlli negli ambienti di lavoro ed eseguire inecessari rilievi (anche in caso di gravi infortunio sul lavoro); POLIZIA DI STATO Attraverso i commissariati dislocati nelle varie città, provvedealla ricezione delle denunce di infortunio e può effettuareinterventi urgenti (anche in caso di gravi infortuni sul lavoro); VIGILI URBANIIn qualità di agenti di polizia giudiziaria hanno l’obbligo didenuncia all’autorità giudiziaria o alle ASL competenti.
  45. 45. I PROVVEDIMENTI SANZIONATORI DELL’ORGANO DI VIGILANZA  LA PRESCRIZIONE  LA DISPOSIZIONE  LA CONTESTAZIONE DI ILLECITO AMMINISTRATIVO LA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’
  46. 46. DLgs 81/08 – ALGORITMO DELLA SICUREZZA DATORE DI LAVOROMEDICO DVRCOMPETENTE RSPP Documento valutazione•PREVENZIONE MALATTIE COORDINAMENTO dei rischiPROFESSIONALI Incaricati PRIMO •RUMORE•COLLABORAZIONE SOCCORSO •RISCHIO CHIMICO•COORDINAMENTO •MOVIMENTAZIONE•Visite ed Idoneità ADDETTI S. P. P. CARICHI PROCEDURE ADD. ANTINCENDIO •ALTEZZA (alcol) ADD. EVACUAZIONE •GUIDA (alcoldroghe) •ALTRI RISCHI RLS SORVEGLIANZA SANITARIA RISCHI RESIDUI SCHEDA PER MANSIONE FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO LAVORATORE DISPOSITIVI DI PROT. INDIVIDUALEATTREZZATURA DI LAVORO •CALZATURE E LAY-OUT DISPOSITIVI DI PROT. COLLETTIVA •GUANTI •ILLUMINAZIONE •PROTETTORI AURICOLARI •PRESIDI ANTINCENDIO •MASCHERE •SEGNALETICA VERTICALE •OCCHIALI •SEGNALETICA ORIZZONTALE, etc… •INDUMENTI, CASCO, etc…
  47. 47. RISCHIO INFORTUNI IMPIGLIAMENTO INTRAPPOLAMENTO SCHIACCIAMENTO TRASCINAMENTOATTORCIGLIAMENTO MECCANICO CESOIAMENTO PROIEZIONE URTO CONTATTO - TAGLIO ATTRITO - ABRASIONE PERFORAZIONE CONTATTO DIRETTO ELETTRICO CONTATTO INDIRETTO
  48. 48. RISCHIO ELETTRICOPer gli impianti elettriciesistono norme preciseche permettono diprogettare la massimaragionevole possibilesicurezza degli impianti.Tuttavia l’imprudenza, l’improvvisazioneo l’utilizzo non corretto di macchine e circuiti elettricisono causa di numerosi incidenti. Slide n. 48
  49. 49. RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI MANUALE PESO AFFERRABILITA’CARATTERISTICHE DEL CARICO FORMA/INGOMBRO AMPIEZZA SPOSTAMENTO ESIGENZE FREQUENZA SPOSTAMENTO OPERATIVE MODALITA’ SPOSTAMENTO CORRETTEZZA DEI MOVIMENTI FORMAZIONE PERSONE SCELTA MODALITA’ OPERATIVE
  50. 50. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHIAgite sempre con molta attenzione per evitare dannitemporanei o anche permanenti alla colonnavertebrale. Slide n. 50
  51. 51. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHIInnanzitutto valutate il peso.Se l’oggetto è moltopesante, fatevi aiutareo utilizzate degli strumentiper il sollevamento. Indossate guanti e scarpe protettivi. Slide n. 51
  52. 52. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Ricordate: 25 kg lontano dal corpo e con la schiena incurvata diventano per le vostre vertebre quasi 400!Quindi piegate le gambe e tenete la schiena diritta. Slide n. 52
  53. 53. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Avvicinatevi al carico e afferratelo saldamente. Evitate torsioni e sollevamenti a strappo. Appoggiate il peso piegando ancora una volta le gambe e mai la schiena! Slide n. 53
  54. 54. AUSILI ALLA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI CARRELLI MANUALI • FORMAZIONETRANSPALLET PLE mobile(piattaforma di lavoro • FORMAZIONE elevabile) • ADDESTRAMENTO • IDONEITA’ DEL MEDICO COMPETENTE • NORMATIVA CARRELLO ALCOL/STUPEFACENTI ELEVATORE
  55. 55. TRANSPALLET NO CARRELLO MANUALE
  56. 56. SISTEMI ED AUSILI PER LAMOVIMENTAZIONE DEI CARICHI LEGNO
  57. 57. RISCHIO DAMOVIMENTAZIONE DEI CARICHI MECCANIZZATA CARRELLI e PLEmobiliSlide n. 57
  58. 58. • Ogni macchina deve essere utilizzata unicamente nei modi e per gli scopi per i quali è stata progettata.• Solo seguendo manuale d’uso ed etichette si possono evitare rischi.• Nel momento in cui prendete in consegna il carrello elevatore o la PLE mobile ne diventate i responsabili! È necessario conoscere e sfruttare il potenziale di forza di questi mezzi Slide n. 58 nel rispetto delle istruzioni di sicurezza.
