Pane, Web e Salame 4 - ubi de feo

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slides della mia presentazione a tema "Come internet mi ha salvato la vita"

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Pane, Web e Salame 4 - ubi de feo

  1. 1. Hello, Savants! creative technologist, programmer, hacker, maker, designer, artist, dj, pasticciere free-lance. Storie di gente con la testa in Italia e i piedi nel mondo #PWES4, Mercoledì 26 giugno 2013 Castello Malvezzi, Brescia Ubi de feo ciao! mi chiamo Ubi de Feo (al tempo Ubaldo). sono Creative Technologist in Hello, Savants! Hello, Savants! è un collettivo fondato insieme ad altri sei italiani ad Amsterdam. Ci siamo ritrovati li. L'atmosfera di questa citta' ha reso possibile questa formazione.
  2. 2. sono nato qui
  3. 3. ora vivo qui
  4. 4. ci sono arrivato più o meno così. se quella fosse una dorsale di internet sarebbe la più lenta: l'upload è durato circa trent'anni questa è una storia personale, ma dubito sia soltanto la mia.
  5. 5. i miei nonni – come forse i vostri – erano “makers”, ma al tempo non era di moda e non avevano una pagina su Wikipedia. costruivano case, mobili, utensili, cose che gli servivano per fare il loro lavoro. qualunque esso fosse: falegname, fabbro o agricoltore. se riguardo il mio percorso, qualsiasi ruolo io abbia ricoperto si riconduce sempre ad un bisogno, mio o altrui. è solo il contesto a cambiare.
  6. 6. quando sono nato non si parlava di Internet . se ne “chiacchierava” in ristretti ambienti universitari o di ricerca e in ambito militare. principalmente negli U.S.A. . come ci sono arrivato ad internet? quanti come hanno seguito percorsi simili ai miei? cercherò di non annoiarvi troppo, toccando solo i punti che ritengo fondamentali.
  7. 7. quando avevo 10 anni fa ingresso in casa mia il Philips Videopac G7400+ aveva qualche giochino a bassissima risoluzione ma stimolava la fantasia, ce ne fosse stato il bisogno. cosa pilotavo durante lepartite agguerrite contro mia sorella? aveva una tastiera. era possibile installare una cartuccia che forniva una logica programmabile per scrivere codice. ... era introvabile anche attraverso il rivenditore. eravamo ad Agropoli, ricordate? Il resto del mondo era REMOTO.
  8. 8. divento' parte dell’armamentario a disposizione per i nostri giochi di fantascienza. il Videopac G7400+ in un attimo si trasformava nella sala controllo della USS Enterprise
  9. 9. parallelamente seguivo un corso di dattilografia e picchiavo forte sui tasti di una Olivetti Lettera 42
  10. 10. picchiettavo in continuazione. ossessivamente. scrivevo sempre più veloce e con meno errori. mi piaceva.
  11. 11. la Olivetti Lettera 35 in ghisa era fuori budget. “che oggetto meraviglioso” pensavo già allora.
  12. 12. durante i giochi fingevo di immettere comandi nel Videopac e ne immaginavo le ripercussioni sullo spazio circostante. nel tempo libero costruivo cose con il legno, leggevo fumetti e libri (adoravo Verne), usavo un saldatore regalatomi da mio zio Mario, anche lui un maker: fabbro.
  13. 13. avevo circa 13 anni quando, per non ricordo quale motivo, ecco arrivare un nuovo amico: il Commodore 64 C! ultimo modello, nuovo design. prima di allora avevo cercato di usare i C128 di amici per imparare qualcosa, ma tutti sembravano interessati al solo scopo ludico di quelle macchine già ai tempi molto versatili e potenti.
  14. 14. per qualche motivo mi piaceva la parte in cui scrivevi LOAD "*",8,1 ora so esattamente cosa faceva quel comando, ma al tempo era un mistero.
