terre rinforzate

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presentazione sulle opere di sostegno in terra rinforzata

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terre rinforzate

  1. 1. PROGETTARE LE OPERE DI SOSTEGNO IN TERRA RINFORZATA ALLA LUCE DELLE NTC 2008Ing. MASSIMILIANO NART 1
  2. 2. INDICE ARGOMENTIA. INTRODUZIONE AL CONCETTO DI RINFORZO SINTETICOB. CARATTERISTICHE, COMPORTAMENTO NEL TEMPOC. IL CONCETTO DI FATTORE RIDUTTIVOD. CALCOLO DELLA RESISTENZA AMMISSIBILEE. INTRODUZIONE DEL CONCETTO DELLA TERRA RINFORZATAF. ELEMENTI COSTITUTIVI IL SISTEMAG. MODALITA’ DI INSTALLAZIONEH. NORMATIVA DI SETTOREI. INTRODUZIONE ALLA NATURA DELLE VERIFICHEJ. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 2
  3. 3. ORIGINI DELL’INTUIZIONE• inclusione di rinforzi nel terreno risale al 3000 – 4000 a.C. (materiali naturalibambu’, salici,….)(Yamanouchi, 1993)• opere imponenti realizzate con tale principio sono: la grande muraglia cinese, laZiggurat di AgarQuf, la torre di Dunhuang in Cina…• utilizzo ingegneristico delle opere di sostegno con rinforzi sintetici e metallicinasce con Henri Vidal in Francia negli anni ’60 (1966) Ing. MASSIMILIANO NART 3
  4. 4. GEOSINTETICI MATERIALI DA COSTRUZIONE ?• negli anni’90 si sono registrate 150 differenti applicazioni dei geosinteticinell’ambito delle opere di ingegneria civile (Holtz, 2001)• 1.500 Mm2 di geosintetici utilizzati su scala mondiale pari a 3.950 M$ (Koerner,2005)• dal 1989 al 2007 in Giappone (area altamente sismica) risultano costruite operedi sostegno a pannello rigido pari a 100 km lineari Ing. MASSIMILIANO NART 4
  5. 5. LE ORIGINI DEI GEOSINTETICI• 1958: i GEOTESSILI TESSUTI NON TESSUTI a fibra corta in Francia;• 1968: nascono i primi impianti a livello industriale per produrre TNT in Francia eAustria;• 1972: primo muro in terra rinforzata in UK (Jones, 1978)•1974: prima terra rinforzata realizzata in USA (Holtz, 1978)• 1970: produzione di geogriglie estruse in PE in UK• 1980: esportazione della tecnologia per produrre geogriglie dagli UK agli USA• 1982: stabilizzazione pendio in Texas con geogriglie Ing. MASSIMILIANO NART 5
  6. 6. LE ORIGINI DEI GEOSINTETICI • 1986: rilevato rinforzato a Modena e presso la base NATO a Sigonella ? Ing. MASSIMILIANO NART 6
  7. 7. ORIGINI MATERIALI PLASTICI• 1869: Hyatt impasto’ cellulosa e canfora per produrre palle da biliardo connitrato di cellulosa;• 1924: viene creato il rayon di viscosa, detto seta artificiale;• 1926: inizia l’impiego del PVC come elastomero;• 1933: viene sintetizzato il LDPE e nel 1939 inizia la sua produzione;• 1938: scoperta delle PA e nascita del Nylon 66;• 1941: data di produzione del PET in UK;• 1950: produzione delle prime fibre acriliche e metacriliche;• 1953: Ziegler insieme a Natta sintetizzano il HDPE;• 1954: Natta sintetizza il PP; Ing. MASSIMILIANO NART 7
  8. 8. IGS – International Geosynthetic Society Ing. MASSIMILIANO NART 8
  9. 9. CONCETTO DI RINFORZO I° PARTECARATTERISTICHE DEI MATERIALI GEOSINTETICI UTILIZZATI PER RINFORZARE I TERRENI Ing. MASSIMILIANO NART 9
  10. 10. CONCETTO DI RINFORZOLa funzione di rinforzo consiste nel miglioramento delle caratteristiche diresistenza al taglio dei terreni e di deformabilità per effetto dell’inserimentoall’interno dello stesso di un geosintetico di elevata resistenza e rigidezza atrazione.trazione Ing. MASSIMILIANO NART 10
  11. 11. RESISTENZA A TRAZIONELa caratteristica più significativa di un elemento geosintetico di rinforzo èovviamente la sua capacità di resistere a sforzi di trazione (a deformazionicontenute).La prova di riferimento che calcola la resistenza a trazione nominale è la “UNI ENISO 10319 Prova di trazione a banda larga” Ing. MASSIMILIANO NART 11
  12. 12. RESISTENZA A TRAZIONENel corso della vita utile di un’opera la tensione a cui è sottoposto il geosinteticopuò variare in funzione del campo di applicazione. Ing. MASSIMILIANO NART 12
  13. 13. PRINCIPIO DEL RINFORZO DEI TERRENICASO SENZA RINFORZOSottoponendo un campione di terreno ad uno sforzo di taglio, il provino rimaneindisturbato fintanto che non si raggiunge la resistenza di trazione limite al di ladella quale si registra la rottura del provino. Pres = Pv tanφ tanφ Pv = carico verticale φ = angolo di attrito interno Ing. MASSIMILIANO NART 13
