Metodi e Tecniche di Analisi della Comunicazione e dei Processi                              Cognitivi                    ...
INDICE1. Abstract                                    pag. 32. Introduzione e premesse teoriche            pag. 43. Obietti...
ABSTRACTLa ricerca come il luogo di provenienza possa influire sulla gesticolazione di 20 soggetti sottopostiad una serie ...
INTRODUZIONE E PREMESSE TEORICHEComunicare è ciò che facciamo continuamente e il nostro corpo è l’unico mezzo che ci perme...
Con gli anni ’50 si è invece avuto un significativo incremento del numero di ricerche sullacomunicazione non verbale, ma è...
La concezione innatista e la teoria neuroculturaleUn primo contributo intitolato “L’espressione delle emozioni nell’uomo e...
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Un assunto fondamentale che distingue questo paradigma dal precedente è che il comportamentointerpersonale e i suoi signif...
Nel processo comunicativo non verbale intervengono sia il sistema piramidale (area motoria epremotoria) sia il sistema ext...
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PERCORSO DI ANALISIPer quanto riguarda le analisi statistiche, è stato applicato il Test di Mann-Whitney per l’analisi del...
Non è stata riscontrata nessuna differenza significativa tra le parti Non Saliente e Saliente nérispetto al Nord/Sud né ri...
Passando invece all’analisi del contenuto è importante sottolineare l’unica significatività riscontratain merito alla doma...
In riferimento al tradimento invece, le frequenze rispetto alla domanda “Cosa pensi delmatrimonio?” rivelano che esso è pe...
Volendo analizzare in modo critico la nostra ricerca ci si rende conto della carenza di letteraturaspecifica sull’argoment...
BIBLIOGRAFIA•   Andersen; (1998) Researching sex differences within sex similarities: The evolutionary    consequences of ...
•   Ekman e Friesen; (1969) Nonverbal leakage and clues to deception. Psychiatry, 32, 88-105.•   Ercolani A. P., Areni A.,...
•   Paura, B. e M. Sorge. (1988) Comme te l’aggia dicere? Ovvero l’arte gestuale a Napoli. Napoli:    Intra Moenia.•   Pir...
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La comunicazione non verbale: Nord e Sud Italia a confronto

  1. 1. Metodi e Tecniche di Analisi della Comunicazione e dei Processi Cognitivi Stefania Menici Matricola 3405119 Anno Accademico 2007/2008Comunicazione non verbale, matrimonio e tradimento tra Nord e Sud Italia. Gruppo di ricerca: Nord e Sud Italia: un confronto tra comunicazione non verbale, matrimonio e tradimento.Agnese Donati, Michela Favini, Belén Maviglia, Stefania Menici Università Cattolica del Sacro Cuore 1
  2. 2. INDICE1. Abstract pag. 32. Introduzione e premesse teoriche pag. 43. Obiettivi e ipotesi del lavoro pag. 114. Metodi, tecniche e strumenti pag. 125. Percorso di analisi pag. 156. Discussione ragionata pag. 187. Bibliografia pag. 20 2
  3. 3. ABSTRACTLa ricerca come il luogo di provenienza possa influire sulla gesticolazione di 20 soggetti sottopostiad una serie di domande (10 con provenienza Nord Italia e 10 con provenienza Sud Italia).Le interviste semistrutturate, svolte da un’intervistatrice di sesso femminile, vengonovideoregistrate e valutate da tre giudici nel numero di gesti prodotti secondo una griglia divalutazione precedentemente costruita.Si indaga inoltre l’opinione del campione nei confronti di due argomenti: matrimonio e tradimento,le risposte vengono poi sottoposte ad analisi del contenuto.Secondo l’ipotesi sperimentale i soggetti del Sud avrebbero dovuto produrre un numero maggiore digesti dei soggetti del Nord.I risultati non hanno confermato l’ipotesi, né in riferimento alla comunicazione non verbale, nériguardo all’analisi del contenuto, ma hanno permesso di individuare limiti e punti di forzadell’esperimento e di suggerire spunti e riflessioni sulle metodologie impiegate. 3
  4. 4. INTRODUZIONE E PREMESSE TEORICHEComunicare è ciò che facciamo continuamente e il nostro corpo è l’unico mezzo che ci permette dientrare in contatto con il resto del mondo.Non vi è alcun dubbio che nell’uomo il sistema comunicativo apparentemente più importante siaquello verbale. Tale indiscutibile predominanza del sistema verbale ha permeato gli interessidi ricerca fino a pochi anni fa ed ha portato molti autori a trascurare la possibilità di altri sistemicomunicativi, o comunque a considerarli di importanza minore.In realtà oltre allo svolgersi del discorso verbale vi è tutto un altro universo comunicativo cheavviene nella maggior parte dei casi nell’inconsapevolezza degli interlocutori, ma che per moltiversi addirittura ‘dirige’ l’espressione verbale dei