Tonino Lamborghini: Tesori Latini

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Tonino Lamborghini: Tesori Latini

  1. 1. EDITORIALE TRENT’ANNI DI PURO TALENTO ITALIANOdi Tonino Lamborghini Trent’anni di viaggi per portare i prodotti e il e dibattito, nella cultura, nell’arte e nella società.nome del Gruppo Tonino Lamborghini – e con essi Una scoperta senza limiti spaziali o temporalil’italianità – in tutto il mondo mi hanno convinto attraverso un patrimonio intellettuale che ha leche in realtà i mondi sono tanti, almeno quanti sue radici linguistiche e culturali proprio nellapossono essere i settori e i loro prodotti. E le tradizione dei nostri padri latini. Con questelingue. Prendiamo il cinese, per esempio: com’è radici possiamo viaggiare e imparare altre lingue,risaputo, oltre a quella che viene considerata incontrare i popoli più differenti e instaurare conufficialmente la lingua cinese, esiste una lingua essi uno scambio proficuo e vantaggioso perda parlare con ciascun interlocutore: quella degli l’arricchimento reciproco, senza quel timoreaffari e del commercio, quella della letteratura, dell’apertura che spesso crea i presupposti perdel tempo libero o del turismo. il conflitto.Pertanto, uno dei principali motivi per cui ho Il mio brand rappresenta oggi un vero e propriopensato di riprendere la pubblicazione di “Tesori universo coordinato di stile che esprime ilLatini” è proprio questo: aprire tante finestre sui Puro Talento Italiano: un lifestyle completo contanti mondi che le mie linee di prodotti esplorano orologi, telefoni cellulari e accessori di lusso,e dare così la possibilità ai lettori di viaggiare complementi d’arredo, progetti alberghieri econ me alla ricerca di novità, spunti di riflessione residenziali, profumi e linee di abbigliamento, ma anche city car e golf cart. Un mondo che spazia dal design all’ingegneria meccanica passando per la moda e il tempo libero. E poiché l’Italia è simbolo anche di un certo stile di vita, di un gusto per la buona tavola e la convivialità, anche con il mio caffè, i vini e i locali a marchio ho cercato di contribuire all’eccellenza e all’alta considerazione che il mondo intero riconosce al nostro Bel Paese. In modo semplice, quindi, “Tesori Latini” vuole contribuire a far scoprire ai lettori i diversi mondi che i prodotti con il mio marchio incontrano nel loro percorso. Un percorso ricco di persone con la propria storia, professionalità, ingegnosità e spirito creativo. Quelle persone che contribuiscono a fare grande l’Italia. Cav. Tonino Lamborghini, Presidente del Gruppo Tonino Lamborghini. Mr Tonino Lamborghini, President of the Tonino Lamborghini Group. 1
  2. 2. SOMMARIO 1 EDITORIALE Trent’anni di puro talento italiano 4 MONDO Quando il made in Italy incontra il Sol Levante 8 ARTE Marco Lodola: ho catturato la luce con l’ironia Gelindo Baron: il colore e la luce Angela Glajcar: metamorfosi della carta Nadia Brunetti: nel segno del Toro Giovanni De Gara: Something Remains 15 DESIGN Quando un progetto di tesi diventa un prodotto firmato Tonino Lamborghini 18 ARCHITETTURA 10 anni di Hospitality firmata Tonino Lamborghini 23 ECCELLENZE 1981-2011: trent’anni di Puro Talento Italiano Dico di me... 29 LINEA Dettagli per l’eternità 33 MOTORI Town Life: il progetto ecosostenibile firmato Tonino Lamborghini2
  3. 3. SOMMARIO 37 TECNOLOGIA Quando la tecnologia è inclusiva, il vero lusso rimane esclusivo? 41 SCAFFALE Jacques Attali e le storie del tempo 44 SPORT Tonino Lamborghini sfila sui green italiani Vito, Michele e Sara: i campioni di Jujitsu testimonial del Puro Talento Italiano nel mondo Un anno tutto d’oro per la Tonino Lamborghini- Mac Team Team Cavalli Tonino Lamborghini 48 EVENTI Tartufo d’Oro: folla di Vip TL Editore, Direzione, Foto Tesori Latini Redazione e Amministrazione Archivio Tonino Lamborghini, Periodico di attualità e cultura Lamborghini Real Estate SpA Fabio Casari, Rita D’Andrea, da un’idea di Tonino Lamborghini via San Giacomo, 25 – 41100 Modena Studio Bortolotti, Studio Picchio. Direttore Responsabile Semestrale – Anno XVI Rita D’Andrea Editing N°1 Dicembre 2011 Coordinamento Redazionale Associazione Anna Spadafora La clinica della parola Una copia: euro 5 via Galliera, 62 – 40121 Bologna Spedizione in abbonamento postale, Collaboratori tel. 051/250330 art. 2 comma 20/B, Legge 662/96 Barbara Auer, Riccardo Botti, Tanya Byls, Pubblicità inferiore al 45%, Andrea Casa, Giovanni De Gara, Grafica, Impaginazione e Stampaa cura del Gruppo Tonino Lamborghini Caterina Giannelli, Marina Gavioli, Chinchio Industria Grafica S.p.A.Autorizzazione del Tribunale di Bologna Otto Grizzi, Giorgio Gurioli, Joachin Kendoll, via Pacinotti, 10/12 n° 6542 del 15/03/1996 Fiorenzo Maccagnani, Mara Ringozzi, 35030 Rubano (Pd) Ernesto Sabato, Angela Sforza. 3
  4. 4. MONDO Quando il made in Italy incontra il Sol Levante Un incontro per ricordare la figura del maestro Alessandro Valignano, esempio di quanto la cultura giovi agli affari di Caterina Giannelli (Spirali). Dinanzi a un pubblico di attenti uditori e autorità, la dott.ssa Anna Spadafora, psicanali- sta e direttore dell’Associazione Progetto Emilia Romagna, ha sottolineato come il convegno sia nato dall’esigenza di rilanciare il caso culturale del missionario gesuita, che a soli trent’anni av- viò una delle maggiori imprese del Rinascimen- to. “Il libro di Vittorio Volpi – ha evidenziato Anna Spadafora – non è solo un affresco storico e politico dell’Asia, ma anche un contributo allo scambio internazionale, al commercio e alla fi- nanza planetari”. Alessandro Valignano lascia l’e- redità di uomo che ha scommesso sulla cultura e sull’intelligenza per la riuscita del suo progetto, per questo resta “esempio emblematico di quan- to la cultura giovi agli affari”. Occorreva valoriz- zare la figura di uno fra i più grandi missionari della Compagnia di Gesù a cui Chieti ha dato i na- Il comm. Tonino Lamborghini durante la sua relazione alla tavola tali, ha ricordato il presidente della Fondazione rotonda su Valignano (Foto di Fabio Casari). Carichieti, Mario Di Nisio. La Fondazione, infatti, già dal 2006, anno del quarto centenario dalla Cosa accade quando lo stile, l’arte e l’eleganza morte del gesuita, si è impegnata a raccontarne italiani incontrano la cultura e la saggezza dell’O- l’opera, organizzando e sostenendo varie inizia- riente, sulle rotte di uno dei viaggiatori che han- tive di promozione. Un ringraziamento speciale no avuto un’influenza decisiva nella storia della è poi giunto dal vice direttore della Fondazione diplomazia internazionale e dell’impresa moder- Italia-Giappone, Marino Marin, ai dirigenti di Art na? Il risultato non può che essere un incontro Valley Association, Francesca Bruni e Alberto straordinario con il grande maestro Alessandro Cavicchiolo, che per primi hanno promosso l’in- Valignano, la cui opera è stata celebrata dopo ol- tensa ricerca di Volpi. tre quattrocento anni con una tavola rotonda dal Nello stile dell’autentico ambasciatore del made titolo L’Italia, la Cina, il Giappone: dal progetto in Italy, da sempre intento a solcare rotte ine- di Valignano alle nuove opportunità di business splorate, il cav. Tonino Lamborghini ha racconta- con relatori d’eccezione l’imprenditore Tonino to come sia stato fra i primi a investire in Asia, Lamborghini e il banchiere Vittorio Volpi. Per un quando in Cina per attraversare la frontiera giorno il crocevia di questo viaggio è stato il pal- s’impiegavano otto ore e i controlli si facevano coscenico del Museo Ferruccio Lamborghini di con i mitra puntati, mentre nelle fiere delle più Dosso (Ferrara). In una scenografia al confine importanti città del Giappone le aziende italiane fra mito e realtà, l’Associazione culturale Proget- presenti erano dieci o venti al massimo e non to Emilia Romagna in collaborazione con la rivi- erano in tanti i giapponesi che parlavano ingle- sta “La città del secondo rinascimento”, la casa se, con conseguenti grandi difficoltà di comuni- editrice Spirali e Art Valley Association, con il cazione. Dopo un’esperienza di oltre trent’anni, supporto del Museo Ferruccio Lamborghini e la il cav. Lamborghini, il cui marchio annovera dieci Fondazione Italia-Giappone e con il patrocinio del- flagship store tra Hong Kong e Macau e nume- la Camera di Commercio di Ferrara, hanno orga- rosi shop-in-shop nelle principali città cinesi, ha nizzato la prima presentazione nazionale del libro sottolineato come lavorare in Cina non sia diffici- di Vittorio Volpi dal titolo Il Visitatore. Alessandro le se si propongono qualità e prodotti innovativi. Valignano, un grande maestro italiano in Asia “Se invece la nostra proposta è banale e sconta-4
