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Museo Nacional, Centro de arte Reina Sofia
CENNI STORICI
Museo Nacional, Centro de arte Reina Sofia
Daniel Vàzquez Dìaz
Díaz ha trovato nel cubismo un suo
particolare modo di esprimersi,
incentrato su un uso molto particolare
del colore.
In questo dipinto, Vázquez Díaz utilizza
una combinazione di forme e colori
molto armoniosa, rendendo le
spigolosità delle immagini, molto
morbide e rilassanti.
E’ come se sotto la pittura ci fosse
un’onda dolce, che dà a tutto il quadro
un andamento sinuoso.
Il pittore è riuscito a dare una sorta
di riverbero alle immagini,
spostando la tortuosità del
panorama, anche alle case e ai
soggetti ritratti nel quadro.
Mirò nasce nel 1893, studia economia ma un
esaurimento nervoso avuto all’età di 18 anni lo
convincerà a dedicarsi all’arte.
A Parigi entra in contatto con il circolo dada di Tzara, farà un
breve ritorno in Spagna prima della guerra civile, vi rientrerà dopo
l’occupazione nazista di Parigi, stabilendosi sull’isola di Maiorca.
Durante il conflitto civile prende le parti dei Repubblicani,
celebrerà l’identità catalana durante l’Expo di Parigi attraverso il
murales El Segador.
Le opere di Mirò, ricche di aspetti allucinatori, contengono
principalmente colori come il rosso, il blu e il giallo, ed
appartengono alla corrente del surrealismo. Le grandi doti
creative dell’artista sono confermate dalla grande varietà dei
materiali che egli ha utilizzato, non limitandosi all’arte grafica
ma dedicandosi anche alla realizzazione di monumenti e
scenografie.
Una delle sue opere è andata
perduta agli attentati dell’11
settembre, mentre altre 80
sono state vendute all’asta dal
governo portoghese nel 2014
per far fronte alla crisi
Questo dipinto, risalente agli anni Venti,
permette di apprezzare al meglio i diversi usi
che l’autore faceva del colore azzurro, tanto
nello sfondo quanto nel soggetto. E’ inoltre con
quest’opera che Mirò inaugura la stagione della
propria produzione artistica durane la quale si
dedicherà più alla rappresentazione del
soggetto piuttosto che a quella dell’ambiente in
cui esso è contenuto.
Les œuvres de Miró, riche en allures
hallucinatoires, contiennent
essentiellement couleurs comme rouge,
blue et jaune et appartiennent au courant
du surréalisme. La grande diversité de
matériaux utilisés par l'auteur nous
confirme ses compétences créatives - il
faisait aussi des scénographes et des
monuments.
Ce tableau, datant 1920, nous permet d'apprécier de
façon meilleure les différents usages qui l'auteur faisait
de la couler bleu, non seulement dans l'arrière-plan mais
surtout dans le sujet. C'est en outre avec cette ouvrage
qui Miró inaugure la saison pendant laquelle il va se
consacrer à la représentation du sujet, et pas du milieu
où il se trouve.
Alberto Sànchez Pèrez
Egli viene considerato il padre spirituale della
scuola surrealista spagnola.
Una delle sue opere più significative è la
grande scultura, alta più di dodici metri, dal
titolo "Il popolo spagnolo ha un percorso che
conduce ad una stella, esposto accanto al
Guernica di Picasso nel padiglione della
Repubblica spagnola del Salone Internazionale
Parigi, 1937. questo lavoro è una copia davanti
all'ingresso principale del Museo Nazionale
Centro dell' Arte "Reina Sofia" di Madrid e altri,
su scala ridotta, in Plaza de Barrionuevo di
Toledo
Uno dei suoi più importanti successi è stato in
collaborazione con l'esilio del regista russo
Grigori Kozintsev nei set del film Don
Chisciotte (1957), con una splendida
ricreazione delle città di La Mancha.
E 'morto a Mosca nel 1962.
Questo lavoro è il modello realizzato da
Alberto per il lavoro omonimo, la versione
finale, alta 12,5 metri, si trovava al di fuori
del padiglione spagnolo all'Esposizione
Internazionale di Parigi del 1937. Il modello è
entrato, poi, nella collezione del Museo Reina
Sofia.
In questa scultura, Alberto ha applicato una
politica che mette in luce, da un punto di
vista sociale, il dramma e il dolore di una
guerra civile rappresentato come un viaggio
ideale.
Inoltre, l'opera è stata concepita come una
riaffermazione dell'avanguardia contro chi
sosteneva un'arte di impegno politico legato
al realismo. "Il popolo spagnolo ha un
percorso che conduce ad una stella" non
sembra isolata nel lavoro di Alberto; diversi
disegni precedenti riproducono modi molto
simili a quelli di questo grande Cactus
antropomorfo.
L'opera definitiva si pone come l'icona di un
rappresentante totemico delle utopie sociali tra
le due guerre, e dà senso agli interessi di
Alberto da verticalità e potenziale rilevanza
sociale di elementi provenienti dal mondo
rurale
Le Corbusier
Le Corbusier è il nome d'arte scelto da Charles-Edouard
Jeanneret, designer, architetto, scultore, pittore, scrittore, e
teorico, è nato in Svizzera nella città di La Chaux-de-Fonds.
Nel 1906 debutta con la realizzazione della villa Fallet, che
costruisce nella città nativa. Nel 1917 si trasferisce a Parigi
dove ha modo di incontrare e conscere il pittore Amedée
Ozenfant, con il quale nel 1919 fondala rivista “L’Esprit
nouveau”.
Nel 1925 presenta all’Exposition Internationale des Arts
Décoratifs di Parigi il Padiglione dell’Esprit Nouveau, un
progetto basato sulla sinergia fra il design architettonico e la
pittura che venne in seguito considerato uno dei capolavori
dell’architettura moderna.
Intorno al 1928, lavora con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand
creando una serie di articoli d'arredo realizzati in metallo che
divengono immediatamente riconosciuti come classici, fra cui la
famosa poltrona estendibile chiamata Chaise Longue, realizzata
nel 1929.
Tra il 1932 ed il 1933
progetta e realizza a Parigi
l'albergo-rifugio per
l'esercito della salvezza
mettendo in pratica un primo
tentativo di impianto di aria
condizionata.
Nel 1965 iniziala
progettazione per il nuovo
Le Corbusier aveva visitato più volte Barcellona, durante
i suoi viaggi, e rimase impressionato dalla violenza delle
truppe di Franco nella repressione degli avversari.
La rappresentazione della paura è visibile nelle
espressione dei volti dei soggetti, e la scomposizione
dei corpi imprime chiaramente il sentimento di
distruzione, tipico della guerra.
José Luis Gutiérrez Solana
José Luis Gutiérrez Solana (Madrid, 1885 – Madrid, 26 giugno
1945) è stato un pittore e scrittore spagnolo.
Artista precoce, non seguì alcuna scuola ufficiale. Mostrò
tuttavia preferenze per Velázquez, Ribera, Goya. In particolare si
rifece al Goya delle pitture nere per la tecnica pittorica e al
Brueghel per la composizione e i temi.
Nel 1907 si impose, per la prima volta, all'attenzione del
pubblico al Circolo delle Belle Arti di Madrid. Negli ultimi anni
della sua vita ottenne sia in patria che all'estero importanti
riconoscimenti.
Scrisse su Madrid e sulla Spagna in uno stile crudo e amaro, che
è la traduzione in termini letterari dell'opera figurativa,
rispecchiante la sua esistenza vissuta nei bassifondi madrileni,
nei porti cantabrici e negli squallidi villaggi castigliani, dove
spesso si recava.
Nella sua pittura animata da
una cupa vitalità appaiono con
frequenza orrende danze
macabre, oppure visioni
dolorose costruite con un
disegno sicuro e robusto con
impasti densi di riflessi
verdastri e scuri nei quali
TERTULIA DEL CAFE’ DE POMBO
I protagonisti della
pittura sono alcuni degli
intellettuali più
importanti del tempo:
Manuel Abril, Tomás
Borrás, José Bergamín,
José Cabrero, Gómez de
la Serna, in basso; al
centro della scena
Mauricio Bacarisse,
l’autoritratto di Solana,
Pedro Emilio Coll e
Salvador Bartolozzi .
