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LUIGI PIRANDELLO
Vita, poetica e opere.
Lezione di Italiano
a cura del Prof. M. Zenoni
Martedì 11 marzo 2014
Lezione Prof. Zenoni
Pirandello autore del Novecento
perché:
Il fu Mattia Pascal, un libro che apre uno squarcio nella coeva cultura italiana ed
europea, proponendo in chiave umoristica la nuova prospettiva del relativismo e
l’attitudine alla scomposizione della realtà e del soggetto. A partire da questo
romanzo, la ricerca pirandelliana si rivela indagine sul senso di un’esistenza chiusa in
un soffocante reticolo di convenzioni, e soprattutto come sperimentazione delle forme
e interrogazione costante sul linguaggio.
La tendenza tipicamente pirandelliana a deformare in chiave grottesca le figure,La tendenza tipicamente pirandelliana a deformare in chiave grottesca le figure,
l’utilizzo di forme letterarie aperte a digressioni saggistiche e destinate a non
concludere, ossia a “non aver fine” ma anche a “non aver significato”
L’ interesse per le strutture “metaletterarie” (romanzi che descrivono il “fare romanzi” e
il metateatro, che mostra l’opera teatrale nel suo farsi). In virtù di questi aspetti
l’esperienza pirandelliana si raccorda, in qualche caso anticipandola, con quella di
quanti nel primo Novecento hanno messo in discussione certezze e fondamenti di una
consolidata visione del mondo, a partire dalle avanguardie artistiche e letterarie, con le
quali Pirandello intrattiene un rapporto critico ma sicuramente fecondo.
Nella narrativa e nella saggistica (vedi L’umorismo, 1908) porta avanti per un
quarantennio circa una incessante sperimentazione su temi e forme della modernità,
sulle inquietudini.
Lezione Prof. Zenoni
Intellettuale di portata europea:
Dalla sua isola Pirandello si stacca per condurre gli studi universitari a
Roma per poi laurearsi in Germania, ed è come se, così facendo, egli
saltasse dalla condizione di isolano ad una dimensione europea. Gli
studi filologici, gli interessi letterari e filosofici lo mettono in contatto
con la migliore tradizione della letteratura romantica tedesca (Goethe,
Heine, Tieck, Chamisso) e con il pensiero di Shopenhauer e diHeine, Tieck, Chamisso) e con il pensiero di Shopenhauer e di
Nietzsche. Comincia inoltre a coltivare interessi nel campo della
psichiatria di Morel e della psicologia sperimentale e approfondisce
gli scritti sulla personalità e sul doppio di Binet. Il panorama delle
letture e degli studi pirandelliani restituisce una ricchezza di interessi
che privilegia un pensieropensiero asistematicoasistematico, teso a svelare il contrasto tra
realtà e apparenza, verità e illusione, secondo una prospettiva
relativistica che mette in discussione certezze e fondamenti classici
della conoscenza e indaga gli spazi spesso oscuri e profondi della
coscienza umana.
Lezione Prof. Zenoni
Ha una nuova percezione della
modernità:
Noi siamo come i poveri ragni, che per vivere han bisogno d’intessersi in un
cantuccio la loro tela sottile, noi siamo come le povere lumache che per vivere
han bisogno di portare a dosso il loro guscio fragile, o come i poveri molluschi
che vogliono tutti la loro conchiglia in fondo al mare. […] Un ideale, un
sentimento, una abitudine, una occupazione – ecco il piccolo mondo, ecco il
guscio di questo lumacone o uomo – come lo chiamano. Senza questo èguscio di questo lumacone o uomo – come lo chiamano. Senza questo è
impossibile la vita. Quando tu riesci a non avere più un ideale, perché
osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza
spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a
non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò
l’abitudine […] allora tu non saprai che fare:sarai un viandante senza casa, un
uccello senza nido. Io sono così. Io scrivo e studio per dimenticare me stesso,
per distormi dalla disperazione. (Lettera alla sorella Lina, scritta nel 1886).
Ma Pirandello cambierà poi opinione nel corso degli anni e farà della
letteratura la denuncia dell’assurdità della vita.
Lezione Prof. Zenoni
Luigi Pirandello nacque il 28
giugno 1867
presso Girgenti (ribattezzata poi Agrigento
sotto il fascismo)
da una famiglia di agiata condizione
borghese (il padre dirigeva alcune miniereborghese (il padre dirigeva alcune miniere
di zolfo prese in affitto) e di tradizioni
risorgimentali e garibaldine.
Lezione Prof. Zenoni
Studi
Dopo gli studi liceali si trasferì
all'Università di Bonn, dove si laureò in
filologia romanza nel 1891, con una tesi sul
dialetto di Girgenti.dialetto di Girgenti.
Nel frattempo aveva già iniziato la produzione
letteraria, scrivendo poesie e una tragedia.
L'esperienza degli studi in Germania fu
importante perché lo mise in contatto con gli
autori romantici tedeschi (vedi slide
precedente), che ebbero profonda influenza
sulla sua opera e sulle sue teorie riguardanti
l'umorismo. Lezione Prof. Zenoni
Dal 1892 si stabilì a Roma, dedicandosi interamente
alla letteratura.
Nel '93 scrisse il suo primo
romanzo, L'esclusa (pubblicato
solo nel 1901).solo nel 1901).
Nello stesso anno aveva sposato
Maria Antonietta Portulano
(donna molto ricca).
Collabora con riviste e scrive
novelle.