  14. 14. PRINCIPIO DEL RINFORZO DEI TERRENICASO CON RINFORZOL’inserimento all’interno della matrice solida di un rinforzo (geosintetico), difatto “arma” il terreno garantendogli una soglia di resistenza a trazionemaggiore. Ing. MASSIMILIANO NART 14
  15. 15. PRINCIPIO DEL RINFORZO DEI TERRENICASO CON RINFORZO Componente ORIZZONTALEP’res = Pr senθ senθ Componente VERTICALEP’res = Pr cosθ cosθ Ing. MASSIMILIANO NART 15
  16. 16. PRINCIPIO DEL RINFORZO DEI TERRENICASO SENZA RINFORZO Pres = PvtanφCASO CON RINFORZO P’’res = Pvtanφ + Pr( senθ + cosθ tanφ) Ing. MASSIMILIANO NART 16
  17. 17. GEOSINTETICI DI RINFORZOElementi piani bidimensionali di natura artificiale, capaci di interagire con ilterreno conferendogli maggiore resistenza a trazione. Ing. MASSIMILIANO NART 17
  18. 18. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 18
  19. 19. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 19
  20. 20. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 20
  21. 21. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 21
  22. 22. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 22
  23. 23. GEOSINTETICI DI RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 23
  24. 24. COMPATIBILITA’ TERRENO RINFORZO Ing. MASSIMILIANO NART 24
  25. 25. INTERAZIONE TRA TERRENO E GSYPerché il rinforzo geosintetico possa attivare la sua azione migliorativa nei riguardidel terreno che lo circonda, è necessario che ci sia interazione tra i due materiali(terreno/GSY).Il problema dell’interazione terreno/geosintetico viene affrontato, introducendo ilconcetto di tensione tangenziale di attrito equivalente equivalente.La tensione tangenziale che si genera all’interfaccia, rappresenta la resistenza alloscorrimento del geosintetico nei confronti del terreno in cui è inserito.Attraverso la stima di questa grandezza (che si traduce nell’introduzione diopportuni coefficienti), è possibile valutare quindi l’entità della resistenzamobilitata dal geosintetico. Ing. MASSIMILIANO NART 25
  26. 26. MECCANISMI DI INTERAZIONE PULLOUT DIRECT SLIDING Ing. MASSIMILIANO NART 26
  27. 27. MECCANISMI DI INTERAZIONELa tensione tangenziale di attrito equivalente la si valuta in rapporto a due possibilicinematismi critici:• DIRECT SLIDING Tds = Lr * Wr * σ n * f ds * tan (φ )• PULLOUT Tb = 2 * Lr * Wr * σ n * f b * tan (φ )Wr = larghezza del rinforzo;Lr = lunghezza del rinforzo;σ’n = tensione efficace in direzione ortogonale al piano del rinforzo;fds = coefficiente di attrito equivalente per scorrimento; scorrimento; sfilamento;fb = coefficiente di attrito equivalente per sfilamento;φ = angolo di attrito interno. Ing. MASSIMILIANO NART 27
  28. 28. COEFFICIENTI DI INTERAZIONEI coefficienti di interazione (fds e fb) che rientrano nel calcolo delle rispettivetensioni tangenziali di attrito equivalente sono i seguenti:  tan (δ ) • DIRECT SLIDING f ds = 1 − α s 1 −    tan (φ )    tan (δ )   α b * B   σ b  1• PULLOUT fb = α s *   tan (φ )  +  S  *  σ   *  2 * tan (φ )      n αs = frazione solida della superficie della geogriglia;αb = quota parte della larghezza della geogriglia capace di mobilitare resistenza passiva;S = distanza tra gli elementi trasversali capaci di mobilitare resistenza passiva;B = spessore degli elementi trasversali;σ’b = pressione limite passiva lungo la direzione di sfilamento;d = angolo di attrito tra parte solida della geogriglia e terreno. Ing. MASSIMILIANO NART 28
  29. 29. TENSIONE DI PROGETTOLa tensione o resistenza a trazione a lungo termine (tensione ammissibile)corrisponde allo stato tensionale a cui sarà sottoposto l’elemento geosinteticoall’istante di tempo tD (vita utile dell’opera) da stabilirsi in fase progettuale.Si deve sostanzialmente verificare che le tensioni richieste sia sempre resedisponibili dal rinforzo sintetico, nel corso del tempo. UK T_des = F_creep*T_ult / (fm*fd*fe) BS8006 GERMANIA F_d = F_k / (A1*A2*A3*A4*γB) EBGEO USA T_all = T_ult / (RFCR*RFID*RFD*RFJT*FS) FHWA GRI FRANCIA T_adm = T_ik / (γgeo*Fflu*Fviel*Finstal) NF G 38064 Ing. MASSIMILIANO NART 29
