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L’esposizione ad agenti biologici che presentano o possono
presentare un rischio per la salute umana (infezione-malattia).
Tale rischio è presente in tutte quelle attività lavorative
sottoposte a rischio potenziale di esposizione a liquidi
biologici. (quali degenze, ambulatori, laboratori microbiologici,
sale operatorie,ecc.).
Definizione di RISCHIO BIOLOGICO
 dalla prevalenza dell’infezione nella
popolazione
 dal tipo di attività espletata
 dalle misure di prevenzione impiegate
Il rischio di esposizione dipende:
 l’agente biologico
 la suscettibilità dell’ospite
 la modalità di trasmissione
I fattori che influenzano l’insorgenza
dell’infezione sono:
Il rischio di contrarre la malattia da parte
dell’operatore sanitario dipende anche:
 dall’agente biologico
 dalla resistenza del soggetto
Quando si parla di agente biologico si intende invece qualsiasi
microrganismo, anche geneticamente modificato, piuttosto che una
coltura cellulare o un endoparassita umano in grado di riprodursi, di
crescere e di trasferire materiale genetico e quindi provocare
INFEZIONE:
 VIRUS
 BATTERI
 FUNGHI
 ENDOPARASSITI
 Epatite (HBV, HCV)
 AIDS (HIV)
 TBC
 Morbillo, Parotite Rosolia
 Scabbia, CMV, Streptococco,Stafilococco ,
Herpes
 Sars Cov 2
Rischio biologico in ambito sanitario
1. agente che presenta poche probabilità di causare
malattia nei soggetti umani
2. agente con scarsa possibilità di diffusione,la
malattia è curabile con efficaci terapie.
3. agente con possibilità di diffusione, può causare
malattie gravi nell’uomo; di norma sono disponibili
misure profilattiche o terapeutiche
4. agente con elevato rischio di propagazione, può
provocare malattie gravi nell’uomo; non sono
disponibili misure profilattiche o terapeutiche
Gli agenti biologici e la loro
pericolosità
 per contatto diretto
 per contatto indiretto
 parentale
 respiratoria tramite goccioline
Le modalità di trasmissione degli
agenti biologici
 Per contatto diretto con il malato o con oggetti contaminati da
microbi, come servizi igienici, padelle e pappagalli, biancheria,
stoviglie (per es. herpes, scabbia, tigne, …)
 Respirando goccioline presenti nell’aria (per es. rosolia, orecchioni-
parotite, influenza, varicella, meningite, tubercolosi, …)
 Con il contatto delle mani (non sufficientemente pulite) con la
bocca dopo aver svolto attività come cambiare pannoloni o aiutare
la persona assistita ad andare in bagno (per es. salmonellosi,
epatite A)
 Attraverso la puntura d’ago o il taglio con oggetti contaminati da
sangue infetto (per es. epatite B e C, AIDS)
La trasmissione all’interno degli
ambienti lavorativi sanitari
Quali sono i comportamenti
sicuri per la tutela dei pazienti
e di noi stessi?
1. Igiene delle mani
2. Utilizzo corretto dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.)
compreso la rimozione
3. Pulizia-disinfezione dello strumentario e attrezzature di assistenza
al paziente (decontaminazione, pulizia,disinfezione/sterilizzazione)
4. Precauzioni nell'utilizzo di aghi e taglienti
5. Smaltimento dei rifiuti sanitari
6. Trasporto dei campioni biologici
7. Igiene ambientale (sanificazione/sanitizzazione)
8. Collocazione del paziente
9. Precauzioni aggiuntive: misure di isolamento a seconda della via di
trasmissione del germe.
Precauzioni STANDARD
L’IGIENE DELLE MANI
E’ la misura più efficace per ridurre il
rischio di trasmissione delle infezioni e
misura prioritaria per la protezione
dell’operatore
Frizionare le mani palmo contro palmo
Palmo destro sopra dorso sinistro
intrecciando le dita e viceversa
Palmo contro palmo intrecciando le dita
Dorso delle dita contro il palmo opposto
tenendo le dita strette
Frizione rotazionale del pollice sinistro
stretto nel palmo destro e viceversa
Frizione rotazionale, in avanti ed
indietro con le dita della mano destra
strette tra loro nel palmo sinistro e
viceversa
Frizionare i polsi. Quando sono asciutte
le tue mani sono sicure
QUANDO ESEGUIRE L’IGIENE DELLE MANI
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
Con il termine
“dispositivi di protezione individuale (DPI)”
si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e
tenuta da un lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o
più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute
durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio
destinato a tale scopo.
L’uso dei DPI è obbligatorio quando è prevedibile un
rischio correlato all’attività che si sta per svolgere
DPI RISCHIO BIOLOGICO =
ultima difesa
 Protezione vie respiratorie APVR
 Protezione del corpo Camici
 Protezione occhi Occhiali
 Protezione viso, naso, Visore
bocca, occhi
 Protezione delle mani Guanti
 SICUREZZA PER I PAZIENTI
 SICUREZZA PER GLI OPERATORI
La prevenzione attraverso l’adesione alle misure di
isolamento ha una doppia valenza:
PRECAUZIONI AGGIUNTIVE
In aggiunta alle PS, per i pz. riconosciuti o sospetti di
essere infetti con patogeni altamente trasmissibili o
epidemiologicamente importanti, sono richieste ulteriori
precauzioni per interrompere la trasmissione
LA VALUTAZIONE del RISCHIO BIOLOGICO
Risulta quindi preliminare ad una
conseguente
PROGRAMMAZIONE
delle misure di prevenzione e protezione,
che
consistono nel ridurre il più possibile i livelli
di:
ESPOSIZIONE INDIVIDUALE
e
1. Aumentando la resistenza degli individui nei confronti
degli agenti biologici (buono stato di salute, vaccini).
2. Inattivando gli agenti infettivi con metodi fisici (calore) o
chimici (disinfezione ambiente e strumenti di lavoro).
3. Interrompendo le modalità di trasmissione (adozione
costante e sistematica di PRECAUZIONI nell’esecuzione di
manovre a rischio).
 Formazione e informazione del personale
Che deve avvenire in occasione:
 dell’assunzione in servizio
 del trasferimento o cambiamento di mansioni
 dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro, di nuove
. ……….procedure lavorative, di nuove sostanze e preparati
pericolosi
 Conoscenza delle procedure e dei protocolli