Lezione Prof. Zenoni
Dramma familiare
Nel 1903 un allagamento
della miniera di zolfo in
cui il padre aveva
investito tutto il suo
patrimonio e la dote
stessa della nuora
Il fatto ebbe
conseguenze
drammatiche nella
vita dello scrittore:
alla notizia delstessa della nuora
provocò il dissesto
economico della
famiglia.
alla notizia del
disastro la moglie, il
cui equilibrio psichico
era già fragile, ebbe
una crisi che la
sprofondò
irreversibilmente
nella follia.
Lezione Prof. Zenoni
Dal 1910 Pirandello ebbe il primo
contatto con il mondo teatrale
Dal 1915 Pirandello divenne soprattutto scrittore
per il teatro, anche se non abbandonò mai la
narrativa.
Tra 1916 e il 1918 scrisse e fece rappresentare una
serie di drammi che modificavano profondamente
Tra 1916 e il 1918 scrisse e fece rappresentare una
serie di drammi che modificavano profondamente
il linguaggio della scena del tempo Così è (se vi
pare), Il berretto a sonagli, Il piacere dell'onestà
(1917), Il giuoco delle parti (1918), che
suscitarono nel pubblico e nella critica reazioni
sconcertate.
Lezione Prof. Zenoni
Dal 1920 il teatro di Pirandello cominciò a
conoscere il successo di pubblico. Del 1921
sono i Sei personaggi in cerca d'autore, che,
dopo il fiasco a Roma, trionfano a Milano.
Quest’opera rivoluzionava radicalmente il
linguaggio drammatico.
La condizione dello scrittore ne fu
profondamente modificata: abbandonò la
vita sedentaria e piccolo borghese del
professore e si dedicò interamente al teatro.
Dal 1922 inizia a viaggiare per tutto il
mondo.
Lezione Prof. Zenoni
La scelta politica
Pirandello, nel
1924, subito
dopo il delitto
Matteotti, si era
iscritto al partitoiscritto al partito
fascista, e questo
gli servì per
ottenere appoggi
da parte del
regime.
Lezione Prof. Zenoni
La sua adesione al fascismo ebbe però
caratteri ambigui e difficilmente definibili.
Ben presto però dovette rendersi conto, col suo acuto senso
critico, del carattere del regime, pur evitando ogni forma di
rottura o anche solo di dissenso accentuò il suo distacco.
Grazie ai buoni rapporti con Mussolini può avere finanziamenti
per un nuovo organismo teatrale, il Teatro d’arte di Roma,
inaugurato nel 1925 e che costituì una vera e propria compagnia
teatrale (fino al 1928), sotto la direzione di Pirandello.
D'altronde la critica corrosiva delle istituzioni sociali e delle
maschere da esse imposte, che era propria della visione
pirandelliana, non poteva certo risparmiare il regime.
Lezione Prof. Zenoni
Negli anni mira ad una sistemazione
globale delle sue opere
Romanzi (vedi seguito)
le Novelle per un anno( la sua produzionele Novelle per un anno( la sua produzione
novellistica), il cui primo volume esce nel 1922.
Maschere nude( i testi drammatici).
Nel 1934 gli venne assegnato il Premio Nobel
per la letteratura, a consacrazione della sua fama
mondiale.
Lezione Prof. Zenoni
.
La morte
Morì il 10 dicembre 1936, di
polmonite, mentre stava seguendo le
riprese di un film tratto dal Furiprese di un film tratto dal Fu
Mattia Pascal.
Lezione Prof. Zenoni
Scrivere per Pirandello è come ruotare intorno a un groviglio di
oggetti in cui si coagula una vita che lotta contro una forma che la
insidia (per i concetti di forma e vita vedi infra). Cinque modelli:
quelli provenienti da un antico fondo siciliano, dalla durissima vita popolare
di Girgenti (l’attuale Agrigento, luogo di nascita di Pirandello), dalla crudeltà
delle relazioni sociali in essa vigenti, dalle leggende e dalle credenze di un
folclore che talvolta risale alle origine greche;
quelli ricavati da una sottile attenzione alla vita della piccola borghesia
impiegatizia della Roma umbertina e giolittiana, fatta di esistenze chiuse, diimpiegatizia della Roma umbertina e giolittiana, fatta di esistenze chiuse, di
orizzonti limitatissimi;
quelli legati a una coscienza fortissima dei turbamenti, delle nuove
sofferenze e perversioni che il mondo moderno introduce in altri universi in
origine immobili e chiusi in se stessi;
quelli che risalgono a un’ossessione per tutte le forme di sofferenza e di
malessere psichico che possono sorgere all’interno della famiglia
(problematica che affonda le sue radici nella stessa infanzia di Pirandello e che
si è poi complicata per le esperienze successive; bisogna infatti ricordare il
dissesto economico che nel 1903 subì la famiglia di Pirandello).
Lezione Prof. Zenoni
Ultimo modello:
La lettura di uno studioso di psicologia, tale Alfred Binet, francese
che nel libro Le alterazioni della personalità, uscito nel 1892 aveva
indagato la compresenza di livelli diversi nella vita psichica, consci e
inconsci, e dunque la pluralità dell’io, in cui possono convivere diverse
personalità. Binet affermava: “La nostra personalità si modifica con il
tempo: la personalità infatti non è una entità fissa, permanente etempo: la personalità infatti non è una entità fissa, permanente e
immutabile: è una sintesi di fenomeni che varia coglie elementi che
la compongono e che è in continua e incessante trasformazione.
Nel corso di una esistenza anche normale si succedono numerose
personalità distinte; ed è solo per artificio che noi le riuniamo in
una sola, perché in realtà, a vent’anni di distanza, noi non
abbiamo più lo stesso modo di sentire e di giudicare. Ciascuno di
noi non è uno, ma contiene numerose persone che non hanno tutte
lo stesso valore”.