  59. 59. Operazioni di verificaPrima di iniziare il vostro lavoro:• verificate che il mezzo sia in ordine e in perfetta efficienza• USATE i GUANTI PROTETTIVI in tutte le operazioni manuali, indossando sempre le calzature adeguate.• Dove esiste pericolo di caduta materiali dall’alto, indossare il cascoSlide n. 59
  60. 60. Prima operazione: Premete l’interruttore generale d’emergenza.Slide n. 60
  61. 61. Seconda operazione: • Disattivare il carica batterie • Controllare le batterie.Slide n. 61
  62. 62. • Andate piano e con le forche basse.• Mantenetevi all’interno dei percorsi segnalati.• Non lasciate il carico lungo i percorsi. Slide n. 62
  63. 63. Non sollevatepersone con le forche! Slide n. 63
  64. 64. PLE mobili • Il lavoro in altezza richiede lucidità mentale ed equilibrio • Cintura se > di 2mNO
  65. 65. COMPORTAMENTO NO
  66. 66. RICORDATE • La vostra sicurezza e quella dei vostri colleghi dipendono da voi, una vostra disattenzione può avere conseguenze non solo per voi stessi ma anche per gli altri. • La guida dei carrelli elevatori e delle PLE mobili è un lavoro di responsabilità. • Rispetto delle norme, competenza e attenzione.Slide n. 66
  67. 67. RIASSUMENDO • Il carrello elevatore e la PLE mobile sono mezzi utilissimi ma necessitano di massima prudenza! • Per evitare incidenti, è importante conoscere il manuale d’uso e i potenziali rischi del luogo di lavoro.Slide n. 67
  68. 68. CaduteGran parte degli incidenti sul lavoro è costituitadalle cadute. Anche nello svolgimento di mansioni apparentemente banali il rischio di caduta è sempre presente. Slide n. 68
  69. 69. ScaleControllate innanzitutto che la scalasia in perfetto statoe della lunghezza giusta.Prima di salire,organizzateal meglioil vostro lavoro. Slide n. 69
  70. 70. ScalePrevenite e proteggetevi il capo dalla cadutadi oggetti o da urti contro parti sporgenti! Slide n. 70
  71. 71. ScalePer evitare che estraneisi avvicinino alla zonaa rischio e proteggerel’operatore sulla scalada urti di personeo mezzi in transitodelimitate semprelo spazio di lavoro Slide n. 71
  72. 72. STRUMENTI PER LA DELIMITAZIONE DELL’AREA DI LAVORO
  73. 73. ScaleAttenzione all’inclinazione: non deve essere tropporipida e neppure troppo inclinata La base della scala deve essere circa un quarto dell’altezza: fate la “prova del gomito” Slide n. 73
  74. 74. ScaleSalite sempre rivolti versola scala!Le mani sui piolipermettono una presapiù salda in caso discivolamento. Slide n. 74
  75. 75. COMPORTAMENTOSI NO
  76. 76. ESPLOSIONEApparentemente innocuele polveri di legno sonocancerogene ed in grado diprodurre detonazione,soprattutto nei casi discarsa pulizia!!!
  77. 77. RISCHIO CHIMICORischio dovuto a sostanze inquinanti che interagiscono con l’organismoumano e che possono provocare patologie acute, croniche e irreversibili Saldatura:Ossidi di Carbonio,Ossidi di GAS Azoto Uso di solventi: Laboratorio di chimica, VAPORI Vernici POLVERI Argilla, Plastica, Legno AEROSOL FIBRE Minerali (Amianto) Lavoraz. con impiego di olii, NEBBIE Fitofarmaci FUMI Saldatura, Stampaggio a caldo plastica
  78. 78. Rischio chimicoL’esposizione a sostanzechimiche sono tra imaggiori rischi davalutare per le graviconseguenze chepossono avere. Slide n. 78
  79. 79. RICARICA BATTERIA
  80. 80. TINTOMETRO• Scheda tossicologica – Punto 8• Etichetta del prodotto – Capacità di lettura
  81. 81. ETICHETTA (norme) VOLUIME RISCHI NOME ORIGINE DITTA XXXXXXXXXX ACQUARAGIA VIA YYY – CITTA’ KKK Contiene DICLOROPROPANO TEL.############### R 11 Facilmente infiammabile 0000 mlFACILMENTE R 20/22 Nocivo per inalazione e per ingestioneINFIAMMABILE S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille. Non fumare S 23 Non respirare i vapori S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente nocivo e abbondantemente con acqua e consultare un medico S 29 Non gettare i residui dalle fognature S 24/25 Evitare il contatto con gli occhi e la pelle SIMBOLO PERICOLO CONSIGLI
  82. 82. Etichetta (leganti del cementoEtichetta scheda di sicurezza idraulici) Cemento e/o preparato in polvere a base di cemento IrritanteFrasi di rischio (frasi R)R36/37/38 Irritante per gli occhi, per le vie respiratorie e la pelleR43 Può causare sensibilizzazione per contatto con la pelleCondigli di prudenza (frasi S)S2 Conservare fuori dalla portata dei bambiniS22 Non respirare le polveriS24/25 Evitare il contatto con la pelle e con gli occhiS26 In caso di contatto con gli occhi, sciacquare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medicoS36/37/39 Usare indumenti protettivi e guanti adatti e proteggersi gli occhi/la facciaS46 In caso dingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o letichetta.
