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MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Prof.ssa Simonetta Costanzo   Psicopedagogista, psicoanalista, criminologo   Docente di Psicologia Sociale e dei Gruppi,  di psicopedagogia, di psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione presso l’Università della Calabria, UNICAL(CS)
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE “ …  E lunghi funerali, senza banda ne’ tamburi,  lentamente sfilano nella mia anima; la Speranza, disfatta, piange; e l’Angoscia atroce, dispotica, pianta sopra il cranio chinato la sua bandiera nera .” Charles Baudelaire
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il termine  mobbing , com’è ormai noto, si riferisce all’azione attiva operata dalla folla o da un gruppo. Può essere associato al latino  mobilem , contratto da  movibilem  e  movere , che significa muovere, inteso come oggetto o soggetto atto a muoversi o ad essere mosso. Proviene anche dall’inglese:  to mob  (pass.  mobbed  = attaccare, assalire, malmenare, aggredire, affollarsi, accalcarsi), da cui deriva il sostantivo  mob  = folla, ressa, calca, popolino, plebe, plebaglia.  Il termine è stato ideato dal Prof. Heinz Leymann ( Svezia).
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Sebbene il termine  mobbing , usato a proposito di comportamenti sociali umani, si riferisca prevalentemente all’ostilità che sorge contro una persona in ambiente lavorativo, le dinamiche del  mobbing  possono essere ritrovate anche in altri ambienti, come quello della scuola, nella quale vanno distinte dalle pratiche rituali di iniziazione e passaggio tradizionali quali il trattamento ritualizzato imposto alle matricole, che hanno uno scopo positivo .
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il  mobbing  nelle scuole è quella condizione concernente la vita scolastica che si manifesta nei confronti di un preciso individuo, e avviene nell’ambito di una struttura, dove preesiste una gerarchia di ruoli e di funzioni diverse. Il  mobbing  attiva, quindi, nel soggetto, una condizione psichica, reattiva, che si sviluppa nell’ambito del suo ambiente scolastico.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Le spiegazioni possono essere di diversa natura. In particolare, ciò accade, poiché il soggetto viene fatto oggetto di comportamenti censurabili di vario tipo e viene gradualmente estromesso dal suo ruolo e dalla sua funzione. L’agito che si svolge nell’ambito scolastico, di norma mediante delle azioni dirette o indirette, visibili o non apparentemente visibili contro la persona, genera nel soggetto mobbizzato uno stato di grave disagio psicofisico.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE La responsabilità di detta sindrome è attribuibile a persone più potenti, quali nel corpo insegnate o i leader del gruppo, i quali agiscono al fine di demolire la dignità e l’autostima della vittima di  mobbing , attraverso azioni di sconferma, di vera e propria demolizione del soggetto  et similia .  Una pressione eccessiva dell’insegnante sugli allievi può determinare una tensione nel gruppo della classe che si può espandere sui soggetti più deboli del gruppo.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Una pressione eccessiva sui bambini può provocare una rissa improvvisa che non sembra avere spiegazioni manifeste. In alcuni casi, la vittima di  mobbing  si può rendere conto che quell’azione agita è rivolta proprio contro la sua persona: tale presa di coscienza, può mettere in moto alcuni meccanismi di difesa e di tutela.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il  mobbing  più maligno è quello che vede il soggetto inconsapevole, ignaro di cosa stia accadendo, e di da dove provenga l’attacco demolitore e come si stia verificando.  Purtuttavia, anche in questo caso, si viene a verificare l’emarginazione totale dell’individuo additato e colpito, la totale disconferma del suo ruolo scolastico: a lui viene tolta la capacità decisionale e di status.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Tali azioni d’attacco, di più o meno subdole violenze, si stanno verificando sempre di più in ambiente scolastico, e si attivano, di solito ma non esclusivamente, lì dove esistono gerarchie rigide di potere e per mezzo di meccanismi psicologici profondi.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il  mobbing  potrebbe costituire uno dei fattori di spiegazione della dispersione scolastica, ovvero del rifiuto che molti giovani hanno nei confronti della scuola tanto da non volerla frequentare o da non riuscire a portare a termine gli studi.  Questo rifiuto, infatti, potrebbe derivare, in assenza di gravi problemi cognitivi e deficit neurologici, dall’ostilità che i ragazzi sentono nella classe, dal timore e dalla frustrazione che essi vivono a causa del gruppo dei cosiddetti “bulli”, dai quali vengono contestati o derisi e presi in giro: oppure dalla persecuzione messa in atto da parte dell’insegnante, purtroppo.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Esiste anche il fenomeno di  mobbing  agito contro l’insegnate da parte degli allievi. Questo fenomeno si realizza attraverso atti distruttivi quali la derisione, la tendenza ad esaltare gli errori dell’insegnante, la distruzione dei registri e dei documenti scolastici, la violenza agita contro l’insegnante, le minacce, atti di teppismo contro  l’edificio scolastico che rappresenta il simbolo dell’istituzione, etc.: le radici di ciò sono complesse e di varia natura (vedere film e notizie al proposito).
