1165: PISANI, GENOVESI E UN CORSARO NEL
GOLFO
Enrica Salvatori
Società Storica Spezzina - Università di Pisa
Raccontami Spezia - 10 gennaio 2020
MAGGIO 1165
Pisani e Genovesi sono rivali in tutto il Mediterraneo ma
l’imperatore chiede che depongano le armi
Genova tiene saldamente in mano Portovenere, ma non ha
controllo diretto sulla parte orientale del golfo
A Portovenere si svolgono le trattative tra Genova e
Pisa, con la mediazione del messo imperiale. L’accordo sembra
raggiunto quando il cappellano dei Pisani torna a Pisa per consultarsi
con il Comune. Ai Genovesi l’iniziativa appare subdola, ma accettano.
Appena il cappellano parte, entra a Portovenere la nave di Trapelicino…
EVIENE PRESO A SASSATE..
Et ipso eunte, galea Trepedecini PortumVeneris intravit. Et consul noster,
sperans de pace futura, lapidibus iactis, fugavit galeam illam usque discum,
et dixit Pisanis: Doleo quod galea ista exivit nunc de portu nostro et vadit in
cursum; et sicut vobis placuerit faciam. Bene enim possumus capere illam lignis
minutis. (Oberto cancelliere)
La galea di T. entra a PortoVenere. E il nostro console (genovese),
ancora auspicando la pace, facendo gettare delle pietre, mette in
fuga la galea fino al “disco”, dicendo ai Pisani: Mi spiace(rebbe) che
questa galea uscita ora dal nostro porto, andasse “in corsa”; e
allora come a voi piacerà io agirò. Infatti possiamo facilmente prenderla
con piccole imbarcazioni.
DISCO - SCOGLIO PIATTO?
LA CONVOCAZIONE
LA CONVOCAZIONE
Il pisano Alamanno:“Signor console,Trapedicino è mio parente
(cognatus), non crediamo che possa offendere la nostra gente,
anche se obbedisce a voi. Se vi piace, lo farò venire (qui) io". Il console:
approva.
In verità Trapedicino risponde ai messi dei Pisani:“Considero i Pisani
stolti e folli, se richiedono di recarmi da loro. Ma se è il mio console a
chiedermi di andare e in fiducia, andrò, come (ci si reca da) un
padre e un dominus (tamquam patri et domino)”.
Il console ai Pisani:“Lo mando a chiamare, lo volete prendere voi o lo
catturiamo noi?” I Pisani:“Che venga!” E così accade.
IL NASO
Il console: "Volete che parli da
solo con lui o ci parlate anche
voi? Risposero:“Parleremo noi”
Il pisano (Alemanno) a
T.:“Dove stai andando e con quale scopo?” (quo vadis, et cur vadis?)
A lui T.: "Mi muovo per catturare voi e le vostre cose, e per
troncarvi il naso se non farete pace con i Genovesi.“
Al che i Pisani cominciano a imprecare e si odono parole
odiose.
CONOSCIAMO IL CORSARO
Trapelicino è un “corsaro” nel senso proprio dato che la
sua nave va in cursum e lui è definito cursor
Trapelicino è pisano e appartiene al ceto dirigente (parente
del console)
Si rivolge al console genovese atteggiandosi a suo vassallo
(codice di comportamento feudale)
Ricorre a minacce reali (catturare persone e beni) e
simboliche (troncare il naso)
TRAPELICINO BANN(D)ITO
Brevi dei consoli di Pisa del 1162 e del 1164 attestano un
misfatto già compiuto e duramente sanzionato
1° capitolo: protezione verso tutti i Pisani exceptis illis qui
sceleratissimum et abnominabile maleficium in nave
Trapilicini de Saracenis commiserunt. (eccettuativo)
41°: Omnia ordinamenta, in Constitutis scripta in consulatu
Guidonis de Bella, de hominibus qui fuerunt in navi
Trapilicini, propter abhominabile et nefandissimum
maleficium quod de Saracenis facere non dubitarunt, fi rma
tenebo et sequentem consulatum Pisis non recipiam qui eadem
fi rma tenere non iuret. (specifi co)
IL MISFATTO
Consolato di Guido de Bella, 1151-1162
Delitto sceleratissium, abhominabile, nefandissimum:
tradimento
1154 lettera del visir del califfo fatimide d’Egitto
all’ambasciatore dei Pisani Ranieri Bottaccio —> alcuni
mercanti di Alessandria erano saliti fi duciosi su una nave pisana,
quando i membri dell’equipaggio, col pretesto di aver avvistato una
nave dei Franchi, fecero scendere gli Alessandrini nelle sentine, li
uccisero e poi li gettarono fuoribordo, requisendo tutta la loro
mercanzia oltre che mogli e fi gli.