Lezione Prof. Zenoni
Ultimo modello:
Ciò che di Binet suggestiona Pirandello è la possibilità di penetrare nei
terrori bui della coscienza individuale, di svelare la natura dissociata della
personalità umana. Quest’ultima viene rappresentata negli studi di Binet
come una sorte di «confederazione di anime» dominate da un io egemone, che
tiene sotto controllo una vita psichica caotica e brulicante di fantasmi.
Pirandello trova così conferma alle sue intuizioni sullo sdoppiamento dellaPirandello trova così conferma alle sue intuizioni sullo sdoppiamento della
personalità.
Si coglie già qui la propensione ai temi quali la scomposizione dell’io, il
doppio e la maschera, che avranno un ruolo fondamentale nella definizione
dei personaggi pirandelliani sia nella narrativa sia nel teatro, e che troveranno
nel saggio sull’Umorismo del 1908 una loro chiara teorizzazione: “Ciascuno si
racconcia la maschera come può – la maschera esteriore. Perché dentro c’è
poi l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori. E niente è vero!
Vero il mare, sì, vera la montagna; vero il sasso; vero un filo d’erba; ma
l’uomo? Sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo”.
Lezione Prof. Zenoni
Vitalismo
Alla base della visione del mondo pirandelliana vi è una concezione vitalistica, che è
affine a quella di varie filosofie contemporanee (Marxismo, Freud, Nietzsche):
La realtà tutta è «vita», «perpetuo movimento vitale», inteso come eterno divenire,
«flusso continuo, incandescente, indistinto», come lo scorrere di un magma vulcanico.
Quindi, per riprendere il contrasto forma vs vita teorizzato da un critico di Pirandello,
(Adriano Tilgher)
la vita è «un flusso continuo, movimento profondo e autentico, forza profonda che, nella
comunicazione tra gli uomini, viene quasi sempre bloccato, fissato e artificializzato da
una «forma», che ne spegne la forza originale e porta con sé la morte (la «maschera» è
una delle manifestazioni essenziali della «forma». Il contrasto tra la forma e la vita (poi
teorizzato da un critico di Pirandello, Adriano Tilgher) è costitutivo dell’arte
pirandelliana e della stessa poetica dell’umorismo, che sottolinea in modo continuo i
modi con i quali la forma reprime la vita e rivela gli autoinganni con il quale il soggetto
si difende dalla forza sconvolgente dei bisogni vitali. Evidenti sono i punti di contatto
tra il concetto pirandelliano di vita con quello di durata del filosofo francese Henri
Bergson che concepisce l’idea di un tempo fluido che nella coscienza interiore intreccia
continuamente passato, presente e futuro, e ancora di più la teoria dello slancio vitale,
che fa della realtà un’energia in movimento, una creazione continua.
Lezione Prof. Zenoni
Tutto ciò che assume «forma» distinta e individuale, si
irrigidisce, comincia, secondo Pirandello, a «morire».
Così avviene dell'uomo. Noi non siamo che parte
indistinta nell'«universale ed eterno fluire» della «vita».
Ma tendiamo a cristallizzarci in forme individuali, aMa tendiamo a cristallizzarci in forme individuali, a
fissarci in una personalità che vogliamo
coerente e unitaria.
Lezione Prof. Zenoni
I ruoli sociali-maschere
gli altri vedendoci secondo
una prospettiva particolare,
ci danno determinate
«forme».«forme».
Noi crediamo di essere
«uno» per noi stessi e per
gli altri, mentre siamo tanti
individui diversi, a seconda
della visione di chi ci
guarda.
Lezione Prof. Zenoni
La crisi dell’identità
teoria della frantumazione dell'io in una
congerie di stati incoerenti, in continua
trasformazione, senza un vero centro e senza
un punto di riferimento fissoun punto di riferimento fisso
La crisi dell'idea di identità risente
evidentemente dei grandi processi in atto
nella realtà contemporanea, dove si muovono
forze che tendono proprio alla frantumazione
e alla negazione dell'individuo.
Lezione Prof. Zenoni
Crisi, di cosa??
1. dell'idea di una realtà Oggettiva, organica,
definita, ordinata, univocamente interpretabile
L'io si disgrega, si smarrisce, si perde, la sua
consistenza si sfalda, nel naufragio di tutte le
certezze.
definita, ordinata, univocamente interpretabile
con gli schemi della ragione
2. dell’idea di un Soggetto "forte", unitario,
coerente, punto di riferimento sicuro di ogni
rapporto con la realtà.
Lezione Prof. Zenoni
Tendenze spersonalizzanti nella
società
l'instaurarsi del capitale monopolistico, che annulla l'iniziativa
individuale e nega la persona in grandi apparati produttivi
anonimi;
l'espandersi della grande industria e dell'uso delle macchine, che
meccanizzano l'esistenza dell'uomomeccanizzano l'esistenza dell'uomo
la creazione di sterminati apparati burocratici, che, annullando
l'individuo in quanto tale, cancellano la sua interiorità e
riducendolo alla sua pura funzione esteriore;
il formarsi delle grandi metropoli moderne, in cui l'uomo
smarrisce il legame personale cogli altri e diviene una particella
isolata e alienata nella folla anonima.
Lezione Prof. Zenoni
L'idea classica dell'individuo creatore del
proprio destino ora tramonta
La presa di coscienza di questa
inconsistenza dell'io suscita nei personaggi
pirandelliani smarrimento e dolore.pirandelliani smarrimento e dolore.
L'avvertire di non essere «nessuno»,
l'impossibilità di consistere in un'identità,
provoca angoscia ed orrore, genera un senso
di solitudine.
Lezione Prof. Zenoni
L’individuo soffre anche
ad essere fissato dagli altri
in «forme» in cui non può
riconoscersi.riconoscersi.