  83. 83. RISCHIO BIOLOGICO Vaccinazione antitetanica ???? LAVORAZIONI CON OLII BATTERI PRODOTTI ANIMALI PROVENIENZA UMANA LAVORAZIONI ALIMENTARI FUNGHI PRODOTTI ANIMALI MUFFE LAVORAZIONI AGRICOLE PRODOTTI ANIMALI VIRUS PROVENIENZA UMANA LAVORAZIONI CON ANIMALI PARASSITI PROVENIENZA UMANA
  84. 84. RISCHIO FISICO RUMORE MACCHINE, IMPIANTI TEMPERATURA, UMIDITA’, MICROCLIMA VENTILAZIONE ILLUMINAZIONE ABBAGLIAMENTO, LUCE SCARSA RADIAZIONI CAMPI ELETTROMAGNETICI, IONIZZANTI E RAGGI X, LASER NON IONIZZANTI UTENSILI AD VIBRAZIONI ARIA COMPRESSA VIDEOTERMINALI
  85. 85. VIDEOTERMINALI L’altezza della sedia deve essere regolata in modo che gli avambracci, appoggiando sul piano, formino un angolo superiore a 90 gradi. Lo schienale della sedia deve fornire un sostegno alla schiena. Slide n. 85
  86. 86. VIDEOTERMINALIPer evitare riflessi, posizionatelo schermo perpendicolare allaluce esterna.Lo sguardo deve essereleggermente orientato verso ilbasso. Slide n. 86
  87. 87. VIDEOTERMINALIPer la muscolatura sono necessariedelle pause di rilassamento: alternate il lavoroalla tastiera con occupazioni che consentanodi fare movimenti. La legge prevede almeno un’interruzione di quindici minuti ogni due ore di applicazione continuativa al videoterminale. Slide n. 87
  88. 88. I COMPUTER PORTATILIStesse precauzioni come per i videoterminali.Attenti alle fonti di lucee non tenete la schiena curva. Slide n. 88
  89. 89. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEL LAVORATORE (DPI) Protezione della testa Protezione degli occhi e del viso Protezione dell’udito Protezione delle vie respiratorie Protezione degli arti superiori Protezione del corpo Protezione degli arti inferiori Protezione dalle cadute dall’alto
  90. 90. Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)Per ridurre gli infortuni si devono innanzituttoeliminare i rischi alla fonte. Protezione Collettiva (alla fonte) ASPIRAZIONE MASCHERA Protezione individualeI DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati inaltro modo.
  91. 91. Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)Ogni tipologia di rischio,richiede l’uso di protezioni specifiche. Ad esempio, tutti i guanti proteggono le mani, ma ogni tipo lo fa in modo diverso
  92. 92. Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)Per utilizzare correttamente un DPI è quindi necessaria un’adeguata formazione e il rispetto di procedure e istruzioni. Ad esempio, un casco non regolato è inutile: sono le cinghie interne che ammortizzano l’urto.
  93. 93. Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) Non sottovalutate mai i pericoli!I dispositivi di protezioneindividuali vanno controllati ognivolta prima di essere utilizzati.Qualsiasi anomalia va subitosegnalata.
  94. 94. DPI per la TESTA Non tutti i caschi sono uguali: per ogni ambiente di lavoro sono necessari specifici dispositivi con determinate caratteristiche di protezione.
  95. 95. DPI per l’UDITO RUMORE MEDIO >85 dBQuando l’esposizionequotidiana superagli 85 decibel,è obbligatorio l’usodei dispositivi di protezioneindividuale. Slide n. 95
  96. 96. DPI per l’UDITOUno dei più semplici protettori auricolari è l’inserto. Ricordate che la compressione prima dell’inserimento va fatta con mani pulite!Una volta nell’orecchiogli inserti si espandonoisolando dal rumore. Slide n. 96
  97. 97. DPI per l’UDITOSe utilizzate delle cuffie di protezione per l’udito,verificate sempre che aderiscano perfettamente. Attenzione quando indossate altri dispositivi di protezione, ad esempio degli occhiali le stanghette potrebbero tenere non aderenti alle cuffie. Slide n. 97
  98. 98. DPI per gli OCCHII DPI dispositivi possono proteggere solose sono in perfette condizioni e adatti al lavoro. Slide n. 98
  99. 99. DPI per gli OCCHIIn presenza di polveri o fumisi devono usare occhiali a tenutache devono aderire perfettamente. ATTENZIONE quando indossate altri dispositivi di protezione. Slide n. 99
  100. 100. DPI per le VIE RESPIRATORIE Ricordate: non esistono maschere universali, capaci di proteggerci da ogni sostanza.Non dimenticate che il poterefiltrante delle mascherediminuisce nel tempo.È quindi necessarioprevedere una regolaresostituzione! Slide n. 100
  101. 101. DPI per le VIE RESPIRATORIEPer le lavorazioni in ambienti con polverio nebbie non nocive sono utilizzate mascherine conbasso livello di protezione. Slide n. 101
  102. 102. DPI per le VIE RESPIRATORIEAddestramento all’uso corretto • Mettete la maschera sul viso, regolate gli elastici, stringete la maschera sul naso. Regolate la maschera in modo da non lasciare spiragli per l’aria.Slide n. 102
