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Intervento sul
Sistema Esecutivo,
la Lettura e la
Scrittura
Berriolo Sabrina
LA MEMORIA DI LAVORO
Il termine “memoria di lavoro” sta ad
indicare la duplice funzionalità del sistema di
memoria: quella di elaborazione e quella di
temporaneo mantenimento dell’informazione.
IL MODELLO DI
BADDELEY E HITCH
La ritenzione temporanea e l’elaborazione delle
informazioni avviene grazie al funzionamento
integrato di diverse sottocomponenti:
• Sistema esecutivo centrale
• Circuito fonologico articolatorio
• Taccuino visuo-spaziale
Sistema Esecutivo Centrale
Dispone della maggior parte delle risorse del sistema,
assolve il compito di supervisione, coordinazione ed
Integrazione delle informazioni che provengono dai due
Sottosistemi “schiavi” (slave system), con la funzione di
interagire regolando e controllando la loro attività.
L’obiettivo è quello di elaborare e selezionare strategie
volontarie e coscienti
Circuito Fonologico - Articolatorio
E’adibito all’elaborazione ed al mantenimento delle
informazioni verbali e acustiche.
Costituito da un magazzino fonologico, che mantiene la
traccia del materiale acustico e verbale, e da un meccanismo
di ripetizione subvocale che permette la reiterazione e,
quindi, il mantenimento del materiale da ricordare, nonché
la
conversione di stimoli visivi nei loro corrispondenti verbali.
Taccuino Visuo - Spaziale
E’ designato all’elaborazione ed alla conservazione
dell’informazione visuo-spaziale e consente il mantenimento
temporaneo delle caratteristiche visive delle informazioni in
arrivo. Per esempio ricordare le caratteristiche e la
collocazione spaziale di un disegno, un simbolo grafico o
una parola.
Il taccuino visuo-spaziale sembra inoltre connesso con la
manipolazione delle immagini mentali.
MEMORIA DI LAVORO E FUNZIONI
COGNITIVE
Un gran numero di studi sperimentali ha
dimostrato che le diverse componenti della
memoria di lavoro giocano un ruolo
fondamentale in molte attività quotidiane tra cui
il ragionamento logico, la comprensione del
linguaggio, l’apprendimento dei vocaboli o,
ancora, la lettura.
MEMORIA DI LAVORO E
COMPRENSIONE DEL TESTO
Come testimoniano Palladino e De Beni (1998)
numerose ricerche condotte con soggetti di
differenti livelli evolutivi e con vari paradigmi
sperimentali, hanno dimostrato che vi è una
relazione tra abilità di comprensione del testo e
prestazione in compiti di memoria di lavoro che
richiedono elaborazione e contemporaneo
mantenimento dell’informazione.
UPDATING
L’attività di updating che può essere definita un
processo di aggiornamento delle informazioni.
Non si tratta di una semplice sostituzione di
informazioni vecchie con le nuove, perché
l’aggiornamento coinvolge i processi di
attivazione ed inibizione. Il processo richiede
una scelta e una sostituzione costante degli
items che devono essere mantenuti attivi.
MEMORIA DI LAVORO, UPDATING E
PROBLEM SOLVING
Un processo di updating è messo in atto dalla
comprensione di problemi aritmetici, perché i
solutori devono elaborare tutte le informazioni
contenute nel testo, ma, mentre alcune saranno
immediatamente inibite, altre andranno a far
parte di un modello mentale coerente, che,
successivamente, sarà arricchito di nuovi
elementi. Questo modello diverrà completo
quando tutte le informazioni rilevanti necessarie alla
soluzione saranno state integrate in esso
(Passolunghi2003).
IL TRAINING
• Le prove diagnostiche sono state riprese ed adattate per
formulare gli esercizi del protocollo di lavoro di seguito
presentato.
• Il training proposto ha come obiettivo l’allenamento delle
sottocomponenti della memoria di lavoro per andare a
migliorare le funzioni cognitive in cui la memoria di
lavoro è implicata.
TRAINING PER LA MEMORIA DI LAVORO
VISUO-SPAZIALE
• Possiamo definire la memoria di lavoro visuo-spaziale
come un sistema di memoria che mantiene ed elabora
informazioni che provengono direttamente dalla
percezione o sono recuperate dalla memoria a lungo
termine, secondo un codice visivo o spaziale (Baddeley,
1986; Logie, 1995)
• Il training proposto ha lo scopo di sviluppare le diverse
componenti della memoria di lavoro visuo-spaziale:
visiva (compiti che richiedono il ricordo di informazioni
visive), spaziale di tipo sequenziale ( capacità di ricordare
una serie di localizzazioni spaziali esperite in sequenze
temporali), spaziale di tipo simultaneo (capacità di
recuperare coordinate spaziali presentate
contemporaneamente).
MATRICI DA VISUALIZZARE
Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’Attenzione”
I seguenti training con uso di tabelle coinvolgono il
magazzino della memoria visuo-spaziale, l’attenzione
spaziale, selettiva, sostenuta ed il Sistema Esecutivo.
Il bambino sarà allenato a crearsi “immagini mentali”.
Con il termine immagine mentale in neuropsicologia si
intende l’attivazione della rappresentazione interna di un
oggetto o di una scena in assenza di uno stimolo esterno.
MATRICI DA VISUALIZZARE
Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’attenzione”
• L’esercizio è costituito
da tabelle nelle quali
vengono posizionati più
simboli, il bambino viene
invitato ad osservare la
matrice per pochi secondi
e a ricordare l’esatta
posizione del bersaglio
per poi ricostruirne una
identica senza poter
guardare quella di
riferimento.
 