  5. 5. MONDOIl tavolo dei relatori con, da sx., Marino Marin, vice-direttore della Federazione Italia-Giappone, il banchiere Vittorio Volpi, autore del librosu Valignano, la dott.ssa Anna Spadafora, moderatrice dell’incontro, l’imprenditore Tonino Lamborghini, presidente dell’omonimo Gruppo,e Mario Di Nisio, presidente della Fondazione Carichieti (Foto di Fabio Casari).ta – ha proseguito Lamborghini – non si ottiene gelizzazione hanno saputo tener conto delle dif-niente, perché per certi aspetti sono più bravi ferenti culture presenti e difficili da omologare.di noi: hanno una cultura millenaria più antica Volpi ha poi raccontato come ancora oggi, mandella nostra, anche se soffocata da decenni di mano che ci spostiamo dall’Europa verso l’Orien-regime”. te, la figura dell’individuo diventa sfumata e pren-Vera e propria lectio magistralis la testimonian- de risalto il gruppo, l’interesse collettivo superaza di Vittorio Volpi, che ha vissuto per più di quello personale. In questo senso, le emozionitrent’anni a Tokyo a capo di alcune delle princi- sono fatti interiori e non c’è bisogno di comuni-pali banche italiane e svizzere e come docente carle agli altri, pertanto la formalità deve avereall’Università dei Gesuiti, la Sophia University. Il il sopravvento in qualsiasi circostanza. Valigna-professore, che ha lavorato dieci anni al libro no, ha sottolineato Volpi, ha inventato il metododedicato alla figura di Alessandro Valignano, dell’inculturazione, che è molto diversa dall’ac-leggendo le oltre quattromila pagine scritte dal culturazione per cui è sufficiente la conoscenzagesuita, ha rilevato come quell’approccio cultu- dell’altro: per l’inculturazione, invece, ciascunorale sia ancora oggi strumento essenziale per vuole incontrare la cultura e i prodotti dell’altro,gli imprenditori italiani che vogliono avviare o per cercare insieme un percorso nuovo. “È statoaccrescere le opportunità di business in Asia. un uomo straordinario che merita una grandeAlessandro Valignano e il suo allievo Matteo Ric- rivalutazione”, ha concluso, “un uomo di cui noici nello svolgimento della loro missione di evan- italiani non possiamo che essere fieri”.Al termine della tavola rotonda, il pubblico ha potuto visitare il museo Il prof. Vittorio Volpi e il comm. Tonino Lamborghini al termine delFerruccio Lamborghini, sede del convegno (Foto di Fabio Casari). loro intervento. 5
  6. 6. Palazzo del Vignola C M Y CM MY CY CMY K
  7. 7. Immersa nel verde alle porte di Bologna, affascinante dimora Cinquecentesca ricca di storia, è location perfetta per eventi dal sapore esclusivo ed indimenticabile. Nobile residenza sapientemente restaurata, possiede un management attento ed efficiente in grado di proporre un’ampia gamma di soluzioni per meeting, cerimonie, cocktail ed eventi speciali. Gusto e creatività si fondono per realizzare una cornice unica e memorabile. Via Funo 41 - 40050 Funo di Argelato (BO) - Tel. 345.5419360 eventi@lamborghini.it - www.palazzodelvignola.com
  8. 8. ARTE Marco Lodola: ho catturato la luce con l’ironia La giocosa spettacolarità di un artista di ispirazione futurista che racchiude la luce nelle sue opere di Angela Sforza Sgarbi, nel progetto Ca’ Lodola, “rivestendo” il palazzo veneziano Ca’ d’Oro di luce. Con il progetto veneziano Lodola ha aggiunto un ulteriore tassello al suo vasto excursus creativo cominciato negli anni Ottanta con la partecipa- zione al movimento del Nuovo Futurismo, di cui è uno dei fondatori. E in effetti è d’ispirazione fu- turista la giocosa spettacolarità che da sempre contraddistingue le sue opere d’arte. La festa cromatica e la voglia di nuovi linguag- gi ancora oggi fanno da filo conduttore ai lavori dei Nuovi Futuristi, che riescono a trovare una combinazione vincente con il mondo della pubbli- cità, dei fumetti, del cinema, della televisione e della realtà virtuale, staccandosi dai confini tra- dizionali della pittura, elaborando immagini che stanno tra le due e le tre dimensioni, si adattano alle pareti o animano lo spazio con stele e mo- numenti. Il tutto utilizzando nuovi materiali come i poliesteri, i perspex, le resine sintetiche, che hanno il dono di essere leggeri e di prestarsi a un cromatismo acceso e brillante. In breve, il Nuovo Futurismo combina il rigore della funzio- ne con l’incantesimo della decorazione, proprio come nell’insegnamento di Balla e Depero. Nell’itinerario di Lodola sono molte le collabora- zioni con i grandi marchi – Fiat, Coca Cola, Fab- bri, Dash, Swatch, Moretti, Tonino Lamborghini, Ducati, solo per fare alcuni nomi –, che hanno celebrato anniversari e occasioni importanti con le sue opere, le quali portano sempre una ventata di ironia e giocosità nel mondo dell’im- presa. Fino a qualche decennio fa era forte la demonizzazione dell’impresa e, di conseguenza, il connubio con l’arte era considerato una sorta Uno degli artisti più cari a Tonino Lamborghini è di tentativo dell’azienda di giustificarsi agli occhi Marco Lodola, le cui splendide sculture luminose di chi non vi vedeva altro scopo che il profitto. arricchiscono gli ambienti di molti locali e risto- D.: Oggi, gli chiediamo, l’incontro con artisti ranti del Gruppo nel mondo. come Lei, che interpretano il messaggio insito Abbiamo intervistato il maestro Lodola, uno degli nel marchio e nel prodotto, può aiutare a coglie- artisti più noti e più presenti del mercato ita- re anche l’arte e la cultura che è costitutiva di liano, acclamato alla Biennale di Venezia 2009 ciascuna impresa, con le sue tradizioni e le sue come icona Pop. Invitato nella prima edizione dal invenzioni? curatore del Padiglione Italiano Luca Beatrice R.: Nei secoli passati l’arte era sponsorizzata a realizzare un’installazione luminosa di grande dalla chiesa e dai principi, che pubblicizzavano effetto sul tema della danza, quest’anno l’arti- loro stessi commissionando agli artisti immagini sta pavese si è cimentato, su invito di Vittorio attinenti al loro mondo. Quindi c’è sempre stato8
  9. 9. ARTE consente di filtrare le cose, di elaborarle e di restituirle nell’arte. Io penso che non ci sia nes- sun segreto da scoprire nella vita, nessuno sa che cosa sia la vita. Anzi, potrei dire che ormai non penso più, faccio il mio lavoro e, lavorando, trovo soddisfazione. Come diceva il grande Felli- ni, ho la fortuna di fare un lavoro che farei anche gratis. Il mio cammino artistico non è finalizzato alla ricerca della felicità. La felicità sta lungo il cammino stesso, nell’invenzione e nel fare. D.: Ci sono giovani che collaborano con lei? R.: Ormai penso di avere realizzato una facto- ry warholiana: non riuscirei a fare niente sen- za i miei giovani assistenti, in grado di utilizzare tutti i materiali moderni e le tecnologie con cui sono realizzate le mie opere. Per le mie opere la tecnologia della luce è tutto, anzi, certe volte dico che non sono un artista ma un elettricista. Dopo, a pensarci bene, da quando è nata la pit- tura, dal Beato Angelico in poi, il sogno degli artisti era quello di catturare la luce: è quello che ho fatto io, l’ho messa dentro l’opera, così non scappa più.Collants, scultura al neon, 2010, cm 80x100x5.un connubio fra l’arte e coloro che avevano lerisorse finanziarie per sostenere il lavoro degliartisti. Il mio lavoro figurativo si presta bene ainterpretare il marchio e il prodotto, ma non tro-vo nulla di strano nella committenza, anzi, devodire che mi diverto molto di più a lavorare per uncommittente, perché per me rappresenta unasfida riuscire ogni volta a raggiungere il risultatoatteso.D.: Che cosa eredita e in che cosa si differenziail vostro movimento da quello di Boccioni, Ballae Marinetti?R.: Nonostante mi senta vicino a Balla per ilsuo stile ironico e giocoso, in realtà riconoscoun’influenza straordinaria di Depero nella miaarte come nella mia vita: soprattutto se pensia-mo che lui fu il primo ad andare alla conquistadell’America, a esplorare l’applicazione dell’artenel mondo dell’impresa e le varie contaminazionifra i generi, tutte cose che sono sempre stateessenziali nel mio itinerario.D.: Le sue sculture luminose all’ironia della popart forse aggiungono un invito più accentuatoverso il gioco, quasi un’esortazione per il pubbli-co a non prendersi troppo sul serio?R.: Penso che il mio sia principalmente un ap-proccio alla vita, oltre che all’arte. È certamen-te un invito all’ironia per trovare il distacco che Pin Up, scultura al neon, 2010, cm 80x100x5. 9
