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Il Codice Pelavicino tra edizione digitale e public history

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Intervento ad AIUCD2015

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Il Codice Pelavicino tra edizione digitale e public history

  1. 1. Il Codice Pelavicino tra edizione digitale e public history Alessio Miaschi, Roberto Rosselli Del Turco, Chiara Di Pietro, Enrica Salvatori AIUCD 2015 - Torino
  2. 2. Il Codice Pelavicino •  ManoscriFo composito. Redazione principale fine del XIII secolo •  Contenuto prevalente: Liber iurium del vescovo di Luni •  Raccolta di fonM fondamentale per la storia della Lunigiana nel Medioevo •  Prima edizione 1912 secondo criteri discuMbili e comunque con errori e lacune •  TentaMvi di riedizione tradizionale fin dal secondo dopo guerra
  3. 3. Tradizione / Innovazione •  EnM coinvolM esponenM della storia locale e di un modo di fare storia “tradizionale” •  Apostolato digitale (in parte favorito dalla necessità conMngente): •  Mutamento delle modalità di lavoro •  Imprenscindibilità di una équipe •  Digitale come “premium” •  Scelta della soluzione più completa e innovaMva •  Grande semplicità di uMlizzo con inserimento delle novità in maniera soY (light innova4on)
  4. 4. Sito / Edizione
  5. 5. Ragioni, criteri, materiali
  6. 6. Dialogare con (conoscere) l’utenza
  7. 7. Dialogare con (conoscere) l’utenza
  8. 8. Dialogare con (conoscere) l’utenza
  9. 9. Dialogare con (conoscere) l’utenza
  10. 10. Light innovation (interfaccia)
  11. 11. Light innovation (interfaccia)
  12. 12. Light innovation (interfaccia)
  13. 13. Light innovation (interfaccia)
  14. 14. Gruppo di Lavoro
  15. 15. XML e standard TEI •  Per la codifica del Codice Pelavicino si è deciso di far riferimento al linguaggio di codifica XML (eXstensible Markup Language) •  Inoltre, per far riferimento ad una serie di elemenM standard, è stato deciso di basarsi sugli schemi di codifica generabili tramite lo standard TEI •  La TEI (Text Encoding Ini4a4ve) è un consorzio cha ha sviluppato uno standard per la rappresentazione e la condivisione di tesM in formato eleFronico
  16. 16. La codiFica del manoscritto •  Per la prima fase di codifica si è stabilito di parMre da una selezione di 145 documen2 tra[ dal Liber Iurium •  Prima delle marcatura del testo, è stato necessario impostare gli strumenM di lavoro: Condivisione dei file Consultazione documenM Codifica documenM
  17. 17. La codiFica del manoscritto •  I 145 documenM sono staM codificaM in altre7an2 documenM XML •  Ognuno di quesM documenM XML è stato collegato ad un unico file master tramite Xinclude •  Xinclude è un metodo che permeFe di collegare più file XML fra loro •  Il documento master è stato suddiviso in tre macro elemenM: •  <teiHeader>: intestazione del file XML •  <facsimile>: elemento necessario per la realizzazione del collegamento fra elemenM specifici del testo e dell’immagine; •  <text>: il corpo del file, contenente i riferimenM ai documenM codificaM e la bibliografia di riferimento
  18. 18. Il <teiHeader>
  19. 19. Il <text> •  Tu[ i riferimenM ai documenM sono staM raggruppaM in un unico elemento <group> •  All’interno del <group> sono staM inseriM i 145 link <xi:include> esterni: uno per ogni documento XML •  Ogni file XML esterno è stato suddiviso, come da standard, in <teiHeader> e <text> •  L’elemento <text> di ogni documento è stato così suddiviso: •  Un <front>: per le informazioni descri[ve e per l’apparato criMco; •  Un <body>: per il testo vero e proprio. •  La bibliografia (<listBibl>) è stata inserita nel <back> del macro elemento <text>
  20. 20. Il <text> di un documento
  21. 21. I signa tabellionis •  Simboli uMlizzaM dai notai dei documenM per autenMcare e convalidare le varie soFoscrizioni •  PresenM in grande quanMtà nel Codice Pelavicino •  Rappresentano un’importante fonte di studio per: •  La diplomaMca e la paleografia medievale; •  Il presMgio del notaio in un periodo compreso fra il X e il XIII secolo.
  22. 22. I signa tabellionis •  Dopo una serie di ricerche per verificare il traFamento dei signa nelle altre edizioni (cartacee e digitali), sono state impostate due soluzioni: •  Un <facsimile> XML: per il collegamento testo – immagine dei simboli; •  Una pagina HTML: per la lista consultabile dei notai e dei signa associaM. •  L’elemento <facsimile> è stato compilato con una serie di elemenM necessari per l’idenMficazione dei signa e per il loro collegamento con il testo •  Per delimitare le zone delle immagini contenM i simboli è stato uMlizzato IMT (Image Markup Tool)
  23. 23. La pagina dei notai •  Inserita all’interno del sito web, nella sezione Materiali, la pagina presenta la lista espandibile di tu[ i notai presenM nel Codice •  Ogni notaio sarà caraFerizzato da: •  Informazioni generali (nome esteso e qualifica); •  I signa ad egli associaM. •  La lista dei notai, con i signa associaM, è stata generata in un unico <div> contenitore, tramite il linguaggio XSLT •  Per compilare il <div>, è stato necessario far riferimento alla lista dei nomi di persona e dei signa tabellionis presenM nel file XML
  24. 24. EVT
  25. 25. EVT
  26. 26. EVT
  27. 27. EVT
  28. 28. EVT
  29. 29. EVT
  30. 30. EVT
  31. 31. EVT

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