  30. 30. TENSIONE DI PROGETTO o AMMISSIBILE Ing. MASSIMILIANO NART 30
  31. 31. PROPRIETA’ DEI RINFORZIPer poter valutare la resistenza ammissibile, partendo dal dato di resistenza dibreve periodo (resistenza a trazione nominale) occorre introdurre una serie difattori riduttiviFATTORI RIDUTTIVI sono correlati alle caratteristiche chimico-fisiche-meccaniche della tipologia di rinforzo adotatta• CARATTERISTICHE TEMPO INVARIANTI • danneggiamento in fase di posa• CARATTERISTICHE TEMPO VARIANTI • creep • condizioni ambientali al contorno Ing. MASSIMILIANO NART 31
  32. 32. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSAPer la valutazione del grado di danneggiamento a cui un materiale GSY èsottoposto in fase di posa, esiste un test “UNI EN ISO 10722 Procedimento di UNIprova indice per la valutazione del danneggiamento meccanico sotto caricoripetuto (causato da materiale granulare)” Ing. MASSIMILIANO NART 32
  33. 33. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSA Ing. MASSIMILIANO NART 33
  34. 34. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSA Ing. MASSIMILIANO NART 34
  35. 35. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSA Ing. MASSIMILIANO NART 35
  36. 36. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSA Ing. MASSIMILIANO NART 36
  37. 37. DANNEGGIAMENTO IN FASE DI POSA Ing. MASSIMILIANO NART 37
  38. 38. CREEPPer la valutazione del grado di viscosità a trazione (tensile creep e tensile creep)comportamento a rottura (creep ropture di un GSY esiste la norma “UNI EN creep ropture) UNIISO 13431 Determinazione delle proprietà di viscosità a trazione ecomportamento a rottura”La norma UNI EN ISO 13431 prevede la misura dell’allungamento del provinonel tempo in condizioni di carico e temperatura costanti.La prova di creep va protratta almeno per 1000 ore, oppure fino alla rottura delprovino, con almeno 4 carichi compresi tra il 5% e il 60% della resistenza atrazione nominale.Le prove solitamente vengono eseguite alla temperatura di 20°C ma anche a10° e a 40°C.Mediante le stesse procedure si possono svolgere prove di creep rupture con rupture,carichi compresi tra il 50% e il 90% del carico nominale di rottura e si misura iltempo necessario per giungere a rottura. Ing. MASSIMILIANO NART 38
  39. 39. CREEP Ing. MASSIMILIANO NART 39
  40. 40. CREEP Ing. MASSIMILIANO NART 40
  41. 41. CREEP Ing. MASSIMILIANO NART 41
  42. 42. CREEP Ing. MASSIMILIANO NART 42
  43. 43. CREEP Ing. MASSIMILIANO NART 43
  44. 44. CREEP del PET Vs PP/PE Ing. MASSIMILIANO NART 44
  45. 45. CONDIZIONI AMBIENTALIPer la valutazione del grado di aggressività dell’ambiente in cui viene inserito ilprodotto di rinforzo, occorre particolarmente prendere in considerazione latemperatura e il livello di acidità (pH) del terreno. Ing. MASSIMILIANO NART 45
  46. 46. CONDIZIONI AMBIENTALI Ing. MASSIMILIANO NART 46
  47. 47. II° II PARTEIL CONCETTO DI DURABILITA’ DEI RINFORZI GEOSINTETICI Ing. MASSIMILIANO NART 47
  48. 48. DURABILITA’I fenomeni di degradazione dei geosintetici sono dovuti essenzialmenteall’ossidazione (prodotti poliolefinici-PE/PP all’idrolisi (prodotti a base di ossidazione PE/PP), idrolisi PE/PPPET)PET e alle sollecitazioni ambientali.I prodotti di poliolefine (polipropilene, polietilene) devono essere sottopostialla prova di ossidazione descritta nella norma UNI EN ISO 13438 mentre i 13438,prodotti a base di poliestere devono essere sottoposti alla prova di idrolisidescritta nella UNI EN 12447 i prodotti di poliammide devono essere 12447;sottoposti a entrambe le prove.Queste prove sono ritenute sufficienti se il geosintetico è fatto di uno deimateriali indicati, non contiene materiale riciclato post-consumatore, il pH delterreno è compreso tra 4 e 9, e la temperatura del terreno è minore di 25°C.Previsione di durabilità minima (suoli naturali con 4<pH<9 e T<25°C) T<25 C)25 anni Ing. MASSIMILIANO NART 48