  103. 103. DPI per le MANII guanti possonoproteggere solo se sonoin perfetto stato: guantirovinati o sporchi sonoun pericolo!Conservateli con cura esostituiteli appena nonsono più efficienti.Slide n. 103
  104. 104. Non tutti i guanti sono uguali!Slide n. 104
  105. 105. DPI per i PIEDIProtezione dai rischi meccanici: urti,schiacciamento, perforazione. Puntale rinforzato lamina antiforoSlide n. 105
  106. 106. DPI contro le CADUTESe non è possibile la realizzazionedi misure di protezione collettiva(parapetti, ecc.),è necessario l’uso di cintureo imbracature anticaduta.Attenzione: non esistonocinture di sicurezza adatte aqualsiasi utilizzo!Slide n. 106
  107. 107. DPI contro le CADUTECinture di posizionamento: il cordino limita lo spazio dicaduta. Sono previste con l’uso di PLE mobile. NON SONO VERE E PROPRIE CINTURE DI SICUREZZA !!Slide n. 107
  108. 108. ADDETTO TAGLIO LEGNOPrincipali rischi residui: mmc, polveri legno, rumore, taglio RISCHIO RUMORE RISCHIO TAGLIO
  109. 109. ADDETTO TAGLIO LEGNO Guanto antitaglio (cat. 2) - 4343 4 abrasione 3 taglio 4 strappo 3 perforazione Respiratore conchiglia per polveri generiche e di legno (cat. 3) Occhiale a mascherina in policarbonato trasparente (cat. 2)
  110. 110. ADDETTO TAGLIO LEGNO Ausilio per il trasporto del legno: il corretto utilizzo riduce il rischio MMC NO
  111. 111. ADDETTO TAGLIO LEGNOA libera scelta del lavoratore o secondo prescrizione Medico Competente Cuffia antirumore professionale per taglio legno, archetto imbottito, padiglioni regolabili. Tappi antirumore monouso (cat. 2) Inserti auricolari riutilizzabili (cat. 2)
  112. 112. MACCHINE TAGLIO LEGNO Troncatrice Assemblatrice a pedale Sezionatrice Bordatrice
  113. 113. ADDETTO TAGLIO LEGNO comportamento SI
  114. 114. ADDETTO TAGLIO VETRO Principali rischi residui: mmc, taglio NO SIContenitore sbagliato Contenitore giusto
  115. 115. ADDETTO TAGLIO VETRO Occhiale a mascherina con sistema di areazione ricavato nelle protezioni laterali, sovrapponibile ai comuni occhiali da vista (cat. 2) Guanto resistenza al taglio (cat. 3) – 254x 2 abrasione 5 taglio 4 strappo Manicotto a filo continuo in fibra (cat. 2) Grembiule antitaglio resistente allabrasione. (cat. 2) – 4542 4 abrasione 5 taglio 4 strappo 2 perforazione
  116. 116. ADDETTO TAGLIO VETRO Ausilio per il trasporto del vetro: il corretto utilizzo riduce il rischio MMC
  117. 117. ADDETTO TAGLIO VETRO Cappellino per sottoelmetto (cat.1) Semicalotta ergonomica, schermo in policarbonato resistenza agli impatti (cat. 2)
  118. 118. ADDETTO VENDITAPrincipali rischi residui: taglio, mmc, altezza RISCHIO TAGLIO
  119. 119. ADDETTO VENDITA Guanto antitaglio (cat. 2) - 4343 4 abrasione 3 taglio 4 strappo 3 perforazione Guanto sintetico con rivestimento (cat. 2) – 4131 4 abrasione 1 taglio 3 strappo 1 perforazione Adatto a lavorazioni fini Guanto (cat. 2) – 2143 2 abrasione 1taglio 4strappo 3 perforazione Guanti monouso cat. 2)
  120. 120. ADDETTO VENDITA SI NO Un DPI inadeguato può essere esso stesso di danno
  121. 121. TINTOMETROPrincipali rischi residui: chimico RESPIRATORE GUANTI MONOUSO MASCHERA
  122. 122. TINTOMETRO Guanti monouso (cat. 2) Respiratore per vapori organici (cat. 3) da utilizzare sempre se sull’etichetta esiste uno di questi simboli. Occhiale a mascherina antischizzi (cat. 2)
  123. 123. RIPRODUZIONE CHIAVIPrincipali rischi residui: rumore Tappi Occhiale a mascherina con sistema di areazione ricavato nelle protezioni laterali, sovrapponibile ai comuni occhiali da vista (cat. 2)
  124. 124. CARRELLISTA Elmetto (cat. 3) e cappellino (sottoelmetto) monouso (cat.1) rischio: caduta oggetti dall’alto Guanto antitaglio (cat. 2) - 4343 4 abrasione 3 taglio 4 strappo 3 perforazione Guanto sintetico con rivestimento (cat. 2) – 4131 4 abrasione 1 taglio 3 strappo 1 perforazione Adatto a lavorazioni fini
  125. 125. RICARICA BATTERIEPrincipali rischi residui: chimico Guanto antiscivolo (cat. 3) – 4101 4 abrasione 1 taglio 0 strappo 1 perforazione Guanti monouso (cat. 2) Occhiale a mascherina con sistema di areazione ricavato nelle protezioni laterali, sovrapponibile ai comuni occhiali da vista (cat. 2)
  126. 126. RICARICA BATTERIE RISCHIO CHIMICO
  127. 127. PLE MOBILEPrincipali rischi residui: mmc, altezza Cintura di posizione per la protezione dalla caduta dall’alto (cat 3) Guanto antitaglio (cat. 2) - 4343 4 abrasione 3 taglio 4 strappo 3 perforazione Guanto sintetico con rivestimento (cat. 2) – 4131 4 abrasione 1 taglio 3 strappo 1 perforazione Adatto a lavorazioni fini