contenuti : la comunicazione non verbale.Lo studio della comunicazione non verbale ha radici relativamente antiche: la prima monografiadedicata all’argomento risale al XVII sec. Nel XVIII sec. lo studio di questi fenomeni – e inparticolare del gesto – era considerato un elemento determinante per la comprensione dell’originedel pensiero e del linguaggio, possiamo già infatti risalire a degli studi di Diderot (1751) eCondillac (1756).La ricerca concernente la sfera non verbale era però ancora asistematica, suo unico scopo era quellodi suffragare le innumerevoli teorie filosofiche sull’origine della società.I primi studi autonomi sulla CNV risalgono alla prima metà del ‘900: K. Lorenz (1939) e Eibl-Eibesfeldt (1949). L’approccio è prevalentemente zoologico o biologico.L’importanza di questo campo di studi è andata crescendo nella seconda metà del ‘900,coinvolgendo un numero considerevole di discipline.Anche alcuni studiosi di linguistica si sono interessati all’argomento, come Bloomfield (1933), ilquale afferma che “Il gesto accompagna il parlato ed è soggetto a convenzioni sociali. Tuttavia ilsuo meccanismo è ovvio”.Pike, un altro linguista, sostiene un approccio alla CNV dalla prospettiva della teoria unificata dellastruttura del comportamento umano, secondo la quale, la lingua è solo una fase dell’attività umana enon dovrebbe essere dissociata da altre fasi. Per provare la sua teoria, Pike citò un gioco in cui leparole di una frase erano progressivamente sostituite da gesti. Il gioco descritto dimostra che formenon verbali posso essere strutturalmente integrate con forme verbali.Lo studio scientifico della comunicazione non verbale risale quindi al periodo immediatamentesuccessivo al secondo conflitto mondiale; la prima metà del secolo è stata infatti caratterizzata, tragli altri, da isolati studi sulla voce, l’abbigliamento e il volto. 4
  5. 5. Con gli anni ’50 si è invece avuto un significativo incremento del numero di ricerche sullacomunicazione non verbale, ma è a partire dagli anni ’60 che si è manifestata una vera e propriaesplosione dell’attenzione da parte dei ricercatori psicosociali.Inizialmente la definizione di comunicazione non verbale comprendeva l’intero insieme di “tuttociò che è non verbale”.Questo implicava che sotto l’etichetta di CNV si raccogliessero fenomeni disparati, quali: gestidelle mani e della testa, espressioni facciali, gesti vocali, abbigliamento (Argyle, 1982).Una definizione del genere è intuitivamente troppo vasta, possiamo invece sostenere che si tratti diuna trasmissione intenzionale di informazione da un emittente A a un ricevente B.La classificazione più esaustiva del Comportamento non verbale è di Ekman e Friesen (1969), checlassificano il comportamento non verbale umano secondo sei tratti: • Condizioni esterne; • Rapporto col comportamento verbale associato; • Consapevolezza nell’emissione; • Intenzionalità dell’emissione; • Feedback dal ricevente; • Tipo di informazione veicolata.Secondo i parametri appena elencati, Ekman e Friesen (1976) suddividono il comportamento nonverbale in tre categorie: Atti informativi, se forniscono informazioni riguardo al parlante, ma non sono intenzionali; Atti comunicativi, se sono chiaramente e intenzionalmente mirati a trasmettere un significato al ricevente; Atti interattivi, se tendono a modificare o influenzare il comportamento interattivo del ricevente. 5
  6. 6. La concezione innatista e la teoria neuroculturaleUn primo contributo intitolato “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” scrittonel 1872 da Charles Darwin sostiene che le espressioni del volto veicolano gli stessi stati emotivi intutte le culture, e che queste espressioni si sono sviluppate a causa della loro utilità per lasopravvivenza.Gli psicologi evoluzionisti cercano di individuare gli aspetti universali (innati) della comunicazionenon verbale e a questo proposito sono state individuate espressioni facciali ben definite checorrispondono alle sei emozioni di base (rabbia, paura, felicità, tristezza, sorpresa e disgusto),vengono universalmente riconosciute in culture molto diverse (Ekman e coll 1984, Izard, 1994).La teoria bio-evoluzionista spiega come e perchè pattern di comportamenti si siano evolutidall’inizio dei tempi. Le teorie evoluzioniste non si sono sviluppate con lo scopo di spiegare epredire i comportamenti comunicativi, ma sono animate dalla voglia di capire come lecaratteristiche delle specie cambino e si sviluppino nel tempo. È solo recentemente che ricerche diquesto tipo sono state applicate allo studio della comunicazione non verbale.I concetti chiave che guidano il paradigma bioevoluzionistico rispetto