Dispensa 1 La Convergenza

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LA DISPENSA È TRATTA E ADATTATA DALLA TESI DI LAUREA DI FRANCESCA GLORIA, DAL TITOLO MUSIC R/EVOLUTION LA CONVERGENZA ED I SUOI IMPATTI SUL MERCATO DISCOGRAFICO, DISCUSSA NEL LUGLIO 2007. L’ADATTAMENTO È A CURA DI MAURO GALLINARO

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Dispensa 1 La Convergenza

  1. 1. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it DISPENSA N. 1 LA CONVERGENZA LA DISPENSA È TRATTA E ADATTATA DALLA TESI DI LAUREA DI FRANCESCA GLORIA, DAL TITOLO MUSIC R/EVOLUTION LA CONVERGENZA ED I SUOI IMPATTI SUL MERCATO DISCOGRAFICO, DISCUSSA NEL LUGLIO 2007. L’ADATTAMENTO È A CURA DI MAURO GALLINARO, CON LA SUPERVISIONE DEL PROF. STEFANO EPIFANI BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 1
  2. 2. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it INDICE INTRODUZIONE .............................................................................................................................................. 3 1. LA CONVERGENZA TECNOLOGICA ............................................................................................... 7 1.1. LA CONVERGENZA DELLE RETI ............................................................................................................ 9 1.2. LA CONVERGENZA DEI DEVICE .......................................................................................................... 11 1.2.1 Ubiquitous Computing .................................................................................................................... 12 2. LA CONVERGENZA DEI MERCATI .............................................................................................. 14 2.1. LA CONVERGENZA DEI SERVIZI ......................................................................................................... 16 2.2. LA CONVERGENZA DEI MERCATI ...................................................................................................... 18 3. CONVERGENZA E CAMBIAMENTO: OPPORTUNITÀ E MINACCE ................................ 21 BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 2
  3. 3. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it INTRODUZIONE La convergenza è il processo di ibridazione tra sistemi di trasmissione audio-video di tipo diffusivo (radio e televisioni), i servizi interattivi di tipo Web (e-commerce) e la possibilità di utilizzare piattaforme di fruizione differenti (computer, tv, periferiche wireless). L’idea che sta alla base del fenomeno di ibridazione non è quella di un utilizzo contemporaneo di tecnologie diverse, né di un percorso evolutivo di prodotto, bensì di un processo di “rimediazione” progressiva di più strumenti e device nell’ambito della quale l’origine dei diversi elementi si perde, dando vita a qualcosa di nuovo in grado di soddisfare nuove e più complesse esigenze degli utenti. Il prodotto ottenuto attraverso il processo di ibridazione non costituisce, quindi, una mera sommatoria delle parti, ma è esso stesso un elemento finito, nuovo, con caratteristiche e prestazioni proprie. La tecnologia digitale rappresenta il fattore centrale attraverso il quale si può dar vita ai processi di convergenza, dal momento che consente il trattamento integrato (la convergenza appunto) dei diversi contenuti nei diversi formati (audio, video, ecc…). In una prospettiva ancora generale, supporti e strumenti digitali garantiscono processi di gestione, trasmissione e trattamento dei dati effettuati in modo molto più “economico”, efficiente ed efficace di quanto non sia possibile utilizzando sistemi analogici. In generale, infatti, è più semplice gestire, trasformare e diffondere un dato digitale piuttosto che un dato analogico. Il segnale digitale, inoltre, si configura come molto più efficiente e flessibile di quello analogico, dal momento che consente (in relaziona ad un livello di qualità percepita soddisfacente) di trattare la stessa quantità di informazioni contenute in un segnale di tipo analogico, ma in uno spazio più piccolo, con una perdita di qualità nulla e soprattutto senza alcun tipo di vincolo ad uno specifico supporto fisico. Nella società contemporanea, grazie al fenomeno della convergenza e dello sviluppo tecnologico, tutti gli utenti hanno la possibilità di accedere a qualsiasi contenuto (any- content), in qualunque momento (any-time), in qualsiasi posto (any-where) e soprattutto BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 3
  4. 4. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it su qualsiasi piattaforma (any-platform)1. Il fenomeno della convergenza è strettamente legato a quello dello sviluppo tecnologico. «I ritmi della convergenza, dalla sua nascita sino ad oggi, sono stati dettati dall’incalzare delle tecnologie»2. In particolare, nell’ultimo decennio Internet e il Web hanno radicalmente riconfigurato il nostro modo di comunicare e di fruire informazione. Il principale fattore di questa riconfigurazione è rappresentato dall’interattività: la rivoluzione digitale ha trasformato gli utenti, sino a ieri passivi, in utenti attivi, o meglio interattivi. In una prospettiva più generale, la convergenza - insieme allo sviluppo tecnologico della rete e dei nuovi media digitali - comporta non solo radicali trasformazioni per quel che concerne la tecnologia stessa - con le rinnovate logiche e dinamiche di comunicazione e informazione - ma riconfigura inevitabilmente anche il mondo dei servizi, le modalità di lavorare e interagire con e nella società. In altre parole, progresso e sviluppo impattano con decisione sulla vita delle persone, in tutti gli ambiti sociali e professionali. Ed è in questa direzione che esperti e studiosi del settore si interrogano ormai da qualche tempo sul rapporto tra persone e tecnologia. Per anni la tecnologia ha avuto uno sviluppo dis-umano, nel senso che non ha tenuto conto del ruolo dei fruitori, ovvero le persone. Sull’impatto dei progressi tecnologici e della convergenza sulla vita sociale e professionale delle persone già nel 1997 la Commissione Europea è intervenuta con il “Libro Verde sulla convergenza tra i settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo e delle tecnologie dell’informazione e sulle sue implicazioni normative”. Obiettivo del Libro Verde è stato quello di cercare di definire in maniera precisa e puntuale il fenomeno della convergenza, illustrandone effetti ed implicazioni da un punto dei vista sociale, oltre che tecnologico e di comunicazione. «[…] i cambiamenti descritti nel suddetto testo potrebbero migliorare sensibilmente la qualità di vita dei cittadini europei, permettere alle regioni dell’Europa di meglio 1 Ibidem 2 O. Cicchetti, Any content, any time, anywhere, any platform. Il futuro più promettente? Applicazioni e contenuti sul mobile, Atti del convegno “Rethinking the European ICT Agenda”, Roma 27 settembre 2004. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 4
