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ORGANIZZAZIONE DEI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI <ul><li>WEB 2.0 - </li></ul><ul><li>Michele Poian </li></ul><ul><li>Anno ...
MATERIALE D’ESAME <ul><li>DI BARI VITO, 2008.  WEB 2.0. INTERNET E’ CAMBIATO. E VOI? </li></ul><ul><ul><li>Cap 1 </li></ul...
ORGANIZZAZIONE DELLA LEZIONE <ul><li>Dal web 1.0 al web 2.0 </li></ul><ul><li>Descrizione e concetti del web 2.0 </li></ul...
DA DOVE COMINCIARE? <ul><li>Internet è nato negli anni ‘60 dall’evoluzione di  ARPANET,  un progetto finanziato da  un’age...
L’EVOLUZIONE DEL WEB <ul><li>Internet si diffonde e cresce, affermandosi alla fine degli anni 90 come lo standard per la c...
LA FASE DEL WEB 1.0 <ul><li>Internet è vista come un mezzo di comunicazione analogo agli altri media, ma che presenta dete...
IL PERIODO DELLE DOT.COM <ul><li>Il basso costo di entrata nel mercato ha portato alla proliferazione di un gran numero di...
DAL WEB 1.0 AL WEB 2.0 <ul><li>La distinzione tra Web 1.0 e Web 2.0 è nata a posteriori, come concetto definito residualme...
CONFRONTO TRA 1.0 E 2.0 <ul><li>Web 1.0 </li></ul><ul><ul><li>Da fine anni 90 alla seconda metà del 2000 </li></ul></ul><u...
DIFFERENZE TRA WEB 1.0 E WEB 2.0  <ul><li>“ Attualmente, siamo arrivati a registrare 126 milioni di blog” (David Sifry, Ce...
DIFFERENZE  TRA WEB 1.0 E WEB 2.0  01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine <ul><li>Monomedialità </li></ul><u...
COS’E’ IL WEB 2.0? <ul><li>Il Web 2.0 è: </li></ul><ul><ul><li>“ Un  insieme di relazioni  indirizzate e organizzate tra l...
“ BUZZWORD” DEL WEB 2.0 <ul><li>Blogging </li></ul><ul><li>Ajax </li></ul><ul><li>Tag </li></ul><ul><li>Social Network </l...
USABILITÀ E SEMPLICITÀ <ul><li>Tutti possono creare contenuti </li></ul><ul><li>Diffusione di piattaforme modulari  user f...
WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ <ul><li>Rilevanza delle  network externalities  (esternalità di rete, effetti di rete, network eff...
WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ (2) <ul><li>Le esternalità di rete consistono in una modifica, in positivo o in negativo, del valo...
WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ (3) <ul><li>Il Web 2.0 ha amplificato l’importanza delle economie di rete, poichè: </li></ul><ul><...
CLASSIFICAZIONE ESTERNALITA’ <ul><li>Esistono diversi tipologie di effetti di rete (Shuen, 2008): </li></ul><ul><ul><li>DI...
NETWORK EFFECT: legge di Metcalfe Il valore creato è proporzionale alla dimensione della rete di utenti (N), ed è pari al ...
ESEMPI DI “STANDARD WARS” <ul><li>Seconda metà del 1800: il formato delle linee ferroviarie. </li></ul><ul><li>Anni ‘80:  ...
GLI STRUMENTI DEL WEB 2.0 (1) <ul><li>Blogs : diari online contenenti dati aggregati in testi, foto, filmati, slides (Blog...
BLOG (1): FIAT 500 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.fiat500.com/home.asp
BLOG (2): POGGIOARGENTIERA 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://poggioargentiera.com/
SOCIAL NETWORK: LINKEDIN <ul><li>Si appoggia alla teoria dei  sei gradi di separazione  (Milgram, 1967). </li></ul><ul><li...
ESEMPIO DELL’USO DEGLI RSS 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine Quest’icona indica che è possibile esporta...
ESEMPIO DELL’USO DEGLI RSS 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
GLI STRUMENTI DEL WEB 2.0 (2) <ul><li>Suite di ricerca : servizi web che consentono di esaminare la rete sulla base di cri...
TAGGING: del.icio.us <ul><li>Del.icio.us è un servizio nato nel  2003  ad opera di  Joshua Schachter </li></ul><ul><li>Acq...