  10. 10. ARTE Gelindo Baron: il colore e la luce Nelle sue opere una costante ricerca della luce dentro il colore per inseguire l’armonia universale di Angela Sforza Il calendario espositivo di Gelindo Baron, che la felice collaborazione internazionale, da cui è prende il via nel lontano 1976, ha all’attivo oltre scaturita anche la recente mostra Fashion to trecento mostre in tutto il mondo: New York, Passion, che nella scorsa primavera (25 mar- Londra, Rovanjemi (Finlandia), Toronto, Pari- zo-3 maggio 2011) ha portato per la prima volta gi, Sacramento (California), Lugano, Venezia, nella galleria di Kings Road i bozzetti di Giorgio Padova, Bologna, Roma, Firenze, Milano sono Armani accanto alle opere di Baron. solo alcune delle città più importanti che han- Tra gli eventi che lo hanno visto protagonista no ospitato i suoi lavori. Ma la svolta principa- negli ultimi anni in patria, invece, va ricordata le nel suo itinerario è intervenuta quando, nel sicuramente l’antologica Dimensione spirituale 1998, in occasione di una collettiva a Londra, a (oli 1994-2004), allestita dal Comune di Pado- Westminster, la Gagliardi Gallery ha apprezzato va nelle Ex Scuderie di Palazzo Moroni (18 apri- particolarmente le opere di Gelindo Baron tra le-16 maggio 2004), nonché la mostra In Vene- i duecento pittori esposti. È iniziata così quel- zia, che ha esposto le sue opere ai Giardini della Verso la Vittoria, olio su tela, 2011, cm 80x120.10
  11. 11. ARTEBiennale (In Paradiso Gallery, 26 luglio-6 agosto la vittoria, che, proprio per questo, non tarda ad2008), su invito del Concilio Europeo dell’Arte. arrivare.“Un quadro di Baron si riconosce subito”, ha Ciò che cogliamo in questo quadro però è unascritto Giuliano Pisani, Assessore alla Cultura scena che non è affatto rappresentata: non c’èdel Comune di Padova sul catalogo della citata nulla di realistico nel quadro, ma semplicementemostra, “perché ha il colore e la luce,conseguito la sua grazie a cui possia-forma, la sua cifra. mo “ascoltare” ciòIl segno è il colore, che non si vede.i soggetti preferiti E, come affermòla terra e cieli del Sergio Dalla ValVeneto. In questo nell’introduzione allaè erede di una tra- prima mostra a Bo-dizione antica”. Il logna (2001): “MaiVeneto, dunque, il più che nelle operecolore, la dolcezza. di Gelindo Baron ilMa ciò che distingue colore è condizionesoprattutto le opere della luce. Giustodi Baron è l’evoca- il colore, semprezione dell’assoluto, giusto. Giustizia delperché in esse s’in- sembiante, oggettostaura il colore, che invisibile e impren-dalla voce procede. dibile della pittura. IlCon questo assolu- colore nelle sue ope-to, l’opera ha voce, re non serve a colo-si ode proprio come rare e la luce nonl’attacco della Pri- serve a illuminare.mavera di cui parla Ecco perché i suoiPisani. O come il paesaggi astratti,rombo del motore anziché esporsi allanella tela Verso la visione, provocanovittoria, che l’artista l’ascolto. Le sueha donato al Mu- ‘Composizioni’ sonoseo Ferruccio Lam- un invito all’ascoltoborghini di Dosso di un testo inedito,(Fe). In occasione che pure procededella celebrazione dalla tradizione del-dei trent’anni del la pittura veneta, diGruppo Tonino Lam- cui egli compie unaborghini, Baron ha bellissima lettura”.inaugurato la colle- Le opere di Gelindozione privata del comm. Lamborghini con la qua- Baron sono ospitate in mostre permanenti, col-le l’imprenditore bolognese si propone di racco- lezioni pubbliche e private in Italia e all’esterogliere opere di artisti affermati ed emergenti che (fra cui il Rovanjemi Statsmuseum, in Finlandia,si cimentano con le radici tematiche del brand: i l’Italian Community Collection di Toronto, il Mu-motori, la velocità e il toro. L’olio su tela Verso la seo Diocesano di Venezia, la Pinacoteca d’Artevittoria è un tripudio di azzurri, soprattutto nella Moderna di Piacenza e il Museo della Scienza diparte destra del quadro, che potrebbe essere Milano) e in diverse chiese italiane.identificata con il cielo in cui il pilota troverà la Tuttavia, nonostante l’ecletticità della sua espe-sua gloria, mentre i colori della terra nella parte rienza, il suo approccio all’arte è rimasto invaria-sinistra si mescolano a quelli della pista e dell’au- to negli anni. Intervistato dalla nota critica d’arteto che sfreccia lasciando dietro di sé neri segni Maria Rosa Ugento, alla richiesta di sintetizzareal suo passaggio, all’altezza degli pneumatici. Più che cosa sia per lui la pittura oggi, la rispostache un pilota, ci sembra di vedere un cavaliere di Baron suona decisa: “Spero di restare fedelealla conquista del Sacro Graal, tanto è il senso di alla legge interiore che m’impone di cercare laassoluto che trasmette quest’opera: come se in luce entro il colore e d’inseguire nella bellezza ilquel momento niente sia così importante come senso dell’armonia universale”. 11
  12. 12. ARTE Angela Glajcar: metamorfosi della carta di Barbara Auer “Mi interessano gli spazi che agiscano su di me e reagiscano direttamente alla carta; spazi che posso modificare”. Così Angela Glajcar defini- sce, sinteticamente, un aspetto fondamentale della sua ricerca artistica. Angela Glajcar è, allo stesso tempo, artista e pioniere. Ogni spa- zio espositivo viene sottoposto a un esame e a un’analisi approfonditi, prima che l’artista, con l’ausilio di modellini, cominci a sondare le diffe- renti possibilità d’intervento, determinate dallo spazio stesso. Il lavoro effettivo, la realizzazione del bozzetto, non avviene nell’atelier dell’artista, ma direttamente in loco. I mezzi artistici sono Terforation, ridotti al minimo: le bastano carta e luce per carta e metallo, realizzare una delle sue più imponenti installa- 2007, zioni con la carta fino a oggi, alla Kunstverein cm 140x100x300; Ludwigshafen. In generale, un principio essen- dettaglio. ziale sotteso al lavoro artistico di Angela Glajcar è ottenere un risultato efficace con grande precisione e un’estrema economia di mezzi. In questo senso l’artista si appropria delle diverse qualità dei suoi elementi. Combina il potenziale tangibile della carta con la proprietà immateria- le della luce, costruendo impressionanti installa- zioni tridimensionali a partire da fogli di carta a due dimensioni. Angela Glajcar mostra significativamente il po- tenziale della carta, di solito conosciuta per la L’opera di sua leggerezza e fragilità. Ne rivela l’aspetto più Angela Glajcar materiale, tangibile, nonché le sue qualità im- dedicata materiali, suscitando in questo modo sempre al toro nuovi, sorprendenti visioni. Come dice la scultri- Lamborghini in ce, “la carta è una sostanza appassionante, in fibra di vetro e grado di cambiare continuamente e assumere struttura qualsivoglia forma.” di metallo. GROSSETTI ARTE CONTEMPORANEA Angela Glajcar è rappresentata in Italia dalla Grossetti Arte Contemporanea. L’origine dell’attività nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea della famiglia Grossetti inizia con il capostipite Bruno Grossetti senior, il quale, tra i primi a Milano, si occupò di quegli artisti che, allora ancora giovani, sarebbero diventati i rappresentanti delle Avanguardie storiche del nostro secolo. Suc- cessivamente il figlio Carlo Grossetti, dopo aver lavorato nella galleria paterna, inizia la propria esperienza di mercante d’arte con un’attività ancora più aperta alla sperimentazione della nuova generazione di artisti. Nel 1997, dopo la scomparsa di Carlo Grossetti, la Galleria prende la deno- minazione di Grossetti Arte Contemporanea ed è diretta definitamente dal figlio Bruno che segue la tradizione di famiglia, occupandosi di gestire il patrimonio raccolto nel tempo e di promuovere nuovi artisti in collaborazione con diversi musei ed istituzioni internazionali.12