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MATRICI DA VISUALIZZARE
Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’attenzione”
Le variabili da modificare per rendere progressivo
l’esercizio sono 4:
• Grandezza della matrice (2x2 3x3 ecc..)
• Numero di bersagli nella matrice
• Tipo di bersaglio: può essere un simbolo, un disegno,
lettere o numeri
• Tempo di esposizione della matrice da ricordare
 
 
Memoria di lavoro e attenzione
3
1
9
L
A
S E
operazioni mentali da eseguire su una tabella
memorizzata a lungo termine su input visivo
• Tarare il Soggetto con la tabella di grandezza e numero di
bersagli appropriati, se risponde troppo facilmente,
oppure se non riesce a memorizzare la tabella, il Soggetto
è di fronte a compiti troppo facili o troppo difficili
• La tabella deve essere fatta memorizzare per righe
operazioni mentali da eseguire su una tabella
memorizzata a lungo termine su input visivo
• Si nascondono i bersagli mantenendo tuttavia la
conformazione originaria della tabella. Il soggetto vedrà
così una matrice senza nessun bersaglio visibile, ma
costituita solo da carte bianche. Si chiede al soggetto di
dire a voce come ricorda le righe, le colonne, le diagonali
e le singole celle (esempio cosa c’era nella seconda
casella della prima riga).
• Gradualmente andrà inserita una nuova modalità. Essa
prevede che, dopo il processo di memorizzazione,
l'operatore tolga la matrice bianca ritirando tutte le carte.
Il soggetto dovrà quindi rievocare la matrice senza
beneficiare più del supporto visivo, ma facendo ricorso
alla sola immagine mentale
… con bersagli numerici
• Per questa tabella
valgono le operazioni
precedentemente
descritte, cui
aggiungiamo (per chi è in
grado) la somma e il
prodotto dei numeri
presenti nelle righe, nelle
colonne, nelle diagonali,
e la somma ed il prodotto
di caselle sparse
 
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2
… con gestione dell’interferenza
• si costruisce un’altra tabella con stimoli targhet diversi
e diversamente posizionati su cui si faranno compiere
le stesse operazioni. Inizialmente questa seconda
matrice dovrà essere più semplice della precedente, con
meno caselle e/o bersagli
• si chiede al soggetto di rievocare l'immagine mentale
della prima matrice presentata, sulla quale si faranno
compiere le operazioni già effettuate
• si danno al soggetto tutte le carte appartenenti alla
prima e alla seconda tabella e gli si si chiede di
ricostruire prima l’una, poi l’altra discriminando le
carte giuste ed utilizzando quelle eccedenti come carte
coperte (buchi).
… “a settori”
• Costruire una tabella con carte di colori differenti
disposte settorialmente
• Oltre a chiedere al soggetto di dire a voce come ricorda le
righe, le colonne, le diagonali e le singole celle, si chiede
anche di ripetere i singoli settori (es: settore colorato:
prima riga, seconda riga, prima colonna, seconda
colonna, diagonale da destra, diagonale da sinistra).
 
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… percorso
• Il soggetto, dopo aver operato su righe, colonne,
diagonali, singole celle, dovrà seguire mentalmente un
percorso come quello sopra raffigurato. In tal caso
l’operatore dovrà sempre ricreare una tabella bianca, con
le dimensioni della tabella targhet e l’indicazione del
percorso da effettuare
• Il percorso dovrà essere costruito seguendo indicazioni
uditive, senza aver più alcun supporto visivo. Es: spostati
di una casella a destra… di una in basso… di una a
sinistra… ecc…
 
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… rotazioni mentali
• Costruire, per iniziare, una matrice 2x2 che dovrà essere ruotata a
destra e poi a sinistra con rotazioni a catena (dx, dx, dx, dx torna alla
matrice originale e così sx sx sx sx) o chiedere al soggetto di
“leggere” la tabella ponendosi in posizioni diverse o secondo punti di
riferimento presenti nell’ambiente (es: finestra, porta, parete)
• L’attività può essere preceduta dal passaggio della scelta multipla:
l’operatore presenta al soggetto le 3 matrici, secondo le 3 diverse
posizioni possibili, conseguenti alle rotazioni. Il soggetto, a seconda
della richiesta, sceglie la matrice corrispondente.
• Per soggetti già allenati con il lavoro precedentemente presentato la
matrice verrà ampliata e il soggetto dovrà ricostruirla immaginando di
vederla ruotata di 90° verso destra, ruotata di 90° verso sinistra ….
 
5
 
       
 
 
4
 
 
 
5
       
4
 
 
• utilizzo di lettere e sillabe per promuovere la
fusione nei problemi di lettura
• utilizzo della linea dei numeri per stimolare la
discalculia
 
FA
 
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CA
 
 
 