MASH-UP <ul><li>Craigslist </li></ul><ul><li>Il più famoso sito di annunci economici </li></ul><ul><li>Google Maps </li></...
MASH-UP: Craigslist... 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
...Google Maps... 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
...Housingmaps! 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
Evoluzione della specie: Trulia 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.trulia.com/
MA HA SENSO PARLARE DI CLASSIFICAZIONE DEL WEB 2.0? <ul><li>In realtà, una classificazione univocamente accettata non esis...
I MODELLI DI BUSINESS <ul><li>Esigenza di definire dei “modelli di business”, a causa: </li></ul><ul><ul><li>Della “destru...
I MODELLI DI BUSINESS (2) <ul><li>Il business model consiste nel modo in cui le imprese gestiscono e allineano la sovrappo...
L’IMPATTO DEL WEB 2.0 SUI MODELLI DI BUSINESS <ul><li>RELAZIONI: </li></ul><ul><ul><li>Piattaforme che consentono la creaz...
WEB 2.0 E IMPRESE <ul><li>Le piattaforme 2.0 (YouTube, Facebook, MySapce, Wikipedia) rappresentano un’opportunità per le i...
FREEMIUM <ul><li>Esistono due classi di utenti: </li></ul><ul><ul><li>“ Free”, utilizzatori a titolo gratuito di un insiem...
CROWDSOURCING <ul><li>Il crowdsourcing consiste nell’esternalizzare un’attività precedentemente svolta da propri dipendent...
LONG TAIL <ul><li>La digitalizzazione consente di gestire un catalogo di prodotti e servizi  tendenzialmente  infinito (co...
ESEMPI DI FREEMIUM <ul><li>Siti di uploading </li></ul><ul><ul><li>Rapidshare, Megaupload </li></ul></ul><ul><li>Siti di p...
ESEMPI DI LONG TAIL <ul><li>Apple store </li></ul><ul><li>Amazon </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di ...
INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS: CASO ARDUINO <ul><li>Start-up nata in Italia </li></ul><ul><li>Progettazione del chip in  ...
INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS:  CASO OPEN WATERBIKE <ul><li>Open source sui beni fisici </li></ul><ul><li>Proget-tazione ...
INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS: ZOOPPA <ul><li>Social advertising </li></ul><ul><li>Organizzazione di contest </li></ul><u...
QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (1) <ul><li>Rimodellazione del modello di e-business </li></ul><ul><ul><ul><li>Accede...
QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (2) <ul><li>Come creare e sostenere il vantaggio competitivo? </li></ul><ul><ul><li>O...
QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (3) <ul><li>Come creare e sostenere il vantaggio competitivo? </li></ul><ul><ul><li>C...
Approfondimenti <ul><li>Peer production: Benkler Y., (2008). La ricchezza della rete. EGEA (Versione inglese scaricabile g...
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Osia 2010 - Slide Lezione Web 2.0 Pordenone

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Slide per il corso di OSIA su Web 2.0 tenutosi a PN in data 01/02/2010

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Osia 2010 - Slide Lezione Web 2.0 Pordenone

  1. 1. ORGANIZZAZIONE DEI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI <ul><li>WEB 2.0 - </li></ul><ul><li>Michele Poian </li></ul><ul><li>Anno accademico 2010-2011 </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  2. 2. MATERIALE D’ESAME <ul><li>DI BARI VITO, 2008. WEB 2.0. INTERNET E’ CAMBIATO. E VOI? </li></ul><ul><ul><li>Cap 1 </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Par 1.1 </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Cap 5 </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Par 5.1 </li></ul></ul></ul><ul><li>SHUEN AMY, 2008. WEB 2.0. STRATEGIE PER IL SUCCESSO </li></ul><ul><ul><li>Cap 2 </li></ul></ul><ul><li>BRABHAM DAREN, 2008. CROWDSOURCING AS A MODEL FOR PROBLEM SOLVING: AN INTRODUCTION AND CASES. Convergence: The International Journal of Research into New Media Technologies. 14; 75. </li></ul><ul><li>Slide pubblicate su SLIDESHARE: HTTP://WWW.SLIDESHARE.NET/SONDELRIO/ </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  3. 3. ORGANIZZAZIONE DELLA LEZIONE <ul><li>Dal web 1.0 al web 2.0 </li></ul><ul><li>Descrizione e concetti del web 2.0 </li></ul><ul><li>Strumenti del Web 2.0 </li></ul><ul><li>Business e Web 2.0 </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  4. 