  5. 5. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it integrarsi nel cuore dell’economia europea, rendere le attivit{ produttive più efficienti e concorrenziali sui mercati mondiale e nazionali. La nascita di nuovi servizi e lo sviluppo di quelli esistenti dovrebbero ampliare il mercato mondiale dell’informazione e aprire nuove strade ai cittadini, sfruttando il ricco patrimonio culturale europeo, il suo potenziale innovativo e le sue ambizioni creative.[…]»3. Nel Libro Verde, la Commissione Europea sostiene che l’Europa dovrebbe assimilare i cambiamenti e creare un contesto favorevole al processo evolutivo, al fine di mettere a punto un potente strumento per l’occupazione e la crescita, per una maggiore scelta da parte dei consumatori e per favorire la diversità culturale. «[…] se la società non saprà assimilare i cambiamenti, o se non lo farà con sufficiente rapidità, è molto probabile che, nel mondo del lavoro, i cittadini dovranno usare la corsia “per veicoli lenti”, per andare verso quella rivoluzione dell’informazione che imprese, utenti e politici del mondo intero stanno già affrontando. I politici e i responsabili avranno un ruolo fondamentale nel garantire che tale contesto venga creato, ma al di l{ del quadro normativo che rappresenta l’argomento centrale del Libro verde sarà necessario, come sottolineato nella recente riunione al vertice sull'occupazione, cercare di fornire ai lavoratori europei le conoscenze richieste dalla Societ{ dell’informazione. Bisogner{ continuare a sostenere le attività di ricerca e sviluppo: politici, autorità regionali e locali e istituzioni europee dovranno essere in prima linea, ad esempio adottando le tecnologie e i servizi messi a disposizione dal processo di convergenza»4. Per quanto riguarda la definizione del concetto di convergenza, nel Libro Verde la Commissione Europea aveva accolto una duplice accezione: la prima corrispondente alla 3 “Libro verde sulla convergenza tra i settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo e delle tecnologie dell’informazione e sulle sue implicazioni normative”, Bruxelles, 3 dicembre 1997 4 Ibidem BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 5
  6. 6. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it «capacità di differenti piattaforme di rete di gestire servizi di tipo fondamentalmente simile»5; la seconda corrispondente alla «unificazione di apparecchiature di largo consumo»6 (ad esempio telefono, televisione e computer). Entrambe le definizioni, però, richiamano una descrizione fisico-meccanica della convergenza, ancora troppo legata all’entusiasmo per lo sviluppo e l’incremento di nuovi sistemi tecnologici, piuttosto che a qualcosa di più complesso e comprendente, con risvolti e impatti decisivi per la società, oltre che per il mercato. A riguardo, per completare la definizione del fenomeno proposta dal Libro Verde della Commissione Europea, come sottolineato in precedenza, occorre fare riferimento alla convergenza come a quel processo di ibridazione tra sistemi di trasmissione audio- video di tipo diffusivo, servizi interattivi di tipo Web e differenti piattaforme di fruizione. Si intuisce quindi che, nell’ambito delle tecnologie, stessi sistemi di trattamento e trasmissione diretta dell’informazione utilizzano supporti e strumenti differenziati per veicolare lo stesso contenuto; ciò significa che, in sostanza, uno stesso servizio può essere utilizzato attraverso applicazioni diverse. Al fine di analizzare il fenomeno della convergenza è utile fare riferimento alle varie dimensioni che esso può assumere. In particolare, nel corso del documento si procederà ad indagare i due universi essenziali e imprescindibili della convergenza: le tecnologie e i mercati. 5 Ibidem 6 Ibidem BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 6
  7. 7. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it 1. LA CONVERGENZA TECNOLOGICA La convergenza tecnologica - che riguarda nella fattispecie le reti e i device7 - contribuisce a sviluppare nuovi prodotti e servizi, crea nuove opportunità dal punto di vista della comunicazione, della fruizione di informazioni e del business, definisce compatibilità tra una tecnologia e l’altra attraverso una continua ibridazione tra supporti tecnici e tra modelli operativi e di mercato. In questa direzione Internet, che rappresenta il trâit d’union tra la convergenza delle reti e dei device, si configura come il contesto digitale che i professionisti della comunicazione e gli operatori di business utilizzano con sempre maggiore consistenza e decisione per trattare e veicolare informazione, così come offrire i propri prodotti e servizi. Il rapido e progressivo sviluppo della convergenza è alimentato dalle innovazioni tecnologiche che consentono agli utenti di accedere ad un numero sempre più elevato di servizi, il tutto attraverso infrastrutture e supporti digitali. È in questo contesto che si inserisce con forza il concetto di Triple Play Service, cioè l’offerta congiunta di tre tipi di servizi: video (televisione, quindi video on demand o broadcast), dati (high-speed Internet) e voce (telefono), per mezzo di una sola broadband connection ed in maniera integrata. In un’ottica di Triple Play, quindi, i fornitori di information and communication service sono chiamati a offrire un pacchetto integrato di servizi, perché «i consumatori prediligono il “one stop shop”, cioè un unico interlocutore da cui acquistare tutti i servizi di telefono, voce e dati, per soddisfare le esigenze di comunicazione e intrattenimento»8. Prerequisito per lo sviluppo di questa forma di convergenza tecnologica è la forte e radicata presenza di infrastrutture a banda larga. Senza di esse, infatti, risulterebbe molto difficile trasmettere i canali video in maniera fruibile, soprattutto nella combinazione voce-traffico Internet. Con particolare attenzione al panorama italiano, attualmente la tecnologia è presente, ma non è ancora radicata tanto da consentire di 7 Nel corso del documento sarà dedicato un’apposita sezione al fenomeno della convergenza delle reti e dei device, evidenziandone peculiarità e processi. 8 Cfr., Triple Play: come creare un business convergente”, in “Network World”, su http://www.nwi.it, 17 marzo 2006. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 7
