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MODULO 2
Gestione e
valutazione dei
rischi
La Valutazione
dei rischi
MODULO 2
Rischi
Testo Unico sulla sicurezza del Lavoro

TITOLO I - PRINCIPI COMUNI
Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI
Capo II - SISTEMA ISTITUZIONALE
Capo III - GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO
Sezione I - MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI
Sezione II - VALUTAZIONE DEI RISCHI
Sezione III - SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Sezione IV - FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO
Sezione V - SORVEGLIANZA SANITARIA
Sezione VII - CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI
Sezione VIII - DOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI EDELLE MALATTIE PROFESSIONALI
Capo IV - DISPOSIZIONI PENALI
Sezione I - SANZIONI
Sezione II - DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE
Rischi
Testo Unico sulla sicurezza del Lavoro

TITOLO II - LUOGHI DI LAVORO
Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI
Capo II - SANZIONI
TITOLO III - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE
Capo I - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Capo II - USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Capo III - IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE
Rischi
Testo Unico sulla sicurezza del Lavoro

TITOLO IV - CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
Capo I - MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI
TEMPORANEI O MOBILI
Capo II - NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN
QUOTA
Sezione I - Campo di applicazione
Sezione II - Disposizioni di carattere generale
Sezione III - Scavi e fondazioni
Sezione IV - Ponteggi e impalcature in legname
Sezione V - Ponteggi fissi
Sezione VI - Ponteggi movibili
Sezione VII - Costruzioni edilizie
Sezione VIII - Demolizioni
Capo III - SANZIONI
Sezione II
Valutazione dei rischi
N° 3 articoli (da art. 28 a art. 30)
• Articolo 28 - Oggetto della valutazione dei rischi
• Articolo 29 - Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi
• Articolo 30 - Modelli di organizzazione e di gestione
La Valutazione del Rischio diviene l’elemento cardine del sistema di prevenzione
aziendale.
La Valutazione del Rischio è un Obbligo Indelegabile del Datore di Lavoro cui compete
non solo la responsabilità per l’effettuazione del processo di valutazione (art. 17 comma 1
lettera a).
Sezione II
Valutazione dei rischi
“1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività:
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto
dall’articolo 28;”
Art. 28 Oggetto della valutazione dei
rischi
1. La valutazione di cui all’art. 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e
delle sostanze o delle miscele chimiche impiegate nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve
riguardare TUTTI I RISCHI per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti
gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato
[...], e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza [...], nonché quelli connessi alle - differenze di
genere, all’età, alla PROVENIENZA da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale
attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro [...]
2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può
essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53, su supporto informatico e, deve essere
munito, anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data
attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini
della prova della data, dalla sottoscrizione del RSPP, del RLS o del RLS territoriale e dal medico
competente ove nominato e contenere
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa,
nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
b) l’INDICAZIONE delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione
individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);
c) il PROGRAMMA delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di
sicurezza;
Art. 28 Oggetto della valutazione dei
rischi
d) l’INDIVIDUAZIONE delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché
dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere
assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) l’INDICAZIONE DEL NOMINATIVO del RSPP, del RLS o di quello territoriale e del medico
competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
f) l’INDIVIDUAZIONE delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi
specifici che RICHIEDONO una riconosciuta capacita' professionale, specifica esperienza,
adeguata formazione e addestramento. 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2
deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei
rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto;
3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare
immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta
giorni dalla data di inizio della propria attività.
D. LGS106/09: La scelta dei CRITERI DI REDAZIONE del documento è rimessa al datore di
lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da
garantirne la completezza e l’idoneità quale STRUMENTO OPERATIVO di pianificazione
degli interventi aziendali e di prevenzione;
Art. 29 Modalità di effettuazione della
valutazione dei rischi
1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all’art. 17, comma
1, let. a), in collaborazione con il RSPP e protezione e il medico comp., nei casi di cui
all’articolo 41. (Arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 - Arresto da
quattro a otto mesi se la violazione è commessa: nelle aziende di cui all’articolo 31, comma
6)
2. Le attività di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del RLS.
3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata in occasione di
modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della
salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica,
della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati
della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità . A seguito di tale rielaborazione, le
misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che
precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle
modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali;
4. Il documento di cui all’art. 17, comma 1, lett. a), e quello di cui all’articolo 26, comma 3,
devono essere custoditi presso l'unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei
rischi. (Sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.600 euro per il DL - dirigente)
Art. 29 Modalità di effettuazione della
valutazione dei rischi
5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui
al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8,
lett. f).