4. DA DOVE COMINCIARE? <ul><li>Internet è nato negli anni ‘60 dall’evoluzione di ARPANET, un progetto finanziato da un’agenzia del Dipartimento della Difesa Americana, volto a creare una rete telematica globale. </li></ul><ul><ul><li>1969: nascita di ARPANET </li></ul></ul><ul><ul><li>1971: creazione posta elettronica </li></ul></ul><ul><ul><li>1982: stadardizzazione dei protocolli di comunicazione (TCP/IP) </li></ul></ul><ul><ul><li>1991: Tim Berners-Lee mette a punto il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) </li></ul></ul><ul><ul><li>1993: Mosaic, il primo browser di navigazione </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  5. 5. L’EVOLUZIONE DEL WEB <ul><li>Internet si diffonde e cresce, affermandosi alla fine degli anni 90 come lo standard per la comunicazione di massa. </li></ul><ul><li>Le tecnologie dell’informatica (IT) si legano indissolubilmente al business d’impresa </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  6. 6. LA FASE DEL WEB 1.0 <ul><li>Internet è vista come un mezzo di comunicazione analogo agli altri media, ma che presenta determinate peculiarità: </li></ul><ul><ul><li>Favorisce il processo di globalizzazione, consentendo di accedere a mercati geograficamente lontani </li></ul></ul><ul><ul><li>Permette la trasferibilità dell’informazione digitale in tempo reale e a costi nulli </li></ul></ul><ul><li>Prime forme di e-Business </li></ul><ul><li>Prime forme di e-Commerce </li></ul><ul><li>Prime forme di e-Marketing </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  7. 7. IL PERIODO DELLE DOT.COM <ul><li>Il basso costo di entrata nel mercato ha portato alla proliferazione di un gran numero di start-up, che hanno sperimentato modelli di business innovativi – IMPRESE DOT.COM </li></ul><ul><li>La mancanza di solide basi e la mancanza di comprensione del Web ha portato al fallimento di gran parte di questi operatori – BOLLA DELLE DOT.COM </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  8. 8. DAL WEB 1.0 AL WEB 2.0 <ul><li>La distinzione tra Web 1.0 e Web 2.0 è nata a posteriori, come concetto definito residualmente </li></ul><ul><li>Nato da una sessione di brainstorming tra Tim O’Reilly e Dale Dougherty (2005) </li></ul><ul><li>La distinzione poggia su diversità in merito a modalità: </li></ul><ul><ul><li>di funzionamento, </li></ul></ul><ul><ul><li>di fruizione, </li></ul></ul><ul><ul><li>di usabilità di Internet. </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  9. 9. CONFRONTO TRA 1.0 E 2.0 <ul><li>Web 1.0 </li></ul><ul><ul><li>Da fine anni 90 alla seconda metà del 2000 </li></ul></ul><ul><ul><li>Contenuti professionali </li></ul></ul><ul><ul><li>Competenze informatiche specifiche </li></ul></ul><ul><ul><li>Approccio top-down </li></ul></ul><ul><ul><li>Replicabilità strategie esistenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Connettere computer </li></ul></ul><ul><li>Web 2.0 </li></ul><ul><ul><li>Dalla seconda metà del 2000 in poi </li></ul></ul><ul><ul><li>Contenuti amatoriali </li></ul></ul><ul><ul><li>Competenze informatiche diffuse </li></ul></ul><ul><ul><li>Approccio bottom-up </li></ul></ul><ul><ul><li>Affermazione di strategie nuove </li></ul></ul><ul><ul><li>Connettere le persone </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  10. 10. DIFFERENZE TRA WEB 1.0 E WEB 2.0 <ul><li>“ Attualmente, siamo arrivati a registrare 126 milioni di blog” (David Sifry, Ceo di Technorati, State of the Net, 2008). </li></ul><ul><li>L’incremento delle persone attive nel web portano all’incremento del materiale creato dagli utenti, abilitando il processo che porta all’intelligenza collettiva </li></ul>Fonte: Dion Hinchcliffe blog http://web2.wsj2.com / 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  11. 11. DIFFERENZE TRA WEB 1.0 E WEB 2.0 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine <ul><li>Monomedialità </li></ul><ul><li>Comunicazione unidirezionale one-to-many </li></ul><ul><li>Multimedialità </li></ul><ul><li>Comunicazione bidirezionale one-to-many–to-one-to-many </li></ul>Fonte: http://blog.aysoon.com