  128. 128. CASSIERAPrincipali rischi residui: movimenti ripetuti Guanti monouso a disposizione (cat. 2) RISCHIO MMC
  129. 129. MAGAZZINIERE, ADDETTO VENDITE, CARRELLISTA, CASSIERA Scarpe antinfortunistica Caratteristiche principali: •Punta antischiacciamento •Suola antiperforazione •Suola antiscivolo
  130. 130. SegnaleticaIl colore rosso è presente nei segnalirotondi e indica il divieto di compiereoperazioni pericolose. I cartelli rettangolari completamente di colore rosso sono utilizzati per indicare un’attrezzatura antincendio.Il verde è associato alla segnaletica diemergenza, ad esempio le vie d’uscita, o aidispositivi di soccorso. Slide n. 130
  131. 131. Segnaletica I cartelli di colore giallo avvertono della presenza di un pericolo. pericoloQuelli di colore blu indicano i comportamentiobbligatori necessari alla protezione e allaprevenzione degli infortuni. Ricordate: se vediamo un cartello segnaletico significa che c’è qualcosa a cui dobbiamo porre attenzione! Slide n. 131
  132. 132. BACHECAprincipale strumento informativo per i lavoratori SELF G1 S.r.l. – filiale di SAVIGLIANO (CN) Servizio di Prevenzione e Protezione NORME PER TUTTI I LAVORATORIPer la prevenzione di infortuni e malattie professionali di tutti i Lavoratori operanti presso l’Aziendaed i relativi appalti, risulta necessario che si verifichi quanto segue.TUTTI devono rispettare scrupolosamente le norme di prevenzione, fra cui il divieto di accesso alle zonesegnalate ed il divieto di fumare ( sia per disposizioni dell’Azienda che per regolamenti e norme presso icommittenti ).E’ necessario che i lavoratori utilizzino i necessari Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e ne comprendanol’obbligatorietà, tramite l’informazione e la formazione. Devono segnalare tempestivamente eventuali deficienzedei dispositivi personali ricevuti (difetti di fabbricazione, rottura). Devono altresì segnalare un’eventuale COMPORTAMENTOintolleranza personale agli stessi al Responsabile del S.P.P. ed al Medico Competente, nominati dal proprio Datoredi Lavoro.E’ VIETATO l’utilizzo di attrezzature e macchine non di nostra proprietà. Risulta pertanto la necessità che tutti iLavoratori, per la loro opera in appalto, siano muniti di tutta l’attrezzatura necessaria, rispettando le indicazioniimpartite dai superiori per un corretto utilizzo delle stesse.I Lavoratori accedono alle postazioni di lavoro rispettando la segnaleticaE’ vietato accedere a zone diverse dal proprio posto di lavoroE’ vietato correreNegli ambienti di lavoro è vietato fumareE’ vietato consumare cibi negli spogliatoi, sul posto di lavoro, o in altri luoghi ad eccezione del refettorioE’ vietato consumare bevande alcoliche nell’interno delle aziende o presso i committentiE’ vietato urlare e scherzare sui posti di lavoroI Lavoratori sono obbligati a segnalare subito ai propri superiori eventuali infortuni o malfunzionamenti delleattrezzatureI Lavoratori devono utilizzare con cura e proprietà le installazioni e gli arredi destinati a refettori, spogliatoi,bagni, docce, presidi di primo soccorso ed arredi variI Lavoratori devono usare con cura i dispositivi di protezione individuale (DPI) e gli altri mezzi di protezionecollettiva forniti dal Datore di LavoroNon rimuovere né modificare i suddetti dispositivi.I lavoratori devono utilizzare con cura le macchine ed attrezzature messe a disposizione; attenersi al manualed’uso ed alle norme di sicurezza specifiche per ogni macchina.Non modificare o rimuovere i dispositivi di protezione e sicurezzaI Lavoratori devono conoscere i Nominativi delle figure responsabili in materia di sicurezza. Il Servizio di Prevenzione e Protezione
  133. 133. BACHECA organigramma SELF G4 S.r.l.Organigramma Sicurezza Gruppo SELF (estratto) DDL per le filiali di DDL per le filiali di DDL per le filiali di DDL Nuovi Progetti e SERRAVALLE SCRIVIA (AL)-T AGGIA (IM)-SET TIMO T .SE (T O) OSASCO (TO)-VIGLIANO BIELLESE (BI) QUART (AO) Remodelling Pier Marco Testa Denis Cazzola Enrico Gardino Paola Bariani MEDICO COMPETENTE Responsabile Servizio UFFICIO SICUREZZA Coordinatore Prevenzione e S.P.P. ESTERNO UFFICIO SICUREZZA Protezione (RSPP) Redazione DVR INTERNO Coordinamento Esterno Consulenza Tecnica Coordinamento Interno Dr.Petti Nicola Maria Paola Rubinetto Lorenzo Rubinetto Liberato Angellotti Se.M. srl Se.M. srl Se.M. srl CASALE M.TO (AL) -Località San Bernardino Via madre teresa di Calcutta c/o FILIALE DI: ipercoop centro comm.le la citadella GERENTE ADDETTI "PSAI" Delega alla sicurezza in filiale PRIMO SOCCORSO (P.S.) ANTINCENDIO (A.I.) Coordinamento Gruppo adeguato ARICO ALESSANDRO ARICO ALESSANDRO ARICO ALESSANDRO RANCO NATALE RANCO NATALE CAPI SETTOREOrganigramma Sicurezza Filiale Data: 06/02/2012 Firma: ……………….