  13. 13. ARTE Nadia Brunetti: nel segno del Toro Girando, mirando, scrutando, parlando, sussurrando, fissando...di Joachin Kendoll presenza di grandi talenti alla cattedra di Pari- gi la inducono a completare gli studi in Francia, dove si instaura un’amicizia con numerosi artisti. Le occasioni di presentare il suo lavoro non le mancano, ma non le coglie mai, anche se critici di affermata autorevolezza la spingono a farlo. Ora finalmente espone.GIRANDO, MIRANDO, SCRUTANDO, PARLAN-DO, SUSSURRANDO, FISSANDO, in questa dan-za del gerundio, inizia l’immersione nell’ignotodell’esperienza pittorica di Nadia Brunetti, arti-sta assolutamente singolare. Racchiude in sé lafonte del suo stesso essere. Il suo tratto è dina-mico, verticale, diagonale, spezzato, colto, cur-vo, misto, interrotto. Questi gesti mescolati tradi loro danno origine ad una danza imbarazzantema perfettamente armonica. Anche lo spessoree il fondo cambiano totalmente, possono esse-re spessi, sottili, marcati, lavoratissimi, rivelanol’energia di questa donna dell’aura dorata. L’e- Opere dell’artistamozione continua: possiede una levità piacevole, Nadia Brunettisembra quasi troppo pura per le naturali impu- realizzate perrità del mondo. il GruppoDopo la prima formazione presso il liceo artisti- Tonino Lamborghini.co di Bologna, Nadia Brunetti segue i corsi dipittura all’Università di Venezia e Firenze. Ma la (nadiabrunetti@gmail.com) 13
  14. 14. ARTE SOMETHING REMAINS La mia personale interpretazione del brand Tonino Lamborghini di Giovanni De Gara Primo livello di lettura: bolica (something remains!). Il quadro è una bandiera del made in Italy, o me- Il campo da calcio è stanco e il centro campo va glio ancora dell’Italian Style, cristallizzato nei suoi a riposarsi sul colmo della cupola di un tempio stereotipi e applicato a una domenica qualun- e anche questo parla di domeniche qualunque, que: calcio per molti, messa per altri, week-end in bilico tra la sacralità dei riti collettivi e una fuori porta per altri ancora. Un sole pagano che lettura più profonda del loro significato arche- scalda, rassicurante, da sempre e fa crescere tipico, che gioca con la natura umana, anima- bene frutta e verdura; il toro come emblema del le ma allo stesso tempo semi-divina. Il toro, in ben fatto nella cultura contadina del lavoro. Su questa lettura, è animale sacro e misterioso, tutto, il pensiero creativo, l’associazione di ele- abisso e insondabilità (sponda sacrale), ma an- menti semplici che portano a un risultato com- che animale addomesticato, rassicurante come plesso, il gusto essenziale ed elegante del made una domenica in chiesa o allo stadio. La strada in Italy che il comm. Lamborghini tanto bene ha rappresenta le vie di comunicazione e anche un personificato e contribuito a costruire. invito a superare (linea di mezzeria tratteggiata) Secondo livello di lettura: la condizione attuale, a percorrere un cammino Sono nato sotto il segno del toro il 30 aprile, il gior- che porti da A a B, o da alfa a omega. Restano no che (astrologicamente parlando) rappresenta però (something remains) il sole, il tempio e l’eco la resurrezione del sole, morto il 28. Tre giorni potente di un ruggito animale che come un de-ja- che sono come un triduo pasquale, un ciclo conti- vu percorre la nostra memoria. Il toro sembra nuo che segna l’inizio e la fine (alfa e omega). Tra addirittura guardarci con nostalgia e pensare a questo inizio e questa fine, un’infinità di vissuto. quante cose abbiamo fatto insieme. Ogni ciclo si conclude, qualcosa necessariamente scompare, ma qualcosa resta e passa al ciclo successivo. Qualcosa rimane, come suggerisce il titolo del quadro (SOMETHING REMAINS). Una digressione ermetica, lo so, ma anche un’inter- pretazione di ciò che rimane nella tradizione di un grande marchio: si va avanti, i prodotti cambiano, ma something remains ed è in queste persistenze che c’è il cuore, la natura del “fare”. L’uomo nel quadro non si vede, ma restano alcu- ne sue tracce: resta la parte animale, istintiva, forte, lavoratrice, passionale, ben incarnata dal- la figura del toro. La componente intellettuale e quella culturale, invece, cambiano in continuazio- ne, seguendo i passaggi epocali, differenziandosi su base geografico-temporale (simbolo: la ban- diera nazionale e il suo codice binario che indica una data qualsiasi e si fa emblema della provvi- sorietà del costituito, messa in contrapposizione alla stabilità inamovibile del sole). Il toro, oltre a rappresentare l’elemento primordiale dell’ani- malità istintiva umana, ne rappresenta anche la storia evolutiva: dalle mani dell’uomo alla zappa, dalla zappa all’aratro a mano a quello trainato, per arrivare al trattore, che sostituisce la forza della natura, ma ne preserva tutta la carica sim- Galleria SPAZIO TESTONI – Bologna – www.giannitestoni.it14
  15. 15. DESIGN Quando un progetto di tesi diventa un prodotto firmato Tonino Lamborghini Il brand bolognese è stato analizzato come caso aziendale e ha rappresentato un’ottima esperienza formativa sul campo per cinque giovani designerdi Giorgio GurioliIl patrimonio iconologico dell’automobilismo rap-presenta la dimensione matura di un filone pro-gettuale che ha portato allo sviluppo di fenomenievocativi come le linee di prodotti firmate ToninoLamborghini, che comprendono una serie vastis-sima di oggetti d’uso. A partire dal successo diquesto caso aziendale, nel 2008 ho pensato didare vita al “Progetto Fucina Design”, una colla-borazione tra il Gruppo Tonino Lamborghini e l’I-SIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche)di Faenza per il quale collaboro da diversi anni inqualità di designer e docente. Grazie all’interes-se e alla disponibilità dimostrata dal cav. ToninoLamborghini, è nato questo sodalizio finalizzatoalla creazione di prodotti di design connotati daun inconfondibile stile. Alla mia proposta di coin-volgere il Centro Stile della Tonino Lamborghini,l’azienda ha risposto con entusiasmo, dando fi-ducia a un team di giovani designer iscritti all’ul-timo anno del corso di specializzazione in Pro- La lampada Daytona della designer Maria Vedova, dal bozzettoduct Design e proponendo loro svariati temi sui all’utilizzo finale nel catalogo Tonino Lamborghini Casa.Daytona, nickel nero brillante, nelle tre versioni da 50, 100 e Suzuka, lampada da terra disegnata da Giulia Conti e ispirata ai150 centimetri di altezza. pistoni, cm 15dx16h. 15
  16. 16. DESIGN gia. Anche l’honeycomb, meravigliosa invenzione della natura, il disegno a “nido d’ape” di solito utilizzato a copertura del radiatore delle auto, diventa stilema diffusamente utilizzato dall’azien- da come fonte d’ispirazione. Tutti i riferimenti al mondo del motore richiamano un concetto di potenza e forza. Il fascino intrinseco dell’alta prestazione conferisce bellezza oggettiva a ele- menti di formazione meccanica e a materiali ad alta tecnologia, leggeri e costosi. A fine corso gli studenti hanno anche presentato il loro progetto di tesi dedicato proprio al caso Tonino Lambor- ghini. “Credo moltissimo in questo tipo di iniziati- ve – ha dichiarato Lamborghini congratulandosi Cuscinetto, lampada da tavolo disegnata da Claudia Gallo. personalmente con gli studenti in sede di tesi –. “Per la prima volta dopo tanti anni di carriera, quali lavorare e cimentarsi nella progettazione e oggi con orgoglio posso affermare che questi creazione di prodotti di design, reinterpretando ragazzi hanno saputo interpretare il mio mondo gli stilemi mutuati dal mondo della meccanica e e il mio lifestyle perfettamente, rappresentando dell’automobilismo sportivo tipici del marchio del in maniera egregia il mio marchio con prodotti Toro. estremamente belli”. Lamborghini ha poi fatto i La collaborazione con l’azienda era finalizzata alla complimenti ai professori dell’ISIA, per “aver alle- realizzazione della tesi di laurea specialistica. Gli vato bravi studenti e per aver arricchito i saperi C studenti – Davide Callisesi, Giulia Conti, Claudia della scuola attraverso una bellissima esperien- M Gallo, Luca Rosso, Maria Vedova – hanno inizial- za formativa che costituirà per gli studenti un Y mente studiato in classe tutte le problematiche ottimo trampolino di lancio e comunque un bel legate al design industriale, dagli aspetti tecni- punto di partenza”. CM ci alla distribuzione, fino alla tutela dei brevetti. Un progetto in particolare merita una speciale MY Poi, si sono cimentati “sul campo” e, con la su- menzione: la lampada “DAYTONA” di Maria Vedo- CY pervisione del Centro Stile Tonino Lamborghini, va, che è stata selezionata come miglior prodot- CMY hanno disegnato nuovi prodotti, dedicandosi a to realizzato e inserita nel catalogo commerciale quattro tipologie principali: orologi, lampade, cu- della linea Tonino Lamborghini CASA, venduta in K stodie (porta I-pod, cellulari, pc, video camere e tutto il mondo. macchine digitali) e articoli per la tavola in cera- mica e porcellana. Gli stilemi meccanici che caratterizzano da sem- pre gli accessori di lusso firmati Tonino Lambor- ghini – cuscinetti, bielle, pistoni, tubi di scarico, griglie di areazione, fari, balestre e cerniere – sono diventati il punto di partenza per la creazio- ne di innovative lampade, eleganti servizi da the, moderni orologi e pratiche custodie per pc. Altri elementi d’ispirazione che caratterizzano le realizzazioni dell’azienda Tonino Lamborghini sono i materiali high tech come la fibra di carbo- nio, l’acciaio spazzolato e la treccia metallica che suggeriscono i concetti di lusso e alta tecnolo- Spicy, portaspezie di Claudia Gallo. ISIA FAENZA - www.isiafaenza.it L’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Faenza è un istituto dello Stato, fondato nel 1980 con lo scopo originario di completare gli studi orientati al settore ceramico con una forma- zione di tipo avanzato. L’Istituto ha da tempo allargato la sua sfera d’azione a tutta la complessa area del Design e della Comunicazione. Una delle caratteristiche che rendono gli istituti superiori per le industrie artistiche un’esperienza importante nel panorama dell’alta formazione è costitu- ita dai rapporti diretti e assidui con il mondo dell’industria e della ricerca, tramite l’intervento di professionisti del design, esperti di settore e docenti universitari.16