  49. 49. DURABILITA’Per condizioni di impiego differenti (ad esempio, temperature del terrenomaggiori di 25°C, utilizzo in terreni contaminati, materiali riciclati), sonodisponibili altre prove:• resistenza agli agenti microbiologici (UNI EN 12225 UNI 12225),• resistenza ai liquidi acidi e alcalini (UNI EN 14030 UNI 14030). Ing. MASSIMILIANO NART 49
  50. 50. DURABILITA’Determinare la durabilità dei prodotti per periodi maggiori di 25 anni è moltopiù complesso (ISO/TS 13434:2008 occorre innanzitutto definire il materiale ISO/TS 13434:2008):(polimero ed eventuali additivi e rivestimenti), l’ambiente di utilizzo(temperatura, terreno, carichi statici e dinamici, contenuto e flusso di acquadel terreno, presenza di eventuali contaminanti, presenza di altre strutture,esposizione alla luce, attività biologica del terreno), la funzione delgeosintetico (filtrazione, drenaggio, rinforzo, controllo dell’erosione, barriera aifluidi), la vita di progetto, la fine della vita in servizio.E’ possibile poi effettuare delle prove accelerate, nelle quali il tasso didegradazione viene aumentato aumentando la frequenza dell’agente degradante(ad esempio, per applicazioni soggette al carico del traffico), la severità dellasollecitazione (ad esempio, aumentando la disponibilità dell’ossigeno) e latemperatura. Ing. MASSIMILIANO NART 50
  51. 51. III° III PARTE LE OPERE DI SOSTEGNO IN TERRA RINFORZATACONSIDERAZIONI GENERALI Ing. MASSIMILIANO NART 51
  52. 52. CONCETTI INTRODUTTIVI• opera di sostegno• opera a basso impatto ambientale• opera flessibile• opera economicamente vantaggiosa• opera che tende a utilizzare il materiale presente in cantiere (ATTENZIONE)• opera semplice da realizzarsi• ……. Ing. MASSIMILIANO NART 52
  53. 53. CONSIDERAZIONI ECONOMICHE GRI report # 20 Giugno 1998 Ing. MASSIMILIANO NART 53
  54. 54. TERRA RINFORZATA Vs TERRA ARMATA TERRA RINFORZATA TERRA ARMATA Ing. MASSIMILIANO NART 54
  55. 55. TERRA RINFORZATA Vs TERRA ARMATA Ing. MASSIMILIANO NART 55
  56. 56. TERRA RINFORZATA VS TERRA ARMATA Ing. MASSIMILIANO NART 56
  57. 57. TERRA RINFORZATA VS TERRA ARMATA Ing. MASSIMILIANO NART 57
  58. 58. CONCETTI INTRODUTTIVI Ing. MASSIMILIANO NART 58
  59. 59. CONCETTI INTRODUTTIVI Ing. MASSIMILIANO NART 59
  60. 60. ELEMENTI COSTITUTIVI PRINCIPALI Ing. MASSIMILIANO NART 60
  61. 61. RINFORZI SINTETICI Ing. MASSIMILIANO NART 61
  62. 62. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 62
  63. 63. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 63
  64. 64. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 64
  65. 65. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 65
  66. 66. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 66
  67. 67. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 67
  68. 68. PARAMENTO FRONTALE PROBLEMI DI ESTRUSIONE AL FRONTE IN ASSENZA DI PANNELLI DI CONTENIMENTO Ing. MASSIMILIANO NART 68
  69. 69. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 69
  70. 70. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 70
  71. 71. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 71
  72. 72. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 72
  73. 73. PARAMENTO FRONTALE Ing. MASSIMILIANO NART 73
  74. 74. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONEBiorete in juta Geostuoia sintetica in PPMicroretina in fibra di vetro Biofeltro preseminato Ing. MASSIMILIANO NART 74
  75. 75. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE Ing. MASSIMILIANO NART 75
  76. 76. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE temperatura di fusione della fibra di vetro 850 850° Ing. MASSIMILIANO NART 76
  77. 77. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE Ing. MASSIMILIANO NART 77
  78. 78. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE Ing. MASSIMILIANO NART 78
  79. 79. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE Ing. MASSIMILIANO NART 79
  80. 80. ELEMENTO DI CONTROLLO EROSIONE Ing. MASSIMILIANO NART 80
  81. 81. ELEMENTO DI DRENAGGIO A TERGO Ing. MASSIMILIANO NART 81
  82. 82. ELEMENTO DI DRENAGGIO A TERGO Ing. MASSIMILIANO NART 82
  83. 83. ELEMENTO DI DRENAGGIO A TERGO Ing. MASSIMILIANO NART 83
  84. 84. III° III PARTEMODALITA’ REALIZZATIVA Ing. MASSIMILIANO NART 84