  12. 12. COS’E’ IL WEB 2.0? <ul><li>Il Web 2.0 è: </li></ul><ul><ul><li>“ Un insieme di relazioni indirizzate e organizzate tra loro mediante strumenti tecnologici […] disponibili a tutti e legati tra loro” (Di Bari, 2008). </li></ul></ul><ul><ul><li>“ Una piattaforma partecipativa che trasforma il Web da una estensione del sistema dei mass media (basato sul broadcasting) a uno spazio basato sul contributo e sul ruolo dell’utente ” (Scotti, Sica, 2007). </li></ul></ul><ul><ul><li>“ Una piattaforma costruita su comportamenti emergenti, quali apertura , fiducia e sviluppo incessante . L’enfasi è sulla semplicità , sulla rapidità di creazione di valore, su soluzioni che includano l’utente finale, sulla creazione di comunità e su software che abilita la creazione di un servizio di rete (Carter, 2007). </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  13. 13. “ BUZZWORD” DEL WEB 2.0 <ul><li>Blogging </li></ul><ul><li>Ajax </li></ul><ul><li>Tag </li></ul><ul><li>Social Network </li></ul><ul><li>Folksonomy </li></ul><ul><li>Wiki </li></ul><ul><li>Clouds </li></ul><ul><li>Syndication </li></ul><ul><li>RSS </li></ul><ul><li>UGC </li></ul><ul><li>Creative Commons </li></ul><ul><li>Sharing </li></ul><ul><li>Mash-Up </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine Folksonomy RSS Social Network Clouds Wiki Ajax Tag Sharing UGC Syndication Creative Commons Blogging Mash-Up
  14. 14. USABILITÀ E SEMPLICITÀ <ul><li>Tutti possono creare contenuti </li></ul><ul><li>Diffusione di piattaforme modulari user friendly </li></ul>CONNETTIVITÀ <ul><li>Interconnessione e Interdipendenza </li></ul><ul><li>Rete di nicchie collegate </li></ul><ul><li>Ruolo delle esternalità </li></ul><ul><li>Condivisione e riorganizzazione di conoscenze, idee, dati, file, informazioni </li></ul>COLLABORAZIONE E INTELLIGENZA COLLETTIVA <ul><li>Alto valore alle relazioni personali </li></ul><ul><li>Importanza delle comunità di utenti </li></ul><ul><li>Comunicazione a due vie </li></ul>SOCIALITÀ DIFFUSA PROATTIVITÀ 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  15. 15. WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ <ul><li>Rilevanza delle network externalities (esternalità di rete, effetti di rete, network effect...) </li></ul><ul><li>Le esternalità di rete hanno caratterizzato da sempre i sistemi di comunicazione </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  16. 16. WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ (2) <ul><li>Le esternalità di rete consistono in una modifica, in positivo o in negativo, del valore percepito dagli utenti al crescere della partecipazione degli stessi. </li></ul><ul><li>Gli effetti positivi sono tipici nel settore delle comunicazioni (fax, telefono, rete autostradale...) e nella competizione tra standard </li></ul><ul><li>Dalle economie di scala alle economie di rete </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  17. 17. WEB 2.0 ED ESTERNALITA’ (3) <ul><li>Il Web 2.0 ha amplificato l’importanza delle economie di rete, poichè: </li></ul><ul><ul><li>Riducono i costi di accesso iniziale, abbattendo le barriere all’entrata; </li></ul></ul><ul><ul><li>Mostrano forti effetti demand-side, guidati cioè dagli utenti; </li></ul></ul><ul><ul><li>Si formano più velocemente e interattivamente; </li></ul></ul><ul><ul><li>Si espandono viralmente, senza limiti geografici o di mercato; </li></ul></ul><ul><ul><li>Alte barriere al successo (mercati winner-takes-all) </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  18. 18. CLASSIFICAZIONE ESTERNALITA’ <ul><li>Esistono diversi tipologie di effetti di rete (Shuen, 2008): </li></ul><ul><ul><li>DIRETTI: il valore del bene o servizio cresce al crescere degli utenti che ne fanno uso; </li></ul></ul><ul><ul><li>INDIRETTI: l’incremento nell’uso di un bene o servizio accresce la disponibilità di beni o servizi complementari; </li></ul></ul><ul><ul><li>CROSS-NETWORK (bilaterali): l’incremento nell’uso di un bene o servizio da parte di un gruppo di utenti può aumentare il valore di un bene o servizio complementare per un altro gruppo di utenti; </li></ul></ul><ul><ul><li>EFFETTI DI RETE SOCIALI: le decisioni di acquisto/adozione di un utente vengono influenzate direttamente da un gruppo ristretto di utenti, facenti parte della rete sociale dell’utente </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  19. 