  15. 15. i vari Commodore Computer Club erano uno strumento utile, molti articoli erano tradotti da riviste americane e articoli in BBS. [http://en.wikipedia.org/wiki/Bulletin_board_system] mancava la possibiltà di un confronto con altri ragazzini che avrebbero potuto aiutarmi a capire, ad imparare. ora che avevo il mio C64 potevo finalmente tornare ad essere un recluso e capire cosa potesse fare.
  16. 16. i giochi mi piacevano, ma preferivo esplorare il manuale del Basic e correggere i bugs nei listati: su CCC trovai una spiegazione del comando DATA, ovviamente non riuscivo a capire cosa facesse, ma provando e riprovando finalmente fui in grado di sistemare la dannata mongolfiera: aveva una riga DATA sbagliata e i pixels erano disallineati.
  17. 17. questa si trasformo' presto in una macchina, perché ora potevo disegnare in pixels in una griglia usando un quaderno a quadretti, e grazie al comando POKE potevo controllarla con il Joystick.
  18. 18. stavo programmando, ma non credo mi rendessi conto che che era ciò che avrei fatto “da grande”.
  19. 19. tra un programma e l’altro giunse il 1990. conobbi Claudio, che presto divenne il mio migliore amico. anche lui appassionato di computers ed elettronica, di cui spesso chiacchieravo con un altro amico : Gigi. questi due erano la mia micro-rete. ci scambiavamo informazioni e teorie. il padre di Claudio era un tecnico elettronico, ma a causa di un gap generazionale non ero in grado di farlo entrare nella mia rete. ora, ovviamente, mi riesce più facile. Claudio aveva un C64, e...
  20. 20. tra un programma e l’altro giunsero gli anni ‘90. conobbi Claudio, che presto divenne il mio migliore amico. anche lui appassionato di computers ed elettronica, di cui spesso chiacchieravo con un altro amico : Gigi. questi due erano la mia micro-rete: ci scambiavamo informazioni e teorie. il padre di Claudio era un tecnico elettronico, ma a causa di un gap generazionale non ero in grado di farlo entrare nella mia rete. ora, ovviamente, mi riesce più facile. Claudio aveva un C64, e...
  21. 21. 2 modem!!! chiedo venia: 2 “Adattatori Telematici” presto imparammo che, connettendo i due C64 alla presa del telefono. potevamo far partire una chiamata da casa a casa e stabilire una connessione tra noi due. cosa potevamo farci? poco: tutto cio' che scrivevamo arrivava da uno schermo all'altro. stavamo “chattando”, ma quel termine non esisteva ancora. semplicemente "scrivevamo" sullo stesso buffer di bytes.
  22. 22. era la prima volta che stabilivamo una connessione di rete e non ci sembrava granchè... era interessante, ma non credo avessimo realizzato dove cio' ci avrebbe portati. potevo scrivere programmi sul suo computer e farli girare con RUN. finimmo per "chattare" sempre fino a tardi la sera o almeno finchè mia madre non ristabiliva l'ordine con “La Donna del Monte ha detto ‘No’.” (cit.)
  23. 23. il mio C64 non duro' molto a lungo perché decisi di esplorare la User Port. ci si potevano collegare transistors e controllare altri dispositivi, ma non capivo bene come.
  24. 24. riuscii a scrivere un'interfaccia basata su testo in colonne che controllavo con il Joystick. aveva dei check-box fatti piu' o meno cosi' [foto] purtroppo durante un'esplorazione della motherboard feci una saldatura che non dovevo fare e il mio Commodore 64 ando' in fumo.
  25. 25. non vi fuorono altri computers in casa fino all'arrivo dell'Amiga 600, che usai quasi esclusivamente per giocare e “fare musica”, a dispetto del fatto che ci si potesse programmare di tutto: suono, grafica, animazioni. semplicemente lo ignoravo. nel frattempo ero diventato un meccanico illegale di vespe e motorini. i miei bisogni di maker/hacker erano soddisfatti. questo duro' un po' di anni.