  8. 8. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it affermare che il Triple Play sia diventato a tutti gli effetti uno degli assetti centrali nel mondo comunicazione e della trasmissione di informazioni nel nostro territorio. Inoltre, l’attuazione e la diffusione della banda larga in Italia sembra aver ricevuto una battuta di arresto decisiva nell’ultimo anno, in considerazione dell’intervento dell’attuale Governo che allo stato attuale ha bloccato l’erogazione dei fondi destinati alla costruzione di infrastrutture su tutto il territorio nazionale9. Tuttavia, nonostante il freno allo sviluppo della banda larga, come già accennato in precedenza il Triple Play Service comincia a muovere i primi passi importanti in Italia. Infatti, rispetto alla diffidenza dei consumatori riscontrata fino al 2006, la domanda di tali servizi è cresciuta notevolmente tra il 2008 e il 2009 nel nostro territorio, grazie soprattutto agli investimenti degli operatori del settore e dei fornitori di tali servizi, lì dove il Governo e le istituzioni pubbliche si sono mostrate meno attive. In particolare, negli ultimi anni gli operatori hanno notevolmente migliorato l’offerta commerciale e sensibilmente potenziato e ottimizzato le tecnologie, per facilitare l’accesso degli utenti a servizi Triple Play. Nel dettaglio, infatti, secondo il “Rapporto Western European Convergence Market 2007” - studio realizzato dalla Paul Budde Communication per analizzare le dimensioni della convergenza del mercato dei media nell’Europa Occidentale - già nel 2007 il numero degli abbonati a Triple Play Service in Italia ha raggiunto i 500.000 utenti. Si tratta di un dato destinato a crescere dinamicamente nel 201010. «[…] le aspettative di crescita per questo mercato sono di 3 milioni di nuclei familiari entro il 2010, con un guadagno pari ad un miliardo di euro. Per incontrare le esigenze dei 9 La decisione del Governo è stata ufficializzata il 5 novembre 2009 ed è stata presa nell’ambito di un complesso di interventi di natura economico-finanziaria, finalizzati a fronteggiare l’attuale crisi economica. In particolare, la decisione ha previsto il blocco di circa 800 milioni di euro, fondi stanziati dal Ministero dell’Economia nel giugno 2009 per lo sviluppo di Internet veloce sul territorio. In base alle disposizione ministeriali, gli investimenti per l’attuazione della banda larga in Italia saranno bloccati fino a quando il nostro Paese uscirà dal periodo di crisi economica. 10 Per approfondimenti sul Rapporto, cfr., T. Di Maio, Convergenza del mercato media: Tv contro Internet? Cresce in Europa il digitale terrestre, ma tallonato dall’IPTV, su http:// www.key4biz.it/news, 23 gennaio 2008. In particolare, il Rapporto ha preso in considerazione i seguenti Paesi dell’Europa Occidentale: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 8
  9. 9. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it consumatori, inoltre, i fornitori stanno investendo fino a 4 miliardi di euro nell’implementazione di tali servizi […]»11. In questa prospettiva, come evidenziato dal Rapporto, sebbene la diffusione del Triple Play sia relativamente bassa in Italia rispetto alle altre nazioni europee, il nostro Paese è stato tra i primi ad attivarsi nella direzione dell’accesso ai dati ad alta velocità, con il lancio dell’ADSL2+, primo intervento degli operatori di mercato per lo sviluppo del Triple Play Service nel territorio nazionale. D’altronde, la domanda di tali servizi da parte del mercato italiano offre un enorme potenziale ai fornitori di contenuti, tanto che i due principali operatori (Fastweb e Telecom Italia) hanno largamente investito nel miglioramento dei network. Fastweb in particolare, con il suo investimento di 3 miliardi di euro tra il 2008 e il 2009 per l’espansione della rete, prevede di raggiungere i 2,2 milioni di utenti entro il 201112. 1.1. LA CONVERGENZA DELLE RETI Prima di analizzare il fenomeno della convergenza delle reti, risulta essenziale fornire una definizione di base del concetto di rete. In una prospettiva generale, si può definire una rete come un insieme di mezzi fisici ed apparati di comunicazione connessi tra di loro allo scopo di condividere le risorse fisiche e il software nonchè consentire lo scambio di dati. Più nel dettaglio, è possibile identificare differenti tipologie di reti in base a diverse modalità di classificazione. La prima può essere individuata in funzione dell’origine della tecnologia. In questa ottica, le reti sarebbero una derivazione legata allo sviluppo del comparto dell’informatica, poi di quello delle telecomunicazioni con l’avvento dell’Information and Communication Technology (ICT). Una seconda classificazione riguarda la mobilità del terminale e del supporto di riferimento. In questa direzione, è possibile parlare di rete 11 Ibidem 12 Ibidem BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 9
