Competere o collaborare:   la Consilienza del saperegiovedì 2 dicembre 2010
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I Professionisti, tutti i Professionisti, possono   e DEVONO poter giocare un ruolo determinante               nella diffu...
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Competere o collaborare: la Consilienza del sapere (Est IV)

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Nella presentazione troverete un estratto dal libro "Conciliazione e Strategia" scritto da Gian Marco Boccanera, dal titolo Competere o collaborare: la Consilienza del sapere. In questo brano si sottolinea come l'approccio tradizionale alla gestione del conflitto determina costi personali e costi sociali di pesante e ormai insostenibile portata. Per questo motivo solo superando la dicotomia tra ciò che è pubblico=non è di nessuno e ciò che è mio=non è di nessun altro, si può porre un freno all'atteggiamento di litigiosità diventato un vero e proprio danno nazionale. In questo hanno ruolo fondamentale i Professionisti.

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Competere o collaborare: la Consilienza del sapere (Est IV)

  1. 1. Competere o collaborare: la Consilienza del saperegiovedì 2 dicembre 2010
  2. 2. Spesso lapproccio tradizionale alla gestione del conflitto determina costi personali e costi sociali di pesante e ormai insostenibile portata.giovedì 2 dicembre 2010
  3. 3. Sul versante privato, la Gestione Tradizionale del conflitto affronta tempi lunghissimi ed esiti incerti, persistente incomunicabilità tra le parti in lite (a svantaggio anche della tenuta di rapporti economici e sociali magari consolidati), costi rilevanti e non sempre programmabili nellentità, malumori e somatizzazioni, bassissimo livello di "felicità percepita",  effetti sulla tenuta del "Sistema famiglia" e sulla tenuta della continuità aziendale del "Sistema impresa". Adesso, anche effetti negativi e perversi sulla tenuta del “SISTEMA PAESE”.giovedì 2 dicembre 2010
  4. 4. Sul versante sociale, la GESTIONE TRADIZIONALE del conflitto assurge a importante variabile da osservare in termini di spesa pubblica e di welfare percepito dai cittadini-elettori.  I rimedi tradizionali che il "Sistema Giustizia" è stato in grado di apprestare dovrebbero soddisfare laspettativa di giustizia in tempi rapidi e a costi certi. Lesperienza comune ci ha dimostrato che non è così, o che non sempre è così, pur negli sforzi fatti. giovedì 2 dicembre 2010
  5. 5. I costi sociali del conflitto sono ancora più importanti di quelli individuali e privati, poiché sono rappresentativi di INTERESSI DIFFUSI. Quelli della Collettività, di cui tutti noi facciamo parte.giovedì 2 dicembre 2010
  6. 6. Ragioniamo in termini di COSTO-OPPORTUNITA rispetto alla migliore soluzione possibile, e pensiamo al costo dellinquinamento e del traffico per spostamenti necessitati dalla gestione tradizionale del conflitto (per tutti gli anni in cui esso dura). Ma anche ai costi sanitari del Sistema Sanitario Nazionale   per la cura e il trattamento di patologie che hanno una loro genesi nella interiorizzazione patologica di stati danimo indotti dal conflitto e dalla sua diuturna perpetuazione. Ed ancora al costo legato alla capacità del Sistema-Paese Italia di attrarre e/o mantenere profittevolmente investimenti esteri.  giovedì 2 dicembre 2010
  7. 7. Si pensi ancora al costo sociale della CONFLITTUALITA in sé, quale elemento tradizionale del popolo latino- mediterraneo, in termini di  allungamento della   decision-time, la tempistica delle decisioni, di realizzazione della best execution, la migliore esecuzione di ciò che è demandato,  di best practices, le migliori prassi da osservare, dell’on going concern, la prospettiva di continuazione di opere e servizi pubblici fino al loro completamento e senza interruzione o stravolgimento, in funzione degli umori e delle aspettative momentanei del decisore politico di turno.giovedì 2 dicembre 2010