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE A tal riguardo scrive Charles R. Aldrich:  “ Ogni città che si sente in pericolo, tende istintivamente a rafforzare la conformità di pensiero e di condotta fra i suoi membri , e a sopprimere ogni pensiero e condotta che possa disturbare l’armonia interna del gruppo ”  ( “Mente primitiva e civiltà moderna” , Einaudi, 1949).  Ciò procura, nell’ignorante, reazioni di rifiuto.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il gruppo di ricerca della Università di Cassino, già alcuni anni fa, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia Clinica della Università di Creta, in Grecia, ha messo a punto un indicatore del  mobbing  infantile, da applicarsi negli ambienti scolastici, ottenuto riconoscendo l’esistenza degli stessi processi psicodinamici che sono stati già individuati negli ambienti di lavoro.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Questo indice è stato denominato  “ Child Mobbing Index” ,  ed è costituito da una scala di atteggiamenti testata su diverse popolazioni di ragazzi frequentanti scuole elementari e medie italiane e greche.
“ Child Mobbing Index” Sono stimato a scuola I miei compagni mi vogliono bene Non mi invitano a giocare con loro Tutti sono cattivi con me La maestra mi sgrida perché non faccio i compiti Mi picchiano Mi vergogno di stare in questa scuola Non credo di essere bravo I compagni mi fanno i complimenti per quanto sono bravo Vorrei valere di più Sento che da grande sarò una persona importante Se posso, me ne vado da questa scuola Ho ricevuto schiaffi dai miei compagni Mi insultano Nessuno vuole sedere accanto a me Nessuno mi invita Si mettono in un gruppo contro di me Non apprezzano il modo in cui parlo Dicono che non so niente Sono il più bravo della classe Quando non sanno una cosa i compagni mi domandano Mi prendono i giochi e non me li restituiscono La maestra mi fa rifare i quaderni La maestra dice che dobbiamo studiare di più Ho troppi compiti Non ce la faccio a studiare Siamo quelli che studiano di più La scuola è troppo difficile Nessuno mi aiuta Le maestre sono severe
“ Child Mobbing Index” Elementi di valutazione ATTEGGIAMENTI OSTILI DEI COMPAGNI COMPORTAMENTI OSTILI DI CARATTERE AGGRESSIVO PRESSIONE DEL PERSONALE INSEGNANTE SUI RAGAZZI TOTALE INDICE (massimo 100%) Soglia che si pone oltre il tollerabile = 50% Mobbing  basso o inesistente minore del 30% Il consiglio è di diluire queste 30 domande con altre domande neutre per evitare l’accumulazione da stress (tipo: la scuola è bella, le aule sono confortevoli, la mia classe è numerosa, etc.).
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il fenomeno del  mobbing  si può arbitrariamente dividere in quattro fasi: Prima fase :  Avvengono conflitti, attacchi, meschinerie ed anche scherzi feroci.   Seconda fase :  Se per tutto l’anno scolastico le aggressioni ancora proseguono, si può notare, molto spesso, un avviamento verso uno stato cronico di ansietà.  Terza fase :  Atti di negazione dei diritti della vittima, tollerati o ignorati dalla direzione. Quarta fase :  Dequalificazione, emarginazione, periodi di malattia di lunga durata. Cambio di scuola, interruzione dell’attività scolastica, frequenza a singhiozzo o saltuaria fino, nei casi più gravi, all’abbandono degli studi.