  17. 17. ARCHITETTURA 10 anni di Hospitality firmata Tonino Lamborghini A Mosca l’ultimo Boutique Caffè&Restaurant a pochi metri dalla Piazza Rossa di Tanya Byls Oltre al Trentennale dell’azienda, quest’anno il Gruppo Tonino Lamborghini festeggia i dieci anni del progetto denominato “Hospitality”. E non vi è celebrazione migliore dell’apertura di un nuovo locale. Il 16 settembre ha aperto l’ultimo Toni- no Lamborghini Boutique Caffè & Restaurant nel centro di Mosca, nel palazzo storico che alla fine del XIX secolo fu sede commerciale della ditta Mur&Meriliz, a pochi metri dallo storico teatro Bolshoj e dalla Piazza Rossa (Ulitsa Kuznetskiy Most n.19). Il nuovo ristorante si distingue per il design sofi- sticato, i tipici elementi caratterizzanti lo stile To- nino Lamborghini, la scelta dei materiali, la per- sonalizzazione dell’arredo rigorosamente made in Italy, per un ambiente che unisce eleganza, In alto, lo specchio dell’artista Mario Sturlese presente nel locale di Mosca. In basso, particolare della Vip Room “Corsa” al primo piano del nuovo ristorante russo.18
  18. 18. ARCHITETTURAraffinatezza, high-tech e tradizione. Queste le Nella sala adiacente, la Vip Room “Classics”, conpremesse che sono state poste come base al i suoi colori nero e grigio antracite, rappresen-fine di rispettare i paradigmi stilistici tipici del ta l’ambiente più ricercato di tutto il locale; unmarchio Tonino Lamborghini e gli alti standard boudoir dove fumare il sigaro o cenare in un am-qualitativi, oltre ad integrare l’interior design con biente appartato e più raccolto. I 50 metri qua-lo specifico contesto moscovita. drati della Vip Room si declinano all’insegna dellaAl piano terra si sviluppa un Lounge bar di 90 massima rilassatezza e comfort, con due grandimetri quadrati con i tipici colori nero, rosso e divani in velluto, poltroncine, sedie vittoriane, ta-bianco. Le pareti nere effetto titanio con la scrit-ta Tonino Lamborghini retroilluminata, le sedutee i divanetti in ecopelle traforata ispirati agli in-terni delle auto sportive, il grande bancone nerosagomato in fondo alla sala in perfetto equilibriocon le pareti rosse che infondono energia e di-namismo, le tende in taffetà nero con il logo ri-camato, l’illuminazione viva e pronunciata: sonotutti elementi che regalano un luogo ricercato,di grande impatto visivo, moderno e accogliente,dove trascorrere e condividere momenti specialie indimenticabili.Il primo piano si apre sulla zona Ristorante “Ra-cing” dove domina l’eleganza dei colori beige,sabbia e argento. Il tocco è moderno ma sempre“caldo” e diffonde una piacevole sensazione d’in-timità. Le poltroncine e i divanetti in capitonné,la luce più calda e soffusa, le tende in taffetàbeige ricamate rappresentano ulteriori elementidi decoro nel massimo rispetto della qualità del Sopra, il bancone del Caffè Corsa presso ilmarchio e offrono un ambiente speciale per una McArthur Glen Designer Outlet di Roermond (Paesi Bassi).cena raffinata. Sotto, il lounge bar del locale moscovita. 19
  19. 19. ARCHITETTURA anni della sua unificazione ed è anche l’anno per i rapporti culturali Italia–Russia. Oggi io non pos- so darvi l’Italia intera, ma qui, nel nuovo locale come in tutti quelli nel mondo, possiamo sicura- mente offrirvene l’emozione!”. IL PROGETTO HOSPITALITY Il progetto “Tonino Lamborghini Hospitality” è dedicato a una clientela di classe, consape- vole ed esigente, per la quale è stata creata un’atmosfera al top dell’eleganza e della ricer- catezza. La peculiarità è rappresentata da un La hall del Business Hotel di Collecchio (Parma). concept che non è predefinito e uguale ovun- que, ma è studiato per integrarsi al luogo, voli bassi, illuminazione soffusa, tende in velluto alla città e al Paese di appartenenza, sempre nero. Tutto nei minimi dettagli è espressione di rispettoso delle caratteristiche e delle prero- gusto, equilibrio e proporzione. gative della cultura locale, dell’estetica nativa, Sempre al primo piano la Vip Room “Corsa” ri- del gusto autoctono. Quasi una sfida stilistica prende i colori e l’atmosfera del Caffè Lounge ed evolutiva tra ambienti e luoghi diversi, mai del piano terra. Più giovanile e accesa, con pezzi ripetitivi tra loro, che mantengono comunque di design e d’arte come la lampada Artemide lo spirito evocativo del brand. C Mercury, la scultura luminosa di Marco Lodola, Un connubio di linee, di forme, di volumi e il quadro di Nadia Brunetti per un after dinner sensazioni visive, di storia e tradizione dove le M informale e vivace. specificità dell’Italian way of life si esprimono Y Al momento del taglio del nastro, alla cerimonia con forza e vengono identificate nella loro di- CM di inaugurazione del nuovo locale, il cav. Lambor- rompente vitalità, creatività e bellezza. MY ghini ha salutato i numerosi ospiti intervenuti, Caffè Boutique, Caffè Lounge, Hotel, Resi- una importante platea del mondo politico e dello dence, Apart-hotel: ambienti accoglienti ed CY spettacolo moscovita, con queste parole: “Sono eleganti, dove il valore del brand promette e CMY felice di festeggiare i 30 anni della mia azienda mantiene una ricerca di eccellenza qualitativa K con un nuovo prestigioso progetto nella più gran- riconosciuta universalmente, all’insegna del de città d’Europa. Ma ci sono anche altri motivi “Puro Talento Italiano”. per festeggiare: quest’anno l’Italia celebra i 150 Il Caffè Corsa Tonino Lamborghini di Damasco (Siria).20
  20. 20. WATCHTHE VIDEO ENERGY DRINK lamborghini-energydrink.com STYLE NEVER SLEEPS
  21. 21. NEW PRESTIGIOTHE PO W ER O F ST YLE
  22. 22. ECCELLENZE1981-2011: trent’anni di Puro Talento Italiano Uno stile con radici profonde proiettato verso il futurodi Rita D’Andrea e Andrea CasaIl comm. Tonino Lamborghini è nato a Cento (FE) to del mercato ita-nel 1947 da una famiglia che pochi anni più tardi liano va consideratoè diventata famosa in tutto il mondo nel campo anche in relazionemeccanico e automobilistico. ad alcune variabiliNel 1974 consegue la laurea in Scienze politiche di natura storica eeconomiche presso l’Università di Bologna; solo culturale: gli annipochi anni più tardi viene insignito prima della ottanta sono infat-laurea honoris causa in Ingegneria meccanica ti un periodo vul-presso la Pro Deo University di New York, poi canico e di grandenel 1983 riceve anche quella in Business Mana- espansione econo-gement presso la Kensington University di Los mica internaziona-Angeles. le. Anche per l’ItaliaAgli inizi degli anni Ottanta, mentre era presi- hanno rappresen-dente di alcune aziende del Gruppo Lamborghi- tato un periodo dini, il comm. Tonino Lamborghini decide di dare rinascimento socio-più spazio ad una sua passione personale: fonda culturale il cui cuorecosì nel 1981 la “Tonino Lamborghini Style and era simbolizzato daAccessories”. Reinterpretando i valori storici e quello spirito creati-la simbologia identificativa di famiglia e traendo vo identificato e sin-ispirazione dalle precedenti esperienze profes- tetizzato in seguitosionali nel campo dell’ingegneria e del design, dà come made in Italy.vita a un nuovo marchio dedicato agli accessori I valori d’italianitàdi lusso. Il momento di reale fondazione di un’a- delle linee di acces-zienda difficilmente coincide con la data arbitra- sori disegnate dalria riportata nei documenti amministrativi: più comm. Lamborghini hanno