 
NE
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5 6 7 8 9
TABELLE DA VISUALIZZARE A BREVE TERMINE
(VERSIONE ATTIVA)
adattato dal Visual pattern test di Della Sala, Baddeley e Wilson 1997
• Costruire due matrici identiche il cui numero di caselle
varia da 9 in poi (il numero massimo dovrà essere tarato
sul soggetto e continuamente aumentato). La matrice
presentata riporta una serie di caselle annerite mentre
quella di risposta è completamente bianca. Nessuna
casella dell’ultima riga risulta mai annerita. Il bambino
dovrà annerire, nella matrice vuota, le caselle spostate di
una riga in basso rispetto a quelle colorate di nero nella
matrice mostrata in precedenza
Memoria di lavoro e attenzione
SCACCHIERA DI CORSI
adattato dal test di Milner 1971
• Costruire una matrice di 9 cubetti, numerati dal lato dell’operatore.
L’operatore toccherà con l’indice sequenze di cubetti di lunghezza
progressivamente crescente, partendo da 2, se il soggetto sbaglia
l’operatore ripete una sequenza di posizioni che abbia la stessa
lunghezza, in caso di successo procede con la sequenza sucessiva (il
numero massimo di span deve essere tarato sul soggetto e
continuamente aumentato)
• Il soggetto dovrà: riprodurre la sequenza appena mostrata e poi
riprodurre la sequenza al contrario.
• Ll’operatore nomina il numero corrispondente ai cubetti che tocca e
il soggetto riprodurre la sequenza toccando i cubetti e nominando, a
sua volta, i numeri. Prima in avanti, poi indietro.
• il soggetto tocca e nomina solo gli ultimi 23 numeri della sequenza
proposta dall’operatore, sia in avanti che indietro
Memoria di lavoro e attenzione
COUNTING SPAN
adattato dal test di Case, Kurkland, Golberg, 1982 – Siegel e Ryan, 1989
• Il bambino deve contare (puntando il dito su ogni
cerchio) alcuni cerchi colorati disposti irregolarmente su
un cartoncino, assieme ad altri di un altro colore (i cerchi
bianchi nella figura) e contemporaneamente memorizzare
il numero dei cerchi contati. (da 2 cerchi colorati in poi).
Le prove sono previste per crescenti livelli di span: si
presentano più cartoncini (da 2 in poi), uno dopo l’altro,
nascondendo quelli precedenti, alla fine della
presentazione, si chiede al soggetto il numero di cerchi
contati su ogni cartoncino.
Memoria di lavoro e attenzione
TRIS
adattato dai trattamenti per la memoria visiva di Daniele Bergamin – Optometrista,
Milano
• Terapista e bambino hanno una matrice per il gioco del tris ognuno
(si devono pensare sovrapposte a formare un unico campo). E’
inserito un separatore.
• Il gioco lo comincia sempre il bambino, ad ogni mossa il terapista
alza il separatore per uno/due secondi per esporre la mossa
effettuata.
• Il bambino vince se: non muove in posizione occupate, fa tris, in caso
di “patta” riproduce esattamente le mosse del terapista.
• Lo stesso gioco può essere proposto utilizzando i blocchi logici al
posto dei simboli. In tal caso il bambino non deve usare la stessa
pedina utilizzata dal terapista (per forma, colore, dimensione,
spessore), nel caso di rombo, triangolo e rettangolo anche per
posizione
Memoria di lavoro e attenzione
RICONOSCIMENTO DI FIGURE (A BREVE
TERMINE)
• Si utilizzano più schede: la prima con una figura di riferimento molto
semplice, altre (da 3 in poi) con figure tra cui è presente quella della
prima scheda, le altre immagini differiscono da questa per un
particolare.
• Si mostra al bambino prima la figura stimolo per breve tempo, questa
poi viene nascosta e vengono presentate al bambino le schede con
gli altri disegni simili allo stimolo precedente. Si chiede quindi di
riconoscere il disegno uguale a quello visto prima (che dovrà poi
essere tolto) e poi di indicare le differenze presenti nei restanti
disegni rispetto al target. (es: “cosa manca?” “cosa c’è di diverso?”)
• Il compito può essere reso più o meno complesso a seconda dei
numeri di disegni che vengono presentati simultaneamente ed alle
differenze più o meno evidenti.
TRAINING PER LA MEMORIA DI LAVORO
UDITIVA
• “UPDATING” (AGGIORNAMENTO) Passolunghi, De
Beni 2001
• abilità fondamentale nelle situazioni di apprendimento
in cui viene richiesto di comprendere vari tipi di testi,
risolvere problemi, seguire trattazioni logiche. Tutte
queste attività richiedono infatti una continua ed efficace
attività, in cui solo un limitato numero di informazioni
viene scelto e mantenuto attivo tra tutte quelle in ingresso
nel sistema.
LISTE DI NUMERI E PAROLE
• costruire liste di numeri (la lunghezza della lista va tarata sul
soggetto) da leggere al soggetto dopo avergli specificato che dovrà
ricordare i numeri più piccoli, o i numeri più grandi (anche la
quantità di numeri da tenere in memoria va tarata sul singolo).
• costruire liste di lettere, numeri o parole di span sempre più lungo da
leggere al soggetto che dovrà ripetere sempre le ultime tre ascoltate.
(Morris e Jones, 1990). Il bambino, che non è a conoscenza della
lunghezza della lista presentata, è forzato ad aggiornare
continuamente il ricordo delle ultime parole
• costruire liste di nomi (la lunghezza della lista va tarata sul soggetto)
da leggere al soggetto che dovrà ricordare solo i 3, 4, 5….. nomi di
oggetti, o animali, che sono i più piccoli (o i più grandi) fra quelli
presentati (Palladino, Passolunghi, Pazzaglia)
LISTE DI NUMERI E PAROLE
• Alpha span: costruire liste di parole da leggere al
soggetto che le dovrà memorizzare e poi ripetere: così
come gli sono state lette (per creare un’interferenza sul
compito), secondo l’ordine alfabetico. Inizialmente le