Sintomi psichici del Mobbing Difficoltà di concentrazione Problemi di memoria Disturbi del sonno Disturbi dell’alimentazione Senso di isolamento Insicurezza Ansia per fatti insignificanti Vergogna, imbarazzo ingiustificati Senso di colpa Comportamenti da e di evitamento Depressione e disperazione Attacchi di panico Illusioni e allucinosi Astenia, apatia, abulia Mancanza della voglia di vivere Pensieri di morte, fino al suicidio
Sintomi fisici del Mobbing Tendenza a rimanere vittima di raffreddore, tosse, influenza Cefalea ed emicrania Sudorazione abbondante e senza motivo Dolori ossei e muscolari migranti Palpitazioni, tachicardia Parestesie e sensazione di tremore Affaticamento cronico Irritazioni, sfoghi della pelle, allergie Mancanza di appetito Nausea, vomito, disturbi intestinali Calo/aumento di peso
Manifestazioni comportamentali del Mobbing Effetti sul comportamento : irritabilità, tendenza al pianto anche senza motivo, scoppi d’ira, tendenza all’aumento di comportamenti anancastici e ossessivi, ipervigilanza, ipersensibilità, indecisione, instabilità d’umore, angoscia da privazione, manifestazione di fobie. Effetti sulla personalità : caduta dell’autostima, insicurezza nell’identificazione e nel ruolo sociale, perdita della fiducia in se stesso, senso d’incapacità, d’inutilità e di anaffettività. Effetti estremi : depressione conclamata, dipendenza da droghe, alcool, psicofarmaci (in adolescenza), perdita del senso di realtà,  acting out , tentato suicidio, aggressioni verso gli altri.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE L'espressione  mobbing  venne usata da Konrad Lorenz per indicare il comportamento proprio di alcuni animali quando si coalizzano contro un membro del gruppo, fino ad escluderlo dalla comunità, o perché considerato estraneo alla comunità animale stessa o perché ritenuto malato e, in ogni caso,  pericoloso.  In sostanza, quello che si attiva è un meccanismo di difesa grazie al quale un gruppo animale mantiene la sua omogeneità espellendo il “non simile”, attraverso comportamenti lesivi che, in alcuni casi, arrivano fino alla completa distruzione dell’individuo ritenuto “diverso o inadeguato”.  La funzione di ciò è selettiva, genetica, razziale nel mondo animale, ove vige la legge del più forte.  Non vale per gli umani: Tirteo (poeta zoppo), indicato dall’oracolo, guidò i tebani alla vittoria.
“ IL BRUTTO ANATROCCOLO”   FIABE POPOLARI DI H.C. ANDERSEN “… ..  Ma il povero anatroccolo, che era uscito per ultimo dall’uovo ed era tanto brutto, venne morso, preso a spinte, deriso, sia dalle anatre che dalle galline. – E’ troppo grosso! – dicevano tutti, e il tacchino, che era nato con gli speroni e credeva quindi di essere imperatore, si gonfiò come un bastimento dalle vele spiegate e partì contro di lui, gorgogliando di collera e con la testa tutta rossa. Il povero anatroccolo non sapeva più dove stare ne’ dove andare, era tristissimo, perché era brutto e perché era lo zimbello di tutto il pollaio. Il primo giorno passò così, poi andò sempre peggio. Il povero anatroccolo era scacciato da tutti, perfino i suoi fratelli erano cattivi con lui, dicevano sempre: - Magari ti prendesse il gatto, brutto mostro! – e la madre diceva: - Come ti vorrei lontano! – e le anatre lo mordevano, le galline lo beccavano e la serva che portava da mangiare alle bestie, lo scansava col piede .....” Perfino i cacciatori lo ignoravano e perciò lui era tanto, tanto depresso: neppure per ucciderlo lo volevano, non valeva veramente nulla. Però mentre triste e solo nuotava, per caso si vide riflesso nell’acqua, e capì perché da qualche tempo gli altri animali lo guardavano in modo diverso. Era un cigno, non un brutto anatroccolo, era il re degli uccelli: il più bello.
MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Grazie per l’ attenzione

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"Ti picchio, Ti rompo" Il bullismo un fenomeno alla deriva
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Bullismo e cyberbullismo
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Mobbingscuola

  • 1. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Prof.ssa Simonetta Costanzo Psicopedagogista, psicoanalista, criminologo Docente di Psicologia Sociale e dei Gruppi, di psicopedagogia, di psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione presso l’Università della Calabria, UNICAL(CS)
  • 2. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE “ … E lunghi funerali, senza banda ne’ tamburi, lentamente sfilano nella mia anima; la Speranza, disfatta, piange; e l’Angoscia atroce, dispotica, pianta sopra il cranio chinato la sua bandiera nera .” Charles Baudelaire
  • 3. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il termine mobbing , com’è ormai noto, si riferisce all’azione attiva operata dalla folla o da un gruppo. Può essere associato al latino mobilem , contratto da movibilem e movere , che significa muovere, inteso come oggetto o soggetto atto a muoversi o ad essere mosso. Proviene anche dall’inglese: to mob (pass. mobbed = attaccare, assalire, malmenare, aggredire, affollarsi, accalcarsi), da cui deriva il sostantivo mob = folla, ressa, calca, popolino, plebe, plebaglia. Il termine è stato ideato dal Prof. Heinz Leymann ( Svezia).
  • 4. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Sebbene il termine mobbing , usato a proposito di comportamenti sociali umani, si riferisca prevalentemente all’ostilità che sorge contro una persona in ambiente lavorativo, le dinamiche del mobbing possono essere ritrovate anche in altri ambienti, come quello della scuola, nella quale vanno distinte dalle pratiche rituali di iniziazione e passaggio tradizionali quali il trattamento ritualizzato imposto alle matricole, che hanno uno scopo positivo .
  • 5. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il mobbing nelle scuole è quella condizione concernente la vita scolastica che si manifesta nei confronti di un preciso individuo, e avviene nell’ambito di una struttura, dove preesiste una gerarchia di ruoli e di funzioni diverse. Il mobbing attiva, quindi, nel soggetto, una condizione psichica, reattiva, che si sviluppa nell’ambito del suo ambiente scolastico.
  • 6. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Le spiegazioni possono essere di diversa natura. In particolare, ciò accade, poiché il soggetto viene fatto oggetto di comportamenti censurabili di vario tipo e viene gradualmente estromesso dal suo ruolo e dalla sua funzione. L’agito che si svolge nell’ambito scolastico, di norma mediante delle azioni dirette o indirette, visibili o non apparentemente visibili contro la persona, genera nel soggetto mobbizzato uno stato di grave disagio psicofisico.
  • 7. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE La responsabilità di detta sindrome è attribuibile a persone più potenti, quali nel corpo insegnate o i leader del gruppo, i quali agiscono al fine di demolire la dignità e l’autostima della vittima di mobbing , attraverso azioni di sconferma, di vera e propria demolizione del soggetto et similia . Una pressione eccessiva dell’insegnante sugli allievi può determinare una tensione nel gruppo della classe che si può espandere sui soggetti più deboli del gruppo.
  • 8. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Una pressione eccessiva sui bambini può provocare una rissa improvvisa che non sembra avere spiegazioni manifeste. In alcuni casi, la vittima di mobbing si può rendere conto che quell’azione agita è rivolta proprio contro la sua persona: tale presa di coscienza, può mettere in moto alcuni meccanismi di difesa e di tutela.
  • 9. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il mobbing più maligno è quello che vede il soggetto inconsapevole, ignaro di cosa stia accadendo, e di da dove provenga l’attacco demolitore e come si stia verificando. Purtuttavia, anche in questo caso, si viene a verificare l’emarginazione totale dell’individuo additato e colpito, la totale disconferma del suo ruolo scolastico: a lui viene tolta la capacità decisionale e di status.
  • 10. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Tali azioni d’attacco, di più o meno subdole violenze, si stanno verificando sempre di più in ambiente scolastico, e si attivano, di solito ma non esclusivamente, lì dove esistono gerarchie rigide di potere e per mezzo di meccanismi psicologici profondi.