CRIMINE NEFANDO PERCHE’
mette in pericolo la presenza pisana ad Alessandria: vi avevano un
funduq, ospitavano Alessandrini sulle proprie navi mercantili e
erano soggetti a prelievi fiscali particolarmente favorevoli.
Alessandria era un avamposto commerciale pisano
di grande importanza
viola il diritto consuetudinario e marittimo: attenta al
patto di reciproca fi ducia che vigeva tra i membri di un unico
equipaggio e tra i soci di un’impresa commerciale.
IL RIMEDIO
L’ambasciatore pisano non è in grado di consegnare i colpevoli
(evidentemente latitanti) banniti
nuovo accordo ricco di concessioni per Pisa e soggetto solo a
due condizioni:
1) che i Pisani curassero di perseguire senza
remissione coloro che avevano ucciso a tradimento
gli Alessandrini
2) che non si alleassero né aiutassero i nemici Franchi
TORNIAMO NEL GOLFO
IL SOSPETTO
Il console:“Voglio,T., che rimani qui fino a che
non torna il cappellano da Pisa; se non lo farai
ti toglierò la fiducia e non potrai tornare a Genova”. E lui:“ Mi
consulterò con i miei e domani mattina vi dirò” E va al “disco”.
I Pisani, sospettosi, si spostano dall’Isola e si stanziano nel borgo di
Portovenere. La mattina vista la galea di T. in movimento, il console sente
odore (di inganno) e pensa che sia “in corsa” contro la sua volontà, ma
la galea in realtà è andata al “disco” per comprare del vino. Il console sale su
un bucio col capo coperto (elmo? cappello?) preparandolo alla partenza.
Visto il console, i rematori (di T.): “Signore, volentieri faremo quello che
ci ordinerete”. E la galea ritorna a PortoVenere.
Ma i Pisani, con grande freddezza,
di notte mandano messaggeri a
Pisa perché inviino una galea
virilmente armata, poiché la galea
di T. era loro nemica.
PISANI INFIDI
Al quarto giorno, arriva la galea
pisana armata e trova quella di
T. vicino a Lerici già “in corsa”.
Questa si dà alla fuga verso
PortoVenere temendo le
insidie di quelle parti.
PORTI E NAVI
Appena la galea di T. è presso il borgo,
costui urla a voce alta:“Signore, mi
avete fatto giurare fedeltà ai Pisani, ora
vedete la loro galea che mi insegue
nemica. Cosa ordinate?” Al che il console:
“Vai nella ‘buca’ del porto
mentre parlo con il console dei P.”
E il console ai P.:”Andate verso (la galea)
o venite verso l’isola o al “disco” come amici”.
Poi improvvisamente il console pisano va col bucio sulla (sua)
galea, indossa l’elmo, sale a cavallo e si muove contro la galea
(di T.)