  26. 26. finché apparvero i Macintosh dell'Università... ero autorizzato ad usarli perché aiutavo ad archiviare manoscritti in formato digitale. grazie a questo compito riuscii a farmi comprare un PC. era veloce, ma l’equilibrio tra le parti del software (MS-Dos) era fragile. cancellazione di AUTOEXEC.BAT e CONFIG.SYS erano all'ordine del giorno. sicuramente esperienze necessarie all'apprendimento. presto iniziai a lavorare in pre-stampa usando Word e Corel Draw per l’impaginazione di libri.
  27. 27. nel ‘97 mi ritrovai allo IED. ero in un corso sperimentale di Softimage 3D. non sapevo nulla di 3D ed imparai tanto. a Milano avevo anche una connessione 9600b. Google non esisteva ancora ma familiarizzavo con Altavista. la mia carriera nel 3D durò praticamente nulla: durante l'estate ebbi un incidente in Vespa e rimasi bloccato a letto per qualche mese. senza internet.
  28. 28. quando riuscii a camminare di nuovo tornai a Milano per lavorare come "programmatore Director". non conoscendo Director dovetti impararlo in tempi record. Director e' stato il software che mi ha fatto capire che sebbene io provassi a guadagnarmi da vivere facendo il grafico per contenuti interattivi, non avevo talento come grafico... (FAIL) forse ne avevo come programmatore.
  29. 29. arrivato in Nurun (ai tempi Quam) conobbi Niko. vide qualcosa in me, e da schiavo programmatore director per cd-rom a iniziai a lavorare usando Flash. ancora una volta mi tocco' imparare in fretta. grazie a Flash mi ritrovai a lavorare su molti progetti interessanti.
  30. 30. ABC (Abnormal Behavior Child) di Niko
  31. 31. TokiDoki di Simone Legno
  32. 32. il primo sito interattivo di Mandarina Duck
  33. 33. su internet finalmente si trovavano risorse utili. gente come noi aveva dei Blog che non si chiamavano ancora Blog ed probabilmente erano statici. pochi usavano PHP, ASP e database, ma si poteva. non si era ancora “social”: chi condivideva articoli interessanti li pubblicava senza aspettarsi un “like”. lo si faceva perché consci del fatto che se noi stessi avevamo sudato per raggiungere un risultato. era giusto mettere le scoperte da qualche parte e dare una mano a chi ha bisogno. non si faceva SEO, semplicemente prima o poi qualcuno trovava il tuo articolo e lo leggeva/condivideva. Forum Newsletter IRC Blog open-source Tutorials
  34. 34. questa mia voglia di aiutare gli altri e scrivere tutorials mi portò a diventare moderatore per Director su UltraShock. era il primo sito completamente dedicato al webdesign che raccoglieva risorse per Flash e Director, oltre ai vari HTML, PHP, database etc. tra le righe dei thread conobbi Charles Forman (in arte Setpixel) con cui ancora mantengo, 15 anni dopo, un bel rapporto di amicizia e rispetto.
  35. 35. se il nome non vi dice nulla... Charles è il fondatore di OMGPop: Mr. “Draw Something” *. una volta siamo anche riusciti ad incontrarci a New York. *: sorry for the name-dropping, Chuck.
  36. 36. ogni tanto ci si scrive o ci si vede su Skype e si parla di quadcopters e Arduino.
  37. 37. mi trovavo molto bene con la gente conosciuta online. c'era voglia reciproca di condividere le proprie scoperte. era diverso dall'ambiente che mi circondava in italia, in cui un programmatore non ti rivela un trucco, un designer non ti fa vedere come raggiungere determinati risultati. detentori di segreti col terrore di esserne derubati. questa gente non fa tanta strada. io nel frattempo scrivevo sui forum, progettavo tutorials per aiutare chi si avvicinava a Flash o Director, passavo le notti sulla rete grazie alla fibra a 10Mb di Fastweb. Forum Newsletter IRC Blog open-source Tutorials
  38. 38. nel 2002 si presentò l'occasione di andare con Niko ad Amsterdam per lavorare con Wieden+Kennedy: l'agenzia che ha aiutato Nike a creare il brand. cambi di scenario: in italia mi sento dire: "tutti siamo necessari, nessuno e' indispensabile". all'estero le mie capacità e curiosità sono riconosciute e apprezzate... nonché remunerate. si lavorava per brands internazionali.