  • 11. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il mobbing potrebbe costituire uno dei fattori di spiegazione della dispersione scolastica, ovvero del rifiuto che molti giovani hanno nei confronti della scuola tanto da non volerla frequentare o da non riuscire a portare a termine gli studi. Questo rifiuto, infatti, potrebbe derivare, in assenza di gravi problemi cognitivi e deficit neurologici, dall’ostilità che i ragazzi sentono nella classe, dal timore e dalla frustrazione che essi vivono a causa del gruppo dei cosiddetti “bulli”, dai quali vengono contestati o derisi e presi in giro: oppure dalla persecuzione messa in atto da parte dell’insegnante, purtroppo.
  • 12. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Esiste anche il fenomeno di mobbing agito contro l’insegnate da parte degli allievi. Questo fenomeno si realizza attraverso atti distruttivi quali la derisione, la tendenza ad esaltare gli errori dell’insegnante, la distruzione dei registri e dei documenti scolastici, la violenza agita contro l’insegnante, le minacce, atti di teppismo contro l’edificio scolastico che rappresenta il simbolo dell’istituzione, etc.: le radici di ciò sono complesse e di varia natura (vedere film e notizie al proposito).
  • 13. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE A tal riguardo scrive Charles R. Aldrich: “ Ogni città che si sente in pericolo, tende istintivamente a rafforzare la conformità di pensiero e di condotta fra i suoi membri , e a sopprimere ogni pensiero e condotta che possa disturbare l’armonia interna del gruppo ” ( “Mente primitiva e civiltà moderna” , Einaudi, 1949). Ciò procura, nell’ignorante, reazioni di rifiuto.
  • 14. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il gruppo di ricerca della Università di Cassino, già alcuni anni fa, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia Clinica della Università di Creta, in Grecia, ha messo a punto un indicatore del mobbing infantile, da applicarsi negli ambienti scolastici, ottenuto riconoscendo l’esistenza degli stessi processi psicodinamici che sono stati già individuati negli ambienti di lavoro.
  • 15. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Questo indice è stato denominato “ Child Mobbing Index” , ed è costituito da una scala di atteggiamenti testata su diverse popolazioni di ragazzi frequentanti scuole elementari e medie italiane e greche.
  • 16. “ Child Mobbing Index” Sono stimato a scuola I miei compagni mi vogliono bene Non mi invitano a giocare con loro Tutti sono cattivi con me La maestra mi sgrida perché non faccio i compiti Mi picchiano Mi vergogno di stare in questa scuola Non credo di essere bravo I compagni mi fanno i complimenti per quanto sono bravo Vorrei valere di più Sento che da grande sarò una persona importante Se posso, me ne vado da questa scuola Ho ricevuto schiaffi dai miei compagni Mi insultano Nessuno vuole sedere accanto a me Nessuno mi invita Si mettono in un gruppo contro di me Non apprezzano il modo in cui parlo Dicono che non so niente Sono il più bravo della classe Quando non sanno una cosa i compagni mi domandano Mi prendono i giochi e non me li restituiscono La maestra mi fa rifare i quaderni La maestra dice che dobbiamo studiare di più Ho troppi compiti Non ce la faccio a studiare Siamo quelli che studiano di più La scuola è troppo difficile Nessuno mi aiuta Le maestre sono severe
  • 17. “ Child Mobbing Index” Elementi di valutazione ATTEGGIAMENTI OSTILI DEI COMPAGNI COMPORTAMENTI OSTILI DI CARATTERE AGGRESSIVO PRESSIONE DEL PERSONALE INSEGNANTE SUI RAGAZZI TOTALE INDICE (massimo 100%) Soglia che si pone oltre il tollerabile = 50% Mobbing basso o inesistente minore del 30% Il consiglio è di diluire queste 30 domande con altre domande neutre per evitare l’accumulazione da stress (tipo: la scuola è bella, le aule sono confortevoli, la mia classe è numerosa, etc.).
  • 18. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Il fenomeno del mobbing si può arbitrariamente dividere in quattro fasi: Prima fase : Avvengono conflitti, attacchi, meschinerie ed anche scherzi feroci. Seconda fase : Se per tutto l’anno scolastico le aggressioni ancora proseguono, si può notare, molto spesso, un avviamento verso uno stato cronico di ansietà. Terza fase : Atti di negazione dei diritti della vittima, tollerati o ignorati dalla direzione. Quarta fase : Dequalificazione, emarginazione, periodi di malattia di lunga durata. Cambio di scuola, interruzione dell’attività scolastica, frequenza a singhiozzo o saltuaria fino, nei casi più gravi, all’abbandono degli studi.