  85. 85. POSA IN OPERA DEL SISTEMAPreparazione del piano di posa: verificata e realizzata il tipo di fondazionenecessaria (diretta o indiretta) in relazione alle condizioni geotecniche del sito,occorrerà procedere . alla preparazione del piano di posa. Sarà necessario prestareadeguata cura affinché non siano presenti oggetti sporgenti o in genere materialenon idoneo che potrebbero danneggiare i componenti del primo strato. Ing. MASSIMILIANO NART 85
  86. 86. POSA IN OPERA DEL SISTEMATracciamento della prima fila di casseri: impostato il piano di fondazione, sarànecessario provvedere al tracciamento della prima fila di casseri, verificandoopportunamente spazi utili disponibili e impedimenti eventuali che potrebberoinficiare l’intervento nel corso della realizzazione dell’opera. Ing. MASSIMILIANO NART 86
  87. 87. POSA IN OPERA DEL SISTEMAPosizionamento della prima fila di casseri metallici: i casseri metallici verrannoposizionati, affiancandoli l’uno con l’altro previa sovrapposizione laterale peralmeno 10 cm. Si ritiene opportuno assicurare la zona di sovrapposizionemediante legatura con filo di ferro. Ing. MASSIMILIANO NART 87
  88. 88. POSA IN OPERA DEL SISTEMAINERTE FINE PER BLOCCARE ICASSERI Ing. MASSIMILIANO NART 88
  89. 89. POSA IN OPERA DEL SISTEMATaglio a misura delle geogriglie di rinforzo : l’elemento strutturale di rinforzogeosintetico viene fornito in cantiere in rotoli protetti da film plastico. Ciascunrotolo riporta, mediante etichetta, le informazioni necessarie atte ad individuare laclasse di resistenza a trazione della geogriglia al fine di scongiurare ilposizionamento di classi di resistenze non adeguate rispetto alle indicazioniprogettuali. Una volta che il materiale è stato consegnato presso il cantiere, laprima operazione che dovrà essere eseguita consisterà nel taglio a misura dellegeogriglie. Eseguiti i tagli necessari a predisporre il tratto d’opera per cuiprecedentemente erano stati allestiti i casseri metallici, l’operatore è pronto aposizionare l’elemento di rinforzo. Ing. MASSIMILIANO NART 89
  90. 90. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 90
  91. 91. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 91
  92. 92. POSA IN OPERA DEL SISTEMAInstallazione dell’elemento per il controllo dell’erosione : posizionati i casserioccorrerà posizionare l’elemento per il controllo dell’erosione. Il prodotto andràfissato al cassero metallico mediante fascette in plastica. Ing. MASSIMILIANO NART 92
  93. 93. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 93
  94. 94. POSA IN OPERA DEL SISTEMAInstallazione dell’elemento di rinforzo: l’operatore, installato l’elemento dicontrollo dell’erosione, posizionerà l’elemento di rinforzo sintetico. Una volta chel’elemento sarà stato posizionato e opportunamente fissato mediante picchettimetallici sagomati ad U in corrispondenza della parte posteriore dell’elemento,l’operatore dovrà far aderire la geogriglia alla parte inclinata del cassero metallico,ancorandola mediante fascette in plastica e quindi risvoltare esternamente larimanente parte (che dovrà necessariamente risultare uguale alla lunghezza delrisvolto) del telo. Prima di risvoltare esternamente la geogriglia sulla partesuperiore del cassero, sarà buona norma ricoprire la zona sommitale del casserometallico con dei profili ad U in alluminio o con semplici guaine in gomma, al finedi evitare che la geogriglia possa danneggiarsi, al momento del suo “richiamo”nella parte interna dell’opera. L’eventualità che la geogriglia si incastri tra glielementi metallici, nel momento in cui il tratto esterno viene posizionatointernamente a chiusura dello strato, è assolutamente da evitare. Cio’comporterebbe un inutile danneggiamento sia dell’elemento geosintetico chedell’elemento metallico. Ing. MASSIMILIANO NART 94
  95. 95. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 95
  96. 96. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 96
  97. 97. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 97
  98. 98. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 98