  10. 10. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it fissa (ad esempio la rete di telefonia tradizionale o le reti di computer aziendali con accesso cablato) e rete mobile (ad esempio le reti con accesso WiFi e le diverse generazioni di cellulari - TACS, GSM, UMTS e HSPDA). Tuttavia, la classificazione più esaustiva risulta essere quella legata all’estensione geografica, ovvero alla dimensione del contesto o sito in cui è possibile accedere alla rete e fruire i servizi erogati. In questa direzione, è necessario distinguere tra: - Reti locali - LAN (Local Area Network). Si tratta di piccole reti di tipo privato (di un’azienda o di un’organizzazione) dislocate su un territorio ristretto. Tali reti sono costituite da computer collegati tra loro all’interno di un contesto fisico delimitato, (una stanza, un edificio o un complesso di insediamenti tra loro vicini). Essendo la dimensione limitata, la velocità di trasmissione di tali reti è elevata e va da 10 Mbps a 1 Gbps; - Reti metropolitane - MAN (Metropolitan Area Network). Le reti MAN trasmettono dati e informazioni all’interno di un’area che corrisponde a quella di una metropoli. Tali reti possono anche essere costituite da più connessioni LAN e sono solitamente realizzate mediante cavi in fibra ottica e tecnologie wireless; - Reti geografiche - WAN (Wide Area Network). Si tratta di reti che collegano computer distribuiti su aree geografiche molto estese. Si possono costituire anche attraverso la connessione di più reti LAN distribuite su ampi territori. Esempi sono le reti di telefonia fissa e cellulare, le reti private aziendali localizzate in più sedi remote. Passiamo ora alla convergenza delle reti. Tale fenomeno rappresenta un processo di razionalizzazione nel quale le reti tendono progressivamente ad unificare le modalità di trattamento di tutti i tipi di segnali, attraverso un regime di piena interoperabilità. Questo tipo di convergenza, quindi, fa riferimento alla capacità delle reti di essere trasparenti rispetto ai servizi da erogare. Un esempio esplicativo per comprendere il fenomeno è quello di Fastweb, che offre la possibilità ai suoi utenti di accedere ai servizi BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 10
  11. 11. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it di Internet, telefonia e video; si tratta di tre differenti tipologie di servizi rispetto ai quali la rete è trasparente, dal momento che vengono veicolati in uno stesso pacchetto differenti tipologie di dati e informazioni. In altri termini, il fenomeno della convergenza delle reti consente ai consumatori di fruire un qualsiasi servizio attraverso l’accesso ad una o più reti contemporaneamente e tra loro integrate. In questa direzione, la progressiva affermazione del fenomeno offre agli utenti rinnovate opportunità dal punto di vista della comunicazione e dell’interazione, sempre più svincolate dal contesto e dall’accesso ad una singola rete. Il processo di ibridazione tra reti, infatti, permette di essere sempre e comunque connessi, “always on”13, con la possibilità di sfruttare tutte le tecnologie di rete disponibili, in maniera coordinata ed integrata. È in questa prospettiva che si parla di hand over verticale e orizzontale. L’hand over orizzontale è un fenomeno che consiste nel passaggio da una cella di una rete alla cella di una stessa rete; fisicamente, ad esempio, il passaggio da un ripetitore ad un altro. È ciò che le persone fanno quando si muovono parlando al cellulare: spostandosi da un’area ad un’altra, passano dalla zona di copertura di un ripetitore alla zona di copertura di un altro ripetitore. L’hand over verticale, invece, descrive il passaggio da un tipo di rete ad un altro tipo di rete. Il fattore fondamentale, nel processo di hand over verticale, consiste nel fatto che la tecnologia sia trasparente rispetto al servizio che offre alle persone. 1.2. LA CONVERGENZA DEI DEVICE In primo luogo è necessario definire il concetto di device. In linea generale, con questo termine si intende un qualsiasi strumento tecnologico che consente ad un utente di accedere ad una rete o ad una infrastruttura, ottenendo un dato input o un dato 13 “Con l’espressione always on si intendono due tipi di connettività: una fisica, che consiste nell’essere sempre connessi alla rete, e una sociologica, che consiste nell’essere sempre connessi alle proprie relazioni personali. Per approfondimenti a riguardo, cfr., B. Lamborghini, S. Donadel, Innovazione e creativit{ nell’era digitale. Le nuove opportunit{ della “Digital Sharing Economy”, Franco Angeli, Milano, 2006. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 11
  12. 12. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it output. Per convergenza dei device si intende la capacità di strumenti tecnologici di gestire servizi di natura diversa, eventualmente veicolati da reti diverse. In altri termini, attraverso questo fenomeno, tecnologie convergenti di natura differente possono convivere all’interno di tecnologia uno stesso device che integra una molteplicità di servizi, il cui accesso in passato era prerogativa di tecnologie e strumenti diversi. Per comprendere al meglio il processo di convergenza dei device è utile fare riferimento allo smartphone, un dispositivo portatile che abbina funzionalità di gestione di dati personali e funzionalità di telefonino nello stesso apparecchio. Lo smartphone può derivare dall’evoluzione di un PDA (Personal Digital Assistant), a cui si aggiungono funzioni di telefono, o viceversa di un telefono mobile integrato con funzioni di PDA. La caratteristica più interessante dello smartphone è la possibilità di installarvi programmi applicativi che aggiungono nuove funzionalità. Questo strumento, dunque, nasce dalla convergenza di alcuni device: un display interattivo, una fotocamera digitale, un modem, dispositivi audio, una tastiera e un sistema GPS. Dalla confluenza di questi device l’utente ha la possibilità di accedere a servizi diversi come telefonare, inviare SMS e MMS, guardare la TV attraverso lo streaming video, navigare sul Web, inviare e ricevere e-mail, utilizzare applicativi Microsoft, ascoltare la radio. Di conseguenza, una tastiera viene utilizzata per digitare un numero telefonico, fare zapping da un canale all’altro, oppure scrivere una relazione. Sullo schermo, invece, è possibile visualizzare il volto della persona che l’utente sta “video chiamando”, la partita di calcio, la mail ricevuta, la rubrica del telefono. 1.2.1 Ubiquitous Computing Uno dei risultati più immediati del processo di convergenza dei device che caratterizza l’attuale società riguarda l’implementazione di una logica informatica in contesti non tradizionalmente legati alla tecnologia. In particolare, applicare una logica BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 12
