Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Terna missioneenergiasulleande

285 views

Published on

Un padre salesiano dalla barba lunga, un tecnico di Terna, un villaggio di minatori, e campesonis che non si arrende alla memoria. Sono i protagonisti di una sfida possibile: costruire 37 km di linea elettrica a 4000 metri.

Published in: Business
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Terna missioneenergiasulleande

  1. 1. Flavio Cattaneo: Terna e Padre Serafino Missione Energia sulle AndeUn padre salesiano dalla barba lunga, un tecnico di Terna, un villaggio di minatori, ecampesonis che non si arrende alla memoria. Sono i protagonisti di una sfida possibile:costruire 37 km di linea elettrica a 4000 metri.Padre Serafino è un padre missionario, ha la erre francese, un accento del Nord, unagrande barba bianca e gli occhi di un gatto, capace di vedere te, e tutto quello che c’è alletue spalle. Si direbbe che sa guardare oltre, e non solo con gli occhi ma con una menterapidissima e una capacità di sfidare il futuro che lascia stupefatti.Padre Serafino opera a Kami, un paese arrampicato sulle Ande boliviane a 3800 metri dialtitudine, in un paesaggio bellissimo e desolante al tema stesso.Qui ha fatto nascere un convitto per gli studenti , un’emittente radiofonica, un ospedale,ha perfino collaborato a progetti per vaccinare gli animali.Un lavoro che dura da più di 30 anni. Ai primi anni Novanta, la sfida più ambiziosa. Unprogetto bellissimo, portato avanti con fatica e determinazione. Padre Serafino ha decisodi costruire una centrale e una rete elettrica di 37 chilometri in un posto impossibile. Chiè stato a Kami lo sa. Chi ha visto la povertà di quei luoghi, le sere nere sotto un cielostellato bellissimo a far da scenografia alle case di lamiera, può capire la storia di questoprogetto.La centrale idroelettrica esisteva, fu costruita nel 1978 ed era ancora funzionante.Sfruttava la corrente del fiume, ma era poca cosa. L`energia elettrica arrivava, con milledifficoltà, dalla più lontana Oruro, trasportata da piccoli e incerti pali di legno che il piùdelle volte finivano al suolo per l`inclemenza del tempo o perché erano inadeguati.Padre Serafino decide di recuperare la centrale. Siamo nel 1993. Lui non sa nulla diingegneria, è un padre salesiano. Pero è consapevole che quello è un modo per cambiarei destini di quel luogo: chiede aiuto a Coopi e dopo incontra Giampiero Fantini.Giampiero è un tecnico di Terna, aveva già lavorato come volontario nella regione
  2. 2. tropicale del Chapare e tornando da un viaggio in Bolivia incontra altri volontari italiani,di ritorno da Kami, che gli espongono il progetto di questo stravagante padre salesiano.Sperano di incuriosirlo, di convincerlo a collaborare al progetto.Una volta tornato a casa, Giampiero viene contattato via mail da Efrem Fumagalli,responsabile di Coopi. Si rilegge la mail, una volta, poi un’ altra. Sono cose che luiconosce, sono trent`anni che lavora con cavi, elettricità, bobine. Un giorno, all`uscita dallavoro, invece di imboccare la strada che porta verso casa a Novara, Giampiero prendel`autostrada, direzione Milano. Non sa neppure quante ore sia rimasto nell`ufficio diCoopi, a chiacchierare con Efrem. Il racconto lo aveva catturato, e anche l`obbiettivo :una linea elettrica di 37 km a 4000 metri sulle Ande.«Ma come faccio?», si chiede, »mia moglie mi caccia di casa se le dico che parto di nuovoper la Bolivia, che per noi niente ferie estive, niente mare assieme alle due figlie, nientegrigliate nella casa sul Cargano...». Giampiero decide di esporre il progetto a Terna,AD Flavio Cattaneo. In un primo momento, si sceglie di far partire i dipendenti nondurante le loro ferie, ma in orario di lavoro; insomma , un volontariato a pagamento,un`estensione del posto di lavoro a migliaia di chilometri di distanza.L`ARTE DEL RICICLODa allora comincia la raccolta del materiale. Quante cose vengono dismesse giornodopo giorno, ancora funzionanti, oggetti e materiali che possono ancora essere utiliper qualcuno? Così partono i primi container stracolmi di qualsiasi bene recuperato: 15container. Padre Serafino si fa regalare una ruspa molto grande per costruire una stradache permetta al materiale di arrivare fino a lì.Qualsiasi cosa Terna dismetta, trova subito posto in Bolivia, a Kami. A ruota, con un
  3. 3. entusiasmo contagioso, la notizia si diffonde in molti ambienti. Tutte le aziende chehanno a che fare con Terna smettono di buttare e cominciano a raccogliere. I piloni,per esempio, arrivano da una linea ferroviaria del basso Piemonte che e stata dismessa.Anche chi è già in pensione si vuol rendere utile, mette a disposizione le sue conoscenze.Cominciano i viaggi di Giampiero Fantini, accompagnato dal collega Adriano Selva, e poii viaggi di altri dipendenti e con loro di alcuni pensionati. La linea elettrica va innanzituttoprogettala. I viaggi si susseguono e man mano il sogno prende la sua forma: una formafatta di fili e piloni d`acciaio, collegati a una centrale nuova con due turbine Pelton da1.000 Kw.I ragazzi di Padre Serafino poggiano i piloni, costruiscono le basi, e i volontari italianiarrivano a Kami per proseguire il lavoro più tecnico. Viaggio dopo viaggio Kami diventaquasi ima seconda casa. Dormono tutti nella vallata dove sorge la centrale di Quehata,proprio sugli alluci del Cerro Kami.che con la sua stazza vieta ben presto al sole di raggiungere quegli angoli. Il lavoro serio.Ha orari e scadenze da seguire. Nella centrale c`è una sola sedia, per evitare che ci siriposi troppo e obbligare invece a rimanere vigili a fianco delle macchine.Intanto, la notte, quel mare di stelle rischiara i container, gli attrezzi,gli scavatori e le bobine accatastati nella valle. Da poco sono arrivati altri due container.Quando la linea sarà ultimata Padre Serafino potrà migliorare il convitto degli studentie ingrandire i suoi allevamenti di maiali, di lama e di trote, Potrà produrre e trasportarel`energia. Incassando dallo Stato boliviano quanto serve a quella gente per togliersi unpo’ di paura. Quanto serve per guardare il Cerro Kami, e i cunicoli della sua miniera,con più serenità. Quando tutto funzionerà, quando tutto sarà finito, a Kami qualcosacambierà. Perché essere realisti e volere l`impossibile, come recita un vecchio detto diChe Guevara, da quelle parti, tra le montagne delle Ande, non e uno slogan da metteresulle magliette, ma una realtà straordinaria. Per un deseo de estrellas, per un desiderio distare, di rimanere, come recita una vecchia canzone latino-americana.«QUANDO TUTTO SARÀ FINITO. QUALCOSA A KAMI CAMBIERÀ.SI POTRÀ PRODURRE ENERGIA, MIGLIORARE IL CONVITTO STUDENTESCO EINGRANDIRE GLI ALLEVAMENTI DI LAMA E MAIALI»(Fonte:il Corriere.it | Sette)Social Media CommunicationPhinetRoma ItaliaAlessandra Cameraa.camera@phinet.it

×