Lo schema compositivo
di questa tela ripete le
costanti
rappresentazioni
solanesche: forte
chiaroscuro, frontalità e
ieratico nel trattamento
dei personaggi, così
come la disposizione di
questi in un semicerchio,
che circonda la figura
centrale.
Lo specchio appare come un elemento
magico, per cui realtà e finzione si
confondono, come avviene anche in
altri dipinti di Solana.
La concezione del disegno dell’opera,
l'abbondanza della materia e la predominanza
di toni scuri sono anche caratteristiche di
questo popolare ritratto collettivo.
La tertulia del Café de Pombo es la obra
más emblemática de José Gutiérrez
Solana, exponente de la gran afición de
su autor a las reuniones de
intelectuales, habituales durante el
primer tercio del pasado siglo en los
más conocidos cafés madrileños: el
Nuevo Levante, el Universal, el Candelas
y, sobre todo, el que da título al cuadro,
el Pombo.
El lienzo, donado al Estado español
por Ramón Gómez de la Serna en
1947, fue expuesto previamente en el
I Salón de Otoño de Madrid, celebrado
en octubre de 1920 en el famoso café
madrileño del que tomó su nombre,
situado en la calle de Carretas.
Posteriormente pasó a formar parte de
la colección de Gómez de la Serna.
La concepción dibujística de la obra,
la abundancia de materia y el
predominio de los tonos sombríos
son también características de este
popular retrato colectivo.
Los protagonistas de la pintura son
algunos de los mas destacados
intelectuales de la época: Manuel
Abril, Tomás Borrás, José Bergamín,
José Cabrero, Gómez de la Serna –de
pie, en el centro de la escena–
Mauricio Bacarisse, el propio Solana
autorretratado, Pedro Emilio Coll y
Salvador Bartolozzi.
El esquema compositivo de este
conocido lienzo repite las constantes
de otras representaciones solanescas:
fuerte claroscuro, frontalidad y
hieratismo en el tratamiento de los
personajes, así como la disposición de
estos en semicírculo, rodeando a la
figura central..
Il Surrealismo trova la sua espressione più
completa ed esasperata in Salvador Dalì.
Dalì nacque in Catalogna nel 1904.
Frequenta la Real Academia de Belles Artes
de San Ferdinando di Madrid, la stessa che
frequentò Picasso. Intanto conosce il
grande regista spagnolo Luis Bruñel,
insieme al quale stenderà alcune
sceneggiature.
Nel 1927 si reca a Parigi, dove incontra e
frequenta Picasso e successivamente,
grazie all’amico Mirò, entra in contatto
con i Surrealisti; pur condividendo molte
delle loro motivazioni artistiche, l’autore
mantiene sempre un altezzoso distacco.
Questo è il periodo in cui Dalì costruisce il
proprio personaggio: imprevedibile ed
enigmatico, anche attraverso il suo modo
estroso di vestire e i caratteristici baffetti
all’ insù.
Negli ultimi anni della sua vita egli diventa
prigioniero del suo stesso personaggio:
sempre più scostante, altezzoso e
imprevedibile. Muore nella sua terra natia nel
1989 e con lui muore l’ultimo, vero, grande
protagonista dell’avanguardia artistica del
SALVADOR
DALI’
Egli inventa una particolare tecnica di
automatismo che definisce “metodo paranoico-
critico”.
La paranoia afferma: “è una malattia mentale
cronica e la sintomatologia più caratteristica è
nelle delusioni sistematiche”. Da ciò si
comprende come le immagini che l’artista cerca
di fissare sulla tela nascano dall’agitarsi del suo
inconscio e riescano a prender forma pittorica
solo grazie alla razionalizzazione del delirio.
Il metodo paranoico-critico
consiste nell’interpretazione e
nella restituzione dei fenomeni
deliranti. L’artista sintetizza ciò
in una formula matematica:
paranoico=mollo e
critico=duro, mette in rapporto
il paranoico con il critico,
attribuendo consistenza
plastica agli elementi che
hanno significato temporale e
consistenza rigida a quelli con
significato spaziale.
Dalì vorrebbe esprimersi come un paranoico, ma non
essendolo, nelle sue opere si percepisce sempre un
sublime distacco, in quanto il momento critico riesce a
prendere un lucido sopravvento.
E’ grazie a ciò che gli elementi onirici, i tabù sessuali, i
desideri di potenza e le fobie riescono a emergere dagli
abissi della coscienza e a materializzarsi sulla tela con
nitidezza e perfezione .
Il delirio trova espressione incarnandosi in esseri ripugnanti, animali mostruosi, frammenti
anatomici, rifiuti d’ogni tipo, forme ambigue dai mille possibili significati, figure inquietanti che
a seconda di come si guardano, possono sembrare cose diverse o più cose insieme.
Durante i suoi studi all'Accademia di Madrid, Dalì dipingeva
quadri in stile cubista, di cui quest'autoritratto rappresenta
un noto esempio.
Dalì raccontò in seguito di essersi ispirato ai dipinti di Juan
Gris per il quale provava allora una particolare
ammirazione.
Nella residenza per studenti nella quale abitava, Dalì
conduceva una vita appartata, spesa tra le aule scolastiche
e le sale del Prado, tenuto quasi a distanza dai colleghi, ai
quali ispirava diffidenza per il suo abbigliamento e gli
atteggiamenti da snob.
L'insegnamento accademico, condotto su programmi
antiquati e privo di qualunque contatto con i nuovi
movimenti artistici europei, deluderà profondamente Dalì
che scoprirà in maniera autonoma le opere di Picasso, Gris,
Morandi e de Chirico, autori che eserciteranno su di lui
Il volto dell'artista emerge,
ben riconoscibile per le folte,
nere sopracciglia unite alla
radice del naso, dalla cortina
di scaglie spigolose grigio-
azzurrine, reso più
inquietante dalle orbite
vuote, rispettivamente
bianca e nera.
Nella sua "Vita Segreta", il
pittore racconta: "Un giorno
portai una monografia
sull'opera di Georges
Braque. Nessuno aveva mai
visto dei quadri cubisti e fra
gli allievi dell'Accademia,
nessuno parve prendere sul
serio questa pittura. Solo il
professore di anatomia, che
sembrava possedere
maggior spirito scientifico
degli altri, mi pregò di
prestargli il piccolo libro.
Confessò di non aver mai
visto delle opere cubiste ma
riteneva giusto portare loro
rispetto, sebbene non le
comprendesse affatto".
Nell'autoritratto, i cui colori
predominanti sono il grigio e
l'azzurro, si vede al centro
della tela il volto del pittore,
con in mano un giornale e
degli oggetti personali come
la pipa. Le sfaccettature
tipiche delle opere cubiste
sono dipinte in modo da
formare un getto dall'alto
verso il basso.
Ragazza alla finestra,
“ Muchacha en la ventana”:
La tela fu esposta nel novembre
1925 alla Galleria “Dalmau” di
Barcellona; raffigura una
ragazza affacciata alla finestra
della casa dei Dalì a Cadaqués,
località marittima spagnola. Si
tratta della sorella di Dalí, Aña
Maria, che nel 1925 aveva 17
anni.La ragazza trasmette serenità,
armonia e curiosità allo stesso
tempo ed è ripresa di spalle
mentre osserva dalla finestra il
panorama della riviera.
L’atmosfera rilassante è
arricchita dalla dolcezza delle
curve con cui è stata realizzata
l’opera, ma anche dal morbido
abito che indossa la
protagonista, dalle tende
piegate e mosse dalla brezza
marina e dalle dolci colline
all’orizzonte che uniscono le
onde del mare alle nuvole del
cielo.
I colori predominanti sono sulle
tonalità del blu.