Queste «forme» sono sentite come
una «trappola», come un «carcere» in
cui l'individuo si dibatte, lottando
invano per liberarsi.
Lezione Prof. Zenoni
Alla base di tutta l'opera pirandelliana
si può scorgere un rifiuto delle
forme della vita sociale, dei suoi
istituti, dei ruoli che essa imponeistituti, dei ruoli che essa impone
La società gli appare come un'«enorme
pupazzata», una costruzione artificiosa e fittizia,
che isola irreparabilmente l'uomo dalla «vita»,
lo impoverisce e lo irrigidisce, lo conduce alla
morte anche se egli apparentemente continua a
vivere.
Lezione Prof. Zenoni
L'istituto in cui si manifesta per eccellenza la
«trappola» della «forma» è la famiglia.
Pirandello è acutissimo
nel coglierne il
carattere opprimente il
suo grigiore avvilente,
le tensioni segrete, glile tensioni segrete, gli
odi, i rancori, le
ipocrisie, le menzogne
(vedi Il fu Mattia
Pascal, ma anche Uno,
nessuno e centomila).
Lezione Prof. Zenoni
L'altra «trappola» è quella economica, la
condizione sociale e il lavoro
Lavori monotoni e frustranti, di un'organizzazione
gerarchica oppressiva.
Da questa «trappola» non si dà per Pirandello una
via d'uscita storica: il suo pessimismo è totale, non
gli consente di vedere altre forme di società
diverse.
Per lui è la società in quanto tale, in assoluto, che
è condannabile
Lezione Prof. Zenoni
Lo scampo? la fuga
nell'irrazionale:
nell'immaginazione che trasporta verso unnell'immaginazione che trasporta verso un
"altrove" fantastico"altrove" fantastico
come per l'impiegatocome per l'impiegato BellucaBelluca didi Il treno ha fischiatoIl treno ha fischiato
((vedi libro di testo) che sogna paesi lontani e attraversovedi libro di testo) che sogna paesi lontani e attraverso
questa evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suo
lavoro di contabile e della famiglia, composta di trelavoro di contabile e della famiglia, composta di tre
cieche, due figlie vedove con sette nipoti da mantenerecieche, due figlie vedove con sette nipoti da mantenere
oppure nellaoppure nella follia, che è lo strumento difollia, che è lo strumento di
contestazione per eccellenzacontestazione per eccellenza delle forme fasulledelle forme fasulle
della vita sociale!della vita sociale!
Lezione Prof. Zenoni
il «forestiere dalla vita»
colui che «ha capito il giuoco », ha preso
coscienza del carattere del tutto fittizio del
meccanismo sociale e si esclude, si isola,
guardando vivere gli altri dall'esterno della vita e
dall'alto della sua superiore consapevolezza,dall'alto della sua superiore consapevolezza,
rifiutando di assumere la sua «parte», osservando
gli uomini imprigionati dalla «trappola» con un
atteggiamento «umoristico»,«umoristico», didi
irrisioneirrisione ee pietàpietà
Lezione Prof. Zenoni
in questa figura di
eroe estraniato dalla
realtà si proietta la
condizione stessa dicondizione stessa di
Pirandello come
intellettuale, che
rifiuta il ruolo politico
attivo perseguito dagli
altri intellettuali del
primo Novecento
Lezione Prof. Zenoni
Il relativismo gnoseologico.
Se la realtà è magmatica, in perpetuo divenire,
essa non si può fissare in schemi .
Il reale è multiforme, polivalente; non esiste
una prospettiva privilegiata da cui osservarlo:
al contrario le prospettive possibili sono infiniteal contrario le prospettive possibili sono infinite
e tutte equivalenti.
non si dà una verità oggettiva fissata a priori, una
volta per tutte. Ognuno ha la sua verità,
che nasce dal suo modo soggettivo di vedere le
cose.
Lezione Prof. Zenoni
Vedi Premessa seconda al Fu Mattia Pascal:
Egli individua umoristicamente nella “rivoluzione copernicana” la causa prima
del relativismo moderno. Mettendo in discussione la teoria geocentrica, nella
prima metà del Cinquecento, l’astronomo polacco Copernico aveva incrinato
l’antropocentrismo e il mito della capacità di dominio dell’uomo sulla realtà e
sulla storia. In verità, sotto quel «Maledetto sia Copernico!» pronunciato
nell’avvio del romanzo da un personaggio senza più un’identità certa, si cela un
riferimento metaforico più che storico: la “rivoluzione copernicana” assurge infattiriferimento metaforico più che storico: la “rivoluzione copernicana” assurge infatti
a potente metafora della crisi delle certezze.
Ricordiamo come la seconda edizione dell’ Umorismo, del 1920, era stata dedicata
proprio «Alla buon’anima di Mattia Pascal bibliotecario». In questo saggio si
ripercorre la tradizione della letteratura umoristica e se ne rivendica il valore, in
opposizione alla letteratura «sublime», basata sull’equilibrio e l’armonia, ma
impossibile nella società moderna, perché sono venute meno le categorie di bene e
di male, di vero e di falso, su cui si basavano tanto la tragedia quanto l’epica.
Pirandello si convince del fatto che l’esperienza artistica tradizionale, l’arte epica
era in grado di porsi di fronte alla verità, cangiante e mutevole, e di estrarne
«l’idealità essenziale e caratteristica» in termini di verità assoluta, universale.
Lezione Prof. Zenoni
La crisi dell'io.
Il Decadentismo, come già il Romanticismo,
nella sua fuga da una realtà storica negativa
poneva l'io al centro del mondo, o identificava
sostanzialmente il mondo con l'io.sostanzialmente il mondo con l'io.
