Comunicazione e società 2009

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Comunicazione e società 2009

  1. 1. Stefano Cugini
  2. 2. Niklas Luhmann (1927-1998) un sistema è un complesso di componenti omogenee connesse le une alle altre e distinto dall’esterno, cioè dal suo ambiente Un sistema è caratterizzato dalla capacità di produrre e riprodurre esso stesso gli elementi che lo costituiscono , attraverso operazioni generate da altre operazioni dello stesso tipo. Tutti i sistemi possono produrre sempre e solo un unico tipo di operazione . In base al l’operazione prodotta si identifica il tipo di sistema . SISTEMI ORGANICI (O BIOLOGICI) l’operazione specifica di questo sistema è la riproduzione cellulare - VITA . Le cellule sono prodotte e riprodotte sulla base di altre cellule dello stesso tipo. Quando cessa questa operazione, cessa il sistema. SISTEMI PSICHICI (O COSCIENZE) , riproducono se stessi per mezzo dei pensieri - COSCIENZA ; La COSCIENZA è da intendersi come FORMA DI ATTENZIONE, distinzione tra la SENSAZIONE, che è propria dei sistemi organici (vista, udito,…) e PERCEZIONE che caratterizza invece i sistemi psichici. la percezione è un fatto di coscienza (io so di vedere – percezione/l’occhio vede e basta – sensazione)
  3. 3. <ul><li>SISTEMI SOCIALI - SOCIETÀ , </li></ul><ul><li>la società è un sistema di “ ordine superiore ” , che non ha nulla a che fare né con i corpi né con le menti, non riproduce cellule o atti di coscienza </li></ul><ul><li>L’operazione specifica della società è quella di riprodurre COMUNICAZIONE . </li></ul><ul><li>I sistemi psichici (le menti) pensano, ma non comunicano </li></ul><ul><li>se così fosse non servirebbe comunicare e non esisterebbero sistemi basati sulla comunicazione </li></ul><ul><li>I sistemi biologici (i corpi) non comunicano, ma vivono. </li></ul><ul><li>SOLO LA COMUNICAZIONE AGISCE DA GENERATORE D’ALTRA COMUNICAZIONE </li></ul><ul><li>Tutte le comunicazioni sono caratterizzate da un riferimento in parte esplicito alle comunicazioni alle quali si connettono, così come da anticipazioni di possibili comunicazioni che ad esse si collegheranno . </li></ul><ul><li>Se definiamo uomo la sintesi di coscienza (sistema psichico) e di corpo (sistema organico) allora possiamo dire che LA SOCIETÀ – NON È COSTITUITA DA UOMINI . </li></ul><ul><li>La comunicazione presuppone il concorso di un gran numero di coscienze (e quindi di corpi) ma come unità non appartiene ad alcuna coscienza singola (e a nessun corpo). </li></ul><ul><li>L’uomo può non comunicare e non per questo cessa il sistema biologico o quello psichico </li></ul><ul><li>SENZA COMUNICAZIONE NON ESISTE SOCIETÀ </li></ul><ul><li>Il confine della società è dato dalla presenza o meno di comunicazione. </li></ul><ul><li>Non si parla di confini geografici, linguistici, biologici. </li></ul>
  4. 4. La comunicazione è la trasmissione di informazioni tra un emittente e un ricevente attraverso un determinato canale. (teoria MATEMATICA della comunicazione) Per i teorici dei sistemi sociali non è corretto parlare di trasmissione poiché niente viene ceduto, di fatto non si può parlare propriamente nemmeno di un emittente da un lato e di un ricevente dall’ altro lato . La comunicazione è: un’ attività cognitiva in quanto è collegata al pensiero e all’intenzionalità - tramite la comunicazione esprimiamo i nostri pensieri ed opinioni. un’ attività relazionale in quanto prevede l’interazione con gli altri ed il contatto sociale. un’ attività partecipativa in quanto implica la condivisione con gli altri di segni, significati e l’accordo sulle regole che determinano la struttura sintattica.