alla comunicazione nonverbale sono 4: 1. tratti ereditari sono passati di generazione in generazione perché garantivano sopravvivenza e successo riproduttivo; 2. l’evoluzione aiuta a spiegare percezioni, preferenze, e comportamenti, inclusi fenomeni quali affiliazione, attaccamento, altruismo, dominanza e sessualità; 3. processi evoluzionisti aiutano a spiegare la somiglianza cross-culturale in queste percezioni, preferenze e comportamenti, senza però sottovalutare l’influenza delle forze ambientali e culturali. L’evoluzione è però la fondamentale e ultima spiegazione del comportamento, rispetto a cultura e ambiente; 4. alcune differenze di genere nella comunicazione non verbale possono essere collegate a processi evoluzionisti come la’ccoppiamento e l’adattamento riproduttivo.Anche se alcuni studiosi hanno difficoltà ad accettare la prospettiva bioevoluzionistica perché laconsiderano troppo deterministica (Andersen, 1998) è difficile negare che la biologia e l’evoluzionenon abbiano un impatto sulla comunicazione non verbale. Evidenze empiriche derivate da studisulle somiglianze cross-culturali nell’espressione delle emozioni e in altri comportamenti nonverbali (Eibl- Eibesfeldt 1989; Fridlund 1994) suggeriscono che i processi evolutivi hanno dato 6
  7. 7. forma al comportamento umano durante i secoli, come dimostrano le ricerche sui bambininell’encoding e decoding di comportamenti vocali e cinesici, indipendentemente dalla cultura(Oster e Ekman 1978).La concezione di Darwin fu ripresa da vari studiosi, tra cui Izard, che ha proposto la teoriadifferenziale delle emozioni, le quali, attraverso l’esecuzione di programmi nervosi innati,producono la configurazione di determinate espressioni facciali e movimenti corporei (Anolli,2006).Ekman fa invece riferimento alla teoria neuroculturale secondo la quale le configurazioni espressivetipiche delle emozioni sono innate ed universali, mentre le differenze culturali sono da ricercarsi in:situazioni che suscitano particolari emozioni e regole che governano l’espressione emotiva. Iltermine “neuro” si riferisce al programma espressivo neuromotorio. Il termine “culturale” siriferisce soprattutto alle “circostanze attivanti” ed alle “regole di esibizione”(intensificazione,attenuazione, neutralizzazione,simulazione, dissimulazione).Un punto critico di questo paradigma è che la genetica è privilegiata rispetto all’ambiente nellaspiegazione del comportamento umano.Il dibattito natura-cultura è oggetto di scontro tra gli studiosi sin dal 1700. Gli evoluzionistisostengono che l’ambiente sia preso in considerazione nella loro visione. Per esempio Simspon eKenrick (1997) precisano che la cultura e la genetica lavorano insieme per fornire le miglioripredizioni del comportamento umano. Tuttavia sostengono anche che le differenze culturalipossono essere spiegate dai processi evoluzionistici perché le persone di varie culture avevanodifferenti opportunità ambientali che hanno permesso loro di sviluppare un certo adattamento.Per questo è difficile falsificare questi approcci. È comunque importante riconoscere il fatto che lecaratteristiche genetiche che erano adattative nel passato possono non esserlo più al giorno d’oggi. Icambiamenti genetici avvengono infatti più lentamente di quelli culturali. Paradigma socioculturaleSecondo questo approccio la comunicazione non verbale è appresa nel corso dell’infanzia al paridella lingua e presenta variazioni sistematiche da cultura a cultura, dal sistema dei gesti e delleespressioni facciali (Anolli, 2006). 7
  8. 8. Un assunto fondamentale che distingue questo paradigma dal precedente è che il comportamentointerpersonale e i suoi significati sono appresi tramite conoscenze sociali o culturali e quindimodificabili.Questo spiega, per esempio, non solo perché i comportamenti e i loro significati cambino molto dacultura a cultura, ma anche perché senza l’accesso alle conoscenze di un’altra cultura le personetrovino spesso le comunicazioni cross-culturali così impegnative.Per questo per capire come le persone apprendono e attribuiscono significati a comportamenticomunicativi si è fatto riferimento alla teoria dell’apprendimento sociale di Bandura (1977) e adapprocci focalizzati sulla costruzione sociale del significato come ad esempio il modello delsignificato sociale di Burgoon e Newton (1991).Centrali in questo paradigma sono due idee: 1. la maggior parte della comunicazione non verbale è appresa, piuttosto che innata; 2. la maggior parte del significato della comunicazione non verbale è un prodotto di un’influenza socio-culturale. Questo paradigma sembra avere una validità di facciata perché è un approccio