  13. 13. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it informatica ad alcuni oggetti di uso comune conduce alla creazione di veri e propri strumenti tecnologici, dalle rinnovate potenzialità dal punto di vista della comunicazione e della trasmissione/fruizione di informazioni. Prima dell’avvento della convergenza dei device l’utenza era abituata ad associare gli strumenti tecnologici ai luoghi nei quali si è soliti utilizzarli (ad esempio, è frequente e immediata l’associazione tra il PC e il contesto domestico o lavorativo). Oggi, invece, i computer e i dispositivi informatici escono dai contesti abituali ed entrano nelle cose, tanto che nasce il concetto di ubiquitous computing e si comincia a parlaredi pervasività dell’interazione. Sempre più spesso, infatti, siamo circondati da strumenti che non hanno una logica informatica esplicita, ma al loro interno incorporano supporti tecnici e dispositivi che gliela conferiscono. Questo è uno dei risultati della convergenza: l’applicazione delle tecnologie informatiche sugli oggetti di tutti i giorni. Si assiste, dunque, al progressivo passaggio da un contesto nel quale i device più personali, come il telefono cellulare ed il computer, si caratterizzano come gli unici strumenti di accesso all’informazione, ad un ambiente tecnologico in cui l’informazione è pervasiva e l’informatica è diffusa all’interno di ambienti quotidiani e oggetti di uso comune. Ciò è reso possibile, ad esempio, da sistemi come l’RFID (Radio Frequency Identification), ossia tecnologie in radiofrequenza, grazie alle quali è possibile installare ad un costo bassissimo dei chip sugli oggetti di tutti i giorni14. Altro esempio di applicazione della logica informatica a contesti quotidiani e non immediatamente correlati alla tecnologia riguarda lo sviluppo di cosiddetti smart room e smart clothes, attualmente ipotesi più o meno suggestive che, tuttavia, già nei prossimi 14 “Con questo termine si indicano quelle tecnologie che consentono il riconoscimento a distanza di oggetti, animali e persone sfruttando le onde radio. Un sistema di identificazione a radiofrequenza è costituito da due componenti principali: un trasponder o tag, e un reader. Il tag è l'etichetta che si appone all'oggetto e che contiene tutte le informazioni ad esso relative che lo identificano in modo univoco. I dati, memorizzati in un microchip, possono essere letti grazie a un'antenna che riceve e trasmette i segnali radio da e verso il reader Rfid. Il microchip e l'antenna formano il tag Rfid e sono tenuti insieme su un supporto fisico. Il reader è il dispositivo, fisso o portatile, deputato alla lettura del tag Rfid, in grado di convertire le onde radio del tag in un segnale digitale che può essere trasferito su un computer. Per comunicare fra loro il tag e il reader devono essere sintonizzati alla stessa frequenza.” Per approfondimenti, cf., http://www.rfiditalia.com. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 13
  14. 14. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it anni potrebbero trovare concreta applicazione nella nostra società. Si tratta dell’implementazione di micro-chip, sensori, microfoni e telecamere - nel primo caso in stanze, nel secondo su abiti - che processano e inviano i dati ad altri computer connessi ad un sistema di comunicazione che consente di identificare, riconoscere e localizzare gli utenti. Si tratta soltanto si alcuni esempi, più o meno concretizzabili, di ubiquitous computing, di pervasività dell’interazione, di presenza costante e in qualsiasi ambiente sociale o professionale di strumenti di comunicazione e di trasmissione/fruizione di informazioni. Tuttavia, se in prima istanza la progressiva affermazione della logica informatica in tutti i contesti della quotidianità stimola rinnovate potenzialità di comunicazione e interazione tra gli individui, dall’altra, solleva delicate problematiche e criticità rispetto alle quali la società può non essere ancora preparata. Prima tra tutte l’intrusività di una tale logica informatica, che chiama in causa aspetti etici e sociali, ancor prima che tecnologici. A questo proposito è necessario che l’utenza riconosca e comprenda le proprie esigenze di comunicazione e interazione, affinché siano i bisogni avvertiti a guidare lo sviluppo della tecnologia e non viceversa. Diventa necessario assumere un atteggiamento critico nei confronti delle opportunità tecnologiche, che permetta di analizzare e comprendere in che modo le tecnologie possano produrre impatti positivi e negativi sulla società, sul mercato e sulle aziende. 2. LA CONVERGENZA DEI MERCATI Alla convergenza tecnologica si affianca quella dei mercati. Si tratta di un fenomeno che coinvolge l’intera filiera economica e che porta le aziende a ridefinire vision, competitor e mercati di riferimento. In particolare, i continui mutamenti imposti dall’innovazione tecnologia stimolano e conducono le aziende verso un’integrazione tra diversi settori di business, sia nell’ottica dei servizi e dei prodotti, sia dal punto di vista dei mercati in senso stretto. Si tratta, dunque, di un fenomeno che spinge le aziende anche non tradizionalmente in competizione ad assomigliarsi sempre di più, ad uniformare processi organizzativi, BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 14