  5. 5. la Comunicazione nasce dalla partecipazione di almeno due sistemi psichici ed è la sintesi di tre componenti : EMISSIONE o ATTO COMUNICATIVO (qualcuno vuol dirmi qualcosa…) La comunicazione deve poter essere attribuita a qualcuno: non posso rispondere a una domanda se non individuo chi l’ha posta, non posso obiettare se non so chi ha espresso un certo giudizio e così via. l’atto comunicativo è diverso dal comportamento, implica la volontà di comunicare qualcosa INFORMAZIONE – contenuto della comunicazione (veicolata da un atto comunicativo o azione) Si comunica sempre qualcosa, anche quando si comunica che non si vuole comunicare. L’informazione ha senso non solo in quanto ha in se stessa un determinato significato, ma anche perché non è altre informazioni. Si può comunicare su tutto, ma non contemporaneamente. COMPRENSIONE (comprendo che il mio interlocutore vuol dirmi qualcosa…) la comprensione è il momento in cui distinguo l’atto del comunicare dall’informazione. Se non comprendo che qualcuno ha cercato di comunicarmi qualcosa, non è data comunicazione e quindi non esiste alcuna realtà sociale .
  6. 6. COMPRENSIONE IN SENSO STRETTO (qualcuno <alter> comunica – io <ego> comprendo) INCOMPRENSIONE o FRAINTENDIMENTO (alter comunica – ego capisce la volontà di comunicare di alter ma ne altera il significato NON COMPRENSIONE (alter comunica – ego capisce la volontà di comunicare di alter ma non il significato) la comunicazione dipende dal riconoscere in qualcuno (alter) la volontà di comunicarmi qualcosa (ego) indipendentemente che questo evolva in: L’ informazione “oggi piove” non è di per se comunicazione. La comunicazione è realizzata solo se viene compresa. Se sono comprese l’informazione (“oggi piove”) e la volontà dell’interlocutore (che lo dice per es. per invitarmi a prendere l’ombrello). Se non c’è questa comprensione, non si può osservare comunicazione : Qualcuno fa un cenno con la mano ed io continuo a camminare indifferente perché non ho compreso che il cenno era un saluto.
  7. 7. <ul><li>Gli attori della comunicazione (si mettono uno nei panni dell’altro, si scambiano i ruoli , anticipando vicendevolmente i contenuti della comunicazione. </li></ul><ul><li>Io e l’altro interagiamo ; </li></ul><ul><li>Alter ed Ego interagiscono – si crea la figura di ALTER/EGO . </li></ul><ul><li>Chi comunica (alter) capisce che sta comunicando e si prepara a comprendere la risposta di chi ascolta. </li></ul><ul><li>Chi comprende (ego) sa che prima o poi potrà comunicare a sua volta (diventando Alter) e quindi deve decidere se: </li></ul><ul><ul><li>accettare la comunicazione rispondendo </li></ul></ul><ul><ul><li>rifiutare la comunicazione non rispondendo </li></ul></ul><ul><li>(fine del sistema, fine dell’operazione specifica del sistema sociale, ossia fine della comunicazione) </li></ul><ul><li>Solo una coscienza percettiva attenta resta agganciata alla comunicazione </li></ul>
  8. 8. atto comunicativo/informazione Alter comunicante Ego comprendente Accettazione della comunicazione intenzionalità comunicativa comprensione della volontà comunicativa di alter Alter comunicante intenzionalità comunicativa Ego comprendente comprensione della volontà comunicativa di alter
  9. 9. <ul><li>Distrazione </li></ul><ul><li>Interferenze emotive </li></ul><ul><li>Presentazione confusa </li></ul><ul><li>Mancanza di canali </li></ul><ul><li>Pregiudizi </li></ul><ul><li>Stereotipi </li></ul>La comunicazione è un evento improbabile : La società rende questa improbabilità “normale”predisponendo una serie di condizioni con cui trattarla. improbabilità di comprensione È improbabile che un atto comunicativo sia compreso La condizione che la società predispone per trattare questa improbabilità è l’uso del LINGUAGGIO improbabilità di diffusione È improbabile che un atto comunicativo raggiunga il destinatario che genererà un’eventuale comprensione La condizione che la società predispone per trattare questa improbabilità è l’uso dei MEZZI di DIFFUSIONE (SCRITTURA – STAMPA) improbabilità di accettazione È improbabile che una comunicazione sia accettata risolta dai MEZZI DI COMUNICAZIONE SIMBOLICAMENTE GENERALIZZATI