  • 19. Sintomi psichici del Mobbing Difficoltà di concentrazione Problemi di memoria Disturbi del sonno Disturbi dell’alimentazione Senso di isolamento Insicurezza Ansia per fatti insignificanti Vergogna, imbarazzo ingiustificati Senso di colpa Comportamenti da e di evitamento Depressione e disperazione Attacchi di panico Illusioni e allucinosi Astenia, apatia, abulia Mancanza della voglia di vivere Pensieri di morte, fino al suicidio
  • 20. Sintomi fisici del Mobbing Tendenza a rimanere vittima di raffreddore, tosse, influenza Cefalea ed emicrania Sudorazione abbondante e senza motivo Dolori ossei e muscolari migranti Palpitazioni, tachicardia Parestesie e sensazione di tremore Affaticamento cronico Irritazioni, sfoghi della pelle, allergie Mancanza di appetito Nausea, vomito, disturbi intestinali Calo/aumento di peso
  • 21. Manifestazioni comportamentali del Mobbing Effetti sul comportamento : irritabilità, tendenza al pianto anche senza motivo, scoppi d’ira, tendenza all’aumento di comportamenti anancastici e ossessivi, ipervigilanza, ipersensibilità, indecisione, instabilità d’umore, angoscia da privazione, manifestazione di fobie. Effetti sulla personalità : caduta dell’autostima, insicurezza nell’identificazione e nel ruolo sociale, perdita della fiducia in se stesso, senso d’incapacità, d’inutilità e di anaffettività. Effetti estremi : depressione conclamata, dipendenza da droghe, alcool, psicofarmaci (in adolescenza), perdita del senso di realtà, acting out , tentato suicidio, aggressioni verso gli altri.
  • 22. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE L'espressione mobbing venne usata da Konrad Lorenz per indicare il comportamento proprio di alcuni animali quando si coalizzano contro un membro del gruppo, fino ad escluderlo dalla comunità, o perché considerato estraneo alla comunità animale stessa o perché ritenuto malato e, in ogni caso, pericoloso. In sostanza, quello che si attiva è un meccanismo di difesa grazie al quale un gruppo animale mantiene la sua omogeneità espellendo il “non simile”, attraverso comportamenti lesivi che, in alcuni casi, arrivano fino alla completa distruzione dell’individuo ritenuto “diverso o inadeguato”. La funzione di ciò è selettiva, genetica, razziale nel mondo animale, ove vige la legge del più forte. Non vale per gli umani: Tirteo (poeta zoppo), indicato dall’oracolo, guidò i tebani alla vittoria.
  • 23. “ IL BRUTTO ANATROCCOLO” FIABE POPOLARI DI H.C. ANDERSEN “… .. Ma il povero anatroccolo, che era uscito per ultimo dall’uovo ed era tanto brutto, venne morso, preso a spinte, deriso, sia dalle anatre che dalle galline. – E’ troppo grosso! – dicevano tutti, e il tacchino, che era nato con gli speroni e credeva quindi di essere imperatore, si gonfiò come un bastimento dalle vele spiegate e partì contro di lui, gorgogliando di collera e con la testa tutta rossa. Il povero anatroccolo non sapeva più dove stare ne’ dove andare, era tristissimo, perché era brutto e perché era lo zimbello di tutto il pollaio. Il primo giorno passò così, poi andò sempre peggio. Il povero anatroccolo era scacciato da tutti, perfino i suoi fratelli erano cattivi con lui, dicevano sempre: - Magari ti prendesse il gatto, brutto mostro! – e la madre diceva: - Come ti vorrei lontano! – e le anatre lo mordevano, le galline lo beccavano e la serva che portava da mangiare alle bestie, lo scansava col piede .....” Perfino i cacciatori lo ignoravano e perciò lui era tanto, tanto depresso: neppure per ucciderlo lo volevano, non valeva veramente nulla. Però mentre triste e solo nuotava, per caso si vide riflesso nell’acqua, e capì perché da qualche tempo gli altri animali lo guardavano in modo diverso. Era un cigno, non un brutto anatroccolo, era il re degli uccelli: il più bello.
  • 24. MOBBING TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Grazie per l’ attenzione