rappresentato nonspesso esso trova origine in idee e desideri por- solo un caso di successo in un mercato competi-tati avanti negli anni degli studi, della formazione tivo e ricco di eccellenze quale quello italiano, maindividuale e culturale di chi ha avuto lo spirito di anche il riconoscimento di un gusto apprezzato amettersi alla prova. Il caso aziendale creato dal livello internazionale.comm. Lamborghini rappresenta la longevità di A partire da queste considerazioni, l’imprendito-una passione che, crescendo, diventa “oggetto re Tonino Lamborghini decide, con grande lungi-imprenditoriale” e quindi sociale con radici pro- miranza, di aprire il primo negozio monomarca afonde. Radici che l’arch. prof. Mario Volpi [che Hong Kong. L’ex protettorato britannico si rivelaha coadiuvato Lamborghini in molti progetti pas- subito un vero e proprio trampolino di lancio ver-sati alla storia dell’azienda per innovazione, stile, so l’allora inesplorato mercato asiatico e ne èricerca, n.d.r.] arriva a identificare come “l’al- dimostrazione l’espansione e la crescita del mar-to livello meccanico e l’intrigante fascino delle chio fino ad oggi.linee, delle forme e dei volumi che costituiscono Tuttavia, come ha ricordato Lamborghini in unala base della storia Lamborghini”. “Tonino Lam- recente intervista, “affrontare un mercato comeborghini” prosegue Volpi “ha sentito la necessità quello cinese negli anni ottanta era un proces-di ripercorrere e sintetizzare tutto l’accumulo di so completamente differente rispetto a oggi: leinformazioni che parlano di automobile e, nella pratiche burocratiche e la diffidenza culturalelibera ma rigorosa combinazione delle famose erano le due Colonne d’Ercole, spesso invalica-linee, forme e volumi ha ritrovato con stupore le bili, che segnavano ogni tentativo commerciale,antiche origini della nostra civiltà”. ogni azione economica... Così, l’unico mezzo perLa consacrazione di questi core values avviene a valicare questi confini culturali e burocratici erapartire dal 1983, anno in cui il mercato italiano gestire i rapporti umani in prima persona”.sancisce i primi successi delle collezioni di acces- La creatività, la passione per il design, l’amoresori griffate Tonino Lamborghini. Il riconoscimen- per l’Italia e la sua cultura hanno rappresentato 23
  23. 23. ECCELLENZE lo spirito di quel del successo riscontrato dalla linea di delicatez- nuovo Rinasci- ze alimentari, nel 2000 viene realizzato un vero mento portato e proprio network di locali firmati Tonino Lambor- avanti dalla To- ghini. In un secondo tempo ribattezzato “proget- nino Lamborghi- to hospitality”, comprende format diversi – risto- ni, che si è fatta ranti, caffetterie, boutique, residence, business ambasciatrice hotel – accomunati da un’immagine che richiama del made in Italy fortemente i valori del brand e da un servizio nel mondo. Agli top level. L’affidabilità e riconoscibilità del mar- inizi degli anni no- chio Tonino Lamborghini raggiungono così il loro vanta i brand va- massimo livello. lues della Tonino Il Gruppo oggi si definisce una “officina di proget- Lamborghini han- tazione creativa” con un Centro Stile guidato dal- no superato non lo stesso comm. Lamborghini. L’innovativa stra- solo i confini eu- tegia di brand extension ha portato negli anni ropei, ma anche allo sviluppo di una trentina di categorie merce- il confine rappre- ologiche diverse e alla creazione di un “lifestyle” sentato dalla pro- originale e distintivo. duzione di oggetti di design e moda. A partire da Quest’anno Tonino Lamborghini celebra i 30 anni questo periodo, le potenzialità del di attività. E i motivi per festeg- brand puntano a rappresentare la giare ci sono tutti. Negli ultimi 5 tradizione e lo spirito del made in anni il brand ha continuato a pre- Italy in ogni sua sfaccettatura. sidiare i core business consolidati Con queste premesse, nel 1993 e ha aperto fronti completamente porta il concetto di “brand di lus- nuovi, adeguando la propria offer- so” nel settore delle delicatezze ta di accessori e prodotti di de- alimentari: caffè, vino e pasta, sign alle nuove esigenze di merca- prodotti espressione della pre- to. La strategia di posizionamento stigiosa tradizione culinaria ita- che il brand ha intrapreso ha vi- liana, arricchiscono, è il caso di sto quindi lo sviluppo di progetti dirlo, il sapore italiano del brand. dedicati a mercati più esclusivi e Nel 1995, decide di creare uno di lusso sia nel campo del fashion spazio che possa funzionare da che della ristorazione. tramite tra passato e presente, Il lancio del nuovo Tonino Lambor- uno spazio dove poter finalmen- ghini Energy Drink è un esempio te riflettere e far riflettere sulla di storia recente che dimostra storia, umana e aziendale, di un come l’azienda abbia saputo rin- mito: nasce il Centro Polifunziona- novare la propria immagine pur le museo della tecnica “Ferruccio mantenendo salde le proprie ra- Lamborghini”. Situato a Dosso, nella bassa pa- dici valoriali. Grazie ad un design elegante e ac- dana dove visse Ferruccio Lamborghini, il Museo cattivante e ad ospita le numerose creazioni del padre a partire una campagna dal 1946. La struttura, progettata dall’architet- di comunicazio- to Oreste Diversi utilizzando solo materiali poveri ne incentrata come il legno e il cemento in modo da non pre- sui social net- valere minimamente sulle opere esposte, ospita work, Tonino ancora modelli unici e dal valore storico culturale Lamborghini ha inestimabile, per renderle accessibili alle migliaia firmato un nuo- di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. vo progetto dal A ben vedere, la riconsiderazione del proprio respiro interna- passato e presente è stata una tappa impor- zionale per un tante per l’imprenditore bolognese: nel 1997 target giovane Tonino Lamborghini fonda la Town Life, con cui e cosmopolita, inizia la produzione di golf cart, utility e city car, all’insegna del- anticipando di fatto di dieci anni gli sviluppi del lo slogan “Style mercato automotive. Never Sleeps”. In continuità con il recente passato e sull’onda24
  24. 24. ECCELLENZE Dico di me... Da “Il design va preso zione di arredamento di divani e poltrone (…) Il per le corna” primo mercato che ho conquistato è stato l’Italia, di Arianna Rosa, in ma il grande successo è avvenuto a Honk Kong Monsieur, giugno 2007 e in Cina. Oggi in Cina Tonino Lamborghini è uno «Tonino Lamborghini ha dei marchi più conosciuti (…). Poi il mercato in- in sé talento, grinta e ternazionale si è espanso. Alla fine degli anni 80 creatività che ha dimo- mio padre si ritirò in campagna a produrre vino strato con le sue linee e fece un campo da golf aperto a tutti. Da lì mi è di accessori, di moda e venuta l’idea di fare le automobiline da golf. Ho di- di design, creando un segnato il veicolo e ho cominciato la produzione. mondo di lusso firmato. (…) Così, negli anni 90 ho creato la Town Life, Di lui colpiscono la gran- con cui ho prodotto e continuo a produrre le city de semplicità, la vivacità car a motore elettrico e a diesel ecologico. Amodello sguardo e la schiettezza, propria del dna le auto e in particolare il loro aspetto femmini-dei veri signori, conferma del successo di un le. Il design che creo è come una bella donna,uomo. “La mia grande fortuna è aver da sem- sensuale, facile e intuitivo, perché deve essernepre respirato l’aria dell’azienda, dei motori, della percepita, in modo immediato, la bellezza e l’es-meccanica che metto in qualsiasi cosa io faccia”, senza. Allo stesso modo, la Miura è femmina.ci racconta. “Non ero uno studente esemplare Perché è sinuosa, cattiva ma buona al tempofino all’università. Non avevo nulla che facesse stesso, aggressiva ma dolce, ha una linea dallapensare che avessi dei numeri. Finito le superio- quale è impossibile non essere coinvolti. (…) e inri mio padre Ferruccio mi disse: queste sono le ogni cosa io faccia, metto dentro una parte dichiavi dell’azienda. Si trattava di una delle tante Miura...”».aziende, la più piccolina, che però aveva circa45 dipendenti. Arrangiati tu, non mi chiedere Da “Non solo motorinulla. Ne riparliamo fra un anno, mi disse. Re- - Tonino Lamborghinigolarmente un anno dopo si guardavano i bilanci tra moda, arte e ga-e i risultati. Tutto andava bene e veniva rimanda- stronomia di lusso”to all’anno successivo. Non nego che avevo un di Paola Benedettapaura folle. Facevo l’università, a volte prendevo Manca, in Look, mag-decisioni che comportavano anche dei rischi per gio 2008l’azienda. Fortunatamente