  10. 10. <ul><li>sistema linguistico - IL LINGUAGGIO </li></ul><ul><li>Il linguaggio è considerato come il veicolo principale di comunicazione . </li></ul><ul><li>Il sistema psichico (l’Uomo) accede alla società (comunica) attraverso il linguaggio, che può essere orale , o scritto , </li></ul><ul><li>sistemi non linguistici - LA COMUNICAZIONE NON VERBALE </li></ul><ul><li>I sistemi non linguistici (etichettati sotto il termine generale di comunicazione non verbale ) possono essere suddivisi in: </li></ul><ul><li>sistema paralinguistico : </li></ul><ul><li>indici intonazionali, variazioni del tono di voce, intensità e velocità del parlato, </li></ul><ul><li>pause ed esitazioni, borbottii, sbadigli, colpi di tosse; </li></ul><ul><li>sistema extralinguistico : </li></ul><ul><li>insieme delle proprietà foniche della voce di un soggetto e accento; </li></ul><ul><li>sistema mimico-facciale : </li></ul><ul><li>configurazioni espressive del volto; </li></ul><ul><li>sistema cinesico : </li></ul><ul><li>comprende il sistema dei gesti, il sistema dello sguardo e l’insieme dei comportamenti spaziali (sistema prossemico: movimenti, postura, orientazione, distanza interpersonale…) </li></ul><ul><li>il sistema dei gesti : movimenti prodotti con le mani; </li></ul><ul><li>il sistema della prossemica : modalità in cui viene occupato lo spazio, (per es. la postura); </li></ul><ul><li>il sistema dello sguardo : comportamenti involontari (dilatazione delle pupille, battito delle palpebre, ecc.) e movimenti ed espressioni degli occhi usati in modo consapevole nei rapporti sociali. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>In passato la comunicazione non verbale era considerata come un elemento di supporto, come integratore alla comunicazione verbale ( funzione espressiva ) . </li></ul><ul><li>Solo alla comunicazione verbale era attribuita la capacità di trasmettere informazioni ( funzione referenziale ). </li></ul><ul><li>La visione attuale ritiene invece che la comunicazione non verbale sia caratterizzata da una certa autonomia e possa svolgere una funzione referenziale, . </li></ul><ul><li>Le funzioni svolte dalla comunicazione non verbale sono molteplici: </li></ul><ul><li>esprime e comunica le emozioni , esprime atteggiamenti verso l’immagine di sé e del proprio corpo, partecipa alla presentazione di sé agli altri, </li></ul><ul><li>sostiene e completa la comunicazione verbale e fornisce elementi per interpretare il significato delle espressioni verbali. </li></ul><ul><li>lascia filtra re più facilmente contenuti profondi dell’esperienza dell’individuo . </li></ul><ul><li>svolge una funzione di regolazione dell’interazione, in quanto partecipa a sincronizzare i turni e le sequenze e fornisce informazioni di ritorno sull’interesse degli interlocutori. </li></ul><ul><li>può anche svolgere una funzione di sostituzione della comunicazione verbale in situazioni che non consentono l’uso del linguaggio. </li></ul>IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE
  12. 12. Che cosa – ciò che si dice (verbale) influisce per il 5-10% Come - ciò che si fa (paraverbale non verbale) influisce per il 90-95%
  13. 13. L’abilità di comunicare in modo efficace aumenta la competenza interpersonale, intesa come capacità di produrre e capire messaggi e comprendere, ad esempio, la conoscenza che in certi contesti e con alcuni ascoltatori un argomento è appropriato e un altro no. È importante comprende anche la conoscenza delle regole del comportamento non verbale , come ad esempio se sono appropriate azioni come: volume della voce, tonalità, vicinanza fisica, postura, ecc
  14. 14. Stefano Cugini

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