Libro Ardizzone-Rivoltella

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Presentazione aspetti significativi volume di Paolo Ardizzone e Pier Cesare Rivoltella

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Libro Ardizzone-Rivoltella

  1. 1. Convegno Ssis - 27 maggio 2008 Milano - Università Cattolica Giuseppe Tortora tortora@unina.it Paolo Ardizzone - Pier Cesare Rivoltella Media e tecnologie per la didattica Vita&Pensiero - Milano 2008 Le immagini sono tratte dalle opere dello scultore gardenese Adolf Vallazza http://www.adolfvallazza.com/
  2. 2. Un pesce fuor d’acqua • La lettura filtrata da mie esperienze – Corso di Storia della filosofia – Direttore Corso Perfezionamento – CampusOne: Content to people – Responsabilità scientifica Elf – Docenza Sicsi
  3. 3. I fondamentali  La scuola  non è training professionale,  ma spazio di elaborazione della cultura.  Agli studenti  Non solo alfabetizzazione informatica  ma competenze di riflessione critica  sui contenuti e  sui processi.  Tecnologia come possibilità di accesso all'informazione  selettivo e  consapevole  La cittadinanza attiva implica oggi uso responsabile della tecnologia
  4. 4. Media = non solo strumenti • Spazio di lavoro per • trasmissione della cultura • costruzione della cultura • Arena simbolica • di confronto interpersonale tra diverse • interpretazioni • elaborazioni ideologiche • di negoziazione dei significati • di creatività personale • Opportunità di nuovi percorsi • educativi e • didattici
  5. 5. Trappole • Termini come 'tecnologie educative' o 'tecnologie didattiche' – l'educativo passa in secondo piano – In certi discorsi primato riconosciuto proprio al didattico – In tutti domina l’aspetto tecnologico • Media education – “Education to” – “Education with”
  6. 6. Conditio sine qua non • «Contro la tentazione del determinismo tecnologico, occorre riaffermare con forza la necessità che l'intero processo di introduzione della tecnologia in scuola sia accompagnato da – un'adeguata formazione degli insegnanti – una consapevolezza organizzativa da parte di chi gestisce il sistema- scuola»
  7. 7. Sfide • Promuovere criteri e competenze di selezione tra le molte e diverse offerte – di informazioni – e soprattutto di modelli • Riallineare adulti e ragazzi relativamente alle conoscenze e alle pratiche della tecnologia • Rendere routinaria l’attività laboratoriale nella elaborazione dei contenuti d’esperienza e di studio • Riconfigurare il rapporto “modellizzante” dell’adulto
  8. 8. Facilitazione? Un altro aspetto rilevante che giustifica la presenza di media e tecnologie nella scuola è l'azione di • facilitazione e • personalizzazione degli apprendimenti Non si tratta tanto di facilitazione nel senso di 'rendere più facile', quanto nel senso di 'far venir fuori', 'promuovere', 'aiutare ad emergere'. È come se, in senso ampio, le tecnologie creassero l'occasione per avviare una riconsiderazione di sé e della propria identità personale, di insegnanti e anche di studenti.
  9. 9. Cittadinanza • I Media promuovono relazioni, scambi e circolazione delle rappresentazioni, • Possono giocare un ruolo nella formazione della consapevolezza della cittadinanza • Le didattiche collaborative blended sono adeguate a sviluppare questo potenziale educativo, con attività incentrate sull'interazione e sul lavoro di piccolo gruppo. • Grazie alle tecnologie di Rete [blog diaristici, le mappe collaborative, forum, chat, mailing, i wiki, la scrittura condivisa,] – Si dilatano i tempi dell’azione formativa – Si negoziano regole – Si distribuiscono le situazioni di lavoro, – Interazione tra singolo e gruppo – Si scambiano ruoli e responsabilità.
  10. 10. Screen Generation Internet • Ha prodotto la perdita di centralità del consumo televisivo • Ma - contrariamente a quanto ipotizzato - non vampirizza il tempo libero dei ragazzi • Si aggiunge agli altri consumi, si ritaglia il proprio spazio, ma nulla toglie agli altri media • Ragazzi vivono la società multischermo.
