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GvHD - Malattia da trapianto e terapie salva vita:   presentate a Firenze le linee guida terapeuticheIl testo, realizzato ...
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“La Fotoferesi Extracorporea è una terapia immunomodulatoria, la cui comprovataefficacia nel trattamento della Graft versu...
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Fotoferesi nella Graft Versus Host Disease (GvHD) malattie da trapianto

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Il testo, realizzato dalla Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare (SIdEM) e dal Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), ha individuato nella Fotoferesi il miglior approccio terapeutico di seconda linea per il trattamento della Graft Versus Host Disease (GvHD), altrimenti nota come Malattia del Trapianto contro l’Ospite

Published in: Health & Medicine
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Fotoferesi nella Graft Versus Host Disease (GvHD) malattie da trapianto

  1. 1. GvHD - Malattia da trapianto e terapie salva vita: presentate a Firenze le linee guida terapeuticheIl testo, realizzato dalla Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare (SIdEM)e dal Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), ha individuato nellaFotoferesi il miglior approccio terapeutico di seconda linea per il trattamento della GraftVersus Host Disease (GvHD), altrimenti nota come Malattia del Trapianto contro l’OspiteSi è tenuto il 27 gennaio il convegno “Fotoferesi nella GvHD: valutazioni di rischio/beneficio, conformità e raccomandazioni”, un incontro finalizzato alla presentazionedi uno studio condotto da SIdEM e GITMO sulla più grave e diffusa patologia correlata altrapianto di midollo osseo, ovvero la Graft versus Host Disease (GvHD), una delle principalicomplicazioni e cause di decesso dopo trapianto.Questa condizione si manifesta quando i leucociti del donatore, riconoscendo comeestranee le cellule del ricevente, iniziano ad “aggredire” i tessuti del paziente. Tale rigettocompromette la salute, riduce sensibilmente la qualità della vita e minaccia gravemente lasopravvivenza del paziente che ne è affetto.Secondo il registro europeo della EBMT (European group for Blood and MarrowTransplantation) e i dati elaborati da GITMO, ogni anno in Italia si effettuano quasi 1.500trapianti di midollo; di questo campione di pazienti si stima che fino all’80% rischi dicontrarre la Graft versus Host Disease (GvHD).SIdEM e GITMO, con l’obiettivo di individuare proposte e soluzioni ottimali per il
  2. 2. trattamento di questa patologia, hanno avviato uno studio di circa 16 mesi sugli effettivibenefici derivanti dalla fotoforesi extracorporea. La fotoferesi è una terapia che consistenel trattamento dei leucociti con un farmaco e raggi UVA ed è supportata da 25 anni diletteratura ed esperienze in tutto il mondo.Esistono due modi di somministrazione della terapia di fotoferesi, ben diversi tra loro:il sistema chiuso e il sistema aperto. Il primo consiste in un’unica procedura chiusa ederogata da un unico dispositivo appositamente sviluppato per la fotoferesi, che gestisceconsecutivamente tutte le fasi del trattamento. Il sistema chiuso preleva il sangue delpaziente, separa ed isola i leucociti che vengono trattati con un farmaco e i raggi UVA,prima della loro reinfusione al paziente. Nel sistema aperto, invece, queste fasi sonoseparate ed eseguite da due strumenti diversi, non collegati fra di loro. Nel sistemaaperto le attività di raccolta del sangue, di separazione e di raccolta dei leucociti datrattare sono svolte da un separatore cellulare standard utilizzato anche in molte altreprocedure aferetiche. La fotoattivazione è invece eseguita da un secondo dispositivo doveè necessario trasferire manualmente i leucociti a trattare.“L’obiettivo dell’iniziativa – commenta il Prof. Luca Pierelli, Direttore dell’Unità OperativaComplessa, Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’AziendaOspedaliera S. Camillo Forlanini di Roma e Presidente della SIdEM – è quello di favorire lacondivisione dei contenuti del documento con tutte le figure professionali impegnate nelprocesso di presa in carico dei pazienti affetti da Graft versus Host Disease (GvHD). Lacollaborazione tra SIdEM e GITMO, infatti, ha permesso di evidenziare che la proceduradella Fotoferesi extracorporea è una terapia efficace, sicura e raccomandata non soloper il trattamento della patologia, ma anche per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorsesanitarie”.Il documento è stato realizzato grazie all’operato di 9 esperti provenienti da GITMOe SIdEM. Questo gruppo di specialisti ha elaborato una serie di domande in grado difacilitare la definizione di un valido percorso clinico. Successivamente, i quesiti sono statiaffrontati nel corso di una Consensus Conference e alla luce della moderna letteraturascientifica. Da questo processo sono emerse 47 raccomandazioni pratiche che evidenzianoi risultati efficaci derivanti dall’utilizzo della Fotoferesi.“La malattia del trapianto contro l’ospite è una patologia complessa, che comporta dellecomplicanze più gravi rispetto al comune rigetto d’organo” aggiunge il Prof. AlessandroRambaldi, Direttore dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Riuniti di Bergamo ePresidente GITMO. “Gli esperti la suddividono in due categorie: si definisce Graft versusHost Disease (GvHD) acuta la reazione che compare entro i primi 100 giorni dal trapiantoe colpisce principalmente tre sedi: la cute, il fegato e l’intestino. La Graft versus HostDisease (GvHD) che, invece, si palesa dopo i 100 giorni dal trapianto si definisce cronicae prevede meccanismi patogenetici più complessi, interessando la maggior parte degliorgani e dei tessuti del paziente”.Dopo l’incontro, SIdEM e GITMO si adopereranno per diffondere ai centri nazionali ditrapianto le raccomandazioni emerse dallo studio, in modo da illustrare l’efficacia dellaFotoferesi alle strutture specializzate nel trattamento della Graft versus Host Disease(GvHD).
  3. 3. “La Fotoferesi Extracorporea è una terapia immunomodulatoria, la cui comprovataefficacia nel trattamento della Graft versus Host Disease (GvHD) è stata avvalorata dairisultati del documento presentato oggi”, conclude il Prof. Alberto Bosi, Direttore delS.O.D. dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’ospedale Careggi diFirenze e Past President GITMO. “La Fotoferesi viene eseguita generalmente a livelloambulatoriale e con particolari metodiche anche all’interno della Unità Clinica per ilpaziente grave che sia impossibilitato a muoversi”.Per ulteriori informazioni si prega di contattare:Burson-MarstellerPiergiorgio GambardellaT +39 06 688963 33F +39 06 688963 68M +39 339 3132579piergiorgio.gambardella.ce@bm.comFonte : Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare

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