6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei
rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f).
6-bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento alle aziende che
rientrano nel campo di applicazione del titolo IV, sono adottate nel rispetto delle disposizioni di
cui all’articolo 28.
7. Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attività svolte nelle seguenti
aziende:
a) aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);
b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da
atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all’esposizione ad amianto;
Le procedure standardizzate
Queste procedure hanno il compito di adeguare il DVR alle effettive esigenze di rischio
delle lavorazioni aziendali e dei cicli lavorativi e di essere coerenti con gli indici
infortunistici del settore di appartenenza, senza essere un appesantimento burocratico.
Queste sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve
effettuare la valutazione dei rischi aziendali ed il suo aggiornamento, per poter
individuare le migliori misure di prevenzione e di protezione e di seguito elaborare il
programma delle misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e
sicurezza dei lavoratori.
Le procedure standardizzate prevedono una semplificazione formale delle procedure e
dei criteri da utilizzare per redigere il documento, ma non cambia nella sostanza la
valutazione e la mappatura dei rischi, su cui dovrà essere concentrata l’attenzione.
Non si può infatti semplificare o standardizzare una «valutazione dei rischi», ma lo può
essere il documento, che deve comunque riportare sinteticamente tutte le informazioni
necessarie.
Le procedure standardizzate
Il DVR stilato con le procedure standardizzate dovrà risultare comunque come il reale
lavoro di analisi e valutazione dei rischi, inerente all’attività aziendale e con u reale
processo di miglioramento, applicabile e continuo.
La compilazione del DVR con le procedure standardizzate prevede quattro attività
principali:
1. Descrizione dell’azienda (dati aziendali, descrizione del ciclo di lavoro, delle attività e
delle mansioni)
2. Individuazione dei pericoli presenti in azienda
3. Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure d
prevenzione e protezione attuate
4. Definizione del programma di miglioramento.
Nella quasi totalità delle farmacie possono essere riscontrate le stesse mansioni, le
stesse attività e di conseguenza gli stessi pericoli.
I pericoli che possiamo incontrare in genere in una Farmacia possono essere:
• Gli impianti (elettrici elettronici riscaldamento, raffreddamento ecc.), per i quali serve
attuare le misure delle verifiche periodiche (esempio la verifica della messa a terra
dell’impianto elettrico), per lo meno quelle obbligatorie di legge, indicando che è stata
svolta formazione ed informazione del persone e la presenza delle dichiarazione di
conformità degli impianti stessi.
• Videoterminale, per la presenza di questo pericolo c’è la necessità che siano presenti
uno o più lavoratori che utilizzino il video terminale in maniera sistematica e abituale
per più di 20 ore la settimana, in tal caso si rende obbligatoria la sorveglianza
sanitaria.
La valutazione del rischio nella
Farmacia
• Agenti biologici, il pericolo virus, batteri ecc., è sempre presente per le figure che
entrano in contatto diretto nelle attività «lavorative» con i pazienti/clienti.
• Sostanze pericolose come gli agenti chimici, per le quali sarà necessarie un analisi
tramite le schede di sicurezza, l’utilizzo di adeguati DPI, svolgere informazione e
formazione del personale e redigere procedure organizzative per utilizzare tali prodotti.
• Posture incongrue e movimenti ripetitivi, riguardanti tutte le mansioni in una
Farmacia. Sarà necessaria un’adeguata formazione del personale e il controllo che gli
arredi ergonomici e le postazioni siano conformi alla normativa vigente.
La valutazione del rischio nella
Farmacia
La valutazione del rischio nella
Farmacia
• Movimentazione manuale di carichi: ci sono situazioni lavorative in cui si fa uso
della forza manuale per lo spostamento di oggetti. È quindi necessario conoscere la
corretta posizione da assumere nello spostamenti degli oggetti.