Lezione Prof. Zenoni
Per Pirandello questa assolutizzazione del
soggetto è impossibile
l'io si frantuma in
una serie di
frammenti
incoerenti.incoerenti.
il soggetto da
entità assoluta
diviene
«nessuno» -o
centomila.
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Pirandello_lezione_Prof_ Zenoni 11.03

  • 1. LUIGI PIRANDELLO Vita, poetica e opere. Lezione di Italiano a cura del Prof. M. Zenoni Martedì 11 marzo 2014 Lezione Prof. Zenoni
  • 2. Pirandello autore del Novecento perché: Il fu Mattia Pascal, un libro che apre uno squarcio nella coeva cultura italiana ed europea, proponendo in chiave umoristica la nuova prospettiva del relativismo e l’attitudine alla scomposizione della realtà e del soggetto. A partire da questo romanzo, la ricerca pirandelliana si rivela indagine sul senso di un’esistenza chiusa in un soffocante reticolo di convenzioni, e soprattutto come sperimentazione delle forme e interrogazione costante sul linguaggio. La tendenza tipicamente pirandelliana a deformare in chiave grottesca le figure,La tendenza tipicamente pirandelliana a deformare in chiave grottesca le figure, l’utilizzo di forme letterarie aperte a digressioni saggistiche e destinate a non concludere, ossia a “non aver fine” ma anche a “non aver significato” L’ interesse per le strutture “metaletterarie” (romanzi che descrivono il “fare romanzi” e il metateatro, che mostra l’opera teatrale nel suo farsi). In virtù di questi aspetti l’esperienza pirandelliana si raccorda, in qualche caso anticipandola, con quella di quanti nel primo Novecento hanno messo in discussione certezze e fondamenti di una consolidata visione del mondo, a partire dalle avanguardie artistiche e letterarie, con le quali Pirandello intrattiene un rapporto critico ma sicuramente fecondo. Nella narrativa e nella saggistica (vedi L’umorismo, 1908) porta avanti per un quarantennio circa una incessante sperimentazione su temi e forme della modernità, sulle inquietudini. Lezione Prof. Zenoni
  • 3. Intellettuale di portata europea: Dalla sua isola Pirandello si stacca per condurre gli studi universitari a Roma per poi laurearsi in Germania, ed è come se, così facendo, egli saltasse dalla condizione di isolano ad una dimensione europea. Gli studi filologici, gli interessi letterari e filosofici lo mettono in contatto con la migliore tradizione della letteratura romantica tedesca (Goethe, Heine, Tieck, Chamisso) e con il pensiero di Shopenhauer e diHeine, Tieck, Chamisso) e con il pensiero di Shopenhauer e di Nietzsche. Comincia inoltre a coltivare interessi nel campo della psichiatria di Morel e della psicologia sperimentale e approfondisce gli scritti sulla personalità e sul doppio di Binet. Il panorama delle letture e degli studi pirandelliani restituisce una ricchezza di interessi che privilegia un pensieropensiero asistematicoasistematico, teso a svelare il contrasto tra realtà e apparenza, verità e illusione, secondo una prospettiva relativistica che mette in discussione certezze e fondamenti classici della conoscenza e indaga gli spazi spesso oscuri e profondi della coscienza umana. Lezione Prof. Zenoni
  • 4. Ha una nuova percezione della modernità: Noi siamo come i poveri ragni, che per vivere han bisogno d’intessersi in un cantuccio la loro tela sottile, noi siamo come le povere lumache che per vivere han bisogno di portare a dosso il loro guscio fragile, o come i poveri molluschi che vogliono tutti la loro conchiglia in fondo al mare. […] Un ideale, un sentimento, una abitudine, una occupazione – ecco il piccolo mondo, ecco il guscio di questo lumacone o uomo – come lo chiamano. Senza questo èguscio di questo lumacone o uomo – come lo chiamano. Senza questo è impossibile la vita. Quando tu riesci a non avere più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine […] allora tu non saprai che fare:sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. Io scrivo e studio per dimenticare me stesso, per distormi dalla disperazione. (Lettera alla sorella Lina, scritta nel 1886). Ma Pirandello cambierà poi opinione nel corso degli anni e farà della letteratura la denuncia dell’assurdità della vita. Lezione Prof. Zenoni
  • 5. Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 presso Girgenti (ribattezzata poi Agrigento sotto il fascismo) da una famiglia di agiata condizione borghese (il padre dirigeva alcune miniereborghese (il padre dirigeva alcune miniere di zolfo prese in affitto) e di tradizioni risorgimentali e garibaldine. Lezione Prof. Zenoni
  • 6. Studi Dopo gli studi liceali si trasferì all'Università di Bonn, dove si laureò in filologia romanza nel 1891, con una tesi sul dialetto di Girgenti.dialetto di Girgenti. Nel frattempo aveva già iniziato la produzione letteraria, scrivendo poesie e una tragedia. L'esperienza degli studi in Germania fu importante perché lo mise in contatto con gli autori romantici tedeschi (vedi slide precedente), che ebbero profonda influenza sulla sua opera e sulle sue teorie riguardanti l'umorismo. Lezione Prof. Zenoni
  • 7. Dal 1892 si stabilì a Roma, dedicandosi interamente alla letteratura. Nel '93 scrisse il suo primo romanzo, L'esclusa (pubblicato solo nel 1901).solo nel 1901). Nello stesso anno aveva sposato Maria Antonietta Portulano (donna molto ricca). Collabora con riviste e scrive novelle. Lezione Prof. Zenoni