STRATEGIA
T. chiede di poter dirigere la prua contro la galea pisana che
gli viene contro e può fare gran danno, ma il console:
“Aspetta ancora un po’, forse si sta dirigendo all’isola”. Poi
cambia idea e gli ordina di volgere la prua e si mette col
bucio tra le due galee ordinando a T. di retrocedere (ut
vulgo digitur, retrosciare)
Al che Alemanno pisano ad alta voce:“Figli di puttana,
fuggite dalla battaglia, così questi sono le barbe di
Pisa (fili de male pute, vos fugisti battaliam, nam isti sunt barbe
de Pisis). A quel punto il console genovese si irrita e ordina
ai suoi:“Remate contro quella galea e danneggiatela. Il
diritto è nostro e Dio e con noi oggi”.
ILTUFFO
Gli armati si combattono
lungamente. Il console pisano
vedendo di non poter
reggere, si getta in mare
urlando:“Signore Ottobono,
mi salverò?” E lui:“La colpa è
tua, quello che fai non mi
riguarda!”
Alemanno fugge, Ottobono
sale su una galea pisana,
un Pisano gli toglie elmo e
scudo e lo ferisce con la
spada al piede. Sta per
ucciderlo quando un Genovese interviene tagliandoli la
testa (caput abscidit).
I Genovesi vincono, requisiscono una galea pisana, 32
pisani sono gravemente feriti, molti fatti prigionieri.
E ogni possibilità di tregua sfuma..
VELE DI GUERRA
RILEGGIAMO
Nave come comunità di destino (Mi consulterò con i miei
.. i rematori dissero.. hominibus qui fuerunt in navi Trapilicini..)
Golfo diviso ma strategico: Lerici è spazio insidioso per i
Genovesi, Portovenere è genovese, si trova riparo e rifornimenti
(coltivi e insediamenti minori)
Modi di dire, gesti, parole colloquiali (naso, barba, elmo e
cavallo, retrosciare, insulti)
RILEGGIAMO
Il contesto dei comuni italiani consente l’emersione di figure che
diventeranno usuali nell’Età Moderna: il corsaro assoldato
da una «potenza» marittima, che gli conferisce
precisi mandati
monaco Eustachio, inizi XIII, pirata mercenario tra Inghilterra e
Francia
Strategia genovese “in salsa genovese”: si mostra
uffi cialmente di volere l’accordo ma in realtà si provoca i Pisani
che sono “naturalmente” infi di
VERSIONE PISANA
L’anno 1166 indictione XIII, alli 17 di maggio e’ consoli de Pisani
mandorno una galera bene armata à Portovenere per
pigliare la galera di Trapelicino, la qual galera la galera nostra pisana
virilmente expugnò et veramente l’havrebbe presa se il console Genovese,
che era lì con Uguccione console de’ Pisani per comporre la pace, in
aiutorio di Trapelicino con butete et altre nave fosseno contra la galera
pisana corsi, la qual galera el console de Genovesi sotto colore della
tregua dallo imperatore Federigo posta con fidanza e bacio di pace prese,
et li homini et la galera menò a Genova et li Pisani misse in carcere
Ovvero: siamo più forti e coraggiosi, ma i Genovesi ci hanno fregato
usando strumentalmente la scusa della tregua
ETRAPELICINO?
Per un po’ resta a fare il corsaro per Genova e nel Golfo
1170 i consoli gli chiedono di fare guerra ai Pisani con due galee
e uomini di Portovenere.
va per un mese nel Golfo del Leone, torna con l’informazione che
una galea pisana importante sta dirigendosi verso la Sardegna.T.,
con tre galee e in cambio di un ingente compenso, la insegue e la
cattura, Poco dopo, da Portovenere, cattura un’altra nave pisana,
proveniente dalla Sicilia.
Dopo la fine della guerra (1175) lavora come “libero professionista”
nelle acque del Golfo del Leone (per Alfonso II d’Aragona)
CHE ASPETTO POTEVA AVERE?
Blackbeard the Pirate (1726-36) Soldato francese (1757)
AVEVA UNA BANDIERA?
Certamente, ce l’avevano tutti!
