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WORLD ECONOMIC FORUM... NON SOLO DAVOS

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ll World Economic Forum (WEF), noto come “Forum di Davos”, è l’organizzazione internazionale no-profit nata per “migliorare la governance del mondo”. Dura cinque giorni durante i quali Istituzioni e soggetti privati discutono di temi di interesse globale.

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WORLD ECONOMIC FORUM... NON SOLO DAVOS

  1. 1. WORLD ECONOMIC FORUM… NON SOLO DAVOS DALLE ORIGINI AD OGGI CARATTERISTICHE, CURIOSITÀ ED ALTRO SULLA PIÙ IMPORTANTE OCCASIONE DI INCONTRO TRA GOVERNI, IMPRENDITORI ED INTELLETTUALI DI TUTTO IL MONDO Gennaio 2017
  2. 2. IL WEF COS’È? ll World Economic Forum (WEF), meglio noto come “Forum di Davos”, è l’organizzazione internazionale no-profit nata con lo scopo di “migliorare la governance del mondo”. Qui Istituzioni e soggetti privati discutono di temi di interesse globale, tra disamine dei problemi e ricerca delle possibili soluzioni. Il WEF è indipendente, imparziale e apolitico, e non rappresenta nessun interesse in particolare. La sua missione? Essere un luogo di incontro/confronto, un catalizzatore del pensiero delle leadership di tutti i settori importanti per una cooperazione tra soggetti pubblici e privati. La sua convinzione? Nessun soggetto è del tutto indipendente, ma ogni stakeholder è responsabile delle proprie azioni e ha l’obbligo di contribuire a individuare una soluzione soddisfacente ai problemi dell’agenda mondiale.
  3. 3. L’ESORDIO Perché la Svizzera? Non (solo) per la bellezza e la suggestione del paesaggio, bensì perché è un Paese neutrale (e quindi più sicuro). Quell’anno il Prof. Schwab costituisce la Fondazione “European Management Forum”, con sede a Ginevra, grazie alla quale gli incontri di Davos diventano un appuntamento fisso ogni anno. Nel 1974 il Forum inizia a cambiare: non solo capitani d’industria e manager, ma anche uomini politici e di Governo, per discutere insieme della crisi energetica mondiale. Nell’estate1971,aDavosnelle Alpi svizzere, per iniziativa dell’economista e ingegnere Prof.KlausSchwab,sisvolge il primo “Simposio europeo del management”, con il patrocinio della Commissione Europea e il contributo delle principali associazioni industriali d’Europa. L’  obiettivo era di avvicinare le aziende europee al mana- gement USA.
  4. 4. PASSANO GLI ANNI... La Fondazione si articola in una struttura permanente. Si dota di uno Statuto e le sue attività iniziano a svilupparsi oltre l’organizzazione dell’incontro di Davos. Nel 1987 cambia denominazione in World Economic Forum (WEF). Il quartier generale resta sempre la Svizzera, Cologny, ma due sedi distaccate vengono aperte a New York e Pechino. Il WEF è guidato da un Consiglio Direttivo (Board of Trustee), composto da dodici personalità di alto profilo selezionate dal mondo dell’imprenditoria, delle Università, della società civile, etc. Ne fanno parte, per esempio, Al Gore, Christine Lagarde, Luis Alberto Moreno. Il Consiglio è il custode della missione e dei princìpi fondamentali del WEF, e supervisiona i lavori del Forum.
  5. 5. E IL WEF CRESCE Il WEF conta oggi circa 1.000 aziende associate, per la maggior parte multinazionali che hanno interesse a partecipare alla determinazione degli indirizzi politici, sociali ed economici dei Paesi nei quali operano. La quota di adesione al WEF varia a seconda del livello di coinvolgimento prescelto: si può difatti essere partner strategici (500.000 euro all’anno!), settoriali e regionali. Il WEF è social: ha un profilo Facebook, uno Twitter e anche uno Linkedin.
  6. 6. DAVOS La principale attività del WEF è rimasta l’organizzazione del Forum invernale di Davos: una maratona di incontri che si svolge rigorosamente a porte chiuse e dura complessivamente cinque giorni. I vertici delle aziende associate – pagando la quota di circa 25.000 dollari – incontrano leader politici e religiosi, di ONG e della società civile, scienziati per approfondire i temi chiave del dibattito mondiale: dai conflitti geo-politici internazionali, alle questioni economiche, all’ambiente etc. In quei giorni si svolgono circa 200 incontri, e orientarsi nel marasma di questi eventi è talmente complicato che ogni anno non viene pubblicato unprogramma,bensìunveroepropriolibro,checostituisceil“manuale di sopravvivenza” per i partecipanti. I giornalisti accreditati non possono seguire gli incontri dal vivo, bensì da una struttura distaccata da quella principale del Centro Congressi, e i movimenti avvengono rigorosamente via caddy.