parole della lista avranno iniziali diverse, poi la stessa
iniziale
• Costruire una lista di parole (la lunghezza della lista va
tarata sul soggetto, partire da 2) da leggere al soggetto
che dovrà memorizzarla e ripetere solo uno degli items
proposti. L’operatore quindi le ripeterà mischiate e il
soggetto dovrà ripeterne un altro diverso dal precedente e
così via fino all’esaurimento degli items
LISTENING SPAN
Adattato dal test di Daneman e Carpenter 1980, 1983
• Costruire una serie di frasi (partendo da 2 ed aumentando
sempre di una) da leggere al soggetto che dovrà: ascoltare
le frasi, decidere se ognuna è vera o falsa e ricordare
l’ultima parola di ogni frase. Il compito è quindi
caratterizzato da una richiesta di elaborazione delle
informazioni (decisione vero – falso) e da una di ricordo
( il ricordo dell’ultima parola della frase)
TRAINING PER IL SISTEMA ESECUTIVO
• SPAN DI CIFRE INDIETRO (adattato dal test WISC-R
– 1989)
• TRATTAMENTO METODO “BENSO” TIPO
“BROWN PETERSON”“ Neuropsicologia
dell’attenzione- teoria e trattamenti nei disturbi di
apprendimento” Del Cerro 2004 pp 211-214
• TRATTAMENTO METODO “BENSO” TIPO
“PASAT” “Neuropsicologia dell’attenzione- teoria e
trattamenti nei disturbi di apprendimento” Del Cerro
2004 pp 199-201
Span di cifre indietro
L’esercizio è ripreso dallo span di cifre del test wisc-r in cui
il soggetto deve ripetere una sequenza di cifre lette
dall’operatore, l’ordine di ripetizione sarà inverso rispetto a
quello di presentazione
Es: operatore: 2 – 9 – 4
soggetto: 4 – 9 – 2
Metodo PASAT
Questa serie di esercizi prende spunto dalla regola del test
PASAT (Paced Auditory Serial Addition Test) di Gronwall
D.M. A.(1977).
Tale serie di esercizi è stata elaborata, trasformata e
costruita
ex novo da F. Benso in modo da coinvolgere tutti i tipi di
attenzione durante il training ed ottenere una graduale
esposizione all’interferenza in modo da inserire per gradi il
Sistema Esecutivo.
Fasi del trattamento tipo “pasat”
a) Verifica dei fatti Matematici con + e x
b) Esercizio con le carte (cifre che corrispondono ai fatti
matematici indagati nel punto a)
- carta scoperta
- carta coperta 1
2
3
Fasi del trattamento tipo “pasat”
1 1 3 0 0 1 2 2 3 0 3 2 1
0 2 2 0 1 2 3 0 1 1 3 1 0
2 2 3 3 0 1 2 3 0 0 3 2 1
1 1 3 1 0 2 3 3 1 2 3 0 1
1 3 0 3 2 1 2 3 0 1 2 2 3
1 2 2 3 0 3 2 0 0 2 2 0 1
c) Tabella con numeri sparsi (aumentare la
velocità e il salto).
Fasi del trattamento tipo “pasat”
d) Tabella con numeri sparsi con caselle di diverse
dimensioni.
e) Tabella con numeri sparsi con interferenza uditiva
congruente e incongruente
f) PASAT Uditivo tarato sul tempo di risposta
g) Esercizio tipo PASAT uditivo con nastro registrato
Fasi del trattamento tipo “pasat”
h) Tabella con numeri sparsi da svolgere seguendo un
criterio che viene esposto ad interferenza visiva
1 1 3 0 0 1 2 2 3 0 3 2 1
0 2 2 0 1 2 3 0 1 1 3 1 0
2 2 3 3 0 1 2 3 0 0 3 2 1
1 1 3 1 0 2 3 3 1 2 3 0 1
1 3 0 3 2 1 2 3 0 1 2 2 3
1 2 2 3 0 3 2 0 0 2 2 0 1
i)Aumentare di una cifra rallentare ripartendo dal punto (b)
Trattamento tipo “Brown Peterson”
Fasi del trattamento tipo “Brown Peterson”
a) Taratura sul soggetto
b) si possono impiegare, inizialmente, 5 scatole e si
nascondono due palline, anche in questo caso non
importa l’ordine, se il soggetto indovina si aumentano
le palline e le scatole quando il complementare di
scatole vuote è più piccolo dei numeri dei bersagli.
c) Dopo la taratura il soggetto impara a parte, un percorso
da fare con compiti specifici ad ogni tappa
d) L’esercizio vero e proprio viene messo in atto
abbinando i due compiti.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
• Il training proposto può essere tarato a partire da livelli di difficoltà
molto bassi per arrivare a toccare difficoltà infinite. Sta all’abilità
dell’operatore trovare il giusto livello per il soggetto in questione.
• Ai fini di un corretto allenamento, inoltre, è necessario che le
difficoltà siano introdotte in modo crescente sempre tarate sulle
capacità del soggetto.
• Gli esercizi proposti possono essere abbinati ad esercizi di
velocizzazione della lettura (es: tachistoscopio), ad un lavoro di
verifica e rinforzo degli aspetti della comprensione del testo e del
problem solving.
• Come tutti gli allenamenti atti a modularizzare, meglio qualche
minuto quasi tutti i giorni che ore solo nel fine settina.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
• Ogni seduta dovrà partire esattamente dal punto raggiunto nella
precedente e si dovrà cercare un nuovo “record” (anche se questo
non sarà possibile ogni volta).
• Le attività richiedono che l’operatore sia soprattutto un mediatore,
cioè colui che accompagna il soggetto ad imparare attraverso un
percorso preciso e sistematico nella sua proposta, ma, al tempo
stesso, flessibile, permettendo in ogni momento un riaggiustamento
in relazione al bambino che si ha di fronte.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
“Un trattamento non assomiglia a una pillola da ingerire in
precisi momenti della giornata, che richiede quindi pochi
minuti di attenzione e che fa effetto indipendentemente dalla
disposizione del paziente che assume il farmaco, consiste
invece in interventi di tipo specialistico, coadiuvati da un
corretto supporto didattico, da proporre più volte più volte
durante la settimana da persone che devono possedere un
certo grado di abilità di relazione allo scopo di favorire, tra
l’altro, la motivazione all’apprendimento.”
(Vio- Tressoldi 2002)