  15. 15. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it dimensioni, modalità di gestione e di conduzione manageriale (ad esempio, le aziende di telecomunicazione acquisiscono la visione di mercato propria dei fornitori di contenuti televisivi). In altri termini, la convergenza dei mercati fa tendere le imprese verso una progressiva omogeneizzazione di attività, processi e obiettivi anche se operano in settori di business non immediatamente in competizione tra loro. Nel dettaglio, la convergenza dei mercati vede un’integrazione tra telecomunicazioni (TLC), tecnologie dell’informazione (IT) e i media. Nelle TLC la convergenza stimola lo sviluppo di reti multimediali in grado di trasmettere video con dati, immagini, testi e voce; nel settore delle tecnologie dell’informazione la convergenza dei mercati conduce all’affermazione di reti di computer ad alte prestazioni, che facilitano accesso e consultazione dati ad alta velocità. Infine, il fenomeno della convergenza fa di un classic media come la televisione «un mezzo per la tv interattiva, dove tv intelligente, PC e videotelefono divengano lo stesso terminale di comunicazione»15. In una prospettiva generale, questo tipo di convergenza assume due dimensioni distinte: inter-settoriale (ad esempio TLC-tv, Internet-tv) e intra- settoriale (della quale un esempio emblematico è rappresentato dalla convergenza fisso- mobile)16. «Mentre è chiaro quali siano i settori che formano la vecchia industria ICT, vi sono notevoli difformità nella definizione dei “nuovi” prodotti e dei mercati ICT, “figli della convergenza»17. Tale citazione rileva quanto sia difficile identificare, da una parte, i processi di convergenza in atto nel mercato e tra i relativi settori di business e, dall’altra, i prodotti e i 15 F. Morganti, La convergenza dei mercati e dei servizi, atti del convegno “Convergenza Tecnologica e Società dell’informazione”, Capri 22-27 ottobre 2001. 16 Per approfondimenti a riguardo, cfr., A. Perrucci, La convergenza dei mercati e dei servizi: profili macroeconomici e settoriali, atti del Convegno “Convergenza Tecnologica e Società dell’informazione”, Capri 22-27 ottobre 2001. 17 Ibidem BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 15
  16. 16. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it servizi di mercati tra loro in stretta integrazione18. Diventa dunque essenziale indagare sulle logiche e le dinamiche della convergenza dei servizi e dei mercati in senso stretto. 2.1. LA CONVERGENZA DEI SERVIZI Prima di analizzare il fenomeno, è necessario soffermarsi su una classificazione generale dei servizi, in base a differenti criteri. In prima istanza, è possibile distinguere i servizi in base alla natura delle informazioni trasmesse e trasportate. In questo caso si identificano servizi monomediali e multimediali: - Servizi monomediali. Si tratta di servizi in cui viaggia un solo tipo di informazione. Tra questi vanno annoverati, ad esempio, la voce e gli SMS nel caso del telefono cellulare, una sessione di accesso a Internet, così come il televideo accessibile tramite apparecchio tv; - Servizi multimediali. Sono servizi che trasportano almeno tipologie di informazioni diverse, ma riprodotte in contemporanea. Esempi di tali servizi sono la videoconferenza (in cui sono trasmessi segnali audio, video e dati) e la messaggistica di telefonia mobile MMS, che consente agli utenti di trasmettere messaggi in formato multimediale (immagini, audio, video, testo formattato) tramite una connessione dati. Altra distinzione riguarda i servizi P2P (Person-to-Person) e P2A (Person-to-Application), basata sulla tipologia di interazione attivata. In particolare: 18 Con particolare attenzione ai servizi, ad esempio, il Libro Verde sulla Convergenza della Commissione Europea indica come possibili prodotti “convergenti” il webcasting di programmi radiofonici e televisivi su Internet, la telefonia su IP (Internet Protocol), le e-mail e l’ accesso al Web da telefonia mobile, così come Internet via tv. Viceversa, istituti di ricerca e di consulenza individuano alcune grandi tipologie di prodotti convergenti, come l’intrattenimento on line e off line attraverso il PC, l’info-education on line e off line, insieme alle transazioni elettroniche. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 16
  17. 17. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it - Servizi P2P. Si tratta di servizi che mettono in comunicazione tra loro due o più persone. Un esempio riguarda i servizi di messaggistica istantanea di telefonia mobile SMS e MMS, in cui sia emittente che ricevente sono due individui; - Servizi P2A. Questi servizi mettono in relazione una determinata applicazione e una persona. Un esempio è rappresentato dal servizio di invio di news e informazioni (come meteo e oroscopo) direttamente a uno o più individui, mediante device e infrastrutture di rete. A loro volta, i servizi P2A possono essere suddivisi in due categorie: i servizi distributivi, che vengono erogati a tutti i possibili riceventi, e quelli interattivi, caratterizzati dall’interazione tra l’applicazione ed un singolo utente. Infine, è possibile distinguere i servizi in base alla tecnologia trasmissiva utilizzata. Da questo punto di vista, i servizi possono essere di tipo broadcast, dire termine con il quale si intende la trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi non definito a priori, o di tipo punto-punto, in cui è previsto un meccanismo di interazione diretta tra trasmittente e ricevente. Per convergenza dei servizi si intende la capacità dei servizi stessi di essere trasparenti rispetto alle reti che devono supportarli. Ciò significa che un dato servizio può essere fruito indipendentemente dal fatto che sia veicolato da una rete piuttosto che da un’altra. Un servizio, dunque, si configura come convergente quando può essere fruito attraverso infrastrutture di rete diverse, ovvero quando è possibile accedere ai dati processati e trasmessi indipendentemente dalla piattaforma a disposizione. «I progressi verso le moderne reti con struttura informatica sono stati potentemente influenzati dai fenomeni di convergenza tecnologica. Quello che tuttavia caratterizza oggi giorno le moderne reti, è soprattutto la convergenza dei servizi verso reti di tipo multiservizio in cui l'aspetto “media” diventa di fondamentale importanza, razionalizzando in tal modo BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 17