Dalí pone l'attenzione
dell'osservatore non solo al
soggetto pittorico rappresentato
dalla sorella, ma soprattutto al
paesaggio che lei osserva, in
parte nascosto alla vista
Osservando questo dipinto,
l’osservatore ne resta incantato
e si proietta al fianco della
ragazza, ma può solo
immaginare cosa abbraccia il
suo sguardo oltre la finestra.
L’UOMO INVISIBILE
CENNI STORICI
È un lavoro sperimentale dove Dalì dipinse immagini di
doppio senso.
Anche se la pittura non soddisfaceva l'artista, fu poi
seguita dal percorso dei trucchi visivi, creando alcune
opere veramente buone.
DALI considerava l'uomo invisibile un feticcio paranoico,
protettore suo e di Gala, sua moglie. Nella vita segreta,
Dalí descrive il personaggio come un individuo dal sorriso
benigno, in grado di esorcizzare tutte le sue paure e
metterli in fuga.
Tuttavia, più che a un uomo, Dalí stava pensava a Lydia
Noguer, una contadina stravagante di Port Lligat dalla quale
lui e Gala avevano acquistato la loro prima casa.
Questo quadro, che è noto anche uno studio preparatorio,
servirà per dipingere alcuni altri, come la Spagna, La
metamorfosi di Narciso e Il grande paranoico.
Nel quadro, si può vedere una
persona seduta, di proporzioni
gigantesche e allungate.
La testa dell'individuo è
formata da alcune ombre e
rilievi di edifici e sculture che
sono troppo lontano dallo
spettatore.
Nuvole simulano i capelli e due
sfere blu gli occhi. Il braccio
destro, che è incompiuto, è
formato, in parte, nella parte
posteriore della statua di una
donna con un collo
sproporzionato.Il braccio sinistro è costituito
da una colonna e confina con
l'edificio nero che c'è in primo
piano a destra della tela.
Inoltre, questa struttura
dispone di due sculture di
donne sezionate e di colori
Al centro in basso c'è una sorta
di manichino, che ha i capelli
lunghi che si sollevano e si
dividono alla fine, mettendo in
risalto così le mani giganti
celesti.Le gambe sono costituite da una
cascata e una sezione del
pavimento dello stesso colore
blu.C'è un leone d'oro che si ripete
in molte altre opere dell'artista
di fronte al manichino.
A destra è in primo piano, una
serie di sculture satiriche: tre
uomini e tre bambini. A sinistra è
un pilastro su cui c'è una
scultura di un profilo delle donne
che si ripete in molti altri dipinti
di Dalì.Più indietro c'è una piattaforma
e, sopra questa, un cavallo
bianco. Infine, sopra la mano
destra del gigante c'è una forma
strana e simmetrica che sembra
Ritratto di Luis Buñuel
L'uomo raffigurato è il
regista Luis Buñuel, grande
amico del pittore, insieme
al quale collaborò per la
realizzazione di alcune
pellicole cinematografiche,
tra cui “Un chien andalou”
e “L'âge d'or”.
L'uomo è ritratto di tre
quarti, con lo sguardo
rivolto verso la sinistra
della tela: l'espressione è
severa, gli occhi sono
chiari grandi ed espressivi,
i lineamenti decisi e la
capigliatura è ben curata.
Il regista indossa una giacca
scura il cui cromatismo ben si
sposa con il nero corvino dei
capelli ed il cielo bigio.
Dietro le sue spalle si intravede
un paesaggio cittadino tra il
metafisico ed il surrealista.
Porträt von Luis
Buñuel
Das Porträt, eine
Ölmalerei, wurde im
Jahr 1924 realisiert.
Der Mann auf dem Gemälde ist
der Regisseur Luis Buñuel, ein
großer Freund des Malers. Aus
ihrer Mitarbeit entstanden
bekannte Filme, wie z.B.:
„Un chien andalou“ und „L'age
d'or.“
Der Mann richtet seinen Blick auf
die linke Seite der Leinwand: der
Ausdruck ist streng, die Augen
klar, groß und ausdrucksvoll, die
Gesichtszüge sind hervorgehoben
und die Frisur ist sehr gepflegt.
Der Regisseur trägt
eine dunkle Jacke, die
sehr gut zu seinem
schwarzen Haar und
zum grauen Himmel
passt. Hinter ihm
merkt man eine
metaphysisch-
surrealistische
Stadtlandschaft.
ENIGMA DI HITLER
Il motivo del telefono ricorrerà in
molte opere di Dalì in rapporto agli
avvenimenti politici legati alla
presa di potere di Hitler in
Germania.
Egli afferma di aver dipinto questo
quadro prima della conferenza di
Monaco; se così fosse si
tratterebbe di una preveggenza.
Dalì amava i paradossi e le
provocazioni, tanto che questo suo
interesse per Hitler gli provocò
fastidi con gli altri surrealisti e
persino la fama di nutrire qualche
simpatia per l'orribile personaggio.
Tale dipinto fu la goccia che fece traboccare il vaso. Dalí fu espulso dal gruppo dei
surrealisti, lasciando in seguito i suoi antichi compagni costernati dal suo
mercantilismo e la posteriore conversione al Cattolicesimo intorno al 1940.
Nel dipinto
possiamo trovare
un’effigie che è
qui presente nel
frammento di
fotografia posata
sul piatto in
primo piano.
La cornetta del
telefono con il
ricevitore
spezzato e il filo
interrotto sono
legati ai tentativi
di pace che
culminarono con
l'incontro di
Monaco,
avvenuto nel
settembre 1938.
L'ombrello che
pende dal ramo
allude al primo
ministro inglese
Chamberlain, uno
dei protagonisti
della conferenza di
settembre e autore
di un fiacco
tentativo di
riportare il
cancelliere tedesco
alla ragione.
I pipistrelli presenti
nella composizione
potrebbero
alludere alle
tenebre, sia quelle
in cui amano vivere
questi piccoli
mammiferi sia
quelle funeste che
In questo quadro Dalì ci mette tutte le
sue (non poche) ossessioni, prima fra
tutte, quella sessuale.
Appassionato delle teorie freudiane, Dalì
le utilizza in chiave surrealista per
esprimere la sua complessa personalità.
Come in tutte le sue opere, nulla è ciò
che sembra, e l’ambiguità diventa una
componente aggiunta dei suoi quadri.
«Il grande masturbatore» è un’opera
definita sconcertante e al tempo stesso
seduttiva, caratterizzata da un limpido
realismo e da una dimensione improbabile
ed irreale. Si tratta di un autoritratto
geniale.
L’opera anticipa l’interesse di Dalì per le
strutture molli. La visione delle sue opere è
caratterizzata da un violento scontro con il suo
mondo sotterraneo. Per chi lo conosce, si tratta
di un’ennesima sfida per decifrare il suo
simbolismo.
In primo piano
notiamo
l’autoritratto
dell’artista, la
testa di Dalì che
subisce una
metamorfosi fino
a diventare il
busto di una
donna e le gambe
di un uomo.
l quadro è
caratterizzato da
una complessa
iconografia
barocca e
condensa in sé
gran parte del
repertorio dei
motivi per
immagine, di
Salvador Dalí, tra
i quali: i sassi, le
conchiglie e
l’albero che
riportano alla
sua infanzia.
L’uovo invece
simboleggia il
periodo
intrauterino.
La cavalletta, odiata
dalL’autore,
presenta il ventre in
decomposizione
ricoperto di
formiche. Viene
messo in evidenza
ripetuta il simbolo
fallico, che risulta
riproposto nel
pistillo della calla
Particolare è la scena che mette in evidenza un
atto di fellatio, che ci fa percepire le angosce
sessuali vissute dall’autore.
L’opera, è stata realizzata quando Dalì conosce
Gala e accanto alla dolcezza di quel momento,
alcuni segni della sua pittura mettono in luce
l’ossessione e la paura del pittore per il sesso.
L’autore nell’opera Il grande masturbatore
descrive la sua paura e castrazione sessuale,
dettata dal simbolismo del sangue che scorre
sulle gambe dell’uomo..