……………….. GARBIN CRISTIANO AGUGGIA FABRIZIO (PREPOSTI) MONGIANO MATTEO MARRONE PAOLO Sorveglianza, MARTINELLI SOFIA MARTARELLO MARCO addestramento BOSSI GIULIA DI NOTO MATTEO MEDICO COMPETENTE RANCO NATALE Rappresentante Lavoratori sorveglianza sanitaria MARTARELLO MARCO IMARISIO VANNA IMARISIO VANNA Scorta (RLS) MARTARELLO MARCO Dr.ssa DE LETO ANGELA "in fase di consultazione" Tutti i lavoratori sono addetti allevacuazione gestione emergenze
  134. 134. BACHECA tabella compiti SELF G1 S.r.l. Filiale di SAVIGLIANO (CN) PIANO DI EMERGENZA, ANTINCENDIO, EVACUAZIONE E PRONTO SOCCORSOENTI ESTERNI ENTI INTERNI TEL. TEL. TEL. COMPITI NOMINATIVO MANSIONE INCARICHI ED AZIONI IN CASO DI EMERGENZA LOCALE internoVIGILI DEL FUOCO 115 BENSALEM MOHAMMED 60 GERENTE VDT<20h/sett COORDINAMENTO COORDINATORE GENERALE E COMUNICAZIONI ESTERNEPRONTO SOCCORSO 118 BRUSCHI NATALIA 51 CAPO SETTORE / ADD. TAGLIO LEGNO EMERGENZA COMUNICA LINIZIO E LA FINE DELLEMERGENZA O EVACUAZIONEPREFETTURA CAPETTA DAVIDE 56 ALLIEVO CAPO SETTORESINDACO BENSALEM MOHAMMED 60 GERENTE VDT<20h/sett UFFICIO E DIREZIONE VENDITA 2: DECORAZIONEUSL/ASL BRUSCHI NATALIA 51 CAPO SETTORE ADD.VENDITA / ADD. TAGLIO LEGNO AREA PREVALENTEMENTE PRESIDIATA VENDITA 3: TECNICOCENTRO ANTIVELENI CAPETTA DAVIDE 56 ALLIEVO CAPO SETTORE VENDITA 1 /CASSE E BOXVIGILI URBANI CASTELLINO CRISTINA 54 ADD.VENDITA VENDITA 2: DECORAZIONEPOLIZIA 113 CAVALLO DANILO 65 ADD.VENDITA / ADD. TAGLIO LEGNO / ADD. MAGAZZINO / CARRELLISTA RESPONSABILE DELLANTINCENDIO VENDITA 1: GIARDINAGGIO ADDETTI ANTINCENDIOCARABINIERI 112 COLOMBANO ELENA 61 IMP.VDT>20h/s ett / ADD.PS E DEL PRONTO SOCCORSO UFFICIO e ADDETTI PRONTOAZIENDA GAS CRAVERO LUISA 59 CASSIERA / IMP.VDT>20h/SETT / ADD.VENDITA IN UFFICIO E TUTTI I REPARTI CASSE E BOX INFORMAZIONI SOCCORSOAZIENDA ACQUA GROSSO STELLA 59 CASSIERA IMP.VDT<20h/s ett / ADD.VENDITE CASSE E BOX INFORMAZIONIAZIENDA ELETTRICA PARATO GIANLUCA 59 ADD. MAGAZZINO / CARRELLISTA MAGAZZINO VENDITA 2: DECORAZIONEAZIENDA RIFIUTI RAINO LUCA 55 ADD.VENDITA / ADD. TAGLIO LEGNO / ADD. MAGAZZINO / CARRELLISTA VENDITA 3: TECNICORIMOZIONE AUTO TUNINETTI DAVIDE 57 ADD.VENDITA / ADD. TAGLIO LEGNO / RLS / CARRELLISTA TAGLIO LEGNOTELECOMUNICAZIONI VASILE LAURA 50 CASSIERA / ADD.VENDITA CASSE E BOX INFORMAZIONI COLOMBANO ELENA 61 IMP.VDT>20h/s ett / ADD.PSPROTEZIONE CIVILE RICEVE INFORMAZIONI DI PERICOLO DA CHIUNQUE, TRAMITE TELEFONO, ALLERTA ILPOLIZIA MUNICIPALE SEGRETERIA/ BOX INFO CRAVERO LUISA 59 CASSIERA / IMP.VDT>20h/s ett/ ADD.VENDITA COORDINATORE DA CUI RICEVE ISTRUZIONI, ALLERTA GLI ADDETTI ANTINCENDIO - RICEVE INFORMAZIONI SULLANDAMENTO DELLEMERGENZAMEDICO COMPETENTE GROSSO STELLA 59 CASSIERA IMP.VDT<20h/s ett / ADD.VENDITESECURITY LINEA ESTERNA 0172 - 716793ANTITACCHEGGIO BENSALEM MOHAMMED 60 GERENTE VDT<20h/s ett ADD. VENDITAMANUTENZIONE CONTATTI ESTERNI BRUSCHI NATALIA 51 CAPO SETTORE / ADD. TAGLIO LEGNOim p. Elettrico CAPETTA DAVIDE 56 ALLIEVO CAPO SETTOREim p. Term ico DIREZIONE AZIENDA 011 - 3996200 CURA LA DIVULGAZIONE, LATTUAZIONE E LOSSERVANZA DELLE NORME DI PREVENZIONE RUBINETTO MARIA PAOLAim p. Condizionam ento RESPONSABILE SPP 0171 - 694609 INCENDI E DELLE PRESCRIZIONI IN CASO DI INCENDIO - ESPONE IL PIANO DI EMERGENZA AL (c/o Se.M. S.r.l.) PARERE DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI AREA PREVALENTEMENTEim p. Antincendio CARRIERI COSIMO 48 ADD.VENDITA VENDITA 1: GIARDINAGGIOim p. Telefonico CAVALLO DOMENICO 62 ADD.VENDITA VENDITA 1: GIARDINAGGIO PRESIDIATAim p. Citofonico CESARANO ANDREA 58 ADD.VENDITA / TAGLIO LEGNO VENDITA 3: TECNICOim p. Allarmi ADDETTI EVACUAZIONE DI LEO ISABELLA 52 CASSIERA P.T. CASSE E BOX INFORMAZIONIim p. Automatis mi NICOLINO CHIARA 49 CASSIERA / ADD.VENDITA VENDITA 2: DECORAZIONEim p. Ascensori ROCA ALBERTO 62 ADD.VENDITA/MAGAZZINO/ADD.TAGLIO LEGNO / CARRELLISTA VENDITA 1: GIARDINAGGIOim p. Televis ivo SALANDINI MARTA 54 CASSIERA / ADD.VENDITA / IMP.VDT>20h/SETT CASSE E BOX INFORMAZIONI BENSALEM MOHAMMED 60 GERENTE VDT<20h/sett SERVIZIO TECNICO 1 PRIMO INTERVENTO SUGLI IMPIANTI, RESPONSABILE E ADDETTO AL CONTROLLO BRUSCHI NATALIA 51 CAPO SETTORE / ADD. TAGLIO LEGNO ( intervento sul campo ) ED EVACUAZIONE DEI MAGAZZINO, SCARICO MERCI ED AREA VENDITA CAPETTA DAVIDE 56 ALLIEVO CAPO SETTORE SERVIZIO TECNICO 2 BENSALEM MOHAMMED 60 GERENTE VDT<20h/sett ADDETTO ALLA GESTIONE ARCHIVI E DOCUMENTAZIONE, COMUNICAZIONI CON LESTERNO E ( archivio progetti, disegni ecc.. ) COLOMBANO ELENA 61 IMP.VDT>20h/s ett / ADD.PS LOGISTICA N.B. : IN CASO DI ASSENZA DEL TITOLARE SUBENTRA IL SOSTITUTO CHE VIENE NOMINATO IN BASE ALLA PRESENTE TABELLA E SECONDO LORDINE SOPRASCIRTTO 17/10/2011