  99. 99. POSA IN OPERA DEL SISTEMAInstallazione dei tiranti di ancoraggio: prima di procedere con il successivo riportodi terreno, occorrerà installare i tiranti di ancoraggio. Realizzati con tondini di ferrodiametro 8 mm, saranno forniti in ragione delle dimensioni della casseraturemetallica (inclinazione e sviluppo del fronte) al fine di potersi inserirecorrettamente e garantire il necessario irrigidimento in previsione delle successivefasi di compattazione. Ing. MASSIMILIANO NART 99
  100. 100. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 100
  101. 101. POSA IN OPERA DEL SISTEMAStesa del terreno di riempimento: una volta installate tutte le componentimetalliche e geosintetiche, è possibile procedere con le fasi di riempimento. Èconsigliabile procedere per strati di 30 cm al fine di ottimizzare il processo dicompattazione. Abitualmente infatti gli strati sono spessi 60 cm. Il processo dovràottenere un indice di costipazione non inferiore al 95% dello Standard Proctor. Perevitare il danneggiamento delle componenti frontali, sarà opportuno ricorrereall’utilizzo di vibrocostipatori oppure piastre vibranti per la compattazione delprimo metro in facciata. Per la restante parte interessata dai rinforzi si potràprocedere con rulli di idonee caratteristiche. Ing. MASSIMILIANO NART 101
  102. 102. POSA IN OPERA DEL SISTEMATERRA VEGETALE DA POSARE CON CURA Ing. MASSIMILIANO NART 102
  103. 103. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 103
  104. 104. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 104
  105. 105. POSA IN OPERA DEL SISTEMA Ing. MASSIMILIANO NART 105
  106. 106. POSA IN OPERA DEL SISTEMAChiusura dello strato: una volta ultimato il riempimento dello strato sarà curadell’installatore riportare verso l’interno l’elemento di rinforzo temporaneamenterisvoltato verso l’esterno e fissarlo al terreno con picchetti metallici sagomati adU. Ing. MASSIMILIANO NART 106
  107. 107. IV° IV PARTEEFFETTI NEGATIVI CAUSATI DA UNA ERRATA INSTALLAZIONE Ing. MASSIMILIANO NART 107
  108. 108. ERRATE INSTALLAZIONI Ing. MASSIMILIANO NART 108
  109. 109. ERRATE INSTALLAZIONIGANCI MAL POSIZIONATIMANCA TERRA VEGETALE Ing. MASSIMILIANO NART 109
  110. 110. ERRATE INSTALLAZIONINIENTE DRENAGGIOSUPERATAVERTICALITA’LIVELLETTE MALESEGUITE Ing. MASSIMILIANO NART 110
  111. 111. ERRATE INSTALLAZIONI Ing. MASSIMILIANO NART 111
  112. 112. ERRATE INSTALLAZIONI Ing. MASSIMILIANO NART 112
  113. 113. ERRATE INSTALLAZIONI Ing. MASSIMILIANO NART 113
  114. 114. V° PARTE LE OPERE DI SOSTEGNO IN TERRA RINFORZATACONSIDERAZIONI NORMATIVE Ing. MASSIMILIANO NART 114
  115. 115. NORMATIVA DI SETTORE• UNI EN 13251:2005 “ Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per 13251: limpiego nelle costruzioni di terra, nelle fondazioni e nelle strutture di sostegno”• EN 14475:2006 “Execution of special geotechnical works – Reinforced fill” 14475:• UNI EN 14475:2006 “Esecuzioni di lavori geotecnici speciali: Terra rinforzata” 14475:• ISO/TR 20432:2007 “Guidelines for the determination of the long-term strength of 20432: geosynthetics for soil reinforcement”• BS 8006:2010 “Code of practice for strengthened/reinforced soils and other fills” 8006:• FHWA – NHI -00 – 043 “Mechanically stabilized earth walls and reinforced soil slopes design & construction guidelines”• DIN 1054 - EBGEO “Recommendations for design and analysis of earth structures using geosynthetic reinforcements” (Germania 2009),• NF P94-270 “Renforcement des sols. Ouvrages en sol renforcè par armatures ou 94- nappes estensibles et souples. Dimensionement” (Francia) Ing. MASSIMILIANO NART 115
  116. 116. UNI EN 13251La norma specifica le caratteristiche di geotessili e prodotti affini utilizzati incostruzioni di terra, fondazioni e strutture di sostegno, e i relativi metodi di prova. Ing. MASSIMILIANO NART 116
  117. 117. UNI EN 13251 Ing. MASSIMILIANO NART 117