« A dodici anni sapevo disegnare come
Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per
imparare a dipingere come un bambino. »
Pablo Picasso è stato un pittore, scultore e litografo spagnolo di
fama mondiale, considerato uno dei maestri della pittura del XX
secolo.D’animo fantasioso e irrequieto, l’artista si affranca ben presto
dalla famiglia per poi compire numerosi viaggi nell’amata
Catalogna.
Una volta, poi, tornato a Madrid, frequenta assiduamente il
Museo del Prado, applicandosi in modo particolare allo studio
dei grandi pittori spagnoli del passato come Velasquez e Goya.Nell’ottobre del 1900 Picasso, si reca per la prima volta a Parigi
ritornandovi l’anno successivo e restandovi poi per quasi mezzo
secolo.
Seguiranno, poi, i periodi
più significativi e
rivoluzionari della sua
ricerca artistica.
- Nell’autunno 1901 la
pittura dell’artista ha una
prima decisiva svolta: si
inaugura infatti il cosiddetto
‘periodo blu’, che si
Si tratta di un tipo di pittura giocato tutto su colori freddi
(blu,azzurro,grigio…), quasi che gli occhi dell’artista fossero
velati da un cristallo azzurro e il suo cuore segnati da una
perenne malinconia; anche i temi attingono ad un repertorio
povero e malinconico, segnato dal dolore e dalla sconfitta.
PABLO
PICASSO
- A partire dal 1905 subentrano le più tiepide gradazioni dei rosa, degli ocra
e degli arancio: ha così inizio il secondo momento della sua maturazione
artistica, ‘il periodo rosa’, che costituisce la logica prosecuzione di quella
precedente.
- Gli ultimi mesi del 1906 segnano il cosiddetto ‘periodo africano’, o anche
‘epoca negra’, nel corso del quale Picasso si interessa particolarmente alla
scultura rituale africana e polinesiana.
- Nel 1907, infine, l’artista espone ‘Les demoiselles d’Avignon’, opera
considerata come la capostipite del movimento cubista. I colori si sono fatti
brillanti e le superfici sono perfettamente piatte. L’uso del collage, inoltre, dà
a ogni composizione un significato nuovo e provocatorio.
Alla fine del primo conflitto mondiale, Picasso alterna a grandi dipinti
monumentali vivaci riprese cubiste, interessandosi nel contempo anche alla
grafica e alla scenografia.
Nel 1925 partecipa alla prima mostra surrealista alla Gallerie Pierre di Parigi;
e negli anni Trenta allarga l’esperienza surrealista anche alla scultura.
La sua ricerca non conoscerà interruzioni, fino a tarda età, quando,
continuerà febbrilmente a sperimentare tecniche e materiali sempre nuovi e
diversi.
Pablo muore a Mougins, in Costa Azzurra: con lui scompariva il più grande
DONNA IN BLU
Donna in blu (La mujer de azul) è un olio su
tela realizzato nel 1901 dal pittore spagnolO.
È conservato nel Museo Nacional Centro de
Arte Reina Sofìa di Madrid.
Per dipingere questo quadro Picasso pare
essersi ispirato al celebre La regina Maria Anna
d'Austria di Velàzquez.
L'opera non ottenne però il successo sperato:
presentata, infatti, all'Esposizione di Belle Arti
di Madrid non trovò acquirenti e i critici la
valutarono in termini piuttosto negativi.
È uno dei quadri del giovane Picasso, che rientra nel “Periodo blu”
dell’artista.
La stravaganza del pittore lo portò a dipingere una serie di opere con
forti tonalità di azzurro, indizio della ricerca che lo avrebbe portato
poi al suo inconfondibile stile.
Prima della
restaurazione
Dopo la restaurazione
Restituire all’opera il suo
splendore, e soprattutto il
suo colore iniziale, che con
gli anni si e' tramutato in
verde, fu la missione di
un'equipe di esperti del
museo Reina Sofia di Madrid
che lavorerò nel 2010 al
restauro del famoso quadro,
rovinato da una vernice.
Otto esperti - 5 restauratori,
un chimico, un fotografo e
un documetarista -
analizzarono e trattarono la
famosa tela, cercando di
sottrarla il meno possibile
agli occhi del pubblico.L’anno successivo il quadro tornò ad essere
esposto nel Museo dopo essere tornato al suo
colore originario.
In quest'opera il tema della prostituzione venne
rappresentato attraverso una fonte spagnola.
Gli importanti gioielli, il grande cappello, il bustino stretto
e prezioso che contrasta con l'ampia e ricca gonna sono
tutti simboli regali che erano anche al centro dell'opera di
Velazquez, qui riletti attraverso un occhio contemporaneo.
Come in "Moulin de la Galette" di Renoir, anche in
”Donna in blu" Picasso riorganizza la posa della figura e
la composizione in modo specularmente opposto al
quadro citato; nell’opera questo ribaltamento risulta
essere particolarmente evidente, dato lo stile
classicheggiante che Picasso ha voluto appositamente
usare.
EL GUERNICA
Decide di realizzare questo pannello che denunciasse
l’atrocità del bombardamento su Guernica. L’opera di
notevoli dimensioni (metri 3,5 x 8) fu realizzata in
appena due mesi, ma fu preceduta da un’intensa fase di
studio, testimoniata da ben 45 schizzi preparatori che
Picasso ci ha lasciato.
Il colore è del tutto assente per accentuare la
carica drammatica di quanto è rappresentato.
Il posto centrale è occupato dalla figura di un
cavallo. Ha un aspetto allucinato da animale
impazzito. Nella bocca ha una sagoma che
ricorda quella di una bomba. È lui la figura che
simboleggia la violenza della furia omicida, la
cui irruzione sconvolge gli spazi della vita
quotidiana della cittadina basca.
Sopra di lui è posta un lampadario con una
banalissima lampadina a filamento. È questo il
primo elemento di contrasto che rende
intensamente drammatica la presenza di un
cavallo così imbizzarrito in uno spazio che era
fatto di affetti semplici e quotidiani.Il lampadario, unito al lume che gli è di fianco
sostenuto dalla mano di un uomo, ha evidenti
analogie formali con il lampadario posto al
centro in alto nel quadro di Van Gogh «I
Al cavallo Picasso contrappone sulla sinistra
la figura di un toro. È esso il simbolo della
Spagna offesa. Di una Spagna che concepiva
la lotta come scontro leale e ad armi pari. La fine di un modo di concepire la guerra
viene rappresentato, anche in basso, da un
braccio che ha in mano una spada spezzata:
la spada, come simbolo dell’arma bianca,
ricorda la lealtà di uno scontro che vede
Uno scontro leale come quello della corrida
dove un uomo ingaggia la lotta con un animale
più forte di lui rischiando la propria vita.
Invece il bombardamento aereo rappresenta
quanto di più vile l’uomo possa attuare, perché
la distruzione piove dal cielo senza che gli si
possa opporre resistenza
Le figure hanno tratti deformati per accen
espressionisticamente la brutalità dell’eve
Sulla sinistra una donna si dispera con in braccio il figlio morto.
In basso è la testa mutilata di un uomo.
Sulla sinistra, tra case e finestre, appaiono altre figure. Alcune
hanno il volto incerto di chi si interroga cercando di capire cosa sta
succedendo. Un’ultima figura sulla destra mostra il terrore di chi
cerca di fuggire da case che si sono improvvisamente incendiate.
Guernica è l’opera che emblematicamente rappresenta l’impegno
morale di Picasso nelle scelte democratiche e civili. E quest’opera
è stata di riferimento per più artisti europei, soprattutto nel
periodo post-bellico, quale monito a non esentarsi da un impegno
diretto nella vita civile e politica.
Photography becomes central in life and
Warhol's artistic practice, it is the starting point
of the creative process, in fact, almost all his
works are born from photographs
He became an avid photographer, shooting
hundreds of thousands of images that only
rarely exposes itself as works performed,
considering photography as a means to record
what he had around.