che possiamo riscontrare nel modo di vivere la quotidianità delle persone.Queste posizioni corrono il rischio di cadere in una forma radicale di relativismo culturale,difficilmente sostenibile e oggi non più seguita (Anolli, 2006). Interdipendenza fra natura e culturaConsiderate separatamente queste due teorie forniscono dettagliate ma incomplete spiegazioni deifattori che influenzano la comunicazione non-verbale. Tenuto conto invece di una prospettivaintegrata offrono invece una cornice teorica più ricca e comprensiva: la biologia e l’ambientesociale interagiscono insieme, e questo permette di superare i limiti dei due paradigmi.Oggi è diventata dominante fra gli studiosi la prospettiva dell’interdipendenza tra natura e culturanell’origine e nella conformazione della CNV. Le strutture e i processi neurofisiologici condivisi inmodo universale a livello di specie umana sono organizzati in configurazioni differenti secondo leculture di appartenenza (Anolli, 2006). 8
  9. 9. Nel processo comunicativo non verbale intervengono sia il sistema piramidale (area motoria epremotoria) sia il sistema extrapiramidale (situato nel corpo striato e nel tronco encefalico).Questi agiscono in modo coordinato e sincrono attraverso circuiti funzionalmente interconnessi emeccanismi interdipendenti che facilitano o inibiscono l’attività dei motoneuroni per l’esecuzione egli aggiustamenti progressivi dei movimenti volontari, nonché per l’influenza sulle reazioni motorieautomatiche o semivolontarie che accompagnano tali movimenti (Anolli, 2006).Si integrano così processi automatici e volontari. Quindi la comunicazione non verbale non esuladal controllo dell’attenzione e della coscienza, la variabilità del grado di controllo e dellaconsapevolezza è situata su un continuum neurofisiologico.Questo determina la plasticità della CNV che permette l’apprendimento, ad esempio nei gesti, inuna modalità simile a quella che si realizza per il linguaggio.Per quanto riguarda le predisposizioni genetiche, esse sono declinate secondo linee e proceduredistinte e differenziate che conducono a modelli comunicativi diversi e, talvolta, assai distanti traloro a livello non verbale (Anolli, 2006).Ad esempio nelle società latine la manifestazione delle emozioni è incoraggiata e sostenuta in baseal principio della spontaneità e naturalezza. Si tratta infatti di culture della parola e della vicinanza.Passiamo quindi a definire cosa sia o meno la gestualità, essendo questo il fenomeno al quale siamopiù interessati, A. Kendon (2005) afferma che “la parola gesto è utilizzata come etichetta perquell’insieme di azioni visibili che i riceventi percepiscono come governati da un intentocomunicativo chiaro e riconosciuto.[…] Tuttavia, se il termine gesto si riferisce a tutti i movimentiil cui intento comunicativo è chiaro e manifesto, la definizione risulta troppo vaga.”Sempre Kendon (2005) definisce la gesticolazione: l’insieme dei gesti che co-occorrono col parlatoe sembrano avere una stretta relazione con una frase o parte di essa. L’opinione degli studiosi non èchiara sul fatto se considerare i movimenti della testa come gesti: Cassell et al. (1994) definisce imovimenti della testa per “sì” e “no” movimenti facciali, anche se esprimono significati chiari eampiamente condivisi, Morris (1977) li definisce invece – genericamente – segnali.Secondo i principi della semiotica un segnale si può definire come un qualsiasi fenomeno chefornisca informazioni al ricevente, il termine segnale, quindi, non implica intenzionalità.Ma i movimenti della testa che hanno un significato chiaro e condiviso, nonché arbitrario (ad es. imovimenti per “sì” e “no” e la forma di saluto) sono da considerarsi gesti a tutti gli effetti.Questi sono solo alcuni esempi rispetto alle vaste e differenti ricerche nel settore, prendendo adesempio un indicatore che abbiamo considerato, quale la bocca, che abbiamo distinto per lavalutazione in sorriso, angoli giù e altro, rifacciamoci al sorriso: si tratta di uno dei segnalifondamentali della specie umana e, a livello filogenetico, costituisce un’omologia dell’espressione 9