  • 8. Dramma familiare Nel 1903 un allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito tutto il suo patrimonio e la dote stessa della nuora Il fatto ebbe conseguenze drammatiche nella vita dello scrittore: alla notizia delstessa della nuora provocò il dissesto economico della famiglia. alla notizia del disastro la moglie, il cui equilibrio psichico era già fragile, ebbe una crisi che la sprofondò irreversibilmente nella follia. Lezione Prof. Zenoni
  • 9. Dal 1910 Pirandello ebbe il primo contatto con il mondo teatrale Dal 1915 Pirandello divenne soprattutto scrittore per il teatro, anche se non abbandonò mai la narrativa. Tra 1916 e il 1918 scrisse e fece rappresentare una serie di drammi che modificavano profondamente Tra 1916 e il 1918 scrisse e fece rappresentare una serie di drammi che modificavano profondamente il linguaggio della scena del tempo Così è (se vi pare), Il berretto a sonagli, Il piacere dell'onestà (1917), Il giuoco delle parti (1918), che suscitarono nel pubblico e nella critica reazioni sconcertate. Lezione Prof. Zenoni
  • 10. Dal 1920 il teatro di Pirandello cominciò a conoscere il successo di pubblico. Del 1921 sono i Sei personaggi in cerca d'autore, che, dopo il fiasco a Roma, trionfano a Milano. Quest’opera rivoluzionava radicalmente il linguaggio drammatico. La condizione dello scrittore ne fu profondamente modificata: abbandonò la vita sedentaria e piccolo borghese del professore e si dedicò interamente al teatro. Dal 1922 inizia a viaggiare per tutto il mondo. Lezione Prof. Zenoni
  • 11. La scelta politica Pirandello, nel 1924, subito dopo il delitto Matteotti, si era iscritto al partitoiscritto al partito fascista, e questo gli servì per ottenere appoggi da parte del regime. Lezione Prof. Zenoni
  • 12. La sua adesione al fascismo ebbe però caratteri ambigui e difficilmente definibili. Ben presto però dovette rendersi conto, col suo acuto senso critico, del carattere del regime, pur evitando ogni forma di rottura o anche solo di dissenso accentuò il suo distacco. Grazie ai buoni rapporti con Mussolini può avere finanziamenti per un nuovo organismo teatrale, il Teatro d’arte di Roma, inaugurato nel 1925 e che costituì una vera e propria compagnia teatrale (fino al 1928), sotto la direzione di Pirandello. D'altronde la critica corrosiva delle istituzioni sociali e delle maschere da esse imposte, che era propria della visione pirandelliana, non poteva certo risparmiare il regime. Lezione Prof. Zenoni
  • 13. Negli anni mira ad una sistemazione globale delle sue opere Romanzi (vedi seguito) le Novelle per un anno( la sua produzionele Novelle per un anno( la sua produzione novellistica), il cui primo volume esce nel 1922. Maschere nude( i testi drammatici). Nel 1934 gli venne assegnato il Premio Nobel per la letteratura, a consacrazione della sua fama mondiale. Lezione Prof. Zenoni
  • 14. . La morte Morì il 10 dicembre 1936, di polmonite, mentre stava seguendo le riprese di un film tratto dal Furiprese di un film tratto dal Fu Mattia Pascal. Lezione Prof. Zenoni
  • 15. Scrivere per Pirandello è come ruotare intorno a un groviglio di oggetti in cui si coagula una vita che lotta contro una forma che la insidia (per i concetti di forma e vita vedi infra). Cinque modelli: quelli provenienti da un antico fondo siciliano, dalla durissima vita popolare di Girgenti (l’attuale Agrigento, luogo di nascita di Pirandello), dalla crudeltà delle relazioni sociali in essa vigenti, dalle leggende e dalle credenze di un folclore che talvolta risale alle origine greche; quelli ricavati da una sottile attenzione alla vita della piccola borghesia impiegatizia della Roma umbertina e giolittiana, fatta di esistenze chiuse, diimpiegatizia della Roma umbertina e giolittiana, fatta di esistenze chiuse, di orizzonti limitatissimi; quelli legati a una coscienza fortissima dei turbamenti, delle nuove sofferenze e perversioni che il mondo moderno introduce in altri universi in origine immobili e chiusi in se stessi; quelli che risalgono a un’ossessione per tutte le forme di sofferenza e di malessere psichico che possono sorgere all’interno della famiglia (problematica che affonda le sue radici nella stessa infanzia di Pirandello e che si è poi complicata per le esperienze successive; bisogna infatti ricordare il dissesto economico che nel 1903 subì la famiglia di Pirandello). Lezione Prof. Zenoni
  • 16. Ultimo modello: La lettura di uno studioso di psicologia, tale Alfred Binet, francese che nel libro Le alterazioni della personalità, uscito nel 1892 aveva indagato la compresenza di livelli diversi nella vita psichica, consci e inconsci, e dunque la pluralità dell’io, in cui possono convivere diverse personalità. Binet affermava: “La nostra personalità si modifica con il tempo: la personalità infatti non è una entità fissa, permanente etempo: la personalità infatti non è una entità fissa, permanente e immutabile: è una sintesi di fenomeni che varia coglie elementi che la compongono e che è in continua e incessante trasformazione. Nel corso di una esistenza anche normale si succedono numerose personalità distinte; ed è solo per artificio che noi le riuniamo in una sola, perché in realtà, a vent’anni di distanza, noi non abbiamo più lo stesso modo di sentire e di giudicare. Ciascuno di noi non è uno, ma contiene numerose persone che non hanno tutte lo stesso valore”. Lezione Prof. Zenoni