  8. 8. La litigiosità senza limiti, non incanalata in “camere di compensazione” e in “stanze di raffreddamento”, è un VERO danno nazionale, soprattutto in momenti delicati di CRISI come quello attuale. In cui la LITIGIOSITA’ tende ad aumentare, aggravando ancora di più gli effetti della Crisi, in rischiosissimo avvitamento. Si deve uscire da questo infernale circolo vizioso.giovedì 2 dicembre 2010
  9. 9. Mi piace ricordare un flash da film Western: quando i soldati del Generale Custer si trovarono improvvisamente accerchiati dalle truppe nemiche a Little Big Horn, si posizionarono spalla a spalla lun laltro e risposero al fuoco con prontezza, non certo questionando su chi dovesse sparare con la pistola e chi con il fucile, o chi dovesse impugnare la sciabola.giovedì 2 dicembre 2010
  10. 10. Ancora indietro nel tempo. Nelle antiche Legioni Romane larma difensiva collettiva più utilizzata era la "TESTUGGINE", che poteva essere messa in atto in pochi secondi e con linnovativo utilizzo di uno strumento, lo scudo rettangolare, CHE GIA ERA IN DOTAZIONE, fornendo così alle truppe una formidabile difesa dinanzi ai pericoli e ai rischi. A patto però che ciascuno fosse GIA’ al suo posto, sapendo il da farsi, e contribuendo così PERSONALMENTE  alla difesa collettiva della Centuria intera. E questa, insieme alle altre,  della Legione.giovedì 2 dicembre 2010
  11. 11. Gli antichi romani avevano già bene in mente il concetto di CONSILIENZA, ovvero della finalità dei saperi, poiché la solida struttura dellimpero che ne ha determinato la millenaria durata era supportata non solo dallarte e dalla tecnica militare, ma anche dalle comunicazioni e dai trasporti, dall arte di fabbricare, da quella di misurare, dallarte organizzativa e fiscale, da quella artistica e figurativa, da quella idraulica e ingegneristica, da quella medica e sanitaria, da quella intellettuale e retorica, da quella storica e filosofica... e lelenco potrebbe continuare a lungo.giovedì 2 dicembre 2010
  12. 12. La Romana-Pax ha permesso di tra-mandare a noi sino ad oggi, quelle culture , quelle tradizioni, quelle religioni, quegli usi e costumi delle Genti riunite sotto la dominazione romana, come mai nessun altro grande popolo è stato in grado di riprodurre nei duemila anni successivi.giovedì 2 dicembre 2010
  13. 13. PAX ROMANA (La pace romana) è divenuta  unespressione proverbiale già nel primo secolo d.C. ad indicare la pacificazione del mondo avvenuta sotto le armi e il governo di Roma, portatrice di civiltà, ordine e giustizia, simboleggiata con fasto dall’altare dell’ARA PACIS augustea a Roma.giovedì 2 dicembre 2010
  14. 14. Le Professioni italiane, TUTTE LE PROFESSIONI, adesso possono essere di grande ausilio, sia al cambiamento culturale NECESSARIO per la tenuta delle spinte disgreganti della Crisi e per la stessa sopravvivenza della nostra Collettività,   sia per la TUTELA DEGLI INTERESSI NAZIONALI, anche questi- ADESSO e con i tempi che corrono - assolutamente NECESSARI alla sopravvivenza della stessa Collettività.giovedì 2 dicembre 2010
  15. 15. La forza di reazione di un Popolo in momento di Crisi come quello attuale, pesantissimo e dagli esiti ancora imponderabili, sta nella convinzione e nella cura che intende rivolgere agli interessi collettivi, agli interessi nazionali.giovedì 2 dicembre 2010
  16. 16. Solo superando la dicotomia tra ciò che è pubblico (=non è di nessuno) e ciò che è mio (=non è di nessun altro), abbiamo la possibilità di progredire nel senso di appartenenza ad un grande popolo riunito in una Nazione, erede in linea retta della "culla della civiltà" che fu la Roma Antica.giovedì 2 dicembre 2010
  17. 17. I Professionisti, tutti i Professionisti, possono e DEVONO poter giocare un ruolo determinante nella diffusione di una rinnovata cultura di attenzione, rispetto e tutela degli interessi nazionali quali GARANZIE DI ULTIMA ISTANZA,   in quanto non di nessuno, ma di ciascuno di noi, in indivisibile e rinnovata Community.giovedì 2 dicembre 2010
  18. 18. www.studioboccanera.comgiovedì 2 dicembre 2010

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