19. NETWORK EFFECT: legge di Metcalfe Il valore creato è proporzionale alla dimensione della rete di utenti (N), ed è pari al quadrato degli stessi (N 2 ) Fonte: http://rallenhome.com/essays/essay4.html 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  20. 20. ESEMPI DI “STANDARD WARS” <ul><li>Seconda metà del 1800: il formato delle linee ferroviarie. </li></ul><ul><li>Anni ‘80: </li></ul><ul><ul><li>Sony Betamax vs. Matsushita VHS . </li></ul></ul><ul><ul><li>Affermazione della tastiera QWERTY (David, 1985) </li></ul></ul><ul><li>Anni ‘90: la guerra dei browser: Microsoft Internet Explorer – Netscape Navigator. </li></ul><ul><li>L’attuale “triopolio” nel settore dell’home console: Microsoft vs. Nintendo vs. Sony </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  21. 21. GLI STRUMENTI DEL WEB 2.0 (1) <ul><li>Blogs : diari online contenenti dati aggregati in testi, foto, filmati, slides (Blogger, Wordpress, TypePad) </li></ul><ul><li>Tagging e folksonomy : etichette assegnati dagli utenti a dati come foto o pagine web che facilitano le operazioni di ricerca, classificazione e condivisione (del.icio.us, digg) </li></ul><ul><li>RSS ( Really Simple Syndication ): standard che consentono agli utenti di leggere, gestire ripubblicare le notizie in Rete (Bloglines, Feed Burner, Google Reader) </li></ul><ul><li>Social Network : tecnologie che consentono agli utenti di trarre valore dalle connessioni personali (LinkedIn, Facebook, Orkut, MySpace, Friendster) </li></ul><ul><li>Open source : software pubblicamente disponibile che può essere riprodotto o modificato senza pagare diritti d’autore (Open Office, Apache, Linux) </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  22. 22. BLOG (1): FIAT 500 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.fiat500.com/home.asp
  23. 23. BLOG (2): POGGIOARGENTIERA 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://poggioargentiera.com/
  24. 24. SOCIAL NETWORK: LINKEDIN <ul><li>Si appoggia alla teoria dei sei gradi di separazione (Milgram, 1967). </li></ul><ul><li>Ciascun individuo è collegato a qualunque altra persona da un numero di passaggi non superiore a sei, intendendo con “passaggio” una relazione di conoscenza diretta </li></ul><ul><li>In Linkedin, i passaggi considerati sono tre </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.linkedin.com/
  25. 25. ESEMPIO DELL’USO DEGLI RSS 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine Quest’icona indica che è possibile esportare gli RSS
  26. 26. ESEMPIO DELL’USO DEGLI RSS 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  27. 27. GLI STRUMENTI DEL WEB 2.0 (2) <ul><li>Suite di ricerca : servizi web che consentono di esaminare la rete sulla base di criteri determinati dagli utenti ( Google , Technorati, Yahoo!); </li></ul><ul><li>File sharing : portali usati da una rete di utenti che mettono in condivisione i propri lavori (Youtube, Flickr, Slideshare); </li></ul><ul><li>C2C e-Commerce : siti per la compravendita via web di beni tra utenti (Amazon.com, eBay, uBid.com); </li></ul><ul><li>Mash-up : possibilità di combinare due diverse applicazioni per generarne una nuova e diversa (Housingmaps) </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  28. 28. TAGGING: del.icio.us <ul><li>Del.icio.us è un servizio nato nel 2003 ad opera di Joshua Schachter </li></ul><ul><li>Acquistato da Yahoo! nel 2005 </li></ul><ul><li>Social tagging e folksonomies </li></ul><ul><li>Creare una propria lista di preferiti ( bookmarks ) online </li></ul><ul><li>Accessibilità e condivisione </li></ul><ul><li>Tag e descrizione delle pagine salvate </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  29. 29. MASH-UP <ul><li>Craigslist </li></ul><ul><li>Il più famoso sito di annunci economici </li></ul><ul><li>Google Maps </li></ul><ul><li>Servizio di geolocalizzazione di Google </li></ul><ul><li>Housing Maps </li></ul><ul><li>Un portale di annunci per la visualizzazione e geolocalizzazione delle proprietà immobiliari </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  30. 30. MASH-UP: Craigslist... 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  31. 31. ...Google Maps... 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  32. 32. ...Housingmaps! 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  33. 33. Evoluzione della specie: Trulia 01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.trulia.com/