Photography then, allows Warhol to
document his social life, meetings with
famous people (do not forget that he was
obsessed with fame, his and others'),
everyday life in its innumerable aspects
ANDY WARHOL
«Osservare da vicino
capolavori di Dalì o
Picasso, ma anche
opere contemporanee,
ha generato in noi forti
emozioni, non ci
sentivamo più in una
galleria d'arte, si è
trattata di una vera e
propria immersione
nelle opere..»
Questo lavoro p.p è stato realizzato da:
Francesca Pennino; Carmen Arlotta; Alessia
Romano;Laura Liguori; Francesca Miles;
Francesca Di Costanzo; Alessa Moggia;
Giovanni Ragozzino e Giorgio Montecatio
della classe V D, in seguito al viaggio
d’istruzione tenutosi a Madrid.
Si ringrazia la prof.ssa Potenza per i consigli e l’aiuto o
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  • 5. Díaz ha trovato nel cubismo un suo particolare modo di esprimersi, incentrato su un uso molto particolare del colore. In questo dipinto, Vázquez Díaz utilizza una combinazione di forme e colori molto armoniosa, rendendo le spigolosità delle immagini, molto morbide e rilassanti. E’ come se sotto la pittura ci fosse un’onda dolce, che dà a tutto il quadro un andamento sinuoso. Il pittore è riuscito a dare una sorta di riverbero alle immagini, spostando la tortuosità del panorama, anche alle case e ai soggetti ritratti nel quadro.
  • 6. Mirò nasce nel 1893, studia economia ma un esaurimento nervoso avuto all’età di 18 anni lo convincerà a dedicarsi all’arte. A Parigi entra in contatto con il circolo dada di Tzara, farà un breve ritorno in Spagna prima della guerra civile, vi rientrerà dopo l’occupazione nazista di Parigi, stabilendosi sull’isola di Maiorca. Durante il conflitto civile prende le parti dei Repubblicani, celebrerà l’identità catalana durante l’Expo di Parigi attraverso il murales El Segador. Le opere di Mirò, ricche di aspetti allucinatori, contengono principalmente colori come il rosso, il blu e il giallo, ed appartengono alla corrente del surrealismo. Le grandi doti creative dell’artista sono confermate dalla grande varietà dei materiali che egli ha utilizzato, non limitandosi all’arte grafica ma dedicandosi anche alla realizzazione di monumenti e scenografie. Una delle sue opere è andata perduta agli attentati dell’11 settembre, mentre altre 80 sono state vendute all’asta dal governo portoghese nel 2014 per far fronte alla crisi
  • 7. Questo dipinto, risalente agli anni Venti, permette di apprezzare al meglio i diversi usi che l’autore faceva del colore azzurro, tanto nello sfondo quanto nel soggetto. E’ inoltre con quest’opera che Mirò inaugura la stagione della propria produzione artistica durane la quale si dedicherà più alla rappresentazione del soggetto piuttosto che a quella dell’ambiente in cui esso è contenuto.
  • 8. Les œuvres de Miró, riche en allures hallucinatoires, contiennent essentiellement couleurs comme rouge, blue et jaune et appartiennent au courant du surréalisme. La grande diversité de matériaux utilisés par l'auteur nous confirme ses compétences créatives - il faisait aussi des scénographes et des monuments. Ce tableau, datant 1920, nous permet d'apprécier de façon meilleure les différents usages qui l'auteur faisait de la couler bleu, non seulement dans l'arrière-plan mais surtout dans le sujet. C'est en outre avec cette ouvrage qui Miró inaugure la saison pendant laquelle il va se consacrer à la représentation du sujet, et pas du milieu où il se trouve.
  • 9. Alberto Sànchez Pèrez Egli viene considerato il padre spirituale della scuola surrealista spagnola. Una delle sue opere più significative è la grande scultura, alta più di dodici metri, dal titolo "Il popolo spagnolo ha un percorso che conduce ad una stella, esposto accanto al Guernica di Picasso nel padiglione della Repubblica spagnola del Salone Internazionale Parigi, 1937. questo lavoro è una copia davanti all'ingresso principale del Museo Nazionale Centro dell' Arte "Reina Sofia" di Madrid e altri, su scala ridotta, in Plaza de Barrionuevo di Toledo Uno dei suoi più importanti successi è stato in collaborazione con l'esilio del regista russo Grigori Kozintsev nei set del film Don Chisciotte (1957), con una splendida ricreazione delle città di La Mancha. E 'morto a Mosca nel 1962.
  • 10. Questo lavoro è il modello realizzato da Alberto per il lavoro omonimo, la versione finale, alta 12,5 metri, si trovava al di fuori del padiglione spagnolo all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1937. Il modello è entrato, poi, nella collezione del Museo Reina Sofia. In questa scultura, Alberto ha applicato una politica che mette in luce, da un punto di vista sociale, il dramma e il dolore di una guerra civile rappresentato come un viaggio ideale. Inoltre, l'opera è stata concepita come una riaffermazione dell'avanguardia contro chi sosteneva un'arte di impegno politico legato al realismo. "Il popolo spagnolo ha un percorso che conduce ad una stella" non sembra isolata nel lavoro di Alberto; diversi disegni precedenti riproducono modi molto simili a quelli di questo grande Cactus antropomorfo. L'opera definitiva si pone come l'icona di un rappresentante totemico delle utopie sociali tra le due guerre, e dà senso agli interessi di Alberto da verticalità e potenziale rilevanza sociale di elementi provenienti dal mondo rurale
  • 11. Le Corbusier Le Corbusier è il nome d'arte scelto da Charles-Edouard Jeanneret, designer, architetto, scultore, pittore, scrittore, e teorico, è nato in Svizzera nella città di La Chaux-de-Fonds. Nel 1906 debutta con la realizzazione della villa Fallet, che costruisce nella città nativa. Nel 1917 si trasferisce a Parigi dove ha modo di incontrare e conscere il pittore Amedée Ozenfant, con il quale nel 1919 fondala rivista “L’Esprit nouveau”. Nel 1925 presenta all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs di Parigi il Padiglione dell’Esprit Nouveau, un progetto basato sulla sinergia fra il design architettonico e la pittura che venne in seguito considerato uno dei capolavori dell’architettura moderna. Intorno al 1928, lavora con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand creando una serie di articoli d'arredo realizzati in metallo che divengono immediatamente riconosciuti come classici, fra cui la famosa poltrona estendibile chiamata Chaise Longue, realizzata nel 1929. Tra il 1932 ed il 1933 progetta e realizza a Parigi l'albergo-rifugio per l'esercito della salvezza mettendo in pratica un primo tentativo di impianto di aria condizionata. Nel 1965 iniziala progettazione per il nuovo
  • 12. Le Corbusier aveva visitato più volte Barcellona, durante i suoi viaggi, e rimase impressionato dalla violenza delle truppe di Franco nella repressione degli avversari. La rappresentazione della paura è visibile nelle espressione dei volti dei soggetti, e la scomposizione dei corpi imprime chiaramente il sentimento di distruzione, tipico della guerra.