• Stress lavoro correlato, dovuto al fatto che i lavoratori della Farmacia entrano
abitualmente in contatto con il pubblico, prevendendo l’informazione e la formazione
del personale per la relazione con i pazienti/clienti.
• Incendio, dove vi sia la presenza di sostanze combustibili, infiammabili e particolari
condizioni di innesco, pericolo che si può limitare con l’attenzione ai prodotti
infiammabili che si utilizzano e loro gestione. In questo caso va nominato l’addetto al
servizio antincendio ed evacuazione e le misure organizzative richieste per
l’antincendio (cartellonistica, estintori, esercitazione ecc.).
Concetto di Sicurezza
MODULO 2
Prevenzione
Struttura del Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro
TITOLO I - I PRINCIPI COMUNI
Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI
Capo II - SISTEMA ISTITUZIONALE
Capo III - GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO
Sezione I - MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI
Sezione II - VALUTAZIONE DEI RISCHI
Sezione III - SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Sezione IV - FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO
Sezione V - SORVEGLIANZA SANITARIA
Sezione VII - CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI
Sezione VIII - DOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI EDELLE MALATTIE
PROFESSIONALI
Capo IV - DISPOSIZIONI PENALI
Sezione I - SANZIONI
Sezione II - DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE
Triangolo di Heinrich
Questi tre tipi di incidenti sono legati numericamente dalla proporzione 1: 29: 300.
Se si riduce il numero contenuto nel trapezio di base, si riduce anche il numero indicato
nel trapezio sovrastante e, di conseguenza, quello inserito nel triangolino alla sommità:
1:29:300 ⇨ 0,1:2,9:30 ⇨ 0,01:0,29:3
Triangolo di Heinrich
1 ➧ Infortuni mortali - Invalidità permanenti
infortunio a gravità totale
29 ➧Altri infortuni - In validità temporanea parziale
Infortunio a gravità non totale, cioè quelli con invalidità temporanea parziale.
300 ➧ Incidenti senza infortunio - Near miss
•hanno chiesto un primo soccorso, ma non hanno comportato
un’invalidità temporanea parziale,
•incidenti senza infortunio,
•near-miss, detti anche narrow-escape;
•atti pericolosi;
•condizioni pericolose;
La piramide degli incidenti
Per ogni infortunio grave si registrano circa 29 infortuni di minor gravità ben 300 incidenti
senza conseguenze
Grave incidente
Indice giorni di infortunio
Incidente lieve
Indice casi di intervento medico
Indice casi di soccorso
Danno a cose
Indice economico di spesa
Quasi incidente (Near misses)
Indice casi di quasi incidenti
Sicurezza
Sicurezza: condizioni di assenza di rischio, cioè assenza di possibili eventi negativi.
• La sicurezza assoluta è il limite a cui tende asintoticamente il valore della sicurezza
reale
• La sicurezza assoluta non è raggiungibile in nessuna attività umana, qualunque siano
le risorse impegnante per essa.
• La sicurezza elevata corrisponde rischio basso - sicurezza bassa corrisponde rischio
alto
La retta parallela all’asse delle ascisse, passante per il valore
della sicurezza pari ad 1, indica la sicurezza assoluta.
1. PERICOLO (HAZARD) EN 292: fonte di possibili lesioni o danni alla salute.
Nota: Hazard è spesso tradotto anche con
“Fattore di rischio” (soprattutto in Medicina);
2. SITUAZIONE PERICOLOSA: Qualsiasi situazione in cui una persona (o più persone) è esposta ad un pericolo o ad più
pericoli (UNI EN 292);
3. INCIDENTE: Evento indesiderato che può portare anche a danni a cose o persone; Evento che ha dato luogo a danni o
che poteva provocarli (OHSAS 18001);

4. NALISI DEL RISCHIO: Procedimento di identificazione dei pericoli e stima del rischio associato (ISO/PDTR 14498-1, UNI
EN 1050);
5. RISCHIO: Combinazione di probabilità e gravità di possibili lesioni o danni alla salute in una situazione pericolosa (UNI
EN 292);
6. VALUTAZIONE DEL RISCHIO (“Risk Assesment”): valutazione globale della probabilità e della gravità di possibili lesioni o
danni alla salute in una situazione pericolosa;
7. RISCHIO ACCETTABILE (acceptable risk - 3.1 - OHSAS 18001:07): Rischio che è stato ridotto a un livello che può essere
tollerato dall'organizzazione tenendo conto degli obblighi legali e della propria politica per la SSLL (3.16).