Forse tra 1165 e 1175
genovese + vessillo personale
(Forse) il primo corsaro della storia
navigava nel golfo spezzino

1165: Pisani, Genovesi e un corsaro nel Golfo

  • 1.
    1165: PISANI, GENOVESIE UN CORSARO NEL GOLFO Enrica Salvatori Società Storica Spezzina - Università di Pisa Raccontami Spezia - 10 gennaio 2020
  • 2.
    MAGGIO 1165 Pisani eGenovesi sono rivali in tutto il Mediterraneo ma l’imperatore chiede che depongano le armi Genova tiene saldamente in mano Portovenere, ma non ha controllo diretto sulla parte orientale del golfo A Portovenere si svolgono le trattative tra Genova e Pisa, con la mediazione del messo imperiale. L’accordo sembra raggiunto quando il cappellano dei Pisani torna a Pisa per consultarsi con il Comune. Ai Genovesi l’iniziativa appare subdola, ma accettano. Appena il cappellano parte, entra a Portovenere la nave di Trapelicino…
  • 4.
    EVIENE PRESO ASASSATE.. Et ipso eunte, galea Trepedecini PortumVeneris intravit. Et consul noster, sperans de pace futura, lapidibus iactis, fugavit galeam illam usque discum, et dixit Pisanis: Doleo quod galea ista exivit nunc de portu nostro et vadit in cursum; et sicut vobis placuerit faciam. Bene enim possumus capere illam lignis minutis. (Oberto cancelliere) La galea di T. entra a PortoVenere. E il nostro console (genovese), ancora auspicando la pace, facendo gettare delle pietre, mette in fuga la galea fino al “disco”, dicendo ai Pisani: Mi spiace(rebbe) che questa galea uscita ora dal nostro porto, andasse “in corsa”; e allora come a voi piacerà io agirò. Infatti possiamo facilmente prenderla con piccole imbarcazioni.
  • 5.
  • 6.
  • 7.
    LA CONVOCAZIONE Il pisanoAlamanno:“Signor console,Trapedicino è mio parente (cognatus), non crediamo che possa offendere la nostra gente, anche se obbedisce a voi. Se vi piace, lo farò venire (qui) io". Il console: approva. In verità Trapedicino risponde ai messi dei Pisani:“Considero i Pisani stolti e folli, se richiedono di recarmi da loro. Ma se è il mio console a chiedermi di andare e in fiducia, andrò, come (ci si reca da) un padre e un dominus (tamquam patri et domino)”. Il console ai Pisani:“Lo mando a chiamare, lo volete prendere voi o lo catturiamo noi?” I Pisani:“Che venga!” E così accade.
  • 8.
    IL NASO Il console:"Volete che parli da solo con lui o ci parlate anche voi? Risposero:“Parleremo noi” Il pisano (Alemanno) a T.:“Dove stai andando e con quale scopo?” (quo vadis, et cur vadis?) A lui T.: "Mi muovo per catturare voi e le vostre cose, e per troncarvi il naso se non farete pace con i Genovesi.“ Al che i Pisani cominciano a imprecare e si odono parole odiose.
  • 9.
    CONOSCIAMO IL CORSARO Trapelicinoè un “corsaro” nel senso proprio dato che la sua nave va in cursum e lui è definito cursor Trapelicino è pisano e appartiene al ceto dirigente (parente del console) Si rivolge al console genovese atteggiandosi a suo vassallo (codice di comportamento feudale) Ricorre a minacce reali (catturare persone e beni) e simboliche (troncare il naso)
  • 10.
    TRAPELICINO BANN(D)ITO Brevi deiconsoli di Pisa del 1162 e del 1164 attestano un misfatto già compiuto e duramente sanzionato 1° capitolo: protezione verso tutti i Pisani exceptis illis qui sceleratissimum et abnominabile maleficium in nave Trapilicini de Saracenis commiserunt. (eccettuativo) 41°: Omnia ordinamenta, in Constitutis scripta in consulatu Guidonis de Bella, de hominibus qui fuerunt in navi Trapilicini, propter abhominabile et nefandissimum maleficium quod de Saracenis facere non dubitarunt, fi rma tenebo et sequentem consulatum Pisis non recipiam qui eadem fi rma tenere non iuret. (specifi co)
  • 11.