  • 17. Ultimo modello: Ciò che di Binet suggestiona Pirandello è la possibilità di penetrare nei terrori bui della coscienza individuale, di svelare la natura dissociata della personalità umana. Quest’ultima viene rappresentata negli studi di Binet come una sorte di «confederazione di anime» dominate da un io egemone, che tiene sotto controllo una vita psichica caotica e brulicante di fantasmi. Pirandello trova così conferma alle sue intuizioni sullo sdoppiamento dellaPirandello trova così conferma alle sue intuizioni sullo sdoppiamento della personalità. Si coglie già qui la propensione ai temi quali la scomposizione dell’io, il doppio e la maschera, che avranno un ruolo fondamentale nella definizione dei personaggi pirandelliani sia nella narrativa sia nel teatro, e che troveranno nel saggio sull’Umorismo del 1908 una loro chiara teorizzazione: “Ciascuno si racconcia la maschera come può – la maschera esteriore. Perché dentro c’è poi l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori. E niente è vero! Vero il mare, sì, vera la montagna; vero il sasso; vero un filo d’erba; ma l’uomo? Sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo”. Lezione Prof. Zenoni
  • 18. Vitalismo Alla base della visione del mondo pirandelliana vi è una concezione vitalistica, che è affine a quella di varie filosofie contemporanee (Marxismo, Freud, Nietzsche): La realtà tutta è «vita», «perpetuo movimento vitale», inteso come eterno divenire, «flusso continuo, incandescente, indistinto», come lo scorrere di un magma vulcanico. Quindi, per riprendere il contrasto forma vs vita teorizzato da un critico di Pirandello, (Adriano Tilgher) la vita è «un flusso continuo, movimento profondo e autentico, forza profonda che, nella comunicazione tra gli uomini, viene quasi sempre bloccato, fissato e artificializzato da una «forma», che ne spegne la forza originale e porta con sé la morte (la «maschera» è una delle manifestazioni essenziali della «forma». Il contrasto tra la forma e la vita (poi teorizzato da un critico di Pirandello, Adriano Tilgher) è costitutivo dell’arte pirandelliana e della stessa poetica dell’umorismo, che sottolinea in modo continuo i modi con i quali la forma reprime la vita e rivela gli autoinganni con il quale il soggetto si difende dalla forza sconvolgente dei bisogni vitali. Evidenti sono i punti di contatto tra il concetto pirandelliano di vita con quello di durata del filosofo francese Henri Bergson che concepisce l’idea di un tempo fluido che nella coscienza interiore intreccia continuamente passato, presente e futuro, e ancora di più la teoria dello slancio vitale, che fa della realtà un’energia in movimento, una creazione continua. Lezione Prof. Zenoni
  • 19. Tutto ciò che assume «forma» distinta e individuale, si irrigidisce, comincia, secondo Pirandello, a «morire». Così avviene dell'uomo. Noi non siamo che parte indistinta nell'«universale ed eterno fluire» della «vita». Ma tendiamo a cristallizzarci in forme individuali, aMa tendiamo a cristallizzarci in forme individuali, a fissarci in una personalità che vogliamo coerente e unitaria. Lezione Prof. Zenoni
  • 20. I ruoli sociali-maschere gli altri vedendoci secondo una prospettiva particolare, ci danno determinate «forme».«forme». Noi crediamo di essere «uno» per noi stessi e per gli altri, mentre siamo tanti individui diversi, a seconda della visione di chi ci guarda. Lezione Prof. Zenoni
  • 21. La crisi dell’identità teoria della frantumazione dell'io in una congerie di stati incoerenti, in continua trasformazione, senza un vero centro e senza un punto di riferimento fissoun punto di riferimento fisso La crisi dell'idea di identità risente evidentemente dei grandi processi in atto nella realtà contemporanea, dove si muovono forze che tendono proprio alla frantumazione e alla negazione dell'individuo. Lezione Prof. Zenoni
  • 22. Crisi, di cosa?? 1. dell'idea di una realtà Oggettiva, organica, definita, ordinata, univocamente interpretabile L'io si disgrega, si smarrisce, si perde, la sua consistenza si sfalda, nel naufragio di tutte le certezze. definita, ordinata, univocamente interpretabile con gli schemi della ragione 2. dell’idea di un Soggetto "forte", unitario, coerente, punto di riferimento sicuro di ogni rapporto con la realtà. Lezione Prof. Zenoni
  • 23. Tendenze spersonalizzanti nella società l'instaurarsi del capitale monopolistico, che annulla l'iniziativa individuale e nega la persona in grandi apparati produttivi anonimi; l'espandersi della grande industria e dell'uso delle macchine, che meccanizzano l'esistenza dell'uomomeccanizzano l'esistenza dell'uomo la creazione di sterminati apparati burocratici, che, annullando l'individuo in quanto tale, cancellano la sua interiorità e riducendolo alla sua pura funzione esteriore; il formarsi delle grandi metropoli moderne, in cui l'uomo smarrisce il legame personale cogli altri e diviene una particella isolata e alienata nella folla anonima. Lezione Prof. Zenoni
  • 24. L'idea classica dell'individuo creatore del proprio destino ora tramonta La presa di coscienza di questa inconsistenza dell'io suscita nei personaggi pirandelliani smarrimento e dolore.pirandelliani smarrimento e dolore. L'avvertire di non essere «nessuno», l'impossibilità di consistere in un'identità, provoca angoscia ed orrore, genera un senso di solitudine. Lezione Prof. Zenoni
  • 25. L’individuo soffre anche ad essere fissato dagli altri in «forme» in cui non può riconoscersi.riconoscersi. Queste «forme» sono sentite come una «trappola», come un «carcere» in cui l'individuo si dibatte, lottando invano per liberarsi. Lezione Prof. Zenoni