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Memoria di lavoro e attenzione

  • 1. Intervento sul Sistema Esecutivo, la Lettura e la Scrittura Berriolo Sabrina
  • 2. LA MEMORIA DI LAVORO Il termine “memoria di lavoro” sta ad indicare la duplice funzionalità del sistema di memoria: quella di elaborazione e quella di temporaneo mantenimento dell’informazione.
  • 3. IL MODELLO DI BADDELEY E HITCH La ritenzione temporanea e l’elaborazione delle informazioni avviene grazie al funzionamento integrato di diverse sottocomponenti: • Sistema esecutivo centrale • Circuito fonologico articolatorio • Taccuino visuo-spaziale
  • 4. Sistema Esecutivo Centrale Dispone della maggior parte delle risorse del sistema, assolve il compito di supervisione, coordinazione ed Integrazione delle informazioni che provengono dai due Sottosistemi “schiavi” (slave system), con la funzione di interagire regolando e controllando la loro attività. L’obiettivo è quello di elaborare e selezionare strategie volontarie e coscienti
  • 5. Circuito Fonologico - Articolatorio E’adibito all’elaborazione ed al mantenimento delle informazioni verbali e acustiche. Costituito da un magazzino fonologico, che mantiene la traccia del materiale acustico e verbale, e da un meccanismo di ripetizione subvocale che permette la reiterazione e, quindi, il mantenimento del materiale da ricordare, nonché la conversione di stimoli visivi nei loro corrispondenti verbali.
  • 6. Taccuino Visuo - Spaziale E’ designato all’elaborazione ed alla conservazione dell’informazione visuo-spaziale e consente il mantenimento temporaneo delle caratteristiche visive delle informazioni in arrivo. Per esempio ricordare le caratteristiche e la collocazione spaziale di un disegno, un simbolo grafico o una parola. Il taccuino visuo-spaziale sembra inoltre connesso con la manipolazione delle immagini mentali.
  • 7. MEMORIA DI LAVORO E FUNZIONI COGNITIVE Un gran numero di studi sperimentali ha dimostrato che le diverse componenti della memoria di lavoro giocano un ruolo fondamentale in molte attività quotidiane tra cui il ragionamento logico, la comprensione del linguaggio, l’apprendimento dei vocaboli o, ancora, la lettura.
  • 8. MEMORIA DI LAVORO E COMPRENSIONE DEL TESTO Come testimoniano Palladino e De Beni (1998) numerose ricerche condotte con soggetti di differenti livelli evolutivi e con vari paradigmi sperimentali, hanno dimostrato che vi è una relazione tra abilità di comprensione del testo e prestazione in compiti di memoria di lavoro che richiedono elaborazione e contemporaneo mantenimento dell’informazione.
  • 9. UPDATING L’attività di updating che può essere definita un processo di aggiornamento delle informazioni. Non si tratta di una semplice sostituzione di informazioni vecchie con le nuove, perché l’aggiornamento coinvolge i processi di attivazione ed inibizione. Il processo richiede una scelta e una sostituzione costante degli items che devono essere mantenuti attivi.
  • 10. MEMORIA DI LAVORO, UPDATING E PROBLEM SOLVING Un processo di updating è messo in atto dalla comprensione di problemi aritmetici, perché i solutori devono elaborare tutte le informazioni contenute nel testo, ma, mentre alcune saranno immediatamente inibite, altre andranno a far parte di un modello mentale coerente, che, successivamente, sarà arricchito di nuovi elementi. Questo modello diverrà completo quando tutte le informazioni rilevanti necessarie alla soluzione saranno state integrate in esso (Passolunghi2003).
  • 11. IL TRAINING • Le prove diagnostiche sono state riprese ed adattate per formulare gli esercizi del protocollo di lavoro di seguito presentato. • Il training proposto ha come obiettivo l’allenamento delle sottocomponenti della memoria di lavoro per andare a migliorare le funzioni cognitive in cui la memoria di lavoro è implicata.
  • 12. TRAINING PER LA MEMORIA DI LAVORO VISUO-SPAZIALE • Possiamo definire la memoria di lavoro visuo-spaziale come un sistema di memoria che mantiene ed elabora informazioni che provengono direttamente dalla percezione o sono recuperate dalla memoria a lungo termine, secondo un codice visivo o spaziale (Baddeley, 1986; Logie, 1995) • Il training proposto ha lo scopo di sviluppare le diverse componenti della memoria di lavoro visuo-spaziale: visiva (compiti che richiedono il ricordo di informazioni visive), spaziale di tipo sequenziale ( capacità di ricordare una serie di localizzazioni spaziali esperite in sequenze temporali), spaziale di tipo simultaneo (capacità di recuperare coordinate spaziali presentate contemporaneamente).
  • 13. MATRICI DA VISUALIZZARE Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’Attenzione” I seguenti training con uso di tabelle coinvolgono il magazzino della memoria visuo-spaziale, l’attenzione spaziale, selettiva, sostenuta ed il Sistema Esecutivo. Il bambino sarà allenato a crearsi “immagini mentali”. Con il termine immagine mentale in neuropsicologia si intende l’attivazione della rappresentazione interna di un oggetto o di una scena in assenza di uno stimolo esterno.