  10. 10. facciale delle scimmie, consistente nel “mostrare i denti in silenzio” (silent bared-teeth face); inambito umano non è un segnale uniforme ed univoco, ma copre una gamma estesa di fenomeniassai diversi tra loro. Ekman (1985) ha individuato 19 configurazioni diverse di sorriso: abbiamoutilizzato nella ricerca sorriso spontaneo (o sorriso Duchenne) ce riguarda il volto intero, e il sorrisosimulato (o sorriso non-Duchenne) che consiste nell’attivare solo i muscoli zigomatici della parteinferiore del volto (Anolli, 2006).Avendo citato alcuni fenomeni comunicativi della comunicazione non verbale possiamo dunquearrivare a dare una definizione che sia onnicomprensiva: ”Insieme di diversi fenomeni e processicomunicativi che vanno dalle qualità prosodiche e paralinguistiche della voce, alla mimica facciale,ai gesti, allo sguardo, alla prossemica e all’aptica, alla cronemica per giungere alla postura,all’abbigliamento, al trucco” (Anolli, 2006).Descritti i contributi teorici più importanti passiamo dunque a descrivere il passaggio successivo nelnostro percorso di ricerca.L’interesse verso la comunicazione non-verbale è venuto incontro ad una nostra curiosità personale,determinata dal luogo comune secondo cui gli Italiani provenienti dal Sud Italia gesticolino piùdegli Italiani provenienti da Nord.A livello di ricerche in letteratura prese in considerazione, è stato studiato e preso ad esempio unlavoro di Ricci Bitti del 1976.Lo studioso indaga esattamente il nostro stesso costrutto, e cioè la comunicazione non verbale,ipotizzando appunto una differenza significativa nel numero di gesti emessi tra soggetti del Nord edel Sud, e in particolare, i risultati confermano la direzionalità da lui ipotizzata: i soggetti del Sudproducono un numero totale superiore di gesti, e un numero significativamente maggiore di gesti diautocontatto (gesti ad attori: hand-to-face).Per quanto riguarda la metodologia il campione di Ricci Bitti è composto da 16 soggetti maschi, inparticolare si tratta studenti retribuiti con un età compresa tra i 20 e i 24 anni.I soggetti erano sottoposti a 4 interviste di 3 minuti su diversi argomenti. Due di queste intervisteerano effettuate da un collaboratore di sesso maschile e due da uno di sesso femminile.Il criterio di definizione per categorizzare Nord e Sud Italia è stato cercato su varie fonti. Abbiamotrovato testi che documentano l’origine storica di questa distinzione risalenti all’ XI Sec. (Pizzi,Marascio, Mastronardi, 2007): lo spartiacque geografico scelto arbitrariamente per dividere Nord eSud era lo Stato Pontificio.Kendon (2005) cita un manuale tedesco del 1500 in cui gli abitanti del Sud Italia venivano descritticon una grande propensione alla gestualità. Sempre lo stesso autore cita poi un trattato sui dialetti diNapoli dove, si diceva che i napoletani faccessero un “uso spettacolare del corpo”. 10
  11. 11. Citiamo inoltre una distinzione tra culture di contatto e di non-contatto (Contarello, 1980), nelparticolare le culture latine e arabe vengono classificate come culture del contatto.Riguardo all’analisi del contenuto, avendo deciso di indagare la posizione dei nostri soggettiriguardo a temi quali il matrimonio e il tradimento, abbiamo svolto delle ricerche sulla base di datiIstat (dati rilevati sul biennio 2004-2005, ma pubblicati nel 2007), in particolare:Area Tasso matrimoni ogni 1000 Tasso divorzi ogni 1000 abitanti abitantiNord 4,9 4Sud 3,8 1,8Prendiamo dunque il tasso di divorzi come indicatore surrogato del tradimento, in quanto una dellepossibili cause dello stesso. OBIETTIVI E IPOTESI DI LAVOROViste queste premesse la nostra ricerca ha due obiettivi: prima di tutto analizzare la comunicazionenon verbale in una prospettiva culturale, in particolare su soggetti la cui provenienza sia Nord o SudItalia.In secondo luogo ci proponiamo di indagare le opinioni del nostro campione riguardo a dueargomenti, nel dettaglio matrimonio e tradimento.È quindi una ricerca che, partendo da un interesse verso la comunicazione non verbale passa poi adindagare anche la sfera del verbale.Più specificatamente infatti le nostre ipotesi vanno in questa direzione: ipotizziamo infatti che siripetano i risultati della ricerca di Ricci Bitti e quindi che ci sia una differenza significativa nelnumero di gesti, in particolare la direzionalità di questa nostra ipotesi alternativa (H1) è che vi siauna quantità di gesti significativamente maggiore nei soggetti provenienti dal Sud Italia.Ipotizziamo anche una differenza di genere nel numero dei gesti emessi.In riferimento invece al secondo obiettivo della nostra ricerca supponiamo che le opinioni riguardoa matrimonio e tradimento si differenzino in relazione alla provenienza dei nostri soggetti. 11