  • 13. José Luis Gutiérrez Solana José Luis Gutiérrez Solana (Madrid, 1885 – Madrid, 26 giugno 1945) è stato un pittore e scrittore spagnolo. Artista precoce, non seguì alcuna scuola ufficiale. Mostrò tuttavia preferenze per Velázquez, Ribera, Goya. In particolare si rifece al Goya delle pitture nere per la tecnica pittorica e al Brueghel per la composizione e i temi. Nel 1907 si impose, per la prima volta, all'attenzione del pubblico al Circolo delle Belle Arti di Madrid. Negli ultimi anni della sua vita ottenne sia in patria che all'estero importanti riconoscimenti. Scrisse su Madrid e sulla Spagna in uno stile crudo e amaro, che è la traduzione in termini letterari dell'opera figurativa, rispecchiante la sua esistenza vissuta nei bassifondi madrileni, nei porti cantabrici e negli squallidi villaggi castigliani, dove spesso si recava. Nella sua pittura animata da una cupa vitalità appaiono con frequenza orrende danze macabre, oppure visioni dolorose costruite con un disegno sicuro e robusto con impasti densi di riflessi verdastri e scuri nei quali
  • 14. TERTULIA DEL CAFE’ DE POMBO I protagonisti della pittura sono alcuni degli intellettuali più importanti del tempo: Manuel Abril, Tomás Borrás, José Bergamín, José Cabrero, Gómez de la Serna, in basso; al centro della scena Mauricio Bacarisse, l’autoritratto di Solana, Pedro Emilio Coll e Salvador Bartolozzi . Lo schema compositivo di questa tela ripete le costanti rappresentazioni solanesche: forte chiaroscuro, frontalità e ieratico nel trattamento dei personaggi, così come la disposizione di questi in un semicerchio, che circonda la figura centrale. Lo specchio appare come un elemento magico, per cui realtà e finzione si confondono, come avviene anche in altri dipinti di Solana. La concezione del disegno dell’opera, l'abbondanza della materia e la predominanza di toni scuri sono anche caratteristiche di questo popolare ritratto collettivo.
  • 15. La tertulia del Café de Pombo es la obra más emblemática de José Gutiérrez Solana, exponente de la gran afición de su autor a las reuniones de intelectuales, habituales durante el primer tercio del pasado siglo en los más conocidos cafés madrileños: el Nuevo Levante, el Universal, el Candelas y, sobre todo, el que da título al cuadro, el Pombo. El lienzo, donado al Estado español por Ramón Gómez de la Serna en 1947, fue expuesto previamente en el I Salón de Otoño de Madrid, celebrado en octubre de 1920 en el famoso café madrileño del que tomó su nombre, situado en la calle de Carretas. Posteriormente pasó a formar parte de la colección de Gómez de la Serna.
  • 16. La concepción dibujística de la obra, la abundancia de materia y el predominio de los tonos sombríos son también características de este popular retrato colectivo. Los protagonistas de la pintura son algunos de los mas destacados intelectuales de la época: Manuel Abril, Tomás Borrás, José Bergamín, José Cabrero, Gómez de la Serna –de pie, en el centro de la escena– Mauricio Bacarisse, el propio Solana autorretratado, Pedro Emilio Coll y Salvador Bartolozzi. El esquema compositivo de este conocido lienzo repite las constantes de otras representaciones solanescas: fuerte claroscuro, frontalidad y hieratismo en el tratamiento de los personajes, así como la disposición de estos en semicírculo, rodeando a la figura central..
  • 17. Il Surrealismo trova la sua espressione più completa ed esasperata in Salvador Dalì. Dalì nacque in Catalogna nel 1904. Frequenta la Real Academia de Belles Artes de San Ferdinando di Madrid, la stessa che frequentò Picasso. Intanto conosce il grande regista spagnolo Luis Bruñel, insieme al quale stenderà alcune sceneggiature. Nel 1927 si reca a Parigi, dove incontra e frequenta Picasso e successivamente, grazie all’amico Mirò, entra in contatto con i Surrealisti; pur condividendo molte delle loro motivazioni artistiche, l’autore mantiene sempre un altezzoso distacco. Questo è il periodo in cui Dalì costruisce il proprio personaggio: imprevedibile ed enigmatico, anche attraverso il suo modo estroso di vestire e i caratteristici baffetti all’ insù. Negli ultimi anni della sua vita egli diventa prigioniero del suo stesso personaggio: sempre più scostante, altezzoso e imprevedibile. Muore nella sua terra natia nel 1989 e con lui muore l’ultimo, vero, grande protagonista dell’avanguardia artistica del SALVADOR DALI’
  • 18. Egli inventa una particolare tecnica di automatismo che definisce “metodo paranoico- critico”. La paranoia afferma: “è una malattia mentale cronica e la sintomatologia più caratteristica è nelle delusioni sistematiche”. Da ciò si comprende come le immagini che l’artista cerca di fissare sulla tela nascano dall’agitarsi del suo inconscio e riescano a prender forma pittorica solo grazie alla razionalizzazione del delirio. Il metodo paranoico-critico consiste nell’interpretazione e nella restituzione dei fenomeni deliranti. L’artista sintetizza ciò in una formula matematica: paranoico=mollo e critico=duro, mette in rapporto il paranoico con il critico, attribuendo consistenza plastica agli elementi che hanno significato temporale e consistenza rigida a quelli con significato spaziale. Dalì vorrebbe esprimersi come un paranoico, ma non essendolo, nelle sue opere si percepisce sempre un sublime distacco, in quanto il momento critico riesce a prendere un lucido sopravvento. E’ grazie a ciò che gli elementi onirici, i tabù sessuali, i desideri di potenza e le fobie riescono a emergere dagli abissi della coscienza e a materializzarsi sulla tela con nitidezza e perfezione . Il delirio trova espressione incarnandosi in esseri ripugnanti, animali mostruosi, frammenti anatomici, rifiuti d’ogni tipo, forme ambigue dai mille possibili significati, figure inquietanti che a seconda di come si guardano, possono sembrare cose diverse o più cose insieme.
  • 19. Durante i suoi studi all'Accademia di Madrid, Dalì dipingeva quadri in stile cubista, di cui quest'autoritratto rappresenta un noto esempio. Dalì raccontò in seguito di essersi ispirato ai dipinti di Juan Gris per il quale provava allora una particolare ammirazione. Nella residenza per studenti nella quale abitava, Dalì conduceva una vita appartata, spesa tra le aule scolastiche e le sale del Prado, tenuto quasi a distanza dai colleghi, ai quali ispirava diffidenza per il suo abbigliamento e gli atteggiamenti da snob. L'insegnamento accademico, condotto su programmi antiquati e privo di qualunque contatto con i nuovi movimenti artistici europei, deluderà profondamente Dalì che scoprirà in maniera autonoma le opere di Picasso, Gris, Morandi e de Chirico, autori che eserciteranno su di lui
  • 20. Il volto dell'artista emerge, ben riconoscibile per le folte, nere sopracciglia unite alla radice del naso, dalla cortina di scaglie spigolose grigio- azzurrine, reso più inquietante dalle orbite vuote, rispettivamente bianca e nera. Nella sua "Vita Segreta", il pittore racconta: "Un giorno portai una monografia sull'opera di Georges Braque. Nessuno aveva mai visto dei quadri cubisti e fra gli allievi dell'Accademia, nessuno parve prendere sul serio questa pittura. Solo il professore di anatomia, che sembrava possedere maggior spirito scientifico degli altri, mi pregò di prestargli il piccolo libro. Confessò di non aver mai visto delle opere cubiste ma riteneva giusto portare loro rispetto, sebbene non le comprendesse affatto". Nell'autoritratto, i cui colori predominanti sono il grigio e l'azzurro, si vede al centro della tela il volto del pittore, con in mano un giornale e degli oggetti personali come la pipa. Le sfaccettature tipiche delle opere cubiste sono dipinte in modo da formare un getto dall'alto verso il basso.
  • 21. Ragazza alla finestra, “ Muchacha en la ventana”: La tela fu esposta nel novembre 1925 alla Galleria “Dalmau” di Barcellona; raffigura una ragazza affacciata alla finestra della casa dei Dalì a Cadaqués, località marittima spagnola. Si tratta della sorella di Dalí, Aña Maria, che nel 1925 aveva 17 anni.La ragazza trasmette serenità, armonia e curiosità allo stesso tempo ed è ripresa di spalle mentre osserva dalla finestra il panorama della riviera. L’atmosfera rilassante è arricchita dalla dolcezza delle curve con cui è stata realizzata l’opera, ma anche dal morbido abito che indossa la protagonista, dalle tende piegate e mosse dalla brezza marina e dalle dolci colline all’orizzonte che uniscono le onde del mare alle nuvole del cielo. I colori predominanti sono sulle tonalità del blu. Dalí pone l'attenzione dell'osservatore non solo al soggetto pittorico rappresentato dalla sorella, ma soprattutto al paesaggio che lei osserva, in parte nascosto alla vista Osservando questo dipinto, l’osservatore ne resta incantato e si proietta al fianco della ragazza, ma può solo immaginare cosa abbraccia il suo sguardo oltre la finestra.