  • 26. Alla base di tutta l'opera pirandelliana si può scorgere un rifiuto delle forme della vita sociale, dei suoi istituti, dei ruoli che essa imponeistituti, dei ruoli che essa impone La società gli appare come un'«enorme pupazzata», una costruzione artificiosa e fittizia, che isola irreparabilmente l'uomo dalla «vita», lo impoverisce e lo irrigidisce, lo conduce alla morte anche se egli apparentemente continua a vivere. Lezione Prof. Zenoni
  • 27. L'istituto in cui si manifesta per eccellenza la «trappola» della «forma» è la famiglia. Pirandello è acutissimo nel coglierne il carattere opprimente il suo grigiore avvilente, le tensioni segrete, glile tensioni segrete, gli odi, i rancori, le ipocrisie, le menzogne (vedi Il fu Mattia Pascal, ma anche Uno, nessuno e centomila). Lezione Prof. Zenoni
  • 28. L'altra «trappola» è quella economica, la condizione sociale e il lavoro Lavori monotoni e frustranti, di un'organizzazione gerarchica oppressiva. Da questa «trappola» non si dà per Pirandello una via d'uscita storica: il suo pessimismo è totale, non gli consente di vedere altre forme di società diverse. Per lui è la società in quanto tale, in assoluto, che è condannabile Lezione Prof. Zenoni
  • 29. Lo scampo? la fuga nell'irrazionale: nell'immaginazione che trasporta verso unnell'immaginazione che trasporta verso un "altrove" fantastico"altrove" fantastico come per l'impiegatocome per l'impiegato BellucaBelluca didi Il treno ha fischiatoIl treno ha fischiato ((vedi libro di testo) che sogna paesi lontani e attraversovedi libro di testo) che sogna paesi lontani e attraverso questa evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suoquesta evasione può sopportare l'oppressione del suo lavoro di contabile e della famiglia, composta di trelavoro di contabile e della famiglia, composta di tre cieche, due figlie vedove con sette nipoti da mantenerecieche, due figlie vedove con sette nipoti da mantenere oppure nellaoppure nella follia, che è lo strumento difollia, che è lo strumento di contestazione per eccellenzacontestazione per eccellenza delle forme fasulledelle forme fasulle della vita sociale!della vita sociale! Lezione Prof. Zenoni
  • 30. il «forestiere dalla vita» colui che «ha capito il giuoco », ha preso coscienza del carattere del tutto fittizio del meccanismo sociale e si esclude, si isola, guardando vivere gli altri dall'esterno della vita e dall'alto della sua superiore consapevolezza,dall'alto della sua superiore consapevolezza, rifiutando di assumere la sua «parte», osservando gli uomini imprigionati dalla «trappola» con un atteggiamento «umoristico»,«umoristico», didi irrisioneirrisione ee pietàpietà Lezione Prof. Zenoni
  • 31. in questa figura di eroe estraniato dalla realtà si proietta la condizione stessa dicondizione stessa di Pirandello come intellettuale, che rifiuta il ruolo politico attivo perseguito dagli altri intellettuali del primo Novecento Lezione Prof. Zenoni
  • 32. Il relativismo gnoseologico. Se la realtà è magmatica, in perpetuo divenire, essa non si può fissare in schemi . Il reale è multiforme, polivalente; non esiste una prospettiva privilegiata da cui osservarlo: al contrario le prospettive possibili sono infiniteal contrario le prospettive possibili sono infinite e tutte equivalenti. non si dà una verità oggettiva fissata a priori, una volta per tutte. Ognuno ha la sua verità, che nasce dal suo modo soggettivo di vedere le cose. Lezione Prof. Zenoni
  • 33. Vedi Premessa seconda al Fu Mattia Pascal: Egli individua umoristicamente nella “rivoluzione copernicana” la causa prima del relativismo moderno. Mettendo in discussione la teoria geocentrica, nella prima metà del Cinquecento, l’astronomo polacco Copernico aveva incrinato l’antropocentrismo e il mito della capacità di dominio dell’uomo sulla realtà e sulla storia. In verità, sotto quel «Maledetto sia Copernico!» pronunciato nell’avvio del romanzo da un personaggio senza più un’identità certa, si cela un riferimento metaforico più che storico: la “rivoluzione copernicana” assurge infattiriferimento metaforico più che storico: la “rivoluzione copernicana” assurge infatti a potente metafora della crisi delle certezze. Ricordiamo come la seconda edizione dell’ Umorismo, del 1920, era stata dedicata proprio «Alla buon’anima di Mattia Pascal bibliotecario». In questo saggio si ripercorre la tradizione della letteratura umoristica e se ne rivendica il valore, in opposizione alla letteratura «sublime», basata sull’equilibrio e l’armonia, ma impossibile nella società moderna, perché sono venute meno le categorie di bene e di male, di vero e di falso, su cui si basavano tanto la tragedia quanto l’epica. Pirandello si convince del fatto che l’esperienza artistica tradizionale, l’arte epica era in grado di porsi di fronte alla verità, cangiante e mutevole, e di estrarne «l’idealità essenziale e caratteristica» in termini di verità assoluta, universale. Lezione Prof. Zenoni
  • 34. La crisi dell'io. Il Decadentismo, come già il Romanticismo, nella sua fuga da una realtà storica negativa poneva l'io al centro del mondo, o identificava sostanzialmente il mondo con l'io.sostanzialmente il mondo con l'io. Lezione Prof. Zenoni
  • 35. Per Pirandello questa assolutizzazione del soggetto è impossibile l'io si frantuma in una serie di frammenti incoerenti.incoerenti. il soggetto da entità assoluta diviene «nessuno» -o centomila. Lezione Prof. Zenoni