  18. 18. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it infrastrutture e relativi investimenti e consentendo innovazioni radicali nel nostro modo di comunicare sempre più in forma interattiva»19. 2.2. LA CONVERGENZA DEI MERCATI La convergenza dei mercati è la capacità dei mercati di tendere ad integrarsi anche attraverso quella che viene definita rimodulazione della value chain o catena del valore. Prima di analizzare il processo di convergenza, è utile soffermarsi sul concetto di value chain. La catena del valore rappresenta l’insieme delle fasi e delle attività strategicamente rilevanti per un’azienda, vale a dire in grado di creare valore di mercato (ad esempio, la creazione di prodotti e la fornitura di servizi e infrastrutture, la vendita e la distribuzione finale di prodotti/servizi al consumatore), allo scopo di comprendere l’andamento dei costi e le fonti esistenti o potenziali di differenziazione20. La catena del valore è la metodologia introdotta da Porter negli anni Ottanta, nell’ambito di una complessa teoria di strategia manageriale basata sul sistema del valore, con l’obiettivo di consentire alle aziende di raggiungere un vantaggio competitivo concreto e di lungo termine. Questo modello consente di descrivere la struttura di un’organizzazione come un insieme limitato di processi. Secondo il modello, un’organizzazione è vista come un insieme di 9 processi, di cui 5 primari e 4 di supporto. 19 G. Vannucchi - Presidente dell’AICT (Associazione per la Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni), Convegno “La convergenza nelle reti e nei servizi", Roma, 6 luglio 2006. Per approfondimenti, cfr., http://www.ericsson.com/it/docs/aict.pdf. 20 Per approfondimenti, cfr., S. Campo Dall’Orto, Marketing delle tecnologie. Fare business con l’innovazione, Franco Angeli, Milano, 2007. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 18
  19. 19. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it Figura 1 - La catena del valore Le attività primarie sono quelle che concorrono alla creazione fisica dell’output (prodotti e servizi), al suo trasferimento al cliente e ai servizi pre e post vendita erogati dall’ organizzazione. Tra questi la logistica in entrata ed in uscita, le attività operative, il marketing e le vendite, insieme all’assistenza ai clienti e ai servizi. I processi di supporto, invece, non contribuiscono direttamente alla creazione dell'output, bensì sono necessari per la sua produzione. Si tratta di processi trasversali a tutte le attività aziendali, in grado di sostenere le attività primarie. Tra questi rientrano gli approvvigionamenti, la gestione delle risorse umane, lo sviluppo delle tecnologie e le attività infrastrutturali. Porter ha affermato che non è possibile capire il vantaggio competitivo di un’azienda se la si considera come un tutto unico. Il vantaggio competitivo, infatti, deriva dalle varie attività separate che un’impresa svolge nel progettare, produrre, promuovere e vendere i propri prodotti. Come evidenziato in precedenza, la convergenza dei mercati passa per la rimodulazione della catena del valore. La spinta della tecnologia digitale, infatti, rimodula e rivoluziona le tradizionali attività economiche più strategiche delle aziende. L’evoluzione dell’attuale mercato verso l’economia dell’informazione sta riconfigurando i settori tradizionali o filiere di produzione, insieme alle strutture organizzative aziendali preposte alla gestione dei rapporti con fornitori, intermediari e altri operatori specializzati. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 19
  20. 20. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it Al fine di poter sviluppare e mantenere un vantaggio competitivo sostenibile, le imprese che abitano il contesto della convergenza dei mercati - e che dunque tendono verso una progressiva integrazione di comparti e settori - sono chiamate a riconfigurare le proprie attività produttive, logistiche, commerciali e di gestione delle risorse umane21. In questa direzione, la rimodulazione della catena del valore deve essere continua e dinamica, nel senso che l’impresa “convergente” deve tendere a modificare radicalmente i modelli di business in modo dinamico, adattandoli cioè a condizioni di continuo cambiamento. In particolare, il ridisegno dell’impresa dovrebbe avere come obiettivo quello di far sì che l’impresa stessa diventi il nodo principale d’aggregazione di un ecosistema o network virtuale di imprese, in grado di adattarsi ai rapidi e continui mutamenti del mercato, sfruttando le opportunità della convergenza. «[…] in sostanza si tratta di passare dal concetto di supply chain lineare a quello di supply network non lineare e dinamico, dove vengono riconfigurati continuamente e costantemente i nodi di questa rete. La gestione di sistemi complessi attraverso la rete diviene sempre più fondamentale via via che si estendono le connessioni all’esterno dell’impresa in supply network non lineari ed in condizioni d’adattabilit{ costante ed immediata.[…]»22. 21 Per approfondimenti, cfr., B. Lamborghini, S. Donadel, Innovazione e creativit{ nell’era digitale. Le nuove opportunit{ della “Digital Sharing Economy, Franco Angeli, Milano, 2006. 22 Ibidem, pag. 95. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 20
  21. 21. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it 3. CONVERGENZA E CAMBIAMENTO: OPPORTUNITÀ E MINACCE La convergenza e l’innovazione tecnologica aprono rinnovate opportunità di comunicazione e interazione per gli utenti, nonché nuove possibilità di crescita e sviluppo per le aziende e gli operatori di mercato. Dal punto di vista dei consumatorila connessione e la convergenza di diversi dispositivi, quindi, consente agli utenti di essere always on, nonché connessi ovunque grazie al fenomeno di ubiquitous computing. Ciascun individuo ha la possibilità di poter accedere a qualsiasi tipologia di informazione sempre e comunque. Dal punto di vista delle aziende, l’integrazione dei mercati e la convergenza dei servizi, nel contesto dell’innovazione tecnologica, è in grado di stimolare gli operatori di mercato a fornire prodotti e servizi del tutto innovativi, che si pongono al di fuori delle tradizionali classificazioni, che conducono a rinnovate opportunità di business e che contribuiscono al raggiungimento del vantaggio competitivo. Inoltre, lo sviluppo delle tecnologie ha consentito alle aziende di differenti settori di mercato di sviluppare un’offerta di