Fasi di valutazione del rischio
RISK ANALYSIS
• Acquisizione dati e studio del processo - Individuazione dei Pericoli/Hazard
• Individuazione dei rischi potenziali e quindi delle unità interessate/personale esposto
• Identificazione degli eventi primari e delle sequenze che possono portare all’incidente
RISK ASSESSMENT
• Valutazione della probabilità del manifestarsi dell’evento
• Valutazione delle conseguenze
• Valutazione quantitativa del rischio
RISK MANAGEMENT
• Analisi e presentazione dei risultati: azioni di monitoraggio e controllo
Individuazione dei pericoli
RISCHI PER LA SICUREZZA (Rischi di natura infortunistica)
• Strutture
• Macchine
• Impianti Elettrici
• Sostanze pericolose
• Incendio ed esplosione
RISCHI PER LA SALUTE (Rischi di natura igienico ambientale)
• Agenti Chimici
• Agenti Fisici
• Agenti Biologici
RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (Rischi di tipo cosiddetto trasversale)
• Organizzazione del lavoro
• Fattori psicologici
• Fattori ergonomici
• Condizioni di lavoro difficili
Hazard: categorie
Luoghi ed ambienti di lavoro
• Elementi strutturali : coperture –
vetrate
• Elementi strutturali: strutture sporgenti
o fisse
• Scale fisse o portatili
• Instabilità delle strutture edilizie
• Instabilità degli arredi e degli scaffali
• Spazi limitati - Carenze di layout
• Disordine – Cavi volanti ecc.
• Caduta di oggetti immagazzinati
Pavimenti pericolosi (bagnati, irregolari)
• Lavoro in quota, in posizioni sopraelevate o
instabili
• Amianto friabile o in matrice cementizia ( eternit )
• Aperture nel suolo o nelle pareti – Scavi
• Difficoltà di evacuazione – Intrappolamento
• Lavoro in spazi confinati ( fosse, cunicoli, vasche
ecc. )
• Lavoro all' aperto - Freddo, pioggia, sole ecc.
Hazard: categorie
Macchine, impianti, attrezzature
• Organi in movimento del macchinario
• Macchine composte (linee, robot, ….)
• Caduta, ribaltamento o instabilità del
macchinario
• Caduta di oggetti manipolati o
movimentati
• Scintille - Schegge - Proiezione di oggetti
o spruzzi
• Superfici od oggetti taglienti, spigolosi,
appuntiti ecc.
• Utensili portatili manuali (martelli, chiavi
inglesi ...)
• Utensili portatili elettrici o pneumatici
• Mezzi di sollevamento - Carichi sospesi
Mezzi di trasporto (Carrelli
elevatori, autovetture ... )
• Fluidi, apparecchi e recipienti
in pressione / molle
• Fluidi, materiali o superfici a
temperature estreme
• Impianti ed apparecchiature
elettriche a B.T.
• Impianti ed apparecchiature
elettriche ad A.T.
• Cariche elettrostatiche
• Impianti ed apparecchiature a
gas
Hazard: categorie
Agenti chimici e biologici
• Sostanze e preparati pericolosi (solidi o liquidi )
• Agenti chimici aerodispersi (gas, vapori, fumi,
nebbie)
• Sostanze sensibilizzanti – Allergeni
• Polveri o fibre aerodisperse (diverse dall'
amianto )
• Agenti biologici ed infettivi - Impianti di
condizionam.