    IL MISFATTO Consolato diGuido de Bella, 1151-1162 Delitto sceleratissium, abhominabile, nefandissimum: tradimento 1154 lettera del visir del califfo fatimide d’Egitto all’ambasciatore dei Pisani Ranieri Bottaccio —> alcuni mercanti di Alessandria erano saliti fi duciosi su una nave pisana, quando i membri dell’equipaggio, col pretesto di aver avvistato una nave dei Franchi, fecero scendere gli Alessandrini nelle sentine, li uccisero e poi li gettarono fuoribordo, requisendo tutta la loro mercanzia oltre che mogli e fi gli.
  • 12.
    CRIMINE NEFANDO PERCHE’ mettein pericolo la presenza pisana ad Alessandria: vi avevano un funduq, ospitavano Alessandrini sulle proprie navi mercantili e erano soggetti a prelievi fiscali particolarmente favorevoli. Alessandria era un avamposto commerciale pisano di grande importanza viola il diritto consuetudinario e marittimo: attenta al patto di reciproca fi ducia che vigeva tra i membri di un unico equipaggio e tra i soci di un’impresa commerciale.
  • 13.
    IL RIMEDIO L’ambasciatore pisanonon è in grado di consegnare i colpevoli (evidentemente latitanti) banniti nuovo accordo ricco di concessioni per Pisa e soggetto solo a due condizioni: 1) che i Pisani curassero di perseguire senza remissione coloro che avevano ucciso a tradimento gli Alessandrini 2) che non si alleassero né aiutassero i nemici Franchi
  • 14.
  • 15.
    IL SOSPETTO Il console:“Voglio,T.,che rimani qui fino a che non torna il cappellano da Pisa; se non lo farai ti toglierò la fiducia e non potrai tornare a Genova”. E lui:“ Mi consulterò con i miei e domani mattina vi dirò” E va al “disco”. I Pisani, sospettosi, si spostano dall’Isola e si stanziano nel borgo di Portovenere. La mattina vista la galea di T. in movimento, il console sente odore (di inganno) e pensa che sia “in corsa” contro la sua volontà, ma la galea in realtà è andata al “disco” per comprare del vino. Il console sale su un bucio col capo coperto (elmo? cappello?) preparandolo alla partenza. Visto il console, i rematori (di T.): “Signore, volentieri faremo quello che ci ordinerete”. E la galea ritorna a PortoVenere.
  • 16.
    Ma i Pisani,con grande freddezza, di notte mandano messaggeri a Pisa perché inviino una galea virilmente armata, poiché la galea di T. era loro nemica. PISANI INFIDI Al quarto giorno, arriva la galea pisana armata e trova quella di T. vicino a Lerici già “in corsa”. Questa si dà alla fuga verso PortoVenere temendo le insidie di quelle parti.
  • 17.
    PORTI E NAVI Appenala galea di T. è presso il borgo, costui urla a voce alta:“Signore, mi avete fatto giurare fedeltà ai Pisani, ora vedete la loro galea che mi insegue nemica. Cosa ordinate?” Al che il console: “Vai nella ‘buca’ del porto mentre parlo con il console dei P.” E il console ai P.:”Andate verso (la galea) o venite verso l’isola o al “disco” come amici”. Poi improvvisamente il console pisano va col bucio sulla (sua) galea, indossa l’elmo, sale a cavallo e si muove contro la galea (di T.)
  • 18.