  7. 7. COME ARRIVARE E DISTRICARSI NEL LABIRINTO DEI LUOGHI DEL WEF In elicottero? Congratulazioni, ce l’hai fatta! Con la tua auto? Non deprimerti, è ancora un segno distintivo. Con il trenino panoramico (e carissimo)? Dimostri di avere gusto e di non passartela malaccio! Con le navette gratuite dall’aeroporto di Zurigo? E va bene, in fondo basta arrivare! Davos si svolge attraverso un vero e proprio labirinto: il Centro Congressi è composto non soltanto da sale per i convegni, ma anche da diversi altri luoghi, di lavoro e non solo. C’è anche il bunker antiatomico! Costruito ai tempi della Guerra Fredda, fino a qualche anno fa era lì che venivano sistemati i giornalisti. EnondimentichiamolaSalariservata alla preghiera...
  8. 8. LA STORIA È PASSATA DA QUI Il WEF è un appuntamento che riesce a riunire gli uomini “più potenti del mondo” (per lo più provenienti dal mondo occidentale), e proprio grazie alle personalità che vi partecipano è stato spesso un luogo nel quale si sono svolti accadimenti importanti per la Storia. Qualche esempio: 1988: la “dichiarazione di Davos” tra Grecia e Turchia, un passo fondamentale nella distensione dei rapporti tra i due Paesi. 1989: si incontrarono per la prima volta i Ministri della Corea del Nord e quelli della Corea del Sud. 1994: è stato firmato l’accordo quadro su Gaza e Gerico, da Yasser Arafat e Shimon Perez.
  9. 9. FRASI STORICHE A DAVOS
  10. 10. Sonostatipronunciatidiscorsiimportanti,chehannolasciatoilsegno, e alcune frasi sono rimaste impresse nella memoria collettiva. Eccone alcune: «Gli obiettivi resteranno solo desideri se non hai un piano» Melinda Gates. «Recitare è una professione che ti umanizza. Sono obbligato per la natura del mio lavoro, a essere qualcun altro» Kevin Spacey. «Un grado di volatilità è ok. Il mercato mette in ordine tutto, alla fine» Christine Lagarde.
  11. 11. E quest’anno? Il presidente cinese Xi paragona il protezionismo a «chiudersi in una stanza buia», dove «non sarai esposto a vento e pioggia, ma nemmeno ad aria e luce». E aggiunge: «Nessuno uscirà vincitore da una guerra commerciale». Avrebbe dovuto aggiungere: «Ma la Cina esce sempre vincitore da una pace commerciale?». Senza mai nominare Trump, Xi lo critica aspramente e dice: «Non siamo gelosi del successo degli altri. Noi apriamo le braccia alle altre nazioni». La perla su Brexit di Wolfang Scäuble, ministro delle finanze tedesco. Cita un antico aforisma tedesco e lo traduce direttamente in inglese (terrorizzando i suoi collaboratori): «Non mangi il cibo appena cotto. È troppo caldo». E si riferisce al bluff (?) della May che minaccia di abbattereletasseinGranBretagnaefarladiventarelanuovaSingapore.
  12. 12. «Ho scritto su FAZ un saggio economico di circa 25.000 battute (ma) le risposte che ho avuto erano tutte su Twitter, con 140 caratteri» dice il Cancelliere Austriaco Christian Kern nel costatare, dolorosamente, cosa significa essere un politico nell’era del populismo. Arnold Trump, un anonimo ex-capo di Stato ha così definito Trump: «Non è Terminator, è Disintegrator». Posto d’onore a Padoan. «Il problema dell’Europa è l’Europa» ha detto il nostro ministro delle Finanze ai delegati del WEF, inclusa la Lagarde che era sullo stesso palco. E aggiunge: «I nostri problemi nascono a Bruxelles o, a volte, a Francoforte [...] Se i movimenti populisti non danno le risposte giuste, sollevano però le domande giuste». Arrabbiato per la letterina dalla Commissione?
  13. 13. IL MOMENTO DELLE CURIOSITÀ
  14. 14. Speed dating Quanto dura un faccia a faccia? Mezz’ora, non di più. Nonvisono(quasi)eccezioni. Una sorta di speed dating tra persone di successo, di mezz’età, un po’ intontite dal jet-lag. Troppa gente? Sì, ma quanto è difficile incontrarsi! Chi partecipa a Davos non può scorrazzare liberamente per il Centro Congressi, tutt’altro; il sistema di vigilanzaètalmenteseverocheildiritto di circolazione dei partecipanti dipende dal colore del badge. È praticamente un sistema a caste. Il badge migliore? Quello bianco, riservato a Capi di Stato e di Governo, e via via quegli più scuri.