• Materiali combustibili
• Materiali infiammabili
• Materiali esplosivi
• Materiali comburenti (ossigeno e ossidanti )
Agenti fisici
• Rumore (trauma acustico)
• Vibrazioni meccaniche
• Radiazioni ionizzanti
(sostanze o macchinari)
• Campi elettromagnetici –
Microonde
• Sorgenti e dispositivi laser
• Radiazioni ultraviolette
Hazard: categorie
Aspetti ergonomici ed organizzativi
• Posizione o metodo di lavoro scorretti (procedure)
• Posizione o metodo di lavoro scorretti (mov. scoordinati)
• Movimenti ripetitivi - Ritmi di lavoro eccessivi (CTD )
• Sforzi fisici - Movimentazione manuale dei carichi
• Impegno visivo elevato ( diverso dai VDT )
• Lavoro al VDT per più di 20 ore medie settimanali
• Carico di lavoro mentale – Stress
• Lavoro notturno
Sono da considerare i seguenti fattori che
influenzano la percezione del rischio:
FATTORI
• Età
• Sesso
• Stato di gravidanza
• Esperienza Lavorativa
• Livello di Salute
• Paese di provenienza – Conoscenza della Lingua
• Clima aziendale
• Condizioni psico-fisiche
• Turni di lavoro e svolgimento mansione…
Come si attua la valutazione dei rischi?
Una volta determinata l’esposizione dei lavoratori al pericolo si valuta:
• La probabilità che dal pericolo al quale il lavoratore è esposto possa derivare
effettivamente un infortunio o una malattia professionale;
• L'entità del possibile danno se tale probabilità si materializza.
• La stima può essere effettuata utilizzando ad es. la seguente scala semi-quantitativa
Improbabile
Non sono noti episodi già verificati, e/o il danno si può verificare solo per una
concatenazione di eventi improbabili e tra loro indipendenti, e/o il verificarsi del danno
susciterebbe incredulità in azienda.
Poco probabile
Sono noti rari episodi già verificati, e/o il danno può verificarsi solo in circostanze
particolari. il verificarsi del danno susciterebbe sorpresa in azienda.
Probabile
È noto qualche episodio in cui il pericolo ha causato danno, e/o il pericolo può
trasformarsi in danno anche se non in modo automatico e/o il verificarsi del danno
susciterebbe scarsa sorpresa in azienda.
Molto probabile
Sono noti episodi in cui il pericolo ha causato danno, e/o il pericolo può trasformarsi in
danno con una correlazione, e/o diretta. Il verificarsi del danno non susciterebbe sorpresa
in azienda.
Determinazione del rischio - Probabilità
di accadimento
Si dovrebbe considerare:
• numero di persone esposte
• frequenza e durata di esposizione al pericolo;
• efficienza dei dispositivi di sicurezza
• protezione fornita dai DPI e frequenza di utilizzo degli stessi
• Formazione e informazione degli operatori
• Registrazioni o memoria storica di eventi accaduti
• Letteratura scientifica
Danno lieve
Infortunio o inabilità temporanea con effetti rapidamente reversibili. Esposizione cronica
con effetti rapidamente reversibili.
Danno significativo
Infortunio o inabilità temporanea con disturbi o lesioni significative reversibili a medio
termine.
Esposizione cronica con effetti reversibili.
Danno Grave
Infortunio o inabilità temporanea con lesioni significative irreversibili o invalidità parziale.
Esposizione cronica con effetti irreversibili o parzialmente invalidanti.
Danno Gravissimo
Infortunio con lesioni molto gravi irreversibili e invalidità totale o conseguenze letali.
Esposizione cronica con effetti letali o totalmente invalidanti.
R=f(D,P)
L’entità del rischio può essere espressa mediante questa funzione in cui:
R = magnitudo del rischio;
D = magnitudo delle conseguenze (danno per i lavoratori);
P = probabilità o frequenza del verificarsi delle conseguenze.
La matrice del rischio (p x d)
◼Rischio basso
◼Rischio medio
◼Rischio alto
◼Rischio altissimo
Livello di rischio
RISCHIO ALTISSIMO
• Attuare misure immediate di prevenzione e protezione dai rischi (nell'impossibilità: bloccare temporaneamente il processo produttivo).
• Identificare misure di miglioramento ai fini della riduzione del livello di rischio.