    STRATEGIA T. chiede dipoter dirigere la prua contro la galea pisana che gli viene contro e può fare gran danno, ma il console: “Aspetta ancora un po’, forse si sta dirigendo all’isola”. Poi cambia idea e gli ordina di volgere la prua e si mette col bucio tra le due galee ordinando a T. di retrocedere (ut vulgo digitur, retrosciare) Al che Alemanno pisano ad alta voce:“Figli di puttana, fuggite dalla battaglia, così questi sono le barbe di Pisa (fili de male pute, vos fugisti battaliam, nam isti sunt barbe de Pisis). A quel punto il console genovese si irrita e ordina ai suoi:“Remate contro quella galea e danneggiatela. Il diritto è nostro e Dio e con noi oggi”.
  • 19.
    ILTUFFO Gli armati sicombattono lungamente. Il console pisano vedendo di non poter reggere, si getta in mare urlando:“Signore Ottobono, mi salverò?” E lui:“La colpa è tua, quello che fai non mi riguarda!”
  • 20.
    Alemanno fugge, Ottobono salesu una galea pisana, un Pisano gli toglie elmo e scudo e lo ferisce con la spada al piede. Sta per ucciderlo quando un Genovese interviene tagliandoli la testa (caput abscidit). I Genovesi vincono, requisiscono una galea pisana, 32 pisani sono gravemente feriti, molti fatti prigionieri. E ogni possibilità di tregua sfuma.. VELE DI GUERRA
  • 21.
    RILEGGIAMO Nave come comunitàdi destino (Mi consulterò con i miei .. i rematori dissero.. hominibus qui fuerunt in navi Trapilicini..) Golfo diviso ma strategico: Lerici è spazio insidioso per i Genovesi, Portovenere è genovese, si trova riparo e rifornimenti (coltivi e insediamenti minori) Modi di dire, gesti, parole colloquiali (naso, barba, elmo e cavallo, retrosciare, insulti)
  • 22.
    RILEGGIAMO Il contesto deicomuni italiani consente l’emersione di figure che diventeranno usuali nell’Età Moderna: il corsaro assoldato da una «potenza» marittima, che gli conferisce precisi mandati monaco Eustachio, inizi XIII, pirata mercenario tra Inghilterra e Francia Strategia genovese “in salsa genovese”: si mostra uffi cialmente di volere l’accordo ma in realtà si provoca i Pisani che sono “naturalmente” infi di
  • 23.
    VERSIONE PISANA L’anno 1166indictione XIII, alli 17 di maggio e’ consoli de Pisani mandorno una galera bene armata à Portovenere per pigliare la galera di Trapelicino, la qual galera la galera nostra pisana virilmente expugnò et veramente l’havrebbe presa se il console Genovese, che era lì con Uguccione console de’ Pisani per comporre la pace, in aiutorio di Trapelicino con butete et altre nave fosseno contra la galera pisana corsi, la qual galera el console de Genovesi sotto colore della tregua dallo imperatore Federigo posta con fidanza e bacio di pace prese, et li homini et la galera menò a Genova et li Pisani misse in carcere Ovvero: siamo più forti e coraggiosi, ma i Genovesi ci hanno fregato usando strumentalmente la scusa della tregua
  • 24.
    ETRAPELICINO? Per un po’resta a fare il corsaro per Genova e nel Golfo 1170 i consoli gli chiedono di fare guerra ai Pisani con due galee e uomini di Portovenere. va per un mese nel Golfo del Leone, torna con l’informazione che una galea pisana importante sta dirigendosi verso la Sardegna.T., con tre galee e in cambio di un ingente compenso, la insegue e la cattura, Poco dopo, da Portovenere, cattura un’altra nave pisana, proveniente dalla Sicilia. Dopo la fine della guerra (1175) lavora come “libero professionista” nelle acque del Golfo del Leone (per Alfonso II d’Aragona)
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    Blackbeard the Pirate(1726-36) Soldato francese (1757)
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    AVEVA UNA BANDIERA? Certamente,ce l’avevano tutti! Forse tra 1165 e 1175 genovese + vessillo personale
  • 30.
    (Forse) il primocorsaro della storia navigava nel golfo spezzino