  • 14. MATRICI DA VISUALIZZARE Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’attenzione” • L’esercizio è costituito da tabelle nelle quali vengono posizionati più simboli, il bambino viene invitato ad osservare la matrice per pochi secondi e a ricordare l’esatta posizione del bersaglio per poi ricostruirne una identica senza poter guardare quella di riferimento.   █   █       █
  • 15. MATRICI DA VISUALIZZARE Francesco Benso – “Neuropsicologia dell’attenzione” Le variabili da modificare per rendere progressivo l’esercizio sono 4: • Grandezza della matrice (2x2 3x3 ecc..) • Numero di bersagli nella matrice • Tipo di bersaglio: può essere un simbolo, un disegno, lettere o numeri • Tempo di esposizione della matrice da ricordare
  • 16.    
  • 19. operazioni mentali da eseguire su una tabella memorizzata a lungo termine su input visivo • Tarare il Soggetto con la tabella di grandezza e numero di bersagli appropriati, se risponde troppo facilmente, oppure se non riesce a memorizzare la tabella, il Soggetto è di fronte a compiti troppo facili o troppo difficili • La tabella deve essere fatta memorizzare per righe
  • 20. operazioni mentali da eseguire su una tabella memorizzata a lungo termine su input visivo • Si nascondono i bersagli mantenendo tuttavia la conformazione originaria della tabella. Il soggetto vedrà così una matrice senza nessun bersaglio visibile, ma costituita solo da carte bianche. Si chiede al soggetto di dire a voce come ricorda le righe, le colonne, le diagonali e le singole celle (esempio cosa c’era nella seconda casella della prima riga). • Gradualmente andrà inserita una nuova modalità. Essa prevede che, dopo il processo di memorizzazione, l'operatore tolga la matrice bianca ritirando tutte le carte. Il soggetto dovrà quindi rievocare la matrice senza beneficiare più del supporto visivo, ma facendo ricorso alla sola immagine mentale
  • 21. … con bersagli numerici • Per questa tabella valgono le operazioni precedentemente descritte, cui aggiungiamo (per chi è in grado) la somma e il prodotto dei numeri presenti nelle righe, nelle colonne, nelle diagonali, e la somma ed il prodotto di caselle sparse   1   5       4   3   6   2
  • 22. … con gestione dell’interferenza • si costruisce un’altra tabella con stimoli targhet diversi e diversamente posizionati su cui si faranno compiere le stesse operazioni. Inizialmente questa seconda matrice dovrà essere più semplice della precedente, con meno caselle e/o bersagli • si chiede al soggetto di rievocare l'immagine mentale della prima matrice presentata, sulla quale si faranno compiere le operazioni già effettuate • si danno al soggetto tutte le carte appartenenti alla prima e alla seconda tabella e gli si si chiede di ricostruire prima l’una, poi l’altra discriminando le carte giuste ed utilizzando quelle eccedenti come carte coperte (buchi).
  • 23. … “a settori” • Costruire una tabella con carte di colori differenti disposte settorialmente • Oltre a chiedere al soggetto di dire a voce come ricorda le righe, le colonne, le diagonali e le singole celle, si chiede anche di ripetere i singoli settori (es: settore colorato: prima riga, seconda riga, prima colonna, seconda colonna, diagonale da destra, diagonale da sinistra).
  • 25. … percorso • Il soggetto, dopo aver operato su righe, colonne, diagonali, singole celle, dovrà seguire mentalmente un percorso come quello sopra raffigurato. In tal caso l’operatore dovrà sempre ricreare una tabella bianca, con le dimensioni della tabella targhet e l’indicazione del percorso da effettuare • Il percorso dovrà essere costruito seguendo indicazioni uditive, senza aver più alcun supporto visivo. Es: spostati di una casella a destra… di una in basso… di una a sinistra… ecc…
  • 27. … rotazioni mentali • Costruire, per iniziare, una matrice 2x2 che dovrà essere ruotata a destra e poi a sinistra con rotazioni a catena (dx, dx, dx, dx torna alla matrice originale e così sx sx sx sx) o chiedere al soggetto di “leggere” la tabella ponendosi in posizioni diverse o secondo punti di riferimento presenti nell’ambiente (es: finestra, porta, parete) • L’attività può essere preceduta dal passaggio della scelta multipla: l’operatore presenta al soggetto le 3 matrici, secondo le 3 diverse posizioni possibili, conseguenti alle rotazioni. Il soggetto, a seconda della richiesta, sceglie la matrice corrispondente. • Per soggetti già allenati con il lavoro precedentemente presentato la matrice verrà ampliata e il soggetto dovrà ricostruirla immaginando di vederla ruotata di 90° verso destra, ruotata di 90° verso sinistra ….
  • 29. • utilizzo di lettere e sillabe per promuovere la fusione nei problemi di lettura • utilizzo della linea dei numeri per stimolare la discalculia
  • 31. TABELLE DA VISUALIZZARE A BREVE TERMINE (VERSIONE ATTIVA) adattato dal Visual pattern test di Della Sala, Baddeley e Wilson 1997 • Costruire due matrici identiche il cui numero di caselle varia da 9 in poi (il numero massimo dovrà essere tarato sul soggetto e continuamente aumentato). La matrice presentata riporta una serie di caselle annerite mentre quella di risposta è completamente bianca. Nessuna casella dell’ultima riga risulta mai annerita. Il bambino dovrà annerire, nella matrice vuota, le caselle spostate di una riga in basso rispetto a quelle colorate di nero nella matrice mostrata in precedenza