  • 22. L’UOMO INVISIBILE CENNI STORICI È un lavoro sperimentale dove Dalì dipinse immagini di doppio senso. Anche se la pittura non soddisfaceva l'artista, fu poi seguita dal percorso dei trucchi visivi, creando alcune opere veramente buone. DALI considerava l'uomo invisibile un feticcio paranoico, protettore suo e di Gala, sua moglie. Nella vita segreta, Dalí descrive il personaggio come un individuo dal sorriso benigno, in grado di esorcizzare tutte le sue paure e metterli in fuga. Tuttavia, più che a un uomo, Dalí stava pensava a Lydia Noguer, una contadina stravagante di Port Lligat dalla quale lui e Gala avevano acquistato la loro prima casa. Questo quadro, che è noto anche uno studio preparatorio, servirà per dipingere alcuni altri, come la Spagna, La metamorfosi di Narciso e Il grande paranoico.
  • 23. Nel quadro, si può vedere una persona seduta, di proporzioni gigantesche e allungate. La testa dell'individuo è formata da alcune ombre e rilievi di edifici e sculture che sono troppo lontano dallo spettatore. Nuvole simulano i capelli e due sfere blu gli occhi. Il braccio destro, che è incompiuto, è formato, in parte, nella parte posteriore della statua di una donna con un collo sproporzionato.Il braccio sinistro è costituito da una colonna e confina con l'edificio nero che c'è in primo piano a destra della tela. Inoltre, questa struttura dispone di due sculture di donne sezionate e di colori Al centro in basso c'è una sorta di manichino, che ha i capelli lunghi che si sollevano e si dividono alla fine, mettendo in risalto così le mani giganti celesti.Le gambe sono costituite da una cascata e una sezione del pavimento dello stesso colore blu.C'è un leone d'oro che si ripete in molte altre opere dell'artista di fronte al manichino. A destra è in primo piano, una serie di sculture satiriche: tre uomini e tre bambini. A sinistra è un pilastro su cui c'è una scultura di un profilo delle donne che si ripete in molti altri dipinti di Dalì.Più indietro c'è una piattaforma e, sopra questa, un cavallo bianco. Infine, sopra la mano destra del gigante c'è una forma strana e simmetrica che sembra
  • 24. Ritratto di Luis Buñuel L'uomo raffigurato è il regista Luis Buñuel, grande amico del pittore, insieme al quale collaborò per la realizzazione di alcune pellicole cinematografiche, tra cui “Un chien andalou” e “L'âge d'or”. L'uomo è ritratto di tre quarti, con lo sguardo rivolto verso la sinistra della tela: l'espressione è severa, gli occhi sono chiari grandi ed espressivi, i lineamenti decisi e la capigliatura è ben curata. Il regista indossa una giacca scura il cui cromatismo ben si sposa con il nero corvino dei capelli ed il cielo bigio. Dietro le sue spalle si intravede un paesaggio cittadino tra il metafisico ed il surrealista.
  • 25. Porträt von Luis Buñuel Das Porträt, eine Ölmalerei, wurde im Jahr 1924 realisiert. Der Mann auf dem Gemälde ist der Regisseur Luis Buñuel, ein großer Freund des Malers. Aus ihrer Mitarbeit entstanden bekannte Filme, wie z.B.: „Un chien andalou“ und „L'age d'or.“ Der Mann richtet seinen Blick auf die linke Seite der Leinwand: der Ausdruck ist streng, die Augen klar, groß und ausdrucksvoll, die Gesichtszüge sind hervorgehoben und die Frisur ist sehr gepflegt. Der Regisseur trägt eine dunkle Jacke, die sehr gut zu seinem schwarzen Haar und zum grauen Himmel passt. Hinter ihm merkt man eine metaphysisch- surrealistische Stadtlandschaft.
  • 26. ENIGMA DI HITLER Il motivo del telefono ricorrerà in molte opere di Dalì in rapporto agli avvenimenti politici legati alla presa di potere di Hitler in Germania. Egli afferma di aver dipinto questo quadro prima della conferenza di Monaco; se così fosse si tratterebbe di una preveggenza. Dalì amava i paradossi e le provocazioni, tanto che questo suo interesse per Hitler gli provocò fastidi con gli altri surrealisti e persino la fama di nutrire qualche simpatia per l'orribile personaggio. Tale dipinto fu la goccia che fece traboccare il vaso. Dalí fu espulso dal gruppo dei surrealisti, lasciando in seguito i suoi antichi compagni costernati dal suo mercantilismo e la posteriore conversione al Cattolicesimo intorno al 1940.
  • 27. Nel dipinto possiamo trovare un’effigie che è qui presente nel frammento di fotografia posata sul piatto in primo piano. La cornetta del telefono con il ricevitore spezzato e il filo interrotto sono legati ai tentativi di pace che culminarono con l'incontro di Monaco, avvenuto nel settembre 1938. L'ombrello che pende dal ramo allude al primo ministro inglese Chamberlain, uno dei protagonisti della conferenza di settembre e autore di un fiacco tentativo di riportare il cancelliere tedesco alla ragione. I pipistrelli presenti nella composizione potrebbero alludere alle tenebre, sia quelle in cui amano vivere questi piccoli mammiferi sia quelle funeste che
  • 28. In questo quadro Dalì ci mette tutte le sue (non poche) ossessioni, prima fra tutte, quella sessuale. Appassionato delle teorie freudiane, Dalì le utilizza in chiave surrealista per esprimere la sua complessa personalità. Come in tutte le sue opere, nulla è ciò che sembra, e l’ambiguità diventa una componente aggiunta dei suoi quadri. «Il grande masturbatore» è un’opera definita sconcertante e al tempo stesso seduttiva, caratterizzata da un limpido realismo e da una dimensione improbabile ed irreale. Si tratta di un autoritratto geniale. L’opera anticipa l’interesse di Dalì per le strutture molli. La visione delle sue opere è caratterizzata da un violento scontro con il suo mondo sotterraneo. Per chi lo conosce, si tratta di un’ennesima sfida per decifrare il suo simbolismo.
  • 29. In primo piano notiamo l’autoritratto dell’artista, la testa di Dalì che subisce una metamorfosi fino a diventare il busto di una donna e le gambe di un uomo. l quadro è caratterizzato da una complessa iconografia barocca e condensa in sé gran parte del repertorio dei motivi per immagine, di Salvador Dalí, tra i quali: i sassi, le conchiglie e l’albero che riportano alla sua infanzia. L’uovo invece simboleggia il periodo intrauterino. La cavalletta, odiata dalL’autore, presenta il ventre in decomposizione ricoperto di formiche. Viene messo in evidenza ripetuta il simbolo fallico, che risulta riproposto nel pistillo della calla Particolare è la scena che mette in evidenza un atto di fellatio, che ci fa percepire le angosce sessuali vissute dall’autore.
  • 30. L’opera, è stata realizzata quando Dalì conosce Gala e accanto alla dolcezza di quel momento, alcuni segni della sua pittura mettono in luce l’ossessione e la paura del pittore per il sesso. L’autore nell’opera Il grande masturbatore descrive la sua paura e castrazione sessuale, dettata dal simbolismo del sangue che scorre sulle gambe dell’uomo..