  12. 12. METODI, TECNICHE E STRUMENTIPer descrivere il nostro campione possiamo dire che è composto da 20 soggetti con età compresa trai 19 e i 25 anni, di ambo i sessi, la cui provenienza varia nell’ordine di Nord/Sud Italia . Neldettaglio si tratta di 9 maschi e 11 femmine, e, ancora più specificatamente, di 6 maschi provenientidal Nord Italia, 3 maschi dal Sud Italia e 4 femmine provenienti dal Nord Italia e 7 femmine dal SudItalia, quindi 10 soggetti Sud e 10 Nord.È stata creata un’intervista strutturata facendo in modo che la prima parte servisse comeintroduzione rispetto alla seconda, in cui c’erano le domande che ci interessavano per l’analisi delcontenuto. Dividiamo quindi per comodità riguardo all’analisi dei gesti e del contenuto, l’intervistain due parti, la prima, non saliente con domande appunto generiche e introduttive, e la seconda,saliente, con domande specifiche su matrimonio e tradimento.Nel dettaglio:NON SALIENTE Presentati, dì come ti chiami, quanti anni hai, da dove vieni Cosa studi? Ti piace? Credi che continuerai con questo tipo di studi? Perché? Che lavoro ti piacerebbe fare? E per fare questo ti piacerebbe rimanere a vivere a Milano? Ti piace Milano? E lo stile di vita milanese? E i milanesi?SALIENTE Nel futuro ti vedi sposato o convivente? Credi che il matrimonio ai nostri giorni sia un valore importante? Perché? Dimmi tre parole che associ all’idea di matrimonio In che ordine metteresti: AMORE, SESSUALITA’, FEDELTA’ e COMUNANZA DI INTERESSI in un rapporto di coppia? Se dico tradimento a cosa pensi? 12
  13. 13. Pensi sia peggio essere traditi o tradire? Perché? Le prime tre cose che ti vengono in mente pensando al concetto di tradimento.Seguendo soprattutto indicazioni teoriche che fanno riferimento a Ekman e scegliendo gli indicatoriche sembravano più pertinenti agli obiettivi della ricerca abbiamo creato una griglia di valutazionedei gesti, che possiamo così descrivere: • Sguardo : interlocutore; su; giù; lato • Bocca : sorriso simulato; sorriso spontaneo; angoli giù; altro • Busto : spostamento • Spalle : alza/abbassa • Autocontatto : volto-capelli-collo; arti superiori; arti inferiori • Eterocontatto (presenza) • Automanipolazione : volto-capelli-collo; arti superiori; arti inferiori • Eteromanipolazione (presenza) • Chiusura : braccia; gambe • Apertura : braccia; gambeÈ stata poi creata successivamente, sulla base dei pareri dati dai soggetti, una griglia di rilevazioneper avere dei criteri di classificazione delle risposte per procedere all’analisi del contenuto.Come setting viene quindi allestita la sala regia di Via Nirone dove è disponibile uno specchiomonodirezionale in modo da avere il miglior utilizzo possibile delle telecamere a circuito chiuso, lequali sono puntate solo sul soggetto e non sull’intervistatore, e in particolare una è direttaall’osservazione del volto, mentre una seconda consente di visualizzare l’intera figura.Tra l’intervistatore e l’intervistato viene posta una scrivania, per permettere all’intervistatrice unaminima libertà di movimento senza essere vista (sempre per non influenzare il non verbale), e percreare una distanza fisica concreta tra i due attori.L’intervistatrice ha il compito di mantenere un atteggiamento costante a livello di non verbale, inmodo da eliminare il più possibile questa variabile interveniente e sceglie di mantenere un livellominimo di gesticolazione ed espressività facciale.L’intervista non ha una durata temporale prestabilita, i soggetti hanno la possibilità di rispondereimpiegando tutto il tempo di cui necessitano, e per facilitare un’interazione spontanea e il piùnaturale possibile viene ideata una consegna sperimentale che possa appunto garantire risultatiattendibili e materiale abbastanza ricco da condurre poi un’analisi del contenuto. È inoltre 13
  14. 14. opportuno sottolineare l’inganno di fronte al quale venivano posti i soggetti: non veniva lororivelato il vero scopo della ricerca, come dimostra la consegna sperimentale:UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORELaboratorio di Psicologia CognitivaSede di Milano, Via Nirone 15Buongiorno, sta per partecipare a un’intervista che si propone di conoscere la vita dei giovaniche vivono o studiano a Milano e le loro idee sul futuro: è importante che rispondasinceramente alle domande che le verranno poste, sentendosi libero di esprimere qualsiasipensiero.Grazie per la collaborazioneI soggetti erano accompagnati nell’aula, veniva loro detto di accomodarsi e di leggere la consegna,scritta su un foglio poggiato sulla scrivania. Al termine della lettura faceva il suo ingresso la nostraintervistatrice.I materiali utilizzati per l’analisi della comunicazione non verbale sono dunque le videoregistrazionidelle interviste realizzate in Via Nirone, le quali sono state visualizzate da tre esaminatori diversiper fare successivamente una media delle valutazioni, facendo infine il rapporto della mediaottenuta con l’unità di tempo, sia per la parte Non Saliente che per la parte Saliente. I dati ottenutivengono inseriti in Excel e successivamente elaborati tramite il programma statistico SPSS.Infine in riferimento all’analisi del contenuto consideriamo le trascrizioni delle risposte dei soggettialla parte saliente dell’intervista.Per quanto riguarda il disegno sperimentale e quindi la descrizione delle variabili sperimentaliriconosciamo, come variabili indipendenti: Provenienza dal Nord o dal Sud Italia GenereE come variabili dipendenti: Numero di gesti emessi durante l’intervista Atteggiamento nei confronti del matrimonio e del tradimento 14