  • 33. SCACCHIERA DI CORSI adattato dal test di Milner 1971 • Costruire una matrice di 9 cubetti, numerati dal lato dell’operatore. L’operatore toccherà con l’indice sequenze di cubetti di lunghezza progressivamente crescente, partendo da 2, se il soggetto sbaglia l’operatore ripete una sequenza di posizioni che abbia la stessa lunghezza, in caso di successo procede con la sequenza sucessiva (il numero massimo di span deve essere tarato sul soggetto e continuamente aumentato) • Il soggetto dovrà: riprodurre la sequenza appena mostrata e poi riprodurre la sequenza al contrario. • Ll’operatore nomina il numero corrispondente ai cubetti che tocca e il soggetto riprodurre la sequenza toccando i cubetti e nominando, a sua volta, i numeri. Prima in avanti, poi indietro. • il soggetto tocca e nomina solo gli ultimi 23 numeri della sequenza proposta dall’operatore, sia in avanti che indietro
  • 35. COUNTING SPAN adattato dal test di Case, Kurkland, Golberg, 1982 – Siegel e Ryan, 1989 • Il bambino deve contare (puntando il dito su ogni cerchio) alcuni cerchi colorati disposti irregolarmente su un cartoncino, assieme ad altri di un altro colore (i cerchi bianchi nella figura) e contemporaneamente memorizzare il numero dei cerchi contati. (da 2 cerchi colorati in poi). Le prove sono previste per crescenti livelli di span: si presentano più cartoncini (da 2 in poi), uno dopo l’altro, nascondendo quelli precedenti, alla fine della presentazione, si chiede al soggetto il numero di cerchi contati su ogni cartoncino.
  • 37. TRIS adattato dai trattamenti per la memoria visiva di Daniele Bergamin – Optometrista, Milano • Terapista e bambino hanno una matrice per il gioco del tris ognuno (si devono pensare sovrapposte a formare un unico campo). E’ inserito un separatore. • Il gioco lo comincia sempre il bambino, ad ogni mossa il terapista alza il separatore per uno/due secondi per esporre la mossa effettuata. • Il bambino vince se: non muove in posizione occupate, fa tris, in caso di “patta” riproduce esattamente le mosse del terapista. • Lo stesso gioco può essere proposto utilizzando i blocchi logici al posto dei simboli. In tal caso il bambino non deve usare la stessa pedina utilizzata dal terapista (per forma, colore, dimensione, spessore), nel caso di rombo, triangolo e rettangolo anche per posizione
  • 39. RICONOSCIMENTO DI FIGURE (A BREVE TERMINE) • Si utilizzano più schede: la prima con una figura di riferimento molto semplice, altre (da 3 in poi) con figure tra cui è presente quella della prima scheda, le altre immagini differiscono da questa per un particolare. • Si mostra al bambino prima la figura stimolo per breve tempo, questa poi viene nascosta e vengono presentate al bambino le schede con gli altri disegni simili allo stimolo precedente. Si chiede quindi di riconoscere il disegno uguale a quello visto prima (che dovrà poi essere tolto) e poi di indicare le differenze presenti nei restanti disegni rispetto al target. (es: “cosa manca?” “cosa c’è di diverso?”) • Il compito può essere reso più o meno complesso a seconda dei numeri di disegni che vengono presentati simultaneamente ed alle differenze più o meno evidenti.
  • 40. TRAINING PER LA MEMORIA DI LAVORO UDITIVA • “UPDATING” (AGGIORNAMENTO) Passolunghi, De Beni 2001 • abilità fondamentale nelle situazioni di apprendimento in cui viene richiesto di comprendere vari tipi di testi, risolvere problemi, seguire trattazioni logiche. Tutte queste attività richiedono infatti una continua ed efficace attività, in cui solo un limitato numero di informazioni viene scelto e mantenuto attivo tra tutte quelle in ingresso nel sistema.
  • 41. LISTE DI NUMERI E PAROLE • costruire liste di numeri (la lunghezza della lista va tarata sul soggetto) da leggere al soggetto dopo avergli specificato che dovrà ricordare i numeri più piccoli, o i numeri più grandi (anche la quantità di numeri da tenere in memoria va tarata sul singolo). • costruire liste di lettere, numeri o parole di span sempre più lungo da leggere al soggetto che dovrà ripetere sempre le ultime tre ascoltate. (Morris e Jones, 1990). Il bambino, che non è a conoscenza della lunghezza della lista presentata, è forzato ad aggiornare continuamente il ricordo delle ultime parole • costruire liste di nomi (la lunghezza della lista va tarata sul soggetto) da leggere al soggetto che dovrà ricordare solo i 3, 4, 5….. nomi di oggetti, o animali, che sono i più piccoli (o i più grandi) fra quelli presentati (Palladino, Passolunghi, Pazzaglia)
  • 42. LISTE DI NUMERI E PAROLE • Alpha span: costruire liste di parole da leggere al soggetto che le dovrà memorizzare e poi ripetere: così come gli sono state lette (per creare un’interferenza sul compito), secondo l’ordine alfabetico. Inizialmente le parole della lista avranno iniziali diverse, poi la stessa iniziale • Costruire una lista di parole (la lunghezza della lista va tarata sul soggetto, partire da 2) da leggere al soggetto che dovrà memorizzarla e ripetere solo uno degli items proposti. L’operatore quindi le ripeterà mischiate e il soggetto dovrà ripeterne un altro diverso dal precedente e così via fino all’esaurimento degli items