  11. 11. Videogiochi. Il dormiglione (Allen) Sono macchine cognitive Stimolano • adozione di strategie e tattiche • la capacità di prendere decisioni sulla base della valutazione degli elementi in proprio possesso; • la capacità di derivare inferenze attraverso la simulazione di scenari futuri possibili • la capacità di risolvere problemi; • la capacità di perseguire contemporaneamente più compiti
  12. 12. Insegnanti e scuole • Insegnanti: un uso domestico della tecnologia  o per preparazione delle lezioni  o per ricerca di informazioni o materiali • Lontana l'idea che le tecnologie possano costituire un valore aggiunto per il lavoro della classe, favorendo  usi collaborativi  costruzione della conoscenza • Non a caso l'allocazione dei PC è il laboratorio di informatica: rappresentazione della tecnologia come di qualcosa che non appartiene all'ordinario della didattica quotidiana.
  13. 13. Insegnante etnografo Esistono mediaculture, cioè mondi di significati che i giovani costruiscono interagendo  tra loro  e con i media. L’insegnante • deve svolgere azione sul campo come osservatore partecipante • deve adottare strumenti come – Intervista sul vissuto – Focus group – Osservazione delle dinamiche – Strumenti autobiografici
  14. 14. Comunità - Virtuale e reale • Comunità di discorso – Conversazione informale • Comunità di pratiche – Condivisione di bisogni e soluzioni • Comunità di costruzione della conoscenza – Progettualità personale • Comunità di apprendimento – Percorsi formalizzati
  15. 15. Valutazione • Prodotti e processi • Conoscenze, abilità e competenze • Percorso formativo:  sapere  saper fare  saper essere  Competenza integra • Atteggiamenti • Doti personali • Stili di presenza • Tre dimensioni della competenza  Oggettiva (comportamenti)  Soggettiva (risorse interne: cognitive, motivazionali, decisionali)  Intersoggettiva (capacità d’interazione)
  16. 16. Portfolio delle competenze • Sia per l'insegnante che per l'allievo: vantaggio del portfolio per  Ricupero e comparazione dei diversi momenti di un percorso diacronico;  Riflessione sulla pratica formativa  Autoriflessione su compiti e funzioni • Lo studente – ne guadagna in autoconsapevolezza • L’ insegnante: – La valutazione diviene meno estemporanea, più fondata, più completa – La riprogettazione: più ricca
  17. 17. Didattica della filosofia (1) • I nuovi media delineano la fisionomia di un mondo • multidimensionale e • non riducibile ad omogenei principi d'ordine, • Essi enfatizzano la centralità della relazione nella strutturazione • dei mondi e • degli ambienti in cui viviamo • Lasciano spazio all’emergere di interrogativi ontologici, gnoseologici ed etici • Costituiscono l'occasione per riflessioni antropologiche coerenti con prospettive filosofiche contemporanee • Trovano humus adatto in ambienti in cui è posto l'accento – sulla pluralità e – sulla complessità come dimensioni costitutive del reale.
  18. 18. Didattica della filosofia (2) ICT favoriscono l’atteggiamento filosofico: • Analisi accurata e stringente delle idee, dei linguaggi, delle prospettive di fondazione del discorso filosofico, • Adozione dell'approccio diretto ai testi, nell'ottica – di formare capacità critiche – e di perfezionare l'attitudine alla riflessione ICT valorizzano l’essenza dialogica del fare filosofia, proponendo opportunità • di d'incontro-confronto • di ascolto critico • di discussione delle argomentazioni • di motivazione razionale delle posizioni • di cooperazioni e collaborazioni
  19. 19. Didattica della filosofia (3) • Ipertestualità – Conoscenza si costruisce • con percorsi personali fatti di autonome decisioni • Con adozione della logica della complessità • Multimedialità – Sul piano rappresentativo e comunicativo il contenuto s’accresce dell’interazione dei codici comunicativi • Ricerca – Le tecnologie di rete facilitano pratiche euristiche
  20. 20. Altri contributi • Il docente costruttivista (Andrea Varani) – Ambienti di apprendimento; dinamiche relazionali; sostegno. • Tutoring e metariflessione (Tarcisio Lodrini) – Tutor d’aula e di rete; dimensione dialogica; valore del vissuto. • Didattica delle scienze umane (Maria Gioele Infantino) – Edwin Abbott: Flatlandia; mente poetica

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