  118. 118. UNI EN 14475EN 14475:2006 “Execution of special geotechnical works – Reinforced fill” 14475:La norma stabilisce i principi generali per la costruzione della terra rinforzata eriguarda terreni che sono rinforzati mediante inclusione di elementi di rinforzoorizzontali o suborizzontali, posti tra gli strati di terreno durante la costruzione.PREMESSA: [..]PREMESSA: La progettazione di strutture di terra rinforzata viene attualmente eseguitautilizzando norme nazionali come la BS 8006 (1995) e la NF P 94-220 (1998) e altre norme. Inrealtà, la EN 1997-1, Eurocodice 7 (Progettazione geotecnica) attualmente non riguarda laprogettazione di dettaglio di strutture di terra rinforzata. I valori dei fattori parziali e dei fattori dicarico riportati nella EN 1997-1 non sono stati tarati per strutture di terra rinforzata. Ing. MASSIMILIANO NART 118
  119. 119. UNI EN 144756.2.3 - Funzione e ambiente della struttura e comportamento a lungo termineAlcuni tipi di struttura hanno una funzione critica, in cui l’assestamento dopo lacostruzione è molto importante, per esempio spalle di ponti, muri che sostengonobinari ferroviari ed edifici, oppure strutture di contenimento del terreno, ecc. In questicasi, deve essere scelto un materiale della terra che sia facile da compattare e che avràdi conseguenza una bassa compressibilità (vedere appendice A per una guida).Quando una struttura è esposta ad allagamenti e successivi ritiri rapidi, le proprietà didrenaggio della terra devono essere controllate per quanto riguarda la compatibilità conle ipotesi di progetto. Il comportamento di alcuni terreni con granulometria fine deveessere considerato per quanto riguarda la vita di progetto, la prestazione a lungotermine e la funzione della struttura del terreno rinforzato. I materiali della terradegradabili e i terreni friabili non devono essere utilizzati, a meno che non sianocondotti specifici studi per validare il loro impiego In particolare, le proprietà dei impiego.materiali suscettibili di crollo devono essere valutate a partire da prove preliminari, oprove eseguite sul materiale dopo la compattazione. Ing. MASSIMILIANO NART 119
  120. 120. UNI EN 14475TERRENI NON RITENUTI IDONEITerre non idonee, come terreni organici, materiali solubili, e materiali moltorigonfianti non devono essere utilizzate. Ing. MASSIMILIANO NART 120
  121. 121. NORMATIVA1. Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 "Istruzioni per lapplicazione delle "Nuove norme tecniche per le costruzioni" di cui al D.M. 14 gennaio 2008;2. D.M. 14/01/2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”;3. Decreto Ministeriale LL.PP 11/3/1988 – “Norme tecniche riguardanti le indagini sui . terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii e delle scarpate naturali, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”;4. Circolare LL.PP 24/9/1988 n.30483 - L.2.2.1974, n.64 - art.1 - Istruzioni per . l’applicazione del D.M. 11/3/1988;5. D.M. 16.01.1996 “Norme Tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi”;6. Circolare 156 del 04.07.1996 “Istruzioni per lapplicazione delle Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi”; Ing. MASSIMILIANO NART 121
  122. 122. STATI LIMITESTATO LIMITE DEFÈ la condizione superata la quale la struttura non soddisfa più le esigenze per lequali è stata progettata STATO LIMITE ULTIMO, SLU crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o parziali, che possano compromettere l’incolumità delle persone ovvero comportare la perdita di beni, ovvero provocare gravi danni ambientali e sociali,ovvero mettere fuori servizio l’opera STATO LIMITE DI ESERCIZIO, SLE tutti i requisiti atti a garantire le prestazioni previste per le condizioni di esercizio Ing. MASSIMILIANO NART 122
  123. 123. STATI LIMITE ULTIMO - SLUper ogni SLU deve essere rispettata la condizione Ing. MASSIMILIANO NART 123
  124. 124. APPROCCI PROGETTUALILa verifica della suddetta condizione deve essere effettuata impiegandodifferenti combinazioni di gruppi di coeff. parziali, rispettivamente definitiper le AZIONI (A1, A2 per i PAR. GEOTECNICI (M1,M2 e per le A1, A2), M1,M2) M1,M2RESISTENZE (R1,R2,R3 R1,R2,R3) R1,R2,R3 APPROCCIO 1 APPROCCIO 2 (A1, M1, R1) combinazione 1 (A1, M1, R3) (A2, M2, R2) combinazione 2 Ing. MASSIMILIANO NART 124