  15. 15. Programmi per stasera? Di giorno incontri, riunioni e riflessioni sui massimi sistemi… e la sera festa! Pare che quella più bella si svolga sempre il mercoledì sera, organizzata da Google. Ma quest’anno non c’è stata. Il premio per miglior party è stato assegnato al RED nightcap con Bill Gates a Schtzalp. Meglio di quello con Shakira! L’Hotel Europe con il suo detestabile piano bar con Barry Colson alla tastiera rimane da sempre la sosta favorita prima di andare a dormire. Un po’ di mondanità Chi va a Davos non incontra solo politici e imprenditori, ma anche attori, cantanti, campioni dello sport: sono passati di qui, tanto per citarne alcuni, Bono degli U2 e Leonardo Di Caprio. Quest’anno invece Micheal Johnson, i Black Eyed Peas, Matt Damon, Shakira, Jamie Oliver, Gillian Anderson, sì quella di X-Files. Sarà il Davos-man diventato un extraterrestre? Sembra proprio di sì!
  16. 16. CHI CRITICA IL WEF SOSTIENE CHE…
  17. 17. Il WEF non piace a tutti, suscita sempre profonde critiche. Movimento “NO GLOBAL” Sostengono che rappresenti la celebrazione del Capitalismo, causa della povertà mondiale e dell’inquinamento dell’Ambiente. In diverse occasioni i no global hanno manifestato a Davos contro il WEF. Quest’anno però i manifestanti sono quasi spariti. Solo una protestina nella Davos Platz verso le 4 del mercoledì, organizzata dal partito (locale) dei Verdi. ONG e difensori dei Diritti Umani Molti partner, ospiti e finanziatori del WEF sono accusati di violare i diritti fondamentali delle popolazioni.
  18. 18. Davos sbaglia sempre Lo sostiene Kenneth Rogoff, professore ad Harvard ed ex capo economista al Fondo Monetario Internazionale: previsioni sbagliate? per esempio la sconfitta della Clinton, Brexit, e persino l’esito del referendum italiano del 4 dicembre. Troppa poca economia Alcuni detrattori sostengono che, soprattutto in anni recenti, sono stati prediletti gli aspetti mondani di Davos a discapito della sua originaria caratterizzazione di forum economico. In particolare, recentemente sarebbero stati inseriti in agenda temi più interessanti per i mass media e comprensibili ai più, meno legati all’Economia. Inoltre, sarebbero state invitate a partecipare personalità in grado di attirare l’attenzione della stampa.
  19. 19. PER COSA RICORDEREMO IL WEF 2017?
  20. 20. La prima volta della Cina Il Presidente Xi Jinping nel suo discorso a volte ha uno stile più da Silicon Valley che da leader del partito (unico) comunista. Se voleva contrastare lo stile del Presidente Trump, ci è riuscito, inframezzandolo di citazioni di Dickens, proverbi cinesi e battute tutte sue. Il testo di tutto il suo discorso è qui. L’ultima volta di Barack Obama Anche se non in carne ed ossa: invia il Vicepresidente Joe Biden e il Segretario di Stato John Kerry. Trump non c’era Ma era ovunque: nei discorsi, nei tweet dalla Trump Tower, nei corridoi. Non manda nessuno dei “suoi”. Tranne il multimiliardario Anthony Scaramucci, fondatore di SkyBridge Capital e importante consigliere del nuovo Presidente, detto “l’uomo che sussurra a Trump”.
  21. 21. Theresa May Il primo Ministro britannico arriva il mercoledì per parlare con i leader della comunità finanziaria. Vuole che la Gran Bretagna ricopra, dopo Brexit, “un nuovo ruolo guida” e dichiara di dare un grande valore alla presenza dei servizi finanziari a Londra e di volere fare in modo che vi restino. I russi, i nuovi russi Non dominano Davos come ai vecchi tempi, ma non sono nemmeno persona non grata come dopo l’esplodere del conflitto in Ucraina. Chi altri non c’era tra i politici di rilievo? ❯ Angela Merkel quest’anno ha detto nein; ❯ Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commis- sione Europea... ma tanto non va mai a Davos.
  22. 22. Telos Analisi & Strategie Palazzo Doria Pamphilj Via del Plebiscito 107 Roma 00186 T. +39 06 69940838 telos@telosaes.it www.telosaes.it facebook.com/Telosaes twitter.com/Telosaes youtube.com/telosaes https://plus.google.com/110655654803516890208 pinterest.com/telosaes/ linkedin.com/company/telos-a&s slideshare.net/telosaes

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