servizi, denominati VAS (servizi a valore aggiunto) che vanno incontro a bisogni ed esigenze sempre più specifici degli utenti, fino a qualche anno fa impossibili da soddisfare. I VAS rappresentano già una realtà strategica per ogni impresa e per ogni mercato, un nuovo terreno fertile per la crescita e la competizione attraverso l’aggiornamento esclusivo, ampio, competitivo e costante di prodotti e servizi23. Tuttavia, insieme alle opportunità, è possibile rilevare una serie di criticità legate al fenomeno della convergenza e dello sviluppo tecnologico, anche in questo caso sia dal punto di vista dei consumatori che degli attori di mercato. In primo luogo, una criticità rilevante alla luce dell’affermazione sempre più rapida di innovazioni tecnologiche è il mancato allineamento tra la velocità di diffusione delle tecnologie e i tempi di adeguamento della società, della cultura e del mercato alle nuove condizioni create dal progresso tecnologico. In secondo luogo, uno degli aspetti più critici del 23 Per maggiori informazioni, cfr., S. Campo Dall’Orto, Marketing delle tecnologie. Fare business con l’innovazione, Franco Angeli, Milano, 2007. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 21
  22. 22. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it fenomeno della convergenza è legato alla difficoltà sempre più crescente per le imprese di identificare i propri competitor sul mercato. È il caso di Fastweb, che dopo il lancio della tv sul Web da concorrente di aziende telefoniche è diventata al contempo competitor di aziende televisive come Mediaset. «[…] ad esempio, nel momento in cui un utente disdice il contratto Telecom e si rivolge a Fastweb, non perché quest’ultima offra Internet ad un prezzo più basso, bensì perché consenta di vedere la tv, l’azienda Telecom non avr{ più strumenti per gestire questo tipo di concorrenza, se non inserendosi anche lei nel Triple Play). […]. Per citare un altro esempio, si può annoverare la vicenda della Polaroid, che non avrebbe mai immaginato che oggi HP, fino a qualche tempo fa produttrice di toner, stampanti e computer, avrebbe rivoluzionato il settore della fotografia»24. Nella società contemporanea si assiste al consolidamento di un contesto in cui non esiste più la linearizzazione del comparto; infatti, non è più così facile identificare uno specifico settore di mercato, un competitor o un target specifico. Le aziende si stanno espandendo in più porzioni di mercato, andando reciprocamente in conflitto. Diventa sempre più complesso identificare e delimitare la struttura di un mercato. Ad esempio, per quanto riguarda le telecomunicazioni, si tratta di un settore di mercato composto da servizi wireline, ovvero di lunga distanza, i quali, a loro volta, comprendono sia servizi wireless (TIM, Vodafone), sia servizi wireline locali (Telecom, Fastweb, ecc.). Questo mercato oggi assiste ad un’evoluzione sempre più rapida, perché incontra e si fonde con quello dei media, dei contenuti redazionali e dei palinsesti editoriali. Questi due settori generano un unico grande mercato. Ciò significa che le aziende che prima operavano in comparti distinti e ben delimitati - dal punto di vista dei competitor e dei clienti - oggi lavorano in un unico settore, la cui gestione diventa molto più complessa. La convergenza e l’innovazione tecnologica comportano, dunque, per le aziende la necessità di un cambiamento organizzativo radicale. Nelle comunità scientifiche e professionali è presente un generale consenso nell’affermare che il cambiamento 24 Ibidem. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 22
  23. 23. TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE APPLICATE ALL’IMPRESA LAUREA SPECIALISTICA IN COMUNICAZIONE D’IMPRESA PROF. STEFANO EPIFANI stefano.epifani@uniroma1.it organizzativo costituisca una delle principali sfide per le aziende pubbliche e private attive nel contesto della convergenza. È possibile parlare di cambiamento organizzativo come di un processo che porta ad evoluzioni e riconfigurazioni incrementali o radicali, mutamenti più o meno consistenti all’interno dell’azienda e che implica l’attuazione di uno stato di discontinuità rispetto alle caratteristiche preesistenti, sia per quel che concerne le variabili organizzative, sia per le loro reciproche relazioni25. Ciascuna impresa è inserita in un contesto ambientale con variabili sociali, politiche, economiche e tecnologiche. La gestione del cambiamento da parte di un’azienda deve basarsi su un approccio contingente, secondo il quale è necessario trovare soluzioni efficaci che abbiano come obiettivo il raggiungimento di una coerenza tra le variabili interne all’organizzazione e l’ambiente esterno. In uno scenario come quello attuale, caratterizzato dalla convergenza, che si dispiega in tutte le sue forme, e dallo sviluppo tecnologico, un’organizzazione è chiamata necessariamente a monitorare e gestire i continui cambiamenti che si verificano nell’ambiente esterno, per far sì che impattino sull’impresa non come emergenze, bensì come opportunità26. Le aziende dovrebbero operare in sinergia con i mutamenti dinamici esterni per evitare che i cambiamenti all’interno dell’organizzazione si configurino come emergent changes, cioè cambiamenti che nascono spontaneamente e connessi alla necessità di innovare. Sarebbe invece opportuno che l’impresa si configurasse come dinamica e individuasse nello scenario esterno, soprattutto nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo delle IT, concrete opportunity-based changes per la propria organizzazione. Con questa espressione si definiscono i cambiamenti introdotti in modo intenzionale e tempestivo all’interno di un’azienda, al fine di sfruttare a proprio vantaggio i mutamenti del contesto ambientale esterno. 25 Per approfondimenti, M. Ferrante, S. Zan, Il fenomeno organizzativo, Carocci, Roma, 2005. 26 Cfr., M. Trotta, Il cambiamento organizzativo: cos’è e come può avvenire, in P. Di Nicola, Il futuro delle organizzazioni, dispensa della Cattedra di “Sistemi organizzativi complessi e studi di caso”, 2007. BLOG CATTEDRA - http://www.tci09.wordpress.com 23

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