  125. 125. NORMATIVA – CONDIZIONI STATICHENORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI (NTC)Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti14 gennaio 2008CAP. 6 – PROGETTAZIONE GEOTECNICACAP 6.5 – OPERE DI SOSTEGNO . Le norme si applicano a tutte le opere geotecniche e agli interventi atti a sostenere in sicurezza uncorpo di terreno o di materiale con comportamento simile:- muri, per i quali la funzione di sostegno è affidata al peso proprio del muro e a quello del terrenodirettamente agente su di esso (ad esempio muri a gravità, muri a mensola, muri a contrafforti);- paratie, per le quali la funzione di sostegno è assicurata principalmente dalla resistenza delvolume di terreno posto innanzi l’opera e da eventuali ancoraggi e puntoni;- strutture miste, che esplicano la funzione di sostegno anche per effetto di trattamenti di mistemiglioramento e per la presenza di particolari elementi di rinforzo e collegamento (ad esempio, ture,terra rinforzata, muri cellulari). Ing. MASSIMILIANO NART 125
  126. 126. NORMATIVA – CONDIZIONI STATICHECAP. 6 – PROGETTAZIONE GEOTECNICA6.5.3 – VERIFICHE AGLI STATI LIMITE6.5.3.1.1 – MURI DI SOSTEGNO Per i muri di sostegno o per altre strutture miste ad essi assimilabili devono essere effettuate leverifiche con riferimento almeno ai seguenti stati limite:SLU di tipo geotecnico (GEO) e di equilibrio di corpo rigido (EQU)- stabilità globale del complesso opera di sostegno-terreno;- scorrimento sul piano di posa;- collasso per carico limite dell’insieme fondazione-terreno;- ribaltamento;SLU di tipo strutturale (STR)- raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali, Ing. MASSIMILIANO NART 126
  127. 127. NORMATIVA – CONDIZIONI SISMICHENORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI (NTC)Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti14 gennaio 2008CAP. 7.11.6.2 – MURI DI SOSTEGNOCAP. 7.11.6.2.1 – METODI DI ANALISI1. METODI PSEUDOSTATICI2. METODO DEGLI SPOSTAMENTI Ing. MASSIMILIANO NART 127
  128. 128. METODI PSEUDOSTATICI Ing. MASSIMILIANO NART 128
  129. 129. VI° VI PARTELE OPERE DI SOSTEGNO IN TERRA RINFORZATAVERIFICHE DI STABILITA’ Ing. MASSIMILIANO NART 129
  130. 130. STATI LIMITE ESTERNI AL BLOCCO RINFORZATO Ing. MASSIMILIANO NART 130
  131. 131. STATI LIMITE INTERNI AL BLOCCO RINFORZATO Ing. MASSIMILIANO NART 131
  132. 132. VII° VII PARTELE OPERE DI SOSTEGNO IN TERRA RINFORZATA CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 132
  133. 133. CASI STUDIO – VERBANIA VALLO PARAMASSI Ing. MASSIMILIANO NART 133
  134. 134. CASI STUDIO – VERBANIA VALLO PARAMASSI Ing. MASSIMILIANO NART 134
  135. 135. CASI STUDIO – VERBANIA VALLO PARAMASSI Ing. MASSIMILIANO NART 135
  136. 136. CASI STUDIO – VERBANIA VALLO PARAMASSI Ing. MASSIMILIANO NART 136
  137. 137. CASI STUDIO – VERBANIA VALLO PARAMASSI Ing. MASSIMILIANO NART 137
  138. 138. CASI STUDIO – IVREA MOVIMENTO FRANOSO Ing. MASSIMILIANO NART 138
  139. 139. CASI STUDIO – COLLEFERRO Ing. MASSIMILIANO NART 139
  140. 140. CASI STUDIO – MASSA MARITTIMA Ing. MASSIMILIANO NART 140
  141. 141. CASI STUDIO – TREVISO Ing. MASSIMILIANO NART 141
  142. 142. CASI STUDIO – MASSA CARRARA Ing. MASSIMILIANO NART 142
  143. 143. CASI STUDIO – UDINE Ing. MASSIMILIANO NART 143
  144. 144. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 144
  145. 145. CASI STUDIO ALTEZZE DA 6 FINO A 16,8 m Ing. MASSIMILIANO NART 145
  146. 146. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 146
  147. 147. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 147
  148. 148. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 148
  149. 149. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 149
  150. 150. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 150
  151. 151. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 151
  152. 152. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 152
  153. 153. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 153
  154. 154. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 154
  155. 155. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 155
  156. 156. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 156
  157. 157. CASI STUDIO Ing. MASSIMILIANO NART 157
  158. 158. GRAZIE DELL’ATTENZIONEmassimiliano.nart@temageo.com Ing. MASSIMILIANO NART 158

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