  • 31. « A dodici anni sapevo disegnare come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino. » Pablo Picasso è stato un pittore, scultore e litografo spagnolo di fama mondiale, considerato uno dei maestri della pittura del XX secolo.D’animo fantasioso e irrequieto, l’artista si affranca ben presto dalla famiglia per poi compire numerosi viaggi nell’amata Catalogna. Una volta, poi, tornato a Madrid, frequenta assiduamente il Museo del Prado, applicandosi in modo particolare allo studio dei grandi pittori spagnoli del passato come Velasquez e Goya.Nell’ottobre del 1900 Picasso, si reca per la prima volta a Parigi ritornandovi l’anno successivo e restandovi poi per quasi mezzo secolo. Seguiranno, poi, i periodi più significativi e rivoluzionari della sua ricerca artistica. - Nell’autunno 1901 la pittura dell’artista ha una prima decisiva svolta: si inaugura infatti il cosiddetto ‘periodo blu’, che si Si tratta di un tipo di pittura giocato tutto su colori freddi (blu,azzurro,grigio…), quasi che gli occhi dell’artista fossero velati da un cristallo azzurro e il suo cuore segnati da una perenne malinconia; anche i temi attingono ad un repertorio povero e malinconico, segnato dal dolore e dalla sconfitta. PABLO PICASSO
  • 32. - A partire dal 1905 subentrano le più tiepide gradazioni dei rosa, degli ocra e degli arancio: ha così inizio il secondo momento della sua maturazione artistica, ‘il periodo rosa’, che costituisce la logica prosecuzione di quella precedente. - Gli ultimi mesi del 1906 segnano il cosiddetto ‘periodo africano’, o anche ‘epoca negra’, nel corso del quale Picasso si interessa particolarmente alla scultura rituale africana e polinesiana. - Nel 1907, infine, l’artista espone ‘Les demoiselles d’Avignon’, opera considerata come la capostipite del movimento cubista. I colori si sono fatti brillanti e le superfici sono perfettamente piatte. L’uso del collage, inoltre, dà a ogni composizione un significato nuovo e provocatorio. Alla fine del primo conflitto mondiale, Picasso alterna a grandi dipinti monumentali vivaci riprese cubiste, interessandosi nel contempo anche alla grafica e alla scenografia. Nel 1925 partecipa alla prima mostra surrealista alla Gallerie Pierre di Parigi; e negli anni Trenta allarga l’esperienza surrealista anche alla scultura. La sua ricerca non conoscerà interruzioni, fino a tarda età, quando, continuerà febbrilmente a sperimentare tecniche e materiali sempre nuovi e diversi. Pablo muore a Mougins, in Costa Azzurra: con lui scompariva il più grande
  • 33. DONNA IN BLU Donna in blu (La mujer de azul) è un olio su tela realizzato nel 1901 dal pittore spagnolO. È conservato nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa di Madrid. Per dipingere questo quadro Picasso pare essersi ispirato al celebre La regina Maria Anna d'Austria di Velàzquez. L'opera non ottenne però il successo sperato: presentata, infatti, all'Esposizione di Belle Arti di Madrid non trovò acquirenti e i critici la valutarono in termini piuttosto negativi. È uno dei quadri del giovane Picasso, che rientra nel “Periodo blu” dell’artista. La stravaganza del pittore lo portò a dipingere una serie di opere con forti tonalità di azzurro, indizio della ricerca che lo avrebbe portato poi al suo inconfondibile stile.
  • 34. Prima della restaurazione Dopo la restaurazione Restituire all’opera il suo splendore, e soprattutto il suo colore iniziale, che con gli anni si e' tramutato in verde, fu la missione di un'equipe di esperti del museo Reina Sofia di Madrid che lavorerò nel 2010 al restauro del famoso quadro, rovinato da una vernice. Otto esperti - 5 restauratori, un chimico, un fotografo e un documetarista - analizzarono e trattarono la famosa tela, cercando di sottrarla il meno possibile agli occhi del pubblico.L’anno successivo il quadro tornò ad essere esposto nel Museo dopo essere tornato al suo colore originario.
  • 35. In quest'opera il tema della prostituzione venne rappresentato attraverso una fonte spagnola. Gli importanti gioielli, il grande cappello, il bustino stretto e prezioso che contrasta con l'ampia e ricca gonna sono tutti simboli regali che erano anche al centro dell'opera di Velazquez, qui riletti attraverso un occhio contemporaneo. Come in "Moulin de la Galette" di Renoir, anche in ”Donna in blu" Picasso riorganizza la posa della figura e la composizione in modo specularmente opposto al quadro citato; nell’opera questo ribaltamento risulta essere particolarmente evidente, dato lo stile classicheggiante che Picasso ha voluto appositamente usare.
  • 36. EL GUERNICA Decide di realizzare questo pannello che denunciasse l’atrocità del bombardamento su Guernica. L’opera di notevoli dimensioni (metri 3,5 x 8) fu realizzata in appena due mesi, ma fu preceduta da un’intensa fase di studio, testimoniata da ben 45 schizzi preparatori che Picasso ci ha lasciato.
  • 37. Il colore è del tutto assente per accentuare la carica drammatica di quanto è rappresentato. Il posto centrale è occupato dalla figura di un cavallo. Ha un aspetto allucinato da animale impazzito. Nella bocca ha una sagoma che ricorda quella di una bomba. È lui la figura che simboleggia la violenza della furia omicida, la cui irruzione sconvolge gli spazi della vita quotidiana della cittadina basca. Sopra di lui è posta un lampadario con una banalissima lampadina a filamento. È questo il primo elemento di contrasto che rende intensamente drammatica la presenza di un cavallo così imbizzarrito in uno spazio che era fatto di affetti semplici e quotidiani.Il lampadario, unito al lume che gli è di fianco sostenuto dalla mano di un uomo, ha evidenti analogie formali con il lampadario posto al centro in alto nel quadro di Van Gogh «I
  • 38. Al cavallo Picasso contrappone sulla sinistra la figura di un toro. È esso il simbolo della Spagna offesa. Di una Spagna che concepiva la lotta come scontro leale e ad armi pari. La fine di un modo di concepire la guerra viene rappresentato, anche in basso, da un braccio che ha in mano una spada spezzata: la spada, come simbolo dell’arma bianca, ricorda la lealtà di uno scontro che vede Uno scontro leale come quello della corrida dove un uomo ingaggia la lotta con un animale più forte di lui rischiando la propria vita. Invece il bombardamento aereo rappresenta quanto di più vile l’uomo possa attuare, perché la distruzione piove dal cielo senza che gli si possa opporre resistenza
  • 39. Le figure hanno tratti deformati per accen espressionisticamente la brutalità dell’eve Sulla sinistra una donna si dispera con in braccio il figlio morto. In basso è la testa mutilata di un uomo. Sulla sinistra, tra case e finestre, appaiono altre figure. Alcune hanno il volto incerto di chi si interroga cercando di capire cosa sta succedendo. Un’ultima figura sulla destra mostra il terrore di chi cerca di fuggire da case che si sono improvvisamente incendiate.
  • 40. Guernica è l’opera che emblematicamente rappresenta l’impegno morale di Picasso nelle scelte democratiche e civili. E quest’opera è stata di riferimento per più artisti europei, soprattutto nel periodo post-bellico, quale monito a non esentarsi da un impegno diretto nella vita civile e politica.
  • 41. Photography becomes central in life and Warhol's artistic practice, it is the starting point of the creative process, in fact, almost all his works are born from photographs He became an avid photographer, shooting hundreds of thousands of images that only rarely exposes itself as works performed, considering photography as a means to record what he had around. Photography then, allows Warhol to document his social life, meetings with famous people (do not forget that he was obsessed with fame, his and others'), everyday life in its innumerable aspects ANDY WARHOL
  • 42. «Osservare da vicino capolavori di Dalì o Picasso, ma anche opere contemporanee, ha generato in noi forti emozioni, non ci sentivamo più in una galleria d'arte, si è trattata di una vera e propria immersione nelle opere..» Questo lavoro p.p è stato realizzato da: Francesca Pennino; Carmen Arlotta; Alessia Romano;Laura Liguori; Francesca Miles; Francesca Di Costanzo; Alessa Moggia; Giovanni Ragozzino e Giorgio Montecatio della classe V D, in seguito al viaggio d’istruzione tenutosi a Madrid. Si ringrazia la prof.ssa Potenza per i consigli e l’aiuto o
  • 43. «L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.» -Cit. Pablo Picasso