  135. 135. BACHECA
  136. 136. I SERVIZI DI EMERGENZAPer affrontare in modoefficace un’emergenza,sono necessarie preciseprocedure di primo soccorso,lotta antincendioe di evacuazionee addetti addestrati.Slide n. 136
  137. 137. I SERVIZI DI EMERGENZASolo la conoscenzadelle procedure di primo soccorso,lotta antincendio e di evacuazione.permette di affrontare in modo efficaceemergenza. Slide n. 137
  138. 138. PREVENZIONE E PROTEZIONE ANTINCENDIO Prevenzione significa anche informazione sulla posizione di estintori e idranti.Controllate che siano sempre NOal loro postoe liberi da intralciper poter essere raggiunti eadoperati con rapidità. Slide n. 138 NO
  139. 139. PREVENZIONE E PROTEZIONE ANTINCENDIO E se un incendio scoppia davvero? Cosa bisogna fare?1. Mantenere la calma, ragionare senza farsiprendere dal panico e soprattutto non improvvisare! NO! Slide n. 139
  140. 140. PREVENZIONE E PROTEZIONE ANTINCENDIO2. Date immediatamente l’allarmesolo secondo le proceduredel piano di emergenza,(solitamente premendo unpulsante di allarme incendio).3. Successivamenteavvertite la squadra antincendio,a voce o telefonando al numeroprevisto, descrivendodettagliatamente la situazione. Slide n. 140
  141. 141. EMERGENZAIl piano di emergenza deve essere diffusoin modo evidente. Slide n. 141
  142. 142. EVACUAZIONE Se ci si fa prendere dal panico o l’evacuazione avviene in modo caotico, aumenta il rischio per le persone coinvolte e la probabilità di gravi infortuni.Al segnale di evacuazione,tutti devono abbandonareil posto di lavoro seguendoSOLO i percorsi predispostidal piano di evacuazione. Slide n. 142
  143. 143. EVACUAZIONE DEI LAVORATORIPrima di uscire,mettete in sicurezza macchinarie attrezzature. Uscendo, chiudete la porta alle spalle per evitare che l’incendio si propaghi Slide n. 143
  144. 144. EVACUAZIONE DEI LAVORATORI Attenzione: di fronte a una porta chiusa, prima di aprire, verificate che non nasconda un fuoco controllando la temperatura con la mano.NON usate gli ascensori:in mancanza di energiaelettrica potrebbero bloccarsi. Slide n. 144
  145. 145. EVACUAZIONE DEI LAVORATORI Raggiungete il punto di raccolta e attendete i responsabili, senza allontanarvi.Rimanete nel punto di raccoltafino a quando il coordinatore dell’emergenzaaccerta la presenza di tutte le persone coinvoltenell’evacuazione. Slide n. 145
  146. 146. PRIMO SOCCORSO Non improvvisate: ogni decisione indecisione può causare gravi ritardi nell’intervento!Chiamate immediatamente gli addettiaziendali del primo soccorso o il 118:Comunicate: luogo e numero da cuichiamate, gravità degli infortunati. ATTENZIONE: solo una comunicazione comprensibile permette un intervento efficace dei soccorsi. Slide n. 146
  147. 147. PRIMO SOCCORSO Non muovete l’infortunato, se avete il sospetto che abbia subito un trauma alla colonna vertebrale, a meno che non sia in immediato pericolo di vita. Avvisare gli addetti! Slide n. 147
  148. 148. Le dotazioni di primo soccorsoIn ogni luogo di lavoro, la segnaletica indicail punto in cui è custodita la dotazione di presidi medici ei dispositivi di protezione individuale necessari per gliinterventi di primo soccorso. Slide n. 148
  149. 149. SCHEDA SELF G4 S.r.l. 08 - 05DIT T A : SELF G4 S.r.L. DAT A DI COMPILAZIONE : 30/05/2011 REVISIONE : 05FILIALE:MANSIONE: ADDETTO ALLO RIEMPIMENTO DEGLI SCA FFALI A TTIVITA SVOLTERifornimento di prodotti e materiali in vendita nei vari reparti e scaffalature PRODOTTI CHIMICI E MA TERIE PRIME UTILIZZA TIlegno e altri prodotti venduti A TTREZZA TURE UTILIZZA TEtranspallet , carrelli manuali, scaleVA LUTA ZIONE RISCHI PRINCIPA LI (indice di rischio da 0 a 5):0 = as s e n te o tras c u rab ile , 1 = lie ve o irril van te , 2 = d is c re tam e n te b as s o o m o d e rato , 3 = m e d io o n o n m o d e rato , 4 = e le vato , 5 = m o lto e le vato , in ac c e ttab il , in to l rab ile e e leRISCHIO INDICE RISCHIO INDICE 101 ILLUMINAZIONE 3 117 AMIANTO 0 102 AERAZIONE/FUMO PASSIVO 