  34. 34. MA HA SENSO PARLARE DI CLASSIFICAZIONE DEL WEB 2.0? <ul><li>In realtà, una classificazione univocamente accettata non esiste: </li></ul><ul><ul><li>Utilizzo di criteri soggettivi e non oggettivi </li></ul></ul><ul><ul><li>Dinamicità e fluidità dell’ambiente </li></ul></ul><ul><li>Le possibilità di creare nuove applicazioni e di trovare nuovi utilizzi portano al soddisfacimento di bisogni emergenti in modo innovativo, senza dover aspettare la risposta degli operatori tradizionali del mercato. </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  35. 35. I MODELLI DI BUSINESS <ul><li>Esigenza di definire dei “modelli di business”, a causa: </li></ul><ul><ul><li>Della “destrutturazione e ricombinazione delle catene del valore delle imprese” (Evans, Wurster, 1997) </li></ul></ul><ul><ul><li>Della separazione tra flussi fisici e informativi dei prodotti; </li></ul></ul><ul><ul><li>Di nuove figure di intermediazione; </li></ul></ul><ul><ul><li>Dello sdoppiamento delle reti di relazione cognitive e fisiche tra gli attori economici </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  36. 36. I MODELLI DI BUSINESS (2) <ul><li>Il business model consiste nel modo in cui le imprese gestiscono e allineano la sovrapposizione tra relazioni, piattaforme tecnologiche, strategia d’impresa e processi di business, al fine di realizzare profitti. </li></ul><ul><ul><li>Relazioni: rapporti con gli interlocutori dell’impresa (fornitori, clienti, competitors...) </li></ul></ul><ul><ul><li>Piattaforme tecnologiche: tecnologia impiegata </li></ul></ul><ul><ul><li>Strategia d’impresa: il modo in cui l’impresa affronta il mercato </li></ul></ul><ul><ul><li>Processi di business: aspetti operativi </li></ul></ul><ul><ul><li>Profitti: revenue system </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  37. 37. L’IMPATTO DEL WEB 2.0 SUI MODELLI DI BUSINESS <ul><li>RELAZIONI: </li></ul><ul><ul><li>Piattaforme che consentono la creazione di comunità con irrisoria facilità (Shirky, 2008); </li></ul></ul><ul><ul><li>Gli utenti non sono meri consumatori, ma prosumers che possono assumere ruoli diversi. </li></ul></ul><ul><li>Il Web 2.0 abilita nuove relazioni tra utenti e imprese – PRESSIONE SULLA DEFINIZIONE DI MODELLI DI BUSINESS INNOVATIVI </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  38. 38. WEB 2.0 E IMPRESE <ul><li>Le piattaforme 2.0 (YouTube, Facebook, MySapce, Wikipedia) rappresentano un’opportunità per le imprese per rinnovare e modificare il proprio rapporto con gli utenti. </li></ul><ul><li>Innovazione nei modelli di business delle imprese: </li></ul><ul><ul><li>Strategie legate al Freemium </li></ul></ul><ul><ul><li>Crowdsourcing </li></ul></ul><ul><ul><li>Long tail </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  39. 39. FREEMIUM <ul><li>Esistono due classi di utenti: </li></ul><ul><ul><li>“ Free”, utilizzatori a titolo gratuito di un insieme di servizi base </li></ul></ul><ul><ul><li>“ Premium”, utilizzatori a pagamento di tutti i servizi offerti </li></ul></ul><ul><li>Incremento della base di utilizzatori </li></ul><ul><li>Ottenimento di dati sugli utenti a scopi di marketing </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  40. 40. CROWDSOURCING <ul><li>Il crowdsourcing consiste nell’esternalizzare un’attività precedentemente svolta da propri dipendenti o presso un proprio partner commerciale, a una rete indefinita di persone , mediante un appello aperto a tutti (Howe, 2006). </li></ul><ul><li>Il crowdsourcing consente di beneficiare dell’apporto dell’intelligenza collettiva (Suroviecki, 2004) e della produzione non di mercato (Benkler, 2006). </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  41. 