c’era un vecchio diret- “Sentivo il bisogno ditore in pensione che mi dava qualche consiglio fare qualcosa di esclu-e che fu anche il mio maestro, il cav. Corrado sivamente mio – rac-Menini a cui devo tanto. (…) Poi un giorno ho co- conta – da sempre eromunicato a mio papà il desiderio di fare qualcosa appassionato di moda edi mio, diverso dal mondo dei motori. Mi piaceva accessori. Mi piaceva tantissimo lo stile di mar-la moda. Così mi sono lanciato negli accessori. chi come quello di Gucci e di Hermès e mi sonoNel 1981 è nata la Tonino Lamborghini acces- ispirato a loro nel creare un’attività parallela disori, moda e design, un mondo di lusso, sinoni- prodotti firmati Tonino Lamborghini che da subitomo di creatività, tecnica e stile. (…) Non volevo hanno avuto un considerevole successo. Orologi,permettermi il lusso di creare un’azienda con i occhiali, profumi, pelletteria e tanti altri accessorisoldi di mio padre. Troppo facile. Avevo già un che sembrano entusiasmare da subito il pubblico,nome importante che mi avrebbe aiutato in que- all’inizio soprattutto quello femminile, meno diffi-sta avventura. Con poche risorse ho mosso i pri- dente nei confronti di un marchio che gli uominimi passi in un mondo imprenditoriale creato da legavano esclusivamente al mondo dei motori. An-me. (…) La mia forza erano le idee, una grande che i media – ricorda Lamborghini – in principiovolontà e un po’ di fiuto. (…) La prima cosa che erano scettici e in qualche caso snob verso la miarealizzai fu un orologio. Ho sempre amato tutto decisione di creare linee di accessori”. Col pas-ciò che richiede un lavoro meccanico perché è sare degli anni poi si riaffaccia la passione, maicorrelato al mondo dell’ingegneria. Ho preso ispi- sopita, per i motori e le macchine in generale cherazione dal cuscinetto, dalla biella, dal triangolo, costituiranno anche l’elemento di continuità condalle sospensioni. Dalla struttura del telaio della l’opera del padre.Miura ho fatto tante cose, tra cui l’ultima colle- 25
  25. 25. ECCELLENZE Intervista di Giuseppe Fu quasi uno scandalo, la bizzarria del figlio di Lam- Vicentini del 13 maggio borghini che voleva il trattore bianco e azzurro. 2008 presso il Palazzo del Invece io pensavo che anche un trattore potesse Vignola, per Tecnostoria.it essere bello ed elegante e non per forza verde «Un bel giorno, avevo o arancione o grigio. Mio padre era abbastanza trent’anni, portavo avanti le contrario, ma io lo convinsi a fare un’indagine di aziende piuttosto bene, con mercato portando il trattore sulle piazze. Fu un successo, sviluppando nuove cose, sentii forte- successo inaspettato. Vuoi per la linea tutta squa- mente la necessità di esprimermi in settori diver- drata, vuoi perché per la prima volta si vedeva un si, quindi l’accessorio, più che la moda. Di soli- vero cruscotto di tipo automobilistico, quando nor- to chi fa moda nasce dal mondo sartoriale, per malmente sui trattori c’erano solo due orologi. Poi cui l’accessorio era più vicino a me. Ammirando mi ricordo i fanali, il musetto, la carenatura… fu la produzione di Gucci che era tutta ispirata al tutto il design a segnare un grande salto. Morale mondo equestre, con la staffa, il ferro da cavallo, della favola, è stato in produzione per oltre 35 anni. tutti accessori equestri, pensai che quegli stes- Poi ovviamente, quando mio padre cominciò a fare si accessori avrebbero potuto essere accessori automobili, vuoi che in casa e in azienda ognuno meccanici. Provai a schizzare qualche cosa, mi non dicesse la sua? Era normale, era automatico, accorsi così che il morso del cavallo sostanzial- c’eri dentro. Non avevi un ruolo, ma eri lì. Men- mente era fatto di due bielle, l’anello che tiene il tre non dicevo nulla dal punto di vista meccanico, morso è una rondella. In disegno non sono bra- dal punto di vista estetico sì, le mie impressioni e vo. Le cose vengono con una spontaneità infinita, le mie idee le esprimevo. Non a caso molti anni poi schizzo, magari male, ma è abbastanza facile dopo ho deciso di avere un attività che si occupa trasferire il concetto, l’idea. Le idee vengono a va- di design a tutto tondo, da un settore all’altro, langa, in ogni momento, anche al mattino quando senza limiti, senza vincoli. Faccio moda ma non mi mi faccio la barba; tante idee che poi la maggior reputo un sarto, piuttosto detto uno stile, che è parte non troverà mai applicazione. La fantasia e diverso. Quindi evidentemente nel ragazzino c’era la creatività non mi mancano. Sono anche molto già questa inclinazione. Quando io avevo delle curioso; poi sono attento e, quindi, dal particola- bizzarrie, mio padre e mia madre mi concedevano re, una foglia, uno spigolo, passo a collegarlo al di esprimerle ed è stato determinante. Ai figli mio mondo di appartenenza, di riferimento, quello bisogna lasciare spazio, altrimenti io oggi non sarei meccanico». qui a dirigere un’azienda che fa fatturati molto elevati, con prodotti che girano tutto il mondo. Da “Tori in famiglia – To- Se mi avessero soffocato probabilmente avrei nino Lamborghini, quan- fatto un altro mestiere. Invece, prima ho seguito do il Drake fece arrabbia- le aziende di famiglia, poi ne ho fatte delle altre, re papà” poi ne ho acquisite dalla concorrenza (nel settore di Roberto Alvisi, in Auto- del calore) rinforzando la Lamborghini Bruciatori mobilismo d’Epoca, Feb- e la Calor. Lì mi sono espresso. Mio padre mi braio 2009. consegnò le chiavi delle aziende una alla volta. E «Che ruolo ha avuto Lei io una alla volta, ovviamente con l’aiuto dei miei nell’avventura industriale di collaboratori, ho portato avanti il mio progetto. suo padre Ferruccio? Con qualche errore e con qualche iniziativa andata “Premesso che ci sono a buon fine. E poi le conclusioni di una esperienza nato in mezzo e che d’estate, prima di andare al di vita si tirano sempre alla fine. Qualche anno fa mare, andavo a lavorare in fabbrica, naturalmente ho ceduto tutte le aziende industriali e mi occupo facevo quello che può fare un ragazzino, le cose più solo del marchio Tonino Lamborghini”. umili, più banali, più normali. Il mio primo compito Un insegnamento di suo padre che lei porta avanti in assoluto fu di riempire le latte di olio lubrificante. o che ricorda in particolare? Mia madre lavorava e dirigeva la fabbrica di tratto- “Me ne ha dati tanti, perché allora i padri parlava- ri, mio padre faceva tutte le arti negli stabilimenti, no poco, giocavano poco, però sentenziavano. Ne a tavola non si faceva altro che parlare dell’attività, riporto uno: bisogna lavorare duro, con estrema quindi io l’azienda l’ho respirata sempre. volontà, con estrema tenacia, per riuscire a farce- E poi man mano che crescevo qualche spazio mi la, perché nessuno ti regala niente”. veniva dato. Per esempio la linea dei trattori azzur- Qual è il suo contributo ai prodotti Tonino Lam- ri, esposta nel museo, fu interamente disegnata borghini? da me sedicenne. L’imporre negli anni Sessanta “Diciamo che nei miei prodotti c’è tutta la mia per- un trattore bianco e blu fece parlare mezza Italia. sonalità”».26
  26. 26. ECCELLENZE Da “Tonino Lamborghi- del Vignola, costruito in pieno Cinquecento su ni: stile, gusto, qualità, disegno di Jacopo Barozzi (il Vignola, appunto), esclusività ma soprattut- si trova a Funo di Argelato (a 20 km da Bologna) to la fantasia”, di Luigi ed è qui, in questa nobile dimora, seminascosta Locatelli, in Specchio Eco- nella campagna, inusuale e affascinante, che ci nomico, gennaio 2010 aspetta uno dei più importanti nomi dello stile e «D. Dal momento che gli del design italiano, Tonino Lamborghini. Un nome orologi non figuravano nelle in tutti i sensi e in tutte le latitudini, anzi forse un attività di famiglia; come si nome addirittura ingombrante. è allargato ad altri settori? “Pensate – ci spiegherà qualche minuto dopo lo R. La fantasia non mi è stesso Tonino Lamborghini – che mi chiamanomai mancata. Debbo dire però che, senza essere spesso, da ogni parte del mondo, per chiederemaniaco, amavo gli orologi perché sono oggetti interviste o per invitarmi a convegni o a seminari,comunque meccanici; piaceva molto anche a mio e inesorabilmente, ogni volta si arriva alla doman-padre che io creassi orologi anziché, ad esem- da che tutti vogliono farmi: ‘Ma lei non si occu-pio, cravatte. Fu meno soddisfatto dell’estensione pa proprio più di automobili?’