  15. 15. PERCORSO DI ANALISIPer quanto riguarda le analisi statistiche, è stato applicato il Test di Mann-Whitney per l’analisi delnumero dei gesti emessi in relazione alle variabili indipendenti: provenienza (Nord/Sud) e genere.E, sempre in riferimento a queste due variabili abbiamo applicato un’ ANOVA a misure ripetute percogliere un’eventuale differenza tra la parte Saliente e Non Saliente dell’intervista.L’analisi del contenuto è stata svolta, dopo ricerche sulle differenti metodologie e sul significatodella stessa (Losito, 1993), tramite Tavole di contingenza e Chi-quadrato per valutare le seguentidomande rispetto sempre naturalmente alle variabili Nord/Sud e genere: – Sposato o convivente – Il matrimonio è ancora un valore importante – Cosa pensi del tradimento – È meglio tradire o essere traditiÈ stata eseguita poi un’altra ANOVA a misure ripetute per analizzare le risposte alla domanda inrelazione a Nord/Sud e genere: – Metti in ordine Amore, Sessualità, Fedeltà e Comunanza di interessiÈ necessario specificare che dopo varie “discussioni” è stato deciso di considerare le 4 categoriecome sottolivelli di un’unica variabili, chiamata “scelta”.Sono poi state effettuate varie analisi statistiche descrittive.Come risultati, in merito ai gesti, abbiamo ottenuto un’unica significatività, e in particolare indirezione esattamente opposta rispetto alle nostre ipotesi di partenza rispetto all’influenza dellavariabile provenienza: è infatti emerso una significatività nel numero di gesti di autocontatto viso-collo-capelli nella parte Saliente dell’intervista, rispetto ai soggetti del Nord (Sig .029, U .000).Non è emersa invece nessuna significatività rispetto alla variabile indipendente genere. 15
  16. 16. Non è stata riscontrata nessuna differenza significativa tra le parti Non Saliente e Saliente nérispetto al Nord/Sud né rispetto al genere, mentre è emersa una differenza significativa nel numerototale dei gesti rispetto alla parte Saliente/Non Saliente dell’intervista: maggior numero di gestitotali nella parte Non Saliente: – Sguardo interlocutore (Sig .000, F 20,372) – Sguardo giù (Sig .042, F 4,777) – Sorriso simulato (Sig .023, F 6,196) – Bocca altro (Sig .020, F 6,566) 16
  17. 17. Passando invece all’analisi del contenuto è importante sottolineare l’unica significatività riscontratain merito alla domanda: “Sposato o convivente?”. In particolare i soggetti del Sud hanno risposto“sposato” un numero di volte significativamente maggiore rispetto ai soggetti del Nord (Sig .029,Chi2 5,495). Anche qui non è stata riscontrata nessuna significatività rispetto alla variabile genere.L’analisi delle frequenze mostra che l’ordine generale di importanza rispetto agli item proposti èstato: Amore(1,450 ; IC95% 1,08-1,81), Fedeltà(2,450 ; IC95% 1,94-2,95), Comunanza diinteressi(2,900 ; IC95% 2,39-3,40), Sessualità(3,200 ; IC95% 2,87-3,52).Sempre rispetto all’analisi del contenuto emerge una significatività sul totale del campione rispettoalla posizione assegnata alle 4 possibili risposte: In particolare abbiamo rilevato differenzesignificative tra: Amore e Sessualità ( Sig .000; F 76,034), Amore e Fedeltà unita a Comunanza diInteressi (Sig .001; F 17,873). Dato che Fedeltà e Comunanza di interessi avevano valori medisimili, li abbiamo uniti in ununica variabile che abbiamo usato per dei confronti in modo davalutare a quale sottolivello fosse attribuibile la significatività: è quindi risultata essere l’Amore.Per quanto riguarda le statistiche descrittive, è risultato che il matrimonio risulta un valoreimportante per il 90% del nostro campione. Dal campione totale delle risposte ottenute alladomanda “3 concetti vicini al matrimonio” abbiamo ricavato 7 categorie tematiche con le seguentifrequenze: Famiglia(60%), Amore(50%), Sentimenti Positivi(45%), Futuro(35%), Dovere(25%),Sentimenti Negativi(10%), Sessualità(10%). 17