41. LONG TAIL <ul><li>La digitalizzazione consente di gestire un catalogo di prodotti e servizi tendenzialmente infinito (costo marginale di gestione nullo). I prodotti di nicchia – la coda lunga dei prodotti – diventa più profittevole dei blockbuster (Anderson, 2006). </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  42. 42. ESEMPI DI FREEMIUM <ul><li>Siti di uploading </li></ul><ul><ul><li>Rapidshare, Megaupload </li></ul></ul><ul><li>Siti di photo-sharing </li></ul><ul><ul><li>Picnik, Photobucket </li></ul></ul><ul><li>Siti per il teamworking </li></ul><ul><ul><li>MindMapper, Webpaint </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  43. 43. ESEMPI DI LONG TAIL <ul><li>Apple store </li></ul><ul><li>Amazon </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  44. 44. INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS: CASO ARDUINO <ul><li>Start-up nata in Italia </li></ul><ul><li>Progettazione del chip in creative commons </li></ul><ul><li>Sviluppo del chip crowdsourced </li></ul><ul><li>Spostamento del core business dal prodotto fisico all’attività di consulenza </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.arduino.cc/
  45. 45. INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS: CASO OPEN WATERBIKE <ul><li>Open source sui beni fisici </li></ul><ul><li>Proget-tazione diffusa </li></ul><ul><li>Contributi volontari </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://www.openwaterbike.com/?set_language=it
  46. 46. INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS: ZOOPPA <ul><li>Social advertising </li></ul><ul><li>Organizzazione di contest </li></ul><ul><li>Utenti creano contenuti </li></ul><ul><li>Business-to-business </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine http://zooppa.com/
  47. 47. QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (1) <ul><li>Rimodellazione del modello di e-business </li></ul><ul><ul><ul><li>Accedere a nuove fonti di valore (monetario??): reputazione, syndication, conoscenza, trust </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Generare forte domanda di connessione </li></ul></ul></ul><ul><li>Cambiamenti nelle imprese </li></ul><ul><ul><ul><li>Consapevolezza degli strumenti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Adozione precoce e diffusa </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Sperimentazione e implementazione </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Applicazione della “coda lunga” in più ambiti </li></ul></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  48. 48. QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (2) <ul><li>Come creare e sostenere il vantaggio competitivo? </li></ul><ul><ul><li>Organizzazione non gerarchica, non anarchica - apertura regolamentata alla collaborazione e alla partecipazione attiva degli utenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Ridurre gli ostacoli alla partecipazione – promuovere la diversità come stimolo al confronto, far fruttare il capitale sociale </li></ul></ul><ul><ul><li>Non limitare l’impresa nei propri confini – mantenere permeabilità e apertura con il mondo esterno (Chesbrough, 2006) </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  49. 49. QUALI LE CONSEQUENZE PER LE IMPRESE? (3) <ul><li>Come creare e sostenere il vantaggio competitivo? </li></ul><ul><ul><li>Considerare gli aspetti dinamici – aggiornarsi su come evolve il rapporto con la comunità, valutarne le implicazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Progettare attorno alla collettività, non all’individuo – Focalizzarsi sugli aspetti condivisi della comunità </li></ul></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine
  50. 50. Approfondimenti <ul><li>Peer production: Benkler Y., (2008). La ricchezza della rete. EGEA (Versione inglese scaricabile gratuitamente: http://cyber.law.harvard.edu/wealth_of_networks/Main_Page </li></ul><ul><li>Crowdsourcing: Howe J., (2008). Crowdsourcing. Why the Power of the Crowd is Driving the Future of Business . Crown Business, NY </li></ul>01 febbraio 2010 Michele Poian - Università di Udine

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