  39. 39. Electronic Arts FIFA 2003 (anni dopo anche FIFA 2008)
  40. 40. Goretex
  41. 41. dopo W+K decisi di aprire la mia compagnia in Olanda e ho iniziai a lavorare per Nokia ed altri
  42. 42. nel 2006 ho incontrato Massimo Banzi. sono stato suo ospite ad un workshop su Arduino, e dopo un po’ mi ha chiesto di fargli da assistente. a breve mi sono ritrovato ad essere trainer di Arduino, e ad imparare un po' di elettronica. ora me la cavo abbastanza bene, a rivedere alcuni dei progetti:
  43. 43. prototipo in scatola per Scottie realizzato con Gianluca Martino e Massimo Banzi progetto di de Waag
  44. 44. Scottie dal vivo giocattolo che connette bambini ospitalizzati alle famiglie e agli amici tramite l’invio di “coccole” tramite vibrazioni e luci.
  45. 45. prototipo in scatola di ikPod progetto di Mediamatic
  46. 46. ikPod dal vivo lettore di tag RFID basato su iPod Touch usato in diverse exhibitions come info-system tool.
  47. 47. prototipo di Automatiek Arduino Shield progetto di Mediamatic
  48. 48. Automatiek INNL permette ai visitatori di un museo di utilizzare RFID tags per la fruizione di contenuto e lo sharing. abilita l’acquisto di souvenirs da distributori automatici.
  49. 49. prototipo di controller per gioco a quiz realizzato con Meg Grant progetto di de Submarine per EYE Film Museum
  50. 50. Quiz Booth dal vivo installato al EYE Film Museum in Amsterdam
  51. 51. TapBox-0 installazione realizzata per la mostra di apertura di Hello, Savants! ad Amsterdam https://vimeo.com/30445588
  52. 52. durante la mia permanenza ad amsterdam (11 anni) ho conosciuto moltepersone. le persone nella mia vita vanno e vengono, ma alcuni decidono di restare. ecco che nel 2011, insieme ad Andrea, Cristiano, Francesco, Marco, Rocco, Stefano ed io decidiamo di fondare Hello, Savants! lo spirito: prendiamo un posto in comune. qualcosa accadra'... qualcosa sembra stia accadendo.
  53. 53. ho lasciato per ultima una delle mie attivita' preferite: insegnare. non mi riferisco alla suo forma più nota. non siedo alla cattedra. non credo in quel modello. si impara di più insieme, quindi ecco il modello workshop per il mio progetto "from 0 to C", in cui cerco di insegnare a programmare in C in 3 giorni. lo scopo non e' diventare programmatori, ma capire come un mondo che tende a spaventare possa trasformarsi in 3 giorni di giochi e stimolare la curiosità. "giocare" suona meglio di "simulare"
  54. 54. questa e' una storia fatta di internet, di programmazione, di design, ma soprattutto, a dispetto del fatto che io sia in fondo un eremita, di persone. la rete diventa il filo conduttore, il mezzo grazie a cui ci si incontra. è la Global Hive Mind che ci permette di scambiare idee. non e' internet che mi ha salvato la vita, bensì le persone che ho conosciuto grazie ad essa. soprattutto ciò che ho creato con queste persone. apprezzo la conoscenza condivisa apertamente, l'aggregazione al fine di imparare e migliorarsi. sono convinto che in buona compagnia si impari meglio.
  55. 55. dopo tutti questi anni, la domanda più difficile che mi mi possa fare è: "cosa fai nella vita?". accade spesso e mi lascia senza risposte chiare.
  56. 56. Hello, Savants! creative technologist, programmer, hacker, maker, designer, artist, dj, pasticciere free-lance. Storie di gente con la testa in Italia e i piedi nel mondo #PWES4, Mercoledì 26 giugno 2013 Castello Malvezzi, Brescia Ubi de feo

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