RISCHIO ALTO
• Attuare misure immediate di prevenzione e protezione dai rischi.
• Identificare misure di miglioramento ai fini della riduzione del livello di rischio
RISCHIO MEDIO
Nel casi di rischio D (pari a 1 o 2) basso:
• Prendere in considerazione misure di miglioramento ai fini della riduzione del livello di rischio
• Nel caso di rischio che presenti D elevato (pari a 3 o 4):
• Attuare misure immediate di protezione dai rischi
• Prendere in considerazione misure di miglioramento ai fini della riduzione del livello di rischio
RISCHIO BASSO
Non sono strettamente necessarie misure di prevenzione e protezione (quelle in atto si possono ritenere sufficienti)
Gestione del rischio
• Non è possibile raggiungere uno stato di sicurezza assoluta. Nessuna attività umana è
esente da rischio. Nessuna norma, per quanto ben congeniata, nessuna lungimirante
previdenza possono garantire che non si verifichino eventi dannosi.
• È possibile, attraverso un PROGETTO SICUREZZA INTEGRATO di misure preventive
e protettive fra loro compatibili, ricondurre entro limiti accettabili la probabilità e l’entità
degli effetti dannosi.
• Raggiunto tale obiettivo, si deve GESTIRE IL RISCHIO RESIDUO prevedendo le
azioni da mettere in atto al momento del verificarsi dell’evento
Riduzione del rischio
Interventi PREVENTIVI, influiscono sulle sorgenti di rischio e sono:
• Misure TECNICHE, ad esempio i sistemi di rilevazione di
sostanze tossiche e infiammabili, gli impianti di messa a terra
elettrica, i dispositivi di sicurezza, ecc…
• Misure ORGANIZZATIVE, comprendono: il rispetto dell’ordine e
della pulizia, il controllo delle misure di sicurezza, i regolamenti
interni, l’informazione degli occupati, l’utilizzo di sostanze non
pericolose o con caratteristiche i pericolosità ridotte
• Gli INTERVENTI PREVENTIVI riducono il Rischio, riducendo la
FREQUENZA
Analisi del rischio
• Interventi PROTETTIVI, tendenti a limitare i danni alle persone, ai beni e all’ambiente:
• misure per la salvaguardia delle persone, comprendono i sistemi di vie d’uscita, i
sistemi di allarme, i piani di emergenza, le prove di evacuazione.
• misure per la salvaguardia dei beni e dell’ambiente:
1. misure di contenimento: doppie pareti, schermi, distanze di sicurezza, ecc., finalizzate
a non far uscire all’esterno prodotti od energie
2. misure di intervento: impianti fissi di abbattimento fughe di gas, impianti di
spegnimento incendi, squadre di soccorso, ecc..
• Gli INTERVENTI PROTETTIVI riducono il rischio, riducendo la MAGNITUDO
Risk Management
Mentre la PRIMA FASE cerca di evitare o di eliminare completamente la causa e, come
risultato l'effetto, la SECONDA e la TERZA FASE accettano il fatto che un evento o una
condizione d'insicurezza possano esistere.
Risk Management
ELIMINARE: Il primo obiettivo è quello di prevenire, generalmente attraverso la
progettazione, l'esistenza della condizione d'insicurezza o dell'innesco dell'evento,
eliminandone di conseguenza anche l'effetto.
RIDURRE: Nel caso in cui quanto visto al punto 1 non produca gli effetti desiderati,
ovvero dia luogo ad una riduzione di rischio non accettabile oppure non sia
ragionevolmente possibile, si dovranno studiare dispositivi di sicurezza e/o protezioni
adatti a fronteggiare i pericoli residui.
TRASFERIRE: Se permangono ancora rischi residui, è necessario considerare con quali
modalità “trasferire” il rischio, ad esempio subappaltando ad un terzo le attività che
introducono il rischio, ad una compagnia assicurativa (mediante una polizza adeguata),
oppure, nel caso di un prodotto, all’utilizzatore, informandolo del rischio intrinseco
attraverso libretti di istruzioni, cartellonistica, avvisi ecc. che spieghino la natura del
pericolo e come evitarne le conseguenze.
Grazie per
l’attenzione