  • 43. LISTENING SPAN Adattato dal test di Daneman e Carpenter 1980, 1983 • Costruire una serie di frasi (partendo da 2 ed aumentando sempre di una) da leggere al soggetto che dovrà: ascoltare le frasi, decidere se ognuna è vera o falsa e ricordare l’ultima parola di ogni frase. Il compito è quindi caratterizzato da una richiesta di elaborazione delle informazioni (decisione vero – falso) e da una di ricordo ( il ricordo dell’ultima parola della frase)
  • 44. TRAINING PER IL SISTEMA ESECUTIVO • SPAN DI CIFRE INDIETRO (adattato dal test WISC-R – 1989) • TRATTAMENTO METODO “BENSO” TIPO “BROWN PETERSON”“ Neuropsicologia dell’attenzione- teoria e trattamenti nei disturbi di apprendimento” Del Cerro 2004 pp 211-214 • TRATTAMENTO METODO “BENSO” TIPO “PASAT” “Neuropsicologia dell’attenzione- teoria e trattamenti nei disturbi di apprendimento” Del Cerro 2004 pp 199-201
  • 45. Span di cifre indietro L’esercizio è ripreso dallo span di cifre del test wisc-r in cui il soggetto deve ripetere una sequenza di cifre lette dall’operatore, l’ordine di ripetizione sarà inverso rispetto a quello di presentazione Es: operatore: 2 – 9 – 4 soggetto: 4 – 9 – 2
  • 46. Metodo PASAT Questa serie di esercizi prende spunto dalla regola del test PASAT (Paced Auditory Serial Addition Test) di Gronwall D.M. A.(1977). Tale serie di esercizi è stata elaborata, trasformata e costruita ex novo da F. Benso in modo da coinvolgere tutti i tipi di attenzione durante il training ed ottenere una graduale esposizione all’interferenza in modo da inserire per gradi il Sistema Esecutivo.
  • 47. Fasi del trattamento tipo “pasat” a) Verifica dei fatti Matematici con + e x b) Esercizio con le carte (cifre che corrispondono ai fatti matematici indagati nel punto a) - carta scoperta - carta coperta 1 2 3
  • 48. Fasi del trattamento tipo “pasat” 1 1 3 0 0 1 2 2 3 0 3 2 1 0 2 2 0 1 2 3 0 1 1 3 1 0 2 2 3 3 0 1 2 3 0 0 3 2 1 1 1 3 1 0 2 3 3 1 2 3 0 1 1 3 0 3 2 1 2 3 0 1 2 2 3 1 2 2 3 0 3 2 0 0 2 2 0 1 c) Tabella con numeri sparsi (aumentare la velocità e il salto).
  • 49. Fasi del trattamento tipo “pasat” d) Tabella con numeri sparsi con caselle di diverse dimensioni. e) Tabella con numeri sparsi con interferenza uditiva congruente e incongruente f) PASAT Uditivo tarato sul tempo di risposta g) Esercizio tipo PASAT uditivo con nastro registrato
  • 50. Fasi del trattamento tipo “pasat” h) Tabella con numeri sparsi da svolgere seguendo un criterio che viene esposto ad interferenza visiva 1 1 3 0 0 1 2 2 3 0 3 2 1 0 2 2 0 1 2 3 0 1 1 3 1 0 2 2 3 3 0 1 2 3 0 0 3 2 1 1 1 3 1 0 2 3 3 1 2 3 0 1 1 3 0 3 2 1 2 3 0 1 2 2 3 1 2 2 3 0 3 2 0 0 2 2 0 1 i)Aumentare di una cifra rallentare ripartendo dal punto (b)
  • 52. Fasi del trattamento tipo “Brown Peterson” a) Taratura sul soggetto b) si possono impiegare, inizialmente, 5 scatole e si nascondono due palline, anche in questo caso non importa l’ordine, se il soggetto indovina si aumentano le palline e le scatole quando il complementare di scatole vuote è più piccolo dei numeri dei bersagli. c) Dopo la taratura il soggetto impara a parte, un percorso da fare con compiti specifici ad ogni tappa d) L’esercizio vero e proprio viene messo in atto abbinando i due compiti.
  • 53. INDICAZIONI METODOLOGICHE • Il training proposto può essere tarato a partire da livelli di difficoltà molto bassi per arrivare a toccare difficoltà infinite. Sta all’abilità dell’operatore trovare il giusto livello per il soggetto in questione. • Ai fini di un corretto allenamento, inoltre, è necessario che le difficoltà siano introdotte in modo crescente sempre tarate sulle capacità del soggetto. • Gli esercizi proposti possono essere abbinati ad esercizi di velocizzazione della lettura (es: tachistoscopio), ad un lavoro di verifica e rinforzo degli aspetti della comprensione del testo e del problem solving. • Come tutti gli allenamenti atti a modularizzare, meglio qualche minuto quasi tutti i giorni che ore solo nel fine settina.
  • 54. INDICAZIONI METODOLOGICHE • Ogni seduta dovrà partire esattamente dal punto raggiunto nella precedente e si dovrà cercare un nuovo “record” (anche se questo non sarà possibile ogni volta). • Le attività richiedono che l’operatore sia soprattutto un mediatore, cioè colui che accompagna il soggetto ad imparare attraverso un percorso preciso e sistematico nella sua proposta, ma, al tempo stesso, flessibile, permettendo in ogni momento un riaggiustamento in relazione al bambino che si ha di fronte.
  • 55. INDICAZIONI METODOLOGICHE “Un trattamento non assomiglia a una pillola da ingerire in precisi momenti della giornata, che richiede quindi pochi minuti di attenzione e che fa effetto indipendentemente dalla disposizione del paziente che assume il farmaco, consiste invece in interventi di tipo specialistico, coadiuvati da un corretto supporto didattico, da proporre più volte più volte durante la settimana da persone che devono possedere un certo grado di abilità di relazione allo scopo di favorire, tra l’altro, la motivazione all’apprendimento.” (Vio- Tressoldi 2002)