2 118 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 3 103 AMBIENTE TERMICO 2 119 ERGONOMIA - POSTURE 2 104 INVESTIMENTO 2 120 ERGONOMIA - ARTI SUPERIORI - CTD 3 105 SISTEMAZIONE DEL POSTO DI LAVORO 3 121 VIDEOTERMINALI 0 106 SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO 3 122 POLVERI - FIBRE 2 107 CADUTE DALLALTO 3 123 FUMI - NEBBIE - GAS - VAPORI 0 108 CADUTA DI MATERIALE DALLALTO 3 124 SOSTANZE E PRODOTTI CHIMICI 1 109 CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO 2 125 ALLERGENI 1 110 URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI 2 126 RADIAZIONI IONIZZANTI 0 111 PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI 2 127 RADIAZIONI NON IONIZZANTI/ CAMPI ELETTROMAGNETICI 0 112 GETTI - SCHIZZI - SCHEGGE - TRUCIOLI 2 128 RISCHIO BIOLOGICO 0 113 ELETTRICITA 2 129 RISCHIO INCIDENTE STRADALE 0 114 CALORE - FIAMME - ESPLOSIONE 2 130 RISCHIO AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI 0 115 RUMORE 0 131 LAVORO NOTTURNO 0 116 VIBRAZIONI 0 132 STRESS LAVORO - CORRELATO 1 PRINCIPALI MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE mirate allo svolgimento della mansione specificaVedasi le pagine successive DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUA LE CASCO d o ve in d ic ato an c h e m e d ian te c arte llo nis tic a X CALZATURE DI SICUREZZA COPRICAPO OCCHIALI d o ve in d ic ato an c h e m e d ian te c arte llo n is tic a X GUANTI X MASCHERA PER LA PROTEZIONE VIE RESPIRATORIE d o ve ind icato anche m e d iante carte llo nis tica SCHERMO ATTREZZATURA ANTICADUTA PROTETTORE AURICOLARE d o ve ind icato anche m e d iante carte llo nis tica INDUMENTI AD ALTA VISIBILITA X INDUMENTI PROTETTIVI CREME BARRIERA (SOLO SU PRESCRIZIONE)
  150. 150. SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE (S.P.P.) FORMAZIONE LAVORATORI - ESERCITAZIONE SCHEDA gruppo SELF 08 - 05DITT A : gruppo SELF DATA DI COMPILAZIONE : REVISIONE : 05FILIALE:MANSIONE: ADDETTO ALLO RIEMPIMENTO DEGLI SCAFFALI ATTIVITA SVOLTERifornimento di prodotti e materiali in vendita nei vari reparti e scaffalature PRODOTTI CHIMICI E MATERIE PRIME UTILIZZATIlegno e altri prodotti venduti ATTREZZATURE UTILIZZATEtranspallet , carrelli manuali, scale, attrezzi manualiVA LUTAZIONE RISCHI PRINCIPALI (indice di rischio da 0 a 5):0 = as s e n te o tras c u rab ile , 1 = l ve o irrile van te , 2 = d is c re tam e nte b as s o o m o d e rato , 3 = m e d io o n o n m o d e rato , 4 = e le vato , 5 = m o lto e l vato , inac c e ttab ile , in to ll rab ile ie e e INDICERISCHIO 0 1 2 3 4 5 101 ILLUMINAZIONE 102 AERAZIONE/FUMO PASSIVO 103 AMBIENTE TERMICO 104 INVESTIMENTO 105 SISTEMAZIONE DEL POSTO DI LAVORO 106 SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO 107 CADUTE DALLALTO 108 CADUTA DI MATERIALE DALLALTO 109 CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO 110 URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI 111 PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI 112 GETTI - SCHIZZI - SCHEGGE - TRUCIOLI 113 ELETTRICITA 114 CALORE - FIAMME - ESPLOSIONE 115 RUMORE 116 VIBRAZIONI 117 AMIANTO 118 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 119 ERGONOMIA - POSTURE 120 ERGONOMIA - ARTI SUPERIORI - CTD 121 VIDEOTERMINALI 122 POLVERI - FIBRE 123 FUMI - NEBBIE - GAS - VAPORI 124 SOSTANZE E PRODOTTI CHIMICI 125 ALLERGENI 126 RADIAZIONI IONIZZANTI 127 RADIAZIONI NON IONIZZANTI/ CAMPI ELETTROMAGNETICI 128 RISCHIO BIOLOGICO 129 RISCHIO INCIDENTE STRADALE 130 RISCHIO AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI 131 LAVORO NOTTURNO 132 STRESS LAVORO - CORRELATO  CROCETTA RE LE CASELLE SECONDO LINDICE DI RISCHIO DA 0A 5  DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUA LE CASCO d o ve in d ic ato an c h e m e d ian te c arte llo n is tic a CALZATURE DI SICUREZZA COPRICAPO OCCHIALI d o ve ind ic ato anc h e m e d iante c arte llo n is tic a GUANTI MASCHERA PER LA PROT. VIE RESP. d o ve ind icato anche m e d iante carte llo nis tica SCHERMO ATTREZZATURA ANTICADUTA PROTETTORE AURICOLARE d o ve in d ic ato an c h e m e d ian te c arte llo n is tic a INDUMENTI AD ALTA VISIBILITA INDUMENTI PROTETTIVI CREME BARRIERA (SOLO SU PRESCRIZIONE)  INDICARE, CROCETTANDO LA O LE CASELLE, I DPI NECESSARI DATA: ___________________________ COGNOME e NOME COMPILATORE: _____________________________________________________A conclusione del TEST sono colmati i fabbisogni formativi con correzione in aula delle risposte sbagliate

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