  18. 18. In riferimento al tradimento invece, le frequenze rispetto alla domanda “Cosa pensi delmatrimonio?” rivelano che esso è percepito in modo totalmente negativo dal 55% dal nostrocampione, in una possibile scelta tra totalmente negativo, negativo con comprensione o accettabile.Inoltre dal campione totale delle risposte ottenute alla domanda “3 concetti vicini al tradimento”abbiamo ricavato 4 categorie tematiche con le seguenti frequenze: Sentimenti negativi (80%),Espressione concetto(50%), Valori etici(40%), Conseguenze(15%). DISCUSSIONE RAGIONATAEsaminando dunque i dati raccolti, è subito evidente come i risultati da noi raggiunti nonconvalidino le conclusioni della ricerca cui ci rifacevamo di Ricci Bitti (1976): l’autocontatto viso-collo-capelli nella parte Saliente è significativamente maggiore nei soggetti che provengono dalNord. Le cause di questa disconferma possono essere sia le parziali differenze metodologiche (Leinterviste erano 4 su 4 argomenti diversi, a tempo limitato ed svolte da 2 intervistatori di sessomaschile e 2 di sesso femminile); oppure alla distanza temporale tra i due studi. Non è infatti dasottovalutare il diverso contesto nel quale ci troviamo oggi rispetto agli anni ’70-’80, i cambiamenticulturali che possono essere occorsi, la multiculturalità della nostra società e il fatto che il nostrocampione fosse composto sì da studenti provenienti dal Sud, ma che vivono per la maggior partedell’anno, da un tempo che varia da uno a tre anni, a Milano.Sguardo Interlocutore, Sguardo Giù, Sorriso Simulato e Bocca Altro sono i 4 gesti che hanno avutouna differenza rispetto alle parti Non Saliente e Saliente ma indipendentemente dal Genere e dallaProvenienza. Tre di questi con valori maggiori nella parte Non Saliente.Crediamo che questo possa essere dovuto o ad un effetto familiarità con l’ambiente: con il passaredei minuti il soggetto potrebbe essersi abituato alla situazione e aver familiarizzato con il nuovoambiente, inoltre nella parte Saliente l’argomento era più rilevante ai fini personali e più specifico.Dalle nostre analisi descrittive risulta che il matrimonio è ancora un valore importante per lamaggior parte dei soggetti, in particolare per i soggetti del Sud appare chiara una forte preferenzarispetto alla convivenza. Il concetto associato al matrimonio più nominato è la famiglia, con ben il60% di preferenze.Inoltre in un rapporto di coppia l’Amore è considerata la variabile più importante mentre la menoimportante è risultata essere la Sessualità.Il tradimento è visto come totalmente negativo da più della metà dei soggetti, e in riferimento adesso i Sentimenti Negativi sono stati il concetto più nominato.Rispetto alle nostre ipotesi iniziali il genere si è rivelato ininfluente in tutte le analisi effettuate. 18
  19. 19. Volendo analizzare in modo critico la nostra ricerca ci si rende conto della carenza di letteraturaspecifica sull’argomento, il nostro campione è relativamente piccolo (20 soggetti) e costituito soloda studenti, nello specifico poi, i nostri soggetti del Sud vivono al Nord per motivi di studio.Potrebbe inoltre esserci un effetto desiderabilità sociale (dare risposte più socialmente accettabili), orisposte superficiali.Oltre a ciò potrebbe esserci stato da parte nostra un effetto aspettative nel conteggio dei gesti, inquanto mentre visualizzavamo i filmati eravamo a conoscenza della provenienza dei soggetti.Infine sarebbe possibile un effetto Hawthorne: chi sa di essere osservato cambia il proprio modo dicomportarsi per il semplice fatto di essere osservato.A livello di analisi statistiche ci siamo poi rese conto della scorrettezza nell’applicazione delmodello ANOVA a misure ripetute rispetto alla domanda “Metti in ordine di importanza Amore,Sessualità, Fedeltà e Comunanza di interessi” : risulta infatti inesatto l’utilizzo di quest’analisi avariabili qualitative, poiché improprio calcolarne la media.Naturalmente riscontriamo anche dei punti di forza: innanzitutto l’originalità dell’argomentoaffrontato, la neutralità dell’atteggiamento dell’intervistatrice e la costanza della stessa (differenzarispetto ala lavoro di Ricci Bitti). Abbiamo inoltre imparato a coordinarci a livello di gruppo diricerca, e appreso l’utilizzo di nuove tecnologie, strumenti, procedure, e metodologie, tuttecompetenze che non avremmo potuto acquisire ad un determinato livello se non attraverso lapratica.Alla luce dei limiti e dei punti di forza siamo in grado di suggerire degli spunti e fornire dei consiglinel caso si volesse ripetere questa ricerca nel futuro.Innanzitutto suggeriamo la ricerca di un metodo per standardizzare le interviste in modo che i datiottenuti da ricerche condotte in luoghi e da gruppi diversi potrebbero essere più facilmenteconfrontabili.Sarebbe inoltre utile che intervistatori e collaboratori in sala regia fossero diversi dai valutatori, perevitare un possibile effetto di aspettative. 19
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