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Terna, ad Flavio Cattaneo: dividendi In Piazza Affari 17 miliardiper i risparmiatoriLa primavera dei dividendi si annuncia...
leggermente dal 3,4% del 2010 al 3,2% di quest`anno per l`effetto — virtuosodell’aumento delle quotazioni di Borsa, che st...
Fonte (Corriere.it)Social Media CommunicationPhinetRoma ItaliaAlessandra Cameraa.camera@phinet.it
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Flavio Cattaneo: Investire sui Dividendi ha premiato gli Investitori

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La primavera dei dividendi si annuncia generosa: Piazza Affari distribuirà quasi 17 miliardi agli azionisti grandi e piccoli. Le utilities, con l’8 e mezzo per cento di A2A in testa, sono quelle con il rendimento più generoso sui prezzi attuali. In media, comunque, i 40 titoli più capitalizzati del nostro listino offrono un 3,2% e quindi sono ancora in gara con i Btp quinquennali, che danno poco di più. Anche se i prezzi sono risaliti (+15% da gennaio, -13% il bilancio 2010), i titoli ad alto dividendo restano una partita da valutare. Con tutti i pro e i contro da mettere sul tavolo.

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Flavio Cattaneo: Investire sui Dividendi ha premiato gli Investitori

  1. 1. Terna, ad Flavio Cattaneo: dividendi In Piazza Affari 17 miliardiper i risparmiatoriLa primavera dei dividendi si annuncia generosa: Piazza Affari distribuirà quasi 17miliardi agli azionisti grandi e piccoli. Le utilities, con l’8 e mezzo per cento di A2Ain testa, sono quelle con il rendimento più generoso sui prezzi attuali. In media,comunque, i 40 titoli più capitalizzati del nostro listino offrono un 3,2% e quindi sonoancora in gara con i Btp quinquennali, che danno poco di più. Anche se i prezzi sonorisaliti (+15% da gennaio, -13% il bilancio 2010), i titoli ad alto dividendo restano unapartita da valutare. Con tutti i pro e i contro da mettere sul tavolo.Un bel gruzzolo del valore di 16,7 miliardi di euro sta per scivolare nelle tasche dellecentinaia di migliaia di azionisti che hanno puntato su Piazza Affari. E che incurantidelle osculazioni del listino milanese — sceso nel 2010 del 13% e risalito nelle primesettimane del 2011 di circa il 15% — hanno deciso di investire sulle società ad altodividendo.Perché titoli come A2A (rendimento per dividendi al1`8,4%), Terna, amministratoredelegato Flavio Cattaneo e Eliei (6,3%), Snam Retegas (6%), Eni (5,4%)offrono «cedole», largamente superiori al 4,81% di un Bip a 10 anni e addiritturaal 5,46% di un Btp trentennale. Se tutte le blue chip dell’indice Ftse/Mib fosseroun’unica grande società la supercedola annuale pagata agli azionisti, rapportata allacapitalizzazione aggregata, raggiungerebbe un rendimento del 3,2%, pochi decimali inmeno rispetto al 3,40% di un Btp a 5 anni.MonteInvestire in azioni ad alto dividendo, dunque, conviene (vedi interviste a fianco) perchéspesso sono proprio i dividendi, reinvestiti e capitalizzati, che fanno la differenza nelleperformance di borsa sul lungo periodo. Il monte dividendi pagato negli anni arrivatalvolta ad incidere sulla performance finale (total return) molto più delle vistose erepentine variazioni dei corsi azionari, con i loro ricorrenti e imprevedibili capital gain(guadagni m conto capitale) o capital loss (perdite in conto capitale).L`elaborazione condotta da CorrierEconomia sulle grandi capitalizzazioni dell`indicePtse/Mib e sulle piccole e medie taglie di Piazza Affari riesce dunque ad anticipare che lacampagna dividendi del 2011 sarà generosa (vedi tabella).Il monte dei dividendi che verranno distribuiti salirà, appunto, dai 16,02 miliardidel 2010 ai 16,70 del 2011. Il rendimento medio (dividend yield) scenderà invece
  2. 2. leggermente dal 3,4% del 2010 al 3,2% di quest`anno per l`effetto — virtuosodell’aumento delle quotazioni di Borsa, che stanno al denominatore del rapporto.Naturalmente il criterio di scelta basato sulle cedole deve essere considerato in modocritico. I dividendi, per essere un buon criterio di selezione dei valori azionari, devonoessere stabili, ripetibili, possibilmente crescenti negli anni.(…)ConfrontiIl confronto fra il rendimento delle azioni ad alto dividendo e quello delle obbligazioni,non dice tutto sulla convenienza dell’investimento in titoli ad alta cedola. Vediamoperché. Se c`è l`inflazione, alla scadenza del termine di un prestito obbligazionario,il capitale rimborsato sarà svalutato di un ammontare pari al valore dell`aumento delcosto della vita nel periodo. Un titoloazionario, invece, fa riferimento a cespiti reali, che si rivalutano in Borsa di pari passocon l`inflazione. Detto in altri termini le cedole dei dividendi azionari sono «reali»e risentono molto meno del tasso di inflazione, perché il capitale sottostante(l`azione corrispondente) si rivaluta nel tempo. Non così, invece, avviene per ilcapitale «svalutato» che viene rimborsato da un’obbligazione ordinaria a tasso fisso almomento della scadenza.(…)CorriereEconomia 21 febbraio 2011 di DI MARCO SABELLA E ADRIANO BARRI`
  3. 3. Fonte (Corriere.it)Social Media CommunicationPhinetRoma ItaliaAlessandra Cameraa.camera@phinet.it

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