. Così mi rimetto adella mia linea quando arrivai all’abbigliamento, raccontare loro tutta la storia della Lamborghinialle camicie e alla pelletteria, perché sosteneva Automobili, da quando mio padre l’ha fondata finoche eravamo dei meccanici e dovevamo rima- agli ultimi cambi societari.nere nell’ambito della meccanica e del metallo. Con gli anni ho cominciato a farci l’abitudine, maDall’orologio sono nati gli occhiali, poi i profumi. soprattutto ho cominciato a capire che questaCosa hanno a che vedere occhiali e profumi tra domanda non era dettata dall’interesse, dallaloro? Mi attraeva, come mi attrae oggi, l’idea voglia di sapere. Era come un moto di stupore,del lusso, e naturalmente fa molto più immagine a volte di smarrimento di fronte al pensiero cheun profumo o un occhiale che una camicia. (…) Lamborghini non sia più italiana, che non sia piùD. Cos’è dunque il lusso per lei? legata alla famiglia del suo fondatore”. EntrareSia pure con molte diversificazioni, ritengo di aver nel Palazzo del Vignola è una suggestione stra-proseguito, nell’offerta di prodotti di stile e di lus- ordinaria. Forse per il respiro della storia cheso, la linea di mio padre, ma nello stesso tempo si sente ancora vibrare tra le sue stanze, for-mi sono adeguato ai problemi attuali rendendomi se l’imponenza del grande salone centrale conconto che lusso non è necessariamente alto co- una volta che raggiunge gli 11 metri d’altezza,sto, ma vuol dire soprattutto stile e cultura. Oggi certo è che quel “Puro talento italiano”, comele mie produzioni sono sì ispirate al lusso, ma non si definisce la Tonino Lamborghini, qui nel suosono particolarmente costose. E mi piace che sia quartier generale e centro stile si percepiscecosì. Vorrei che chi sceglie un mio prodotto lo interamente. Perché non si tratta solo di unofaccia usando testa e cultura e non solo il porta- slogan pubblicitario, ma di un atteggiamentofoglio». mentale, una connotazione del carattere e dello stile, gli stessi che da mezzo millennio raccon- Da “Un nome, una passio- ta l’opera del Vignola. Bisogna spiegare tutto ne: Lamborghini - Incon- questo, per far capire la suggestione che offre tro-intervista con Tonino l’incontro con il marchio Tonino Lamborghini. Il Lamborghini”, di Simone fascino di un passato diventato ormai mito, que- Cavallin, in AutoOK, otto- sto certamente, ma anche la grande presenza bre 2010 sul mercato mondiale odierno: è la vertigine che «Ad un tratto anche si prova affacciandosi sul mercato del più alto il navigatore si perde. livello, il fascino di una sfida sempre, continua- “Destinazione raggiunta” mente rilanciata, il piacere di creare il bello, di sembra sbuffare, ma dettarne le regole, di essere arbitro d’eleganza intorno ci sono solo campi, e dell’italianità. Da quasi trent’anni Tonino Lam- qualche albero, un piccolo borghini è una griffe di design e accessori tracimitero e lei: la Pianura Padana. A perdita le più ricercate al mondo. La sua attività spaziad’occhio. Per trovare il Palazzo del Vignola, sede su una molteplicità di settori e di prodotti, cer-del Centro Stile Tonino Lamborghini dobbiamo cando sempre la bellezza e l’innovazione. (…)chiamare e farci accompagnare, per scoprire che Una sfida continua insomma quella della Toninoc’eravamo quasi, ma senza accorgerci che tra Lamborghini, un desiderio di correre ancora, digli alberi, proseguendo, si trova uno tra i più bei vincere e di portare ancora in alto il nome Lam-gioielli dell’architettura rinascimentale. Il Palazzo borghini e la passione italiana». 27
  27. 27. LINEA Dettagli per l’eternità Richiami agli stilemi classici e riferimenti culturali alti in una particolare analisi delle “creature del Toro” esposte al Museo Ferruccio Lamborghinidi Otto GrizziNel 1963 Henri Cartier Bresson, il leggendarioalfiere con Robert Capa dell’agenzia foto-giorna-listica Magnum, scrive: “Ogni scatto fotograficodella mia Leica M3 è un momento decisivo checi avvicina all’eternità”. La frase ci torna allamente durante una visita al Museo PolifunzionaleFerruccio Lamborghini di Dosso di Ferrara (in viaStatale 142), la modernissima struttura volutadal figlio Tonino nel 1995, ad appena due annidalla morte del padre. Come non trovare, infatti,un riscontro immediato dell’assunto su espostoin certi dettagli di modelli della marca del Toro,veri e propri segni o “fotogrammi” anticipatoridi qualcosa di “altro”, di sostanziali elementi diuniversalità che trascendono, consapevole o none fosse il progettista, la mera immanenza delparticolare tecnico?Per cominciare, si guardi il coprifanale della pri-ma granturismo realizzata dalla Casa di Sant’A-gata Bolognese, la 350 GTV del 1963, vetturacaratterizzata dagli stilemi iperrealistici di Fran- L’entrata del Museo Ferruccio Lamborghini (www.museolamborghini.com) e, in alto, particolare della Barchetta costruita da Ferruccio su meccanica FIAT modificata con cui partecipò alla Mille Miglia nel 1948 (foto di Fabio Casari). 29
  28. 28. LINEA progettazione automobilistica chiamato Mario Marazzi, non a caso un ex geniale battilastra del- la mitica Carrozzeria Touring Superleggera che aveva appena chiuso i battenti per l’incapacità ad affrontare gli spietati tempi moderni della filie- ra produttiva. Egli ha tratteggiato da par suo la livrea della sottostimata berlinetta Lamborghini d’inizio primavera 1968, secondo noi una della GT più belle di tutti i tempi. Nonostante la data (così prossima al Maggio che cambiò le carte in tavola su tutto il pianeta), qui niente “imma- co Scaglione: la sinuosità del disegno fa imme- ginazione al potere” ma stilemi classici come diatamente pensare a quella del corpo femmini- più classici non si può. Guardate quella presa le, non fosse altro che per tener fede all’assunto d’aria dietro i passaruota anteriori, connotata che “l’auto è femmina”. Ma allora, al riguardo, da una sobrietà elegante di tratto, associata a come non ricordare quando l’amico-nemico di uno slancio vitale discreto quanto fondamenta- Ferruccio, Enzo Ferrari, parlando della coeva le. Ma niente élan vital di scuola romantica o di Jaguar E Type, la definì la “più sensuale” delle bergsoniana o nietzschiana memoria, ma puro autovetture proprio in virtù di alcuni aspetti della e semplice richiamo alla sobria energia creativa carrozzeria? che animò lungo tutto il Quattrocento il nostro Proseguendo con un’analisi semi-seria di questo Umanesimo, insomma la stessa di cui parla (Si tipo, ecco il musetto della FIAT Topolino utiliz- parva licet…) Leon Battista Alberti nei suoi Libri zata da Ferruccio Lamborghini per l’unica gara della famiglia nonché nel magistrale Villa. automobilistica della sua vita, la Mille Miglia del È uno slancio vitale che ritroviamo, mutatis mu- 1948. Qui è indubbio che spira un’aria austera, tandis, nel frontale della Lamborghini Countach come da vecchia signora, una severità di tratto LP500S del 1981, un missile da 5000 cc su che rispecchia l’entusiasmante ma impegnativo quattro ruote: quanta possanza di “cavalleria” momento storico di questa fase (la Ricostruzio- frutto del lavoro progettuale di Paolo Stanzani è ne) del nostro secondo dopoguerra e che si ri- disponibile al pilota in queste linee definitive trac- trova anche nell’essenziale posto di guida. ciate da Marcello Gandini fin dal 1971! Ecco poi come ha lavorato sulla V12 Islero quel Se vogliamo analizzare l’epopea del lavoro uma- vero e proprio esteta decadente (quasi un epi- no, si guardi la griglia della calandra del famoso gono della scuola dannunziana) prestato alla trattore Carioca che inaugurò la saga lamborghi- niana nell’immediato secondo dopoguerra: ecco adombrate, in un pezzo di lamiera, tutta l’ener- gia e la fatica delle “opere e i giorni” di esiodiana memoria. Come non finire con la Miura? Guardando l’e- semplare SV n. 5028 dei primi anni Settanta che fu vettura personale di Ferruccio Lamborghi- ni, vi ritroviamo le famose “ciglia” gandiniane ai fari anteriori, un chiaro vezzo da “arte per l’arte” su una vettura da 300 chilometri all’ora. Tutti questi riferimenti ai “massimi sistemi” in un Museo di auto? Certamente: con le creature del Toro, noblesse oblige.30
  29. 29. P U R O T A L E N T O I T A L I A N O La linea Tonino Lamborghini Beds&Linens è prodotta e distribuita da Alessanderx S.p.aMaterasso Montecarlo: nero e potente come tutti i prodotti ToninoLamborghini. Realizzato in memoform trapuntato, le sue lastre ondulatesi modellano con il calore del corpo e offrono un sostegno differenziatoa collo, spina dorsale, gambe. Rivestito in tessuto Carbonio. BEDS & LINENS www.lamborghini-bedslinens.com

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