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Corso per i gestori dell'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento (parte 3)

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La terza e ultima parte delle slide che hanno accompagnato le lezioni del corso per gestori dell'organismo di composizione della crisi, tenuto all'ordine degli avvocati di Milano.

Published in: Law
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Corso per i gestori dell'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento (parte 3)

  1. 1. Corso gestori Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento
  2. 2. l’OMOLOGA All’udienza il giudice: • Risolve le eventuali contestazioni • Verifica le percentuali raggiunte • Verifica l’esistenza di iniziative o compimento di atti di frode (art.10) Omologa quando • Verifica i requisiti soggettivi ed oggettivi • Verifica l’esistenza delle altre condizioni di ammissibilità • Verifica la fattibilità giuridica del piano • Verifica l’idoneitá del piano ad assicurare il pagamento dei crediti non pignorabili e di quelli di cui all’art 7 comma 1 parte 3°: il significato e il peso della sentenza della C. Giustizia 7/4/2016 • Verifica, in caso di contestazioni sulla convenienza dell’accordo, che il credito possa essere soddisfatto in misura non inferiore all’alternativa liquidatoria
  3. 3. Impugnazioni • Il provvedimento di omologa è pronunciato dal Giudice monocratico • L’omologa è reclamabile ai sensi dell’art 737 e ss cpc (10 gg dalla comunicazione/notificazione) • I legittimati e il perimetro dell’impugnazione • Il reclamo si propone al tribunale; il Giudice che ha pronunciato non può fare parte del collegio
  4. 4. Omologa effetti • Il giudice dispone la pubblicità dell’omologa • L’accordo è obbligatorio per tutti i creditori 12 = 184 l.f. • Inefficacia dei pagamenti e degli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo. • effetti esdebitatori; eccezioni: titolari dei crediti impignorabili, IVA e Ritenute • L’accordo non ha effetto novativo (art 11) • L’omologa non fa venire meno le obbligazioni nei confronti di coobligati e fideiussori (art 11/1239 c.c. = 184) • Esdebitazione del socio illimitatamente responsabile (184 l.f.)
  5. 5. Omologa effetti • La moratoria verso i privilegiati (art 8 fatta eccezione dei crediti impignorabili) • Rilascio del DURC per effetto dell’omologa (esdebitazione dei debiti pregressi) • L’assuntore e la limitazione delle responsabilità (come nel caso dell’art 124 l.f.) • I creditori con causa e titolo posteriore (all’omologa) non possono procedere esecutivamente sui beni oggetto del piano (art 12) • I crediti sorti in occasione od in funzione del procedimento di accordo sono prededuttivi (art 13)
  6. 6. Gli effetti dell’omologa vengono meno  Automaticamente se il debitore non esegue integralmente entro 90 gg i pagamenti dovuti alle P.A. e agli enti gestori di forme di assistenza e previdenza obbligatorie (11 = 182 ter)  revocato d’ufficio in caso risultino compiuti atti di frode durante la procedura  In caso di risoluzione  In caso di mancato pagamento dei crediti IVA e Ritenute  In caso di mancato pagamento dei crediti impignorabili  L’accertamento del mancato pagamento di questi crediti è chiesto al tribunale  Per effetto della sentenza di fallimento  Gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione di un accordo omologato sono sottratti alla revocatoria fallimentare  I crediti derivanti da finanziamenti effettuati in esecuzione o in funzione dell’accordo omologato sono prededucibili (art 12)
  7. 7. L’esecuzione: la nomina del liquidatore • L’esecuzione dell’accordo può essere affidata ad un liquidatore quando il piano è liquidatorio e non quando è in continuità • Il giudice nomina un liquidatore (su proposta dell’OCC) quando: • a) il piano è liquidatorio (art 7) • b) sono utilizzati beni sottoposti a pignoramento (art 13) • Il liquidatore:  deve avere i requisiti indicati dall’art 28/R.d. 267/1942  dispone in via esclusiva dei beni pignorati e delle somme incassate (spossessamento)
  8. 8. L’esecuzione: i compiti dell’OCC L’OCC • a) propone la nomina di un liquidatore • b) risolve le difficoltà insorte nell’esecuzione • c) vigila sull’esatto adempimento • d) comunica ai creditori ogni eventuale irregolarità • e) aiuta il debitore a modificare la domanda la cui esecuzione sia divenuta impossibile  f) può rivestire le funzioni di liquidatore o di gestore della liquidazione (ex art 7)
  9. 9. L’esecuzione i compiti del giudice  Il giudice,  sentito il liquidatore e verificata la conformità dell’atto dispositivo al piano,  Ordina lo svincolo delle somme  Dispone la cancellazione o Del Pignoramento o delle iscrizioni di diritti di prelazione o Di ogni altro vincolo (trascrizioni/pubblicità)  in caso di grave irregolarità, Sospende gli atti di esecuzione dell’accordo   I crediti sorti in occasione e in funzione delle procedure (accordo/piano) sono prededucibili   Quando l’esecuzione (accordo/piano) è divenuta impossibile per ragioni non imputabili al debitore questi può modificare la domanda proponendo un altro accordo
  10. 10. Annullamento  Su istanza di ogni creditore  La domanda è rivolta al tribunale e così pure il reclamo  Dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo  Dolosamente o con colpa grave sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo  Dolosamente simulate attività inesistenti  L’azione va promossa entro 6 mesi dalla scoperta e non oltre 2 anni dalla scadenza dell’ultimo adempimento previsto  Non è ammessa altra azione di annullamento
  11. 11. Risoluzione  Su istanza di ogni creditore  La domanda è rivolta al tribunale 1. Il debitore non adempie all’accordo (che è altro concetto rispetto a «non paga») 2. Non costituisce le garanzie promesse 3. L’esecuzione diviene impossibile per cause non imputabili al debitore 4. In questi casi il debitore può riproporre una domanda (art 7 2°co l. d) + art 13 4 ter co)
  12. 12. Conversione  Il giudice su istanza del debitore / del creditore Dispone la conversione nella procedura di liquidazione 1. In caso di annullamento 2. In caso di frode durante la procedura (art 11 5°) 3. In caso di mancato rispetto dei termini verso la P.A. (art 11 5°) determinata da cause imputabili al debitore 4. In caso di risoluzione determinata da cause imputabili al debitore 5. In questi casi il debitore non può riproporre la domanda (art 7 2°co l. d) e non può ottenere l’esdebitazione.
  13. 13. Corso gestori Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento

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